Il presidente Venturi: "Le nostre aziende sono in crisi. Necessario un intervento urgente"
mercoledì 19 marzo 2025
Confagricoltura lancia l'allarme: "Danni ingenti da fauna selvatica, agricoltori in difficoltà"
martedì 22 ottobre 2024
Manes Bernardini: "Urgente una revisione della strategia idraulica. Agricoltori in prima linea per la manutenzione del territorio"
Manes Bernardini (nella foto) lancia l'allarme sulla necessità di una revisione totale della
strategia e delle infrastrutture idrauliche di Bologna e dell'area
metropolitana. Alla luce dei cambiamenti climatici, il sistema idraulico attuale
non è più in grado di gestire i volumi d’acqua record che si verificano sempre
più frequentemente.
Bernardini
propone un piano straordinario di investimenti per modernizzare la rete
fluviale, che si trova in uno stato di sofferenza, se non di collasso. Denuncia
anche la scarsa manutenzione delle aree boschive a monte, che non vengono
curate da oltre 50 anni, aggravando la situazione.
Come
soluzione immediata, Bernardini suggerisce di coinvolgere il mondo agricolo,
definendo gli agricoltori "le prime sentinelle del territorio".
Grazie al Decreto Legislativo 18 maggio n. 228/2001, che consente deroghe sulle
norme di appalto, è possibile affidare agli agricoltori la manutenzione
ordinaria e straordinaria del territorio, come la pulizia di fossati, aree boschive
e scoli.
Questa
iniziativa, oltre a garantire una gestione più efficiente del territorio,
fornirebbe un sostegno diretto al settore agricolo, anch'esso duramente colpito
dagli eventi climatici recenti.
lunedì 26 febbraio 2024
Agricoltori in piazza a Bruxelles
Oggi, lunedì 26 febbraio, in corteo da Stazione Luxembourg a Rue de la Loi. Alla Commissione UE chiedono alcune semplificazioni
Coldiretti informa:
Migliaia di agricoltori della Coldiretti scendono in piazza con una grande mobilitazione per chiedere alle istituzioni europee risposte immediate e strumenti certi per cambiare le regole che minacciano la sopravvivenza del settore, tra norme capestro e regolamenti inadeguati che fanno aumentare i costi a carico delle aziende deprimendo la produzione nazionale a beneficio delle importazioni dall’estero. Presente anche una delegazione di Coldiretti Bologna guidata dalla Presidente provinciale, Valentina Borghi e dal Direttore Marco Allaria Olivieri.
L'appuntamento è fissato per lunedì 26 febbraio, a Bruxelles, in occasione della discussione del Consiglio dei Ministri agricoli dell'Ue sulla semplificazione della Politica Agricola Comune (Pac).
A partire dalle ore 10.00, in concomitanza dei
lavori, si terrà la manifestazione organizzata da Coldiretti che partirà dalla
Stazione Luxembourg per raggiungere Rue de la Loi, nei pressi della Commissione
e del Consiglio europei.
“Nelle proposte avanzate dalla Commissione – spiega
il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in merito al pacchetto
semplificazione per l'agricoltura che la Commissione UE ha inviato alla
presidenza belga dell’UE – abbiamo letto alcune semplificazioni da noi
proposte, ma manca completezza e certezza dei dettagli. Si sono, finalmente,
accorti di alcuni aspetti su cui intervenire, come ad esempio la condizionalità
ambientale e la razionalizzazione dei controlli. Sono positive anche le ipotesi
di intervento per i piccoli agricoltori. Però – precisa Prandini – al momento
sono solo dichiarazioni: i tempi delle aziende non combaciano con i tempi della
burocrazia europea. Noi vogliamo risposte concrete e interventi immediati. Non
è più tempo di annunci, serve cambiare le regole che penalizzano l’agricoltura.
La posizione di Coldiretti non cambia: lunedì saremo di nuovo a Bruxelles a
manifestare in piazza insieme a migliaia di agricoltori per avere tempi e
strumenti certi per cambiare le politiche europee che minacciano la
sopravvivenza del settore”.
In piazza saranno presenti anche le associazioni di
categoria provenienti da diverse parti dell'Unione Europea, tra cui la Spagna
(Asaja), il Portogallo (Cap), il Belgio (Fwa), che si uniranno alla Coldiretti
per trasformare le proteste in proposte concrete.
venerdì 7 ottobre 2022
Da Aemil Banca finanziamenti agli agricoltori contro il caro energia
L’Istituto di credito stanzia 20 milioni di euro per permettere alle aziende agricole emiliane di spalmare i costi energetici del 2021 sui prossimi 10 anni
Emil
Banca stanzia 20 milioni di euro
per tagliare le bollette degli agricoltori.
Il plafond messo in campo dalla Banca di Credito Cooperativo del Gruppo BCC Iccrea servirà per concedere liquidità in tempi rapidi, a basso costo e con la garanzia Ismea, alle aziende alle prese con l’aumento dei costi energetici che così potranno spalmare i costi sostenuti nel 2021, in un periodo molto lungo: 10 anni.
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I finanziamenti, che potranno avere un importo
massimo di 35.000, avranno una durata di 120 mesi di cui 24 di
preammortamento. L’importo del finanziamento, che non potrà superare il 100%
dell’ammontare dei costi per energia, carburanti e/o materie prime sostenute
dalle aziende durante il 2021, sarà interamente coperto da garanzia statale.
“Nel
caso arrivi il via libera all’aumento del valore della garanzia statale - ha dichiarato il
direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia ( nella foto) - siamo
pronti ad alzare l’importo massimo del finanziamento e, se sarà necessario,
anche il plafond dedicato a questo prodotto. Ma il credito, da solo, non
basterà per uscire da questa pericolosa crisi. Oltre che di importanti
interventi pubblici, le aziende, anche quelle agricole, hano bisogno di
innovare - ha concluso - Devono puntare con forza alla
sostenibilità e all’implementazione delle più moderne tecniche di risparmio
energetico ed idrico. Noi, da diversi anni offriamo gratuitamente alle nostre
aziende socie e clienti un percorso, Agrimanager, in collaborazione con la
Cooperativa Agri 2000 per portare questi concetti dentro le tante aziende
agricole della regione. Lo scorso anno ben 7.000 sono state coinvolte lo scorso
anno, e l’edizione che partirà a novembre di quest’anno sarà incentrata proprio
su come gestire l’impresa nel tempo dell’incertezza”.
venerdì 14 gennaio 2022
Dagli agricoltori un grido: " O noi o i cinghiali'
Dario Mingarelli ha raccolto le pressanti e disperate richieste degli agricoltori dell'Appennino e scrive:
Sono più di 30 anni che la montagna soffre l’assalto degli ungulati. Assalto mai fermato dai piani faunistici della Regione, né dall’Istituto per la Fauna Selvatica, né dai Comuni ( le cui competenze in materia sono limitate), a dispetto degli innumerevoli proclami e sottoscrizioni di impegni che si proponevano di agire in modo da contenere il numero dei ‘vandali’ a quello compatibile con gli spazi ( gli ettari) presenti. Addirittura al di sotto della ‘cosiddetta linea rossa’, quella che delimita la bassa collina dalla montagna, era stata prevista l’eradicazione al fine di difendere l’agricoltura di grande qualità della bassa collina. Gli Unni a quattro zampe sono arrivati invece da tempo in pianura e vi scorrazzano liberamente. La situazione incontrollata ha creato in montagna problemi molto gravi ed è tale da far temere di essere arrivati a un punto di non ritorno. E’ sfuggita di mano ai responsabili della gestione della Fauna selvatica. Gli agricoltori sono stremati e sfiduciati. Si trovano nell’impossibilità di arginare i danni che vengono arrecati alle loro coltivazioni ogni anno.
A rendere la loro condizione intollerabile si
aggiunge il fatto che i risarcimenti (molto contenuti rispetto ai valori reali
dei danni), richiedono una tale iter burocratico da scoraggiare.
Nella incomprensione di coloro che dovrebbero porre
mano a interventi risolutivi, molti di loro non riescono a fare domande di
risarcimento, tanti altri nemmeno le producono, altri ancora la inoltrano senza
avere esito positivo. Siamo comunque nella tragica situazione che, pur
spendendo pubblico denaro per
ricompensare ( si fa per dire) il danno,
non si ottengono risultati. I
risarcimenti non soddisfano i danneggiati e il numero degli ungulati cresce in modo
esponenziale senza controllo. La caccia diverte pochi e non risolve la grande
natalità e i danni procurati all’agricoltura sono di gran lunga superiori
ai rimedi.
Non si faccia poi l’elenco delle provvidenze
pubbliche, come qualcuno ha fatto: vi si accede per graduatoria e come ogni
graduatoria ha delle categorie preferite, come gli spazi in parchi. Molto
spesso gli agricoltori sono fuori da questi ambiti areali e finiscono per
essere in posizioni non finanziate delle
graduatorie.
I suggerimenti mandati in Regione, e siamo ai tempi in
cui esistevano le Comunità Montane, non sono stati nemmeno considerati. Oggi l’Unione
degli 11 Comuni della Montagna preferisce inspiegabilmente tacere così che coloro
che sono intenzionati a tornare in agricoltura ( e Dio sa quanto sarebbero
utili e graditi), vista la situazione,
abbandonano. La popolazione degli ungulati è quasi pari a quella antropica e l’orda vorace
mette in seria difficoltà non solo le coltivazioni ma anche i boschi. Il loro grufolare nel fondo
erboso impedisce la ricrescita del ceduo. Purtroppo anche gli incidenti
stradali sono diventati numerosi.
Grazie a leggi sbagliate, ora gli ungulati hanno un
padrone, non sono più RES NULLIUS, ma sono di proprietà dello Stato che non vuole o non
ce la fa a regolare la situazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un
immane disastro.
Spero e auspico che l’Unione dei Comuni dell’Appennino
si svegli e pretenda una risposta esauriente dai politici e dai responsabili
della gestione della fauna appenninica.
mercoledì 17 novembre 2021
Cinghiali e caccia: La Regione apre alla 'autodifesa' degli agricoltori
Il presidente di Coldiretti Nicola Bertinelli: "Accolte le nostre richieste".
Dubbio invia e chiede la pubblicazione di questo articolo di Bologna Today
Gli agricoltori dell'Emilia-Romagna potranno difendersi autonomamente dai cinghiali: nel nuovo piano faunistico-venatorio che verrà discusso a breve in giunta regionale ci sono infatti "novità che rappresentano un risultato importantissimo per il bene degli imprenditori agricoli e per tutta la cittadinanza", dice Nicola Bertinelli, presidente regionale di Coldiretti, uscendo dalla riunione del tavolo presieduto dall'assessore Alessio Mammi.
E' in questa riunione, infatti, che è stata presentata la bozza del piano di controllo del cinghiale e lì viene accolta ‘buona parte delle richieste di Coldiretti riguardo le possibilità di autodifesa da parte degli agricoltori’. Cioè quello che avevamo chiesto a gran voce in occasione della manifestazione dello scorso 8 luglio- prosegue Bertinelli- e ora, in una bozza che ha già ricevuto l'ok dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), si legge che gli agricoltori posso provvedere all'autodifesa dai cinghiali nella loro proprietà o direttamente o, se non provvisti di licenza di caccia, coadiuvati da dipendenti e persone di loro fiducia".
Coldiretti Emilia Romagna esprime soddisfazione anche per i provvedimenti che, tenendo conto delle più recenti disposizioni emanate dal Consiglio di Stato riguardo i coadiutori, prevedono che l'elenco di questi possa essere fornito ogni cinque anni e che, per la prima volta in assoluto, le carni dei cinghiali abbattuti restino di proprietà del titolare dell'azienda.
"Un provvedimento per il quale ci siamo battuti e che la Regione ha recepito -conclude il direttore regionale di Coldiretti Marco Allaria Olivier- e che va nella direzione di garantire maggiormente la difese delle nostre produzioni. Uno strumento più concreto per il contenimento di questi selvatici che tanti danni hanno causato alle aziende agricole, ma hanno creato e creano anche tanti pericoli per i cittadini".
martedì 6 luglio 2021
Gli agricoltori si mobilitano contro i cinghiali: giovedì 8 luglio saranno in piazza a Montecitorio e in tutta Italia per protesta
La Coldiretti informa:
Non è mai stato così alto l’allarme per l’invasione di cinghiali
in Italia che con l’emergenza Covid hanno trovato campo libero in spazi rurali
e urbani, spingendosi sempre più vicini ad abitazioni e scuole fino ai parchi
dove giocano i bambini. Gli animali selvatici distruggono produzioni
alimentari, sterminano raccolti, assediano campi, causano incidenti stradali
con morti e feriti e si spingono fino all’interno dei centri urbani dove
razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone
#bastacinghiali.
Una situazione che ha ormai oltrepassato il
limite di guardia con gli agricoltori esasperati che giovedì 8 luglio dalle 9 a Roma in piazza Montecitorio scatenano la più
grande protesta mai realizzata prima nella Capitale e con le mobilitazioni in
tutte le Regioni, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, da Palermo a
Cagliari, con il coinvolgimento di decine di migliaia di agricoltori,
allevatori, pastori e cittadini e le dolorose testimonianze di chi è stato
personalmente colpito ed ha paura per l’incolumità della propria famiglia.
Saranno presenti insieme al presidente della
Coldiretti Ettore Prandini rappresentanti delle istituzioni e della politica a
livello nazionale.
Per l’occasione sarà diffuso l’esclusivo Dossier
Coldiretti su “Covid e l’assedio dei cinghiali in Italia”, sui rischi per
la sicurezza, l’ambiente e la salute e le proposte concrete per garantire la
sopravvivenza delle aziende agricole e la tranquillità dei cittadini.
giovedì 24 giugno 2021
Giornate di fuoco nelle campagne: irrigazioni indispensabili e boom di costi per gli agricoltori.
A rischio le produzioni su terreni non irrigui. I cambiamenti climatici chiedono di accelerare e rendere irrigui i terreni coltivati a seminativo, persino i vigneti e gli oliveti”
di Barbara Bertuzzi
Il clima torrido sta
complicando lo svolgimento delle attività agricole nelle campagne. Tutte le
colture emiliano-romagnole soffrono del repentino passaggio da una primavera
fresca a un’estate di fuoco. «Mais, soia, pomodoro da industria, patate,
orticole, viti e alberi da frutto necessitano di un apporto idrico costante per
via di temperature elevate sia nelle ore diurne ma soprattutto in quelle
notturne, accompagnate spesso da vento caldo. Le irrigazioni sono indispensabili
nella fase di allegagione come pure nella fase di crescita del frutto. Ciò
implica un aumento di costi per la distribuzione della risorsa
idrica a scopo irriguo e per la gestione e manutenzione degli impianti -
osserva Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura
Emilia Romagna - un aggravio di spese sempre maggiore per l’agricoltore a
causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Bisogna inoltre effettuare
irrigazioni non abbondanti per evitare il rischio di una diffusione di
patologie fungine scatenate da alti livelli di umidità e ristagni d’acqua».
L’emergenza
idrica non ha risparmiato neppure i frutticoltori colpiti dalle gelate di aprile, che nonostante la scarsa
o nulla produzione devono continuare a dare acqua alle piante per non
compromettere l’intero impianto frutticolo.
«Attenzionare
e garantire la disponibilità di risorsa idrica, in particolare
nelle aree servite dagli affluenti appenninici del Po. Il climate change ci
chiede di accelerare e rendere irrigui i terreni coltivati a
seminativo, persino i vigneti e gli oliveti», conclude il presidente
regionale di Confagricoltura.
domenica 14 febbraio 2021
Incontro dei 'Distretti Biologici dell'Appennino bolognese
Riceviamo:
Giovedì 25 febbraio , dalle 10, si terrà un incontro aperto online, a cura del Comitato Promotore del Distretto Biologico dell’Appennino Bolognese e dal GAL Appennino Bolognese, con agricoltori, trasformatori di prodotti agricoli, diffusori e promotori di produzioni biologiche e riconversione agro-ecologica dell’Appennino Bolognese.
E’
necessaria la preiscrizione all'evento compilando il seguente modulo
entro il prossimo 23 febbraio > bit.ly/GALForm
venerdì 28 agosto 2020
Pomodoro da industria, via libera agli indennizzi per gli agricoltori danneggiati
domenica 12 gennaio 2020
Confagricoltura Bologna: "La gestione dei cinghiali nelle aree limitrofe alla città di Bologna richiede collaborazioni. Gli agricoltori 'ci sono "'.
lunedì 16 dicembre 2019
Una mano agli agricoltori colpiti dalla cimice asiatica
mercoledì 18 settembre 2019
La Cimice asiatica porta in piazza gli agricoltori Emiliano Romagnoli
Confagricoltura, 'comparto sta perdendo i suoi pezzi migliori'

lunedì 15 luglio 2019
Lupi e orsi fanno strage negli allevamenti, agricoltori in piazza
Coldiretti sollecita:
lunedì 27 maggio 2019
Rivolta dei cacciatori di cinghiale, replica di Confagricoltura Bologna
martedì 27 novembre 2018
Lupi in montagna: “Quali sono le tutele per gli allevatori”?
sabato 27 ottobre 2018
Domenica di ringraziamento e non solo quella di Savigno
venerdì 13 aprile 2018
Otto agricoltori schiacciati dal trattore in pochi giorni.
sabato 18 novembre 2017
Gli agricoltori festeggiano la GIORNATA PROVINCIALE DEL RINGRAZIAMENTO a Crevalcore.
- mercato aziende agricole: vendita dei prodotti tipicio
sabato 12 agosto 2017
Sempre 'meno logico' il mercato della frutta. Coldiretti: “ Salgono i prezzi al dettaglio, ma diminuiscono del 40% quelli nei campi. I centesimi dati agli agricoltori diventano euro per i consumatori”.
COLDIRETTI DENUNCIA:
Aumentano sopra la media i prezzi al dettaglio della frutta (+1,8%) e dei vegetali freschi (+1,9%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ma nelle campagne è crisi con le quotazioni che non coprono i costi di produzione e fanno chiudere le aziende. I prezzi nelle campagne sono in calo dal 20% per le pesche al 34% per i cocomeri, dal 44% per i meloni al 45% per i cavolfiori secondo elaborazioni Coldiretti sugli ultimi dati Ismea.
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