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lunedì 11 marzo 2024

A Vergato un corso per 'vivere la radio'

 


Il consigliere comunale di Vergato Roberto Giusti informa:

Prenderà il via giovedì prossimo,  14 marzo,  nella  Biblioteca di Vergato,  un interessante e qualificato corso radiofonico dal nome 𝙑𝙞𝙫𝙞 𝙡𝙖 𝙍𝙖𝙙𝙞𝙤, tenuto da Radio Frequenza Appennino: 4 lezioni gratuite (con prenotazione obbligatoria), a partire dalle 20 che si terranno  presso la Biblioteca comunale il 𝟏𝟒 𝐞 𝟐𝟏 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨, il 𝟒 𝐞 𝟏𝟏 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞.

Al termine del corso sarà consegnato un attestato finale di partecipazione.  

Maggiori e dettagliate informazione al link: https://www.comune.vergato.bo.it/novita/notizie/radio-viva-corso-biblioteca  

𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 allo 051910559, oppure tramite  biblioteca@comune.vergato.bo.it

sabato 28 ottobre 2023

Guglielmo Marconi raccontato agli adolescenti con un podcast Sci-fi Fantasy di Radioimmaginaria.

"La Ragazza delle Onde" è online su RaiPlaySound



La Città Metropolitana informa:

 

Far conoscere anche ai più giovani l'affascinante figura di Guglielmo Marconi, scienziato illustre e padre delle comunicazioni wireless, che con le sue invenzioni e capacità imprenditoriali ha cambiato il corso della storia e il nostro modo di vivere, è l'obiettivo del podcast “La Ragazza delle Onde” di Radioimmaginaria, prodotto per RaiPlaySound.

 

Il podcast è composto da tre serie di 10 episodi e la prima serie è in uscita lunedì 30 ottobre 2023, sulla piattaforma di RaiPlaySound. Ogni settimana sarà pubblicato un episodio.

L'iniziativa si inserisce in un ampio programma di eventi promosso dal Tavolo di Lavoro dedicato alle celebrazioni del prossimo anno, in occasione dei 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi. Il premio Nobel, infatti, era nato a Bologna il 25 aprile 1874.

Il Tavolo è composto da Comune di Bologna, Città metropolitana, Comune di Sasso Marconi, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Guglielmo Marconi e Università di Bologna. Insieme alle principali istituzioni museali impegnate nella divulgazione del lascito marconiano, il Tavolo di Lavoro dà voce al territorio per la composizione delle diverse iniziative. 

“La Ragazza delle Onde” è scritto da Michele Ferrari, Lorenzo Liberatore, Marco Regazzi, Noemi Sassatelli, Lorenzo Spallino con la supervisione di Manlio Castagna e la consulenza scientifica di Gabriele Falciasecca. 

“Il podcast ha un valore significativo di grande originalità: uno dei progetti che abbiamo voluto sostenere come Città metropolitana per dare voce alle ragazze e ai ragazzi intorno alla figura di Guglielmo Marconi e soprattutto sullo spirito di ricerca e avventura che ha incarnato e che è importante oggi rilanciare. – commenta Elena Di Gioia, delegata alla Cultura di Bologna e Città metropolitana - Il podcast realizzato da giovani adolescenti di Radioimmaginaria ben si inserisce come progetto della serie di iniziative che il Tavolo locale Marconiano sta progettando per le celebrazioni marconiane 2024 e che ruoteranno attorno al 150esimo anniversario dalla sua nascita. Le scoperte di Guglielmo Marconi costituiscono una preziosa eredità scientifica e culturale che vogliamo rafforzare sempre di più nel nostro territorio. In un momento internazionale dove coltivare e sostenere il talento dei giovani è più che mai necessario "La ragazza delle Onde" ci consegna temi fondamentali anche a sostegno di quanto la cultura sia sempre il terreno da cui partire per nutrire il futuro".

 

La storia

Una ragazzina di nome India, non vedente dopo aver subito un trauma, il giorno del suo 14esimo compleanno, riceve in regalo dal suo migliore amico un paio di cuffiette “Spacebuds” che contengono una specie di intelligenza artificiale in grado di soddisfare qualunque sensazione o bisogno emotivo di chi le indossa. Tutti i ragazzi le vogliono e anche India ne resta stupefatta.

Insieme a questa innovazione, nel cervello dei giovanissimi si insinua, però, una frequenza siderale negativa detta “onda m” con la quale la società Echoes, produttrice delle Spacebuds, vuole condizionare gli adolescenti per renderli strumentali al proprio volere. In una specie di metaverso, Guglielmo Marconi ritorna nel suo laboratorio di quando era ragazzo, chiamato "La stanza dei Bachi", per aiutare India a vincere il terribile raggio della morte e salvare l’umanità. Riusciranno India e i suoi amici a resistere alla forza del male e sconfiggere l’onda M? 

Cast

Guglielmo Marconi: Mino Caprio
India: Greta Esposito
Harper: Mario Giarola
Foxtrot: Lorenzo Briganti
Prof. Roger Lima: Luca Biagini
Victor Echo: Riccardo Lombardo
EzioHertz: Michele Ferrari
Santiago: Luca Capuano
Melissa: Carlotta Lo Greco
Charlie: Barbara Lo Gaglio
Nancy: Nadia Noto
Narratore: Antonella Alessandro

Immagine in formato JpegScarica l'immagine di copertina del podcast (374 KB)

 


mercoledì 30 novembre 2022

“La radio avvicina i popoli del mondo”

 


“La radio avvicina i popoli del mondo”, e’ il messaggio riprodotto sulle luminarie installate dall’Amministrazione comunale di Sasso Marconi nel tratto di Porrettana che costeggia la piazza. 

Sette parole che, sintetizzando una frase di Guglielmo Marconi (“Nella radio abbiamo uno strumento essenziale per riavvicinare i popoli del mondo, per fare sentire mutuamente le loro voci, le loro necessità e le loro aspirazioni […]”), offrono l’occasione per celebrare l'illustre scienziato e la sua invenzione. "Poche parole ma cariche di un significato profondo perché sottolineano il valore della radio e degli altri mezzi di comunicazione come strumento di condivisione e conoscenza, in grado di avvicinare i Paesi e promuovere la pace tra i popoli: un messaggio prezioso in un momento storico come questo", ha commentato il sindaco Roberto Parmeggiani. 

Le luminarie marconiane sono state accese oggi, mercoledì 30 novembre, insieme alle luminarie natalizie installate nel capoluogo e nelle frazioni grazie al prezioso contributo dei commercianti, al sostegno di aziende, attività produttive e privati cittadini. 

Un modo per rendere più accoglienti le vie della città e offrire al tempo stesso un messaggio di speranza e fiducia in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo. 

L’illuminazione della città verrà completata con l’accensione delle luci dell’albero di Natale e del presepe della piazza in occasione della festa dell’Immacolata Concezione.

 

giovedì 16 giugno 2022

La cittadina gallese Cardiff blocca l’installazione di un monumento dedicato all’inventore della Radio poiché Marconi è sospettato di aver collaborato con il Fascismo.

Il Comune di Sasso e la Fondazione Marconi: “parliamone per chiarire” e  invitano  di ripensare la scelta di non realizzare un monumento in onore di Marconi

 

Il sindaco Roberto Parmeggiani e il presidente Giovanni Emanuele Corazza precisano:

Appresa la notizia che il Comune di Cardiff (Galles) ha deciso di bloccare la realizzazione di un monumento dedicato a Guglielmo Marconi, motivando la scelta con l’adesione al fascismo e il presunto antisemitismo dello scienziato, il Comune di Sasso Marconi e la Fondazione Guglielmo Marconi hanno inviato una lettera congiunta al Comune di Cardiff, invitando la Municipalità gallese a rivedere la propria scelta e rendendosi disponibili ad avviare un dialogo utile a collocare correttamente la figura di Marconi nel contesto storico dell’epoca. La città di Cardiff aveva deciso di onorare Marconi con una scultura alta 4 metri, raffigurante una radio: il luogo scelto per installare la scultura è la baia di Cardiff, dove nel maggio 1897 lo scienziato, per la prima volta nella storia, riuscì a trasmettere messaggi radio in mare aperto. I lavori per la realizzazione del monumento sono stati congelati dopo che il Consiglio comunale di Cardiff ha sollevato la questione dei legami di Marconi con il fascismo, sottolineando anche il ruolo che Marconi avrebbe avuto nell’escludere alcuni scienziati ebrei dall’Accademia d’Italia: a tal riguardo, si rendono necessarie indagini storiche più approfondite; al contrario, ci sono prove che lo scienziato offrì aiuto a persone ebree in difficoltà. “Guglielmo Marconi è stato un inventore, scienziato ed imprenditore globale, con base principale in Inghilterra”, sottolinea il Presidente della Fondazione Marconi, Giovanni Emanuele Corazza. “Come tale, aveva contatti di altissimo livello con numerosi governi, compreso certamente quello italiano, e questo ben prima del 1923. Infatti, il Regno d’Italia mandò Marconi alla Conferenza di Pace di Parigi del 1919. Marconi aveva chiarissimo il valore umanitario della propria invenzione. E’ quindi importante invitare tutti ad evitare giudizi affrettati sulle grandi figure della nostra storia. È tempo di una analisi storica serena, e la nostra lettera a Cardiff è proprio orientata ad aprire con loro un dialogo e un approfondimento in questo senso”. “Celebrare Marconi non significa nascondere o negare il ruolo che lo scienziato ha avuto nella storia e nel contesto in cui è vissuto”, afferma il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani. “Il nostro illustre concittadino ci ha lasciato in eredità gli strumenti che oggi tutti noi utilizziamo per comunicare: un patrimonio straordinariamente prezioso, che ha consentito di superare i confini geografici e mettere in comunicazione i popoli, tra cui anche le nostre città, che così possono collaborare per ricordare adeguamente e senza pregiudizi il genio di Marconi”.

domenica 17 ottobre 2021

Le luci del Cristo Redentore di Rio De Janeiro accese da Roma, come fece Marconi


 Dopo novant’anni dal primo clamoroso esperimento un segnale radio inviato da Roma ha acceso di nuovo  le luci della statua del Cristo Redentore a Rio De Janeiro in Brasile. A schiacciare il tasto non è stato ovviamente l’inventore della radio, Guglielmo Marconi, ma la figlia, la principessa Elettra. Anche la stanza da dove partì il primo segnale voluto per dare prova delle potenzialità della nuova invenzione , è stata la stessa di allora, la casa romana di Marconi.

Il momento dell’invio dell’impulso radio è stato trasmesso in diretta da RAI3 e ad affiancare la principessa Elettra, visibilmente emozionata nel riproporre ciò a cui aveva assistito allora bambina, vi erano il figlio Guglielmo e l’ambasciatore portoghese in Italia.

Il segnale ora, come allora, ha fatto un primo passaggio nella più potente stazione di Coltano a Pisa e quindi è rimbalzato in Brasile, dove è giunto dopo un tempo brevissimo e ha dato energia alla dotazione di luci che ha proiettato nel buio del cielo di oltre oceano un bel raggio tricolore, bianco rosso e verde. A testimoniare la riuscita dell’operazione, il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, in Brasile per suggellare l’amicizia fra le due comunità, quella di Rio de Janeiro e quella bolognese e per inaugurare un grande busto di Marconi, voluto per dare una ulteriore prova dell’affetto e della stima che la città brasiliana nutre per l’inventore della radio.

La riproposizione dell’evento storico, di forte valenza non solo nazionale, è stata fra le più significative dell’intenso programma del Marconi Day, anche perché voleva dare un ‘segnale’ di ritorno alla normalità e di re-incontro fra i popoli.

L’evento è stato seguito anche a Villa Griffone, la casa di Guglielmo Marconi a Pontecchio Marconi, dove è nata la radio, annunciata dal notissimo colpo di fucile sparato al di là della collina dei Celestini.


Chi ha potuto partecipare è stato accolto dalle immagini riportate  sull’intera facciata ovest della villa dei filmati, alcuni dei quali accompagnati dalla voce stessa di Marconi, che ricordavano le tappe più significative dell’immenso lavoro dell’inventore della Radio.

Il programma ufficiale è stato aperto  dalla trasmissione di un messaggio dell’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi il quale ha rimarcato come l’inventore della Radio ha saputo annullare le distanze fra i popoli e avvicinare le diverse culture. Ha portato la vicinanza della comunità sassese il vicesindaco Luciano Russo che ha ricordato come Marconi sia un patrimonio universale e ha auspicato che nel 2024, in occasione del 150esimo della nascita, tutti i comuni e non solo Sasso Marconi  lo celebrino. 

Applauditissimo infine il monologo di Giorgio Comaschi sulla vita di  Marconi. Ha raccontato con la sua grande capacità interpretativa ciò che ha dedotto nello studio della vita dell’inventore della radio, mettendo in risalto la grande importanza che ha avuto la madre e la determinazione dimostrata da Marconi. Determinazione tale da fargli superare tutti gli ostacoli messi in atto dai concorrenti e da coloro che con l’arrivo della trasmissione senza fili  avrebbero avuto un grosso danno economico. Ha affrontato tutte le sfaccettature, compresa l’adesione dello scienziato al Fascismo ( ripensata negli ultimi anni) e la sua amicizia con Gabriele D’Annunzio. Ne è uscito il racconto di un grande uomo del suo tempo, inventore e imprenditore delle sue invenzioni e, quale imprenditore, prudentemente impossibilitato a non cercare il favore dei politici.

Foto di Fruttuoso Zucchini 



martedì 23 marzo 2021

Radio Frequenza Appennino bannata da facebook (e anche questo blog ne risente...)

Condividiamo integralmente un articolo pubblicato dagli amici di Radio Frequenza Appennino.

 
La notizia, oltre ad essere di interesse pubblico, coinvolge anche questo blog, in quanto l'aggiornamento della pagina facebook di "Notizie dalle valli del Reno e del Setta" era strettamente collegato alla collaborazione con lo staff di Radio Frequenza Appennino e si è sfortunatamente interrotto anch'esso alla data del 17 marzo 2021. Il problema verrà prevedibilmente risolto a breve, non allarmatevi!


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Mercoledì 17 marzo, il social network di Mark Zuckerberg ha pensato bene di chiudere con un click la nostra pagina (con oltre 10 anni di post e 9400 followers) e di bannare tutti i profili personali dello staff che la gestiva. Senza un briciolo di spiegazione. Ovviamente ci stiamo muovendo per cercare di spiegare che qualche bot non tanto intelligente deve aver preso fischi per fiaschi, ma nel frattempo siamo orfani del nostro principale canale di comunicazione (dopo la radio, ovviamente!). Tutto questo, dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia, ci demoralizza non poco e ci costringe ad essere lontani dal nostro pubblico. Ma non ci arrendiamo!

Le alternative per continuare a seguirci


Fortunatamente negli ultimi mesi e sulla spinta innovatrice che ci aveva portato al lancio del nuovo sito internet, abbiamo cominciato a curare maggiormente alcuni canali social (come il nostro profilo instagram) ed in un caso specifico ci siamo buttati in una nuova avventura: telegram! Se è vero che nel primo caso posteremo gli articoli di maggior interesse pubblicati dalla redazione ed alcune curiosità pescate nel mondo del web, con le storie dei nostri redattori, nel secondo caso puntiamo ad incrementare notevolmente l'engagement dei nostri affezionati amici ed ascoltatori, con un canale su cui presto sperimenteremo le numerose possibilità che la famosa app di messaggistica ci offre. Stiamo per aprire infatti un gruppo collegato al canale per avere un confronto diretto con tutti voi e testando inoltre le possibilità intrinseche delle chat vocali, recentemente potenziate sulla scia del successo di ClubHouse (chi ha detto Sushettes in diretta su telegram?!? :-D ).

Abbiamo bisogno di voi!


Per continuare con entusiasmo a "tamponare" l'assenza di facebook, abbiamo bisogno del vostro aiuto!

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Radio Frequenza Appennino è una webradio che trasmette dal 2009 su www.frequenzappennino.com o tramite app gratuita su tutti gli smartphone. 







domenica 3 novembre 2019

La Radio è nata a Pontecchio Marconi: nessuno può toglierci il primato.

Il tentativo da parte della cittadina svizzera di Salvan, di scippare a Pontecchio Marconi il privilegio di aver ospitato il primo vagito della Radio e a Sasso Marconi di essere il padrino del battesimo dell'invenzione di Guglielmo Marconi, non è riuscito e, anche se ancora vi sono resistenze e ritardi, ormai è chiaro che la pretesa è priva di fondamento. Da anni il Comune di Sasso Marconi, principalmente per l'impegno dell'ex sindaco Marilena Fabbri ( nella foto), che era a capo
dell'amministrazione comunale al momento del tentativo maldestro, è impegnato a cercare prove per smascherare il falso storico. Il tentativo poggiava sul racconto di un cittadino di Salvan che dichiarava di aver assistito, nell'estate del 1895, all'arrivo di un italiano con una strana valigia e di aver saputo poi degli esperimenti del turista . Di essersi quindi reso conto che quell'italiano non era altri che lo scienziato inventore della Radio. Quindi i primi esperimenti di 'telegrafia senza fili' sarebbero avvenuti anche a Salvan.
Grazie all'impegno e alle ricerche di storici e studiosi si è giunti a comprovare che in quell'anno Marconi non poteva essere in Svizzera e quindi la verità è che i primi esperimenti furono fatti alla collina dei Celestini di Pontecchio Marconi.
Il traguardo è sostanzialmente raggiunto anche se chi ha morso l'osso non se la sente di mollarlo. 

La storia della vicenda e dei carteggi sulla diatriba tra Sasso Marconi e la cittadina svizzera, è stata raccontata nel volume 'Marconi e il caso Salvan. Verso l'epilogo di un falso storico', presentato sabato scorso a Colle Ameno di Sasso Marconi, dagli autori Marilena Fabbri e Giuseppe Pelosi oltre ad altri protagonisti dello 'sbugiardamento' .

Nella presentazione l'ex sindaco Fabbri ha raccontato come l'allarme del tentativo di scippo fu dato dai radioamatori che, oltre ad essere come si suol dire 'sul pezzo', non accettavano di perdere il loro Marconi e l'italianità della scoperta della radio. La Fabbri mobilitò subito il governo nazionale da cui partì la protesta al Governo svizzero e il rimprovero all'UIT (Unione internazionale per telecomunicazione) con sede a Berna per la superficialità con cui, senza alcuna prova documentale e scientifica, aveva attribuito a Salvan il riconoscimento di 'Patria delle Telecomunicazioni'. Alla cerimonia ufficiale per l'attribuzione del titolo nessuna autorità italiana partecipò.
Fra i ricercatori della verità, lo storico Giancarlo Dalle Donne, il quale, alla presentazione del libro, ha spiegato come l'esame di tutti gli archivi non ha dato alcun riscontro, ne' un lontano sospetto, della presenza a Salvan di Marconi nel periodo dell'invenzione della radio. Stabilito ciò, la ricerca è proseguita con l'aiuto della direttrice del Museo Marconi, Barbara Valotti per individuare dove lo scienziato fosse nell'estate del 1895 e l'esame dei documenti, fra cui quelli dell'archivio della famiglia Marconi, ha confermato che in quell'estate Guglielmo era in Italia, anche perchè, soggetto alle prescrizioni degli obblighi di leva, non poteva lasciare il Paese. L'esame ha inoltre messo in risalto come quanto sostenuto dalla cittadina svizzera poggiasse sull'incertezza. La prima targa posta per ufficializzare la presenza di Marconi a Salvan , riportava la data degli esperimenti del 1896. Poi avendo gli svizzeri verificato che a Pontecchio gli esperimenti di Marconi riusciti erano avvenuti nel 1895, cambiarono la targa correggendo la data, ( la prova in una rivista che riporta la foto della targa originale inaugurata con una cerimonia ufficiale, cui parteciparono purtroppo anche autorità italiane). Fondamentale e ulteriore supporto alla ricerca è stato dato dall'archivio storico comunale di Sasso Marconi in cui è stato trovato il carteggio dove risulta che la prima richiesta di Marconi per avere il passaporto è stata formalizzata nel tardo autunno del 1895 e concesso il 10 febbraio 1896 con l'esplicita precisazione di volersi recare a Londra nella primavera di quell'anno. Allora, quest'ultima precisazione era necessaria poiché non era concesso di recarsi ovunque.

La questione, come spiegato nel libro, non è comunque ancora risolta, anche se le documentazioni storiche non lasciano dubbi: Marconi nel 1895 non è stato a Salvan. Però, l' UIT/ITU, l'agenzia delle Nazioni Unite per le tecnologie delle telecomunicazioni, con sede in Svizzera, che ha conferito a Salvan nel 2008 il riconoscimento di ' Città patrimonio delle comunicazioni' in virtù dei dichiarati e non provati esperimenti di Marconi in quella città nel 1895, nonostante le ripetute sollecitazioni con tanto di prove a supporto, non ha ancora decretato la correzione dell'errore, anzi pare voler continuare a far godere a Salvan il prezioso titolo. D'altronde Marconi è un biglietto da visita molto ambito e un 'osso con molta carne' e chi riesce ad azzannarlo si guarda bene dal mollarlo. E Salvan per azzannare quell'osso ha fatto carte false (nel senso letterale della parola), anche se va riconosciuta la determinazione e l'inventiva. I tentativi comunque proseguono con tanto di prove documentali anche di recente individuazione.

La Fabbri ha voluto evidenziare l'importanza del lavoro del prof Giuseppe Pelosi ( nella foto) : “La revoca del titolo conferito dall' IEEE alla Città di Salvan e l'avvio delle procedure per la revoca di quello attribuito da UIT/ITU non sarebbero mai state possibili senza la perseveranza e la determinazione del prof. Ing. Pelosi in questi 18 annni. Senza il suo lavoro accademico e diplomatico non sarebbe stato possibile ristabilire una verità storica calpestata per anni e per noi estremamente significativa”.

Trascrizione delle note spese tenute dal fratello di Marconi relative all'estate del 1895, da cui si deduce che gli spostamenti di Guglielmo sono venuto tra l'Emilia e la Toscana e non all'estero.

venerdì 25 ottobre 2019

E' Pontecchio Marconi, non Salvan, la culla della Radio

Un libro di Pelosi e Fabbri lo provano.

 Il tentativo di scippare a Sasso Marconi il primato di essere il paese 'culla della radio', da parte della cittadina svizzera di Salvan, sarà ancora smascherato e contrastato con il libro ad opera di Giuseppe Pelosi e dell'ex sindaco di Sasso Marconi, Marilena Fabbri. Nella pubblicazione, che l'ex primo cittadino presenterà domani , 26 ottobre, alle 16.45, nella sala delle decorazioni di Colle Ameno, vengono rivelate tutte le testimonianze e le prove d'archivio che smentiscono in modo inoppugnabile la pretesa di Salvan.
Partendo dal racconto di un cittadino di Salvan, riferito in una intervista rilasciata a una radio fiorentina, nel quale sosteneva di essere stato, da bambino, testimone di esperimenti riusciti di Guglielmo Marconi, effettuati nella sua città svizzera durante un soggiorno estivo dell'inventore, gli svizzeri hanno con astuzia ingigantito l'improbabile evento, ottenuto il riconoscimento di 'città della radio' dall'Unesco e sono riusciti a far diventare la loro città meta turistica marconiana, grazie anche a un bel museo della Radio. Guarda e impara, ci sarebbe da dire. Sul niente hanno saputo creare un bel business. La Fabbri, dall'alto del suo osservatorio privilegiato di sindaco, ha avuto modo di rilevare tutte le incongruenze e gli errori che smascherano l'inganno, oltre a prove reperite negli archivi, e li riferisce nel suo libro. La storia dà certamente ragione a Sasso Marconi. La prima trasmissione radio senza fili è avvenuta senza ombra di dubbio ai piedi della collina dei Celestini di Pontecchio, la pratica dà invece ragione a Salvan che continua a fare 'affari' utilizzando un falso.
Come si dice il 'fine giustifica i mezzi'.

giovedì 4 aprile 2019

La radio al tempo di internet nei Marconi Radio Days

Dall'11 al 14 aprile, ospite il maestro Michelangelo Pistoletto

'Rispolverare' Guglielmo Marconi oggi e rendersi conto di quanto sia più attuale che mai, spunto di riflessione sul ruolo della radio al tempo della banda larga e dell'Internet delle cose, su tecnologia, linguaggi e sul ruolo della sostenibilità anche nella comunicazione. È il filo rosso che lega gli appuntamenti dei Marconi Radio Days, quattro giornate di incontri dall'11 al 14 aprile che si snoderanno tra Sasso Marconi e altri comuni dell'area metropolitana di Bologna, capoluogo compreso.
Ospite d'eccezione della XIII edizione della rassegna il maestro Michelangelo Pistoletto, artista contemporaneo protagonista dell'arte povera, che fa suo il messaggio marconiano di ricerca di una dimensione 'sostenibile' della comunicazione ed è impegnato a promuovere la ricerca di un 'Terzo Paradiso' come sintesi sostenibile dei due paradisi di cui già abbiamo esperienza: quello naturale e quello tecnologico in cui viviamo

martedì 11 settembre 2018

Vinile-mania in 'consolle' a Gabicce

Tuffo nella disco music anni '70-'80,e nel 2019 torna Disco Diva

 
 Da Ansa

Il vinile torna 'in pista': sabato scorso è stato il protagonista assoluto della 13/a edizione del Remember Baia degli Angeli per salutare l'estate a inizio e fine stagione. Grande successo di pubblico per la serata 'Summer Goodbye' alla Baia Imperiale a Gabicce (PU). A fare girare i dischi, i dj Mozart e Rubens, icone della storia del clubbing che negli anni '70 e '80 importò dagli Usa la disco music. L'apertura è stata affidata a dj Mozart con il suo trascinante funky sound: pezzi indimenticabili per i cultori come 'Living in the jungle' di John Tropea e 'You got the stuff' di Bill Whiters. A seguire dj Rubens con una selezione di soul e, in chiusura Gigi Della Villa con alcuni classici della Baia di Bob&Tom. E proprio Gabicce si candida a 'capitale' del vinile con il mercatino e il festival Disco Diva che porta in piazza nomi della disco music internazionale. "Siamo già al lavoro per la 5/a edizione, dal 13 al 16 giugno prossimi", dice la direttrice artistica, Cristina Tassinari.

sabato 18 agosto 2018

1890 chilometri in Apecar in 9 giorni

Un singolaree racconto da Partinico (Palermo) a Castel Guelfo (Bologna)

Da ANSA
 
     Si è concluso dopo 9 giorni a Castel Guelfo (Bologna) il giro d'Italia in Apecar organizzato da Radioimmaginaria, network europeo gestito da adolescenti. Il giro era partito da Partinico (Palermo) perché lì il sociologo Danilo Dolci fondò nel 1970 la prima radio libera italiana, sede anche di una delle redazioni di Radio Immaginaria, che ormai ne conta quasi cinquanta in Europa. La prima tappa a Cinisi, dove Peppino Impastato fondò negli anni Settanta la Radio Aut delle sue denunce contro la mafia.
    Alla giovane speaker Ludovica Ferrari, 18 anni, neodiplomata, il compito di guidare l'Ape per 1.890 km fino a Castel Guelfo, dove la web radio è nata nel 2012 e ha la sede nazionale.
    L'Apecar è stata acquistata da un anziano minatore di Caccamo (Palermo) che, immatricolata proprio nel 1970, l'aveva rimessa a nuovo. Ribattezzata Ape Radio, è stata decorata ricordando i carretti siciliani dalle sorelle Canino di Partinico, che con la loro associazione tramandano la tradizione dei pupi siciliani.
   

venerdì 10 giugno 2016

RFA al chama té!

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino:


Abbiamo appena concluso una stagione radiofonica meravigliosa che ha superato qualsiasi aspettativa su tutti i fronti, ma non abbiamo intenzione di fermarci neanche un secondo.
Sono tantissimi i progetti che bollono nel calderone di Radio Frequenza Appennino, e che infuocheranno la nostra estate.
Ci incontreremo live sul nostro territorio, per gli eventi più ghiotti e -ne siamo certi- vi sapremo stupire con effetti speciali per gli annunci che verranno.

 Ma c'è un progetto che ci sta molto a cuore e che vogliamo svelarvi adesso:
RFA si fa in due, e apre uno studio a Sasso Marconi.

Nuovi spazi dunque, nuove idee, nuovi programmi e nuove possibilità legate a chi come noi ama la radio e la cittadina che l'ha vista nascere. E in qualche modo ci sentiamo onorati ed emozionati nel poter portare la nostra radio anche a "casa" di Guglielmo Marconi.

Questa nuova impresa, che coltiviamo da qualche mese con grande dedizione, nasce con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Sasso Marconi.


 E qui viene il bello: Se anche voi, come noi, nutrite un indomabile passione per il mezzo radiofonico, se semplicemente volete provare l'effetto del microfono sulla vostra voce, se avete troppe idee per una testa sola, se volete scrivere e raccontare... Contattateci

Radio Frequenza Appennino wants you.

O meglio, come direbbero dalle nostre parti, RFA al chama té!

lunedì 14 marzo 2016

Calcio: Brienza non basta, Bologna battuto a Milano

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

"Rimboccarsi le maniche e ripartire". Questo è il messaggio che deve filtrare dopo la partita di ieri, che ha visto il Bologna perdere per 2-1 a Milano contro l'Inter, squadra che, va ricordato, sta lottando per la Champions.
Partita ricca di errori e giocata su ritmi abbastanza elevati, con molti duelli a centrocampo e un secondo tempo meglio del primo, con le due squadre che hanno saputo fronteggiarsi a viso aperto, tentando maggiormente la conclusione e la percussione centrale per mettere in difficoltà la difesa avversaria.
Ma riviviamo insieme le emozioni del match di ieri. Donadoni conferma la formazione annunciata alla vigilia, con Rizzo che sostituisce l'influenzato Mounier per completare il reparto offensivo. Dopo pochi minuti di gioco è l'Inter che sfiora il gol, con Eder che prova a trovare un compagno con un potente tiro-cross che si spegne sul fondo. Nell'occasione, però, Icardi si fa male ad un ginocchio ed è costretto a lasciare il campo a Kondogbia, con la squadra di Roberto Mancini che si riposiziona in virtù dell'ingresso del giovane centrocampista francese. A 10 minuti dalla sostituzione per i padroni di casa, è ora il turno di effettuare un cambio per il Bologna, con Destro che deve lasciare il terreno di gioco dopo un fortuito pestone di Miranda. Dopo soli 15 minuti di gioco la partita perde i due bomber principi, con l'attaccante del Bologna che lascia il posto a Floccari. Il Bologna si riesce ad affacciare dalle parti di Handanovic per la prima volta con Donsah che, innescato da Giaccherini, non riesce ad inquadrare la porta, con la difesa nerazzurra che tira un sospiro di sollievo. Dopo una decina di minuti di errori nella zona nevralgica del campo e di lanci lunghi non sfruttati dalle punte, l'Inter torna a farsi sotto, con Gastaldello e Maietta bravissimi a chiudere su qualsiasi tentativo di traversone degli esterni alti della formazione di casa, trovando spesso l'intercettazione o la chiusura in calcio d'angolo. Finalmente la partita si accende e i nerazzurri iniziano a schiacciare sempre più il Bologna, impedendo al Bologna di uscire dalla sua metà campo e di costruire azioni pericolose: prima Ljalic colpisce un palo da fuori area con una conclusione pericolosa, poi Miranda non trova il gol con una deviazione di tacco su un tiro di un compagno di squadra.



Bologna nella prima frazione un po' troppo timido e velleitario nel provare a proporsi e a creare azioni da gol. L'Inter si conferma squadra in forma e dimostra di sapere tenere bene il campo, con giocatori molto tecnici e imprevedibili, soprattutto dopo l'uscita dal campo di Icardi. La seconda frazione inizia con le squadre leggermente meno chiuse e con la voglia di andare a segnare un gol che, vista il modo in cui si è giocato il primo tempo, risulterebbe vitale. La prima conclusione pericolosa arriva dopo una serie di errori e di disattenzioni tattiche, con D'Ambrosio che tenta una spettacolare rovesciata sugli sviluppi di un calcio d'angolo, senza trovare lo specchio della porta. Donadoni capisce che è giunto il momento di cambiare qualcosa e decide di togliere uno spento e impreciso Mbaye per inserire Zuniga, con il terzino colombiano alla sua seconda presenza in rossoblù. Dopo un'altra pericolosa conclusione di Ljalic, sempre concentrato, il Bologna prova a colpire in contropiede con Giaccherini che, lanciatosi dopo un calcio d'angolo a sfavore, non riesce a resistere agli attacchi dei Medel e Nagatomo, che impediscono all'esterno bolognese di provare la conclusione in porta. Ma dopo pochissimi minuti è l'Inter che trova il gol del vantaggio su calcio d'angolo, complice una dormita di Diawara (in calo fisico notevole), che oltre a dimenticarsi di Perisic, autore del gol, non sale per far scattare la trappola del fuorigioco. Gol che taglia le gambe al Bologna, sempre più in difficoltà di fronte alle cavalcate dei giocatori nerazzurri. Passano cinque minuti e c'è il raddoppio, sempre su calcio d'angolo, sempre grazie ad una difesa rossoblù distratta e che permette a D'Ambrosio di insaccare alle spalle di Mirante. A questo punto, a circa 15 minuti dalla fine, il Bologna si trova sotto di un gol, e si deve affidare a Brienza per provare a trovare un gol che riaccenderebbe la speranza, con Donsah che viene sostituito. Giaccherini prova finalmente ad accendersi e a creare pericoli per la difesa di casa, con Giak che riesce a sfondare sull'out di sinistra e ad offrire un pallone delizioso a Rizzo, apparso quest'oggi in gran forma, che si vede rimpallate tutte e due le conclusioni, con la difesa dell'Inter che si riesce a salvare. Ma, a qualche secondo dall'assegnazione del recupero, Rizzo riesce a strappare palla a Juan Jesus e involarsi tutto solo verso la porta; poi, improvvisamente, pallone in mezzo: molti tifosi già borbottano, ritenendo inutile quel passaggio. Già, borbottano, peccato che quella palla arrivi a Brienza che la spedisce in rete con un mancino potente, sfruttando una deviazione di Murillo. Bologna che, nonostante il forcing finale, non riesce nell'impresa. In molti hanno criticato Donadoni dopo la partita di ieri: pura pazzia. Come è possibile non accorgersi che non è una sconfitta contro l'Inter a segnare il campionato? Come è possibile scordarsi che il Bologna, squadra neopromossa, è attualmente nona in serie A? Bisogna solamente ragionare e riflettere sulla partita, senza piangersi addosso e senza puntare il dito verso qualcuno. Il Bologna si dovrebbe amare sempre, indipendentemente dall'esito dalla partita. Ora testa alla partita di Bergamo contro l'Atalanta, per scacciare definitivamente malumori e brutte voci e far tornare il sereno sopra Bologna.

lunedì 7 marzo 2016

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino


C'era chi, fino a qualche giornata fa, si chiedesse come mai il Bologna non riuscisse mai a pareggiare, con la squadra incapace di trovare una via di mezzo tra vittoria meritata e sconfitta bruciante.
Tutti coloro che si erano posti questa domanda sono stati ampiamente ripagati dalle ultime tre partite, con tre pareggi di fila a reti bianche che possono comunque essere visti come prestazioni positive, al di là di possibili errori della squadra o dell'arbitro.
Ma rivediamo insieme cosa è successo in questo quasi inedito derby emiliano tra il Bologna, forte di una posiziona di assoluta tranquillità in ottica salvezza, e il Carpi, sempre più immerso in una lotta che sembra possa avere esiti drammatici per i ragazzi di mister Castori.
Il Bologna si presenta in campo con una sola novità rispetto alla formazione annunciata alla vigilia, con Constant che prende il posto di Masina per questioni puramente tecnico-tattiche.
I padroni di casa partono decisamente meglio rispetto agli avversari e la prima grande occasione capita sui piedi di Diawara che, entrato in area dopo una splendida finta, non riesce a controllare al meglio il pallone che Giaccherini gli aveva fatto recapitare, favorendo l'uscita bassa del portiere. Poco dopo tocca a Taider impensierire seriamente Belec, con l'estremo difensore del Carpi chiamato a respingere in angolo la conclusione del centrocampista.
Dopo una decina di minuti arriva il primo guizzo dei biancorossi grazie ad uno degli ex di turno, Mancosu, che chiama Mirante a compiere una parata non semplicissima, con il portiere rossoblù che si salva anche grazie all'ausilio del palo.
Il Bologna fa un po' più fatica a mostrarsi pericoloso nei pressi dell'area biancorossa, così gli ospiti acquisiscono sempre più coraggio ed iniziano a premere con maggiore insistenza sull'acceleratore, con il solito Mancosu che spreca due ottime occasioni da rete. Nel finale l'ultima azione degna di nota di un primo tempo non proprio esaltante porta la firma di Giaccherini, che con un acrobatico intervento ha provato a infilare Belec, apparso comunque puntuale nell'intervento a mano aperta. Un primo tempo non esaltante, con le difese che sono state spesso protagoniste: elogi per Mbaye, decisamente uno dei migliori in campo, mentre l'attacco felsineo ha zoppicato e non poco dinanzi ad un Carpi per larghi tratti della prima frazione tutto a protezione della propria porta. Il primo tempo inizia in modo leggermente diverso per i padroni di casa con Destro che, dopo aver ubriacato mezza difesa avversaria, viene chiuso in corner proprio al momento della conclusione.



Dopo una ventina di minuti durante i quali i palloni persi sono stati tantissimi sia per una squadra che per l'altra, Giaccherini prova ad uscire dal letargo con una splendida conclusione di destro che sfiora il palo a portiere battuto; Giaccherini apparso comunque molto stanco durante tutta la durata del match, con giocate che testimoniano la poca lucidità dell'esterno offensivo in maglia numero 17.
A una decina di minuti dalla fine, dopo che Donadoni ha effettuato tutti i cambi, è Gastaldello, il capitano dei petroniani, che prova il gol d'antologia con una splendida rovesciata che sfortunatamente si infrange sulla traversa; sulla successiva ribattuta è Masina, entrato a metà secondo tempo, che prova a centrare lo specchio con un colpo di testa che Zaccardo intercetta sulla linea di porta, favorendo poi la difesa biancorossa. E, a due minuti dall'assegnazione del recupero, accade l'episodio contestatissimo da tutti i componenti del Bologna, sia quelli in campo che quelli in panchina: Taider, apparso quest'oggi davvero in forma, salta netto Cofie in piena area e viene atterrato dal centrocampista avversario; rigore netto che non viene assegnato, a dimostrazione di come il Bologna quest'anno abbia avuto parecchia sfortuna con i quintetti arbitrali. Partita che, nonostante il forcing finale dei padroni di casa, finisce in pareggio, regalando ad entrambe le compagini. Partita piena di errori che ha visto entrambi i centrocampi in debito di ossigeno e protagonisti di appoggi errati che potevano trasformarsi in contropiedi pericolosi, mal sfruttati soprattutto dagli ospiti che non sono stati in grado di impensierire, soprattutto nel secondo tempo, la difesa di casa, con Maietta insuperabile. Uniche note negative di oggi le prestazioni di Diawara, troppi i passaggi sbagliati, e Giaccherini, unico lampo di luce in un pomeriggio davvero grigio la conclusione che ha scheggiato il palo. Quello di oggi è comunque un punto che serve per allontanarsi il più possibile dalla zona calda della classifica. Sabato prossimo si va in casa di un Inter sempre più agguerrita nella lotta alla zona Champions, con la speranza che si possa fare un dispetto ai nerazzurri dell'ex Bologna Mancini.

Donnafiera'16. A Buffer il vo(l)to della Cooperazione

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Consueto appuntamento di marzo per la città di Marzabotto (BO) che quest'anno espone il suo estro femminile su due temi ed un sogno: 70 anni dal 10 marzo 1946 in cui le donne conquistarono il diritto di voto, la cooperazione al femminile motore trainante dell'economia italiana e dello spettacolo di sabato 12 marzo al Teatro Comunale di Marzabotto con Sandra Cavallini ed il coro Farthan, il sogno di AnnaMaria Degli Esposti (per i più la maestra Maga Magò) di esporre al Centro Civico di Sibano i volti delle "donne del mio Paese".



Un calendario fitto di appuntamenti che ben registra la volontà di partecipare ad una settimana che è molto più della festa infestata di mimosa: dalla fiaccolata che parte dalla zona industriale del Sassatello ai saperi d'arte, tutto è donna con i suoi sapori e la volontà di fare un "patto fra generazioni" al femminile.

Di quest'ultimo tema ne parla a Buffer una pregiata ospite: Lorella Zanardo  impegnata da qui in avanti con il Suffragette Tour. Inoltre a chiudere la manifestazione, nel pomeriggio Radio Frequenza Appennino sarà presente con l'animazione, fra storie, curiosità e voglia di risveglio primaverile. Programma completo delle singole iniziative disponibile sulla pagina facebook dell'evento

mercoledì 2 marzo 2016

Lezioni di Rock a teatro con Assante e Castaldo

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Bologna, 19/02/2016
Piove.
Bologna è avvolta da una pioggia sottile che innalza il tasso di umidità a livello "branchie", e c'è da benedire i portici che sono l'unica realtà che ci ricorda che siamo in Emilia e non nei sobborghi di Liverpool.
Che é poi la meta ideale verso la quale sta decollando la serata mia e di Sara.
Stiamo andando ad intervistare Gino Castaldo ed Ernesto Assante, che stasera ci guideranno oltremanica ripercorrendo la storia dei Beatles attraverso i 7 anni che hanno cambiato la storia del rock, nel primo incontro del ciclo "Lezioni di Rock" con il quale da qualche anno calcano i palchi italiani.
Teatro delle Celebrazioni.
Siamo in ritardo. Bologna è travolta da un colossale ritardo per colpa del calcio che ha ingessato stasera la circolazione automobilistica.
Mi sento - ci sentiamo io e Sara -  un po' cenerentole con tanta curiosità in pancia e tre domande tra i denti.
Sorridono Assante e Castaldo, e chiedono per primi “...quanto ne sapete di Beatles?”
Io un po', rispondo. Mi sono molto documentata durante gli anni sui fab4 e non vedo l'ora di sapere in quale maniera questi due colossi del giornalismo musicale ci daranno lettura di una storia che è parte della vita di tutti.



Domanda secchissima.
Lezioni di Rock che è un progetto meraviglioso che nasce nel 2005: in questi 11 anni in che maniera sono cresciute le lezioni di rock, visto che il nostro modo di fruire la musica è radicalmente cambiato?
Risponde Gino Castaldo: “Brave, bella domanda, è vero, perché nel frattempo è passata un'era... ci sarebbe bisogno di venti minuti per rispondere a questa domanda.. In primis è stato un cambiamento enorme di ordine divulgativo.
Di fatto quando abbiamo cominciato (ndr 2005) la rete non aveva l'influenza di adesso.
Ora con un click raggiungi ogni informazione, mentre 10 anni fa, il nostro lavoro di informazione era più basilare, adesso si è trasformato. Più che l'informazione vera e propria, adesso cerchiamo di fornire più che altro una chiave interpretativa dell'informazione.
Anche perché  a mio avviso, la fruizione così bulimica della musica non da la possibilità di conoscere poi quello che è il background...
Continua Ernesto Assante “Non solo. In realtà è proprio la troppa disponibilità di musica che consente a noi di fare queste lezioni, noi bene o male cerchiamo di essere di orientamento, prima lo facevamo tramite la radio, come lo fate voi, tramite la radio o tramite il giornale.“
Castaldo “La vera cosa che vorrremmo fare è generare passione”
Che è l'intento più nobile al mondo. Sono sicura che ci riuscirete.
Assante “Anche perché se la musica ha cambiato le nostre vite, è possibile che cambi anche quella degli altri..”
Ultima velocissima cosa. Queste lezioni si compongono di Beatles come il rock è nato, Rolling Stones, una lezione in quadrifonia sui Pink Floyd, U2...
ma gli anni 90 ci han fatto così schifo?
Castaldo “No anzi, figurati! A parte che gli U2 son proprio anni 90. E' solo che essendo la prima volta qui a Bologna, abbiamo voluto fare così, ma pensa che a Roma abbiamo fatto perfino i Sigur Ross... andiamo anche oltre. Se la cosa prende, fatte le basi, ci addentreremo, senza dubbio”.
Le Lezioni di Rock sono il racconto di come la cultura si sia evoluta mentre le note delle canzoni che per una vita abbiamo ascoltato, ancora risuonavano. Ed è molto bello dare una collocazione storica agli assoli di chitarra che ci danno ancora pelle d'oca al milionesimo ascolto.
Le Lezioni non sono solo nozione tra il pentagramma, sono occhiali nuovi coi quali guardare più lontano tra gli affetti musicali di una vita.
L' appuntamento con Lezioni di Rock continua questo venerdì (04/03) al Teatro delle Celebrazioni con i Rolling Stones.
04/03/2016 con I Rolling Stones
21/04/2016 con U2
13/05/2016 con Pink Floyd (in quadrifonia)
presso il Teatro Celebrazioni a Bologna.

martedì 1 marzo 2016

Basket, Fortitudo-Brescia: il dubbio di Emanuele.

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Emanuele vive a Brescia, da sempre. Il cuore, però, complice l’amore per la pallacanestro, le crescentine e qualche amicizia di vecchia data, lo ha a Bologna.
Quando può, un salto fuori dalla nebulosa Lombardia lo fa sempre volentieri, spesso proprio in direzione del capoluogo emiliano che, ne convengo, ogni stupido febbraio regala cieli espressivi come un blocchi di ghisa sorda, ma che sa pur sempre offrire brezze di tutt’altro calibro.
 Emanuele è uno a posto, e pure in gamba.
Amore folle per il suo G7 Spalding coltivato fin dai tempi della culla, vita senza sbalzi eccessivi e i soliti pensieri adolescenziali a frullargli per la testa. Per ovviare ai periodici rovesciamenti elucubrativi, il nostro eroe ricorre a passeggiate riflessive in solitaria: meglio se sulle spiagge di Porto San Giovanni, teatro della sua esotica adolescenza, che nell’operaia Rezzato. Di amici ne ha. Buoni, ma giusti. Non essendo un tipo superficiale, ha pensato fosse meglio selezionare quelli più adatti, piuttosto che accompagnarsi con discotecari che al sabato sera rimorchierebbero pure le scope del magazzino del locale. Oppure fare buon viso a cattivo gioco con i suoi acuti compagni di classe che, vista la prominente barba che da sempre gli connota il viso, ogni lunedì mattina lo accolgono appellandolo “Isis” con quello spiccato accento padano che lui tanto odia. Fuori dalla cernita rimangono anche i brillanti coetanei che lo canzonano per le sue origini partenopee, quasi la provenienza geografica fosse una colpa.



 Questo weekend una tv locale darà in differita Fortitudo, squadra del suo cuore, contro Leonessa Brescia. L’occasione non va persa. Loro (che poi dovrebbe essere un “noi”) ai nastri di partenza senza Holmes, l’Aquila priva dell’ancora icelofanato Amoroso. Presentazione delle squadre in campo che per un attimo s’arresta e flash-backa a quel 16 giugno 2010 in cui a Forlì “l’abbiamo vinta noi” anche grazie a quel numero 5 ora in casacca bresciana che, all’epoca, ci vantavamo di “avere solo noi”. Grazie Citta. Palla a due. Letture difensive casalinghe un po’ dislessiche lievitano sin dalle battute iniziali il punteggio, facendo il gioco della più lunga Leonessa. “Tanto siamo più forti e i due punti li portiamo a casa noi”, sentenziarono i suoi amichetti nel pre-partita, senza avere nemmeno troppo torto, sulla carta. In pratica, però, un Quaglia gettato nella mischia più per disperazione che per obblighi di rotazione inanella un 5-0 di contro-break scrivendo 22-23 alla prima sirena. Secondo quarto che si tramuta ben presto in un brioso 110 in movimento con qualche buco dell’ozono effe-scudato a tenere a galla gli ospiti. Nessuno s’affretta a scappare, nessuno s’adopra ad inseguire e, anzi il chiarir dell’intervallo, il tabellone segna pari 45, senza far torto a nessuno. Riemersi dal sottoscala del Paladozza e probabilmente galvanizzati dal dolce stil novo boniciolliano, i felsinei stritolano le maglie difensive e fuggono via. Tilt lombardo prolungato: alla terza campanella è 66-54. Emanuele pregusta, ma non s’illude. Anche perché si ricorda che domani alla quarta ha fisica che, nonostante abbia scelto Scienze applicate, gli fa pena. Regolare come la sveglia che ogni mattina lo caccia giù dal letto alle 7, arriva la controffensiva bresciana traghettata da Juan Fernandez. Il “Lobito” azzanna il cesto altrui da ogni dove e gli ospiti tornano a far paura. Candi (alla fine top-scorer a quota 17) è però bravo a mantenere il sangue freddo, con la faretra oltre l’arco, e ricacciarli più volte a debita distanza. Passato lo spavento, la Effe ritrova la bussola e amministra fino all’ultimo secondo di lezione. Gong sull’ 86-75. Zaino in spalla e tutti a casa. Nota per il lettore: il 110 è un popolare gioco da campetto che prevede esclusivamente il tiro da tre punti. Nota per Emanuele: se mai leggerai questo articolo, sappi che Insigne non fa gol. Piuttosto scommetti su Reina.


 FORTITUDO ETERNEDILE- LEONESSA BRESCIA 86-75 (Parz: 22-23; 45-45; 66-54; 86-75) Fortitudo Eternedile: Daniel 15, Quaglia 7, Rovatti, Candi 17, Campogrande, Montano 14, Sorrentino, Raucci 8, Carraretto 3, Flowers 16, Italiano 6. All. Boniciolli Leonessa Brescia: Passera 3, Fernandez 18, Cittadini 19, Bruttini 6, Alibegovic 9, Speronello, Bolis, Mobio, Totè, Bushati 5, Hollis 11. All. Diana

lunedì 29 febbraio 2016

Calcio: Palermo e Bologna non si fanno male, la partita termina 0-0

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Dopo il pareggio di venerdì scorso contro la capolista in molti si erano chiesti se fosse possibile puntare ad un qualcosa in più rispetto alla tranquilla salvezza che tutti si aspettavano.
E questo risultato aveva portato molti tifosi a montarsi la testa, nonostante Donadoni chiedesse prudenza, tranquillità ma soprattutto testa sulle spalle.
La partita di oggi rischiava di rovinare tutto ciò che si era fatto una decina di giorni fa, contro un Palermo in affanno e in disperato bisogno dei 3 punti.
Le due squadre hanno messo in piedi una partita non proprio divertentissima, con poche occasioni da rete ma soprattutto moltissimi errori.
Ma rivediamo insieme la sfida di mezzogiorno e mezza andata in scena al Barbera di Palermo.



 Donadoni scioglie gli ultimi dubbi poco prima del fischio iniziale, e così, a sorpresa, Floccari viene schierato titolare così come Masina, in fortissimo dubbio a causa dell'infortunio che ne ha frenato l'allenamento durante la settimana prima della partita.
La partita parte a rilento, ed è il Palermo che per primo va vicino al gol con Andelkovic che colpisce la traversa con un preciso piattone; tutto vano, visto che l'arbitro aveva fischiato il fuorigioco.
Il Bologna continua a far fatica ad uscire dalla sua metacampo, mentre il Palermo continua a premere sull'acceleratore in cerca del gol del vantaggio: prima Chochev scalda i guantoni a Mirante, poi un paio di pericolosi cross sono prontamente deviati lontano da un attento Maietta. Finalmente il Bologna, verso la metà del primo tempo, inizia a svegliarsi, e lo fa con uno dei giocatori più pericolosi, Mattia Destro, che prova a trovare la rete con un tiro a giro che Posavec devia in corner. L'ultima azione degna di nota di una soporifera prima frazione capita sui piedi di Maresca, quest'oggi decisamente in forma e in grado di prendersi sulle spalle i rosanero, con la punizione dell'esperto centrocampista che si infrange sulla parte esterna della porta.  Dopo 45 minuti a dir poco noiosi e con poche occasioni da rete, il Bologna rimette piede in campo nel secondo tempo con, almeno per i primi minuti, tutt'altro piglio: Destro dopo soltanto due minuti si presenta a tu per tu con il portiere siciliano che, quasi in modo insperato, compie una grandissima parata. Ma sono soltanto mere illusioni, con il Palermo che si mostra ben messo in campo e continua a creare grattacapi per la difesa felsinea: prima Vazquez viene murato da Mirante, che devia la conclusione in angolo, poi nuovamente l'attaccante italo-argentino trova sulla sua strada un monumentale Mirante, che salva il Bologna per ben due volte in pochi minuti. Dopo due cambi voluti da Donadoni al fine di cambiare l'inerzia della partita (Constant per Masina e Brienza per Floccari), i petroniani si iniziano finalmente ad affacciare con più insistenza nei pressi dell'area siciliana, sempre con il loro bomber che, per ben tre volte, non riesce ad inquadrare lo specchio della porta, con le conclusioni dell'attaccante ascolano che si perdono tutte sul fondo; anche Giaccherini e Donsah decidono di mettersi in proprio cercando la conclusione in porta: il tiro dell'esterno offensivo si spegne lontano dalla porta avversaria, mentre è bravo Posavec sul centrocampista ghanese, bravo a cercare il primo palo con un rasoterra preciso. Gli ultimi minuti di gioco si chiudono senza sussulti, con Brienza che in pieno recupero tenta il più classico dei gol dell'ex, senza fortuna. Uno 0-0 che accontenta entrambe le squadre per ciò che si è visto in campo, con nessuna delle due compagini che si è dimostrata più affamata nel cercare di portare a casa il risultato. Quest'oggi in pochi si sono dimostrati meritevoli di un qualcosa in più della sufficienza in pagella, con una nota negativa rappresentata, in parte, da Diawara, quest'oggi non al meglio e oscurato da Maresca in parecchie fasi del gioco. Il ragazzo ha comunque dimostrato buona visione di gioco nonostante qualche appoggio sbagliato. Mbaye come al solito sufficiente, a dimostrazione di come il ragazzo avesse qualità inespresse che piano piano stanno venendo fuori. Nonostante tutto questo è comunque un ottimo punto, ottenuto in trasferta al cospetto di una squadra che dimostra di avere capacità tecniche non indifferenti nei piedi di molti giocatori dal centrocampo in su, con la posizione in classifica che probabilmente non rispetta le reali qualità dei giocatori rosanero. Ora per il Bologna testa al Carpi, con i 3 punti che dovranno essere fondamentali al fine di aumentare sempre più il distacco dalle squadre inseguitrici, con il nono posto che potrebbe, partita dopo partita, diventare sempre più un obiettivo realmente raggiungibile.

venerdì 26 febbraio 2016

Il 25 Aprile di Monte Sole è anche musica.

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Radio Frequenza Appennino, in collaborazione con il Tavolo organizzativo del 25 aprile a Monte Sole lancia il primo "Monte Sole Free Music Contest", con in palio la possibilità di suonare sul palco principale di Monte Sole il 25 Aprile 2016!
E non solo! Per i secondi e terzi classificati in palio la possibilità di aprire il concerto di uno storico gruppo che si esibirà il 24 Aprile.

Il 25 aprile a Monte Sole si festeggia la Liberazione, in un luogo che è testimonianza di cosa ha compiuto la barbarie nazifascista. Marzabotto e Monte Sole sono la Memoria di ciò che  dobbiamo combattere e di ciò che dobbiamo difendere ogni giorno con forza.
Tutti i 25 aprile  Monte Sole si svolge una grande manifestazione, che vede la partecipazione di migliaia di persone e che è fatta di spettacoli, dibatti, concerti, visite al memoriale, laboratori... è un momento in cui ricordiamo a noi stessi che oggi c’è ancora da lottare tanto per vedere attuati i principi contenuti nella nostra Costituzione, nella  Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
È un momento in cui si dà voce alle tante lotte, battaglie e “nuove resistenze” di oggi  , nel solco della Resistenza combattuta dai nostri Partigiani.

Quest'anno vorremmo che queste voci fossero anche le vostre! Avete canzoni che parlano di diritti, o che denunciano violazioni di diritti? Avete scritto canzoni che raccontano la brutalità della guerra? Avete testi che parlano di Pace? Cantate dei Partigiani e della Resistenza? Dedicate versi a chi combatte oggi nel nostro paese o nel mondo? Mandateci il vostro brano! Lo caricheremo sul nostro sito per essere ascoltato e votato!



L'artista più votato poi sarà invitato ad esibirsi sul palco principale di Monte Sole il 25 Aprile! Ecco di seguito un piccolo regolamento per partecipare al Monte Sole Music Contest!

CHI PUO’ PARTECIPARE?
 Chiunque abbia un pezzo originale o una cover che affronta tematiche quali quelle della resistenza (vecchia e nuova), della pace, dei diritti et simili

COME PARTECIPARE? Inviando entro il 20 marzo 2016 il vostro brano in formato mp3 o video all'indirizzo info@frequenzappennino.com come allegato o utilizzando una delle decine di piattaforme di file sharing (WeTransfer, Wikisend, Youtube ecc..) Oltre al file audio/video è necessario, pena l’esclusione dal concorso, allegare una breve descrizione dell'artista/band autrice del pezzo.

GIURIA La giuria sarà composta da tutto il popolo di internet! I Brani ricevuti, saranno caricati e resi disponibili a partire dal 21 marzo su una pagina dedicata, dove potranno essere ascoltati e votati fino alle ore 18 del 3 Aprile!
A quel punto provvederemo a metterci in contatto con gli artisti che ci avranno inviato i tre brani più votati per comunicare loro la vincita od il piazzamento del contest.

PREMIO L'artista/gruppo che avrà inviato il brano risultato essere il più votato sarà invitato a suonare il 25 Aprile 2016 sul palco principale di Monte Sole davanti a migliaia di persone, mentre gli artisti/gruppi che avranno inviato la seconda e terza canzone più votata invece, apriranno il concerto che si terrà il 24 Aprile a Monte Sole!