
Il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti ha informato che oggi, mercoledì 14 settembre, Kemet Group, la multinazionale statunitense proprietaria della ditta Arcotronics, ha ritirato il permesso di costruire il nuovo stabilimento a Pontecchio Marconi, come annunciato lunedì scorso, durante l’incontro che si è svolto nella sede della Regione Emilia-Romagna. Kemet Group ha inoltre versato , in un’unica soluzione, il contributo previsto per gli oneri di urbanizzazione secondaria.
Il ritiro della licenza è stato salutato da tutti con molta soddisfazione appunto perché è un ottimo indicatore che Arcotronics, a differenza di molte altre imprese industriali, non intende abbandonare la vallata.
Il sindaco Mazzetti (nella foto) ha detto: “Da oggi, Kemet ha un anno di tempo per avviare i lavori e tre per concluderli. Il ritiro del permesso di costruire rappresenta una tappa fondamentale nel percorso per risolvere la vertenza Arcotronics. Ora ci aspettiamo notizie altrettanto positive sul piano occupazionale e di arrivare alla definizione di un nuovo piano di riorganizzazione industriale in grado di consolidare la presenza dell’azienda sul territorio e a preservare così i posti di lavoro”.
L'assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli (nella foto) in un comunicato ha aggiunto: "Il ritiro del permesso di costruire è un primo segnale di buon auspicio, per potere proseguire la trattativa ed assicurare un rilancio completo dell'attività. Nel prossimo incontro, tra un mese esatto, verificheremo il pieno rispetto degli impegni, per consolidare un'azienda così importante per l'occupazione e lo sviluppo del sistema emiliano-romagnolo",
Compiacimento anche da parte del consigliere comunale del PDL, Eugenio Salamone (nella foto): “E’ certamente una buona notizia. Kemet è quindi intenzionata a investire a Sasso Marconi e ciò, in questo momento storico, è certamente importante,” ha detto. “Non vendiamo però la pelle prima di aver ucciso l’orso. E’ fondamentale che Kemet ritiri l’annuncio dell’esubero di 212 posti di lavoro e mantenga gli accordi del 2008. Su questo fronte notizie rassicuranti non ci sono ancora”.




