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giovedì 30 ottobre 2025

Frana ad Alto Reno Terme, crolla un tratto della statale 632

 



Il maltempo ha provocato una frana in località Granaglione, nel Comune di Alto Reno Terme, al confine con la Toscana. È crollato un tratto della parete rocciosa lungo la statale 632 “Traversa di Pracchia”. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Gaggio Montano. Nessun ferito, ma la strada è chiusa al traffico.

Nel pomeriggio  Arpae ha emanato un’allerta arancione per rischio idraulico e idrogeologico.

Secondo Arpae, diverse stazioni idrometriche – tra cui Pracchia, Porretta Terme e Vergato – hanno superato la soglia 2. “La persistenza di piogge intense sull’alto bacino del Reno – avverte Arpae – ha generato una piena che si propagherà verso valle nelle prossime ore, alimentata da ulteriori precipitazioni sul settore appenninico centrale.”


mercoledì 13 agosto 2025

Sasso Marconi. Via Monte Capra riapre a senso unico alternato: lavori ancora in corso



Dopo oltre due anni di disagi, la strada comunale di via Monte Capra riapre al traffico, seppur a senso unico alternato. Il cantiere di consolidamento della scarpata non è ancora concluso, ma la carreggiata è nuovamente percorribile grazie a un provvedimento del Comune di Sasso Marconi.

La via, che collega Mongardino (Sasso Marconi) a Tizzano (Casalecchio di Reno), aveva subito gravi cedimenti sul lato di valle in seguito agli eventi calamitosi della primavera 2023. Da allora, vigeva il divieto di transito ai mezzi pesanti e un forte restringimento, segnalato con cartelli e transenne.

L’intervento di sostegno in cemento armato, avviato all’inizio dell’estate, ha permesso di ripristinare il sottofondo stradale. Ora, per consentire l’assestamento, la circolazione resterà regolata da senso unico alternato fino alla stabilizzazione definitiva.

Secondo quanto comunicato dal Comune sui canali social, una volta completato l’assestamento verrà stesa la nuova asfaltatura, quindi effettuato il collaudo tecnico, per arrivare alla riapertura nei due sensi di marcia e al pieno ripristino della viabilità.

giovedì 24 aprile 2025

Frana sulla SP 55/1 "Case Forlai": chiusura totale al km 1+500

 




A seguito delle intense precipitazioni dei giorni scorsi, si è verificato un fenomeno di dissesto idrogeologico tuttora in corso lungo il versante di monte della strada provinciale SP 55/1 "Case Forlai", al km 1+500, nel territorio del Comune di Alto Reno Terme. Il movimento di materiale fangoso, vegetale e lapideo – in alcuni casi di notevole dimensione – ha reso impraticabile e pericoloso il transito veicolare sull’intero tratto stradale interessato.

Nonostante i ripetuti interventi messi in atto per ripristinare le condizioni di sicurezza, il perdurare dello smottamento ha vanificato ogni tentativo di riapertura. Le attuali condizioni del versante non consentono la prosecuzione delle operazioni sul piano stradale in sicurezza.

Per tutelare l'incolumità pubblica e garantire la sicurezza della circolazione, è stata disposta la chiusura totale della SP 55/1 "Case Forlai" al km 1+500, in entrambi i sensi di marcia, con decorrenza immediata e fino al completo ripristino della viabilità.

Il traffico sarà deviato su percorsi alternativi, indicati da apposita segnaletica posizionata sul posto. L’installazione e la manutenzione della segnaletica saranno a cura del Settore Strade e Sicurezza della Città metropolitana di Bologna.

venerdì 11 aprile 2025

Cimitero di San Leo: Frana minaccia oltre 60 loculi. I cittadini chiedono interventi urgenti

Anche Pupi Avati sollecita il recupero della struttura storica

 

Foto da Facebook

Anche Pupi Avati chiede il recupero del cimitero di San Leo minacciato da una frana che ne ha reso instabile gran parte del fronte che insiste sul torrente Rio Maggiore. Instabilità che si è aggravata a seguito dell’alluvione del maggio 2023 e di quelle che sono seguite.

Il regista si è rivolto al sindaco Roberto Parmeggiani scrivendo: “Mi considero sia umanamente che cinematograficamente cittadino a tutti gli effetti del Comune che Lei governa e quindi nel diritto di chiedere un suo autorevole intervento nei riguardi della situazione di totale abbandono in cui versa il piccolo cimitero di San Leo. 

In quel piccolo cimitero sono raccolte le spoglie terrene di coloro che diedero vita alla mia intera famiglia ( da parte di madre ) e  nell'arco lungo della mia carriera professionale , mi trovai ad ambientare un alto numero di film e la stessa cosa può dirsi per la chiesa sovrastante di San Leo .

……

Insomma signor sindaco a quel chilometro di terra io ho sempre saputo di dovere le mie radici e nel documentario SKY dal titolo "vorrei sparire senza morire " l'ho esplicitamente testimoniato”.

Ieri si è tenuto  un incontro molto partecipato tra l’Amministrazione comunale, affiancata dai tecnici incaricati, e i familiari dei defunti sepolti presso il cimitero di San Leo. Al centro della discussione, una relazione tecnica che ha messo in evidenza una situazione estremamente preoccupante: una frana di vaste proporzioni interessa il lato Sud del cimitero, proprio in corrispondenza dell’ingresso e di parte del parcheggio.

La documentazione, supportata da fotografie e rilievi, ha confermato che il dissesto potrebbe mettere seriamente a rischio la stabilità di oltre 60 loculi. Un possibile aggravamento del fenomeno, secondo i tecnici, potrebbe portare allo sgombero dell’intero lato Sud e al trasferimento delle salme nel cimitero di San Lorenzo. Un'operazione complessa e costosa, che ricadrebbe interamente sulle finanze del Comune.

Il sindaco, presente all’incontro, ha cercato di rassicurare i cittadini affermando che nessuno sarà obbligato a spostare i propri cari fuori dal territorio di San Leo. Ha però precisato che, al momento, non sono state definite soluzioni alternative e che non vi è alcuna certezza sulla possibilità di mettere in sicurezza l’intera area compromessa.

Tra le ipotesi al vaglio, l’Amministrazione sta considerando l’individuazione di un terreno solido e pianeggiante nelle vicinanze, sempre all’interno del territorio di San Leo, dove poter eventualmente realizzare una nuova area cimiteriale.

Durante l’incontro, numerosi familiari hanno preso la parola, denunciando con fermezza il grave stato di abbandono in cui versa la struttura: tetto ormai distrutto, grondaie assenti o colme di detriti, infiltrazioni che hanno danneggiato i muri e messo in pericolo cornicioni e lapidi, soprattutto nei lati Nord ed Est del cimitero.

Criticità sono emerse anche lungo i lati adiacenti alla strada, dove da tempo non si eseguono interventi di manutenzione. La mancata pulizia dei fossi di scolo ha peggiorato la situazione, favorendo l’erosione di un terreno già instabile.

Alle numerose domande poste dai cittadini, l’Amministrazione ha risposto prendendo impegni concreti: un nuovo incontro sarà convocato prima dell’estate, per condividere con la cittadinanza le relazioni tecniche definitive. Solo allora si procederà con la ricerca dei fondi necessari per gli interventi.

Nel frattempo, per garantire la sicurezza, si valuta anche la possibilità di aprire un accesso provvisorio sul lato ovest del cimitero, realizzando un varco nel muro affacciato sulla strada.

La comunità di San Leo resta in attesa di soluzioni concrete. 

lunedì 31 marzo 2025

Frana a Brigola: chiusa la provinciale tra Rioveggio e Monzuno



Il maltempo continua a causare danni nell’Appennino bolognese. Una frana ha invaso la strada provinciale che collega Rioveggio a Monzuno, rendendola impraticabile. Il distacco si è verificato ieri nei pressi della frazione di Brigola, dove una grande massa di terra si è staccata dal monte sovrastante, costringendo le autorità a disporre la chiusura dell’arteria.

Sul posto sono intervenuti i tecnici della Città metropolitana per valutare la messa in sicurezza dell’area, mentre i Vigili del fuoco hanno avviato la rimozione di tronchi e detriti che hanno contribuito all’accelerazione del movimento franoso.

Il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, ha commentato l’accaduto sottolineando la difficoltà dell’emergenza in corso. “Ieri mattina, intorno alle 10, sono stato avvisato dei primi movimenti del terreno a Brigola. Una porzione significativa di suolo a monte della provinciale era in movimento, con gli alberi che oscillavano pericolosamente. La chiusura della strada si è resa inevitabile per garantire la sicurezza.”

Pasquini ha inoltre spiegato che si attende l’intervento della cooperativa di Castel dell’Alpi per una prima messa in sicurezza, con l’obiettivo di ripristinare il transito a senso unico alternato. Solo successivamente sarà possibile procedere con il completo ripristino della viabilità.

Il primo cittadino ha infine espresso il desiderio di un ritorno alla normalità: “Abbiamo dimostrato la nostra capacità di affrontare l’emergenza maltempo, superando una prova durissima. Ora ci aspettiamo di poter voltare pagina. Ce lo siamo meritato.” 

I lavori per ridare ai veicoli il transito in sicurezza  sono già iniziati


martedì 25 febbraio 2025

Nuova frana su via Castello a Sasso Marconi: traffico a senso unico

Foto d'archivio 


Non c’è pace per via Castello. Nel pomeriggio di oggi, 25 marzo, una nuova frana si è staccata a monte, nelle vicinanze di quella più disastrosa avvenuta nei pressi del bivio con via Lagune.  La zona è stata immediatamente segnalata con allarmi luminosi.

Nel frattempo, si attende l’avvio dei lavori per il ripristino della strada all’altezza del civico 68. L’inizio dell’intervento è previsto per il prossimo 5 marzo. La speranza dei residenti è che tutto proceda senza ulteriori intoppi  e in molti incrociano le dita.

sabato 22 febbraio 2025

Sasso Marconi, riaperta via Castello dopo la frana: nuova chiusura parziale dal 5 marzo per altri lavori


 


Dopo una settimana di chiusura forzata a causa di una frana che aveva ostruito la carreggiata, la strada comunale di via Castello a Sasso Marconi è stata finalmente riaperta al traffico veicolare. Il provvedimento di interdizione era stato necessario per consentire i dovuti accertamenti sulla parete in tufo, che presentava alcune porzioni già parzialmente distaccate, e per eseguire le operazioni di messa in sicurezza della zona.

Il ripristino della viabilità rappresenta un importante passo verso la normalità per i residenti e gli automobilisti che quotidianamente percorrono questa arteria. Tuttavia, a partire dal 5 marzo, sarà necessaria una nuova chiusura della strada nel tratto in prossimità dell’incrocio con via Lagune. Questa interruzione si renderà indispensabile per consentire l'avvio dei lavori di sistemazione di un'altra frana, verificatasi nel maggio del 2023, che ancora necessita di un intervento definitivo per garantire la sicurezza del transito.

Le autorità locali invitano cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica stradale e a programmare eventuali percorsi alternativi durante il periodo di chiusura.

 

lunedì 17 febbraio 2025

Frana sulla Statale Porrettana: traffico deviato, lavori in corso per la riapertura



Pioppe di Salvaro (Vergato) – Brutta sorpresa per gli automobilisti in transito sulla Strada Statale Porrettana. Poco prima della mezzanotte di ieri, domenica 16 febbraio, un movimento franoso ha interessato il costone della scarpata adiacente alla carreggiata, all’altezza del bivio per Sanguineda, nei pressi di Pioppe di Salvaro.

Il distacco, avvenuto a livello del muro di contenimento, non ha causato danni gravi grazie alle reti e ai cavi d’acciaio che già imbrigliavano il fronte roccioso, evitando così il cedimento di grandi porzioni di materiale sulla strada. Tuttavia, per motivi di sicurezza, il traffico è stato immediatamente interrotto e deviato su percorsi alternativi.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco e i tecnici dell’Anas, che hanno provveduto a organizzare il traffico, eseguire i rilievi del caso e organizzare un piano di intervento per il ripristino della viabilità. Al momento, i veicoli provenienti da Vergato e Sasso Marconi vengono deviati lungo percorsi secondari che attraversano il territorio di Grizzana Morandi, con passaggio obbligato per Salvaro/Serini.

Questa mattina sono già iniziati i lavori di rimozione del materiale franato e di consolidamento della parete. Si stima che l’intervento di messa in sicurezza potrebbe concludersi entro la giornata, consentendo la riapertura della strada già da domani mattina, seppur con un regime di senso unico alternato.

Le autorità invitano gli automobilisti a prestare la massima attenzione e a seguire le indicazioni sui percorsi alternativi fino a nuova comunicazione.




sabato 15 febbraio 2025

Sasso Marconi, via Castello ancora chiusa per frana


Via Castello resta chiusa a causa di una frana provocata dal maltempo nella notte scorsa. Una corposa lingua di tufo si è staccata dalla parete che costeggia la salita, nei pressi del bivio per la chiesa di Castello, invadendo la carreggiata e rendendo impossibile il transito.

Le autorità hanno immediatamente interdetto l’accesso alla strada. Per raggiungere Lagune o Medelana, le alternative percorribili sono la provinciale di Mongardino da Sasso Marconi e la comunale di Luminasio da Marzabotto.

Resta da chiarire l’inizio dei lavori per il ripristino della parte alta di via Castello. L’intervento è programmato per lunedì 17 febbraio, con la chiusura al traffico del tratto interessato. Tuttavia, se non verrà reso percorribile il tratto di comunale colpito dalla frana, i lavori potrebbero subire un rinvio per evitare l’isolamento dell’intera via Castello.

giovedì 13 febbraio 2025

Anche via Brento chiude al traffico veicolare

 



 Il Comune di Sasso Marconi informa:

 

Dal pomeriggio di oggi,  giovedì 13 febbraio, via Brento è chiusa al traffico veicolare nel tratto compreso tra il civico 6 e l'incrocio con via Branchicciolo. Un provvedimento adottato per motivi di sicurezza a causa dell’evoluzione dello smottamento localizzato nel tratto interessato dalla frana.

Gli ultimi rilievi tecnici effettuati per procedere all’intervento di ripristino, hanno infatti evidenziato un importante aggravamento della situazione e la conseguente necessità di chiudere la strada.

L’unica deroga al divieto di transito riguarda i veicoli che devono raggiungere il civico 12 (situato all’interno del tratto chiuso al traffico senza altre possibilità di accesso), per i quali il passaggio è consentito con limite di velocità a 30 km/h a causa del fondo stradale sdrucciolevole. 

martedì 28 gennaio 2025

Sasso Marconi, nuovo smottamento su via Castello: strada chiusa al traffico

 

Foto Achille Chillari


Non è ancora finita. Un'altra frana ha interessato nella notte via Castello a Sasso Marconi, costringendo le autorità a chiudere l'accesso alla strada. La parete di tufo all'inizio della via, già nota per precedenti distacchi, è nuovamente crollata, riversando una significativa quantità di detriti sul fondo stradale.

Gli operatori sono già al lavoro per rimuovere la massa di materiale che si è staccata durante la notte, bloccando completamente la circolazione sulla strada che collega Sasso Marconi a via Lagune. Questo tratto, considerato critico per la sua conformazione geologica, è stato più volte teatro di frane, tra cui il rilevante distacco avvenuto nel 2023, che aveva già destato forte preoccupazione tra residenti e autorità locali.



Le operazioni di messa in sicurezza e sgombero continueranno per tutta la giornata, con l’obiettivo di ripristinare il traffico in tempi rapidi. Tuttavia, i tecnici stanno valutando la stabilità della parete rocciosa per prevenire ulteriori crolli, mentre il Comune invita i cittadini a utilizzare percorsi alternativi fino a nuova comunicazione.

Resta ancora incerto se il distacco sia stato provocato dalle abbondanti piogge d o dalle violente raffiche di vento che hanno sferzato la zona durante la notte, raggiungendo velocità significative.

Le condizioni meteorologiche avverse non hanno risparmiato nemmeno il patrimonio arboreo: numerosi alberi, già in condizioni precarie, hanno subito gravi danni a causa delle forti folate. 

Le autorità locali sono al lavoro per monitorare l'area e prevenire ulteriori rischi, mentre i tecnici stanno valutando i danni e cercando di stabilire con precisione le cause del fenomeno.

Questo nuovo episodio evidenzia ancora una volta la fragilità del territorio e la necessità di interventi strutturali per mitigare il rischio idrogeologico in un'area già duramente colpita dagli eventi atmosferici degli ultimi anni.

venerdì 20 dicembre 2024

 

Grande frana di San Benedetto, nuovo sopralluogo dei tecnici

'La sicurezza delle persone è la priorità'

 


Continua il monitoraggio della frana che, dopo una trentina di anni, a causa del maltempo delle scorse settimane si è riattivata a Ca' di Sotto, nel territorio di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese.

Nuovo sopralluogo della sottosegretaria alla Presidenza della Regione con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini, insieme ai tecnici dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, e ai sindaci di San Benedetto, Alessandro Santoni, e di Monzuno, Bruno Pasquini.

Presenti anche i tecnici del Comune e dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.
    "Al primo posto, per tutti noi, c'è la sicurezza delle persone: quella è la priorità assoluta. Per questo c'è grandissima attenzione da parte di tutte le istituzioni coinvolte, che sono impegnate al massimo per il ripristino di quest'area - ha sottolineato Rontini - Si lavora senza sosta alla realizzazione di un canale di sfioro, che possa alleggerire la portata dell'acqua riducendo il pericolo di esondazioni, anche considerando le condizioni metereologiche tipiche di questa stagione,e controllando attentamente le condizioni geomorfologiche della zona".
    "Il problema è diffuso e interessa in maniera diversa il territorio: alcune abitazioni sono coinvolte direttamente dal movimento franoso, altre dall'innalzamento del livello del lago - ha spiegato il sindaco Santoni - oltre alla preoccupazione per infrastrutture pubbliche come strade, cabine elettriche, acquedotto e depuratore. Un dissesto, dunque, di grandi dimensioni, per il quale abbiamo bisogno del sostegno istituzionale a tutti i livelli.

venerdì 1 novembre 2024

La frana di San Benedetto Val di Sambro avanza. Si opera per la messa in sicurezza

 



Continua l’avanzata della grande frana di Cà di Sotto, riattivata dalle recenti piogge nel comune di San Benedetto Val di Sambro, dove le autorità lavorano senza sosta per mettere in sicurezza l’area. La frana, che si estende per un chilometro e mezzo, avanza lentamente, sebbene alcune sezioni – in particolare la parte medio-alta – registrino un’accelerazione, raggiungendo velocità di 40-80 metri al giorno.

Il sindaco Alessandro Santoni ha diffuso un video aggiornato sulla situazione, confermando che tutte le risorse sono impiegate per una soluzione temporanea volta a deviare le acque del torrente Sambro, in previsione dell’arrivo dell’inverno. Attualmente è in corso uno scavo delicato alla base della frana per la costruzione di un canale scolmatore, mentre si sta posizionando una rete di condotte per mantenere basso il livello del lago artificiale creatosi. 

sabato 5 ottobre 2024

La frana di Sasso Marconi ha sconvolto il viaggio ai pendolari

Soppressioni e ritardi sulla tratta Bologna-Riola



Oggi i passeggeri della tratta ferroviaria Bologna-Riola hanno vissuto una vera e propria odissea a causa di ritardi e soppressioni. Una frana staccatasi dalla base della Rupe ha imposto il blocco dei convogli a Sasso Marconi per consentire ai tecnici di valutare se era garantito in transito in  sicurezza  nel tratto di linea ferrata prospiciente lo smottamento. I passeggeri hanno quindi dovuto utilizzare un bus per raggiungere Marzabotto e risalire sul treno.  Dopo aver affrontato il trasferimento per Marzabotto, i viaggiatori sono riusciti a salire sul treno delle 19:17. Nonostante le difficoltà, sembrava che il viaggio potesse finalmente concludersi positivamente in direzione Porretta Terme.

Tuttavia, all'arrivo a Riola, l'ennesimo intoppo: il treno è stato improvvisamente soppresso a causa dell'eccessivo traffico di convogli in ritardo sulla linea. Ai passeggeri è stato annunciato che avrebbero dovuto attendere circa 30 minuti per il prossimo treno, ma poco dopo un ulteriore annuncio ha complicato la situazione. È stato infatti comunicato l’obbligo di scendere dal treno, che sarebbe ripartito in direzione opposta verso Bologna.

L'esasperazione tra i viaggiatori è palpabile, aggravata dal freddo pungente e dall'incertezza sul prosieguo del viaggio. "Incazzati è dire poco", ha commentato uno dei passeggeri coinvolti.

Da Dubbio

venerdì 20 settembre 2024

La frana di Gaedelletta ha franato ancora


 

Anche l’arcinota frana della provinciale Val di Setta a  Gardelletta ha voluto essere della partita in questo nuovo disastro da maltempo e dalla vetta della parete ha lasciato cadere detriti e massi rocciosi sulla provinciale appena ripristinata con un costo piuttosto elevato.

Sul posto sono prontamente intervenute macchine movimento terra che hanno liberato il tracciato asfaltato permettendo così che il transito veicolare potesse essere riavviato in piena sicurezza.

Sul posto anche la presidente del Consiglio di frazione di Gardelletta Laura Di Maio e il consigliere comunale e candidato alle prossime regionali, Morris Battistini che in un lungo filmato hanno riportato l’accaduto e hanno sottolineato la loro sorpresa per il distacco di materiali dalla parete della montagna che a loro dire testimonierebbe una inadeguata progettazione e un ripristino qualitativamente scadente.


Battistini e la Di Maio hanno inviato un loro giudizio - denuncia corredandolocon alcuni spezzoni di filmato: 

«In queste ore, gli abitanti della frazione di Gardeletta e delle zone limitrofe stanno vivendo un déjà vu. La strada provinciale 325 “Val di Setta e Val di Bisenzio”, riaperta a gennaio 2024 dopo una grande frana che, nell'aprile del 2019, aveva causato più volte il crollo della strada nell'alveo del fiume Setta, costringendo a una deviazione del traffico per oltre tre chilometri, è di nuovo crollata a causa del maltempo, interrompendo la viabilità in un'area di montagna già in forte difficoltà. A soli cinque anni di distanza, dopo aver speso circa sei milioni di euro per la messa in sicurezza dell'area e la progettazione dell'opera, alla prima pioggia importante la montagna è franata nuovamente. I cittadini, che avevano atteso molti anni per vedere la realizzazione dell'opera, sono allibiti nel constatare il crollo della montagna sulla provinciale 325, esattamente nello stesso punto in cui era crollata nel 2019. Da allora, la Città metropolitana, ente responsabile del progetto e dell'esecuzione dei lavori, aveva impiegato due anni per studiare il movimento franoso e progettare una soluzione. E questo sarebbe il risultato? Anche noi, insieme ai cittadini, siamo senza parole di fronte a tanta incompetenza e chiediamo alla Città metropolitana di dare risposte rapide ai residenti, che si trovano, dopo soli cinque anni, a rivivere lo stesso terrore».








mercoledì 15 maggio 2024

Ripoli continuerà a essere monitorata

 Autostrade per l’Italia ha avviato insieme con il Comune un percorso finalizzato a mantenere operativo il monitoraggio del versante nonostante sia tornato quiescente



Riceviamo:


Nonostante i dati di monitoraggio confermino ampiamente il ritorno del versante di Ripoli alle condizioni di quiescenza preesistenti i lavori di scavo della galleria dell’A1 – Direttissima, Autostrade per l’Italia e Comune hanno avviato un confronto finalizzato a mantenere il monitoraggio dello stesso, e dunque di strutture ed infrastrutture presenti, anche oltre il 31 dicembre 2024, data di conclusione delle attività così come sancite dall’accordo operativo tra il Comune, la Regione Emilia-Romagna e la Società Autostrade per l’Italia; accordo che ha anche portato alla declassificazione del movimento franoso che si attivò in concomitanza dei lavori di scavo della galleria Val di Sambro per la realizzazione della variante di valico.
I dati acquisiti in questi anni hanno convinto esperti e tecnici della Regione sul fatto che tale versante fosse effettivamente tornato in condizioni di stabilità. Nonostante questa rassicurante situazione, il sindaco di San Benedetto, Alessandro Santoni, in questi anni ha fortemente insistito affinché, per motivi precauzionali, si prolungasse il monitoraggio della zona ben oltre la scadenza originale fissata dal Protocollo Operativo al 31.12.2019. Questa caparbietà fece sì che, con successivo accordo, tale monitoraggio fosse prorogato fino al 31.12.2024, data che entro la fine dell’anno verrà ulteriormente prorogata proprio grazie alla attività ed al dialogo tra Amministrazione Comunale ed Autostrade per l’Italia.
“A fine dicembre del 2024 - spiega il Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni  - saranno 10 anni che sono terminati i lavori di scavo della galleria Val di Sambro: un tempo sufficientemente lungo per consentire di definire tecnicamente che quella che inizialmente poteva sembrare una tendenza, è invece diventata la situazione di fatto, ossia che il versante di Ripoli è tornato nelle sue condizioni naturali. Leggere dalla documentazione ufficiale che le rilevazioni fatte in questi anni hanno consentito di definire quell’area “non più frana attiva” ci rende tutti contenti, ma ancor di più contribuirà al processo di valorizzazione della frazione tuttora in atto, processo che è partito da anni e che ha visto portare a termine già tanti interventi, mentre altri sono ancora in programma, aspetti questi che tutti insieme hanno rappresentato quella base solida su cui ripartire con grande entusiasmo e senso di comunità. Su Ripoli, fin dall'insediamento nel 2014, la mia posizione e il mio impegno sono sempre stati chiari: cambiare l'approccio e la posizione del Comune rispetto agli anni precedenti: il rapido risarcimento in favore di coloro che avevano subito danni e l’avvio di una serie di interventi di valorizzazione. Oggi posso dire che questi obiettivi sono stati raggiunti: ogni proprietario è stato indennizzato, il versante è in condizioni di stabilità e verrà monitorato ancora per anni, molti di più rispetto agli impegni assunti inizialmente da chi ci aveva preceduto, e sono in corso gli interventi di valorizzazione resi possibili anche grazie a nuove ed ulteriori risorse che in questi anni come Amministrazione siamo stati capaci di recuperare. Tutto questo sta dando risultati ancora migliori di quello che ci aspettavamo, a significare che il lavoro fatto insieme alla comunità, partito con un laboratorio di urbanistica partecipata che ha visto coinvolta la cittadinanza, come era nelle nostre aspettative è stato uno strumento vincente. Ottenere un prolungamento di altri anni di monitoraggio, in una situazione di tranquillità, non era scontato se si pensa che a suo tempo, nel pieno dei movimenti, l’accordo prevedeva un tempo di 5 anni. Per questo devo ringraziare Prefettura e Regione che ci hanno sempre supportato ed accompagnato in questo percorso, ma anche Società Autostrade per l’Italia, una società che si è dimostrata aperta ad ascoltare le necessità del territorio ed ha contribuito con ulteriori importanti investimenti alla valorizzazione delle aree attraversate dalla nuova infrastruttura”.

mercoledì 1 maggio 2024

A Gaggio Montano nuovi lavori di stabilizzazione della frana di Marano

 L’intervento prevede anche la sistemazione della sponda sinistra del fiume Reno. 


La Regione informa:


Nuovi lavori per il consolidamento della frana di Marano, nel territorio comunale di Gaggio Montano, finanziati con 1 milione 200mila euro di fondi del Pnrr.

Interventi che si collocano in piena continuità quello già in corso, finanziato dalla Regione con 400mila euro, sulla storica frana dell’Appennino bolognese. L’obiettivo è l’ulteriore stabilizzazione del dissesto che nel 2018 ha pesantemente investito il territorio e la sistemazione della sponda sinistra del fiume Reno. Le opere sono progettate e dirette dall’Ufficio territoriale di Bologna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Il progetto dei nuovi lavori di consolidamento della frana di Marano è stato predisposto a partire dai risultati di specifiche indagini geologiche e di costanti monitoraggi eseguiti sul dissesto. Oltre alle opere di consolidamento e alla sistemazione della sponda, è previsto l’ampliamento della sezione idraulica dell’alveo del fiume Reno, ai piedi della frana, per consentire il passaggio in sicurezza delle piene. È invece ancora in corso la posa di una rete metallica con funzione anti-erosione, su un’area estesa per quasi cinque mila metri quadrati, a protezione della nicchia di frana. La struttura verrà fissata alla parete con ancoraggi in acciaio e funi.



I precedenti interventi sulla frana di Marano

Fin dalla prima riattivazione della frana di Marano, la Regione ha svolto interventi con l’obiettivo di stabilizzare il dissesto, esteso per circa 700 metri, e sistemare il tratto di fiume ai suoi piedi, in parte ostruito.

Oltre ai lavori in somma urgenza svolti da subito proprio per impedire la completa occlusione dell’alveo, si sono poi realizzate campagne di indagini geologiche (dal 2018 al 2020) e interventi di drenaggio nella parte alta del dissesto finanziati con 100 mila euro.

Tra il 2020 e il 2023 sono stati realizzati due importanti interventi: con il primo, finanziato con 580 mila euro, è stata innalzata la quota di fondo dell’alveo con la posa di massi ciclopici per raccordarla con quella di valle, limitando il rischio erosione e stabilizzando il letto del fiume. Una scogliera sulla sponda sinistra del Reno e la sistemazione di quella a destra hanno completato l’opera.

Successivamente, un intervento da 1 milione e 200 mila euro ha permesso di consolidare la zona medio-alta del dissesto con un rimodellamento morfologico, drenaggi e una paratia di pali collegati da trave e tiranti in acciaio.


giovedì 7 marzo 2024

Rabbia a San Benedetto Val di Sambro per la chiusura della SP79.

Per il Sindaco la chiusura della strada provinciale è purtroppo il triste epilogo di un disastro annunciato.


L’informazione-sfogo del Sindaco di San Benedetto Val di Sambro e consigliere metropolitano Uniti per l’Alternativa, Alessandro Santoni: 

Martedì scorso, 5 marzo, la Città Metropolitana ha disposto la immediata chiusura al transito  della SP79 "Pian di Balestra", nel territorio del Comune di San Benedetto Val di Sambro, fino al ripristino in sicurezza della viabilità. Tutto ciò a seguito di un movimento franoso che ha interessato il corpo stradale della strada provinciale, associato alla caduta di massi in strada.

A fare arrabbiare il Sindaco di San Benedetto Alessandro Santoni, e con lui i colleghi consiglieri Metropolitani di Uniti per l’Alternativa Angela Bertoni e Diego Baccilieri, è proprio il fatto che questa situazione era stata più volte posta all’attenzione del Consiglio Metropolitano, il quale dal canto suo aveva sempre risposto asserendo che tale infrastruttura non si trovava uno stato di pericolo.

“Fa davvero dispiacere assistere alla triste cronaca di una vicenda il cui esito era purtroppo scontato. Prima con due interrogazioni e poi con una visita sul posto alla presenza del Consigliere delegato Crescimbeni, è stata con insistenza posta la questione della SP79. Da Amministratore comprendo le difficoltà derivanti dalla gestione di un territorio fragile, ma ciò che non comprendo sono la ostinata asserzione di una presunta situazione di mancanza di pericolo, sconfessata dai fatti di questi giorni, associata alla assenza di interventi nonostante le enormi risorse messe a disposizione del Commissario Straordinario Generale Figliuolo. Non va infatti dimenticato che l’area da cui è scaturito il dissesto dei giorni scorsi, rientra tra quelle che furono colpite dagli eventi eccezionali del maggio 2023: lì poco o nulla è stato disposto come intervento di messa in sicurezza da parte della Città Metropolitana, e la caduta di massi in strada ne hanno rappresentato il naturale epilogo. Ed ora ci troviamo di nuovo a dover sostenere tutti i disagi derivanti dall’ennesima chiusura di un importante collegamento, che ci spinge a coinvolgere per la quarta volta il Consiglio metropolitano, al quale abbiamo chiesto prima di tutto se intenderà adoperarsi per risolvere le problematiche e con quali tempi. Speriamo davvero che questa sia la volta buona e soprattutto speriamo che l’Ente comprenda la necessità di intervenire anche sulle tante altre situazioni diffuse, che con insistenza portiamo da anni all’attenzione non per fare polemica, bensì perché la situazione – come dimostrano i fatti – è diventata non più sostenibile, lungo la SP79 come in altre strade provinciali di questa parte di Appennino, a partire dal tratto di SP61 che collega Pian del Voglio con il casello di Rioveggio".

giovedì 11 gennaio 2024

Vergato. La frana di Sanguineda preoccupa i residenti

 


Dopo soltanto sei mesi dalla riparazione della frana sulla strada che collega la  Statale 64 Porrettana con la località Sanguineda, la prima pioggia consistente ha causato il crollo dell'opera realizzata dal Comune di Vergato.

I ridenti  si chiedono quali prospettive ci sono perché la viabilità venga ripristinata e cosa si intende fare per scongiurare il rischio dell’isolamento definitivo della borgata.

Abbiamo passato le domande  al vicesindaco di Vergato, Stefano Pozzi che ha detto: “Siamo al corrente dell’accaduto. Abbiamo già riparato per tre volte quel tratto di strada franato. E’ un punto particolarmente critico perché si trova su un dirupo. E situazioni come quella a Vergato ce ne sono purtroppo altre. Fortunatamente il transito non è interrotto. Cercheremo comunque di intervenire al più presto, anche per evitare che la frana si espanda”.

sabato 5 agosto 2023

Partiti i lavori di sistemazione della frana sulla provinciale Riola Camugnano-Castiglione


La Città Metropolitana informa: 

Hanno preso il via i lavori per la sistemazione del movimento franoso avviatosi da alcuni anni sulla SP62 "Riola Camugnano-Castiglione”, un intervento da 850 mila euro per risolvere in modo radicale la problematica che interessa la strada provinciale nel territorio del comune di Grizzana Morandi.


Da parecchi anni il km 2+800 della strada è interessato da un fenomeno franoso che si sviluppa su una superficie di circa 12.000 metri quadrati, con un fronte di massima larghezza di circa 100 metri e una lunghezza del pendio di frana di circa 180 metri, corrispondente all’alveo del torrente Limentra.

La frana ha interessato anche il corpo stradale della SP 62 che nel corso degli anni ha subito cedimenti continui che ne hanno limitato la funzionalità e hanno reso necessari interventi di ripristino. Si è realizzato anche un sistema di regimentazione superficiale delle acque sul corpo di frana che, tuttavia, non ha interrotto il dinamismo in atto. 


Negli scorsi anni le abbondanti precipitazioni hanno riattivato in maniera consistente il dinamismo franoso, con un notevole scorrimento di materiale verso valle, compromettendo completamente la stabilità della sede stradale per circa 100 metri e costringendo alla chiusura della viabilità nel tratto. Il materiale franato è giunto fino all’alveo del torrente Limentra, provocando un restringimento della sezione fluviale di circa 5 metri.

Da una prima analisi tale evento ha comportato, oltre al rischio diretto per gli abitanti nelle vicinanze della frana (circa 10 persone), anche un rischio indiretto valutabile in circa 50 persone che risultano isolate e impossibilitate negli spostamenti e circa 400 persone che sono costrette a deviazioni di percorso di oltre un’ora per i loro spostamenti abituali.

Per ovviare temporaneamente a tali pericoli e disagi la Città metropolitana è intervenuta, in urgenza, effettuando dei movimenti di terra per eliminare le zone più instabili della frana.  

Il finanziamento di 850.000 euro ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna permette ora l’avvio di lavori consistenti e definitivi che prevedono:

  • L’ assestamento del pendio a monte della strada mediante opere di ingegneria naturalistica 
  • Il consolidamento e la rinfunzionalizzazione della strada mediante la realizzazione di una fondazione su pali
  • La sistemazione del piede della frana tra la strada provinciale e l’alveo del fiume mediante opere di ingegneria naturalistica
  • Le opere di difesa dall’erosione dell’alveo del torrente Limentra. 

I lavori si concluderanno a gennaio 2024. 

La SP 62/1 “Riola-Camugnano-Castiglione”, costituisce un importante collegamento tra le valli del fiume Reno e del torrente Setta rendendo possibile l’accesso dai centri abitati di Riola, Camugnano e Castiglione dei Pepoli, alla Strada Statale 64 “Porrettana” verso Ovest e alla Strada Provinciale SP 325 “Val di Setta” a Est, nonché alla autostrada A1 tramite il casello di Pian del Voglio.