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venerdì 6 dicembre 2024

Basket e Inclusione: l’Under 21 Sordi Italiana in raduno a Sasso Marconi

 


Sasso Marconi – Dal 6 all’8 dicembre, la Nazionale Italiana Under 21 Basket Sordi, conosciuta come Italbasket55db, si riunisce per un raduno nazionale all’insegna dello sport e dell’inclusione. L’evento, organizzato dalla Federazione Sport Sordi Italia, vedrà 14 giovani atleti impegnati in sessioni di allenamento, incontri con il territorio e un triangolare amichevole.

Un movimento in crescita
L’Italbasket55db si sta affermando come una realtà di rilievo internazionale. Tra i successi recenti spicca la medaglia d’argento conquistata dalla Nazionale giovanile 3x3 ai World Youth Deaf Games, svoltisi a gennaio in Brasile.

Questo raduno rappresenta un’occasione per consolidare i progressi fatti e pianificare la prossima stagione. Gli allenamenti si terranno presso il centro sportivo “Giacomo ed Eva Carbonchi”, culminando domenica 8 dicembre con un triangolare tra Italbasket U21, CSI Sasso Marconi e Virtus Segafredo Bologna U17.

Inclusione e formazione
Oltre alla componente sportiva, il raduno punta a sensibilizzare sul tema dell’inclusione. Sabato 7 dicembre, il seminario “Inclusione e metodologia dell’allenamento nell’atleta con sordità”, ospitato presso il Borgo di Colle Ameno, vedrà la partecipazione di esperti come il prof. Massimiliano Bucca e il Direttore Tecnico Tommaso Caroli. L’incontro è aperto al pubblico e rivolto in particolare a tecnici, educatori e appassionati.

Sasso Marconi protagonista
“La nostra città è orgogliosa di ospitare un evento che unisce sport e valori sociali,” ha dichiarato il sindaco Roberto Parmeggiani. “Il raduno rappresenta un esempio di come lo sport possa essere strumento di crescita e inclusione.”

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Sasso Marconi e al supporto di sponsor privati come il Centro Estetico Diamond, Preaf Group e Coop Alleanza 3.0. Tra i convocati spiccano due giovani del posto, Sascha Silombela e Luca Venturi, a conferma dell’impegno del territorio nel promuovere il talento locale. La squadra ha alloggiato alla Locanda 5 Cerri di Alessandra Montanari. 

I convocati e lo staff
Tra i 14 atleti convocati, provenienti da tutta Italia, figurano promesse come Francesco Angelè (Roma) e Alessandro Caleffi (Viadana). Lo staff tecnico è guidato da Tommaso Caroli, affiancato da coach Alessandro Tumidei e dall’esperienza di veterani come Luca Pirovano e Dario Pignataro.

Un evento che non è solo sport, ma una celebrazione di come passione, determinazione e inclusione possano creare una comunità più forte e coesa.

“Riuscire a concretizzare questo raduno, cui abbiamo lavorato a lungo, è per me motivo di grande soddisfazione: ringrazio il Comune di Sasso Marconi, cui va il mio personale plauso per l’ospitalità e la sensibilità mostrate verso la nostra causa, e il Centro Estetico Diamond, main sponsor dell’evento, che ha creduto davvero in questo progetto”, le parole di Tommaso Caroli, Direttore Tecnico Italbasket55db U21. “In effetti si tratta di un’importante vetrina per questo giovane gruppo, composto in parte da atleti che hanno alle spalle importanti esperienze e in parte da ragazzi che si apprestano a iniziare un percorso nuovo. Ai nostri giovani auguro buon lavoro auspicando che possano approcciarsi a questa ‘tre giorni’ con grande entusiasmo e la giusta determinazione”.


GLI ATLETI CONVOCATI PER IL RADUNO DI SASSO MARCONI

Francesco Angelè (2008) di Roma

Alessio Avellino (2003) di Fucecchio (FI)

Christian Bellomi (2009) di Roma

Leonardo Braccalenti (2008) di Città di Castello (PG)

Alessandro Caleffi (2010) di Viadana (MN)

Mattia Camarda (2009) di Reggio Emilia

Luca Carlini (2005) di Misano Adriatico (RN)

Raul Gagliardi (2008) di Tolentino (MC)

Thomas Mantovani (2005) di Varese

Daniele Sattamino (2009) di Torino

Sascha Silombela (2007) di Sasso Marconi (BO)

Christian Sinibaldi (2009) di Roma

Luca Venturi (2005) di Sasso Marconi (BO)

Giuseppe Zicari (2008) di Brescia 

I ragazzi saranno supportati dallo staff composto dal Direttore tecnico Tommaso Caroli, dal capo coach Alessandro Tumidei, dal tecnico Mario Santarelli e saranno coadiuvati da due atleti che hanno già fatto parte dell’Italbasket55db: Luca Pirovano, vice capitano della Nazionale Italiana Sordi agli ultimi Europei, e Dario Pignataro, ex capitano e recordman di presenze in Nazionale con i suoi 28 anni di onorata militanza in azzurro.

domenica 22 ottobre 2023

E’ il momento di chi ha ‘idee’

Il Comune di Alto Reno Terme ha indetto un ‘concorso di idee’ per la realizzazione di un logo rappresentativo del Santuario della Madonna del Ponte come patrona del basket. Il vincitore sarà premiato con 500 euro. 


E’ a concorso l’individuazione di un logo rappresentativo del Santuario della Madonna del Ponte come Patrona del Basket.

In palio 500 euro che saranno assegnati quale premio al vincitore.

Il bando è  pubblicato nell’Albo Pretorio Comunale online, sul profilo informatico del committente Comune di Alto Reno Terme e sul sito ufficiale della Patrona del Basket www.patronadelbasket.eu

Il bando resterà aperto  fino al 31 gennaio 2024.

giovedì 28 luglio 2022

Due giorni da capitale del basket per Porretta Terme

 Eventi per celebrare la Madonna del Ponte, patrona dei cestisti

Dopo Bologna, già 'Basket City' e capitale della palla a spicchi italiana, anche Alto Reno Terme, sull'Appennino bolognese, si ritaglia il suo posto nel mondo della pallacanestro.

Proprio a Porretta, infatti, poco fuori dal paese, si trova il Santuario della Madonna del Ponte, da poco consacrato ufficialmente come il Santuario del Cestita, quando lo scorso aprile il Vaticano ha riconosciuto la Madonna del Ponte come patrona della Pallacanestro.

Per far conoscere agli appassionati della palla a spicchi il Santuario, richiamo religioso, culturale e turistico, ad Alto Reno Terme, domani venerdì  29 e sabato 30 luglio, è in programma una ricca due giorni, con un programma organizzato da Pierluigi Marzorati e Luca Corsolini.
    Il legame tra il Santuario e il basket risale a 66 anni fa, quando il 29 luglio 1956 si svolse una prima staffetta alla quale presero parte 60 cestisti, tra i quali giocatori della Virtus, del Gira e della Motomorini, che partirono da Bologna con una lampada a olio votiva per portarla fino a Porretta.
   Domani, 29 luglio, la staffetta si ripeterà, come già accaduto negli anni. La partenza è alle 14.30 dal Paladozza di Bologna, poi via fino alla Madonna del Ponte, con tedofori cestisti delle giovanili delle squadre bolognesi, di società di altre discipline sportive, con una delegazione di studenti atleti del Cus Bologna; uno degli ultimi tedofori, in qualità di ambasciatore ideale del Santuario del Cestista, sarà David Hollander, docente della New York University, dove tiene il corso 'How basketball can save the world' che terrà poi una lectio magistralis il giorno successivo a conclusione della due giorni. Sabato 30 luglio, dalle 10, il PalaItis ospiterà un'iniziativa per promuovere il basket come sport inclusivo, con partite di Bask-in e basket in carrozzina. Alle 17 partirà da piazza della Libertà la prima "Ball Run: Fieri del Basket", un format che esordisce a Porretta, una non competitiva in cui si palleggia sempre, correndo o camminando, si tira a canestro, attraverso il centro della cittadina dell'Appennino, verso il Santuario. Alle 18.30, il Parco Najadi delle Terme ospiterà l'evento conclusivo, con la presentazione del docufilm inedito "Kobe Bryant, Prima della leggenda", a seguire la cerimonia delle firme e della consegna, durante la quale organizzazioni cestistiche, squadre e atleti firmeranno il registro delle presenze e consegneranno al Santuario del Cestista un loro cimelio. (ANSA).


lunedì 20 giugno 2022

Polisportiva F.lli Zanni di Vergato in visita alla patrona del basket

 


Riceviamo: 

Lo scorso 12 giugno , i ragazzi dell'U13 della  Polisportiva Fratelli Zanni di Vergato, guidati dal Coach Roberto Giusti, sono stati in visita al Santuario della Madonna del Ponte di Porretta Terme, riconosciuta ufficialmente come la Patrona del Basket Italiano.

Ad accogliere la squadra, il Sindaco di Alto Reno Terme, Giuseppe Nanni e l'Assessore allo Sport, Nicolò Savigni, oltre al "padrone di casa", don Filippo.

Una mattinata meravigliosa all'insegna della storia e della cultura di questo incantevole e ammirevole luogo appenninico, una presenza unica in tutto il paese e, più in generale, nel mondo. 


La visita al Santurario, riconosciuto finalmente dopo decenni di sforzi e di impegni da parte di tantissime figure vicine al sacro luogo, ha aperto le danze ad un ritiro cestistico svolto dallo stesso gruppo in quel di Lizzano in Belvedere. La scelta di inaugurare il Camp presso la Madonna del Ponte non è stata una scelta casuale, bensì studiata e pensata sia come coach dei ragazzi, sia come membro dell'apposita Consulta, in modo da far conoscere loro la Protettrice del nostro sport e come auspicio per la miglior riuscita possibile delle attività. I ragazzi sono rimasti tutti piacevolmente colpiti dalla bellezza del posto e dai racconti storici di Don Filippo e del Sindaco Nanni, a cui vanno i nostri cari ringraziamenti per la disponibilità, l'attenzione e la premura nell'essere stati presenti in una mattinata così importante e sentita per tutti noi amanti di questo sport.

 


Ho visto i miei atleti visibilmente emozionati e sorpresi, positivamente, nel conoscere e apprezzare di persona questo luogo sacro, spesso purtroppo sconosciuto ai più e che oggi deve assolutamente tornare e ritornare in auge per tutti, sportivi e non solo. 

Al di là dello stretto legame con la pallacanestro infatti, il Santuario della Madonna del Ponte è un luogo storico, culturale e artistico che non ha eguali in Italia e nel mondo, e abbiamo la meravigliosa fortuna di averlo proprio qua, in casa nostra, in Appennino, nel Comune di Alto Reno Terme. Oltre al mio ruolo di Allenatore di pallacanestro, a nome di tutte le Deleghe istituzionali che ricopro, tra cui Membro della Consulta della Patrona del Basket Fiduciario Locale del CONI Emilia-Romagna per l'Alta Valle del Reno, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che in questi decenni si sono battuti per arrivare alla tanto inseguita Proclamazione, e invito tutti gli appassionati di basket, sport, storia e cultura a visitare e ammirare il Santuario! 


martedì 1 marzo 2016

Basket, Fortitudo-Brescia: il dubbio di Emanuele.

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Emanuele vive a Brescia, da sempre. Il cuore, però, complice l’amore per la pallacanestro, le crescentine e qualche amicizia di vecchia data, lo ha a Bologna.
Quando può, un salto fuori dalla nebulosa Lombardia lo fa sempre volentieri, spesso proprio in direzione del capoluogo emiliano che, ne convengo, ogni stupido febbraio regala cieli espressivi come un blocchi di ghisa sorda, ma che sa pur sempre offrire brezze di tutt’altro calibro.
 Emanuele è uno a posto, e pure in gamba.
Amore folle per il suo G7 Spalding coltivato fin dai tempi della culla, vita senza sbalzi eccessivi e i soliti pensieri adolescenziali a frullargli per la testa. Per ovviare ai periodici rovesciamenti elucubrativi, il nostro eroe ricorre a passeggiate riflessive in solitaria: meglio se sulle spiagge di Porto San Giovanni, teatro della sua esotica adolescenza, che nell’operaia Rezzato. Di amici ne ha. Buoni, ma giusti. Non essendo un tipo superficiale, ha pensato fosse meglio selezionare quelli più adatti, piuttosto che accompagnarsi con discotecari che al sabato sera rimorchierebbero pure le scope del magazzino del locale. Oppure fare buon viso a cattivo gioco con i suoi acuti compagni di classe che, vista la prominente barba che da sempre gli connota il viso, ogni lunedì mattina lo accolgono appellandolo “Isis” con quello spiccato accento padano che lui tanto odia. Fuori dalla cernita rimangono anche i brillanti coetanei che lo canzonano per le sue origini partenopee, quasi la provenienza geografica fosse una colpa.



 Questo weekend una tv locale darà in differita Fortitudo, squadra del suo cuore, contro Leonessa Brescia. L’occasione non va persa. Loro (che poi dovrebbe essere un “noi”) ai nastri di partenza senza Holmes, l’Aquila priva dell’ancora icelofanato Amoroso. Presentazione delle squadre in campo che per un attimo s’arresta e flash-backa a quel 16 giugno 2010 in cui a Forlì “l’abbiamo vinta noi” anche grazie a quel numero 5 ora in casacca bresciana che, all’epoca, ci vantavamo di “avere solo noi”. Grazie Citta. Palla a due. Letture difensive casalinghe un po’ dislessiche lievitano sin dalle battute iniziali il punteggio, facendo il gioco della più lunga Leonessa. “Tanto siamo più forti e i due punti li portiamo a casa noi”, sentenziarono i suoi amichetti nel pre-partita, senza avere nemmeno troppo torto, sulla carta. In pratica, però, un Quaglia gettato nella mischia più per disperazione che per obblighi di rotazione inanella un 5-0 di contro-break scrivendo 22-23 alla prima sirena. Secondo quarto che si tramuta ben presto in un brioso 110 in movimento con qualche buco dell’ozono effe-scudato a tenere a galla gli ospiti. Nessuno s’affretta a scappare, nessuno s’adopra ad inseguire e, anzi il chiarir dell’intervallo, il tabellone segna pari 45, senza far torto a nessuno. Riemersi dal sottoscala del Paladozza e probabilmente galvanizzati dal dolce stil novo boniciolliano, i felsinei stritolano le maglie difensive e fuggono via. Tilt lombardo prolungato: alla terza campanella è 66-54. Emanuele pregusta, ma non s’illude. Anche perché si ricorda che domani alla quarta ha fisica che, nonostante abbia scelto Scienze applicate, gli fa pena. Regolare come la sveglia che ogni mattina lo caccia giù dal letto alle 7, arriva la controffensiva bresciana traghettata da Juan Fernandez. Il “Lobito” azzanna il cesto altrui da ogni dove e gli ospiti tornano a far paura. Candi (alla fine top-scorer a quota 17) è però bravo a mantenere il sangue freddo, con la faretra oltre l’arco, e ricacciarli più volte a debita distanza. Passato lo spavento, la Effe ritrova la bussola e amministra fino all’ultimo secondo di lezione. Gong sull’ 86-75. Zaino in spalla e tutti a casa. Nota per il lettore: il 110 è un popolare gioco da campetto che prevede esclusivamente il tiro da tre punti. Nota per Emanuele: se mai leggerai questo articolo, sappi che Insigne non fa gol. Piuttosto scommetti su Reina.


 FORTITUDO ETERNEDILE- LEONESSA BRESCIA 86-75 (Parz: 22-23; 45-45; 66-54; 86-75) Fortitudo Eternedile: Daniel 15, Quaglia 7, Rovatti, Candi 17, Campogrande, Montano 14, Sorrentino, Raucci 8, Carraretto 3, Flowers 16, Italiano 6. All. Boniciolli Leonessa Brescia: Passera 3, Fernandez 18, Cittadini 19, Bruttini 6, Alibegovic 9, Speronello, Bolis, Mobio, Totè, Bushati 5, Hollis 11. All. Diana

martedì 23 dicembre 2014

Augusto Binelli ospite del Panathlon Valle del Reno a Sasso Marconi.


Gus Binelli assieme al presidente Mario Becca.

Di Glauco Guidastri.

Con i suoi 215 centimetri di talento, professionalità e umanità, Augusto ‘Gus’ Binelli, è stato per quasi vent'anni una colonna portante della Virtus Bologna e uno dei protagonisti dell’epopea di ‘Basket City’, quando Bologna era la ‘capitale’ del basket italiano e i derby tra Virtus e Fortitudo erano spesso decisivi per l’assegnazione dello scudetto.

Il 16 dicembre scorso, Binelli è stato l'ospite d’onore del tradizionale incontro conviviale di fine anno del Panathlon Club ‘Valle del Reno’. Al Ristorante ‘L’Oasi’ di Sasso Marconi, il mitico Gus ha parlato della sua straordinaria carriera, iniziata a 15 anni con l'approdo al settore giovanile del club bolognese, dopo i primi approcci al basket nella natia Carrara. Poi Il trasferimento negli States -1981/82 - per studiare e giocare a basket nella Lutheran High School di New York, e il rientro in Italia, dove contribuisce alla vittoria dello scudetto della formazione Juniores della Virtus. Il sogno di riattraversare l'oceano (“volevo frequentare la Virginia University, avevo anche già parlato con l’allenatore, Terry Holland”) sfuma sul più bello, e inizia così l'avventura nel basket che conta.  Il debutto in prima squadra nel 1983 in un derby con la Fortitudo, Coppa Italia (ne disputerà ben 45 di stracittadine), una partita che Gus non dimenticherà mai. “Avevo appena 19 anni e mi trovai a fronteggiare un centro forte e smaliziato come Heere Williams, appena arrivato dal Maccabi Tel Aviv. Fu un duello spigoloso, ma a fine partita Williams venne a farmi i complimenti: che soddisfazione!”.

Un sodalizio, quello con la Virtus, che nemmeno il richiamo dell'NBA riuscirà a interrompere. 'Lungo' atipico e versatile, capace di abbinare la presenza sotto canestro a una tecnica sopraffina, Binelli finisce presto nel mirino degli Atlanta Hawks, che nel 1986 lo scelgono con il n. 40 al secondo giro(dopo Dino Meneghin, fu il secondo cestista italiano scelto ad un draft NBA). Eppure Gus non approderà mai nel massimo campionato a stelle e strisce. “Già, io chiesi un triennale, ma loro mi potevano offrire solo un contratto annuale”, ricorda l'ex centro virtussino. “Se però, dopo un anno in NBA, fossi tornato a giocare in Italia, per il regolamento FIBA avrei dovuto essere tesserato come straniero: e così declinai l'offerta”. A indurre Gus al rifiuto, però, contribuirono anche le pressioni dall'avvocato Porelli, all'epoca  presidente della Virtus... “Sì è vero, Porelli fece di tutto per convincermi a restare, e devo dire che ci riuscì. Di lui ho un ricordo splendido: dirigente capace e competente come pochi altri, per i più giovani, per quelli che - come me - stavano in foresteria, è stato una sorta di secondo padre”.

Nonostante il mancato approdo nell'NBA, di qua dall'oceano Binelli se n'è tolte parecchie di soddisfazioni. Al suo attivo ci sono 102 presenze e 1 bronzo europeo con la Nazionale, mentre in maglia Virtus ha disputato 845 partite ufficiali (record assoluto) conquistando 5 scudetti, altrettante Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Coppa Campioni e 1 Coppa delle Coppe (“come dimenticare le emozioni legate alla vittoria del primo scudetto e della Coppa Campioni?”). Un rapporto d'amore che rischiò di incrinarsi solo una volta, come svela lo stesso Binelli. “Sì, accadde nel 1991 dopo una sconfitta rimediata a Caserta. Giocai davvero male, e negli spogliatoi ebbi un litigio con il presidente (Paolo Francia n.d.a.): chiesi di essere ceduto. Poi la società venne rilevata da Cazzola: gli parlai del mio disagio e mi disse, senza mezzi termini, che finché lui sarebbe stato presidente, io sarei rimasto alla Virtus”. E così fu. La canotta della V nera, infatti, Gus la sfilerà solo nel 2000, a 36 anni. Per scendere di categoria con Castelmaggiore e Montegranaro, poi due buone annate sempre in Legadue con Trapani e gli ultimi spiccioli di carriera spesi nelle serie minori (Cento, Anzola e Salus Bologna).

Il legame con Bologna - città che l'ha adottato, apprezzato e amato - non si è più reciso: Gus continua a vivere sotto le Due Torri, dove ora dirige una società, il “San Giorgio Basket”. Da grande appassionato continua a seguire le vicende delle V nere e del basket professionistico in generale. “Quando però accendo la tv e vedo squadre composte da 8/10 stranieri, mi viene voglia di cambiare canale”, confessa con un pizzico di rammarico. E rincara la dose: “ Molti degli USA che oggi giocano nel nostro Paese, ai miei tempi non avrebbero nemmeno messo piede su un parquet di serie A. Io ho giocato contro avversari del calibro di J.B. Carroll e Arvydas Sabonis, oggi atleti così non se vedono più. Il livello del basket si è notevolmente abbassato: vi assicuro che la Montepaschi Siena dei record - indubbiamente un'ottima squadra - contro la mia Virtus dei tempi d'oro (quella  dei 3 scudetti di fila, per intenderci), non avrebbe avuto speranze”. Non esattamente un bel viatico per il nostro basket, anche se chi ama questo sport non perderà mai la speranza di poter rivedere sui parquet di casa nostra talenti cristallini come Augusto Binelli.

  Ipartecipanti alla serata



lunedì 23 settembre 2013

CSI invita a 'fare squadra' con il volontariato.



Il  C.S.I. di  SASSO MARCONI informa che sabato prossimo, 28 settembre, dalle 9 alle 21, negli  impianti sportivi coperti di Cà de Testi a San Lorenzo  è in programma  ‘ Un canestro pieno di solidarietà’: confronti di basket fra formazioni giovanili e non  al fine di raccogliere fondi con cui sostenere le attività di volontariato.


giovedì 3 gennaio 2013

Torneo dell'epifania di basket a Sasso Marconi.



Di Valerio Brecci

Inizia oggi negli impianti  sportivi coperti di Ca’ de Testi, l'edizione 2013 del torneo dell'Epifania  di pallacanestro giovanile organizzato dall'Associazione Sportiva CSI Sasso Marconi.

Nella realtà locale questa disciplina è in costante aumento anche grazie alla precisa e intensa opera promozionale svolta da anni sul territorio.

Oggi, giovedì 3 gennaio , con inizio alle 15, per la categoria under 15, si confronteranno l’ ATLETICO BORGO e il CSI SASSO MARCONI; a seguire Polisportiva PONTEVECCHIO contro perdente gara 1 e  ancora a seguire Polisportiva PONTEVECCHIO contro vincente gara 1.
Domani, venerdì 4 gennaio, per la categoria under 13, dalle  16,30  si giocherà FRANCESCO FRANCIA / PIANORO e CSI SASSO MARCONI / EAGLES FORTITUDO.

Sabato 5 gennaio si conclude il torneo con la finale per il 3° e 4° posto alle 15. Alle 17 finale per il 1° e 2° posto.
Seguirà la premiazione.