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sabato 9 agosto 2025

Vendemmia 2025, via il 10 agosto: qualità buona ma rese variabili. Confagricoltura lancia l’allarme prezzi

 



 di Barbara Bertuzzi 

 

Le aspettative per la vendemmia 2025 in Emilia-Romagna sono complessivamente positive, con un buono stato qualitativo delle uve ma una significativa variabilità delle rese a livello territoriale. Si partirà intorno al 10 agosto con la raccolta delle uve per la base spumante e delle varietà precoci, in particolare Pinot nero e Chardonnay.

«L’avvio della vendemmia prima di Ferragosto sta diventando ormai una consuetudine in regione – spiega Renzo Pelliciari, presidente della sezione vino di Confagricoltura Emilia-Romagna –. Il quadro generale indica uve di ottima qualità e una produzione complessiva che si stima in linea con quella del 2024, e comunque superiore rispetto alle annate difficili del 2023 e 2022».

Non mancano però le eccezioni. Per il vitigno Ancellotta si prevede una riduzione delle rese tra il 15% e il 20%, con piante “scariche” rispetto allo scorso anno. Cali localizzati si attendono anche in alcune aree tra Bologna e Modena e a macchia di leopardo in Romagna, dove grandinate e trombe d’aria hanno causato danni consistenti.

Sul fronte climatico, la primavera con piogge moderate seguita da un’alternanza tra giornate calde e fresche ha favorito lo sviluppo ottimale del grappolo, migliorando il grado zuccherino e preservando l’intensità aromatica dell’uva. Tuttavia, desta preoccupazione l’imminente aumento delle temperature, che potrebbe rallentare la maturazione dell’acino e provocare stress idrico.

Permangono anche criticità fitosanitarie, soprattutto nel Reggiano e nel Modenese, dove si registra la persistente presenza di flavescenza dorata e mal dell’esca. Sulle colline romagnole, invece, si temono attacchi da tignola e marciume. L’andamento stagionale favorevole ha però limitato, quasi ovunque, la diffusione di malattie fungine come peronospora e oidio.

Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, lancia infine un appello per rilanciare il comparto vitivinicolo: «Il momento è delicato. A fronte di un’elevata offerta e di prezzi dell’uva in forte calo, assistiamo a una contrazione costante dei consumi, soprattutto per i vini a bacca rossa. A questo si aggiunge l’incertezza legata ai dazi USA che, se confermati, potrebbero trasformarsi in un fattore di crisi strutturale, penalizzando le nostre eccellenze più apprezzate oltreoceano, come il Lambrusco».

E conclude: «Servono misure strutturali e una nuova visione per il settore: più programmazione dell’offerta e strategie commerciali efficaci per aggredire meglio i mercati, sia interni che internazionali».

mercoledì 19 marzo 2025

Confagricoltura lancia l'allarme: "Danni ingenti da fauna selvatica, agricoltori in difficoltà"

 Il presidente Venturi: "Le nostre aziende sono in crisi. Necessario un intervento urgente"



Il settore agricolo affronta una crisi sempre più grave a causa dell'incontrollata proliferazione della fauna selvatica. A denunciarlo è Confagricoltura Bologna, che evidenzia i danni significativi subiti dalle aziende agricole del territorio. "Ungulati, fagiani, oche selvatiche, nutrie, lepri, corvi, colombacci e persino i parrocchetti dal collare stanno mettendo a dura prova le coltivazioni, con danni che si intensificano con l'arrivo della primavera", afferma Davide Venturi, presidente dell'associazione.

Secondo Confagricoltura, i terreni appena seminati sono sempre più spesso presi d'assalto da stormi di volatili, rendendo inefficaci gli strumenti di prevenzione attualmente a disposizione degli agricoltori. Particolarmente complessa appare la gestione delle oche selvatiche, che non rientrano tra le specie cacciabili, lasciando gli agricoltori privi di soluzioni efficaci. A questa problematica si aggiunge l'emergenza cinghiali, i cui danni non si limitano ai raccolti ma rappresentano anche un rischio per la sicurezza stradale.

Nel 2024 le richieste di indennizzo per danni da fauna selvatica inoltrate dagli agricoltori bolognesi sono state centinaia. Tuttavia, spiega Venturi, la burocrazia rallenta i risarcimenti e i fondi stanziati non coprono adeguatamente le perdite reali. "Gli agricoltori si trovano a fronteggiare il problema in solitudine, senza strumenti tempestivi ed efficaci. Se non si interviene al più presto, il rischio è la chiusura di molte aziende già provate da altre difficoltà", avverte il presidente di Confagricoltura Bologna.

A preoccupare gli agricoltori non è solo la fauna selvatica, ma anche la crescente presenza del lupo, ormai diffuso non solo nelle aree montane, ma anche in pianura. "La questione non può essere ignorata. Servono piani di gestione adeguati per proteggere le imprese agricole e zootecniche", sottolinea Venturi, che chiede l'apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni per trovare soluzioni efficaci. L'obiettivo è garantire un equilibrio tra la tutela delle aziende agricole e la salvaguardia della biodiversità.

mercoledì 20 novembre 2024

Clementine antiviolenza in piazza a Bologna: il ricavato per i centri contro la violenza sulle donne

 



Sabato  prossimo, 23 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne (25 novembre), saranno distribuite al pubblico a offerta libera  le "clementine antiviolenza" in piazza a Bologna, in via Rizzoli 1/2, dalle 9.00 alle 16.30. L’iniziativa benefica di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, giunta alla dodicesima edizione e promossa insieme a Soroptimist International d’Italia e in partnership con FIDAPA, ha l’obiettivo di raccogliere fondi per i centri antiviolenza.

Il ricavato sarà interamente devoluto alla Casa delle Donne per non subire violenza di Bologna e alla Casa delle Donne di Parma. I cittadini potranno contribuire con una donazione libera e ricevere una confezione dell’agrume, diventato simbolo della lotta contro la violenza di genere.

Questa iniziativa, che si terrà anche in altre piazze italiane, è nata per ricordare il tragico omicidio di Fabiana Luzzi, giovane donna di Corigliano Calabro, uccisa nell’estate del 2013 dal fidanzato in un agrumeto. 

lunedì 1 aprile 2024

Dal 5 al 7 aprile la fiera del cicloturismo a Bologna

Parte l’iniziativa “Benvenuto Tour de France”: gli agriturismi si mobilitano per accogliere l’arrivo della Grande Boucle in Emilia-Romagna.


 di Barbara Bertuzzi

Confagricoltura Emilia Romagna

Agriturismi in prima linea per accogliere la più importante competizione cicloturistica del mondo, pronti a ospitare nelle proprie strutture bike-friendly ( bicicletta amichevole)  chiunque voglia seguire i professionisti delle due ruote.   Prenderà il via alla fiera del cicloturismo, dal 5 al 7 aprile a Bologna, l’iniziativa “Benvenuto Tour de France” promossa da Agriturist Emilia Romagna insieme al club d’eccellenza Agricycle.

«Il turismo lento convince sempre di più sia italiani che stranieri, la bike economy  corre.  Vogliamo proporre itinerari di respiro internazionale prima e durante la Grande Boucle, agri-tour in bici e soste del gusto con specialità gastronomiche locali – confetture, formaggi e salumi - che abbracciano i simboli della panetteria francese, baguette e croissant, per promuovere le tappe del Tour in Emilia-Romagna e accompagnare gli amanti del ciclismo lungo i percorsi chiave puntellati da viti e olivi, passando per aziende agricole, cantine e caseifici» spiega Gianpietro Bisagni presidente di Agriturist Emilia Romagna e del club d’eccellenza Agricycle, associazioni agrituristiche che da sempre soddisfano le esigenze del turismo ricreativo, sportivo e culturale puntando su mobilità sostenibile, cammini lenti e attività esperienziali.

Sono tanti i luoghi di passaggio della leggendaria corsa in bici da Premilcuore a Santa Sofia, Sarsina e Novafeltria (il 29 giugno nella prima tappa in partenza da Firenze per tagliare il traguardo a Rimini), poi da Cesenatico a Faenza, Riolo Terme, Imola fino a Bologna (il 30 giugno) e il giorno successivo la terza tappa da Piacenza a Torino. «È un’occasione unica che ci vede protagonisti con la nostra ospitalità, accoglienza familiare – aggiunge Bisagni - per far conoscere aree interne e comunità rurali, sviluppare i flussi turistici e attirare nuovi visitatori dall’estero».

Positivo il bilancio delle festività pasquali, vola la ristorazione in agriturismo con sale piene a Pasqua e Pasquetta; bene i soggiorni e pernottamenti di una o più notti. «Siamo fiduciosi anche per i ponti di aprile. A trainare le presenze saranno gli stranieri, principalmente svizzeri, francesi, belgi e olandesi. Il turismo internazionale è in crescita, ora ci attendiamo un ulteriore incremento grazie al Tour de France», conclude il presidente regionale di Agriturist.

giovedì 15 febbraio 2024

Dalla ricerca scientifica le risposte più rilevanti ai quesiti del comparto agricolo

 Confronto tra il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il Sen. De Carlo e il Cons. Marco Villani 

 

di Barbara Bertuzzi

Confagricoltura

 

All’assemblea annuale dell’Impresa familiare (Fiiaf) di Confagricoltura si è avviato un confronto costruttivo sui temi al centro dell’attività sindacale dell’organizzazione agricola e su come l’innovazione e la ricerca scientifica possano rispondere concretamente ad alcuni dei nodi nevralgici che oggi attanagliano il comparto. 


Ne hanno parlato Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura con il Sen. Luca De Carlo, presidente della Nona Commissione (industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) e il Cons. Marco Villani, vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono stati accolti da Danila Massaroli, presidente provinciale Fiiaf nonché vice presidente nazionale, insieme a Carlo Lasagna, che è al vertice della Fiiaf nazionale.

Nel suo saluto iniziale Andrea Betti ha sottolineato l’importanza di intervenire sulle criticità del momento, soffermandosi poi sulle battaglie sostenute con forza ai tavoli istituzionali in ambito nazionale ed europeo, rivendicate in questi giorni anche dalle proteste dei trattori: «il fermo no alla Pac fino al 2027 (la strategia non è economicamente sostenibile per gli agricoltori); il no alla riduzione dell’uso dei fitofarmaci senza avere una alternativa che sia efficace, alla legge di restaurazione della natura e al nutriscore, alle norme sempre più restrittive e onerose in tema di impatto ambientale ed emissioni in atmosfera». Dalla ricerca e dall’innovazione può arrivare un aiuto concreto per accrescere competitività e produttività, difendere posti di lavoro e produzioni di eccellenza. «Ottenere nuove varietà più resilienti sarà la nostra sfida – ha rimarcato - per fronteggiare la crisi climatica e l’incremento delle fitopatie, in comparti chiave del territorio dalla frutticoltura alla viticoltura alla cerealicoltura. Come pure promuovere nuove tecniche agricole che riducano l’uso di mezzi tecnici e altre ancora che aumentino la sostanza organica nei suoli». 

Con un approccio strategico a lungo termine, il Sen. Luca De Carlo, ha offerto uno sguardo d’insieme sull’innovazione e sugli sviluppi della scienza quali asset per l’agricoltura del futuro: «Siamo di fronte a un bivio: da una parte le politiche europee che hanno disincentivato la produzione e che vorrebbero che gli agricoltori fossero sostanzialmente una sorta di “giardinieri”, dall’altra chi come noi dice: bisogna produrre di più e meglio! Sostengo da tempo la causa delle tecniche di evoluzione assistita (NGT) e la loro sperimentazione a terra perché solo attraverso la ricerca scientifica possiamo arrivare a sfamare, come dice il presidente Giansanti, 10 miliardi di persone nel giro di pochi anni». 

Così il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Marco Villani:

«Il mondo agricolo merita attenzione, va sostenuto con adeguate risorse e va difeso tutelando la nostra produzione di eccellenza. La transizione ecologica è un’opportunità di sviluppo soltanto se gli agricoltori vi vengono coinvolti da protagonisti. Devono essere attori in grado di condividere le scelte della politica che sono nell’interesse di tutti. Attenzione all’ambiente, che è un bene che sta a cuore specialmente agli agricoltori che in esso lavorano, e innovazione non sono conflittuali ma convergenti specialmente nel momento attuale in cui, come evidenziato dal presidente Giansanti, il settore vive un profondo disagio a causa di scelte normative sovranazionali che soffrono di pregiudizi ideologici rispetto alle evidenti disparità nel mercato mondiale.  Per recuperare queste distanze il Governo italiano si sta impegnando con molteplici stanziamenti che riguardano non solo il sostegno finanziario, ma l’innovazione in genere attraverso la digitalizzazione e la meccanizzazione del settore, preservando la qualità italiana che è prodotta su tutto il territorio e specialmente nella grande Pianura Padana». L'utilizzo di nuove tecnologie deve coinvolgere l'intera filiera agroindustriale e deve tradursi, quindi, in qualità e sostenibilità delle produzioni agricole. Secondo un Rapporto dell'Osservatorio Smart AgriFood (condotto da Politecnico di Milano e Università degli Studi di Brescia) sono più di trecento le applicazioni già presenti in Italia delle tecnologie di agricoltura 4.0, l'80% delle quali è destinato alla fase di coltivazione. «Si devono sottolineare – ha aggiunto il Cons. Villani - le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che al tavolo di confronto che si è deciso di istituire nell’incontro del 9 febbraio a Palazzo Chigi, ha sottolineato l’impegno di tutto il Governo nell’aiuto” diretto alla filiera agroalimentare nazionale. In più occasioni, fin dal suo insediamento, il Ministro dell’Agricoltura ha espresso la centralità strategica di ogni scelta afferente al proprio mandato, questa la via tracciata anche nella revisione degli obiettivi del PNRR in cui il Governo ha deciso di aumentare le risorse stanziate per l’agricoltura da 5 a 8 miliardi». 

Traccia la linea, puntando gli occhi sull’atteso via libera dall’Europa alla regolamentazione che autorizzerà la coltivazione di varietà ottenute da nuove tecniche genomiche, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti: «La ricerca genomica, realizzata con le tecniche di evoluzione assistita, rientra tra gli strumenti di cui l’agricoltura ha bisogno oggi. La gestione dei cambiamenti climatici richiede anche la selezione delle specie vegetali, per renderle capaci di adattarsi al nuovo contesto ambientale permettendo anche un risparmio delle materie prime, sempre più scarse. Bisogna passare il prima possibile dalla fase di sperimentazione, all’uso a fini produttivi delle Tea – continua Giansanti –. È per questo che abbiamo accolto con favore il voto del Parlamento Europeo alla proposta di Regolamento sulle Tecniche di evoluzione assistita che consente la coltivazione di piante frutto di selezione genomica. È un passo avanti fondamentale per gli agricoltori, che non aspettano altro se non di avere a disposizione strumenti tanto importanti per affrontare le sfide climatiche e fitosanitarie in corso». 

La Fiiaf promotrice dell’evento si occupa in particolare di attività di divulgazione, formazione e aggiornamento per le scuole, tra cui corsi specifici all’istituto tecnico agrario “Luigi Perdisa” di Ravenna. 

venerdì 9 febbraio 2024

Anche in questo anno l’anticipo del risveglio vegetativo delle piante da frutto

 Confagricoltura: «Si teme per i ritorni di freddo su 38.000 ettari circa di frutteti. L’anno scorso le gelate primaverili hanno tagliato i raccolti fino all’80%».


di Barbara Bertuzzi

 

 Le gemme degli alberi da frutto sono già ingrossate. Uno sviluppo fuori stagione dovuto al clima mite e soleggiato, alle temperature sopra la media stagionale soprattutto nelle ore centrali della giornata.

«Si temono ritorni di freddo su 38.000 ettari circa di frutteti in Emilia-Romagna. Le specie a maggior rischio di gelate primaverili sono albicocche, ciliegie, pesche, nettarine e susine ma anche pere e mele. L’ondata di gelo l’anno scorso, nella prima decade di aprile, ha procurato danni ingenti ai raccolti fino all’80%», osserva Confagricoltura Emilia Romagna che chiede a gran voce di accelerare l’emanazione del nuovo Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura (PGRA 2024), che stabilisce vari paletti: i parametri di copertura e il relativo contributo statale delle assicurazioni agevolate come pure l’operatività del Fondo mutualistico nazionale Agri.CAT. Va altresì ricordato che il PGRA 2023 è stato approvato l’8 febbraio 2023.

Entra nel dettaglio il presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, Marco Piccinini: «Non sappiamo quale sarà il contributo pubblico per le polizze assicurative agevolate sottoscritte nel 2024, ma una percentuale inferiore al 70% risulterebbe comunque insostenibile per le aziende agricole». Non solo. Preoccupano eventuali riduzioni del contributo pubblico anche per le annate 2022 e 2023 (ancora da definire perché mancano le risorse). Permangono incertezze sui rimborsi del Fondo mutualistico Agri.CAT per i danni da gelate tardive nel 2023: gli indennizzi sono insufficienti e tardano ad arrivare.

«Il precoce risveglio vegetativo richiederebbe l’apertura anticipata della campagna assicurativa da parte delle principali compagnie italiane, invece si sposta sempre più in avanti – sottolinea Piccinini - il via alla sottoscrizione delle polizze». Infatti, a causa di questi ritardi oltre che per i costi troppo alti delle polizze, l’anno passato molte aziende agricole non sono riuscite ad assicurarsi contro le avversità (gelo, alluvione e siccità). Poi rimarca l’urgenza di rafforzare il sistema assicurativo per difendere il reddito dell’agricoltore e tutelare l’intera filiera. «Bisogna destinare al sistema assicurativo risorse adeguate, per favorire l’accesso alle polizze e renderle meno onerose».

venerdì 22 dicembre 2023

A Natale e Capodanno agriturismi sold out

Turismo rurale in crescita. Numerose richieste rimangono insoddisfatte. 


di Barbara Bertuzzi


Gli agriturismi dell’Emilia-Romagna registrano il tutto esaurito sotto le feste fino alla Befana. È boom di prenotazioni per il pranzo di Natale e l’ultima notte dell’anno. Cresce il turismo rurale tanto da non riuscire a soddisfare l’ondata di richieste di soggiorno. «Abbiamo bisogno di una nuova legge regionale che allenti le norme restrittive in vigore relativamente al limite massimo di posti letto nelle strutture agrituristiche – sottolinea il presidente di Agriturist Emilia Romagna, Gianpietro Bisagni, che è stato da poco eletto anche vicepresidente nazionale della prima associazione agrituristica in Italia costituita da Confagricoltura -. Regioni come la Lombardia, la Toscana e il Veneto si sono già allineate, apportando le modifiche necessarie. Cosa aspettiamo? Il 2023 ha consacrato il successo del turismo in Emilia-Romagna: l’agriturismo è uno dei fiori all’occhiello, in più traina lo sviluppo sostenibile di aree marginali a rischio abbandono». 

Si chiude un anno positivo per il comparto agrituristico emiliano-romagnolo nonostante l’alluvione e le problematiche legate alla ripartenza nelle zone maggiormente colpite. «Siamo soddisfatti – aggiunge il presidente regionale di Agriturist - perché vediamo premiata la nostra offerta, la capacità di incrociare una domanda sempre più esigente e diversificata: turismo d’affari, ricreativo, culturale finanche esperienziale». 

La vacanza rurale in Emilia-Romagna piace 365 giorni l’anno, vince la lettura attenta del territorio, convincono i racconti delle tante eccellenze enogastronomiche, l’arte e i paesaggi, l’approccio inclusivo e la dimensione etica e solidaristica dell’impresa. Anche nel post alluvione gli agriturismi associati hanno dimostrato di saper fare squadra, innescando fin da subito una rete straordinaria di aiuti. 

«Insieme agli imprenditori e alle imprenditrici che rappresenteranno l’Emilia-Romagna nel nuovo consiglio di Agriturist - Giovanna Montesissa (Agriturismo Boschi Celati a Fossadello - PC), Livia Soliani (Agriturismo La Gironda - FC) e Alessandro Ricci Bitti (Relais Mevigo a Casola Valsenio - RA) - faremo crescere il sistema agrituristico regionale e nazionale, contando anche sulla rappresentanza femminile», conclude il neo vicepresidente nazionale di Agriturist.

domenica 22 ottobre 2023

Confagricoltura sostiene ‘La Fruit Valley’

 Domani, lunedì 23 ottobre, corteo, manifestazione di piazza e iniziative di sensibilizzazione.


di Barbara Bertuzzi, 

Non sarà solo una manifestazione di piazza, Confagricoltura scenderà tra la gente nel cuore di Bologna, con una campagna di sensibilizzazione e divulgazione, per chiedere alle istituzioni urgenti misure in favore dei frutticoltori. 

L’appuntamento è per domani, lunedì 23 ottobre, con partenza del corteo alle 9.30 da piazza dell’Unità poi l’arrivo nella piazza Lucio Dalla dove, alle 11.00, avrà inizio l’incontro aperto a tutti. In contemporanea, una serie di iniziative si snoderanno nel centro città coinvolgendo i passanti.

 

Sotto lo slogan “Sosteniamo la Fruit Valley”, sono attesi agricoltori provenienti dalle varie province dell’Emilia-Romagna ma pure da territori vicini, pronti a una grande mobilitazione attorno ai temi chiave del comparto ortofrutticolo, nella regione simbolo di prodotti d’eccellenza. L’attenzione va anche alla lettura della territorialità attraverso secoli di storia, tecnica vivaistica e ricerca varietale.  

Problemi di mercato, crisi climatica e inflazione stanno spingendo gli imprenditori agricoli verso l’abbandono delle colture arboree. “Sosteniamo la Fruit Valley” vuole essere un appello pubblico alla comunità per sostenere la frutticoltura italiana, affinché il nostro messaggio arrivi forte alle istituzioni, spiegano i promotori. 

«Servono interventi legislativi, sgravi contributivi per alleggerire il costo del lavoro, risarcimenti veloci per i danni causati da avversità meteo catastrofali (alluvioni, frane, gelate e trombe d’aria), adeguati strumenti di gestione del rischio e protezione del reddito, una strategia di difesa fitosanitaria che sia più efficace rispetto all’attuale politica UE “From farm to fork” e l’auspicio a rivedere la Restoration Law. Per continuare a investire in frutticoltura, occorre incrementare la redditività aziendale, bisogna innovarsi», dice chiaro il presidente regionale di Confagricoltura Marcello Bonvicini chiamando a raccolta gli associati. 

Esorta azioni tempestive Marco Piccinini, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna, «per tutelare il valore delle produzioni locali di qualità, non perdere competitività e quote di mercato, difendere aziende e posti di lavoro lungo la filiera, salvaguardare il patrimonio ambientale e paesaggistico quindi frenare gli espianti, ma soprattutto invertire il trend in continua crescita delle importazioni di frutta: il paradosso della nostra fruit valley».

lunedì 2 gennaio 2023

Agriturismo, fatturato in crescita ma il comparto è appesantito dall'aumento dei costi e dalla mancanza di personale

 Bisagni: «Boom di prenotazioni, ma scendono gli utili ». 

di Barbara Bertuzzi

Confagricoltura Emilia Romagna

 

«Si lavora di più rispetto al pre-Covid ma diminuisce la marginalità», dice Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia Romagna, che rappresenta gli agriturismi associati a Confagricoltura.

Stando al numero di presenze registrate nelle strutture agrituristiche della nostra regione, il 2022 chiude «un bilancio tutto sommato positivo per alloggi e ristorazione, con un aumento di turisti italiani e stranieri, ma l’incremento insostenibile dei prezzi di luce, gas e materie prime ha ridotto all’osso i margini». Altra nota dolente è la mancanza di personale, «la ristorazione viaggia al 50% del suo potenziale: non si trovano camerieri e nemmeno addetti alla cucina, spesso le strutture sono costrette a dire di no ai clienti: meno pranzi e cene».

Quindi, sottolinea il presidente di Agriturist Emilia Romagna, complice l’estate prolungata e l’inverno mite, «vince la formula da noi offerta sempre più articolata: percorsi enogastronomici anche bike-friendly, promossi dal club di eccellenza Agricycle; visite a cantine e caseifici; pacchetti a misura di famiglia e di bambino; serate a tema; cavalcate in mezzo alla neve e tuffi nelle piscine riscaldate. Adesso la vacanza in agriturismo viene apprezzata tutto l’anno».

Il comparto nel 2022 registra fatturati spesso superiori al periodo pre-pandemia con richieste record per le festività natalizie e Capodanno, però sconta i rincari e una maggiore mole di lavoro dovuta all’organico sottodimensionato. In particolare, aggiunge infine Bisagni, «sono insufficienti le misure messe in atto finora per contenere la fiammata dei costi energetici». Poi il nodo manodopera «rischia di vanificare il buon risultato raggiunto nella ristorazione, nella valorizzazione di prodotti tipici del territorio, mettendo in difficoltà la tenuta del sistema».

mercoledì 23 novembre 2022

Clementine contro la violenza sulle donne in piazza a Bologna

Confagricoltura Donna Emilia Romagna: «Si rafforza l’impegno solidale delle imprenditrici agricole per aiutare le donne vittime di violenza a fronteggiare situazioni di grave disagio e pericolo»

 


di Barbara Bertuzzi

 

Da dieci anni la piazza di Bologna ospita l’evento di beneficienza “Clementine contro la violenza sulle donne”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in occasione della giornata internazionale contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere (il 25 novembre).

 

L’iniziativa che ha il patrocinio del Comune di Bologna, si svolgerà in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, sabato 26 novembredalle ore 9 fino alle 19, nella centralissima via Rizzoli (angolo piazza Re Enzo), con l’offerta delle clementine simbolo dell’anti-violenza. Il ricavato andrà interamente alla Casa delle Donne Onlus di Bologna (www.casadonne.it). Così la presidente regionale di Confagricoltura Donna, Diana Bortoli: «Si rafforza, anno dopo anno, l’impegno solidale delle imprenditrici agricole per aiutare le donne vittime di violenza a fronteggiare situazioni di grave disagio e pericolo. Con orgoglio celebriamo il decennale delle “clementine antiviolenza”, ricordando sempre la giovane donna di Corigliano Calabro che ha ispirato il nostro appuntamento benefico: Fabiana Luzzi, bruciata viva dal fidanzato nell’estate del 2013 in un agrumeto della cittadina ionica». Chiunque potrà dare un piccolo contributo e portare a casa una confezione di Clementine IGP di Calabria, fornite da una azienda di Corigliano (CZ) che è gestita da socie di Confagricoltura Donna.  

 

Le “clementine antiviolenza” saranno nelle piazze di varie regioni d’Italia: in Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. «Nella Giornata Internazionale contro la violenza di genere Confagricoltura Donna contribuisce, con l’agrume simbolo, alla campagna “Orange the world” dell’ONU - ha affermato Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna - I comportamenti violenti sono, purtroppo, declinati in vari modi all’interno delle mura domestiche, familiari e lavorative, a prescindere dal contesto economico e culturale. Il 25 novembre è un giorno importante, che non deve, però, rimanere un episodio rituale, ma porre le basi concrete per sradicare questo terribile fenomeno. Occorre potenziare la rete dei centri antiviolenza sul territorio e il forte e concreto impegno delle istituzioni». Come sottolineato dalla presidente nazionale del Soroptimist International d'Italia, Giovanna Guercio, «si moltiplicano le iniziative Soroptimiste che hanno al centro l’offerta delle "clementine antiviolenza" e che vanno ad inserirsi in un vasto programma di contrasto alla violenza contro la donna, che il Soroptimist mette in atto. La campagna di quest’anno READ THE SIGNS è rivolta proprio alla prevenzione della violenza, attraverso la identificazione dei segnali premonitori».

mercoledì 19 ottobre 2022

Confagricoltura: «Bene grano, sorgo e orzo ma anche girasole e colza. Male frutta, mais, soia e barbabietole da zucchero. Timori sul futuro del pomodoro da industria.

 Servono politiche settoriali di medio-lungo termine e strumenti di gestione del rischio per contrastare la disaffezione crescente verso colture ritenute strategiche»

 

Confagricoltura informa: 

 


Grano, sorgo e orzo insieme ai semi oleosi colza e girasole si confermano in regione tra le coltivazioni più anti crisi, cioè che hanno risposto meglio ai rincari dell’energia e dei mezzi tecnici (concimi, sementi e fitofarmaci), e agli effetti del cambiamento climatico. Frutta, mais, soia e barbabietole da zucchero scontano invece il contraccolpo maggiore. Inoltre non mancano i timori sul futuro del pomodoro da industria, che di fatto richiede investimenti importanti, concimazioni mirate e tanta acqua.

 

Il 2022 ha addirittura costretto una parte delle imprese a scegliere quali colture irrigare, spesso lasciando indietro i campi a seminativo, con il risultato che in Emilia-Romagna il raccolto del mais è calato del 25% circa e quello della soia del 35% (in alcuni appezzamenti la soia non è stata neanche trebbiata a causa della scarsa resa).

 

È quanto emerge dal bilancio colturale 2022 redatto da Confagricoltura Emilia Romagna, che ci proietta in avanti delineando lo scenario e i piani aziendali per l’anno a venire.

 

«In questo momento - commenta il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini - le aziende agricole effettuano gli acquisti in vista della nuova campagna ormai alle porte, tuttavia manca la liquidità e i prezzi di concimi, sementi e fitofarmaci sono di gran lunga superiori a quelli di fine 2021. A ciò si aggiunge il costo del denaro che non è certo quello di un anno fa. Pertanto, al prezzo attuale, è impossibile anche solo comprare i fertilizzanti e c’è già chi programma di ridurre le concimazioni del 60-70% mettendo in forse la redditività – avverte il presidente regionale -. Servono politiche settoriali di medio-lungo termine, infrastrutture idriche da troppo tempo richieste ma mai realizzate oltre a strumenti di gestione del rischio, di difesa del reddito. Preoccupa la disaffezione crescente verso colture del territorio che oggi non danno più certezze, ad esempio la coltivazione del pero. E non possiamo permetterci di perderle. Anche la barbabietola da zucchero ha subito una flessione importante (-30%), però bisogna sostenerla per la sua valenza agronomica, come coltura da rinnovo». Bonvicini ricorda infine la lezione che la pandemia da covid ci ha lasciato, ossia «garantire la sicurezza alimentare riducendo il più possibile la dipendenza del Paese dalle importazioni di prodotti agricoli chiave».

 

Nel dettaglio, i conti colturali 2022 dicono che il grano tenero in Emilia-Romagna ha segnato in media rese positive, sui 65 quintali ad ettaro, e il duro attorno ai 60 quintali a ettaro a fronte del balzo dei costi: + 25% circa su base annua sia per il tenero che per il duro. L’annata agraria ha soddisfatto i coltivatori di sorgo (destinato in particolare alla mangimistica e all’alimentazione del bestiame), e di girasole soprattutto da seme.

 

Ad accusare maggiormente la fiammata dei prezzi e la sferzante siccità sono state invece alcune colture ritenute strategiche per il made in Italy agroalimentare a partire dalle produzioni frutticole. Per le varietà precoci di pesche e nettarine si è speso 1500 euro in più a ettaro rispetto all’anno scorso; per mele e kiwi, in raccolta ora, anche 3500 euro in più. Tra le colture estensive il mais ha visto aumentare i costi di produzione da 1900 a 2850 euro a ettaro nel periodo 2021/2022 (soltanto i concimi +150% e l’irrigazione +60%); la soia da 1050 a 1600 euro a ettaro.

venerdì 3 giugno 2022

Da Confagricoltura un visore notturno e una telecamera di ultima generazione ai Carabinieri

 


Per testimoniare la vicinanza degli imprenditori agricoli bolognesi e sostenere il contrasto ai furti notturni, l’Organizzazione metropolitana ha messo a disposizione del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna una sofisticata telecamera ed un NAS (Network - attached storage), strumento di archiviazione intelligente che consente la rapida condivisione in rete dei file acquisiti, particolarmente utili per le indagini sul territorio.

La innovativa strumentazione si aggiunge a un moderno visore notturno / telecamera di osservazione con capacità di registrazione FLIR Scion PTM166, dotata di sensore notturno messo a disposizione, per le stesse finalità di contrasto, lo scorso anno.

Si tratta di strumenti di ultima generazione, particolarmente efficaci nelle investigazioni e nel controllo del territorio consentendo il monitoraggio a distanza degli obiettivi sensibili presenti sul territorio.

Il visore notturno, in particolare, consente una osservazione dettagliata anche a diverse centinaia di metri di distanza e può funzionare in maniera molto efficace anche in condizioni di scarsissima visibilità. Inoltre, particolari rilevatori di calore consentono di accertare la presenza di persone anche se all’interno di un edificio ovvero dietro ostacoli naturali. 

Le donazioni sono state effettuate al Fondo Assistenza Previdenza e Premi per il Personale dell’Arma dei Carabinieri (F.A.P.P.).

“Con questo piccolo gesto, che rappresenta comunque un impegno per gli agricoltori bolognesi, abbiamo voluto confermare la nostra stima e la nostra fiducia verso i Carabinieri, impegnati tutti i giorni a controllare il territorio anche nelle località più periferiche dell’area metropolitana, spesso presidiate dai soli agricoltori. – ha sottolineato a Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna - Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo in avanti nel rapporto di proficua collaborazione tra la nostra Organizzazione e il Comando dei Carabinieri di Bologna, un percorso comune che abbiamo avviato diversi anni fa con la campagna ‘Ferma il Ladro’ che aveva previsto la diffusione tra gli agricoltori di un vademecum di 10 regole per prevenire i furti in casa e azienda, oltre ad una serie di incontri nei territori con i militari dell’Arma”.

Il Comandante dei Carabinieri ha aggiunto:  “A nome di tutti i Carabinieri del Comando Provinciale ringrazio Confagricoltura di Bologna per le apparecchiature messe a nostra disposizione, segno tangibile di una sinergia virtuosa costruitasi negli anni e dello stretto e tradizionale legame tra l’Arma dei Carabinieri e questo bellissimo territorio metropolitano. Grazie a questa preziosa collaborazione, tutti i presidi del Comando Provinciale Carabinieri (dalle 69 Stazioni e della Tenenza di Medicina distribuite capillarmente su tutti i 55 comuni ai 7 Nuclei Operativi e radiomobili dislocati presso le Compagnie, al Nucleo Investigativo provinciale) hanno potuto operare con ancora maggiore efficacia, calibrando adeguatamente nelle aree rurali l’impiego delle unità, ora dotate di strumentazioni particolarmente utili e moderne, ottenendo significativi risultati non solo sul piano preventivo, ma anche su quello più strettamente repressivo con l’identificazione di gruppi criminali specializzati in furti di attrezzature e macchinari agricoli. L’evento di oggi si inquadra, pertanto, in questo stretto rapporto che noi carabinieri del Comando Provinciale di Bologna intendiamo proseguire anche attraverso altre iniziative sul territorio, a beneficio degli operatori di questo strategico settore economico e quindi, più in generale, delle comunità affidate alla nostra tutela”.

LINK FOTO VIDEO : https://we.tl/t-3Pybbt31fS

 

Comando Provinciale Carabinieri Bologna

domenica 16 gennaio 2022

Confagricoltura: "Le peste suina impone l’eradicazione del cinghiale, principale vettore dell’infezione”

 Indispensabili le misure attuate nell’immediato per contenere la diffusione della peste suina africanaPrioritario salvaguardare la filiera suinicola dal pericolo del morbo.  

 


 

di Barbara Bertuzzi 

 

«Sono indispensabili le misure attuate nell’immediato per contenere la diffusione della peste suina africana, ma ora chiediamo alla Regione Emilia Romagna di predisporre un piano di eradicazione del cinghiale che è il principale vettore dell’infezione». Parla come un fiume in piena il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, dopo la riunione della sezione faunistico-venatoria con i rappresentanti provinciali dell’organizzazione agricola. La politica attuata finora nel Paese si è dimostrata inadeguata. Pertanto, salvaguardare la filiera suinicola dal pericolo Psa diventa un obiettivo prioritario.

 

Confagricoltura Emilia Romagna sollecita un cambio di passo per contrastare la moltiplicazione inarrestabile dei cinghiali. L’allarme lanciato più volte dall’organizzazione degli imprenditori agricoli non ha mai ottenuto l’attenzione dovuta da parte delle istituzioni e ora occorre una strategia efficace.

 

«Siamo d’accordo sulla sospensione dell’attività venatoria nelle province di Parma e Piacenza, vicine all’area infetta, tuttavia – prosegue il presidente regionale degli agricoltori – non dobbiamo assolutamente bloccare i piani di controllo della specie cinghiale, anche quelli eseguiti in modalità collettiva, atti alla riduzione di questi ungulati».

 

L’appello di Confagricoltura Emilia Romagna sottolinea quanto sia importante, in tutto il territorio regionale, non abbassare la guardia e continuare senza sosta l’unica attività di contrasto alla presenza eccessiva dei cinghiali, «con l’unico strumento utile in nostro possesso – rimarca Bonvicini – il Piano di controllo del cinghiale 2021-2026 (art.19 della legge n.157/1992 e art.16 della L.R. n.8/1994; e ultima delibera DGR-n.1973 – 22-11-2021).   Tale intervento si reputa doveroso e necessario vista la pericolosità della malattia e le possibili ripercussioni commerciali sulle filiere delle carni Dop e Igp».

 

Va altresì detto che i prodotti a base di carne Dop e Igp dell’Emilia Romagna rappresentano, in valore, un patrimonio pari a 1,032 miliardi di euro su un ammontare complessivo nazionale di 1,930 miliardi di euro (fonte: RAPPORTO ISMEA-QUALIVITA 2020).

 

«Bisogna modificare l’approccio al problema – conclude il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna – l’attività venatoria non è il fattore di rischio di diffusione dell’infezione. Adesso l’obiettivo su cui concentrare l’azione deve essere il prelievo selettivo del cinghiale da Piacenza a Rimini, per evitare danni economici e sociali incalcolabili. Ci attendiamo dalla futura politica una maggior capacità di ascolto delle istanze del territorio».

venerdì 24 dicembre 2021

Confagricoltura: “Annata nera per frutta, latte alimentare e settore suinicolo. Ok grano e parmigiano”

Addio al 2021: «Ritardate le consegne natalizie di vino (mancano bottiglie e confezioni), disdette le cene negli agriturismi. Annata nera per frutta, latte alimentare e settore suinicolo; bene il grano e il parmigiano. Il boom dei costi inciderà sulla scelta dei piani colturali 2022»

di Barbara Bertuzzi 

Confagricoltura Emilia                                                      Romagna

 

L’annata agraria 2021 passerà alla storia come una “tempesta perfetta” generata da variabili climatiche e sviluppi pandemici, con effetti disastrosi sui costi produttivi delle aziende agricole. In Emilia-Romagna frenano i comparti della frutta e degli allevamenti; bene il grano e il Parmigiano Reggiano. Rischiano di chiudere le stalle di latte alimentare e si ridurranno le coltivazioni di mais.

 

Lo sguardo d’insieme parte dal settore frutticolo che conta 4 milioni di giornate lavorative annue, «una catena del valore che va supportata – sottolinea il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini – con l’immediato rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale, in aggiunta ai 160 milioni già approvati dal DL Sostegni bis (Legge di Stabilità 2021), e la modifica alla legge 102/2004 contro le calamità naturali, perché inadeguata a tutelare il patrimonio aziendale e, con esso, l’intero sistema frutticolo regionale». 

L’esplosione dei prezzi delle materie prime destinate all’alimentazione animale (dal mais agli integratori, al frumento e all’orzo), piega le filiere zootecniche già in crisi, oggetto peraltro di continui attacchi. «Occorre una visione di lungo periodo, sulla quale far convergere le risorse del PNRR - sostiene il presidente Bonvicini mandando un messaggio alle Istituzioni – una strategia che metta al centro gli allevamenti, per il loro ruolo insostituibile nella produzione di materie prime destinate alle Dop dell’Emilia-Romagna e per la “rivalutazione” a fini energetici (biogas e biometano) degli effluenti zootecnici; di più, i liquami e il digestato proveniente dagli impianti agricoli diventano un concime prezioso visti i rincari sui fertilizzanti minerali». 

Aleggia lo spettro della chiusura di tante stalle in regione. Il segnale d’allarme arriva dagli allevamenti di bovine da latte ad uso alimentare: crescono infatti i volumi di latte per fare il Parmigiano Reggiano (+ 3,9% nei primi 10 mesi dell’anno), ma rallentano gli altri. «La tenuta della filiera del latte alimentare è a rischio – spiega il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna – i produttori scontano la mancanza di aggregazione e programmazione dell’offerta in condizioni di mercato volatile». Il latte spot è quotato oggi 50 centesimi al litro sulla piazza di Verona, tuttavia gli allevatori percepiscono dai 37 ai 42 cent/litro in base a contratti “ingessati” che non tengono conto del boom dei costi». 

Anche il settore suinicolo sta vivendo una fase di profonda trasformazione in Emilia-Romagna e si concentrerà sempre più nelle mani di pochi grandi attori, anche per sostenere gli oneri richiesti dagli adempimenti nell’ambito degli eco-schemi (PAC post 2023). Gli allevatori mostrano cautela di fronte all’imprevedibilità dei mercati. Le quotazioni dei suini da ingrasso sono precipitate nel 2020 raggiungendo il minimo storico di 1 euro al chilo; fino a ottobre di quest’anno il prezzo si è attestato ai livelli bassi per poi risalire e raggiungere il valore attuale di 1,62 euro/chilo. Restano comunque da adeguare i listini di vendita alla Gdo. Qualche spiraglio potrebbe invece aprirsi sui mercati internazionali perché la Cina, che è il player principale, ha ricominciato ad acquistare carni in Europa. 

Il boom dei costi spinge gli agricoltori a cambiare i piani colturali 2022. Converrà produrre soia piuttosto che mais. Secondo le stime di Confagricoltura Emilia Romagna, caleranno almeno del 20% le superfici coltivate a mais in regione (da 100 a 80 mila ettari complessivi), stravolgendo l’orizzonte delle principali province produttrici: Ferrara (30 mila ettari nel 2021), Piacenza (20 mila) e Bologna (15 mila). La perdita di interesse per la coltura è dovuta principalmente alla fiammata dell’urea, che è infatti passata da 30 a oltre 90 euro al quintale. 

Prevale l’incertezza sulle superfici da investire a pomodoro da industria. La parte agricola tiene il punto: bisogna ridurre del 10% gli ettari coltivati in regione rispetto all’anno passato (27 mila totali), quando non è stato raccolto tutto il pomodoro in campo perché eccessivo rispetto al potenziale di trasformazione del bacino - nonostante gli stabilimenti di trasformazione abbiano lavorato per 75 giorni senza interruzioni -; secondo, la trattativa tra produttori e industriali sul prezzo per la campagna 2022 deve chiudersi entro il mese di gennaio, per consentire agli agricoltori di scegliere se continuare a coltivare anche a fronte di un aumento dei costi che va oltre i 900 euro a ettaro su un ammontare complessivo di 5.000 euro/ha circa (la voce di spesa include gli agrofarmaci per la difesa della pianta, i fertilizzanti, i mezzi per l’irrigazione a partire dai tubi in polietilene e pvc, come pure le piantine e non da ultimo l’energia e il gasolio). 

Il rallentamento degli scambi commerciali ha preso alla sprovvista il mondo del vino creando una voragine nella fornitura di tappi, bottiglie, etichette e scatole, tale da mandare in tilt le cantine alle prese con omaggi e confezioni natalizie. Risultato: ordini inevasi o comunque ritardati in prossimità delle feste. Inoltre, i produttori che esportano in paesi extra UE si trovano a fronteggiare incrementi del 50%, e anche più, sulle spese di spedizione dei container; non va bene nemmeno chi invia la merce in Italia o in Europa utilizzando il trasporto su gomma: + 15-20%. 

Fine d’anno poco soddisfacente per la ristorazione in agriturismo: sono fioccate fino al 80% di disdette per pranzi/cene degli auguri e per il cenone di Capodanno. Come sottolinea Agriturist Emilia Romagna, che rappresenta le strutture associate a Confagricoltura, «incide la paura del contagio e l’obbligo di certificazione verde per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Per molti genitori pro vax è “mission: impossible”, una lotta contro il tempo, infatti il green pass scatta solo dopo 15 giorni dalla prima dose». Neanche le camere sono sold out tra Natale e l’Epifania, ma c’è ottimismo perché si sta confermando il trend estivo: gli italiani apprezzano la vacanza all’insegna della natura e il soggiorno negli agriturismi, colmando così il vuoto lasciato dalla scarsa presenza di turisti stranieri.

sabato 27 novembre 2021

Clementine contro la violenza sulle donne oggi a Bologna

Oggi, sabato 27 novembre,  raccolta di fondi a sostegno della Casa delle Donne onlus e per non  dimenticare Fabiana Luzzi 


di Barbara Bertuzzi 

Confagricoltura Emilia Romagna


È arrivata alla sua nona edizione la raccolta fondi di Confagricoltura Donna Emilia Romagna per celebrare il 25 novembre: la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere.

L’emblematica iniziativa si terrà, con il patrocinio del Comune di Bologna e in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, oggi, sabato 27 novembre, dalle 9 alle 19, all’interno del gazebo allestito per l’occasione in via Rizzoli 1/2, dove verranno offerte le clementine simbolo dell’anti-violenza. Il ricavato sarà interamente devoluto alla Casa delle Donne di Bologna, che da oltre venti anni accoglie la richiesta di aiuto delle donne che subiscono violenza.

L’iniziativa di Confagricoltura Donna non si svolge solo a Bologna, ma in varie piazze d’Italia (Vercelli,    Brescia,  Cremona,  Perugia,  Frosinone,  AgrigentoPalermo  e Bari), ed è nata per non dimenticare Fabiana Luzzi, studentessa di Corigliano Calabro uccisa dal fidanzato nell’estate del 2013, in un agrumeto della cittadina ionica; da allora la giovane donna è diventata il simbolo di tutte le donne vittime di violenza.

«Vogliamo dire No alla violenza contro le donne ritornando nelle strade e nelle piazze di numerose città italiane con la distribuzione delle clementine per sostenere i Centri Antiviolenza territoriali, dopo l’anno più buio della pandemia che ci ha costretto alla soluzione alternativa della consegna a domicilio», ha sottolineato la presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna, Rosanna Scipioni.

La nona edizione delle “clementine contro la violenza sulle donne” si inserisce ancora una volta nella campagna Orange the World istituita dalle Nazioni Unite, così «sarà nuovamente possibile, come è avvenuto dal 2013 al 2019, portare a livello di tutte le persone che vorranno ascoltarci il messaggio di solidarietà di genere che Confagricoltura Donna ha collegato fin dall'inizio a Fabiana Luzzi».

«La violenza sulle donne – afferma Alessandra Oddi Baglioni, presidente nazionale di Confagricoltura Donna – è una piaga che va completamente e radicalmente eliminata. La nostra associazione è da anni impegnata in questa battaglia e confermiamo anche quest’anno, attraverso la campagna “clementine antiviolenza”, tutto il nostro supporto e il nostro concreto sostegno ai centri antiviolenza attivi contro la violenza di genere, versando il ricavato della vendita di questo agrume simbolo». 

Quest'anno la narrazione dell'impegno contro la violenza sulle donne sarà ulteriormente potenziata dall'affiancamento del Soroptimist International d'Italia, da sempre coinvolto con numerosissime e variegate iniziative nella lotta alla violenza di genere, tra cui la creazione di circa 200 stanze d'ascolto in tutt'Italia (a Bologna in piazza Roosevelt).

«Non accettare nessuna forma di violenza: chiama il 1522», è l'appello di Giovanna Guercio, presidente nazionale del Soroptimist International d'Italia, che aggiunge: «Siamo al fianco di tutte le donne in difficoltà, affinché chiedano aiuto immediatamente: il tempo è un fattore importante per interrompere la spirale che può portare alle aggressioni. Le esortiamo a cercare aiuto appena hanno la sensazione di essere vittime di qualunque violenza anche psicologica o economica, ancor prima che fisica, perché troveranno l’ascolto, l’attenzione e la protezione di cui hanno diritto e bisogno. Soroptimist International d'Italia da anni condivide con Confagricoltura Donna la campagna ‘delle clementine’ per manifestare un impegno concreto nelle piazze d' Italia, nell'ambito della nostra strategia contro la violenza di genere».

Infine, sarà possibile ordinare le clementine direttamente on-line collegandosi a: Clementine Antiviolenza | Vendita Online | Tenuta Morano | Tenuta Morano.