giovedì 3 settembre 2015

Sasso Marconi. Lagune è in festa.



Parte oggi, giovedì 3 settembre, il programma religioso della festa patronale di Lagune a Sasso Marconi.

La festa si concluderà domenica 6 settembre con la sagra conviviale. 

Il programma:

Il venerdì 4 e il sabato 5 settembre di Marzabotto.





La pro loco di Marzabotto informa:

Domani, venerdì 4 e sabato 5 settembre,  seminario genitori, insegnanti, istituzioni presso la sala consiliare, Piazza XX Settembre,1 . Il tema trattato sarà: la relazione nella scuola tra alunni 0 - 6 anni e 6 – 14 anni.
Per informazioni, tel.  051932653 - 0516780511

Al teatro comunale di Marzabotto, domani venerdì  4 settembre,  alle 21,  si terrà la presentazione del programma sportivo della stagione 2015/2016: ginnastica artistica, pallavolo e calcio.



Sabato 5 settembre, dalle 10 alle 14,  si inaugura la
nuova gestione ambulatorio veterinario di via Matteotti (zona coop).
Buffet per cani, gatti e padroni.

Sempre sabato, dalle 17.30 presso l'associazione culturale La Caracola,caracolFESTA2015,  mercatino artigianale locale, fiabe nate in cucina, burattini, cena in condivisione, jam session.

Ancora sabato, alle  9,  movimenti di energia. Seduta di Hatha Yoga , riequilibrio energetico e rilassamento con tecniche di Pranayama tenute da Antonella Mattioli terapeuta esoterica. Pranzo al sacco o vegetariano su prenotazione
www.aldiladelfiume - 3480153838

Pregiudicato e violento, 46enne arrestato dai Carabinieri.




I Carabinieri hanno arrestato un 46enne del luogo, originario di Lecce, per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale.

Nella tarda serata di ieri, i militari dell’Arma sono stati informati  che un soggetto stava disturbando i clienti di un locale a Medicina. Una pattuglia si è portata sul posto e ha subito riconosciuto il 46enne, un uomo violento e noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti penali e di polizia, tra cui lesioni personali, violazione di domicilio, rapina e porto abusivo di armi, reati contro l’amministrazione della Giustizia, danneggiamento, associazione per delinquere, guida sotto l’influenza dell’alcol, tentato omicidio volontario, evasione, falso e guida senza patente, rapina e ricettazione, lesioni personali e sequestro di persona, furto in concorso, furto aggravato, estorsione e violenza o minaccia a pubblico ufficiale.
Dopo diversi tentativi di riportare l’uomo alla calma attraverso il dialogo, risultati infruttiferi,  i militari sono stati costretti a chiedere l’aiuto di un’altra pattuglia che arrivava poco dopo e veniva ‘accolta’ dalle intimidazioni del leccese: “Io mi sono fatto 14 anni di galera e andare in carcere non mi fa paura. Mi volete menare?...Volete la guerra? E guerra sia”. Vanificato ogni tipo di approccio costruttivo e considerato che molti passanti si erano allontanati per timore, gli inquirenti hanno bloccato l’uomo e lo hanno accompagnato in caserma, dove, una volta calmatosi, si scusava giustificandosi di non essere riuscito a controllarsi. Proprio per la sua indole aggressiva e disposta al crimine, alcuni anni fa, il soggetto aveva ricevuto la misura della ‘Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza’.
Finito in manette con l’accusa di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, il 46enne ha trascorso la notte in camera di sicurezza e questa mattina è stato accompagnato nelle aule giudiziarie del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida dell’arresto.    
Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

Il passaggio a livello di Ponte Albano resterà chiuso per alcuni giorni.



Il passaggio a livello di Ponte Albano abbasserà  le stanghe lunedì prossimo, 7 settembre alle 9.30, e non le risolleverà per quasi una settimana. L’interruzione si è resa necessaria per consentire lavori di rifacimento della pavimentazione sul tratto corrispondente di linea che richiedono appunto una sospensione del transito  automobilistico per alcuni giorni.

La novità è stata accolta con molto disappunto dai residenti e soprattutto dagli operatori economici che vedono il borgo privato della strada di congiunzione diretta con il paese e con la viabilità principale. La chiusura dirotta certamente il traffico di passaggio e diminuisce quindi  le occasioni di commercio per loro. Alcuni hanno anche tentato di capirci di più telefonando a chi è preposto alla gestione del traffico senza alcuna risposta soddisfacente.  “ Ho chiamato l’ufficio della Polizia municipale, poiché l’ordinanza è di questo ufficio, e mi è stato risposto che non ne sapevano nulla. Ho sperato quindi si trattasse di un errore e che il passaggio a livello avrebbe continuato la sua normale attività. Invece l’interruzione ci sarà”, ha detto Giuliano Giacobazzi, uno degli operatori di Ponte Albano. “Solo più tardi sono stato richiamato e aggiornato in modo preciso”.

Ma ciò che più a disturbato è stato che il tutto è avvenuto senza alcuna comunicazione preventiva. “Solo stamattina sono stati attaccati alcuni manifesti in cui si informava della chiusura. Tutti  sono piuttosto irritati,” riferisce Marco Veronesi di Sasso Libera. “ Irritazione che trova motivo anche nel fatto che appena pochi giorni fa e per tre settimane, la linea ferroviaria è stata interrotta per consentire la ricollocazione del binario alla stazione di Casalecchio di Reno. Non si potevano fare allora i lavori, quando la linea ferrata era inutilizzata?, si chiedono in molti. Il buon senso e la buona organizzazione non abitano più qua,” conclude Veronesi, portando la sua solidarietà a chi subisce un appesantimento per il proprio lavoro.

Nel 'Condominio minimo' le spese edilizie sono detraibili.




Ci è stato segnalato:

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 74/E del 27 agosto 2015, ha risposto ad un quesito riguardante il c.d. “Condominio minimo" e la detraibilità delle spese per interventi edilizi.
Chiariamo, innanzitutto, che il c.d. "condominio minimo" è quello composto da due soli proprietari. Tuttavia, il concetto viene ormai applicato anche agli immobili con un numero di proprietari inferiori a cinque. In questo caso, il codice civile non prevede l'obbligo della nomina di un amministratore, ma solo la facoltà.
In particolare, un signore ha rappresentato all’Agenzia che, sulle parti comuni di un edificio composto da tre appartamenti distintamente accatastati (intestati all’istante e ad ognuno dei suoi due fratelli), sono stati effettuati interventi edilizi nei mesi di giugno e luglio 2014, dopo avere richiesto le autorizzazioni previste al competente ufficio comunale.
I pagamenti relativi agli interventi sono stati effettuati, pro quota da ciascuno dei proprietari, mediante l’apposita procedura di bonifico bancario prevista per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione edilizia fiscalmente agevolati.
Considerato che i lavori sono stati effettuati sulle parti comuni dell’edificio senza che fosse stato richiesto il codice fiscale del condominio, l’istante ha chiesto chiarimenti in merito alla possibilità di poter fruire, per le spese sostenute, della detrazione prevista gli interventi di ristrutturazione edilizia.
Da parte sua, il contribuente ha precisato di ritenere di poter fruire della detrazione prevista per le ristrutturazioni edilizie e di poter detrarre la quota parte effettivamente pagata per i lavori, risultante dalle fatture e dai bonifici bancari.
PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
La detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo, originariamente introdotta dall’art. 1 della legge n. 449 del 1997 e più volte prorogata, è stata resa permanente mediante l’introduzione dell’art.16-bis nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) ad opera del decreto-legge n. 201 del 2011.
Trattasi, rispettivamente, degli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria , di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.
Con specifico riferimento a questa tipologia di interventi, il Ministero delle finanze, con circolare n. 57/E del 24/02/1998, ha precisato che “... i documenti giustificativi [es. fatture] devono essere intestati al condominio” e che, relativamente alle modalità di pagamento, “... il bonifico deve recare il codice fiscale dell’amministratore del condominio o di uno qualunque dei condomini che provvede al pagamento, nonché quello del condominio”.
In sostanza, per gli interventi realizzati sulle parti comuni di edifici residenziali, la fruizione dell’agevolazione è subordinata, fin dall’entrata in vigore della legge n. 449 del 1997 (che ha introdotto la detrazione in esame), alla circostanza che sia il condominio ad essere intestatario delle fatture e ad eseguire, nella persona dell’amministratore o di uno dei condòmini, tutti gli adempimenti richiesti dalla normativa, compreso quello propedeutico della richiesta del codice fiscale.
Coerentemente, i modelli di dichiarazione dei redditi, per i lavori eseguiti su parti comuni di edifici residenziali, richiedono a partire dal periodo di imposta 1998 indicazione del codice fiscale del condominio (cfr. modello 730/1999 e UNICO 1999 relativi al periodo di imposta 1998).
Peraltro - evidenzia l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione in esame - a seguito della riforma della disciplina civilistica del condominio, operata con la legge n. 220 del 2012, anche l’art. 2659, n. 1, del codice civile prevede espressamente l’obbligo di indicare nelle note di trascrizione per gli atti riguardanti i condominii “l’eventuale denominazione, l’ubicazione e il codice fiscale” del condominio stesso.
Ciò premesso, L’Agenzia sottolinea che, nel caso prospettato, l’istante ha effettuato il pagamento degli interventi edilizi riguardanti le parti comuni mediante l’apposito bonifico bancario dal proprio conto corrente, indicando il proprio codice fiscale e non quello del condominio (non richiesto agli Uffici dell’Agenzia delle entrate).
In relazione al pagamento mediante l’apposito bonifico bancario, si evidenzia che a decorrere dal 1° luglio 2010, in base alla previsione di cui all’art. 25 del DL. n. 78 del 2010, le banche e le Poste Italiane SPA operano una ritenuta (dell’8 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2015) a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.
A seguito dell’entrata in vigore di questa disposizione, l’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 40 del 28/07/2010, ha coordinato le diverse disposizioni applicabili in tema di ritenute.
Infatti, i condominii in qualità di sostituti di imposta sono tenuti ad operare, tra l’altro, le ritenute previste dagli articoli 25 e 25-ter del DPR n. 600 del 1973, sui corrispettivi dovuti, rispettivamente, per prestazioni di lavoro autonomo e relative a contratti d’appalto di opere o servizi.
In tali ipotesi, in considerazione del carattere speciale della disciplina di cui all’art. 25 del DL n. 78 del 2010, al fine di evitare che le imprese e i professionisti che effettuano prestazioni di servizi o cessioni di beni per interventi di recupero del patrimonio edilizio o di riqualificazione energetica degli edifici subiscano più volte il prelievo alla fonte sullo stesso corrispettivo, l’Agenzia ha chiarito che dovrà essere applicata la sola ritenuta prevista dal predetto decreto legge n. 78 del 2010.
Quindi, i condominii che, per avvalersi della agevolazioni fiscali previste per tali interventi, eseguono i pagamenti mediante bonifici bancari o postali non devono operare su tali somme le ritenute ordinariamente previste dal DPR 600 del 1973.
Al riguardo, per quanto attestato nell’istanza, nel caso in esame il pagamento con l’apposito bonifico bancario/postale è stato effettuato da parte di tutti i fratelli (condòmini) e, quindi, non c’è stato pregiudizio al rispetto da parte delle banche e di Poste Italiane SPA dell’obbligo di operare la ritenuta disposta dall’art. 25 del DL n. 78 del 2010 all’atto dell’accredito del pagamento.
Per accedere alla detrazione - continuano le Entrate - è comunque necessario che, entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2014, in cui sono state sostenute le spese:
- sia presentata a un Ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio, mediante il modello AA5/6;
- sia stata versata dal condominio, con indicazione del codice fiscale attribuito, la sanzione prevista dall’art. 13, comma 1, lett. a), del DPR n. 605 del 1973, per l’omessa richiesta del codice fiscale, nella misura minima di euro 103,29, mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo 8912;
- il condominio invii una comunicazione in carta libera all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio.
Nella comunicazione, unica per tutti i condòmini, deve essere specificato, distintamente per ciascun condomino:
- le generalità e il codice fiscale;
- i dati catastali delle rispettive unità immobiliari;- i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
- la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi;
- le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condòmini, da intendersi riferite al condominio.
Ciascun condomino, nel presupposto che la ripartizione delle spese corrisponda ai millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile per la suddivisione delle spese, potrà inserire le spese sostenute nel periodo d’imposta 2014 nel modello UNICO PF 2015 da presentare entro il 30 settembre 2015 o, se ha già presentato il modello 730/2015, nel modello 730/2015 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015, considerato che il termine di presentazione del modello (25 ottobre) cade in un giorno festivo.
In particolare, nel modello UNICO PF 2015 nei righi da RP41 a RP47, nella colonna 3 (codice fiscale), dovrà essere inserito il codice fiscale del condominio e nei righi RP51 o RP52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio).
Nel modello 730/2015 nei righi da E41 a E44, nella colonna 3 (codice fiscale), dovrà essere inserito il codice fiscale del condominio e nei righi E51 o E52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio).
Le Entrate ricordano che, non essendo stato nominato in via facoltativa un amministratore di condominio, non deve essere compilato il quadro AC del modello UNICO PF (Cfr. Circ. n. 204 del 2000), in cui è prevista l’indicazione, tra l’altro, dei dati catastali degli immobili condominiali.

Fonte: Agenzia delle Entrate

Moreno Morando