mercoledì 26 novembre 2014

E’ consultabile sul web la cartografia delle foreste emiliano romagnole.



Un lettore segnala:

E’ disponibile sul web la cartografia delle foreste dell’Emilia-Romagna  . E’  interattiva ed è  stata realizzata attingendo dalle banche dati geografiche del Sistema Informativo Forestale regionale.

Il servizio digitale è disponibile sul sito E-R Ambiente ed è rivolto principalmente agli enti, ai professionisti, alle imprese e agli altri addetti ai lavori del sistema forestale. Allo stesso tempo, rappresenta anche una guida per i cittadini che vogliano ottenere informazioni sugli uffici competenti per i vari adempimenti amministrativi riguardanti le foreste. Ad esempio, consultando lo strumento è possibile capire a chi rivolgersi per inviare le domande di taglio boschivo.

La cartografia contiene i seguenti elementi: la carta delle aree forestali, le stazioni del Corpo Forestale, i piani di assestamento, i boschi da seme, le aree a rischio di incendio, il demanio regionale e gli altri boschi pubblici.
Fonte: E-R Ambiente

Grizzana Morandi. Risparmi sull’illuminazione pubblica fino al 37%. Una prima prova campione lo testimonia.



Di Sergio Salsedo
Assessore all'ambiente e allo sviluppo sostenibile.

Sono 259 i corpi illuminanti di Grizzana Morandi interessati dal progetto di efficienza energetica intrapreso dal Comune nel corso dell’ultimo anno, con l’obiettivo di contenere i consumi partendo dall’illuminazione pubblica, uno dei servizi pubblici più energivori e costosi.
Inserendo in ogni lampione delle tratte caratterizzate dai maggiori consumi un alimentatore elettronico dimmerabile (Dibawatt®), che permette di abbattere gli sprechi e razionalizzare il consumo del corpo illuminante, sarà possibile raggiungere un risparmio di energia elettrica significativo e non inferiore al 30%; le misure effettuate sull’impianto pilota, una tratta di circa 30 punti luce, sono state confortanti e il risultato è stato addirittura superiore a quanto preventivato e pari al 36,8%.
“Le rilevazioni fatte sull’impianto pilota già durante i lavori hanno permesso di disporre di risultati comparabili,” spiega l’assessore Raffaele Nanni, “facendo misurazioni prima e dopo l’installazione del Dibawatt®. Al Comune sono stati garantiti i risultati e soprattutto le rilevazioni, affidabili e certificate da Bureau Veritas, sono state
soddisfacenti. Poiché questi dati possono essere considerati rappresentativi dell’intero intervento, ci aspettiamo che gli obiettivi del nostro progetto possano essere raggiunti nei tempi previsti”.
La buona pratica attivata dal Comune consentirà d’ora in poi un consistente calo delle spese energetiche grazie alla riduzione dei consumi rilevati e all’abbattimento totale (-100%) dell’energia dissipata e non utilizzata correttamente (la cosiddetta componente reattiva del carico).
“Il tipo di procedura adottata," continua l’assessore allo Sviluppo delle nuove tecnologie, " e la sicurezza delle garanzie fornite hanno avuto anche altri vantaggi: siamo stati in grado di agire nei limiti previsti dalla spending review e dal patto di stabilità perché i costi dell’intervento si ripagheranno nel breve tempo con il risparmio
conseguito sui consumi, e quindi con i tagli della bolletta”.

Grizzana Morandi ha ottenuto un miglioramento della propria sostenibilità anche dal punto di vista ambientale: la riqualificazione dell’impianto comporta l’adozione di metodi per ridurre l’inquinamento luminoso, come richiesto anche dalla Legge regionale dell’Emilia Romagna.

Vergato commemora il 71° anniversario della prima incursione aerea di cui fu vittima.



Alfredo Marchi segnala:

Domani, giovedì 27 novembre, verrà  commemorato,  con un Consiglio comunale straodinario all'auditoriun del Fantini,  la prima incursione aerea su Vergato che avvenne il 27 novembre 1943. 
Dopo questa prima pesante incursione dei bombardieri alleati, ne seguirono tante altre,  fino alla ventiquattresima del 13 ottobre 1944.
I  bombardamenti causarono oltre 70 morti e un numero imprecisato di feriti che interessarono anche le vicine frazioni di Grizzana, America ed Europa.
 
Dal novembre 1943 ad aprile 1945  Vergato si trovò proprio sulla Linea Gotica e divenne quindi, suo malgrado, teatro  del confronto militare. Ciò lo costrinse a pagare un tragico  tributo di vite umane e di infrastutture  al passaggio degli eserciti in conflitto. 




martedì 25 novembre 2014

Manuel Garagnani lascia Un’Altra Sasso per Sasso Libera.



Manuel Garagnani con un comunicato ufficializza la sua uscita dal gruppo ‘Un’Altra Sasso’ e la sua adesione a ‘Sasso Libera’ per la quale farà parte della  Consulta di Frazione Pontecchio-Borgonuovo’. Garagnani ha motivato la sua decisione con toni accesi di decisa disapprovazione per l’operato, fin qui messo in campo, da Un’Altra Sasso, di cui  è stato uno dei fondatori e uno degli attivisti nella campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale.

Dice infatti: “Dal mese di Giugno, a causa delle continue divergenze politiche con i consiglieri in carica di Un’Altra Sasso, ha deciso di compiere un passo indietro, rinunciando al ruolo di responsabile della comunicazione del gruppo”. Denuncia poi la mancanza di comunicazione sull’operato dei rappresentanti in Consiglio Comunale di Un’Altra Sasso, il conseguente scollamento con i consiglieri eletti e la definitiva e incomprensibile sua cacciata dal gruppo, cui ha dedicato tempo e finanziato la campagna elettorale. .

Nel contempo esprime il suo apprezzamento per Sasso Libera definendola: “ Lista Civica Indipendente, che da sempre propone una vera alternativa civica a Sasso Marconi”.

Ancora una volta le minoranze di Sasso Marconi quindi si fanno protagoniste della cronaca locale per divergenze interne e rotture, piuttosto che  per iniziative finalizzate al controllo politico-amministrativo sull’operato della guida del Comune.

Centri antiviolenza, sono 2.867 gli accessi nel 2014. Oltre il 90% delle donne che si sono rivolte a uno dei 13 centri del Coordinamento ha subito violenza. Sono 157 quelle ospitate



Su segnalazione:  

Al 31 ottobre 2014 sono 2.867 le donne che hanno chiesto aiuto a uno dei 13 Centri antiviolenza che fanno parte del Coordinamento regionale, erano 2.403 nello stesso periodo del 2013 (quest’anno si sono aggiunti 2 centri, Vivere Donne di Carpi e il Centro antiviolenza Trama di terre di Imola). La stragrande maggioranza (il 90,4%) delle donne che si è rivolta a una delle strutture ha subito violenza (2.591 donne), tra queste 2.091 (80,7%) sono nuovi contatti, mentre le altre 500 avevano già un percorso avviato con la struttura. Più di 6 donne su 10 tra quelle che hanno subito violenza e che per la prima volta si sono rivolte a un centro sono italiane: 1.295 ovvero il 63,6% (in 56 casi non è stato possibile stabilire la provenienza). Rispetto al tipo di violenza subita, guardando i dati relativi ai primi contatti, 9 donne su 10 hanno subito violenza psicologica, il 67,3% fisica, il 41,3% economica e il 13,8% sessuale. Tra le donne accolte quelle che hanno figli sono la maggioranza (1.542 donne ovvero l’80%): i figli sono 2.672 di cui poco più della metà (50,4%) ha subito violenza. Ma quali sono le richieste espresse dalle donne accolte? Il 50,6% chiede informazioni, nel 44,6% dei casi un colloquio successivo di accoglienza, il 42,7% ha bisogno di sfogarsi e quasi altrettante (il 41,5%) chiede consigli. Solo nel 21% dei casi le donne chiedono assistenza legale, il 5,4% una consulenza psicologica. L’ospitalità è chiesta dal 3,8% delle donne. Il 7% la chiede in emergenza. Tra le altre richieste: lo 0,8% chiede un aiuto di tipo economico, mentre lo 0,3% un intervento terapeutico sull’autore violento. Sono 157 le donne ospitate in case rifugio al 31 ottobre , di cui 112 con i figli, per un totale di oltre 32 mila notti (con una media di 94,1 notti per donna/minore).
La Regione Emilia-Romagna conta, sin dagli anni ’90, la presenza di un Centro antiviolenza in ogni capoluogo. Oggi sono 13 i Centri sul territorio: agli 11 presenti fino al 2013 si sono aggiunti,infatti, Vivere Donne di Carpi (Modena) e il Centro antiviolenza Trama di terre di Imola (Bologna). Si tratta di luoghi gestiti da associazioni di donne che offrono una risposta concreta alla domanda di aiuto delle donne e contribuiscono alla conoscenza del fenomeno, alla sensibilizzazione sul tema e alla promozione di una cultura di contrasto alla violenza. I servizio offerti sono in parte sostenuti dagli Enti Locali sulla base di convenzioni. Le associazioni che gestiscono i 13 centri sono riunite a livello regionale nel Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, costituito nel 2009 con l’obiettivo di potenziare attività, influenza politica e visibilità degli stessi.

Centri antiviolenza, due mappe interattive con i dati. Nuovo sito dedicato alle azioni di contrasto della Regione e infografica con i dati delle strutture di accoglienza sul territorio.

Dal 2003, la Regione interviene in modo significativo per contrastare la violenza sulle donne. I centri antiviolenza sono, infatti, entrati nel sistema locale dei servizi sociali a rete e i loro obiettivi, ovvero il contrasto a tutti i tipi di violenza, contro le donne e i loro figli minori, trovano attuazione nella rete dei servizi integrati distrettuali. Le strutture sul territorio che ospitano le donne che hanno subito violenza e i loro figli sono 15, di cui 13 gestite dai centri appartenenti al Coordinamento regionale, un osservatorio privilegiato sul fenomeno della violenza contro le donne.
La Regione ha realizzato un sito dedicato sul portale ER Sociale in cui è possibile vedere tutto ciò che viene realizzato per contrastare la violenza sulle donne e per aiutare quelle che si rivolgono a un centro antiviolenza. Ma non solo, una sezione è anche dedicata alle iniziative destinate al recupero degli uomini che agiscono la violenza sulle donne. Nel sito è inoltre consultabile un’infografica con due mappe interattive. Nella prima si trovano tutti i centri del territorio (quelli che fanno parte del Coordinamento, le strutture che non ne fanno parte e altri servizi non espressamente dedicati ma che accolgono donne vittime di violenza), mentre nella seconda ci sono i dati sugli accessi. In quest’ultima, si trovano i dati dei centri del Coordinamento regionale, aggiornati al 31 ottobre 2014, e i dati al 31 dicembre 2013 per gli altri centri che hanno iniziato il monitoraggio da quest’anno.
Il sito sul Contrasto alla violenza di genere sul portale della Regione