di
Marco Leoni
MARADONA
:
un eroe tragico tra
Nietzsche e
Platone
(
lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )
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| (Photo
credit Jorge Duran/AFP) |
Recentemente
si è spento all’età di sessant’anni DIEGO ARMANDO MARADONA a
mio avviso il più grande calciatore di tutti i tempi e un eroe
antieroe, romantico, un ragazzo dai piedi dorati e una vita di
eccessi. In campo ha fatto vincere due scudetti al Napoli, un
Mondiale all’Argentina, ha segnato con i piedi, di testa e con la
mano, “la mano de DIOS”, ha portato in finale negli anni 90 in
Italia, un’Argentina normale anzi mediocre che ha trascinato come
un condottiero, un vero Che Guevara, la sua nazione a una finale
inaspettata.
Istrionico,
esagerato ha trascorso una vita di eccessi con droga, la cocaina,
figli legittimi e illegittimi, l’opposto di Pelè e di tanti bravi
ragazzi che hanno popolato il mondo del calcio, con tantissimi
difetti, un modello non modello per i ragazzi, UN EROE
ROMANTICO, un eroe popolare perché era il ragazzo povero che
diventa ricco, che poi però sperpera tanti soldi perché non fu
capace di gestirli. Non diventò un manager, un grande imprenditore
ma sbagliò tutto, sbagliò sull’amicizia, sbagliò a scegliersi le
persone che lo dovevano aiutare ad amministrare i guadagni.
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Il
Gol del Secolo Photo
Credit Imago |
La
tuta sporca, i suoi palleggi le sue serpentine mi fanno pensare a un
POETA PAZZO per alcuni aspetti, un artista e anche un filosofo.
Personalmente mi ricorda il calcio degli anni 80, un calcio
irripetibile (ma la nostalgia rende più belle le cose ormai andate)
il calcio dell’Italia di Maradona, di Falcao, di Platini, di Zico,
i derby della mole, le sfide tra il Napoli e il Milan di Berlusconi,
quello di Gullit, Van Basten, Reikard, quello che spazza via la Juve
in grande difficoltà spazza via altre potenze calcistiche ma non
spazza via Maradona che sfida col suo Napoli anche quel nuovo impero
nascente e riesce a vincere uno scudetto proprio contro quella
corrazzata che era il Milan, contro l’Inter. Negli anni 90 fu capace di
battere la Germania, il Brasile nei quarti di finale di 'Italia 90'.
Lui immorale, lui al di là del bene e del male dunque un personaggio
nietzschano, un oltre uomo, un fondatore di nuovi valori ritenuti
immorali dalla maggior parte delle persone. Fu un solitario
pasticcione e ogni qual volta ha voluto costruire dei legami di
potere è sempre caduto ma poi si è sempre rialzato. Questa volta
non si è più rialzato, il cuore non ha più retto, quel cuore che ne
ha viste tante.
Ci
lascia il mancino più mancino che sia mai esistito . Io nel Messi
troppe volte ho visto Maradona per la tecnica, ma non si può fare un paragone,
perché la vita di Messi non sarà mai una vita da grande romanzo
come non lo sarà la vita di Ronaldo, come non lo è stata la vita di
Platini pur essendo un giocatore immenso in campo.
Gli
eroi romantici cadono e Maradona ha vissuto una vita romantica. Una vita
romantica comporta anche la caduta: Lord Byron che va in Grecia a
combattere è romantico, Che Guevara in Bolivia è un eroe romantico.
Il
romanticismo è gettare il cuore oltre l’ostacolo, tendere
all’infinito e
Maradona più volte ha provato a tendere all’infinito, a volte si è
venduto per soldi, per i debiti, ha evaso il fisco, si è indebitato
e non ha saputo costruire nessuna grande reggia, nessun grande
impero, tante persone lo hanno fregato e questo è essere un eroe
romantico con le punizioni battute, con le serpentine, quei
dribbling, quel gol di mano. E' veramente poesia, è un oltre uomo
perché è al di là del limite, perché ha rifatto sé stesso,
perché si è fatto prospettiva decadente e al contempo prospettiva
che è finita tragicamente, con un infarto in un cuore che non ha
retto quel tipo di vita.
Maradona
è come fosse salito su un cavallo e abbia guidato il Terzo mondo.
Con l'orgoglio ha battuto l’Inghilterra della Thatcher,
l’Inghilterra che aveva umiliato i colonnelli Videla e le Falkland (
da lì poi era caduta anche la dittatura militare) . Lui non amava la
dittatura però quella umiliazione che l’Inghilterra aveva portato
al suo popolo, i prigionieri e poi le frasi ironiche della Thatcher
contro gli argentini li aveva affrontati battendo
l’inghilterra, con l’astuzia, con l’inganno,
con le sue giocate magiche, con quel gol più bello della storia, in
una partita dove ci sono i due gol più belli e più incredibili
della storia del calcio, insieme al
gol di mano.
Gol di un uomo, di un giocatore nanerottolo che salta e butta quella
mano perché prova e dove non arriva il fisico interviene l’astuzia.
Ecco Golia e Davide e lui è Davide che con quella mano abbatte
Golia. Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra, c’è il terzo
mondo che sconfigge il colonialismo, sconfigge l’Inghilterra col suo
ondeggiare come una ballerina che sembra sempre sul punto di cadere
ma in realtà quella palla è magnificamente attaccata al piede, non
si stacca mai e dribbla tutto, anche il portiere e insacca . C’è
una finale in cui Maradona guida tutta una nazione, un popolo alla
grande vittoria, è un mondiale epico con un condottiero epico .
Poi
da cavallo è caduto.
Con
Maradona se ne va dunque un’epoca di calcio sicuramente oggi
irripetibile di personaggi irripetibili, fu un calcio pieno di
contraddizioni ma quello di oggi mi sembra più che pieno di
contraddizioni solo una contraddizione, i personaggi sono molto più
costruiti, oggi sono degli atleti pazzeschi. I Maradona, i Platini, i
Falcao nella sala pesi non sarebbero mai potuti sopravvivere. A parte
Ronaldo sono delle macchine ma Ronaldo è quasi un robot. Per me
Nadal e Ronaldo rappresentano casi cartesiani, cioè rappresentano la
volontà, l’io e la ragione che plasmano il corpo per cercare di
guidarlo verso la perfezione. Invece quelli erano geniali, artistici;
c’è del genio romantico in Maradona, c’è il genio romantico
Kantiano, c’è l’artista, c’è la pennellata fuori dallo
schema, c’è veramente la POESIA. E poi c’è anche un po’ la
maledizione, quella del poeta maledetto perché alla fine c’è la
caduta agli inferi, solo che dagli Inferi Maradona più volte è
risalito. Questa volta non ce l’ha fatta. Andrà in paradiso o agli
inferi non lo sapremo, agli inferi secondo certa morale, comunque si
troverebbe in buona compagnia. Si dice, forse in paradiso si
annoierebbe, Maradona sarebbe nel mondo delle idee di Platone e
sarebbe L’IDEA DEL CALCIO PURO .
La
punizione di Maradona il dribbling di Maradona lì, nel Mondo delle
Idee di Platone, lì ora è tornato ad albergare. Lì proverà ancora
ad essere modello attrattivo per i tanti calciatori che quando
vedranno quella maglia n° 10 un po’ sporca, piena di
contraddizioni penseranno al DIO del pallone , ovvero a
DIEGO
ARMANDO MARADONA .
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| Photo
Credit Claudio Cafarelli |
CIAO
DIEGO