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giovedì 3 novembre 2011

Pietra tombale sul progetto Turbogas a Lama di Reno. Una delibera regionale mette fine al progetto.



La Regine, con la delibera 1484 ha chiuso definitivamente le porte a una centrale turbogas a Lama di Reno in comune di Marzabotto. Il progetto prevedeva il recupero, con aumento di capacità, della centrale dell’ex cartiera per una produzione di energia che rispondesse ai picchi di domanda. Al progetto si sono opposti con determinazione i residenti della vallata costituitesi in Comitato Noturbogas.

“I pareri contrari del Comune di Marzabotto e di Sasso Marconi, del Parco di Monte Sole e dell’AUSL sono risultati decisivi,” si legge in un comunicato del Movimento 5 Stelle. “Ma determinante è stata la pressione dei comitati e la preparazione tecnica dei loro associati, che in Conferenza dei Servizi ha consentito di demolire, punto per punto, il progetto Dufenergy, ” spiega il comunicato. “Ci auguriamo che la VIA per le trivellazioni Hunt Oil (Progetto Reno) subisca la stessa sorte. Per il futuro, le amministrazione dovrebbero cercare maggior confronto con i cittadini prima di calare dall’alto certi piani, ” conclude Andrea Defranceschi, capogruppo consigliare del Movimento 5 Stelle in regione.

sabato 2 gennaio 2010

Il no dei Comuni di Marzabotto e di San Benedetto Val di Sambro


E’ un ‘no’ deciso quello dei comuni montani coinvolti in progetti per la generazione di energia elettrica. All’unisono respingono al mittente ogni progetto sia per ottenere forza energetica con l’utilizzo di gas metano o, un po’a sorpresa, anche con l’utilizzo di fonti rinnovabili come l’eolico. I due comuni montani in prima linea sono Marzabotto, dove si propone l’installazione di una centrale turbogas a Lama di Reno e di un inceneritore nel capoluogo, e San Benedetto Val di Sambro dove c’è l’intenzione di ampliare la presenza dei generatori che trasformano in energia la forza del vento. In tutti e due i paesi sono nati comitati che si oppongono ai progetti e in entrambi i casi l’amministrazione comunale li affianca. “Non siamo ambientalisti estremisti” ci tiene subito a precisare il coordinatore del comitato Noturbogas di Marzabotto, Paolo Donno. “Tutti gli studi hanno evidenziato che la collocazione di centrali a combustione lungo la valle è sbagliata. La mancanza di ventilazione dovuta alla presenza delle montagne genererebbe un prolungato ristagno degli inquinanti. Questo tipo di impianto viene collocato solitamente in pianura dove la dispersione delle polveri non ha ostacoli e preferibilmente nelle vicinanze del mare poiché la ventilazione è più presente. L’inceneritore che si vorrebbe realizzare a Marzabotto è posizionato nell’area adiacente l’abitato e presenta lo stesso problema”. A San Benedetto Val di Sambro è nato il comitato Monte dei Cucchi che si oppone alla realizzazione di un impianto eolico industriale appunto sul Monte dei Cucchi, sulle cui cime si intende collocare le pale. “ Si sta progettando la costruzione in un’area molto delicata di un impianto eolico con ben 24 aerogeneratori ,” denuncia il presidente del comitato Angelo Farneti . “ Ciascuno dei quali pesa oltre 350 tonnellate. Per realizzare l'impianto è prevista la costruzione di strade larghe sei metri e lunghe oltre 10 Km., dove ora ci sono sentieri di montagna. Le cose non gioveranno al Monte dei Cucchi sul quale sono già presenti numerose frane”. Il sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha proposto al Consiglio Comunale, che ha approvato alla unanimità, la bocciatura del progetto di centrale a Lama di Reno. Il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Gianluca Stefanini ha avuto l’approvazione di delibere che condizionano ogni nuova progettazione di impianti eolici alle prescrizioni del Comune. Tali delibere sono state impugnate dalla ditta concessionaria davanti al Consiglio di Stato.

mercoledì 2 dicembre 2009

Centrale turbogas a Lama di Reno.

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

LA REGIONE EMILIA – ROMAGNA
Servizio Valutazione impatto e promozione sostenibilità ambientale

PROMUOVE

PER MERCOLEDI’ 9 DICEMBRE 2009 alle ore 20,30
presso il TEATRO COMUNALE DI MARZABOTTO
UN’ “ISTRUTTORIA PUBBLICA” PER ACQUISIRE ELEMENTI DI CONOSCENZA E
DI GIUDIZIO IN FUNZIONE DELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE
RELATIVA AL PROGETTO:
Centrale elettrica a ciclo combinato nel sito della
ex – Cartiera di Lama di Reno in Comune di
Marzabotto . (IMPIANTO TURBOGAS)

venerdì 10 aprile 2009

CENTRALE TURBOGAS

Riceviamo Matteo Nardella da e pubblichiamo: Nardella interviene sulle "Integrazioni del progetto Centrale Turbogas di Lama di Reno" in merito alla relazione di impatto ambientale del CNR

L'indisconoscibile logica dell'evidenza scientifica nel

"Nuovo progetto Dufenergy" (Turbogas=300 caldaie domestiche.)

Esercizi sopra il metodo cartesiano: cos'è l'evidenza scientifica.

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Dalle dichiarazioni dell'ing. Francesco Bernardi amministratore delegato della Dufenergy:
sul Corriere della Sera di Bologna 27/3/2009

"Qualunque valutazione sull’opportunità di realizzare o meno l’impianto da noi proposto ha piena legittimità, purchè non disconosca le evidenze scientifiche oggi disponibili che misurano il bassissimo impatto ambientale del progetto, confermando la validità della proposta”. Bernardi precisa poi che la documentazione è già stata depositata presso gli enti coinvolti e aggiunge : “Ci auguriamo che questi elementi consentano a tutti una maggiore serenità di giudizio”.


ALL. 15 - Relazione CNR-ISAC(RELAZIONE FINALE).pdf pag 135
"Si può, come ipotesi di minima, prevedere che il sistema di
Teleriscaldamento possa rifornire di calore tutto l’abitato della zona di Lama di Reno (a
sinistra e a destra del Reno)".



ALL. 15 - Relazione CNR-ISAC(RELAZIONE FINALE).pdf pag 137.
Primo capoverso:

"In riferimento alle emissioni di ossidi di azoto, la Centrale Turbogas (con SCR)
comporta un’emissione totale corrispondente a circa 4000 caldaie domestiche,
mentre la potenza termica disponibile stimata prodotta dalla Centrale consentirebbe
di sostituire circa 3700 caldaie domestiche. Sulla base di queste stime la Centrale
Turbogas, nell’ipotesi di realizzare il Teleriscaldamento, ha un impatto emissivo (per
gli ossidi di azoto) paragonabile a circa 300 caldaie domestiche".
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I nostri bravi tecnici (scienziati indiscutibilmente super partes)
hanno dunque fatto la sottrazione tra l'impatto (per gli ossidi di azoto NOx) della
Centrale Turbogas(4000 caldaie domestiche)
e le caldaie eliminate causa il teleriscaldamento(3700)
con il perfetto risultato (evidenza scientifica indiscutibile) di poter dire che la centrale inquina come 300 caldaie domestiche.
Hanno solo evitato di chiarire che a Lama di Reno non si potranno mai eliminare 3700 caldaie
visto che ce ne sono solo 600(+/-10%)

( non tutte attive, basta vedere il numero degli appartamenti vuoti e sfitti).
Certo si potrà sempre rispondere che se a Lama di Reno ci fossero 3700 caldaie da togliere,
(un numero per ipotesi di scuola 6 volte maggiore del reale)
tante ne permette il calore sprecato della "stufa" della Turbogas.
Noi potremo obbiettare che se gli abitanti di Lama di Reno avessero 12 polmoni a testa,
un numero di polmoni 6 volte maggiore, la quantità di inquinanti che potremmo ripulire con il solo respiro
sarebbe 6 volte maggiore.
E se io avessi le ruote non userei la macchina che inquina (sempre per ipotesi di scuola), etc...
Ma parliamo di ipotesi o di fatti?

Ma l'inquinamento dovuto alle 3100 caldaie mancanti?
Quello purtroppo non ce lo risparmieranno queste "non disconoscibili evidenze scientifiche
".

I nostri redattori sono certamente volenterosi uomini di scienza
ci mostrano cos'è l'evidenza scientifica di questo risultato
prodotto a nome di uno stimato ente di ricerca pubblico l'ISAC-CNR "di Franco Prodi".
Ma Franco Prodi e i ricercatori dell'ISAC-CNR sanno cosa vi è scritto nella relazione?
veramente sottoscrivono come propri tali risultati scientifici dell'ente per cui lavorano?
Il documento è indiscutibilmente scritto a nome dell'ISAC-CNR
per esempio nelle Conclusioni dello studio si legge
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ALL. 15 - Relazione CNR-ISAC(RELAZIONE FINALE).pdf pag 139.
9. Conclusioni
Il CNR-ISAC ritiene di primaria importanza condurre uno studio che prenda in considerazione
sia la tipologia dell’impianto proposto che il territorio in cui questo si andrà ipoteticamente ad
insediare, con particolare attenzione alle interazioni tra le caratteristiche meteo-climatiche e
territoriali del sito e quelle della Centrale.
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Prodi è un cognome noto e stimato da molti ma in realtà Franco Prodi
è stato sostituito da molto tempo da Domenico Anfossi.

In conclusione queste sono le "evidenze scientifiche" che dobbiamo accettare e "non disconoscere"
con cui "confermano la validità della proposta" e "consentono a tutti una maggiore serenità di giudizio”.
Insomma accettate la turbogas che alla scienza ci pensiamo noi.



martedì 31 marzo 2009

lavoro


Manifestazione per il lavoro nella piazza di Marzabotto.

Oltre duecento persone si sono date appuntamento nel centro cittadino per dare una voce a coloro che sostengono il primato del diritto al lavoro, come sancito dalla Costituzione italiana.

E’ la risposta all’indomani della ‘Turbo parade’, organizzata dal comitato ‘No turbogas’ che ha portato i partecipanti a percorrere la Porrettana da Marzabotto a Lama di Reno per aggiungere un ulteriore secco e deciso ‘no’ alla realizzazione di una centrale Turbogas .

Il motivo del convinto rifiuto è dovuto alla volontà di salvaguardare la salubrità dell’ambiente evitando che la centrale produca inquinanti. In alcuni convegni tecnici ambientali hanno riferito di un inaccettabile impatto ambientale dovuto a polveri sottili e a ossidi.

A contrapporsi ai contrari alla centrale sono principalmente coloro che, rimasti disoccupati per la chiusura della cartiera Burgo e in cassa integrazione per la crisi della cartiera Reno De Medici, contano sulla centrale per avere un posto di lavoro. Costoro hanno poi trovato un sostegno alla loro convinzione nello studio realizzato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, recentemente pubblicato e consegnato alla amministrazioni pubbliche coinvolte .

Studio che riferisce: “ L’impianto turbogas per la produzione di energia elettrica che si progetta di realizzare a Lama di Reno non produce impatto ambientale: per ciò che riguarda le emissioni di NOx, PM 10 e CO, sono indistinguibili dalla situazione attuale. Le simulazioni effettuate non indicano il superamento dei valori limiti, ne’ per quanto riguarda la protezione della salute umana, ne’ per quanto riguarda la protezione della vegetazione. E’ stato inoltre dimostrato che l’impatto della centrale sull’atmosfera rispetto a quello della cartiera attivo sullo stesso sito fino al 2007 è minimo e pari a circa il 3 %”.

“Non ci sottraiamo al confronto” precisa Francesco Mattutini della Cisl mentre partecipa alla manifestazione per il lavoro. “Ma questa deve avere come base di discussione lo studio presentato dal Cnr la cui autorevolezza non può essere messa in discussione”. Ma da parte dei disoccupati c’è la convinzione di essere arrivati alla certificazione della verità da loro sempre ritenuta tale: “Ci aspettiamo ora che la procedura per la centrale abbia una procedura celere per arrivare alle necessarie autorizzazioni”, aggiunge Antonio Totaro. “Defenergy, titolare del progetto, si è impegnata ad assumerci tutti”. Il confronto è arrivato alla fase più delicata, quella cioè fra i sostenitori della difesa dell’ambiente e della difesa del lavoro.

sabato 28 marzo 2009

NOTURBOGAS


La marcia di opposizione alla installazione di una centrale turbogas a Lama di Reno ha visto allinearsi in corteo le bandiere dei Verdi e di Legambiente con quelle del Polo delle Libertà e di Lega Nord. A rendere ancor più priva di una identità di parte la manifestazione si sono aggiunti cartelli con scritte in arabo affiancate dalla traduzione, portate in sfilata da giovani appartenenti a famiglie immigrate.

E’ stata la festa del no alla centrale che ha visto i manifestanti percorrere il tratto di Porrettana da Marzabotto a Lama di Reno, scandendo slogan indirizzati per lo più all’assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli, ritenuto evidentemente il principale sostenitore della centrale turbogas a Lama di Reno.

Assente, come annunciato, Rifondazione Comunista, critica con la presidente del Comitato organizzatore Noturbogas, Liliana Morotti per essersi candidata a sindaco di Marzabotto alle prossime amministrative alla guida di una lista civica denominata ‘Aria Nuova per Marzabotto’. Questa presa di posizione ha fatto ritenere agli aderenti di RC di aver posto il comitato in una posizione di parte. Rc aveva annunciato comunque l’istituzione di un presidio a Lama di Reno, ma non ha ottenuto l’autorizzazione. I giovani del partito hanno comunque organizzato un volantinaggio con base in un’area privata.

Il corteo, una volta giunto a Lama di Reno, ha sostato nella piazza della ex cartiera Burgo e qui sono intervenuti alcuni aderenti al comitato Noturbogas. “ Fare la centrale in questo fondo valle è assolutamente sbagliato,” ha detto il ricercatore universitario Marco Bitelli. “La valle del Reno è stretta e chiusa per cui quello che la centrale produrrà dovremo respirarlo”.

Il consigliere regionale dei Verdi, Daniela Guerra, accompagnata dal consigliere provinciale Alfredo Vigarani e dal delegato locale Carlo Bottos, ha aggiunto : “ E’ una questione di civiltà politica: il comitato punta alla salute pubblica e al risparmio energetico con l’utilizzo di fonti rinnovabili”.

Claudio Corticelli del Circolo Setta Samoggia Reno di Legambiente ha aggiunto “ Siamo di fronte alla proposta di un impianto inutile e inquinante. Analizzando il progetto Dufenergy da 60 MW che si vorrebbe collocare a Lama di Reno, si evidenzia che gli elementi negativi superino di gran lunga quelli positivi”.

Da parte del centro destra è stato annunciato il sostegno alla Morotti, anche quale candidato sindaco. “Il PDL, dopo un attento confronto con la propria base, ha ritenuto di appoggiare la lista civica ‘Aria Nuova per Marzabotto’,” si legge in un comunicato, “condividendo le finalità e i principi istitutivi della nuova formazione”.

venerdì 27 marzo 2009

Turbo Parade


Liliana Morotti risponde a Romano Franchi e precisa:


Caro Romano,
purtroppo ti devo confermare che sembra proprio che il progetto integrato sia stato depositato da Dufenergy presso i Comuni di Marzabotto e Sasso Marconi, oltre che in Regione.
Parrebbe che non sia ancora pervenuto in Provincia (almeno fino a 2 giorni fa).
Ed infatti quanto dichiara Bernardi sul Carlino di oggi non lascia dubbi sul fatto che il progetto integrato sia pronto.
Per quanto riguarda la tua ultima dichiarazione, pur rispettando la tua decisione di non partecipare, vorrei farti presente che non trovo giusto che tu strumentalizzi la mia decisione di formare una lista civica ed utilizzi questa motivazione per non essere presente ad un evento che nulla ha a che vedere con tale mia scelta.
La turboparade è una manifestazione che dovrebbe vedere insieme tutti i cittadini che sono contro la realizzazione di questo progetto, indipendentemente da schieramenti partitici, adesioni a liste civiche, antipatie personali o quant'altro.
E' molto negativo vedere che le persone non riescono a fare a meno di buttare sempre le cose "in politica", credo che la non capacità di vedere un attimo oltre sia uno dei grandi problemi che affliggono la classe politica italiana e tu sei certamente un politico, io invece non lo sono.
Capisco che non c'è nulla che io possa fare per vederti manifestare insieme a noi contro la turbogas domani e ti comunico il mio rammarico per la tua decisione che, come ho detto, comunque rispetto.
Cordialmente

Liliana Morotti

AMMINISTRATIVE a MARZABOTTO



Una precisazione di Romano Franchi, candidato sindaco di Marzabotto per una lista civica, in merito all’articolo apparso sul Resto del Carlino di oggi (27 marzo) sulla centrale a turbogas che si vuole realizzare a Lama di Reno.

“In qualità di presidente del Parco storico di Monte Sole e di candidato sindaco di Marzabotto
alle prossime elezioni amministrative, anche al fine di sancire inequivocabilmente la distinzione tra tali due ruoli, ritengo che l’articolo apparso in data 27 c.m. sul Resto del Carlino dal titolo “Turbogas a impatto zero” necessiti di alcune precisazioni in merito all’intera vicenda.

Come presidente del Parco storico di Monte Sole, Ente facente parte della Conferenza di servizi convocata per la procedutra di V.I.A. della proposta centrale a Turbogas da realizzarsi a Lama di Reno (Marzabotto), preciso che ad oggi non risulta a noi pervenuta alcuna documentazione in risposta alla richiesta di integrazioni avanzate alla Dufenergy e che la documentazione disponibile rimane quella relativa alla proposta fatta nell’agosto 2008.

Non vi è quindi alcun elemento nuovo che possa far ritenere le emissioni di NOx, PM 10 e CO indistinguibili dalla situazione attuale. Ricordo inoltre che durante l’ultima seduta di conferenza di servizi il Parco, assieme ad altri soggetti, chiese che le valutazioni sull’inquinamento atmosferico fossero fatte considerando un periodo di tempo non limitato alla sola fase invernale, al fine di disporre di dati almeno annuali. Inoltre, alla data odierna, non risulta essere stata convocata la seduta della conferenza di servizi che dovrà valutare le integrazioni richieste alla Dufenergy.

Come candidato sindaco di Marzabotto, voglio invece esprimere un’opinione squisitamente politica, la quale nulla ha a che vedere con il mio ruolo di Presidente del Parco. Ho già da tempo dichiarato la mia contrarietà alla realizzazione dell’impianto in questione e questo per vari motivi: tra questi riveste particolare rilevanza il mancato coinvolgimento della popolazione in una scelta così importante per il futuro non solo di Lama di Reno, ma dell’intera vallata.

La tempistica con la quale è stata effettuata questa dichiarazione dimostra chiaramente una strategia che non aiuta il dialogo e il confronto.

Pur condividendo le motivazioni della manifestazione organizzata per domani dal comitato no
turbogas, comunico che non parteciperò, in quanto non intendo sostenere la lista elettorale con a
capo la Signora Morotti.

giovedì 26 marzo 2009

TURBOGAS

Circolo Setta Samoggia Reno di Legambiente annuncia l'adesione alla manifestazione 'No Turbogas'


TURBOGAS a Lama di Reno ?! Un impianto inutile e inquinante !

La chiusura della Cartiera Burgo ha rappresentato una grave crisi occupazionale ed economica per l’intera Valle del Reno nonostante la resistenza dei lavoratori e l’azione di sindacati ed Enti Locali.

Chiediamo agli organi preposti alla salute pubblica, se non è da considerarsi come discarica per i materiali tossici che giacciono sui terreni dell’ex Cartiera, come i fanghi derivati da inchiostri da stampa, e altri materiali inquinanti.

Legambiente chiede se è stata fatta una valutazione e che venga fornita pubblicamente la quantità e la qualità dei materiali abbandonati nelle vasche e nei depositi, e che a spese della proprietà, prima di qualsiasi intervento, l’area venga bonificata a salvaguardia della popolazione

Ma venendo al Progetto della costrizione di un impianto a Turbogas presentato da Dufenergy Italia spa, per prima cosa dobbiamo constatare una mancanza di democrazia, da parte del Sindaco e della Giunta Comunale, nell’aver firmato il protocollo d’intesa senza aver prima informato e chiesto parere al Consiglio Comunale e agli abitanti di Marzabotto.

Hanno fatto bene quei cittadini che si sono costituiti in Comitato, avvalendosi di scienziati e professionisti che hanno analizzassero in dettaglio ciò che stava capitando sulle loro teste.

Legambiente non è contraria a impianti di nuova tecnologia come il turbogas, l’eolico, la bio-massa, i rigassificatori, ma analizzando il progetto Dufenergy da 60 MW che si vorrebbe collocare a Lama di Reno, ci sembra che gli elementi negativi superino di gran lunga quelli positivi, e quindi non possiamo che esprimere il nostro parere contrario, per tutte le conseguenze negative, anche nei Comuni vicini, di inquinamento ambientale che si verificherebbero con l’impianto a regime, con polveri che resterebbero concentrate a lungo nei centri abitati, nella valle, colpendo flora e fauna, acidificando il terreno.

Le polveri sottili sono causa di numerose malattie dell’apparato respiratorio, i più sensibili sono i bambini e ragazzi per la loro struttura piu’ minuta.

Quindi, dopo aver consultato la Direzione Regionale Emilia Romagna di LEGAMBIENTE e il nostro Comitato Scientifico, condividiamo sostanzialmente le osservazioni tecniche presentate dai ricercatori Dr. Marco Bittelli e Dr. Marco Cervino, ed inoltre le osservazioni del Comitato cittadino NON turbogas a Lama di Reno attraverso lo studio Legale Klun – Frascaroli.

LEGAMBIENTE esprime un no al Turbogas a Lama di Reno, perché tale energia elettrica che si produrrebbe non è necessaria, non è prevista nel Piano Energetico Regionale, che è coperto per la parte fossile, mentre è scoperto per la parte delle fonti rinnovabili, eolico, solare, fotovoltaico.

LEGAMBIENTE chiede di abbandonare questo progetto impattante, ed inoltre chiede una costante e puntuale informazione degli organi istituzionali, con un’apposito tavolo di consultazione permanente, con gli abitanti, le associazioni, la società civile, i consigli comunali, provinciale e regionale per soluzioni dolci, condivise e partecipate, perché un mondo diverso è possibile, non inquinato, non perseguendo soluzioni speculative e superficiali a danno della collettività.

TURBOGAS


Centrale turbogas a Lama di Reno: tutto bene, si può fare, secondo l'amministratore delegato di Defenergy.

Non produce impatto ambientale l’impianto turbogas per la produzione di energia elettrica che si progetta di realizzare a Lama di Reno.

Parola di Dufenergy Italia il cui amministratore delegato, l’ingegner Francesco Bernardi, precisa: “L’indagine dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr mostra che gli impatti derivanti dalla centrale, per ciò che riguarda le emissioni di NOx, PM 10 e CO, sono indistinguibili dalla situazione attuale. Le simulazioni effettuate non indicano il superamento dei valori limiti, ne’ per quanto riguarda la protezione della salute umana, ne’ per quanto riguarda la protezione della vegetazione. E’ stato inoltre dimostrato che l’impatto della centrale sull’atmosfera rispetto a quello della cartiera attivo sullo stesso sito fino al 2007 è minimo e pari a circa il 3 %. Qualunque valutazione sull’opportunità di realizzare o meno l’impianto da noi proposto ha piena legittimità, purchè non disconosca le evidenze scientifiche oggi disponibili che misurano il bassissimo impatto ambientale del progetto, confermando la validità della proposta”. Bernardi precisa poi che la documentazione è già stata depositata presso gli enti coinvolti e aggiunge : “Ci auguriamo che questi elementi consentano a tutti una maggiore serenità di giudizio”.

La comunicazione arriva in un momento di forte tensione poiché è in programma per sabato prossimo la ‘Turbo Parade’, una manifestazione di forte dissenso per la centrale turbogas che vedrà un corteo partire alle 14,30 dalla stazione ferroviaria di Marzabotto per arrivare a Lama di Reno dove è stato allestito un palco per gli interventi conclusivi.

Alla manifestazione hanno già dato l’adesione numerose associazioni ambientaliste e partiti politici. La centrale, la cui funzione sarebbe quella di produrre l’energia elettrica necessaria per rispondere alle richieste di picco, dovrebbe sorgere nell’area della ex Burgo a Lama di Reno. La proposta ha avuto da subito una decisa opposizione dei residenti della frazione e dei centri limitrofi piuttosto preoccupati per l’impatto per l’ambiente e la salute pubblica.

E’ nato il comitato ‘No Turbogas’ i cui soci hanno avviato una intensissima attività di sensibilizzazione e una raccolta di firme per respingere il progetto che ha avuto oltre 9.000 adesioni. In convegni e incontri pubblici, tecnici e ricercatori hanno riferito dati sull’inquinamento piuttosto preoccupanti che escludevano, senza appello, l’ipotesi di realizzare una centrale turbogas.

C’è da chiedersi cosa succederà adesso.

martedì 10 marzo 2009

Licenziati della ex BURGO


I licenziati dalla cartiera Burgo incassano la solidarietà dei lavoratori della Cariera Reno De Medici di Marzabotto, impegnati pure loro nella difesa del posto di lavoro messo in dubbio dalla crisi del settore.

Gli ex operai della Burgo puntavano, per riavere un posto di lavoro, nella realizzazione nell’area ex Burgo di una centrale a turbogas già progettata e ora sottoposta alla valutazione di impatto ambientale (Via). A questa presenza si oppongo con determinazione i componenti del comitato No Turbogas che hanno avviato una intensa attività divulgativa circa i rischi per la salute che comporterebbe la presenza della centrale.

A questa presa di posizione si oppongono gli ex dipendenti Burgo poiché, secondo costoro, priva di un riscontro oggettivo; riscontro ottenibile con la valutazione di impatto ambientale, ancora in via di ultimazione.

Nel confronto interviene ora la RSU della Cartiera Reno De Medici che scrive: “Tutti i lavoratori della Cartiera Reno de Medici, che negli ultimi tempi sono impegnati a difendere il proprio lavoro e che vedono sempre le loro vicissitudini affiancate al problema Turbogas, vogliono precisare che sono solidali ai lavoratori della ex Cartiera Burgo di Lama di Reno, ai quali viene negata la possibilità di lavorare. La salute è un bene inviolabile e siamo convinti che con la tecnologia e le attenzioni dovute, ci possa essere la possibilità di creare ‘lavoro’”.

giovedì 5 marzo 2009

Cartiera Turbogas

Riceviamo e pubblichiamo:


EX LAVORATORI CARTIERA BURGO

Nei giorni scorsi i lavoratori della ex Cartiera Burgo hanno incontrato i candidati alla poltrona di Sindaco di Marzabotto (Il giorno 20/02/2009 Romano Franchi e il giorno 24/02/2009 Walter Cardi). Abbiamo appreso in quell’incontro e rispettiamo, la posizione dei candidati su:

- Bonifica dell’area della ex cartiera.

- Riconversione industriale.

- Realizzazione del progetto di Polo Energetico

Non condividiamo invece l’ opera di propaganda svolta dal comitato “No turbogas” che denigra e non riconosce i risultati dei tecnici degli enti preposti. Non riconoscendo la validità delle analisi ambientali, tuttora in corso, si esclude, a priori, ogni confronto sul progetto. Progetto che noi consideriamo un’opportunità iniziale per consentire l’intera riconversione.

Vogliamo ringraziare l’assessore alle attività produttive della Regione Emilia Romagna Duccio Campagnoli, l’amministrazione comunale in carica, a partire dal Sindaco Edoardo Masetti e l’ assessore alle attività produttive Primo Gandolfi, per l’impegno e la tenacia con cui hanno seguito le vicende della Cartiera Burgo, riuscendo a trovare una soluzione che garantirebbe la bonifica dell’area, la riconversione industriale e il mantenimento del nostro legittimo posto di lavoro.

Vogliamo ribadire che l’area della ex cartiera deve mantenere la propria vocazione industriale quindi ogni eventuale progetto dovrà tenerne conto.

Tutti siamo consapevoli delle ripercussioni che la crisi economica ha cominciato a creare sul mondo del lavoro, le cui conseguenze iniziali sono sotto gli occhi di tutti: aziende che chiudono, aumento della cassa integrazione, operai licenziati, impoverimento delle famiglie e del tessuto sociale ed economico del territorio.

La nostra vallata ne è un esempio emblematico. Siamo quindi veramente preoccupati per il destino dell’ area e del territorio. Non vediamo a breve termine la possibilità di una riconversione diversa da quella ipotizzata, abbiamo inoltre forti dubbi che si possano creare altri interessi sulla riqualificazione perché richiederebbero ingenti finanziamenti che, stante la crisi, non pensiamo si possano trovare così facilmente.

Alla luce di tutto ciò, siamo a chiedere un impegno a tutti i cittadini e a tutti coloro che hanno a cuore il lavoro e l’occupazione.

Chiediamo con forza e auspichiamo che si attenda il termine della procedura di V.I.A. (valutazione impatto ambientale), che si rendano pubblici i dati scaturiti da questo lavoro. Noi saremo rispettosi della risultanze siano esse negative o positive perché, al contrario di quanto affermano i componenti del comitato “No turbogas”, noi NON vogliamo lavorare a scapito della salute di nessuno.

DIFENDIAMO IL LAVORO

DIFENDIAMOLO INSIEME !!!

mercoledì 4 marzo 2009

TURBOGAS


APPELLO del comitato NOTURBOGAS per la manifestazione di sabato 28 marzo a Marzabotto.


In occasione del Consiglio Comunale dell’8 luglio 2008 è stata deliberata, con i soli voti del Gruppo Consiliare PD, la convenzione con la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Bologna e la Dufenergy per la riconversione industriale dell’area dell’ex-cartiera Burgo di Lama di Reno.

Nel corso di una riunione, che il Comune ha organizzato la sera di Giovedì 7 Agosto 2008, il Sindaco di Marzabotto ha informato i cittadini di aver firmato un "Protocollo di Intesa", datato 17 Luglio 2008 in cui il Comune si impegnava “ad attivare le procedure autorizzative utilizzando tutti gli strumenti di semplificazione al fine di accelerare la conclusione del procedimento”.

Tutto questo senza che, nel frattempo, si avesse la benché minima chiarezza della reale portata del progetto, la cui pubblicazione è datata 11 Agosto 2008.

Fin da subito si è creato il COMITATO NO TURBOGAS A LAMA DI RENO che nel corso di questi mesi ha raccolto oltre 9000 firme.

9000 cittadini che hanno mandato un chiaro segnale agli amministratori:

NESSUNO PUO’ METTERE IN VENDITA LA NOSTRA SALUTE!

L’impianto, se realizzato, darà lavoro a 10-15 persone, come recita il progetto presentato dalla Dufenergy S.p.A. Non servirà quindi neppure a risolvere il grave problema della disoccupazione che sta affliggendo la Valle del Reno., mentre servirà certamente a peggiorare la qualità della vita, la salute e l’ambiente del nostro territorio.

Si cerchino progetti di industrializzazione che siano compatibili con la realtà abitativa di Lama di Reno e, più in generale, con il territorio della Valle del Reno. Quelli che erano stati presentati ancora nella primavera del 2008, e che avrebbero garantito lavoro ad almeno 35 persone fin da subito, non sono stati neppure considerati dalle Amministrazioni. Come mai?

L’intento che deve muovere un’amministrazione dovrebbe essere quello della trasparenza e del rispetto dei cittadini. A noi pare che a tutt’oggi tutto questo sia stato calpestato, ed in più di un occasione le nostre voci contrarie sono state tacciate di irresponsabilità.

Ora bisogna mobilitarsi per dare un altro segnale forte all’amministrazione ed a tutta la cittadinanza.

PER L’OCCUPAZIONE

PER IL BENESSERE DEL TERRITORIO

PER LA SALUTE DI TUTTI :

NO a turbogas, inceneritori e centrali a biomasse

si all’energia da fonti rinnovabili

si alla raccolta differenziata porta a porta
per il riciclaggio dei rifiuti

SABATO 28 MARZO 2009 alle ore 14:30

SCENDIAMO PER LE STRADE DI MARZABOTTO

PER DIRE NO!

Punto di ritrovo: Stazione FF.SS di Marzabotto.

Il corteo si avvierà poi verso la piazza antistante l’area ex-Burgo di Lama di Reno dove la manifestazione si concluderà con un intervento finale.

lunedì 23 febbraio 2009

TURBOGAS

RICEVIAMO e TRSMETTIAMO

In risposta alla dichiarazione rilasciata da Duccio Campagnoli

e apparsa su Il Domani del 12 febbraio 2009

Leggendo le dichiarazioni di Duccio Campagnoli, Assessore alle attività Produttive della Regione Emilia Romagna contenute nell'articolo apparso su il Domani del 12 febbraio, un cittadino si interroga fortemente sulle ragioni che portano un Assessore a sostenere con forza la valutazione di un progetto che la quasi totalità dei cittadini nonché delle altre forze politiche, alleate e non, disconoscono e che, comunque, non piace neppure a moltissimi esponenti del PD stesso (almeno così dicono), come ad esempio, ai due candidati alla carica di Sindaco di Marzabotto che direttamente o indirettamente fanno parte del medesimo partito.

Il cittadino rimane frastornato dalla lettura di questo articolo perchè non capisce per quale ragione una Regione come l'Emilia Romagna, che ha già investito molte risorse in centrali di questo tipo, perseveri in tale comportamento, dimenticando completamente il principio del buon padre di famiglia che lo porterebbe al consolidamento di quei comportamenti che lo rendono sempre più libero dalla dipendenza dall'estero.

Il nostro Assessore, invece di puntare sulle energie alternative, pensa di consolarci dicendo che rispetto alle diverse grandi centrali già presenti nella nostra Regione, che inquinano già molto, la nuova centrale, dopotutto, peggiora di poco la pesante situazione presente, e, quindi, ben venga. Basta osservare la mappa delle zone più inquinate da NOx nel mondo per vedere come spicca bene l’Emilia-Romagna, (si veda immagine allegata) e il nostro Assessore vuole continuare a produrre energia bruciando risorse fossili, peggiorando quindi la situazione invece di invertire la tendenza.

Anche Campagnoli, come tutti coloro ai quali abbiamo affidato il delicato compito di amministrarci dovrebbe comportarsi come il buon padre di famiglia, il quale opterebbe per l'uso intensivo delle risorse che ha a disposizione, limitando inizialmente l'uso di ciò che non ha per arrivare ad affrancarsi completamente da ciò che gli manca. Il buon padre di famiglia sarebbe consapevole del lungo percorso, ma sarebbe anche orgoglioso della sua virtuosità tutt’altro che utopistica e si preoccuperebbe di dare il segnale che la strada giusta è stata imboccata.

Proseguendo nella lettura delle dichiarazioni di Campagnoli, il cittadino non può che rimanere incredulo nell’apprendere che la Regione si propone di discutere con il Comune e i cittadini, perchè fino ad oggi le modalità con le quali è stata gestita la procedura hanno fatto pensare, che i cittadini non avessero alcuna voce in capitolo, visto che il protocollo d’intesa per la realizzazione della centrale è stato firmato a loro totale insaputa e che ne sono venuti a conoscenza casualmente per altre vie e non certo grazie all‘informazione fatta dalle Istituzioni.

Quel cittadino, se fortemente ottimista, concentrandosi esclusivamente su questa ultima dichiarazione potrebbe essere autorizzato a pensare che, finalmente, è possibile discutere con la propria Regione, che forse quest’ultima ha capito come procedere sul fronte dell'energia: fonti energetiche alternative e battaglia contro gli sprechi al pari degli Stati Uniti dove il nuovo Presidente si fa sostenere, per disegnare lo stesso scenario, da illustri studiosi che ci mostrano come il perseguire questi due obiettivi consentirebbe di creare molti posti di lavoro, diminuire il debito verso l'estero e combattere contro il cambiamento del clima che ormai è una consolidata e provata conseguenza dell'inquinamento da noi stessi prodotto e che richiede una consapevole inversione di tendenza. Investire sulle energie alternative sarebbe un toccasana sia per l’attuale grave crisi economica, che per la bolletta verso l'estero che ci vede sempre più in difficoltà.

Il cittadino potrebbe a questo punto persino essere orgoglioso della propria Regione e non avrebbe quindi nessun motivo di cambiare idea alle prossime elezioni. Alle urne non sbaglierebbe a votare e si ricorderebbe di coloro che si sono preoccupati del suo lavoro, della sua salute e che gli hanno consentito di vivere in un paese ricco dove non si patisce più la fame e dove tutti possono godere di un buon tenore di vita.

Quel cittadino si sentirebbe doppiamente orgoglioso della propria Regione perchè queste decisioni dimostrerebbero che non si è cascati nel sacco di coloro che sostengono che le fonti energetiche alternative sono scarsamente produttive e quindi non convenienti, come non sono cascati nel sacco Germania, Francia e tutti paesi dell'Europa del nord che hanno intrapreso in modo deciso questo cammino.

La triste realtà è però un’altra, purtroppo! L’Assessore Campagnoli non ha alcuna intenzione di rinunciare all’ennesima (e neppure l’ultima, probabilmente) centrale turbogas in Emilia e Romagna, come, con ogni probabilità, sta già pensando a dove collocare il prossimo inceneritore di rifiuti (pardon, termovalorizzatore), senza tenere minimamente in considerazione cosa pensa e vuole la cittadinanza, della cui volonta non sembra più rappresentativo.

Infatti come disse l’Ing. Castagna di Hera ad Ecoappennino lo scorso settembre, in Regione abbiamo già energia da vendere ma l’obbiettivo è raddoppiare la produzione per venderne sempre di più.