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mercoledì 24 dicembre 2025

La storica fonte Cerelia non è privata e va riattivata

 Interrogazione in Regione del consigliere di Rete Civica, Marco Mastacchi


di Letizia Rostagno


La chiusura della storica fonte di acqua minerale Cerelia, situata a Cereglio, frazione montana del comune di Vergato, lungo la strada che conduce a Zocca, è al centro di un’interrogazione formale presentata alla Giunta regionale dal consigliere Marco Mastacchi ( nella foto).

Attiva dal 1902, la sorgente di acqua oligominerale Cerelia ha rappresentato per oltre un secolo non solo un punto di approvvigionamento idrico, ma anche un luogo di incontro, un simbolo identitario e un elemento di coesione sociale per la comunità locale. L’accesso libero alla fontana pubblica è stato a lungo percepito come un bene collettivo e un pilastro dell’identità territoriale e sociale di Cereglio.



La recente interruzione del servizio, decisa dalla nuova proprietà della concessione, ha privato la popolazione di un bene considerato parte integrante del patrimonio comune, aprendo un dibattito che va oltre il semplice utilizzo dell’acqua. Nell’interrogazione, Mastacchi chiede alla Giunta regionale di chiarire le motivazioni della chiusura e di valutare un intervento a tutela dell’interesse pubblico.

L’atto richiama un preciso quadro normativo – dalla legge regionale 32/1988 ai decreti legislativi 152/2006 e 176/2011 – che attribuisce alla Regione Emilia-Romagna un ruolo attivo nella gestione delle concessioni, consentendo anche l’imposizione di prescrizioni aggiuntive per garantire l’interesse collettivo. Secondo il consigliere, le concessioni non dovrebbero tradursi in una privatizzazione totale della risorsa, ma preservarne il valore pubblico.

Mastacchi sollecita quindi un intervento della Giunta per ripristinare l’accesso gratuito alla fontana, sottolineando la necessità di coniugare l’attività economica con la responsabilità sociale d’impresa. Nel documento si evidenzia come, per la comunità di Cereglio, la fonte Cerelia fosse molto più di un servizio: un punto di riferimento sociale, un elemento di attrattività turistica e un simbolo legato alla vocazione ambientale e termale dell’Appennino.

La chiusura della fontana è stata vissuta non solo come la perdita di un servizio, ma come la cancellazione di un pezzo di identità collettiva. Un valore, sottolinea l’interrogazione, che non può essere misurato esclusivamente in termini economici.

L’istanza presentata in Regione mira dunque a garantire che l’acqua minerale torni a essere un bene comune accessibile. Ripristinare la fontana, si legge, non rappresenterebbe un danno economico per l’azienda concessionaria, ma un’opportunità: destinare una parte limitata della risorsa all’uso pubblico potrebbe diventare un gesto concreto di responsabilità sociale, capace di rafforzare il legame con il territorio e di sostenere il turismo e la coesione storica del comune di Vergato.

sabato 20 maggio 2023

Emergenza maltempo: sospesi i pagamenti delle bollette acqua, luce, gas e rifiuti

 

Dubbio segnala: 

L'Arera ha appena approvato un provvedimento di urgenza che sospende il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas (compresi il gpl e altri gas distribuiti per mezzo di reti canalizzate) a favore delle popolazioni dell'Emilia-Romagna colpite dagli eccezionali eventi meteorologici. La delibera 216/2023/R/com riguarda tutte le utenze nei Comuni danneggiati dagli eventi calamitosi dal 1° di maggio, con i peggioramenti degli ultimi giorni. Sarà applicata dalla data di emanazione da parte delle autorità competenti dei provvedimenti per l'identificazione dei Comuni coinvolti.

Tra le fatturazioni sospese rientrano tutte quelle emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1° maggio 2023, comprese le eventuali fatture relative ai corrispettivi previsti dai venditori o dai gestori del Servizio Idrico Integrato per allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro.

Inoltre, per garantire la fruizione dei servizi essenziali nelle aree colpite, non si applicherà la disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1° maggio 2023.

La sospensione dei pagamenti delle bollette è un primo provvedimento di urgenza, in vista degli eventuali provvedimenti straordinari che verranno adottati dal Governo a sostegno delle popolazioni interessate da alluvioni ed esondazioni. Nuovi interventi dell'Autorità potranno prevedere anche l'introduzione di specifica disciplina in materia di rateizzazione dei pagamenti, agevolazioni anche di natura tariffaria ed eventuali deroghe dal rispetto degli obblighi di cui alla regolazione vigente a favore degli operatori colpiti dagli eventi in argomento. Infine, i venditori e gestori che erogano i servizi pubblici sopra richiamati potranno offrire ulteriori agevolazioni più favorevoli, in linea con quanto disposto dalla delibera Arera.


Bologna Today riporta l'elenco dei comuni alluvionati in cui  Hera sospende il pagamento delle bollette. L'elenco riporta : 

Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Bertinoro, Brisighella, Budrio, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Civitella di Romagna, Conselice, Cotignola, Dovadola, Faenza, Forlì, Galeata, Loiano, Lugo, Massa Lombarda, Medicina, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Molinella, Monterenzio, Monzuno, Mordano, Predappio, Premilcuore, Ravenna, Riolo Terme, Rocca San Casciano, Russi, Sant'Agata Feltria, Sant'Agata sul Santerno, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Solarolo, Tredozio.   

Nell'elenco gli unici comuni alluvionati dell'Appennino bolognese sono Loiano e Monzuno e ciò aggiunge ulteriori perplessità sulla reale considerazione che si ha dei comuni dell'Appennino e dell'Appennino stesso: tanti sono i Comuni disastrati dal flagello ancora in corso. Sasso Marconi, per esempio,  ha un elenco infinito di dissesti, anche di grande entità, e le tragedie create dalle esondazioni di torrenti a Ganzole e in via Sant'Anna a Rasiglio , dove tutti i residenti hanno dovuto abbandonare la propria casa,  sono ampiamente descritte dalla cronaca locale e documentati da numerosi filmati: perchè questo Comune è stato escluso ? 

mercoledì 22 marzo 2023

Le statistiche dell’Istat sull’acqua - anni 2020-2022

 

Restano elevate le perdite idriche nella rete di distribuzione.

Nel 2020 operano in Italia 2.391 gestori di servizi idrici, 161 in meno rispetto al 2018, ma la gestione è ancora fortemente frammentata.

Nel 2020 sono erogati ogni giorno per gli usi autorizzati 215 litri di acqua potabile per abitante nelle reti comunali di distribuzione.

Nel 2021 sono adottate misure di razionamento dell’acqua in 15 comuni capoluogo di provincia/città metropolitana (erano 11 nel 2020), due anche nel Centro-Nord.

Nel 2020, 6,7 milioni di residenti non sono allacciati alla rete fognaria pubblica.

  • 718,8 I millimetri di precipitazione totale annua registrata in media nei 24 capoluoghi di regione/città metropolitana
  • 29,4% La quota di famiglie che nel 2022 non si fidano a bere acqua di rubinetto
  • 296 I comuni senza servizio pubblico di depurazione delle acque reflue urbane

lunedì 3 ottobre 2022

L’acqua delle fontane pubbliche di Casa Calistri e di Molino del Pallone non è potabile

Il sindaco Giuseppe Nanni ne ha proibito l’utilizzo a scopi alimentari fino a verifica di potabilità


Nell’ordinanza di divieto si legge:

Vista la nota dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna , da cui risulta che i campioni di acqua prelevati dall’acquedotto comunale presso: - Fontana pubblica Casa Calistri e dall’acquedotto comunale presso: - Fontana pubblica Molino del Pallone non sono conformi ad alcuni parametri microbiologici, si ordina il non utilizzo per scopi alimentari di acqua potabile all’interno delle sopracitate località,  se non dopo bollitura per almeno 10 minuti, fino a revoca della suddetta ordinanza.

giovedì 10 settembre 2020

Acqua ed arte protagoniste del giovedì di Casalecchio di Reno.

Tra la Casa delle Acque e la Chiusa teatro, presentazione di libri, musica e visita guidata

Nei prossimi giorni tre appuntamenti tra la Casa delle Acque e la Chiusa avranno per protagonisti l’acqua e l’arte. Le iniziative fanno parte della rassegna di eventi estivi A mente fresca.

Si comincia oggi, giovedì 10 settembre, alle 19, con “Al tramonto, alla Casa delle Acque”, racconti teatrali di e con Marinella Manicardi che narrerà storie di canali e di acque. Marinella Manicardi è un’attrice che negli ultimi anni si è dedicata, tra altri progetti, al racconto di una Bologna industriosa e capace di nascondere, là dove meno te lo aspetti, opere d’ingegno straordinarie, proprio come la Chiusa. 
Organizzazione di ATER Fondazione/Teatro Comunale Laura Betti e Canali di Bologna in collaborazione con l’associazione Casa delle Acque. Dopo lo spettacolo, pic nic con le proposte del ristorante A stagh ban (#ban) e concerto di Tropical Swinger.

Info e prenotazioni: 389 5950213 - prenotazioni@canalidibologna.it

Sabato 12 settembre, primo appuntamento della giornata alle 10, al cancello della Chiusa, con la visita guidata alla Chiusa di Casalecchio di Reno, a cura di Andrea Papetti per Casa delle Acque APS.

Prenotazione obbligatoria: casadelleacque@gmail.com
Informiamo che lo scivolo della Chiusa è in manutenzione, a valle dello scivolo è stata momentaneamente tolta l'acqua per eseguire l'intervento.

Sempre sabato 12 settembre, alle 11.30, alla Casa delle Acque, “Brunch & Hat - Aperitivo con autore”. Incontro con Cristina Nughes - attrice, autrice, regista, operatrice teatrale. Presenta il suo libro "Quel suo profumo d’estate”*. L’attrice Cristina Nughes sarà accompagnata da Gea Sandri al violoncello. Prenotazione obbligatoria: casadelleacque@gmail.com - WhatsApp 391 7046783.

*Il libro narra la storia di un cappello, un cappello unico. Rende speciale chi lo indossa, ed è reso speciale a sua volta. Non è un cappello magico come si potrebbe pensare, è solo un semplice cappello di paglia finemente intrecciato che ha la fortuna di osservare e attraversare indisturbato tante vite e tante storie. Lo fa passando da una mano all’altra, assistendo a momenti di vita unici, occasioni speciali, situazioni particolari, a volte facendosi direttamente responsabile di destini e legami. E come in un film, ecco che si intrecciano fra loro storie di personaggi semplici e unici, come ogni individuo può esserlo, in una Bologna che si sveste e vuole mostrare la propria anima poetica

giovedì 20 agosto 2020

Iscrizioni aperte per l’Aperitalk sul rapporto fra acqua e clima

L’incontro è previsto alla Casa delle Acque di Casalecchio di Reno

Il Comune di Casalecchio informa:

Sono già aperte le iscrizioni per l’Aperitalk dal titolo “Acqua e clima: o troppa o troppo poca… come governarla?” previsto per martedì 8 settembre, dalle 19, alla Casa della Acque, in via Lido 15.

Un incontro a metà tra un aperitivo e un dibattito al quale interverranno Barbara Negroni, assessore alla Qualità dell’Ambiente e del Territorio, Luigi Castagna, presidente Confservizi Emilia – Romagna e Fabio Marchi, direttore Canali di Bologna.

L’iniziativa è promossa da Comune di Casalecchio di Reno, associazione Casa delle Acque e Canali di Bologna, in collaborazione con il gruppo Hera. Contributo per l’associazione Casa delle Acque.

Informazioni e prenotazione obbligatoria: casadelleacque@gmail.com
WhatsApp 391 7046783

sabato 13 giugno 2020

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua: “Un altro stop alla lunga marcia verso la rimunicipalizzazione dell’acqua di Torino”

Dante Franchi: “Dovunque si provi a dare seguito a quanto deciso dagli italiani in un referendum, fin dal 2011, in tema di acqua pubblica, dalla parte opposta si trova sempre il Partito Democratico”. 

Franchi ha inviato il comunicato del Comitato provinciale Acqua Pubblica Torino

Il 5 giugno 2020, alla fine della sospensione di fatto dei diritti costituzionali, avvantaggiata dall’impossibilità dei cittadini di esprimersi, una minoranza di blocco di comuni medi e piccoli di Torino Metropolitana hanno respinto la proposta della Città di Torino di rimunicipalizzare SMAT S.p.A., l’azienda idrica locale di loro proprietà ma soggetta al diritto privato che rende l’acqua una merce e non un bene comune.
Infatti, le tariffe e le bollette di SMAT non recuperano soltanto il costo della gestione e degli investimenti ma sono gravate anche da quote che garantiscono il profitto al gestore.

Ancora una volta la lunga marcia del Movimento italiano dell’acqua verso l’attuazione del Referendum del 2011 viene bloccata dal PD Partito Democratico alla testa di una coalizione di centro destra in spregio alla volontà di 25.609.701 pari al 96,32% dei votanti che avevano detto sì all’abrogazione del profitto nella gestione dell’acqua.

Dal punto di vista economico e giuridico la volontà popolare poteva essere rispettata solo con la trasformazione della forma societaria di SMAT, passando dalla società per azioni di diritto privato all’azienda speciale di diritto pubblico la cui missione non è il profitto ma il recupero totale dei costi di gestione e d’investimento per garantire l’accesso universale all’acqua bene comune.

Il Comune di Napoli aveva completato la trasformazione di ARIN S.p.A. in ABC-Acqua Bene Comune Napoli subito dopo il Referendum, ottenendo così un bilancio corretto e trasparente, il miglioramento della qualità dell’acqua e del servizio e di mantenere la tariffa al di sotto della media nazionale.
Al contrario, i Comuni di Torino metropolitano governati da maggioranze politiche ispirate alla cultura del “profitto über alles”, non hanno mai voluto seguire quell’esempio.

Ma lo stop che hanno imposto ora all’acqua pubblica non fa arretrare di un passo il Movimento dell’acqua, impegnato per un rinnovo reale dei prossimi consigli comunali nei quali i valori e principi dell’acqua bene comune possano infine prevalere.

Torino, Giugno 2020

mercoledì 23 gennaio 2019

La fontana di Sibano

di Gianni Passini 

Fra le poche fontane superstiti delle tante esistenti sulla via Porrettana, c'è quella di Sibano a Marzabotto che in modo quasi defilato e con generoso altruismo continua a erogare un getto di acqua, incurante della sua ormai accertata quasi inutilità. Un tempo, quando la trazione era a forza animale, essa era un punto di sosta prezioso per i tanti birocciai che trasportavano la loro merce in città. La sua acqua era utile agli uomini, ma soprattutto agli animali che avevano nella sosta per abbeverasi una parentesi di riposo nel duro ed essenziale lavoro cui erano chiamati. Era certamente anche una sosta gradita della diligenza con tiro a due coppie di cavalli che dal 1834 fino all'arrivo della 'corriera a trazione meccanica' copriva la distanza Porretta Bologna in una giornata di luce, tempo eccezionale per l'epoca e possibile grazie all'avvenuto trasferimento della statale a fondovalle. La moderna, per quei tempi, e nuova arteria stradale offriva ai mezzi di trasporto un percorso diretto e 'più dolce' per i cavalli. 


Oggi gli utilizzatori della statale sfrecciano velocemente alla guida di automobili che si fermano alle stazioni di servizio e non più alle fontane, per cui anche la fontana di Sibano ha perso la sua funzione. Mestamente, fedele al suo compito, continua però a erogare il getto d'acqua fino ai bordi del nastro d'asfalto, certa che prima o poi gli uomini torneranno ad avere bisogno di lei e ad averne grande cura.
La cura comunque non le è mai del tutto mancata: c'è chi si preoccupa di lei e anche recentemente c'è stato chi si è accorto degli squilibri della sua vasca e ha provveduto a risistemarla e a pulirla per garantirne la conservazione e la presenza nel tempo. Tutto in modo semplice, quasi devoto, a una presenza, quella dell'acqua, che i vicini Etruschi adoravano quale fonte primaria di vita. Ma probabilmente hanno agito commossi per la fontana dimenticata e testardamente in funzione. L'animo dell'uomo è migliore di quanto appare.

lunedì 29 gennaio 2018

Fatture acqua non riscosse per 7 milione

Trentuno dipendenti pubblici segnalati alla Corte dei Conti

Da ANSA

Per una quindicina d'anni diverse società hanno utilizzato acqua pubblica presa da consorzi di bonifica del Bolognese, senza averne diritto e senza pagarla. Il danno alle casse della Regione Emilia-Romagna è stato di circa sette milioni di euro, ma sale a oltre 8 milioni se si contano anche i soldi spesi per tentare, senza riuscirci, di recuperare quei crediti. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Bologna con l'operazione 'Acqua Cheta', che ha portato a segnalare alla Corte dei Conti regionale 31 dipendenti pubblici, in servizio in enti e organismi della stessa Regione. La complessa attività d'indagine è partita nel 2015 dopo un esposto ed è stata portata avanti dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, a tutela del denaro pubblico. Le irregolarità sono emerse esaminando le modalità di gestione delle risorse idriche nei due consorzi di bonifica del Bolognese, quello del Canale Emiliano-Romagnolo e quello della Bonifica Renana. Non sono emersi rilievi penali.

martedì 14 novembre 2017

L’Unione dell’Appennino: “Senza acqua e luce alla prima nevicata, situazione non più sostenibile”.

I sindaci dell’Unione dei comuni denunciano: occorre maggiore manutenzione e prevenzione da parte dei gestori delle reti, non è possibile alla prima nevicata lasciare le famiglie senza luce e acqua. Grave soprattutto la carenza di comunicazioni da parte di Enel

A Tolè di Vergato
Riceviamo dall'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese


Manca ancora luce e acqua in molte aree dell’Appennino bolognese (e non solo) dopo la nevicata di ieri 13 novembre, uno scenario che tristemente ricorda quello vissuto nel 2015.
E questa volta non si può certo parlare di condizioni inattese: i meteorologi avevano infatti avvisato dell’arrivo dell’ondata di maltempo, con nevicate abbondanti anche a quote collinari. E infatti i servizi di protezione civile dell’Appennino bolognese avevano per tempo diramato l’allerta rossa, avvisando tutti i cittadini tramite i sistemi di allerta a disposizione (messaggistica, telefonia mobile, social network).
La neve è arrivata, ben oltre i 60 cm. Se i comuni però si sono trovati pronti a gestire l’emergenza utilizzando le risorse disponibili per liberare le strade, sono i gestori di servizi (luce elettrica e, come diretta conseguenza, acqua e telefonia) a trovarsi ancora una volta impreparati.
Mentre la protezione civile, i vigili del fuoco, i dipendenti comunali e le ditte incaricate stanno operando per ripristinate la viabilità interrotta dalla caduta degli alberi, mancano notizie dall’ENEL, con la conseguente segnalazione fatta dai comuni all’Unità di crisi della prefettura.
Anche l’incontro tenuto nel primo pomeriggio a Monghidoro alla presenza del prefetto e dei sindaci Mastacchi (Monzuno) e Santoni (San Benedetto Val di Sambro) in rappresentanza dell’Unione non ha dato gli esiti sperati, visto che i sindaci denunciano risposte interlocutorie e poco chiare. Ancora una volta i primi cittadini sono chiamati pertanto a gestire da soli l’emergenza individuando spazi in locali per ospitare le persone che sono senza luce e riscaldamento e che si stanno allestendo in queste ore.

I sindaci dell’Unione dei comuni dell'Appennino bolognese commentano: “Ancora una volta a fronte di una nevicata di importanti dimensioni registriamo l'inadeguatezza delle reti di energia elettrica e, come conseguenza, i problemi all’erogazione dell’acqua e alla telefonia. Il tutto nella quasi totale assenza di informazioni da parte delle aziende preposte. Nonostante i solleciti mancano da ENEL risposte certe sui tempi. In molte zone i municipi non riescono nemmeno a essere in contatto con le popolazioni se non attraverso sopralluoghi. Ringraziamo tutti quanti si stanno impegnando per limitare i disagi ma certo non possiamo non rilevare ancora una volta quando fondamentale la manutenzione preventiva del territorio e delle reti tecnologiche”.

mercoledì 6 settembre 2017

A Vergato 'si parla' del bene primario 'acqua'.

Con la precisazione che il tema ' gestione del bene acqua' è e sarà sempre più all'ordine del giorno del dibattito politico, i promotori di un convegno sull'importante tema, che si terrà sabato 16 settembre alle 9.30, nel Centro sociale polivalente Franco Nanni di Vergato,  hanno inviato il volantino di presentazione dell'iniziativa cui parteciperanno figure di prestigio.  

L'invito a partecipare è esteso a tutti.



domenica 10 luglio 2016

A Hera spa il controllo di rifiuti e acqua polesani. La società emiliana che gestisce rifiuti, acqua, gas ed energia elettrica, progetta l'acquisizione di Ecoambiente e Polesine Acque entro l'anno.

Con il titolo ' Le Azioni di Hera', Marco ha inviato:



La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo Hera Spa, la società che gestisce rifiuti, acqua, gas ed energia elettrica in Emilia Romagna è pronta ad acquisire Ecoambiente e Polesine Acque per gestire rifiuti e acqua in provincia di Rovigo.

L'idea circolava da qualche tempo ma adesso è lì, nero su bianco: una dozzina di slide che raccontano come sul tavolo del comune di Rovigo ci sia un progetto, ideato da Hera appunto, per andare all'acquisizione nel volgere di pochi mesi sia di Ecoambiente che di Polacque, per le quali si propone la fusione in Acegas-Aps-Amga, la multiutility del Nord Est, con cuore pulsante a Padova e propaggini fino a Trieste, controllata dal colosso emiliano.

Secondo il piano, entro gennaio, tra sei mesi esatti, Ecoambiente e Polacque non dovrebbero più esistere, ma dovrebbero essere inglobate dall'azienda padovana. Il tutto attraverso una serie di passaggi obbligati. Sul piatto, un posto per Rovigo all'interno del cda di Acegas-Aps-Amga, ma anche investimenti milionari sia sulla rete idrica che sulla gestione dei rifiuti e la prospettiva di cospicui dividendi per i soci.

venerdì 14 agosto 2015

L’acqua di Lizzano e sana e innocente, lo confermano dalle analisi. Anzi no è ' impura e colpevole' . Si apetta una comunicazione chiarificatrice.



I tecnici stanno aprendo le tubature della 
fontana di Vidiciatico ed i bambini sono 
già pronti a festeggiare con una bella bevuta 
dell’Acqua della Salute.

di Mario Becca

Una telefonata dall’USL al Sindaco Torri ha riacceso la vita delle tante fintane della montagna e di conseguenza ha tolto ogni patema d’animo ad amministratori, albergatori e commercianti della zona. Tutto ha ripreso la normale vita ferragostana del territorio che pullula di villeggianti desiderosi di respirare l’aria buona m anche di bere l’acqua che è la vera ricchezza del territorio.

L’acqua dunque è stata scagionata dai tecnici dell’USL come responsabile dei diversi problemi intestinali che hanno colpito residenti e turisti. Ora si resta in attesa di conoscere quale sia stata la vera causa di questi malesseri che hanno causato tanti problemi fisici…e non solo.



Il Carlino, con il titolo ‘L’acqua di Lizzano in Belvedere è contaminata’, ha pubblicato una informazione  che smentisce quanto riferito nell’articolo che precede .

Il quotidiano scrive infatti:

L’Ausl e l’Arpa hanno effettuato tutte le analisi chimiche e le colture batteriche che ora non lasciano spazio ai dubbi: i campioni sono positivi a escherichia coli e ai coliformi, batteri, che di solito si trovano nell’intestino.
Ora si cercherà di capire cosa abbia originato la contaminazione delle condutture idriche comunali. Lizzano è infatti uno dei pochissimi centri a gestire direttamente l’acqua.

Abbiamo chiesto chiarimenti e pare che, mentre da  Asl sarebbe stata rilevata la potabilità  dell’acqua distribuita a Lizzano, ( ciò ha consentito il pieno ripristino della distribuzione), dall’Arpa sarebbe arrivata l’informazione opposta e cioè che l’acqua è inquinata.

Si aspetta un necessario e dovuto chiarimento.

mercoledì 8 aprile 2015

Casa di riposo senz'acqua per bollette non pagate. Gli interrogativi di Marco.









Marco ha inviato: 
 
Leggendo la notizia su Repubblica on line, http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/04/07/news/la_denuncia_di_sel_casa_di_riposo_senz_acqua_per_bollette_non_pagate_-111384917/ , da cittadino e utente (preoccupato)  del servizio in regime di monopolio dell'acqua pubblica mi sono domandato:

Per l'erogazione di un servizio l'azienda deputata oltre che al guadagno ha dei costi che  vengono spalmati sui clienti/utenti. Capisco il principio dell'equità orizzontale, però per arrivare a chiudere i rubinetti, Hera immagino abbia inviato più di un bollettino o avviso di morosità.

Resta comunque fermo che, dalla lettura da pagina 11 della carta dei servizi


il gestore PUO' E NON DEVE sospendere la fornitura.

Sempre scorrendo la lettura della carta dei servizi, si legge …..  “ Ove tecnicamente possibile, e su indicazione dell’Autorità competente, il gestore può provvedere all’installazione di adeguati strumenti di limitazione della portata e della pressione di fornitura al fine di garantire una minima
erogazione di acqua” .......

E’ la classica storia come con l'amministratore di condominio …  in questo caso  l'amministratore è di una srl . I residenti pagano la società.

Se l'amministratore di condominio o l'amministratore della srl (residenza per anziani) non pagano le bollette, i condomini o i clienti della residenza sono poi costretti a pagare la bolletta o le bollette insolute non pagate dagli amministratori avere per la riattivazione del servizio.

Saranno poi i condomini o i clienti della residenza a rivalersi sugli amministratori.

Chi è l'Autorità competente?

Hera nel caso di specie si è rivolta all'Autorità competente?

Ma all'Autorità competente chi si deve rivolgere,  Hera o i condomini/utenti/clienti?