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martedì 4 luglio 2017

Rimborsi , 4 condanne per gli ex consiglieri regionali del Pdl, Filippi, Leoni, Malaguti e Salomoni.

Sollecitato

Un anno e otto mesi per Fabio Filippi, un anno e quattro mesi per Andrea Leoni, Ubaldo Salomoni e Mauro Malaguti. Sono le condanne pronunciate dal Gup Domenico Panza a Bologna per quattro ex consiglieri regionali Pdl, che hanno scelto di essere processati con rito abbreviato, per le spese messe a rimborso del gruppo. Per altri 12 imputati, sempre per peculato, è stato invece disposto il rinvio a giudizio per novembre: tra di loro ci sono anche l'attuale capogruppo di Forza Italia Galeazzo Bignami e il consigliere in carica Enrico Aimi.
    Alcuni degli imputati rispondono per i rimborsi del gruppo Pdl tra il 2010 e il 2011, altri erano nei gruppi di Fi e An nella legislatura precedente e i fascicoli sono stati unificati.
    I condannati sono stati comunque assolti da diverse imputazioni: Filippi è stato dichiarato responsabile limitatamente a 21mila euro di spese, Leoni per circa seimila, Salomoni per 3.400 euro e Malaguti per circa mille; importi inferiori alle contestazioni della Procura.
   Nell'ultima udienza il Pm Antonella Scandellari aveva chiesto due anni e quattro mesi per Leoni, due anni per Filippi, un anno e sei mesi per Salomoni e Malaguti. A Filippi erano contestate spese per entrambe le legislature (inizialmente 56mila e 94mila euro), così come a Leoni (84mila e 61mila), mentre Malaguti rispondeva per rimborsi percepiti nel biennio 2010-2011 (53mila euro), Salomoni per i due anni precedenti (28mila euro). Delle somme per cui è stata dichiarata la responsabilità è stata disposta la confisca e gli imputati sono stati interdetti dai pubblici uffici per la durata della pena, che beneficia comunque della sospensione condizionale. Il processo è l'esito dell'indagine della Procura e della Guardia di Finanza che aveva coinvolto consiglieri di tutti i gruppi, e per molti degli altri ormai sono arrivate sentenze, in abbreviato e in ordinario. Per altri, ad esempio gli ex Pd a dibattimento, la decisione è attesa dopo l'estate. "Si tratta di una sentenza equilibrata, rispetto alle premesse", ha commentato l'avvocato Riccardo Artelli, difensore di Leoni. "Per noi - ha aggiunto - è stato un processo difficile perché abbiamo dovuto documentare spese vecchie di anni, con tutta la documentazione sequestrata dalla Gdf". Per l'avvocato è positivo che il giudice abbia dichiarato l'insussistenza del peculato per "più del 90%" delle contestazioni mosse a Leoni. "E' un risultato - ha concluso - che comunque non ci soddisfa pienamente e, una volta lette le motivazioni della sentenza, vedremo di fare appello". Oltre a Bignami e Aimi, a processo andranno Luigi Villani, Luca Bartolini, Gianguido Bazzoni, Marco Lombardi, Andrea Lombardi, Alberto Vecchi, Gioenzo Renzi, Giorgio Dragotto, Luigi Francesconi e Giannni Varani.
( ANSA)



lunedì 13 ottobre 2014

Defranceschi espulso da Movimento 5 Stelle.




E’ stato lo stesso Beppe Grillo a dare l’annuncio sul blog con un secco comunicato: «Il capogruppo M5s in Emilia Romagna Andrea Defranceschi è stato condannato dalla Corte dei Conti per l’utilizzo dei fondi assegnati ai gruppi e quindi non fa più parte del Movimento». E’ così stata ufficializzata la cacciata del capogruppo in consiglio regionale dal Movimento Cinque Stelle.
Defranceschi è stato condannato dalla Corte, per l’acquisto con fondi del gruppo di spazi di programmazione in emittenti TV.

    Per l'ex M5s Giovanni Favia, "dovrebbero invece espellere il consigliere regionale Davide Bono che in Piemonte pagava per intervenire nei tg, cosa vietata, mentre noi rispettavamo norme regionali, sancite dalla presidenza dell'Assemblea, che la Corte contesta applicando norme nazionali".

 
I condannati dalla Corte dei Conti per aver acquistato spazi in TV utilizzando i fondi assegnati ai gruppi consiliari in Regione  sono Marco Monari (Pd), Luigi Giuseppe Villani (Pdl), Gian Guido Naldi (Sel), Roberto Sconciaforni (Fds), Silvia Noè (Udc), Mauro Manfredini (Ln) e Andrea Defranceschi (M5S). La cifra più alta è quella attribuita alla Lega Nord: il capogruppo Manfredini dovrà pagare 70.290 euro per le spese di 2010, 2011 e 2012. Monari, che diede le dimissioni da capogruppo Pd dopo che uscì la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta per peculato della Procura di Bologna, è condannato invece a saldare 15.691 euro sui tre anni.
Seguono Noé (14.431 per 2011 e 2012), Naldi (13.210 euro sui tre anni), Sconciaforni (11.193 euro sui tre anni), Defranceschi (7.656 euro sui tre anni); infine condanna a pagare mille euro per il 2011 per l’ex capogruppo Pdl Villani. Tutti sono anche condannati a pagare le spese di giudizio.


Fonte ANSA

venerdì 13 dicembre 2013

Consiglio straordinario sulla sicurezza a Sasso Marconi



L'auto della Polizia municipale bruciata il 21 novembre scorso

Il Consiglio Comunale straordinario sulla Sicurezza richiesto dal Gruppo Misto e dal PDL di Sasso Marconi, si farà.
E’ infatti fissato in seduta aperta per mercoledì prossimo 18 dicembre alle 19.30 con ordine del giorno: ‘Situazione della sicurezza sul territorio a seguito dei recenti atti vandalici e furti in abitazione’.
I richiedenti avevano infatti avanzato la istanza di trattare in sede istituzionale l’argomento, dopo i ripetuti atti delittuosi come furti e danneggiamenti avvenuti con preoccupante frequenza nell’ultimo periodo a Sasso Marconi e in particolare per il grave episodio ai danni di un’auto della Polizia municipale distrutta nottetempo da un incendio che ha rischiato di interessare anche la stessa sede comunale, nei pressi della quale era parcheggiato il mezzo.

martedì 22 ottobre 2013

Vergato: si vuole che l’Ospedale dia un servizio adeguato alla popolazione e che sia un punto di riferimento certo per un presidio così importante e irrinunciabile come quello medico o si punta allo sfascio?



Un lettore, che indica l’ospedale civile di Vergato ironicamente come ‘ex ospedale’, chiede la pubblicazione di questa interrogazione del Consigliere Regionale del PdL  Galeazzo Bignami:

 Si sta assistendo ad un sempre crescente depauperamento dell’offerta sanitaria pubblica, operata tramite riduzioni di posti-letto, accorpamenti di reparti e unità operative, riduzioni di personale, il tutto senza che vengano individuate altre forme di riduzione della spesa inefficiente; a seguito di ciò risulta che l’Ospedale di Vergato abbia subito ingenti riduzioni di servizi, in particolare a carico dei reparti di Medicina e a quello di Chirurgia, pur a fronte di un’utenza consistente e di professionisti qualificati;  pare che gli interventi già programmati per numerosi pazienti, siano stati rinviati a data da destinarsi e che in particolare le sale adibite alla chirurgia ortopedica sia in via di sostituzione con un servizio ambulatoriale non interventistico almeno sino a dicembre 2013;

Osservato che analoghe situazioni in altri nosocomi della AUSL di Bologna si sono concluse con chiusure definitive di interi reparti ed unità operative, si INTERROGA la Giunta Regionale per sapere se la situazione descritta corrisponda al vero, in particolare relativamente al rinvio di interventi e visite programmate; quando è previsto che riprenda l’attività delle sale operatorie attualmente inattive; se il servizio di Chirurgia Ortopedica dell’ospedale di Vergato sarà sostituito a titolo definitivo con un semplice servizio ambulatoriale e, in caso affermativo, con quali motivazioni e con quali ricadute sul personale ivi impiegato; quale piano intenda adottare la Regione Emilia-Romagna nei confronti dell’Ospedale di Vergato, ovvero se e quali eventuali ulteriori riduzioni di servizi saranno effettuate.

Alla Giunta regionale ‘l’ardua risposta’.

giovedì 19 settembre 2013

Grizzana Morandi non ha fognatura !




Siamo rimasti colpiti da una informazione, circa una ‘interrogazione’ del consigliere regionale  del Gruppo Popolo della Libertà  Galeazzo Bignami (nella foto), inviataci da un nostro lettore.
Il Consigliere, informato dello stato di ‘precarietà’ in cui versa il sistema fognario di  Grizzana Morandi, ha interrogato la Giunta Regionale per sapere:

Se è a conoscenza che a Grizzana Morandi larga parte degli scarichi fognari non sono convogliati in una rete dotata di sistema di depurazione;
Se sono stati condotti rilievi e indagini sulle possibili e probabili infiltrazioni nelle falde acquifere del territorio, visto che molti scarichi sono a cielo aperto;
Come valuti il fatto che gli stessi scarichi del Municipio e del Capoluogo sfocino in campi a cielo aperto;
Se sono previsti interventi di convogliamento in un sistema fognario dotato di strutture  di depurazione adeguate;
Se si ritenga opportuno richiedere ad Hera di intervenire essendo essa destinataria dei fondi canalati ai cosiddetti REL;

Abbiamo incontrato il sindaco di Grizzana Morandi, Graziella Leoni, per un  chiarimento sull’importante tematica, anche perché ci pareva non fondata  la descrizione riferita nella interrogazione:
Il primo cittadino non ha nascosto la situazione e la sua preoccupazione per una situazione che, se non risolta in tempi brevi, potrebbe dequalificare Grizzana Morandi e ha spiegato:

Graziella Leoni

La materia non è più di competenza comunale, ma demandata all’ex Ato ora Atersir, l’ Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti . Gli interventi di normalizzazione e completamento  della rete fognaria di Grizzana Morandi sono in programma da anni,  già convenzionati e l’ente destinatario si è assunto l’impegno di attuare quanto previsto dalla convenzione. A questo fine sono stati persino destinate quote dei finanziamenti derivanti dalla Variante di Valico. I comuni, e noi per primi, hanno fatto tutto ciò che la programmazione assegnava loro, anche perché l’impazienza per dare ai centri cittadini e ai borghi una rete fognaria adeguata è largamente attesa. Purtroppo gli interventi sono slittati nel tempo nonostante le nostre insistenze. Non solo Grizzana Morando ‘piange’ la mancata attuazione della programmazione, ma molti comuni del bolognese. L’ente in grado di dare risposte precisa è Hera, ente di riferimento per Atersir”.

mercoledì 24 luglio 2013

BOCCIATO PACCHETTO DI EMENDAMENTI ANTICASTA: SI TENGONO AUTO BLU, VITALIZI AI CARCERATI E RIMBORSI.




Andrea Defranceschi (nella foto), capo del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle Regione, ha diramato un comunicato nel quale si chiede :
“Con che faccia continueranno a parlare di tagli dei privilegi sui giornali e ai loro elettori?”
e spiega:

Nella più totale indifferenza e senza uno straccio di dibattito e figuriamoci, men che meno di pudore,  la maggioranza composta da Pd e Pdl (e naturalmente tutte le altre forze politiche al seguito, dalla Lega a
quella che dovrebbe essere l’estrema sinistra) hanno bocciato uno per uno tutti i miei emendamenti anticasta.

Un pacchetto di 6 emendamenti al progetto di legge sul funzionamento dei gruppi assembleari, che il Movimento 5 Stelle sta provando a far approvare dall’inizio di questa legislatura: da tre anni li
ripropongo, li discuto in commissione e ripresento in aula. Alcuni passaggi sono decisivi, ma pare che proprio per questo, la maggioranza faccia fatica a recepirli. Ma si sa, anche se qualche vittoria l’abbiamo portata a casa, costringendone almeno una parte a restituire il vitalizio, un consigliere da solo contro una maggioranza blindata fa fatica a portare modifiche alla mentalità del privilegio.

Ecco dunque tutto quello che hanno avuto nuovamente il coraggio di bocciare:

1) togliere i compensi extra anche “ai Vicepresidenti dell’Assemblea Legislativa, ai capigruppo, questori segretari e presidenti e vicepresidenti di commissione
2) togliere i rimborsi spese forfettari e sostituirli con il piè di lista
3) togliere i rimborso extra regionale per consiglieri eletti qui ma residenti fuori dalla Regione Emilia-Romagna
4) via auto blu
5) ridurre l'indennità a chi è sotto misure restrittive da metà indennità a un decimo
6) divieto di assumere oltre a coniugi e parenti anche ‘conviventi’.


Con che faccia continueranno a parlare di tagli dei privilegi sui giornali e ai loro elettori?”