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lunedì 12 dicembre 2022

Il laboratorio Cartiera di Lama di Reno al gala LVMH a Parigi


 

Riceviamo:

 

Una realtà sociale bolognese, il laboratorio Cartiera, è stata invitata al 10° anniversario della Cena delle "Maisons Engagées", organizzato al Cirque d'Hiver di Parigi dal gruppo LVMH lo scorso 6 dicembre. Primo gruppo del lusso al mondo, LVMH impiega 200.000 collaboratori e riunisce 75 maisons, tra cui Dior, Louis Vuitton, Tiffany, Moët & Chandon, Bulgari, Céline, Fendi Roma. E proprio da Fendi è arrivato a Cartiera l’invito a partecipare, a riconoscimento del sostegno che il marchio dà dal 2017 al laboratorio situato a Lama di Reno (Marzabotto), donando materiali e macchinari, offrendo formazione specializzata ai suoi artigiani e artigiane, e soprattutto dando commesse regolari nel packaging, che consentono di impiegare stabilmente diverse persone in condizione di svantaggio, soprattutto migranti. Dal 2011, LVMH è attivamente impegnata nella lotta contro l’anemia falciforme, una malattia genetica che colpisce 250.000 neonati ogni anno, fornendo sostegno ai team medico dell’ospedale parigino Robert Debré, uno dei principali centri di ricerca per questa malattia. Per il 10° anniversario di questa iniziativa, le Maison del gruppo hanno coinvolto 400 organizzazioni del terzo settore con le quali collaborano in iniziative di responsabilità sociale, tra le quali Cartiera. Cuore della serata di gala uno spettacolo di danze e musiche pensato dal coreografo di origine algerina Kamel Ouali per celebrare le differenze, mescolate e valorizzate nelle loro potenzialità e talenti creativi. “Ringraziamo lo staff di Fendi per aver organizzato la nostra partecipazione e per averci accolto con calore e apertura”, ha affermato Andrea Marchesini Reggiani, fondatore di Cartiera, “è stato un incontro tra mondi molto diversi, proprio per questo interessante e stimolante per futuri progetti.” Lama di Reno.

Nell’immagine: Andrea Marchesini alla foto di gruppo delle associazioni presenti con il direttore generale del gruppo Tony Belloni.

giovedì 25 novembre 2021

L’ex cartiera di Lama di Reno è una eccellenza che va mantenuta e potenziata

 


Il capogruppo di RETE CIVICA - Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi in un question time alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale indaga sullo stato di abbandono che caratterizza una parte della ex Cartiera Burgo a Lama di Reno, nel comune di Marzabotto e sulle possibilità/necessità di riqualificazione dell’area perseguendo la filosofia “GREEN” che già caratterizza le realtà presenti: Cooperativa Sociale Cartiera e Dismeco srl.

Marco Mastacchi
 

di Letizia Rostagno   

   

La storia legata alla cartiera di Lama di Reno è un pezzo di storia importante per l’Appennino e come molte altre storie, oggi purtroppo dimenticata. Le origini del molino della carta della Lama risalgono al 980 e sono legate alla storia dei conti feudatari di Panico. I conti, dal 980 e per tutto il Medio Evo, dominarono buona parte dell’Appennino bolognese fino a che il comune di Bologna rase al suolo il loro castello. Per molti secoli i resti del castello, a cavallo della vallata fra Sasso Marconi e Marzabotto, restarono a far la guardia al fiume Reno. Oggi tutto quello che rimane del “castellaccio” dei celebri conti di Panico è lo stemma conservato presso il museo etrusco di Marzabotto. Alla Lama di Panico, oggi Lama di Reno, nel luogo ove attualmente sorgono le strutture della ex cartiera Burgo, si sa con certezza che operarono nel medioevo un opificio dedito alla produzione della carta e un mulino per la produzione di farina. Il molino da farina continuò la sua attività fino alla prima guerra mondiale, mentre la produzione della carta nel corso dei secoli subì diverse trasformazioni intervallate da lunghi periodi di inattività.

Nel 1896 un imprenditore di origine ebraica, Celso Saltarelli, trasforma il “molino” in una vera e propria impresa cartaria dotata di una caldaia a vapore da 20 cavalli, una turbina idraulica da 80 cavalli e una occupazione fissa di 45 operai per la produzione di cartoni e carta paglia. La famiglia Saltarelli gestisce la cartiera fino alla 2° guerra mondiale, quando le note persecuzioni a carico degli ebrei la obbligano a rifugiarsi all’estero. Dopo la guerra l’azienda viene acquistata da un imprenditore e proprietario terriero toscano che ripara i macchinari danneggiati dagli eventi bellici riprendendo la produzione cartaria. Dopo alterne vicende, nel 1954, decide di vendere la cartiera al comm. Angelo Rizzoli che ha come obiettivo la fabbricazione di tutta la carta per le riviste e i libri della Rizzoli Editore proprio a Lama di Reno. Sarà soprattutto merito suo se lo stabilimento, a partire dai primi anni ’60, diventerà un grosso complesso industriale arrivando nel periodo di massimo splendore, nella seconda metà degli anni ’80, a produrre oltre 400 tonnellate di carta al giorno dedicate principalmente alla stampa di riviste settimanali, quotidiani ed altre opere di editoria con oltre 500 dipendenti. Rizzoli installò qui il primo impianto di disinchiostrazione d'Europa.

 Serviva a riciclare la carta "usata" togliendo

 l'inchiostro, per trasformarla in carta nuovamente

 utilizzabile per la produzione di giornali e riviste. 

Fino al giugno 2006 la cartiera si è avvalsa della sola linea rimasta produttiva delle tre che costituivano in origine l'ossatura dello stabilimento, con l’impiego di circa 120 dipendenti per la produzione di carta patinata di tipo ecologico. Problemi di mercato, di concorrenza, di difficili sinergie con gli altri stabilimenti del gruppo, fino alla necessità di importanti investimenti in campo energetico ed ambientale, hanno portato alla chiusura della cartiera alla metà del 2006 ed allo smantellamento totale degli impianti conclusosi alla metà del 2013.

 Dopo la dismissione dell'impianto la struttura attende da più di dieci anni un compratore. Uno scheletro

 enorme al centro di una frazione, Lama, che attorno alla

 cartiera era nata e cresciuta.

L’area dell’ex cartiera Burgo di Lama di Reno in questi anni è stata oggetto di un proliferare di progetti per la sua riqualificazione.

Attualmente dei 100.000 mq di questo sito industriale oltre un terzo della superficie è impiegato dalla Dismeco srl (https://www.dismeco.com/) specializzata nello smaltimento e trattamento di materiale elettrico ed elettronico. Dismeco è la prima azienda nata a Bologna nel 1977 per il recupero dei rifiuti tecnologici. Trasferitasi a Lama di Reno ha avviato, con grande rispetto del territorio e della sua storia, il recupero filologico degli edifici della Cartiera, utilizzando nel contempo per la propria attività macchinari a tecnologia avanzata, che impattassero il meno possibile sul territorio e gli abitanti.

L’azienda ha il record mondiale per il recupero di materia prima da alcuni elettrodomestici (le lavatrici in particolare) e ha in corso due progetti europei, uno dei quali per il corretto smaltimento dei vetri piani dei grattacieli.

Nel 2020 è stato riconosciuto da un gruppo internazionale di Università (International Waste Workgroup) un caso di studio internazionale nel campo della GREEN ECONOMY.

Con il ritiro e trattamento dei RAEE, il progetto “Borgo Ecologico” (si produce energia pulita con l'impiego di energie rinnovabili, come l'impianto fotovoltaico di ultima generazione da 1 MW di potenza di picco) e le collaborazioni con Pubbliche Amministrazioni, Scuole e Università, l’azienda è senza dubbio strategica tra le attività della Regione e perfettamente in linea con la filosofia “Green” tanto citata e promossa a ogni livello.

Mentre il nuovo Piano strategico regionale sui rifiuti 2022-27 dà precise direttive sul fatto che i rifiuti urbani devono essere gestiti in termini di prossimità, c’è da registrare il fatto che attualmente l’80% dei rifiuti tecnologici dell’Emilia-Romagna viene mandato fuori regione.

Dismeco ha in previsione investimenti importanti e non impattanti legati al settore di eccellenza dell’economia circolare che persegue con riconoscimenti a livello internazionale da almeno 11 anni. Investimenti che porterebbero nuovi posti di lavoro sul territorio oltre a quelli già impiegati.

Investimenti che andrebbero agevolati e supportati.

 

All’interno della vecchia cartiera è ospitata la sede della cooperativa sociale “Cartiera” (http://www.coopcartiera.it/) nata nel 2017 per offrire una risposta al rischio di esclusione sociale, attraverso le sue attività nel settore della produzione artigianale di accessori in pelle e tessuto per la moda e il design d’interni, recuperando materie prime di elevata qualità, lavorate secondo le tecniche dell’artigianato Made in Italy e impiegando persone in condizioni di svantaggio con un processo produttivo eticamente e socialmente sostenibile. Con questo modello Cartiera ha ricevuto nel tempo numerosi riconoscimenti:

Una menzione speciale per essersi distinta per originalità e coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 all'interno della quinta edizione del Premio Innovatori Responsabili della Regione Emilia Romagna del 2019.
"Battiti" percorso di accelerazione per start up ad alto impatto sociale, promosso da Emil Banca Credito cooperativo, entrata nella compagine sociale della cooperativa nel 2019. 
Welfare che Impresa, il concorso attraverso il quale Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Snam, UBI Banca, e Fondazione CON IL SUD invitano le start up sociali a presentare progetti innovativi di welfare comunitario, per creare rete sul territorio e generare impatto sociale e occupazionale.
Nel 2020 è stata premiata dalla Commissione Europea, all’interno del concorso #EU4FairWork, come la più rappresentativa a livello europeo sul tema della promozione del lavoro equo e regolare  e l’encomio  ‘Welcome. Working with Refugee’ da parte di UNHCR per l’impegno profuso nell’inclusione dei migranti e nella crescita professionale. 

La cooperativa Cartiera contribuisce attivamente alla realizzazione di 9 dei 17 obiettivi indicati dalle Nazioni Unite nell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

All’interno di un simile contesto, non stupiscono le reazioni di contrarietà alle varie ipotesi di riqualificazione che nel tempo si sono susseguite.

Per la riqualificazione della restante area, negli anni, sono stati presentati progetti molto impattanti per un territorio contiguo al nucleo abitato di Lama di Reno, che hanno suscitato molte preoccupazioni ed ostilità da parte dei cittadini, diretti alla realizzazione di centrali Turbogas o di impianti di compostaggio di fanghi da acque reflue, sfalci e potature o alla coltivazione dell’alga spirulina.

Da qualche tempo nella popolazione si alternano notizie di altri investitori con progetti puntuali, che riaccendono la speranza di nuova occupazione per questo territorio.

 

Mastacchi chiede alla Giunta se la Regione è a conoscenza di progetti più attuali, le cui notizie iniziano a circolare tra la popolazione, ansiosa di prospettive per questo territorio volte a creare nuove opportunità e nuova occupazione e se tali progetti risultano coerenti e compatibili con il “Borgo Ecologico”, nell’ottica della “Green Economy” dell’area industriale e con lo sviluppo sostenibile portato avanti dalla cooperativa Cartiera, che contribuiscono attivamente alla realizzazione degli obiettivi indicati dalle Nazioni Unite nell’agenda 2030 proprio per lo sviluppo sostenibile.

martedì 21 settembre 2021

Cartiera di Lama di Reno: dalle divise da lavoro dismesse, zaini e pochette dal design unico.

 Cartiera ha avviato un progetto di upcycling  finalizzato al recupero delle divise da lavoro e  alla trasformazione di queste in nuovi oggetti.


Lo Staff di Cartiera invia:

DHL Express Italy e Cartiera lanciano insieme un nuovo progetto di economia circolare. Il  15 settembre scorso, il laboratorio di moda etica Cartiera ha preso parte al Digital Event “Il viaggio DHL per un mondo più sostenibile” per presentare il nuovo progetto di economia circolare sviluppato in collaborazione con DHL Express Italy.


L’evento, organizzato per inaugurare il nuovo Gateway DHL Express presso l’Aeroporto G. Marconi di Bologna, ha visto la partecipazione di Andrea Marchesini Reggiani, presidente della cooperativa sociale Lai-momo e fondatore nel 2017 del laboratorio, al fianco di Nazzarena Franco, CEO DHL Express Italy. Il rapporto fra DHL, Aeroporto di Bologna e Cartiera nasce in occasione della campagna Il Lavoro Conta, promossa da Cartiera in occasione della giornata internazionale del rifugiato del 2020 con l’obiettivo di promuovere il lavoro dignitoso come strumento di inclusione e sostenuta, fra le altre, dalle due aziende, attraverso una loro video testimonianza. (https://www.coopcartiera.it/il-lavoro-conta-testimonial/) 

L’inaugurazione è stata occasione per trattare di temi quali l’economia circolare e la sostenibilità ambientale, ed in particolare per la presentazione di un nuovo progetto di upcycling sviluppato congiuntamente da Cartiera e DHL, che possa rispondere alle istanze di sostenibilità ambientale e sociale. Gli abiti da lavoro usati degli operatori DHL, anziché essere dismessi, vengono restituiti a nuova vita ed arricchiti del valore dell’artigianalità italiana, del lavoro regolare di persone fragili e della pelle re-used, dando vita a zaini, pochette ed altri accessori dal design unico. Inoltre, grazie alla collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Unitelma Sapienza, sarà avviata un’analisi di Life Cycle Assessment sulla sostenibilità e sulle reali capacità di impatto ambientale del progetto: tenendo conto delle diverse variabili, dalla composizione del tessuto ai trasporti, sarà possibile stabilire quanto il progetto di recupero delle divise abbia impattato positivamente sull’ambiente. Saranno inoltre applicate in modo complementare altre simili ricerche così da ottenere una valutazione completa della sostenibilità del progetto a livello ambientale, economico e sociale.

Il link del video di presentazione del progetto: https://www.youtube.com/watch?v=r4CfnQ6pAJM

giovedì 5 dicembre 2019

Marzabotto. Cartiera apre al pubblico il suo Laboratorio di Lama di Reno.

La sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, informa che domani, venerdì 6 dicembre, dalle 14 alle 19.30, sarà attiva una vendita speciale e promozionale dei prodotti del laboratorio di Cartiera: si potranno acquistare borse, pochette, marsupi, zainetti, astucci di moda etica, socialmente sostenibile e attenta a ridurre l'impatto ambientale.
Ci sarà anche una sezione Outlet, con tanti articoli a prezzi scontati. 

A partire dalle 17.30 verrà servito anche un piccolo aperitivo per un momento di confronto e di dialogo.

Per maggiori informazioni su Cartiera, sulle sue produzioni, promozioni e vendite speciali, visitare i social

e il  sito www.coopcartiera.it

domenica 3 marzo 2013

Marzabotto: il dramma di venti famiglie continua dalla lontana chiusura della Cartiera di Lama di Reno.





Gli orfani di lavoro della Cartiera di Lama di Reno sono la prova che  ‘al peggio non c’è mai fine’.
Tutti infatti ancora a spasso e con nessuna speranza di rioccupazione a breve termine,  i  venti operari della Cartiera di Lama di Reno che avrebbero dovuto essere riassorbiti dall’azienda che, riutilizzando uno dei capannoni della ex Borgo,  opera nel settore del riciclaggio di materiali elettronici: in particolare vi si smontano elettrodomestici e vi si selezionano i particolari recuperabili per essere inviati al riutilizzo. L’azienda fu accolta a braccia aperte e con molta enfasi sia perché si proponeva di risolvere un problema imminente, quello appunto dei 20 senza lavoro che avrebbero dovuto essere assunti con l’incremento dell’attività, sia perché ritenuta l’apripista  per altre aziende attese  per  la  riconversione produttiva  e per il recupero occupazionale  di tutto il grande complesso dell’ex cartiera Borgo.
Invece, non solo non sono seguiti altri arrivi, i venti operai  sono ancora senza lavoro e da due anni privi anche di qualsiasi sostegno economico.  L’azienda impegnata nel riciclaggio utilizza operatori arrivati da altri poli produttivi e i 20 operai sono ormai al dramma. Tutti con età superiore ai 50 anni hanno già terminato i risparmi e il problema esistenziale quotidiano si presenta pesante: il dramma è già una realtà. La delusione è dovuta anche al fatto che l’azienda ha avuto anche agevolazioni e sostegni da parte degli enti pubblici, proprio perché poteva rispondere a una esigenza occupazionale locale.
L’impressione è quella del  ‘raggiro con la falsa promessa di posti di lavoro’.
Della vicenda è stato coinvolto il sindacato che sta valutando l’opportunità addirittura di adire alle vie legali: “Stiamo valutando la vicenda con il nostro legale”precisa Amos Vezzali delegato territoriale della Fiom. “Chi  non ha il lavoro che gli era stato promesso non è neppure un esodato e non ha alcun sostegno sociale essendo gli ammortizzatori sociali per loro ormai scaduti da due anni. Siamo di fronte a situazioni drammatiche, anche se la dignità dei lavoratori li porta a non esternare  questa loro difficilissima situazione”.
 Intanto diventa più che un sussurro la tesi che l’aver voluto opporsi alla proposta di collocare nel sito industriale la Turbogas sia stato un errore. C’era infatti la proposta di ampliare la centrale a gas già presente nello stabilimento per rispondere ai picchi di richieste di energia. Una alzata di scudi generalizzata dei residenti, intenzionati a preservare la salubrità ambientale, ha impedito la realizzazione di questo impianto che avrebbe creato nuovi posti di lavoro per coloro che erano rimasti senza occupazione dopo la chiusura della cartiera.  

mercoledì 30 marzo 2011

Sorpresi dai Carabinieri mentre rubano all’interno della cartiera di Marzabotto. Arrestati

Stavano accatastando materiali nella ex cartiera di Marzabotto per poterli rubare, ma anziché arrivare i complici con il mezzo di trasporto sono sopraggiunti i Carabinieri. I due malviventi, sono stati arrestati, processati per direttissima e condannati. Uno di loro, per precedenti, è finito in carcere.

Il tentativo di furto si è consumato ieri mattinata , 29 marzo. I ladri, dopo aver praticato un foro nella rete di recinzione, si erano introdotti all’interno della cartiera di Marzabotto, ormai in disuso, avevano iniziato ad accatastare materiali che hanno ancora valore in una posizione che consentiva un comodo ‘carico’. I Carabinieri della Compagnia di Vergato e della Stazione di Marzabotto, che da tempo perlustrano le aree delle cartiere ben sapendo dell’interesse che i materiali depositati stimolano nei criminali, li hanno colti sul fatto. Accatastate vi erano varie pompe idrauliche ed altro materiale ferroso di pregio.

I due (B.A. 50enne residente nella provincia di Bologna con svariati precedenti, anche specifici, e S.D. 40enne, residente nel reggiano incensurato), avevano zainetti ove custodivano attrezzi atti allo scasso.

Per loro sono scattate le manette con l’accusa di furto aggravato in concorso e nella mattinata di oggi sono stati giudicati con rito direttissimo dalla locale Autorità Giudiziaria e condannati, il primo a 10 mesi di reclusione in carcere ed il secondo ad 8 mesi di reclusione con condizionale.

La merce, valutata nell’ordine di 5-6 mila euro, è rimasta ai legittimi proprietari.

martedì 24 febbraio 2009

CARTIERA RENO DE MEDICI


I 135 cassaintegrati della cartiera Reno de Medici di Marzabotto saranno in piazza sabato prossimo, 28 febbraio, come protesta per il mancato riavvio della produzione nonostante l’informazione aziendale della ripresa del mercato e conseguentemente degli ordini.

Partiranno dallo stabilimento alle 10, raggiungeranno in corteo la piazza del capoluogo, quindi procederanno per la statale Porrettana per ritornare poi nella sede aziendale. Gli operai stanno già attuando un presidio all’ingresso della cartiera per impedire la rimozione di materie prime dallo stabilimento.

Proprio questi trasferimenti di materiali e di macchinari e la ricollocazione in altri poli produttivi dello stesso gruppo industriale di tecnici e dirigenti, fra questi il direttore dello stabilimenti di Marzabotto, hanno fatto temere a molti che la chiusura della cartiera di Marzabotto sia già stata decretata.

Venerdì 27 , nel pomeriggio, i parlamentari firmatari di interpellanze, guidati da Gianluca Benamati, incontreranno la Rsu e le rappresentanze sindacali per avere gli elementi utili a sostenere in modo proficuo la discussione in Commissione parlamentare Attività Produttive. Sarà presente l’assessore alle attività produttive di Marzabotto, Primo Gandolfi.

sabato 21 febbraio 2009

CARTIERA RENO DE MEDICI


Le maestranze della cartiera Reno De Medici stanno attuando da venerdì scorso il presidio ai cancelli dello stabilimento di Marzabotto per impedire ogni trasferimento di materiale e macchinari dall’interno della struttura industriale.


Questa la prima contromisura dopo l’incontro inconcludente con la direzione aziendale di venerdì mattina. Incontro da cui si sperava di avere buone notizie, dopo che la ‘trimestrale’ del gruppo Reno De Medici aveva riportato dati incoraggianti sia in merito alla ripresa produttiva sia degli ordinativi, lievitati fino al punto di essersi riallineati a quelli che hanno preceduto la crisi. Invece, come rimarcato dalle parole di Alessio Festi Slc CGIL Bologna, il confronto con il gruppo aziendale sia stato deludente e inconclusivo. “Non solo non si è parlato di ripresa dell’attività a Marzabotto, l’azienda ha dichiarato l’intenzione di aprire la procedura per la cassa integrazione di ‘mobilità lunga’,” ha sottolineato. La proposta di mobilitazione è stata fatta da in una assemblea tenutasi ieri nella sala consigliare del comune di Marzabotto.

Oltre al presidio in azienda, si sta organizzando un trasferimento a Milano per il 5 marzo in occasione dell’incontro di tutte le realtà produttive del Gruppo industriale. Un terzo presidio si vuole organizzare davanti alla sede della Provincia il 6 marzo, per la riunione del ‘tavolo di crisi della Reno de Medici’, cui parteciperanno le organizzazioni sindacali, nelle varie forme organizzative, gli enti pubblici territoriali, il comune di Marzabotto e quelli a limitrofi, Provincia e Regione. Inoltre, sono stati invitati i parlamentari che hanno presentato interrogazioni al Governo nazionale per un coinvolgimento diretto del ministero del lavoro nella soluzione della crisi Reno De Medici.

La paura di essere alla vigilia di una chiusura definitiva dello stabilimento è stata espressa da numerosi operai intervenuti all’assemblea. “Non credete che la crisi in atto sia stata presa come scusa dalla direzione aziendale per portare a termine un progetto di chiusura ideato da tempo ?”, ha chiesto un dipendente della cartiera.

venerdì 20 febbraio 2009

CARTIERA RENO DE MEDICI


RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

RIMANE DRAMMATICA LA SITUAZIONE DELLA CARTIERA RENO DE MEDICI DI MARZABOTTO, NESSUNA BUONA NOTIZIA PER I 150 LAVORATORI

Oggi 20 Febbraio si è tenuto un incontro presso la cartiera Reno De Medici di Marzabotto tra la dirigenza aziendale, le OO.SS. e la RSU., nel corso del quale l'azienda ha ribadito che non vi sarà a breve la ripartenza dello stabilimento di Marzabotto.

I lavoratori, riuniti in presidio davanti alla Cartiera, hanno chiesto l'immediata ripresa della produzione a fronte dei positivi dati emersi dall'ultima trimestrale presentata dal Gruppo in cui si rileva che

"[..] l'andamento del mercato nel corso del mese di Gennaio e nel primo scorcio di Febbraio registra volumi di vendita superiori alle attese e prezzi in sostanziale tenuta rispetto agli ultimi mesi del 2008. Si segnala che i costi delle materie prime sono in contrazione rispetto all'ultimo trimestre 2008, così come i costi energetici (principalmente gas metano).

I clienti che nell'ultimo trimestre 2008 avevano pesantemente destoccato, sono attualmente tornati a livelli di ordinativi normali. [..]".

Tali dichiarazioni sono confermate dalla ripresa a pieno regime della produzione in tutti gli altri 4 stabilimenti italiani del gruppo, con ordinativi e visibilità produttiva ben superiori alla media tenuta nel 2008, anche grazie al "dirottamento" su di questi della produzione normalmente affidata allo stabilimento di Marzabotto.

Ci teniamo a precisare che a monte di questa decisione non possono essere accampate da parte dell'azienda ragioni che derivino dalla scarsa qualità della Nostra produzione o dalla bassa redditività dello stabilimento né in termini assoluti né in confronto ad altri, in quanto ci è sempre stata riconosciuta una eccellenza all'interno del Gruppo sia per l'altissima qualità della carta prodotta nonché per la versatilità ed efficienza del nostro stabilimento.

Siamo purtroppo convinti che dietro la cessazione dell'attività della Cartiera, che ormai si protrae da 2 mesi non vi siano soltanto ragioni legate all'andamento del mercato, questa convinzione è consolidata da quanto messo in atto dall'azienda, che ha provveduto a non rinnovare il contratto con la società in appalto addetta alla logistica e sta rimuovendo "con fretta sospetta" tutte le materie prime depositate nello stabilimento.

Le OO.SS. la RSU e i 150 lavoratori della cartiera condannano il comportamento dell'azienda e proclamano lo stato di agitazione che si protrarrà fino alla ripresa dell'attività.

I lavoratori si riuniranno in assemblea domani alle 14,00 presso la sala consigliare del Comune di Marzabotto per definire le iniziative di mobilitazione per salvaguardare il proprio posto di lavoro.

Riteniamo inaccettabile che un importante gruppo industriale come Reno De Medici decida, anziché distribuire l'attività sui vari stabilimenti, di mantenere fermo quello di Marzabotto mettendo a rischio il futuro dei lavoratori e drammatizzandone la già difficilissima situazione economica.

Inoltre si rischia di perdere l'ultimo stabilimento di produzione della carta del nostro territorio che ha contribuito in questi anni allo sviluppo sociale ed economico dell'intero territorio e che rappresenta una fondamentale piattaforma ecologica per il riciclaggio della carta, infatti la materia prima utilizzata dalla cartiera per il 90% proviene dalla raccolta differenziata.

Di fondamentale importanza sarà l'incontro già previsto per il 6 Marzo p.v. in sede di tavolo di crisi con la presenza dei parlamentari che hanno effettuato due interrogazioni parlamentari ai Ministeri dello sviluppo economico e del welfare finalizzate alla salvaguardia produttiva della cartiera Reno De Medici di Marzabotto.

martedì 17 febbraio 2009

CARTIERA RENO DE MEDICI


La crisi della cartiera Reno De Medici di Marzabotto è approdata a Roma grazie a due interrogazioni parlamentari, una degli eletti del Partito Democratico che ha come primo firmatario Gianluca Benamati ( hanno sottoscritto anche Salvatore Vassallo, Sandra Zampa, Donata Lenzi, Antonio La Forgia, Andrea Lulli e Pier Luigi Bersani) e l’altra del gruppo del Popolo della Libertà tramite gli onorevoli Gianluca Cazzola e Giancarlo Mazzuca.

Lo stabilimento di Marzabotto della Reno De Medici è ora fermo e i 115 operai sono stati posti in cassa integrazione fino al prossimo aprile.

Sulle rive del Reno si produce cartoncino di qualità utilizzando carta da riciclare e il gruppo de Medici, che opera in altri quattro stabilimenti in Italia, aveva denunciato un calo di ordinativi pari a 100.000 tonnellate rispetto alla capacità produttiva della forza lavoro italiana. Da qui la decisione di sospendere l’attività a Marzabotto. I

parlamentari chiedono l’intervento del Governo perché si arrivi a iniziative che possano riavviare l’attività anche per la tipicità del prodotto.

L’interessamento di entrambi gli schieramenti di maggioranza e di minoranza è stato colto positivamente dalle maestranze della De Medici poiché rafforza le loro speranze. Ma ciò che più li rende fiduciosi è la relazione trimestrale del gruppo nella quale si rileva ‘una forte ripresa degli ordinativi’. “Gli utilizzatori del nostro prodotto hanno esaurito le scorte e hanno quindi ripreso gli ordini.

L’azienda non potrà più accampare la tesi che non ci sono ordinativi”, spiegano i componenti della RSU della De Medici. Hanno un solo timore: recentemente è stato attuato un costoso intervento di razionalizzazione in uno stabilimento del gruppo che fa la stessa produzione di Marzabotto e ciò potrebbe essere un sintomo di preferenza.

venerdì 30 gennaio 2009

La cartiera Reno de Medici approda in Parlamento

Riceviamo e pubblichiamo:

IMPRESE BOLOGNA – gruppo reno de medici

A RISCHIO CHIUSURA L’ULTIMO POLO CARTARIO DELLA PROVINCIA

Bersani assieme ai parlamentari del PD Bologna nell’interrogazione al Ministro Scajola


I parlamentari del Partito democratico di Bologna - on. Gianluca Benamati (primo firmatario), on. Salvatore Vassallo, on. Sandra Zampa, on. Donata Lenzi e on. Antonio La Forgia – assieme a Pier Luigi Bersani (secondo firmatario), ministro ombra dell’Economia del PD, e ad Andrea Lulli, Capogruppo nella X Commissione della Camera dei Deputati, hanno presentato un’interrogazione con risposta urgente in Commissione al Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, sulla situazione del Gruppo Reno De Medici, primo gruppo in Italia e secondo in Europa per la produzione di cartoncino da imballaggio da carta di riciclo, che ha a Marzabotto uno dei cinque stabilimenti italiani.

Con l’atto i deputati chiedono al Ministro “quali iniziative intenda assumere per favorire, nell'immediato, una concertazione tra i vertici aziendali, le rappresentanze dei lavoratori e gli Enti Locali affinché vengano adottate adeguate iniziative per la salvaguardia occupazionale nell’area di Marzabotto e, più in generale, se intenda prevedere specifici supporti all’industria cartaria, attualmente in forte crisi”.

La situazione nel comune dell’Appennino bolognese, infatti, denunciano i parlamentari, vede tutti i 115 dipendenti dell’impianto – che genera un indotto occupazionale per altre 40 persone - in Cassa Integrazione Ordinaria (CIO) a zero ore per tredici settimane, sino al prossimo mese di aprile, dopo che il medesimo strumento è stato già utilizzato per diverse settimane lo scorso anno. Lo stabilimento di Marzabotto, si sottolinea, rappresenta attualmente “l’ultimo impianto del polo cartario locale operativo dopo la chiusura degli stabilimenti della Burgo e del Maglio e costituisce un importante insediamento produttivo per tutta l’area del medio Reno bolognese”.

Il Gruppo RdM, ricordano i firmatari, ha evidenziato come nel 2008 vi sia stato un calo di produzione quantificabile in circa 100.000 ton rispetto alla sua capacità produttiva, prospettando una situazione in rapido peggioramento per il 2009. Per di più, “RdM ha indicato alle OO.SS. nazionali ed agli Enti Locali alcuni elementi di Piano Industriale che prevedono di far fronte al calo di produzione non mediante una riduzione nei diversi stabilimenti, ma mediante la chiusura dello stabilimento di Marzabotto e lo spostamento di alcune attività in altri impianti del gruppo, indicando in alcuni mesi il tempo di osservazione necessario ad assumere una decisone definitiva in merito”.

Bologna, 30 gennaio 2009

UFFICIO PARLAMENTARI PD - UFFICIO STAMPA (Gregory Picco)

Via Rivani, 35 – 40138 Bologna tel. 051 4198220 – 256

fax 051 6343586 cell. 338 4257075 e-mail: parlamentari@pdbologna.it