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lunedì 7 novembre 2011

Noturbogas ha vinto. Dante Franchi plaude alla vittoria.


“E’ una vittoria splendida e crea un precedente molto importante. Non sono a conoscenza di casi come questo in cui una contestazione popolare abbia avuto il risultato del ritiro dell’iniziativa avversata. Spesso il progetto contestato è stato realizzato nonostante le proteste”.

E’ il commento soddisfatto di Dante Franchi (nella foto) di Marzabotto alla notizia che un provvedimento della regione Emilia Romagna ‘cassa’ in modo definitivo la possibilità di attuare il progetto di una centrale turbogas a Marzabotto nella ex cartiera di Lama di Reno.

Franchi all’epoca della presentazione del progetto sedeva sui banchi del consiglio comunale e fu fra i primi a criticare il progetto con interrogazioni e interpellanze indirizzate al sindaco di Marzabotto e con la presentazione di osservazioni formali alla Regione .

Ad opporsi al progetto, ritenuto inopportuno sia per la collocazione alla base di una valle, sia per l’impatto ambientale giudicato troppo elevato, si formò anche un Comitato di cittadini che seppe organizzare sia una opposizione scientifica sia forme di protesta di massa.

Il traguardo che si erano prefissata i soci del comitato è stato raggiunto.

Da considerare anche un secondo aspetto. Sull’onda della protesta si formò anche una opposizione alla maggioranza che sosteneva la Giunta comunale che ha portato, nella verifica elettorale che è seguita alla proposta, un cambio di maggioranza: per la prima volta dal dopoguerra, il PD, quale maggior partito erede della sinistra post-bellica, è all’opposizione.

“ Questo esito positivo è il risultato di una azione ben congegnata e decisa e non deve passare sotto silenzio, come pare si voglia fare, ” continua Franchi. “E’ bene invece che il caso venga analizzato poiché dimostra che ci sono ancora spazi per la massa popolare e possibilità di incidere nelle decisioni di interesse generale e nella programmazione territoriale”.

sabato 17 aprile 2010

Audizione del comitato “No Turbogas a Lama di Reno” presso la Conferenza di Servizi

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

Ieri in Regione l’audizione del comitato “No Turbogas a Lama di Reno” presso la Conferenza di Servizi e la deposizione delle 11.000 firme contrarie al progetto.

17/04/2010 Bologna – Membri e tecnici del Comitato No Turbogas a Lama di Reno sono stati ricevuti nella giornata di ieri presso la sede della Regione Emilia Romagna in via dei Mille per sottoporre ai membri della Conferenza di Servizi una serie di richieste e osservazioni, a seguito della domanda avanzata dallo stesso Comitato ad essere ascoltato sull’affaire Turbogas.

“La nuova legge 3/2010 prevede un processo partecipativo di sostanza e non solo di facciata”. Poche ma importanti parole, pronunciate in apertura di incontro dal Coordinatore del Comitato Paolo Donno, che riassumono già il senso dell’intervento rivolto in primis a richiedere un processo partecipativo reale ed un’informazione completa e imparziale, come stabilito dalla L.R. di recentissima approvazione. Rendere completa e leggibile l’informazione sul progetto Turbogas Lama di Reno e valutare le opzioni per il recupero dell’area ex Burgo. Questo è quanto richiesto dal Comitato che contesta un’informazione unilaterale e tendenziosa: “Chiediamo che venga rifatta l’Istruttoria Pubblica in modo conforme alla legge, e che il progetto ed il SIA vengano presentati da un rappresentante qualificato della Regione, al quale sia conferita una funzione indipendente”.

Processi partecipativi a parte, i tecnici del Comitato non hanno dubbi sulla negatività del progetto, come risulta dalla stessa “valutazione della matrice degli impatti” fornita dal proponente (Dufenergy spa) dal cui calcolo emerge in modo inequivocabile un bilancio fortemente negativo per il territorio, la popolazione e l’ambiente. E in materia di salute il Comitato ha invitato l’AUSL ad esprimere un giudizio specifico sulla VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) presentata dalla Dufenergy, anche alla luce di quanto precedentemente espresso dal Comitato Consultivo Misto del Distretto Sanitario di Porretta che ha ufficializzato con un O.D.G. di febbraio il proprio dissenso verso il progetto della centrale, vista la forte criticità del territorio che già vanta il triste primato del più alto tasso di mortalità ed ospedalizzazione. E ancora, la sofferenza del fiume Reno e l’immissione di alte concentrazioni di nitrati, solfati e cloruri sono stati argomento dell’incontro, al termine del quale il Coordinatore del Comitato ha depositato ufficialmente le 11.000 firme che hanno sottoscritto la petizione contraria al progetto: un pesante fardello di carte che caricano di altrettanto pesanti responsabilità i singoli membri della CDS, chiamati a giudicare il progetto tenendone a mente lacune e pericolosità.

Comitato “No Turbogas a Lama di Reno”

mercoledì 18 novembre 2009

Comitato Noturbogas

Domani (20 novembre), alle 20.30, il comitato Noturbogas di Lama di Reno ha organizzato, nel teatro comunale, un seminario per una informazione sui temi legati alla centrale Turbogas che si propone di realizzare a Lama di Reno e sull’inceneritore proposto per la cartiera Reno De Medici a Marzabotto. Relazioneranno Patrizia Gentilini , medico oncologo ed ematologo che tratterrà di ‘Incenerimento di rifiuti e danni alla salute: un rischio evitabile’; Giancarlo Pizza presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna che parlerà di ‘Inceneritori: le iniziative della Federazione Regionale dell'Emilia-Romagna dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri' e Vittorio Marletto del Servizio IdroMeteoClima, ArpaER che riferirà dei ‘Cambiamenti climatici ed emissioni di gas serra da centrali energetiche’.

La partecipazione è libera.


martedì 31 marzo 2009

lavoro


Manifestazione per il lavoro nella piazza di Marzabotto.

Oltre duecento persone si sono date appuntamento nel centro cittadino per dare una voce a coloro che sostengono il primato del diritto al lavoro, come sancito dalla Costituzione italiana.

E’ la risposta all’indomani della ‘Turbo parade’, organizzata dal comitato ‘No turbogas’ che ha portato i partecipanti a percorrere la Porrettana da Marzabotto a Lama di Reno per aggiungere un ulteriore secco e deciso ‘no’ alla realizzazione di una centrale Turbogas .

Il motivo del convinto rifiuto è dovuto alla volontà di salvaguardare la salubrità dell’ambiente evitando che la centrale produca inquinanti. In alcuni convegni tecnici ambientali hanno riferito di un inaccettabile impatto ambientale dovuto a polveri sottili e a ossidi.

A contrapporsi ai contrari alla centrale sono principalmente coloro che, rimasti disoccupati per la chiusura della cartiera Burgo e in cassa integrazione per la crisi della cartiera Reno De Medici, contano sulla centrale per avere un posto di lavoro. Costoro hanno poi trovato un sostegno alla loro convinzione nello studio realizzato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, recentemente pubblicato e consegnato alla amministrazioni pubbliche coinvolte .

Studio che riferisce: “ L’impianto turbogas per la produzione di energia elettrica che si progetta di realizzare a Lama di Reno non produce impatto ambientale: per ciò che riguarda le emissioni di NOx, PM 10 e CO, sono indistinguibili dalla situazione attuale. Le simulazioni effettuate non indicano il superamento dei valori limiti, ne’ per quanto riguarda la protezione della salute umana, ne’ per quanto riguarda la protezione della vegetazione. E’ stato inoltre dimostrato che l’impatto della centrale sull’atmosfera rispetto a quello della cartiera attivo sullo stesso sito fino al 2007 è minimo e pari a circa il 3 %”.

“Non ci sottraiamo al confronto” precisa Francesco Mattutini della Cisl mentre partecipa alla manifestazione per il lavoro. “Ma questa deve avere come base di discussione lo studio presentato dal Cnr la cui autorevolezza non può essere messa in discussione”. Ma da parte dei disoccupati c’è la convinzione di essere arrivati alla certificazione della verità da loro sempre ritenuta tale: “Ci aspettiamo ora che la procedura per la centrale abbia una procedura celere per arrivare alle necessarie autorizzazioni”, aggiunge Antonio Totaro. “Defenergy, titolare del progetto, si è impegnata ad assumerci tutti”. Il confronto è arrivato alla fase più delicata, quella cioè fra i sostenitori della difesa dell’ambiente e della difesa del lavoro.

sabato 28 marzo 2009

NOTURBOGAS


La marcia di opposizione alla installazione di una centrale turbogas a Lama di Reno ha visto allinearsi in corteo le bandiere dei Verdi e di Legambiente con quelle del Polo delle Libertà e di Lega Nord. A rendere ancor più priva di una identità di parte la manifestazione si sono aggiunti cartelli con scritte in arabo affiancate dalla traduzione, portate in sfilata da giovani appartenenti a famiglie immigrate.

E’ stata la festa del no alla centrale che ha visto i manifestanti percorrere il tratto di Porrettana da Marzabotto a Lama di Reno, scandendo slogan indirizzati per lo più all’assessore regionale alle attività produttive Duccio Campagnoli, ritenuto evidentemente il principale sostenitore della centrale turbogas a Lama di Reno.

Assente, come annunciato, Rifondazione Comunista, critica con la presidente del Comitato organizzatore Noturbogas, Liliana Morotti per essersi candidata a sindaco di Marzabotto alle prossime amministrative alla guida di una lista civica denominata ‘Aria Nuova per Marzabotto’. Questa presa di posizione ha fatto ritenere agli aderenti di RC di aver posto il comitato in una posizione di parte. Rc aveva annunciato comunque l’istituzione di un presidio a Lama di Reno, ma non ha ottenuto l’autorizzazione. I giovani del partito hanno comunque organizzato un volantinaggio con base in un’area privata.

Il corteo, una volta giunto a Lama di Reno, ha sostato nella piazza della ex cartiera Burgo e qui sono intervenuti alcuni aderenti al comitato Noturbogas. “ Fare la centrale in questo fondo valle è assolutamente sbagliato,” ha detto il ricercatore universitario Marco Bitelli. “La valle del Reno è stretta e chiusa per cui quello che la centrale produrrà dovremo respirarlo”.

Il consigliere regionale dei Verdi, Daniela Guerra, accompagnata dal consigliere provinciale Alfredo Vigarani e dal delegato locale Carlo Bottos, ha aggiunto : “ E’ una questione di civiltà politica: il comitato punta alla salute pubblica e al risparmio energetico con l’utilizzo di fonti rinnovabili”.

Claudio Corticelli del Circolo Setta Samoggia Reno di Legambiente ha aggiunto “ Siamo di fronte alla proposta di un impianto inutile e inquinante. Analizzando il progetto Dufenergy da 60 MW che si vorrebbe collocare a Lama di Reno, si evidenzia che gli elementi negativi superino di gran lunga quelli positivi”.

Da parte del centro destra è stato annunciato il sostegno alla Morotti, anche quale candidato sindaco. “Il PDL, dopo un attento confronto con la propria base, ha ritenuto di appoggiare la lista civica ‘Aria Nuova per Marzabotto’,” si legge in un comunicato, “condividendo le finalità e i principi istitutivi della nuova formazione”.

lunedì 16 marzo 2009

NOTURBOGAS


Riceviamo e pubblichiamo:


Il Comitato No Turbogas a Lama di Reno desidera rispondere ai vari punti sollevati nel manifesto scritto e distribuito dagli ex-dipendenti della Cartiera Burgo.

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Nei giorni scorsi i lavoratori della ex Cartiera Burgo hanno incontrato i candidati alla poltrona di Sindaco di Marzabotto (Il giorno 20/2/09 R. Franchi e il 24/2/9 Valter Cardi) Abbiamo appreso in quel incontro e rispettiamo la posizione dei candidati su:

· bonifica dell'area

· riconversione industriale

· realizzazione del progetto di polo energetico

La nostra risposta è: A noi pare che i candidati sindaci Valter Cardi e Romano Franchi abbiamo preso entrambi una posizione netta rispetto alla possibile realizzazione della centrale turbogas a Lama di Reno, affermando di essere contrari ad essa. Le loro dichiarazioni sono apparse in volantini e articoli di giornale. Il Comitato verificherà direttamente con loro se sono nel frattempo intervenuti cambiamenti di parere.

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Non condividiamo invece l'opera di propaganda svolta dal comitato "NOTURBOGAS" che denigra e non riconosce i risultati dei tecnici degli enti preposti. Non riconoscendo la validità delle analisi ambientali, tuttora in corso, si esclude, a priori, ogni confronto sul progetto. Progetto che noi consideriamo un'opportunità iniziale per consentire l'intera riconversione.

La nostra risposta è: Di quali risultati stiamo parlando? Il comitato non può denigrare ciò che ancora non esiste, a meno che i dati della VIA siano già disponibili e, contrariamente agli accordi, la Conferenza dei Servizi non ci abbia avvertiti della cosa. Il comitato, attraverso le proprie osservazioni ha evidenziato tutte le carenze e le inesattezze del progetto presentato. In particolare, il Comitato ha sempre sostenuto che impianti come le turbogas e, ancora peggio inceneritori, sono estremamente dannosi per la salute e per l’ambiente. Non mancano certo articoli e ricerche che possono confermare questo, basta volersi documentare. Poi chiunque è libero di accettare di farsi “inquinare a norma di legge”, ma non può costringere i propri concittadini a fare altrettanto.

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Vogliamo ringraziare l'assessore alle AP della RER Duccio Campagnoli, l'amministrazione comunale, a partire dal sindaco E. Masetti e l'assessore alle AP Primo Gandolfi, per l'impegno e la tenacia con cui hanno seguito le vicende della cartiera Burgo, riuscendo a trovare una soluzione che garantirebbe la bonifica dell'area, la riconversione industriale e il mantenimento del nostro legittimo posto di lavoro.

La nostra risposta è: La bonifica di un’area industriale dimessa dovrebbe essere di competenza della Società che l’ha inquinata. Il Sindaco è l’autorità in grado di ingiungere a tale Società di procedere alla bonifica. Questo indipendentemente da ogni altro successivo impiego. Non si capisce perchè il Sindaco di Marzabotto non abbia ancora preso provvedimenti in tal senso. Non si capisce perchè, inoltre, un intero Comune e i Comuni limitrofi debbano sottostare al ricatto più volte enunciato: “o la turbogas o vi tenete il cimitero industriale dell’ex-Burgo per i prossimi 20 anni”.

Non comprendiamo poi perchè ci si profonda in ringraziamenti per Duccio Campagnoli, Edoardo Masetti e Primo Gandolfi per avere così tenacemente promosso quello che gli operai chiamano garanzia di bonifica dell’area, riconversione industriale e mantenimento del legittimo posto di lavoro. Della bonifica abbiamo già detto, della riconversione, beh, che dire? Coloro che ora gli operai ringraziano con tanto zelo sono gli stessi che, nella primavera del 2008, non hanno neppure preso in considerazione la richiesta di parere preventivo di fattibilità, corredata da una descrizione sintetica del progetto di 33 pagine, presentata da un imprenditore piacentino il quale avrebbe acquisito tutta l’area e l’avrebbe riconvertita dando immediatamente un lavoro a non meno di 35 persone.

Nel numero 11 del settimanale online La Stefani, è pubblicata un’intervista a Duccio Campagnoli, il quale alla domanda: “Lei avrebbe rifiutato la proposta di un altro imprenditore che voleva investire alla ex cartiera di Lama di Reno. Perchè?” ha risposto: “E’ vero, lo incontrai a margine di un convegno a Piacenza. Mi fermò per parlarmi della sua idea, voleva fare una ditta di rottamazioni. Ma io non prendo in considerazione “idee”: nessuno ha mai visto una proposta concreta, né qui, né in Comune a Marzabotto”.

Vorremmo ricordare che la richiesta di parere e la proposta di progetto fu depositata dall’imprenditore in questione al Comune di Marzabotto nel mese di Aprile 2008. Essa fu debitamente protocollata ed è agli atti. Ad essa non è mai stata data risposta. Come mai, al contrario, il Comune, la Provincia e la Regione nei confronti della Dufenergy, non solo hanno mostrato tanto interesse e spirito di collaborazione, ma hanno addirittura firmato un protocollo d’intesa prima ancora che un progetto fosse presentato? E a proposito del legittimo lavoro, vogliano rammentare a coloro che hanno redatto il volantino al quale rispondiamo, che il progetto della Dufenergy indica chiaramente un livello occupazionale di 10-15 persone altamente specializzate. Come verrebbero impiegati ora i 22 (o 27, il numero esatto non ci è chiaro) sarebbe interessante capirlo. E poi parliamo di un numero di persone estremamente esiguo a fronte dell’occupazione immediata che avrebbe garantito l’imprenditore che non è stato preso in considerazione. Estremamente esiguo per la dimensione dell’area e per la portata del progetto di una centrale come quella che vogliono realizzare: 30 tonnellate/anno di polveri secondarie che respiriamo tutti (anche gli ex-dipendenti Burgo, i loro famigliari e, soprattutto i loro figli e nipoti).

® Gli ex-dipendenti scrivono:

Vogliamo ribadire che l'area della ex cartiera deve mantenere la propria vocazione industriale quindi ogni eventuale progetto dovrà tenerne conto.

La nostra risposta è: Nessuno ha mai detto il contrario, tanto meno il Comitato che si sta impegnando a esplorare soluzioni idonee ad impiegare nuovamente l’area.

Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Tutti siamo consapevoli delle ripercussioni che la crisi economica ha cominciato a creare sul mondo del lavoro, le cui conseguenze iniziali sono sotto gli occhi di tutti: aziende che chiudono, aumento della cassa integrazione, operai licenziati, impoverimento delle famiglie e del tessuto sociale ed economico del territorio. La nostra vallata ne è un esempio emblematico. Siamo quindi veramente preoccupati per il destino dell'area e del territorio. Non vediamo a breve termine la possibilità di una riconversione diversa da quella ipotizzata, abbiamo inoltre forti dubbi che si possano creare altri interessi sulla riqualificazione perchè richiederebbero ingenti finanziamenti che , stante la crisi, non pensiamo si possano trovare così facilmente.

La nostra risposta è: A maggior ragione, in una fase così grave dove diverse società a livello nazionale ed internazionale chiudono lasciando a casa centinaia (in alcuni casi migliaia) di persone, non si capisce come si possa difendere un progetto dannoso per la salute, che non crea veramente occupazione e che, soprattutto, non crea indotto. Lo dicono gli operai stessi: “Non vediamo a breve termine la possibilità di una riconversione diversa da quella ipotizzata, abbiamo inoltre forti dubbi che si possano creare altri interessi sulla riqualificazione perchè richiederebbero ingenti finanziamenti”. Tutto vero! E a maggior ragione: cosa ne facciamo dei restanti 8 ettari che costeranno al Comune (cioè a noi cittadini) 3 milioni di Euro? Se è già difficile trovare chi voglia investire in un momento come questo, chi lo farà sotto il camino di 35 metri di una turbogas?

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Alla luce di tutto ciò chiediamo un impegno a tutti i cittadini e a tutti coloro che hanno a cuore il lavoro e l'occupazione.

La nostra risposta è: Un impegno a fare cosa? Ad accettare i danni alla salute che un impianto come la turbogas provocherà in nome del posto di lavoro di una ventina di operai?

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

Chiediamo con forza e auspichiamo che si attenda il termine della procedura di VIA, che si rendano pubblici i risultati scaturiti da questo lavoro. Noi saremo rispettosi delle risultanze siano esse negative o positive perchè, al contrario, di quanto affermano i componenti del comitato "NOTURBOGAS" noi NON vogliamo lavorare a scapito della salute di nessuno.

La nostra risposta è: Chi vuole può anche accettare dati di inquinamento “a norma di legge” ma occorre essere sufficientemente onesti e realisti e guardare in faccia la realtà! Al di là del fatto che nulla, neppure i migliori filtri, possono garantirci dalle emissioni pericolose di una centrale turbogas, dobbiamo chiederci PERCHE’ la si vuole fare! Serve veramente produrre energia in questo modo e in questo luogo? Non sarebbe più intelligente guardare alle fonti rinnovabili? E non si creerebbe più occupazione portando avanti un progetto tutto incentrato su di esse? Ma forse pochi sanno che la produzione di energia con centrali turbogas e inceneritori è il grosso business del momento. Questo è il vero modo per garantire il profitto a pochi, il lavoro a pochi e danni a salute e ambiente per tutti. Quote verdi, i CIP6, etc… Sì signori, il balzello che paghiamo sulla bolletta e che serve per finanziare i progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili: inceneritori o termovalorizzatori, centrali turbogas o a cogenerazione, come li vogliono chiamare per confonderci le idee, sono tutti impianti “assimilabili” alle fonti rinnovabili.

Nell’intervista a Campagnoli già citata, alla domanda:

“Assessore Campagnoli, che necessità c’era di una centrale a turbogas di questo tipo in Emilia Romagna?” la risposta è stata “Non è questo il punto. Oggi il mercato dell’energia è libero e se Dufenergy rispetta le normative ambientali può fare l’impianto e questo lo vedrà il servizio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).”

Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro. Dobbiamo smetterla di farci la guerra dei poveri. E’ ora che tutti capiscano che non si può strumentalizzare anche la disperazione di coloro che hanno perso o stanno perdendo il lavoro per agevolare gli interessi di pochi e che non portano reali benefici ai cittadini e al territorio.

® Gli ex-dipendenti Burgo scrivono:

DIFENDIAMO IL LAVORO

DIFENDIAMOLO INSIEME

La nostra risposta è: Su questo siamo perfettamente d’accordo. Ma facciamolo in modo intelligente e veramente sostenibile. Quindi invitiamo gli ex-dipendenti Burgo a dire insieme a noi: DIFENDIAMO IL LAVORO, LA SALUTE E L’AMBIENTE. DIFENDIAMOLI INSIEME

Comitato No Turbogas a Lama di Reno


sabato 22 novembre 2008

TORBOGAS

Riceviamo e trasmettiamo:


"SALUTE, PRODUZIONE DI ENERGIA E TURBOGAS". Se ne è parlato ieri sera presso la Sala Polivalente di Marzabotto in un incontro promosso dal "Comitato no turbogas a Lama di Reno" - con il dott. Stefano Montanari - scienziato italiano di fama internazionale, ricercatore e studioso di nanopatologie - dal titolo "La salute in polvere: che cosa esce dai camini?”.

Si tratta del quarto incontro di approfondimento che il comitato di cittadini ha organizzato in relazione all'avvio del progetto di recupero dell'area ex cartiera Burgo di Lama di Reno mediante l'insediamento di un impianto di produzione di energia elettrica con centrale a turbogas. Presso il teatro di Marzabotto i cittadini hanno potuto acquisire informazioni e confrontarsi sul tema degli effetti negativi sull'organismo umano delle emissioni di polveri che sono milioni di volte più sottili di quelle che normalmente vengono misurate, e che pure fuoriescono dagli impianti di combustione, non trattenute dai filtri.

Secondo i risultati delle ricerche che da tempo il Dott. Montanari svolge, anche nell'ambito di progetti Europei, tanto più piccole sono le particelle -emesse da impianti con combustione ad alte temperature, come gli impianti a turbogas- tanto più facile è il loro ingresso nell'organismo, che non ha difese o barriere per fermarle. Né esistono meccanismi per espellerle, con conseguenze a medio e lungo termine, di sviluppo di malattie infiammatorie o di lesioni che in altissima percentuale assumono la natura di tumore.