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giovedì 9 luglio 2020

Contributi a nuclei famigliari residenti o che intendono trasferirsi in montagna

Il Comune di Lizzano in Belvedere comunica:

Nelle scorse settimane la Giunta Regionale ha varato il bando “Montagna 2020” finalizzato ad incentivare la rivitalizzazione delle aree montane attraverso la concessione di un contributo fino a 30.000 euro destinato a nuclei familiari residenti in montagna, o che desiderano trasferirsi in montagna, per acquistare la prima casa oppure per recuperare il patrimonio edilizio esistente adibito o da adibire a prima casa (o anche per un mix delle due modalità, di acquisto e di recupero).

 Le domande potranno essere presentate esclusivamente on-line dalle 12 del 15 settembre 2020 alle 12 del 30 ottobre 2020, collegandosi all’applicativo informatico che sarà disponibile dal giorno dal giorno 15/09/2020 all’indirizzo http://territorio.regione.emilia-romagna.it
 Si ritiene utile segnalare che al link https://territorio.regione.emilia-romagna.it/politiche-abitative/contributi-casa/montagna-2020/faq/risposte-alle-domande-pervenute-bandomontagna-regione-emilia-romagna.it abbiamo pubblicato e continueremo a pubblicare le risposte alle domande frequenti (FAQ) ricevute all’indirizzo email bandomontagna@regione.emilia-romagna.it e che abbiamo predisposto alcuni semplici materiali di comunicazione (volantino e locandina, in formato per la stampa e web) che vi invio in allego a questa email per una più capillare diffusione sul territorio.

Allegati:

locandina_bandoMontagna2020_web.pdf [ ] 322 kB
volantino_bandoMontagna2020_web.pdf [ ] 192 kB


martedì 7 luglio 2020

Perché la strada provinciale a Camugnano non è ancora stata aggiustata?

IL consigliere regionale Facci (Lega) ricorda i danni che questo comporta per il Comune dell’Appennino bolognese

di Luca Molinari

La Regione spieghi perché non è ancora stata ripristinata la viabilità sulla Strada provinciale 43 Badi-Rio Confini, a Camugnano in provincia di Bologna, chiusa per movimento franoso dal mese di ottobre 2019.
A chiederlo, in un’interpellanza, è il consigliere della Lega Michele Facci, che sottolinea i danni arrecati all’Appennino bolognese dovuti all’impraticabilità della strada, ne sottolinea l’importanza strategica per la vita dei bolognesi e ricorda come nel suo discorso di insediamento il presidente della Regione Stefano Bonaccini abbia assicurato interventi stabili nel tempo sul tema ripristino della viabilità.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se ritenga che le condizioni di chiusura di tale importante strada di collegamento interna siano in linea con gli standard qualitativi per le strade di montagna che la Regione intenderebbe garantire alla collettività, ivi ricompresi i parametri di sicurezza stradale, e quali siano le azioni concrete che intenda adottare per risolvere la problematica, e quindi garantire agli abitanti di quei territori il ritorno a condizioni di normalità per quanto riguarda la circolazione stradale e il collegamento nel versante tosco-emiliano”.

Segnalato da Dubbio

sabato 20 giugno 2020

Dal 22 giugno riaprono i Centri diurni per anziani e via libera all'accesso di nuovi ospiti nelle strutture per anziani e persone con disabilità

Nuova ordinanza: sì anche alle visite nelle aree naturali. Le linee guida per garantire la sicurezza di persone e operatori. I protocolli per sale bingo 

La Regione informa: 

 
Coronavirus, fase 2, ragazza con mascherinaDal prossimo lunedì, 22 giugno, in Emilia-Romagna possono riprendere le attività dei Centri diurni per anziani. Così come sarà consentito l’accesso di nuovi ospiti e pazienti alle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità, comprese le Cra. E via libera anche alle visite didattiche e turistiche nelle aree naturali protette.
È quanto prevede la nuova ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione,
Stefano Bonaccini, che contienele linee guida con le misure da osservare per garantire la sicurezza delle persone, degli utenti, di operatori e lavoratori.
Il provvedimento contiene anche il
protocollo, con le indicazioni sempre per la sicurezza, per le sale giochi, sale bingo e sale scommesse la cui ripresa come già annunciato è prevista dal 19 giugno.Inoltre, l’atto modifica alcuni punti di protocolli regionali adottati con precedenti ordinanze su negozi al dettaglio e mercati e strutture alberghiere e ricettive.

Questi i nuovi protocolli

Centri diurni per anziani
Le Linee guida regionali per l’apertura prevedono, tra le principali regole da seguire, la riorganizzazione degli spazi interni, il rigoroso utilizzo delle mascherine da parte degli operatori e, se possibile, delle persone che partecipano alle attività. E ancora, predisposizione di un progetto personalizzato formulato con l’utente e la famiglia che, oltre alla frequenza parziale del centro, possa prevedere ulteriori interventi, a distanza o domiciliari; poi trasporti da garantire in sicurezza. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi,l'Ente gestore di ogni Centro diurno dovrà definire una nuova programmazione delle attività per garantire il rispetto delle norme per la sicurezza di utenti ed operatori, garantendo priorità di accesso alle situazioni di maggiore gravità e fragilità. Andrà comunque assicurata a tutti gli utenti la frequenza del servizio.
In particolare, per assicurare il
distanziamento sociale ciascun Centro dovrà individuare nuove modalità di frequenza, prevedendo attività individuali o in piccoli gruppi (massimo 7 persone). Potrà essere programmata l'apertura anche nei fine settimana e nel periodo estivo ed essere ampliata la fascia oraria giornaliera. Massima attenzione dovrà essere posta alla pulizia degli ambienti e dei materiali, e all’uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori che entrino in contatto con ospiti che non possono indossare la mascherina.  In ogni struttura potranno essere adottate soluzioni flessibili, in considerazione delle dimensioni degli spazi interni ed esterni, del numero di utenti e del livello di autonomia degli ospiti.
Altre indicazioni riguardano gli operatori (previsto per le situazioni più gravi un operatore per utente) e il trasporto delle persone, che dovrà essere effettuato in sicurezza, a partire dalla sanificazione dei mezzi e dal distanziamento.
Infine, nel caso di
centri diurni contigui ad una struttura residenziale dovranno essere assicurati accessi, spazi, attrezzature e personale completamente separati, garantendo la completa separazione dal punto di vista strutturale ed organizzativo. In assenza di tali requisiti non sarà possibile la riapertura del Centro diurno.

Strutture residenziali per anziani e persone con disabilità
Queste le indicazioni fornite dalla Regione per le strutture sociosanitarie per anziani non autosufficienti (Cra – case residenza per anziani) accreditate e, per quanto applicabili, i Centri socioriabilitativi residenziali per persone con disabilità (Csrr).
 
Tra le principali misure da adottare per i nuovi inserimenti, l’obbligo per tutti gli ospiti di effettuare il tampone naso-faringeo per il Covid-19, 2-3 giorni prima dell’ingresso, e una valutazione clinica epidemiologica preventiva per verificarel’assenza di segni o sintomi di malattia. Inoltre, per i nuovi ingressi e re-ingressi occorre prevedere una “zona per l’accoglienza temporanea”, dove assicurare l’isolamento dell’utente in stanza singola o ambiente idoneo, garantire l’adeguato utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale da parte di ospiti e operatori e il distanziamento fisico. In questa fase, è opportuno prevedere un periodo di osservazione in isolamento di 14 giorni.
 
Non è invece consentito l’accesso in struttura di ospiti Covid-19 confermati che non abbiano ancora ricevuto la diagnosi di guarigione (risoluzione dei sintomi e doppio tampone negativo), ad eccezione delle “Cra Covid” e delle altre strutture residenziali individuate a livello territoriale per l’accoglienza degli ospiti positivi.

Aree naturali protette, al via le attività didattiche e turistiche
Dal 22 giugno potranno ripartire le attività didattiche e turistiche in aree naturali protette e in particolare saranno aperti i Centri Visita, organizzate le visite guidate, comprese quelle nelle grotte e il bivacco con tenda. Nelle attività la mascherina dovrà sempre essere indossata, ed è raccomandato l’uso di gel igienizzanti e di sacchetti per smaltire i dispositivi di protezione individuali. Le prenotazioni andranno fatte on line o telefonicamente e l’Ente gestore dovrà conservare i dati dei partecipanti per almeno i successivi 14 giorni dalla conclusione dell’attività.
 
L’accompagnatore dovrà avere in dotazione: cinque mascherine monouso; una mascherina KN95 - FFP2 per eventuale primo intervento su infortunato senza mascherina, gel igienizzante, kit di primo soccorso.
 
I partecipanti dovranno presentare un’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR n. 445/2000 in cui dichiarano, sotto la propria responsabilità, di non essere sottoposti alla misura della quarantena o di isolamento domiciliare, o di non presentare sintomatologia simil-influenzale. In presenza di più persone in spazi chiusi è obbligatorio l’utilizzo della mascherina, mentre all’aperto è obbligatorio l’utilizzo della mascherina nel caso non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Non sono soggetti a tale regola i bambini al di sotto dei sei anni, le persone con disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i soggetti che se ne prendono cura.
Le linee guida riportano anche tutte le misure di igienizzazione e allestimento di attrezzature, ambienti interni ed esterni come aree comuni, tavoli, sedie e panchine, impianti di condizionamento, nonché le regole a cui attenersi per
visite guidate, in grotte o escursioni. Il numero massimo di partecipanti per ogni accompagnatore presente è di 20 persone.
I materiali utilizzati prima e dopo l’attività, soprattutto quelli che vengono dati in dotazione ai partecipanti dovranno essere disinfettati prima di ogni nuovo utilizzo.
Per quanto riguarda il
bivacco notturno con tenda, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 16/2004, è consentito presso le strutture ricettive presenti lungo gli itinerari segnalati. Il Comune può autorizzare per la durata massima di quindici giorni su aree pubbliche o private, soste di singoli e campeggi mobili organizzati da enti, associazioni e organizzazioni operanti per scopi sociali, culturali e sportivi, a condizione che siano garantiti servizi generali indispensabili per il rispetto di norme igienico-sanitarie, per la salvaguardia della pubblica salute e della pubblica incolumità e della tutela dell'ambiente. Tale disposizione, per favorire la frequentazione delle aree protette e dei percorsi che le attraversano, è valida fino al 31 dicembre 2020.

Linee guida regionali per sale slot, sale bingo e sale commesse
Le indicazioni per sale giochi, bingo e scommesse vanno integrate, in funzione della presenza di attività complementari, con le misure previste negli specifici protocolli regionali, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande e la pulizia e disinfezione di locali e attrezzature. Dovrà essere predisposta un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, sia con segnaletica o sistemi audio-video, sia ricorrendo a personale incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione.
Vanno riorganizzati gli spazi e la dislocazione delle apparecchiature come
tavoli del bingo, giochi, terminali e apparecchi Awp (Amusement with prizes) e Vlt (Video lottery terminal) per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non siano soggette al distanziamento interpersonale.
Dovranno essere garantiti dispenser con
soluzioni igienizzanti per l’igiene delle mani dei clienti in punti ben visibili all’entrata e barriere fisiche alle casse.
I clienti dovranno indossare
la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro. Dopo l’utilizzo di un gioco, è necessario assicurare pulizia e disinfezione delle superfici a contatto con le mani. Le apparecchiature che non possono essere pulite e disinfettate non devono essere usate. Non possono altresì essere usati i giochi a uso collettivo in cui non sia possibile il distanziamento interpersonale di almeno un metro.
Le linee guida riportano poi dettagliate indicazioni su
percorsi di entrata e uscita, per il ricambio d’aria negli ambienti interni e l’uso di quelli esterni. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati.
Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi.

Negozi al dettaglio e mercati, modifiche ai protocolli
Per quanto riguarda esercizi commerciali al dettaglio e commercio su aree pubbliche, le modifiche riguardano l’uso dei guanti e la disinfezione delle mani prima di toccare la merce. Le misure attualmente previste sono sostituite nel caso di vendita di abbigliamento o di acquisti di altri prodotti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dall’obbligo di mettere a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente oppure, in alternativa, dalla disinfezione delle mani, sempre obbligatoria, prima della manipolazione della merce.

Distanziamento fra persone in alberghi e campeggi, modifiche ai protocolli
Un’altra modifica contenuta nell’ordinanza riguarda il distanziamento interpersonale nelle strutture ricettive alberghiere e nelle strutture ricettive all’aria aperta. In Emilia-Romagna, si legge nel provvedimento, il distanziamento non si applica ai membri dello stesso gruppo familiare o di conviventi, né alle persone che richiedano di alloggiare nella medesima camera o nello stesso ambiente per il pernottamento, né alle persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggette al distanziamento interpersonale (questo ultimo aspetto afferisce alle responsabilità individuale). Nelle camere, salvo in caso di presenza di unico nucleo di persone che non siano tenute al distanziamento, deve essere garantito il distanziamento interpersonale di almeno un metro, con una distanza tra letti di 1,5 metri. Misura che non si applica agli appartenenti al medesimo nucleo familiare o soggetti che non siano tenuti al distanziamento interpersonale in base alle vigenti disposizioni (aspetto che afferisce alle responsabilità individuale).

giovedì 11 giugno 2020

Mastacchi: “Rilanciare offerta turistica nell’Appennino”


Da Cronaca Emilia Romagna

Il consigliere chiede in un’interrogazione “quali strategie abbia messo in campo la Regione per sostenere e innovare l’offerta e la domanda turistica”


Come sta andando la stagione turistica nella nostra regione in questa fase e in particolare in Appennino?”. 

Lo chiede Marco Mastacchi (lista Borgonzoni) in un’interrogazione alla Regione in cui sottolinea “l’esigenza di sviluppo di un’offerta turistica”, in particolare dopo questa “grave crisi economica nazionale”. 

Si stanno affacciando importanti nuovi mercati che modificheranno i tradizionali flussi turistici”, continua il consigliere che domanda “quali strategie abbia messo in campo la Regione per sostenere e innovare l’offerta e la domanda turistica”. In particolare, Mastacchi chiede quali siano i dati sulla prenotazioni turistiche nell’Appennino dei quali si è fatta menzione nei quotidiani locali. Il consigliere vuole sapere, infatti, “cosa si intenda fare per l’incoming dell’offerta turistica sostenibile e qualificata all season” per rilanciare le zone appenniniche.

domenica 24 maggio 2020

Da lunedì aprono centri sociali, circoli, parchi tematici e riprendono gli stage

Il presidente Bonaccini ha firmato l'ordinanza sui protocolli operativi per le attività che riprendono lunedì 25 maggio. Novità in ambito formativo: sempre da lunedì 25, tornano la parte pratica in presenza e gli stage. Poi una nuova, futura ordinanza fisserà date e linee guida per il riavvio di cinema, spettacoli dal vivo, discoteche, fiere, centri termali 


Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che adotta formalmente i protocolli di sicurezza per la ripresa delle attività già programmata per lunedì prossimo, 25 maggio: corsistica; centri sociali, circoli culturali e ricreativi; attività ricettive extralberghiere; parchi tematici e luna park.
Si tratta delle attività che l’ordinanza regionale dello scorso 17 maggio, sempre del presidente della Regione, aveva stabilito potessero ripartire dal 25 maggio, previa definizione dei protocolli approvati in questi giorni e condivisi con operatori, associazioni di categoria, sindacati e Comuni, oltre che con le organizzazioni del Terzo settore per quando riguarda la ripresa di centri sociali, culturali e ricreativi. L’obiettivo comune a tutti è fissare regole che salvaguardino la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, utenti, volontari. I protocolli già da ieri sono stati via via pubblicati sul sito della regione .

Formazione, da lunedì 25 maggio tornano stage e parte pratica

L’ordinanza di oggi contiene anche una novità importante in ambito formativo. Stabilisce infatti che, sempre da lunedì 25 maggio, i soggetti pubblici e privati che erogano attività di formazione abbiano la possibilità di realizzare in presenza la parte pratica prevista dal percorso formativo. E quindi di poter farla svolgere in laboratorio, con l’utilizzo di macchinari e/o attrezzature; in spazi attrezzati, con le necessarie strumentazioni, nonché in spazi aperti. Oltre agli stage in azienda che riguardino attività economiche che non siano sospese, a condizione che tali attività non siano altrimenti realizzabili a distanza.
Lo stage dovrà essere svolto nel rispetto delle indicazioni tecniche e operative definite nelle linee guida nazionali o nei protocolli regionali previsti per il settore e per lo specifico luogo di lavoro dove si realizzerà.
In ogni caso, l’organizzazione delle attività dovrà tener conto delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, così come fissate dal “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL.
Più in generale, lo svolgimento delle attività pratiche previste nei percorsi formativi dovrà rispettare le Linee guida regionali per la Formazione professionale, anch’esse allegate all’ordinanza del presidente Bonaccini. (Bologna Today)

Giusto per chiarezza, quante sono state e come sono usate le donazioni?

Il consigliere Tagliaferri (Fdi) chiede informazioni sui fondi raccolti dalla Regione e da altre realtà pubbliche

A quanto ammontano le donazioni dei cittadini per l’emergenza Coronavirus? Come sono state utilizzate dalla Regione Emilia-Romagna e dagli altri beneficiari? A chiedere di fare il punto sulla solidarietà antiCovid-19 è Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come per la raccolta delle donazioni a favore della Regione Emilia-Romagna sia stato aperto, presso il proprio tesoriere, un conto corrente dedicato a sostenere lo sforzo del personale sanitario impegnato in prima linea contro l’emergenza coronavirus e anche altri istituti quali ATS, ASST e IRCSS siano stati beneficiari di donazioni versate direttamente sui singoli conti correnti dedicati. Tali donazioni – spiega il consigliere – dovrebbero essere utilizzate per acquisti straordinari di materiali di consumo, quali mascherine, tute protettive, disinfettanti e strumentazioni necessarie alle strutture sanitarie, ai medici, agli infermieri e al personale per curare al meglio i malati e limitare le occasioni di contagio.
Da qui l’interrogazione per sapere dall’esecutivo regionale “quali e quante risorse derivanti dalle donazioni per il contrasto all’emergenza COVID-19 siano già state investite; quali materiali e strumentazioni siano stati acquistati, quali interventi infrastrutturali siano stati realizzati con le risorse raccolte sul conto corrente regionale, quale sia stata la loro destinazione (per struttura e per provincia) e quali programmi di acquisto e distribuzione di materiali e strumentazioni siano previsti per le prossime settimane con le risorse residue derivanti da donazioni liberali, per quali importi e con quale destinazione”.

(Luca Molinari)  

venerdì 22 maggio 2020

Sostenere l’agricoltura in collina non solo in montagna

Il consigliere Tagliaferri (Fdi) invita a non trascurare le aree agricole a bassa altura e a prevedere anche per queste aree un bando

La Regione si impegni a sostenere l’agricoltura non solo in montagna, ma anche in collina per evitare di lasciare scoperta una parte molto importante del territorio regionale. A chiederlo, in un’interrogazione, è Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come “dopo il bando per le aree montane finanziato per il 2020 con fondi europei per un ammontare di circa 14milioni, non si possa trascurare la collina, dato che le imprese agricole di questa fascia territoriale hanno bisogno di urgente iniezione di liquidità: si tratta dell’erogazione annuale di indennità a favore degli agricoltori calibrata sugli ettari di superficie agricola al fine di compensare i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti ai vincoli cui è soggetta la produzione agricola nelle zone collinari svantaggiate”.
Da qui l’atto ispettivo di Tagliaferri per sapere se l’esecutivo regionale “intenda intervenire per colmare la lacuna e chiarire perché la nuova zonizzazione abbia questi ritardi; se intenda sollecitare il governo a provvedere il prima possibile alla nuova classificazione del territorio regionale collinare considerato svantaggiato affinché non sia ulteriormente penalizzato e quanti fondi abbia intenzione di stanziare per le aziende delle aree collinari svantaggiate”.

(Luca Molinari)

mercoledì 20 maggio 2020

Coronavirus. Trasporto pubblico locale: rimborsi in arrivo per i pendolari

Corsini: "Una misura doverosa, che abbiamo sollecitato". Il provvedimento reso possibile dal Decreto Rilancio. Sarà la Regione stessa a fornire le indicazioni utili agli interessati
Bus autobus SetaRimborsi in arrivo per i pendolari dell’Emilia-Romagna che non hanno potuto usufruire dell’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico locale a causa del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.

Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Mobilità Andrea Corsini.

E’ una misura doverosa giustamente attesa da tanti cittadini e che come Regione abbiamo sollecitato  – sottolinea Corsini - non appena saranno definite le modalità operative, sarà  nostra cura fornire a tutti gli interessati le indicazioni utili per usufruire di tale opportunità”.

Il risarcimento dei costi dell’abbonamento è reso possibile dai fondi stanziati dal Governo con il dl Rilancio, che a breve sarà convertito in legge. Dopo questo passaggio, sarà possibile definire le procedure per accedere ai rimborsi. Per questo motivo, la Regione invita i cittadini a non recarsi anzitempo agli sportelli delle aziende di trasporto, rischiando inutili affollamenti.

Sollecitato da Dubbio 

lunedì 18 maggio 2020

La nuova legge urbanistica regionale penalizza comuni e operatori

Interrogazione del consigliere Marco Mastacchi: «Questa legge stravolge la pianificazione urbanistica comunale. Chiediamo la modifica, oltre alla proroga dei termini, al fine di renderla operativa in tempi di epidemia da covid che ha reso ancor più drammatica la situazione nel settore delle costruzioni»


E' in arrivo con il primo gennaio dell'anno prossimo una impattante riorganizzazione della pianificazione urbanistica generale: una nuova legge regionale indicherà le linee guida della materia cui tutti i comuni dovranno adeguarsi e di conseguenza tutti i piani regolatori oggi in vigore verranno superati e saranno quindi annullate tutte le previsioni di espansione urbanistica oggi pianificate. Ciò determinerà un impatto economico di rilievo.
Fino ad ora infatti le previsioni di ampliamento urbanistico sono state sottoposte al pagamento annuale dell'IMU, con un introito per le casse comunali a volte essenziale, in particolare nei piccoli comuni dove la perdita anche di una piccola percentuale di tassazione può mettere a repentaglio settori di programmazione. Inoltre, coloro che fino ad ora hanno pagato l'Imu su una previsione edificatoria che non è stato possibile concretizzare per le comprovate difficoltà economiche generali, si vedranno scippati di un diritto che hanno pagato profumatamente per anni.

Tutte le novità hanno impatti, ma questa pare danneggiare profondamente diversi soggetti.

Il tema è stato affrontato dal consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto), eletto nella lista 'Borgonzoni presidente rete civica progetto E-R', che in una interrogazione alla giunta regionale chiede sostanzialmente di considerare una moratoria di due anni per la zona collinare e montana e di salvaguardare i 'diritti acquisiti' di coloro che per anni hanno pagato l'Imu e che ora si trovano ad essere vittime dell'ente pubblico.

Nella nota di presentazione dell'interrogazione si legge:

Con la nuova legge urbanistica regionale (L.R. 21 dicembre 2017 n. 24, in vigore dal 1 gennaio 2018)”, si legge nell’interrogazione del consigliere Marco Mastacchi, “non si è realizzato un semplice aggiornamento ma un vero e proprio stravolgimento nella pianificazione urbanistica comunale”. Infatti, egli dice, nella legge 24, sono previsti tempi certi e brevi per i comuni affinché si dotino di un nuovo piano urbanistico - il PUG sostitutivo di PSC, RUE e PRG - e si adeguino alla nuova pianificazione urbanistica; poi, scaduti i termini senza che i comuni abbiano predisposto il nuovo piano, decadono tutte le previsioni in espansione dei precedenti piani.
In questo contesto di estrema difficoltà per gli effetti della pandemia COVID-19”, continua l'interrogazione, “chiediamo sia valutata l’opportunità di modificare la suddetta legge al fine di renderla operativa esclusivamente su aree densamente popolate mentre sulle restanti (zone collinari o montane), prevedere invece una normativa più calzante alla realtà e di attivare una moratoria di almeno due anni per la L.R. 24/2017 oltre a una proroga dei termini”.

Il consigliere del Gruppo Borgonzoni – Rete Civica chiede inoltre alla Giunta se siano state valutate le minori entrate sui bilanci comunali e previste norme compensative; in che misura l’impatto economico potrà avere ricadute negative per cittadini e imprese e la verifica della sostenibilità a livello giuridico della legge in quanto lesiva di diritti acquisiti.
L'interrogazione aggiunge alcuni dettagli: “La L.R. 20/2000 è stata abbandonata precocemente perché giudicata troppo complessa nonostante i notevoli esborsi finanziari sostenuti dai comuni per dotarsi nel frattempo di un PSC, un RUE e in alcuni casi anche il POC; tale radicale cambiamento si è inserito in un periodo di profonda crisi economica e sociale ed è stato accentuato da svariate difficoltà procedurali e tecnologiche che gli Enti hanno comunque dovuto affrontare; inoltre, il nuovo orientamento urbanistico oltre a creare disorientamento tra gli operatori risulta esser maggiormente calzante per risolvere dinamiche e problematiche delle realtà urbane più densamente popolate e comunque più articolate e complesse, se non addirittura esclusivamente di realtà metropolitane; infine, sottolinea che il nuovo impianto normativo non rispecchia la realtà italiana in cui la proprietà è fortemente “parcellizzata” e gli immobili appartengono ai singoli proprietari e difficilmente raggiungerà l’obiettivo auspicato della “rigenerazione urbana”.
Nell’interrogazione sono menzionati alcuni esempi di Regioni “virtuose” come Lombardia e Piemonte, che hanno avuto un approccio molto più pragmatico in tema di consumo del suolo senza stravolgere le proprie discipline di governo del territorio. Per funzionare efficacemente, la “rigenerazione urbana” auspicata richiederebbe – si legge sempre nel testo - importanti modifiche alle norme sull’edilizia, che tuttavia solo il Legislatore nazionale può operare; l’attuale emergenza epidemiologica dovuta al diffondersi del virus COVID 19 ha reso ancor più drammatica la situazione nel settore delle costruzioni e l’esigenza di un rilancio dell’edilizia non può ora trovare freni a livello regionale o locale dovuti alla realizzazione dell’ennesima normativa di settore; non ultimo, l’azzeramento delle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti avrà il solo effetto di far crollare ancor più repentinamente e drammaticamente i valori immobiliari, ipotecari e collaterali.

sabato 25 aprile 2020

Bonaccini a Marzabotto, dovere ricordare

'Emergenza Coronavirus cambia forma, ma non sostanza dei valori'

"Essere a Marzabotto il 25 aprile è un dovere morale e civile, un luogo simbolo della nostra regione che ha pagato uno dei prezzi più alti per la Liberazione. Vengo qui ogni anno da quando sono ragazzino, perché abbiamo il dovere di ricordare, in un epoca in cui i revisionismi vogliono negare ciò che è un dovere celebrare". Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che, a Marzabotto, davanti al sacrario della più grande strage nazifascista della seconda guerra mondiale, ha celebrato il 25 aprile. "In un paese democratico - ha detto Bonaccini - qualsiasi opinione si abbia, dovremmo essere accomunati dai valori di libertà, democrazia e pace. L'emergenza Cronavirus incide nella forma di questa celebrazione, ma non nella sostanza, basata sui valori inestimabili di giustizia, pace e democrazia".

Villa Teresa arriva in Regione

La questione Villa Teresa approda in Regione. 
Autore dell'azione il neo consigliere regionale Marco Mastacchi che, in un quesito presentato alla giunta della Regione, chiede chiarimenti, in particolare su come vengono conteggiati i decessi avvenuti in case per anziani ( in sostanza, se immessi negli elenchi del comune dove è avvenuto il decesso o in quello di residenza del deceduto). La razio sta nel fatto che, se il decesso viene aggiunto al numero dei morti del comune di provenienza, esso sfugge a quello degli ospiti in case per anziani. Ciò potrebbe far sì che un eventuale 'focolaio covid' potrebbe non risultare nella sua pienezza e quindi non allertare e avviare gli interventi utili al contenimento della pandemia).

Scrive infatti Mastacchi nel quesito:

Vista la grave situazione a Villa Teresa di Sasso Marconi, si chiede come vengano contabilizzati i decessi, visto che il numero reale dei defunti è molto superiore a quello dichiarato.
Considerando la situazione generale si chiede inoltre se non sia il caso di classificare Villa Teresa come focolaio e gestirla come tale, facendo i tamponi a tutti i rimanenti ospiti e ai dipendenti. Procedendo inoltre ad una sanificazione totale della struttura, con relativa separazione degli spazi utilizzati fra zone a disposizione dei pazienti positivi e zone per quelli non positivi.

Mastecchi attende la risposta per lunedì prossimo.

martedì 31 marzo 2020

Report Coronavirus 31 marzo

Si comincia a sperare nell'inversione di tendenza. I dati di oggi sono incoraggianti, pochi gli incrementi nei contagiati rispetto ai giorni scorsi e pochi i decessi: 8 a Bologna, 2 in provincia. 







Cara Regione sei in colpevole ritardo

di Erika Seta

Consigliere Città Metropolitana di Bologna
Coordinatore Regionale Azzurro Donna Forza Italia


La Regione Emilia Romagna, stamattina, martedì 31 marzo, annuncia con toni trionfalistici l’arrivo di test sierologici da fare per la maggior parte a tutti gli operatori socio sanitari e ai pazienti perché la loro sicurezza è una priorità.
Stanno scherzando o sono seri!?
Lode all’arrivo dei test per tutti, ma forte critica per quella che doveva essere una priorità già due mesi fa, quando si sono avute le prime avvisaglie. Non dopo che abbiamo letto di medici ed infermieri contagiati per insufficienza di DPI, che probabilmente sono stati anche involontari diffusori del virus.
Diciamo la verità. La Regione Emilia Romagna si è dimostrata fortemente impreparata e arriva con un imperdonabile ritardo di due mesi.
Fa bene a ringraziare medici e infermieri, perché se il sistema è andato avanti è solo grazie al loro aver operato a proprio rischio. La politica ha costruito un baraccone per le prese in carico che moltissimi malati hanno denunciato non funzionante.
I toni trionfalistici sono un insulto prima al personale medico, inclusi medici di base, poi ai cittadini.

lunedì 30 marzo 2020

Mastacchi, uomo dell'Appennino, parla del suo nuovo ruolo amministrativo

Il neo consigliere regionale Marco Mastacchi ( nella foto) non abdica agli impegni verso le comunità appenniniche in cui è cresciuto come uomo politico e amministratore apprezzato e intendente onorare i ruoli nei quali gli elettori lo hanno voluto, fra cui quello di 'capitano' dell'opposizione in Consiglio comunale di Sasso Marconi per la lista civica Dimmi.

In un comunicato su facebook tranquillizza i suoi estimatori e scrive:

Da una posizione diversa confermo il mio impegno e aiuto per i territori per i quali ho lavorato negli anni scorsi, sia come Sindaco, sia come Presidente del Distretto Socio-Sanitario, con lo stesso modo che ho sempre utilizzato, vicino alle persone e non per sostenere posizioni politiche preconcette.
A Sasso Marconi, se non emergeranno incompatibilità che ad oggi non mi risultano, continuerò a guidare il nostro gruppo di opposizione e a portare avanti le iniziative che abbiamo in programma.


Mastacchi, che è subentrato a Lucia Borgonzoni dimessasi da consigliere regionale per incompatibilità con il suo ruolo di senatrice in cui lo stesso Salvini l'ha preferita, ha indicato alcuni temi che egli ritiene importantissimi per l'economia dell'Appennino e sui quali incentrerà la sua attività fin dall'inizio: la soluzione della frana di Pian di Setta, l'uscita dall'emergenza Covid 19 e il successivo rilancio dell'economia locale, il miglioramento della viabilità locale per metterla al passo delle moderne esigenze.

Avrei voluto festeggiare questo momento, ha scritto, con tutti voi che mi avete sostenuto in questa bella sfida. Purtroppo la situazione che stiamo vivendo non lo consente.
Per ora ringrazio nuovamente tutti e vi prometto che festeggeremo non appena sarà possibile, così lo faremo non solo per il mio insediamento, ma anche per la fine di questa emergenza, motivo molto più importante!

Mastacchi termina la sua comunicazione con una esortazione :

Vi chiedo di essere “bravi” e di fare tutto quanto possibile per arrestare l’avanzamento di questo virus seguendo quanto consigliato e ordinato dalle istituzioni.

Sospesa la caccia di selezione in regione

Può continuare l'attività di recupero degli animali selvatici

Sospese in Emilia-Romagna la caccia di selezione, metodo di controllo della fauna selvatica per conservare e rendere equilibrati il numero dei capi in una data area, e le operazioni di censimento degli animali. Sono misure di contenimento per far fronte all'emergenza Coronavirus, che la Regione ha diffuso con una circolare dell'assessorato all'Agricoltura, dove si chiariscono gli effetti dei decreti ministeriali sulle attività faunistico venatorie e le misure a cui attenersi. Per la caccia di selezione, sospesa perché non rientra tra le attività che giustifichino spostamenti, così come i censimenti, la Regione provvederà a definire le densità faunistiche in base ai dati storici. Può continuare l'attività dei centri recupero animali selvatici e quello delle carcasse per ragioni di salute pubblica così come i Piani di controllo della fauna selvatica, sotto la diretta responsabilità della Polizia provinciale. (ANSA)

giovedì 26 marzo 2020

Neve in Appennino, allerta gialla in regione

Pioggia mista a neve anche in pianura, ad esclusione di quella orientale

Prosegue anche oggi l'ondata di maltempo in Emilia-Romagna: previste precipitazioni nevose su tutta la fascia appenninica, mentre in pianura, ad esclusione di quella orientale, ci saranno episodi di pioggia mista a neve. Arpae e Protezione civile hanno emesso una nuova allerta gialla fino alla mezzanotte di domani, 27 marzo, per neve ma anche per vento e mare mosso.
Le precipitazioni riguarderanno tutto il territorio ma in particolare l'allerta per quelle nevose riguarda l'Appennino dove cadranno fino a 40 centimetri di neve sulle zone di crinale e fino a 20 centimetri nella fascia pedemontana. Qualche fiocco di neve sporadico anche sui centri urbani lungo la via Emilia. La neve cadrà diffusa nella mattinata ma dal pomeriggio interesserà solo la fascia montuosa e di alta collina. A Frassinoro, nel Modenese, sono già caduti 10 centimetri di neve e sono in azione gli spartineve. Venti costanti anche domani, soprattutto in Appennino.

mercoledì 1 gennaio 2020

Voto a domicilio: l’elettore che non può allontanarsi da casa può richiedere il servizio dal 17 dicembre al 6 gennaio

La domanda, corredata da un certificato medico, va inviata al Comune. Voto negli ospedali e l’accompagnamento disabili


A partire da martedì 17 dicembre 2019 e fino a lunedì 6 gennaio, è possibile richiedere il voto a domicilio. Gli elettori affetti da gravi infermità, tali che l'allontanamento dall'abitazione in cui dimorano risulti impossibile (in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali), possono far pervenire al sindaco del proprio Comune di iscrizione elettorale una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano.
La dichiarazione attestante questa volontà deve pervenire al Comune nel periodo compreso tra martedì 17 dicembre e lunedì 6 gennaio 2020.
La domanda di ammissione al voto domiciliare deve indicare l’indirizzo dell’abitazione in cui l’elettore dimora, un recapito telefonico, e deve essere corredata di copia della tessera elettorale e di idonea certificazione sanitaria rilasciata da un funzionario medico designato dagli organi dell’azienda sanitaria locale.
Le disposizioni sul voto domiciliare si applicano nel caso in cui i richiedenti dimorino nell’ambito del territorio della regione.

Sezioni ospedaliere
Negli ospedali e negli istituti e case di cura con almeno 200 posti letto è istituita una sezione elettorale per ogni 500 posti letto o frazioni di 500. Possono esercitare il loro voto nella sezione ospedaliera, se ne hanno fatto tempestiva richiesta al comune, oltre agli elettori ricoverati, anche gli elettori facenti parte del personale di assistenza dell’istituto di cura.

Seggi volanti e  seggi speciali
 Per i degenti negli ospedali e negli altri luoghi di cura aventi meno di 100 posti letto e per la raccolta del voto a domicilio vengono costituiti seggi “volanti”.)
Nelle sezioni elettorali nella cui circoscrizione ci sono luoghi di cura (ospedali o altri istituti o case di cura) con almeno 100 e fino a 199 posti letto; nelle sezioni elettorali nella cui circoscrizione ci siano luoghi di detenzione e di custodia preventiva; presso le sezioni ospedaliere nelle quali sono ricoverati elettori che, a giudizio della direzione sanitaria, non siano in condizioni di recarsi alle cabine per esprimere il voto vengono costituiti seggi speciali.
Voto accompagnato
Elettori portatori di disabilità, fisicamente impediti nell’espressione autonoma del voto, possono votare con l’assistenza di un accompagnatore. Questi elettori possono recarsi in cabina con l’assistenza di un familiare o un’altra persona liberamente scelta, purché l’accompagnatore sia iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune della Repubblica.
Sono da considerarsi i ciechi, gli amputati delle mani; gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità; i portatori di handicap di natura psichica, quando la loro condizione comporti altresì una menomazione fisica in grado di incidere sulla capacità di esprimere materialmente il voto.
Sulla tessera elettorale dell’accompagnatore, all’interno di uno degli spazi per la certificazione del voto, il presidente del seggio deve fare apposita annotazione dell’avvenuto assolvimento di tale funzione. Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un disabile.


martedì 5 novembre 2019

Bando regionale per l’abbattimento l’Irap

Dubbio segnal

La Regione ha deciso di abbattere l'Irap per aziende, commercianti, artigiani, professionistilavoratori autonomi delle aree montane, per sostenere chi fa impresa o esercita una attività nell’Appennino emiliano-romagnolo. Sono circa 12mila i soggetti interessati, in 100 Comuni. Una misura operativa da subito e strutturale, grazie allo stanziamento di 36 milioni di euro per il triennio 2019-2021.
La legge nazionale non consente alla Regione di ridurre direttamente le aliquote dell'imposta, che quindi verrà rimborsata tramite il meccanismo del credito d’imposta e un bando, aperto dal 30 settembre e fino al 2 dicembre, attraverso il quale richiedere i contributi regionali.

Ecco cosa prevede il provvedimento della Regione:
  • fino a 1.000 € di Irap, rimborso pari al 100% del valore dell’imposta lorda dovuta nel 2017
  • oltre i 1.000 € e fino a 5mila, rimborso pari al 50% del valore dell’imposta lorda dovuta nel 2017
  • per le nuove imprese, insediate a partire dal 1^ gennaio 2018, esenzione totale fino ad un massimo di 3.000 € l'anno di imposta dovuta, per tre anni.
Il contributo riguarda i tre anni di competenza Irap 2019, 2020 e 2021. E' assegnato tramite il meccanismo del credito d’imposta, in accordo con l’Agenzia delle Entrate.

venerdì 1 novembre 2019

Risoluzione Pd-Si-Lega in Aula: Prevedere copertura per cellulari anche nelle aree montane

 

Dubbio segnala:





Garantire il buon funzionamento della telefonia mobile, specie nelle aree montane. A chiederlo, in Aula, è la consigliera del Partito democratico Katia Tarasconi, con una risoluzione firmata anche dagli altri dem Gian Luigi Molinari, Marcella Zappaterra, Alessandro Cardinali, Enrico Campedelli, Manuela Rontini, Barbara Lori, Roberto Poli, Antonio Mumolo, Luciana Serri, Stefano Caliandro, Mirco Bagnari, Lia Montalti, Giuseppe Boschini, Ottavia Soncini, dagli esponenti di Sinistra italiana Igor Taruffi e Yuri Torri, ma che ha ottenuto la firma anche dei consiglieri della Lega Matteo Rancan e Gabriele Delmonte. Il documento ha ottenuto il sì del Pd, Sinistra italiana, gruppo Misto e Lega. Astenuto, invece, Michele Facci di Fratelli d’Italia.
Proprio Facci ha mostrato delle perplessità, perché se “condivido la premessa, cioè quella di aiutare i territori disagiati, spesso non pensiamo alla sperequazione nella gestione delle nostre risorse”. Rancan, invece, ha spiegato che “è una risoluzione che condividiamo nel merito, sappiamo che c’è un problema di ricezione e dobbiamo portare a casa un risultato per il nostro territorio”. Gian Luigi Molinari ha sottolineato che “il traffico dati ormai è fondamentale per tutti, anche per i professionisti, e quindi serve un servizio dignitoso. La Regione su questo sta facendo prima di tutte le altre un tentativo di parziale copertura dopo aver raccolto le esigenze dei comuni, però se il problema non viene colto dalle compagnie, il problema si allarga a macchia d’olio”. Secondo Igor Taruffi (Si) “il servizio universale lo possiamo assicurare solo attraverso investimenti pubblici, dunque credo serva una riflessione perché il rischio è che chi spera nella liberalizzazione dei servizi pubblici, poi trova brutte sorprese”.
(Margherita Giacchi)


giovedì 31 ottobre 2019

Ambiente. Proroga al 30 giugno 2020 per registrazione impianti termici su Criter, ok in Aula

Luca Sabattini (Pd) ha elogiato l’impegno della Regione nel settore. Critiche le opposizioni con Michele Facci (Fdi) che ha definito “insufficiente” lo slittamento di sei mesi per la regolamentazione

Dubbio segnala


Via libera in Assemblea al “Parere di conformità sul controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari“.

Luca Sabattini del Partito democratico ha lodato l’impegno della Regione per prevenire eventuali rischi connessi a una cattiva gestione dell’impiantistica che, a volte, “può rappresentare un pericolo per la sicurezza dei cittadini”. Il consigliere ha poi ricordato le modifiche attuate dal documento: “È previsto l’obbligo della registrazione da parte del manutentore degli impianti termici al catasto Criter, la cui scadenza dal 31 dicembre 2019 è prorogata al 30 giugno 2020. Si può comunque proseguire alla regolarizzazione anche nei successivi 180 giorni, entro il 31 dicembre 2020. Al momento sono circa 3.000 le aziende per la manutenzione registrate sulla piattaforma e, in generale, il 60% degli impianti è già stata inserito nel portale”.

Protagonista del dibattito in Aula Fratelli d’Italia con Michele Facci che ha definito “insufficiente” il termine dei sei mesi per la regolamentazione: “Occorre essere realisti e faccio fatica a pensare che la proroga al 30 giugno 2020 basterà per poter mettere ordine a questa vicenda. Apprezzo però lo sforzo di non penalizzare il settore e di non introdurre obblighi”.
(Nicoletta Pettinari)