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giovedì 16 luglio 2026

Turismo, arriva la Banca dati nazionale per agenzie di viaggio e tour operator: stretta contro l'abusivismo


Help Consumatori informa:


Il Ministero del Turismo compie un nuovo passo nella lotta all'abusivismo nel settore del turismo organizzato. È stata infatti presentata la demo operativa della BDAV, la nuova Banca dati delle agenzie di viaggio e dei tour operator, una piattaforma destinata a raccogliere tutte le imprese autorizzate e a rendere più semplice per i cittadini verificare l'affidabilità degli operatori.

Il sistema prevede l'assegnazione di un codice identificativo nazionale a ogni agenzia regolarmente autorizzata. Il codice dovrà essere obbligatoriamente riportato in tutte le attività di comunicazione, pubblicità e promozione, comprese le pagine web e i canali social, consentendo ai viaggiatori di verificare rapidamente la regolarità dell'operatore prima di acquistare un pacchetto turistico.

Una risposta al fenomeno dell'abusivismo

L'iniziativa è stata accolta con favore dalle principali associazioni di categoria. Per Fiavet Confcommercio rappresenta «un traguardo fondamentale», frutto di una misura sostenuta da tempo a livello istituzionale.

Secondo l'associazione, in Italia opererebbero circa 38.000 attività abusive o non autorizzate nel comparto dei viaggi organizzati, a fronte di circa 7.100 agenzie regolarmente abilitate. Una situazione che, oltre a generare concorrenza sleale ed evasione fiscale, penalizza le imprese che rispettano le regole.

Maggiori tutele per i viaggiatori

La nuova banca dati punta anche a rafforzare la tutela dei consumatori. Affidarsi a operatori abusivi può infatti comportare l'assenza di coperture assicurative, la mancanza di assistenza in caso di emergenze e il rischio di ricevere servizi molto diversi da quelli promessi.

Grazie al codice identificativo nazionale, i turisti potranno verificare in modo semplice e immediato se l'agenzia o il tour operator scelto è regolarmente autorizzato, aumentando così la trasparenza del mercato e la sicurezza nell'acquisto dei servizi turistici.

Ora la sfida è l'attuazione

Per il pieno funzionamento della piattaforma sarà necessario integrare la BDAV con le banche dati del Ministero del Turismo, delle Camere di Commercio, dei Comuni e delle Regioni, così da rendere i controlli più efficaci e costanti.

Anche Assoviaggi Confesercenti giudica positivamente l'avvio della banca dati, ricordando che il fenomeno dell'abusivismo inciderebbe tra l'11% e il 15% dell'intero mercato.

«La fase applicativa sarà decisiva – sottolinea il presidente Gianni Rebecchi –. Occorre garantire che l'obbligo di esporre il codice identificativo venga rispettato anche sui siti internet e sui social network, dove oggi passa una parte significativa della vendita dei viaggi. Allo stesso tempo è fondamentale il pieno allineamento tra la nuova banca dati e gli archivi regionali, camerali e comunali, affinché i controlli possano diventare realmente sistematici».

La BDAV si candida così a diventare uno strumento di riferimento sia per le imprese regolari, che potranno distinguersi dagli operatori abusivi, sia per i consumatori, che avranno a disposizione un sistema semplice e affidabile per organizzare viaggi e vacanze con maggiore sicurezza e consapevolezza.

Inviato Da Dubbio

 

Inviato da Dubbio)

martedì 23 giugno 2026

A Monzuno un punto di ristoro strategico tra la Via degli Dei e il Bom Art Trail


di Martina Mari

 

Una nuova oasi di ristoro per escursionisti e cittadini è stata inaugurata ufficialmente in coincidenza con il solstizio d'estate. La nuova fontana sorge in località Le Croci, un punto d’intersezione strategico e di grande passaggio per il turismo lento dell'Appennino bolognese, trovandosi contemporaneamente sul tracciato della celebre Via degli Dei e del Bom Art Trail.

 

L’intervento è il frutto di una sinergia tra pubblico e privato, reso possibile grazie al contributo della ditta Faldini Sauro e all'impegno diretto del Comune di Monzuno.

 

L'installazione si inserisce in un piano più ampio di valorizzazione del territorio e di potenziamento dei servizi destinati all'outdoor, come sottolineato dal Sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini"In questi anni abbiamo installato alcune fontane per offrire punti ristoro per tutti quelli che amano e vogliono visitare il nostro territorio, siano essi turisti o semplici cittadini. Ringrazio sentitamente la ditta Faldini Sauro che ha fornito la fontana, gli operai comunali per il pronto lavoro di installazione e l'associazione 'Viva il Verde' che gestisce con dedizione il Bom Art Trail".

 

Soddisfazione espressa anche da Daniele Maestrami, Presidente dell'associazione "Viva il Verde", che ha dichiarato: "Sono davvero contento per questa nuova fontana lungo il sentiero. Questo punto idrico si aggiunge alle altre fontane già presenti sul percorso, garantendo un fondamentale refrigerio a chiunque si trovi a camminare lungo i nostri sentieri, specialmente con l'arrivo della stagione estiva".

 

Con questo nuovo tassello, il Comune di Monzuno e le realtà locali confermano l'attenzione verso un turismo sostenibile, accogliente e attento alle esigenze di camminatori e appassionati di natura.

domenica 21 giugno 2026

Sanità Bologna, Evangelisti (FdI): “Servono più posti auto per i dipendenti della Casa della Comunità di Casalecchio”

 La consigliera regionale presenta un’interrogazione e rilancia le preoccupazioni dei lavoratori per la riorganizzazione della sosta prevista dal Comune.



Garantire un numero adeguato di posti auto ai dipendenti della Casa della Comunità di Casalecchio di Reno, nel territorio della Città metropolitana di Bologna. È quanto chiede la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti, con un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale.

Nel documento, Evangelisti richiama le segnalazioni ricevute dal personale sanitario e dalle organizzazioni sindacali. «Secondo quanto mi è stato riferito – spiega la consigliera – il 15 giugno scorso si è svolta un’assemblea tra i dipendenti della Casa della Comunità di Casalecchio di Reno e le organizzazioni sindacali CISL FP e SAS AUSL Bologna, dedicata alla riorganizzazione della sosta nell’area adiacente alla struttura sanitaria, promossa dall’amministrazione comunale».

Al centro delle preoccupazioni vi sarebbe l’ipotesi di trasformare gli attuali parcheggi gratuiti in parcheggi a pagamento, senza una distinzione tra utenti e personale dipendente della struttura. «L’ipotesi attualmente al vaglio – sottolinea Evangelisti – prevederebbe 144 posti a pagamento e soltanto 15 posti gratuiti».

Da qui la richiesta alla Regione di chiarire se l’eventuale introduzione della sosta a pagamento possa avere ripercussioni negative sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni dei dipendenti della Casa della Comunità.

Attraverso l’atto ispettivo, la consigliera di Fratelli d’Italia domanda inoltre quali interlocuzioni siano già state avviate tra la Regione Emilia-Romagna, l’Azienda USL di Bologna e il Comune di Casalecchio di Reno in merito alla regolamentazione dei parcheggi nell’area della struttura sanitaria, con l’obiettivo di garantire soluzioni adeguate sia per il personale sia per l’utenza.

 (Luca Molinari)

lunedì 15 giugno 2026

Vergato, Evangelisti (FdI): “Garantire un accesso adeguato alla Casa della Comunità per persone fragili”

 La consigliera regionale chiede alla Regione di coinvolgere l’Ausl per risolvere le criticità segnalate dai cittadini


Garantire un accesso pienamente fruibile alla Casa della Comunità di Vergato, nel territorio della Città metropolitana di Bologna, in particolare per le persone anziane, fragili o con difficoltà motorie. È quanto chiede, con un’interrogazione, la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti.

La consigliera riferisce di aver ricevuto diverse segnalazioni da cittadini che evidenziano problemi di accessibilità alla struttura sanitaria. In particolare, secondo quanto riportato, la Casa della Comunità sarebbe raggiungibile dall’ingresso principale dell’ospedale attraverso il corridoio collegato all’ascensore numero 3. Tuttavia, la porta di accesso a tale corridoio risulterebbe attualmente chiusa, impedendo di fatto il collegamento interno verso la struttura.

Da qui la richiesta alla Regione di attivarsi nei confronti dell’Ausl competente affinché venga ripristinato e garantito un percorso interno adeguato e facilmente accessibile alla Casa della Comunità di Vergato, evitando ai cittadini l’utilizzo di percorsi esterni ritenuti disagevoli.

Nell’atto ispettivo, Evangelisti chiede inoltre quali iniziative si intendano adottare per assicurare l’accessibilità ai servizi sanitari da parte delle persone anziane, fragili o con difficoltà motorie, anche alla luce della carenza di parcheggi nell’area esterna di accesso alla struttura.

(Luca Molinari)

martedì 9 giugno 2026

Autonomia e inclusione: otto persone accolte nelle nuove abitazioni sostenute dal PNRR

 A Casalecchio di Reno due appartamenti accolgono otto persone con disabilità in percorsi di vita indipendente




L’Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia ha aderito al progetto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicato al sostegno dell’autonomia delle persone con disabilità, ottenendo un finanziamento complessivo di 595.833,32 euro.

Nell’ambito dell’iniziativa sono stati individuati due appartamenti nel Comune di Casalecchio di Reno, destinati all’accoglienza abitativa in coabitazione di cittadini coinvolti in percorsi di autonomia. Le risorse del PNRR hanno consentito di adeguare gli alloggi e di attivare interventi di supporto all’abitare e all’inserimento lavorativo delle persone coinvolte, in conformità alle disposizioni ministeriali.

Il progetto è stato realizzato dall’Unione in collaborazione con ACER Casa, che ha messo a disposizione gli appartamenti su mandato del Comune di Casalecchio di Reno e ne ha curato gli interventi di adeguamento. Fondamentale anche il contributo di ASC InSieme che, in integrazione con l’Azienda USL di Bologna – Distretto Reno, Lavino e Samoggia (in particolare attraverso l’Unità Attività Socio-Sanitaria, gli Infermieri di Famiglia e Comunità e il Centro di Salute Mentale) e con la Cooperativa Solco Libertas, ha definito e attivato i percorsi di sostegno personalizzati per ciascuna persona coinvolta.

Di particolare rilievo si è rivelata inoltre la collaborazione con le associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari, che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa.

Oggi i due appartamenti sono pienamente operativi e ospitano complessivamente otto persone. Sabato 6 giugno autorità, operatori, amici e familiari hanno partecipato alla festa di inaugurazione organizzata dagli stessi residenti, che hanno scelto queste abitazioni come nuova casa e luogo di costruzione del proprio progetto di vita.

«È stato un bellissimo momento di incontro e conoscenza reciproca – commenta Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi e assessore delegato al Welfare dell’Unione – che ha sancito il raggiungimento dell’obiettivo principale che ci eravamo posti: sostenere l’autodeterminazione e la maggiore autonomia possibile delle persone coinvolte, ampliando concretamente le loro opportunità di scelta. Ora è necessario consolidare e sviluppare quanto avviato, rafforzando ulteriormente la rete dei servizi che l’Unione mette a disposizione dei cittadini dei Comuni aderenti. Per questo gli operatori dei servizi sociosanitari, in collaborazione con le associazioni, stanno proseguendo il lavoro di coinvolgimento di altre persone interessate».

Nell’ambito dello stesso progetto, e con analoghe modalità operative, è stata inoltre potenziata l’accoglienza in un ulteriore appartamento situato nel Comune di Sasso Marconi, con l’obiettivo di sostenere percorsi abitativi rivolti a persone che mantengono rapporti significativi con la comunità locale.

lunedì 8 giugno 2026

Comunità Energetiche Rinnovabili, a Vergato un incontro aperto per condividere energia e idee

 



Un’occasione per conoscere da vicino le opportunità offerte dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e contribuire alla transizione energetica del territorio. 

Sabato prossimo,  13 giugno 2026, dalle 11.00 alle 12.00, presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese in Via Berlinguer 301 a Vergato, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Comunità Energetiche Rinnovabili: condividiamo energie e idee!”. Al termine dell’iniziativa è previsto un momento conviviale con rinfresco.

L’evento, promosso nell’ambito del progetto ENCOM HUB – Energy Community Hub, nasce con l’obiettivo di informare cittadini, imprese e associazioni sui vantaggi delle CER e sulle modalità di partecipazione a questi nuovi modelli di produzione e condivisione dell’energia da fonti rinnovabili.

Durante l’incontro verranno illustrati il funzionamento di una Comunità Energetica Rinnovabile e i processi che ne regolano l’attività sul territorio. Saranno inoltre approfonditi i diversi ruoli che possono essere assunti all’interno di una CER, dai produttori ai consumatori, fino alle figure che combinano entrambe le funzioni, contribuendo alla generazione e all’utilizzo di energia pulita.

Ampio spazio sarà dedicato anche al confronto con i partecipanti, per raccogliere idee, esigenze e proposte utili a individuare azioni prioritarie per la resilienza energetica delle comunità locali. Saranno infine presentati i passaggi necessari per aderire alla CER dell’Appennino bolognese, con la possibilità di effettuare una pre-iscrizione.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dai Comuni dell’Appennino Bolognese per promuovere uno sviluppo sostenibile, favorire l’autonomia energetica dei territori e rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini alla transizione ecologica.

sabato 6 giugno 2026

San Benedetto Val di Sambro: il Comune attiva il “Punto Utente Evoluto INPS”

 Più servizi, più prossimità, più comunità



di Martina Mari

 

Il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha sottoscritto con l’INPS una convenzione che consentirà l’attivazione, presso gli uffici comunali, del Punto Utente Evoluto INPS (PUE): uno sportello telematico innovativo che permetterà ai cittadini di entrare in contatto diretto con i funzionari dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale tramite incontri on-line, ricevendo assistenza qualificata su pratiche, prestazioni e servizi previdenziali e assistenziali.

"Si tratta di una scelta importante – dichiara il Sindaco Alessandro Santoni – che nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale di rafforzare la prossimità dei servizi pubblici, soprattutto in un territorio come il nostro, caratterizzato da una conformazione montana e da una popolazione che può incontrare difficoltà a spostarsi verso la città o nell’accesso esclusivo ai canali digitali".

Il Punto Utente Evoluto rappresenta un ponte concreto tra cittadino e istituzioni, un modello di cooperazione tra enti pubblici che punta a semplificare l’accesso ai servizi, ridurre gli spostamenti verso sedi distanti e accompagnare le persone nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Presso il PUE, infatti, l’utente sarà supportato da un operatore comunale appositamente formato, che lo assisterà nella prenotazione e nella fase di collegamento con il funzionario INPS, garantendo al contempo il rispetto delle normative sulla tutela dei dati personali e sulla sicurezza delle informazioni.

"L’adesione a questa convenzione – prosegue il Sindaco – non era un obbligo per il Comune, ma una possibilità. Una possibilità che abbiamo scelto di cogliere con convinzione, perché crediamo che il ruolo di un’amministrazione locale non sia limitarsi ai compiti minimi previsti dalla legge, ma saper intercettare opportunità utili per migliorare concretamente la vita quotidiana dei cittadini".

Un aspetto centrale dell’iniziativa è rappresentato dal coinvolgimento diretto del personale comunale, che ha dimostrato grande senso di responsabilità e spirito di servizio. L’attivazione del Punto Utente Evoluto comporta infatti un impegno aggiuntivo in termini organizzativi, formativi e operativi: dalla predisposizione delle postazioni alla gestione degli appuntamenti, fino all’assistenza durante i collegamenti telematici.

"Desidero ringraziare in modo particolare i dipendenti comunali – sottolinea Santoni – che hanno dato la loro disponibilità ad aderire a un percorso che richiede competenze, attenzione e responsabilità. Non era scontato, né dovuto. È una dimostrazione concreta di quanto il valore umano e professionale di chi lavora nel nostro Comune rappresenti una risorsa fondamentale per tutta la comunità".

L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di innovazione della pubblica amministrazione, in linea con i principi di efficienza, trasparenza e semplificazione, ma sempre mantenendo al centro la persona. Digitalizzazione, in questo caso, non significa allontanamento, bensì accompagnamento: un modo per rendere la tecnologia uno strumento di inclusione e non di esclusione.

"Con il Punto Utente Evoluto INPS – conclude il Sindaco – San Benedetto Val di Sambro compie un ulteriore passo verso un’amministrazione più vicina, più accessibile e più giusta. Un Comune presente, anche quando non è obbligato, e che investe sul lavoro di squadra tra istituzioni e dipendenti pubblici per offrire servizi migliori ai propri cittadini".

Per fissare il proprio appuntamento con i consulenti INPS occorrerà recarsi di persona presso gli sportelli nei seguenti giorni ed orari: martedì e giovedì dalle ore 8:30 alle ore 12:30.

mercoledì 3 giugno 2026

I prodotti del Biodistretto dell'Appennino bolognese nelle scuole di Marzabotto

 Oltre 350 alunni delle scuole primarie coinvolti nel progetto realizzato con Sodexo per promuovere sana alimentazione e valorizzazione del territorio



di Martina Mari

 

Valorizzare le produzioni locali, educare le nuove generazioni al valore del cibo e rafforzare il legame tra comunità e territorio: sono questi gli obiettivi del progetto sviluppato da Sodexo Italia, realtà attiva nella ristorazione collettiva e nei servizi alle imprese e alle comunità, con attività in ambito scolastico, sanitario, aziendale e nei luoghi di svago, il Biodistretto dell’Appennino Bolognese, rete composta da 48 aziende agricole e oltre 100 tra soci, artigiani, associazioni, ambientalisti e amministratori locali, e il Comune di Marzabotto

 

Un’iniziativa pensata per portare i prodotti locali all’interno delle mense scolastiche attraverso delle giornate di menu a tema, trasformando il momento del pasto in un’esperienza educativa e sociale, per sostenere e valorizzare le realtà produttive del territorio

 

Il percorso, che ha preso avvio con la presentazione del progetto in un incontro aperto alla comunità scolastica e alle famiglie, si è concretizzato lungo l’anno scolastico 2025-2026 in un ciclo di appuntamenti mensili che hanno accompagnato oltre 350 alunni della scuola primaria alla scoperta dei prodotti dell’Appennino Bolognese.

 

Per ciascuna giornata è stata realizzata una selezione accurata delle materie prime, scegliendo prodotti che fossero tipici del territorio e che si prestassero all’inserimento in menu, preparati e ricettati in accordo alle linee guida per la ristorazione scolastica. Ogni incontro si è poi trasformato in un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere attivamente bambine e bambini attraverso il racconto diretto dei produttori del Biodistretto e la conoscenza dei loro prodotti, che hanno potuto sperimentare attraverso i sensi e gustare, crudi o cotti, nel loro piatto.

 

Realtà coinvolte e prodotti selezionati:

·         Mela rosa romana
Azienda Agricola Contini & Carboni (Riola di Vergato - Bo)

·         Verdure dell’orto
Podere Terra Viva (Valsamoggia - Bo)

·         Parmigiano con miele e composte
Caseificio sociale Fior di Latte (Gaggio Montano - Bo), Azienda Agricola La Casetta (Marzabotto – Bo), Azienda Apistica BeeBo (Zola Predosa - Bo)

·         Olio extravergine di oliva (servito con pane)
CopAPS – Cooperativa Agricola Sociale (Sasso Marconi - Bo)

·         Patate di Tolè
Azienda Carboni Lamberto (Savigno - Bo)

 

Un percorso pensato per creare un dialogo diretto tra produttori, scuola e istituzioni e sensibilizzare sul valore di una filiera di qualità e l’importanza compiere di scelte consapevoli, anche a tavola.

 

Il Comune di Marzabotto è orgoglioso di aver lanciato questo progetto pilota che mira a portare prodotti locali, sani e sostenibili nelle mense scolastiche – dichiara Luca Vignoli, Vicesindaco di Marzabotto – Tutto ciò è stato possibile grazie ad una forte collaborazione con il Biodistretto e Sodexo, che proseguirà nei prossimi anni andando ad integrare sempre più prodotti del territorio. Questa misura non solo aiuta gli agricoltori dell'Appennino, ma garantisce giustizia sociale andando a fornire cibo di qualità a tutti gli studenti della nostra scuola”.

 

Per alcune giornate, grazie alle insegnanti e alla direzione della scuola e grazie alla attenzione e disponibilità del personale tutto di Sodexo, abbiamo dato valore e origine con gli agricoltori dei loro prodotti, della fatica e della generosità di questa terra – continua Lucio Cavazzoni, Presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese -. Il Comune di Marzabotto è stato apripista ed avamposto di un legame, agricoltori - alimenti – studenti, fondamentale per ricostruire un senso a ciò che abbiamo vicino ed a ciò che ci nutre. Ed a ri-immaginare nuovi lavori importanti ed utili. Contiamo per l’anno prossimo di estendere questa esperienza e questa vicinanza: apporta salute e conoscenza!”

 

Sin da subito si è instaurato un dialogo molto positivo con le realtà del Biodistretto e in ogni incontro abbiamo vissuto il coinvolgimento attivo dell’amministrazione – aggiunge Maria Teresa Giacomello, Responsabile di Area per Sodexo Italia – “Questo dimostra non solo l’attenzione rivolta al servizio di refezione scolastica, ma riflette l’importanza del pasto a scuola come opportunità per valorizzare il legame con il territorio e promuovere scelte di consumo consapevoli”.

lunedì 1 giugno 2026

Sanità pubblica in crisi: servono fatti, non passerelle

 


di Loris Bonantini


La sanità, anche in Emilia-Romagna, non funziona come dovrebbe. Esistono certamente eccellenze professionali e strutture di grande valore, ma è difficile ignorare una realtà sempre più evidente: inaugurare nuove AFT  (Aggregazioni Funzionali Territoriali) o Case della Comunità senza il personale necessario rischia di trasformarsi in una semplice operazione di facciata.

Parlo con cognizione di causa. Ho dedicato dodici anni a questa battaglia, affrontando sacrifici personali, investendo risorse proprie e contando sul sostegno di tanti volontari che hanno condiviso questo percorso. In questi anni ho visto da vicino il problema delle liste d'attesa interminabili, la chiusura di reparti e di Pronto Soccorso che per il nostro Appennino rappresentavano un'autentica eccellenza.

La domanda è semplice: perché chi governa non vede tutto questo? Troppo spesso, anche chi indossa una fascia tricolore preferisce voltarsi dall'altra parte, evitando di intraprendere battaglie concrete in difesa dei cittadini e dei servizi essenziali.

La riforma dei CAU, secondo molti cittadini e operatori, ha finito per accompagnare la chiusura di alcuni Pronto Soccorso. Allo stesso modo, vi è il timore che le nuove AFT possano ridimensionare progressivamente il ruolo del medico di famiglia, una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali.

A tutto questo si aggiunge una delle emergenze più gravi: la carenza di personale sanitario. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e altre figure professionali lavorano spesso sotto una pressione crescente. Si continua a chiedere loro sacrifici straordinari, fino al punto che molti scelgono di lasciare il sistema pubblico per trasferirsi nel settore privato, dove trovano condizioni lavorative più sostenibili.

Di fronte a questa situazione, i cittadini hanno il diritto e il dovere di far sentire la propria voce. È necessario pretendere investimenti concreti nella sanità e nella scuola pubblica, due pilastri fondamentali di una società civile e democratica. Investire nelle persone che curano e nelle persone che educano significa investire nel futuro del Paese.

Quello a cui assistiamo troppo spesso è un silenzio che rischia di diventare complicità. È tempo che la politica e gli amministratori, sostenuti dalle risorse dei contribuenti, passino dalle parole ai fatti. I cittadini non hanno bisogno di annunci, inaugurazioni o slogan: hanno bisogno di servizi efficienti, personale adeguato e risposte concrete.

Perché sulla salute delle persone non possono bastare le promesse. Servono responsabilità, coraggio e scelte reali.

domenica 24 maggio 2026

L'Emilia-Romagna 'riapre' le scuole primarie dal 31 agosto

Attività extra per i bambini fino al 14 settembre, 'dal 2027 il progetto sarà stabile'



Da quest'anno in Emilia-Romagna la scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, "aprirà" in anticipo, proponendo delle attività extrascolastiche dal 31 agosto fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni.

Lo hanno annunciato il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora alla scuola, Isabella Conti, sottolineando che l'iniziativa chiude definitivamente il discorso sulla modifica del calendario scolastico. Un'ipotesi accantonata perché intervenire sui giorni di lezione obbligatori "avrebbe scontentato", dice Conti, "una parte sia di genitori sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione". Il progetto sperimentale, finanziato per il primo anno con 3 milioni di euro di risorse regionali, si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria.

L'obiettivo è coprire "il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici" spiega de Pascale. La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l'obiettivo di estendere la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l'investimento stimato è di circa 10 milioni di euro all'anno.

giovedì 21 maggio 2026

Caregiver familiari, Mastacchi chiede più tutele: “Servono buoni servizio e sostegni concreti”

 



Maggiori tutele economiche e riconoscimento formale per i caregiver familiari. È quanto chiede il consigliere regionale Marco Mastacchi di Rete Civica, che ha presentato un’interrogazione in Assemblea legislativa per sollecitare la Regione ad attivare nuove misure di sostegno a favore di chi assiste quotidianamente familiari anziani, disabili o non autosufficienti.

“Chi si prende cura ogni giorno di un familiare svolge un lavoro prezioso e invisibile, spesso a scapito della propria salute, della vita lavorativa e del benessere personale. La Regione deve fare di più per riconoscerlo e sostenerlo”, afferma Mastacchi.

Il consigliere richiama il quadro demografico dell’Regione Emilia-Romagna, caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un aumento delle situazioni di disabilità e non autosufficienza. Una condizione che comporta carichi di cura sempre più gravosi per le famiglie, aggravati dall’aumento dei costi dei servizi assistenziali.

Secondo Mastacchi, diverse Regioni italiane hanno già introdotto strumenti specifici finanziati attraverso il Programma FSE+ 2021–2027, sotto forma di “buoni servizio”: contributi flessibili e cumulabili con altri sostegni pubblici, utilizzabili per coprire parte delle spese relative all’assistenza domiciliare, ai servizi semiresidenziali, ai centri diurni o alla regolarizzazione del rapporto con assistenti familiari.

“Il modello emiliano-romagnolo di welfare integrato rappresenta un punto di forza su cui costruire, non un motivo per restare fermi – sottolinea Mastacchi –. I buoni servizio non sostituirebbero strumenti già esistenti, come l’assegno di cura o il Fondo per la non autosufficienza, ma li integrerebbero, raggiungendo anche quelle famiglie che oggi faticano ad accedere ai servizi o sostengono costi ormai insostenibili”.

L’interrogazione affronta anche il tema del riconoscimento formale del caregiver familiare come soggetto portatore di diritti. Il consigliere regionale chiede infatti alla Giunta di valutare interventi specifici orientati:

·         al sostegno economico diretto;

·         alla tutela del benessere psicofisico del caregiver;

·         alla conciliazione tra attività di cura, vita personale e lavoro.

Nel dettaglio, le richieste avanzate riguardano:

·         l’attivazione di buoni servizio finanziati attraverso i fondi FSE+ 2021–2027 (Priorità 3, Obiettivo specifico K);

·         il rafforzamento delle politiche regionali per il riconoscimento del caregiver familiare;

·         l’introduzione di strumenti dedicati al supporto psicologico e alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

“Non possiamo continuare a considerare i caregiver familiari una risorsa scontata del sistema – conclude Mastacchi –. Sono persone che spesso sacrificano tutto per assistere i propri cari e meritano tutele concrete. L’Emilia-Romagna ha gli strumenti e le risorse per intervenire: è il momento di agire”.

lunedì 11 maggio 2026

Vergato attiva un Punto di Ascolto per i cittadini: al via il progetto regionale


 


Parte anche a Vergato il progetto sperimentale “Punti di Ascolto Aree interne dell’Emilia-Romagna”, promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e realizzato dalle associazioni dei consumatori aderenti al Comitato Consumatori Utenti (CRCU).

Il nuovo Punto di Ascolto sarà operativo a partire da giovedì 14 maggio presso il municipio e sarà aperto ogni giovedì dalle 10 alle 12. Il servizio offrirà ai cittadini informazioni, assistenza e tutela su diverse materie disciplinate dal Codice del consumo, tra cui utenze, contratti, servizi digitali, ambito bancario e finanziario, trasporti e trasparenza.

Il progetto, attivo su scala regionale per il biennio 2025-2026, coinvolge i Comuni che hanno aderito mettendo a disposizione gratuitamente spazi idonei. La gestione operativa dei punti è affidata alle associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte al registro regionale.

A Vergato il servizio sarà attivo dal 14 maggio al 9 luglio 2026 e dal 10 settembre al 17 dicembre 2026, per un totale di 24 giornate di apertura al pubblico.

In occasione dell’avvio, giovedì 14 maggio dalle 10 alle 12, è previsto anche un incontro pubblico gratuito nella sala consiliare dedicato al tema delle truffe bancarie e della sicurezza finanziaria. Durante l’appuntamento verranno fornite informazioni pratiche su come riconoscere tentativi di phishing e frodi e su come proteggere i propri account.

giovedì 7 maggio 2026

Guardia di Finanza di Bologna: intensificati i controlli contro le speculazioni sui carburanti

 Rafforzata l’attività ispettiva a tutela dei consumatori e della trasparenza dei prezzi


Foto d'archivio

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in linea con le direttive del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), hanno ulteriormente rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei prodotti energetici.

L’operazione è finalizzata a prevenire distorsioni del mercato e fenomeni speculativi connessi alle attuali tensioni geopolitiche internazionali.

Nell’ambito di un piano d’intervento mirato, le Fiamme Gialle bolognesi hanno eseguito 21 ispezioni presso altrettante stazioni di servizio del territorio, riscontrando numerose irregolarità amministrative in materia di trasparenza dei prezzi, in violazione delle disposizioni introdotte dal decreto “Taglia Accise” (D.L. n. 33/2026).

Le irregolarità accertate

Nel dettaglio, sono state contestate:

  • 20 omesse comunicazioni quotidiane dei prezzi praticati al portale ministeriale “Osservaprezzi Carburanti” da parte di 2 distributori, con conseguenti proposte di sospensione dell’attività;
  • 2 violazioni per la mancata esposizione dei cartelli indicanti il prezzo medio regionale;
  • 1 irregolarità relativa alla tenuta del registro dei rifiuti speciali;
  • 1 omessa iscrizione al portale MIMIT;
  • la presenza di 1 lavoratore clandestino “in nero”, circostanza che ha determinato la sospensione dell’attività.

Per le omesse comunicazioni dei prezzi, che impediscono ai consumatori di confrontare correttamente le tariffe praticate, sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 200 e 2.000 euro per ciascun impianto.

Per l’irregolare tenuta del registro dei rifiuti speciali, le sanzioni previste variano da 2.070 a 12.400 euro, mentre per l’impiego di lavoratori irregolari le sanzioni possono andare da 2.340 a 14.040 euro.

Controlli estesi anche alle attività commerciali collegate

L’attività ispettiva è stata estesa anche agli esercizi commerciali accessori ai distributori, quali bar e negozi di vicinato. In questo ambito sono state rilevate:

  • 12 mancate trasmissioni telematiche dei corrispettivi;
  • la presenza di ulteriori 2 lavoratori “in nero”.

Tutela dei consumatori e trasparenza alla pompa

Il rafforzamento dei controlli risponde alla necessità di garantire che il beneficio del taglio delle accise, pari a 25 centesimi al litro, si traduca concretamente in un vantaggio per gli automobilisti, senza essere assorbito da pratiche commerciali scorrette.

L’obbligo per i gestori di esporre quotidianamente il prezzo medio regionale — o nazionale nel caso delle autostrade — accanto al proprio prezzo di vendita rappresenta infatti uno strumento fondamentale per assicurare la massima trasparenza nei confronti dei consumatori.

La Guardia di Finanza continuerà a monitorare costantemente l’andamento dei prezzi lungo tutta la filiera distributiva, collaborando attivamente con il Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mister Prezzi”, al fine di contrastare ogni forma di speculazione a danno dei cittadini e delle imprese oneste.

martedì 14 aprile 2026

Vergato inaugura la nuova Casa della Comunità: servizi potenziati grazie ai fondi PNRR

 



L’Azienda USL di Bologna e il Comune di Vergato invitano la cittadinanza all’inaugurazione della rinnovata Casa della Comunità di Vergato, al termine dei lavori di ampliamento realizzati grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La cerimonia si terrà venerdì 17 aprile 2026 alle ore 10:00, presso la sede di via dell’Ospedale 1, a Vergato.

L’intervento rappresenta un passaggio significativo nel rafforzamento della sanità territoriale dell’Appennino bolognese. L’ampliamento della struttura punta infatti a migliorare l’accesso ai servizi sociosanitari, integrando assistenza medica, prevenzione e presa in carico dei pazienti in un’unica sede, più moderna e funzionale.

Alla cerimonia inaugurale interverranno rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme ai vertici sanitari del territorio:

  • Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna
  • Giuseppe Argentieri, Sindaco di Vergato
  • Silvia Cestarollo, Direttrice facente funzione del Distretto Appennino Bolognese
  • Anna Maria Baietti, Direttrice del Dipartimento Chirurgie Specialistiche AUSL Bologna
  • Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna
  • Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale

L’inaugurazione della Casa della Comunità si inserisce nel più ampio programma di riorganizzazione della sanità territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute delle comunità locali.

L’evento è aperto alla partecipazione della cittadinanza.