Visualizzazione post con etichetta Montagna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Montagna. Mostra tutti i post

domenica 12 aprile 2026

Montagna, Sasso Marconi escluso: il Comune prepara il ricorso contro i nuovi criteri statali



La Giunta comunale di Sasso Marconi ha deciso di aderire a un’azione legale coordinata con altri enti locali dell’Emilia-Romagna e delle Marche contro la nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dalla legge 12 settembre 2025, n. 131. Il provvedimento, attuato con delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026, ha escluso nove Comuni emiliano-romagnoli, ridefinendo in modo sostanziale la geografia delle aree montane italiane.

La nuova normativa riduce il numero dei Comuni montani da 4.065 a 3.715, introducendo criteri basati principalmente su altitudine e pendenza. Secondo l’amministrazione comunale, si tratta di parametri «tecnicamente oggettivi ma strutturalmente inadeguati» a descrivere la complessità dei territori appenninici, dove incidono fattori come isolamento, carenza di servizi, fragilità infrastrutturale e declino demografico.

Per oltre settant’anni, Sasso Marconi era stato riconosciuto come territorio parzialmente montano, in base alla storica legge del 1952. Una classificazione che aveva sostenuto politiche pubbliche cruciali: dalla scuola alla sanità, dalla difesa del suolo alla coesione territoriale. Con la nuova disciplina, però, questa categoria intermedia scompare.

Il nodo principale riguarda l’assenza di parametri socioeconomici, previsti invece dalla stessa legge 131/2025. Il Comune denuncia una contraddizione tra norma e attuazione: la classificazione si fonda quasi esclusivamente su elementi geomorfologici, trascurando condizioni reali come tempi di accesso ai servizi, spopolamento e vulnerabilità territoriale.

Secondo la Giunta, questo approccio penalizza in particolare l’Appennino rispetto alle Alpi, favorendo territori con altitudini più elevate e accentuando squilibri nella distribuzione delle risorse.

L’esclusione dallo status di Comune montano comporta conseguenze rilevanti:

  • Perdita di accesso al Fondo per lo sviluppo delle montagne (FOSMIT), destinato a interventi su viabilità, sicurezza e servizi;
  • Esclusione da incentivi fiscali e contributivi, tra cui agevolazioni per imprese, giovani residenti, personale sanitario e scolastico;
  • Rischio di revisione dell’esenzione IMU sui terreni agricoli, con possibili aumenti fiscali per agricoltori e proprietari;
  • Ripercussioni sul sistema scolastico, con la possibile perdita di deroghe sui parametri minimi e rischio di accorpamenti o chiusure di plessi.

Nel documento approvato, il Comune evidenzia anche possibili contrasti con diversi principi costituzionali, tra cui:

  • l’uguaglianza sostanziale (art. 3),
  • la tutela delle autonomie locali (artt. 5 e 114),
  • la coesione territoriale (art. 119),
  • oltre ai principi europei di coesione economica e sociale.

Alla luce di queste criticità, Sasso Marconi ha deciso di unirsi ai Comuni marchigiani ed emiliano-romagnoli già attivi sul fronte legale. L’obiettivo è impugnare il provvedimento governativo davanti alla giustizia amministrativa, chiedendone la sospensione e la revisione.

La Giunta ha inoltre previsto il conferimento di un incarico a un legale specializzato, con una spesa massima stimata di 2.650 euro.

La decisione arriva dopo settimane di confronto tra amministrazioni locali e con il coinvolgimento di organismi rappresentativi dei territori montani. Il fronte dei Comuni esclusi si presenta compatto nel chiedere una revisione dei criteri, affinché la “montanità” torni a essere riconosciuta non solo come dato geografico, ma come condizione reale da tutelare.

In gioco, sottolinea il Comune, non ci sono solo risorse economiche, ma la tenuta sociale e istituzionale di territori già fragili.

sabato 22 novembre 2025

Neve sulle provinciali: attivato nella notte il servizio di sgombero. In azione una trentina di mezzi

 


Dalle 2 di questa notte è stato attivato il servizio neve lungo l’intera rete delle strade provinciali del territorio bolognese, affiancando e potenziando le operazioni di spargimento del sale già avviate nelle scorse notti per prevenire la formazione di ghiaccio.

Secondo quanto comunicato dalla Città metropolitana di Bologna, sono attualmente operativi una trentina di mezzi spazzaneve, distribuiti in base alle priorità di intervento e alle condizioni meteo delle diverse aree del territorio, dalle zone di pianura fino alle aree collinari e appenniniche.

Le attività di sgombero e trattamento delle carreggiate sono eseguite dalle ditte affidatarie dell’Accordo Quadro per la manutenzione delle strade provinciali, sotto il coordinamento diretto dei tecnici e dei sorveglianti della Città metropolitana, che monitorano costantemente la situazione per garantire viabilità e sicurezza.

Le autorità raccomandano agli automobilisti la massima prudenza, l’utilizzo di pneumatici invernali o catene a bordo e di limitare gli spostamenti non necessari nelle ore più critiche.

Le strade interessate sono:
SP 7 “Valle dell’Idice”
SP 8 “Castiglione - Baragazza - Campallorzo”
SP 26 “Valle del Lavino” parte alta
SP 35 “Sassonero”
SP 38 “Monzuno - Rioveggio”
SP 39 “Trasserra”
SP 40 “Passo Zanchetto - Porretta Terme”
SP 43 "Badi - Rio Confini"
SP 55 “Case Forlai”
SP 59 “Monzuno”
SP 60 “San Benedetto Val di Sambro”
SP 61 “Val di Sambro”
SP 62 “Riola - Camugnano - Castiglione”
SP 63 “Bivio Lizzo Castel di Casio”
SP 64 “Granaglione”
SP 66 “Querciola - confine modenese”
SP 67 “Marano - Canevaccia”
SP 71 “Cavone”
SP 72 “Campolo - Serra dei Galli”
SP 73 “Stanco”
SP 81 “Campeggio”
SP 82 “Gaggio - Masera”
SP 324 “Passo delle Radici”
SP 325 “Val di Sette e Val di Bisenzio”, parte alta

Al cessare o all’attenuarsi delle nevicate, si provvederà a distribuire nuovamente il sale su queste strade e sulle altre dove si rendesse necessario.

domenica 12 ottobre 2025

Lavorare in montagna: sfide e opportunità dell’Appennino

Settimo incontro del ciclo “Vivere e Lavorare in Appennino”



Domani, lunedì 13 ottobre, alle 18.30, presso la Biblioteca Innovazione Sostenibilità (BIS), in Piazza Liber Paradisus 14 di Bologna, si terrà il settimo appuntamento del ciclo “Vivere e Lavorare in Appennino”, intitolato “Lavorare in montagna – sfide e opportunità dell’Appennino”.

L’incontro sarà un aperitivo di networking dedicato a chi desidera conoscere da vicino le realtà produttive e di ricerca che operano e investono nel territorio dell’Appennino bolognese. Un’occasione concreta per scoprire le competenze più richieste, i profili professionali emergenti e le possibilità di carriera a pochi chilometri dalla città.

Tra gli ospiti:

·         Elena Brighenti, Responsabile Risorse Umane di BASF

·         Giovanni Viggi, Responsabile Risorse Umane di Chemical Flacer S.r.l.

·         Mariano Tarantino, Responsabile Sistemi nucleari per l’energia di ENEA

Le aziende presenti illustreranno i propri progetti e le strategie di investimento nel territorio montano, aprendo un dialogo diretto con studenti, giovani professionisti e cittadini interessati a un futuro lavorativo in Appennino.

L’evento sarà accompagnato da un aperitivo a base di prodotti dell’Appennino, in un clima informale e di confronto.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione:

·         Studenti e studentesse: compilare il form dedicato.

·         Altre persone interessate: inviare una e-mail a viverelavorareinappennino@cittametropolitana.bo.it.

Un ciclo di incontri per il futuro dell’Appennino

Il progetto “Vivere e Lavorare in Appennino” prevede un ciclo di nove appuntamenti organizzati tra Bologna e i Comuni montani, rivolti a studenti, famiglie, professionisti e lavoratori.

L’obiettivo è raccontare l’Appennino come un territorio di innovazione, qualità della vita e opportunità occupazionali, attraverso momenti di dialogo, formazione, tavole rotonde e visite sul territorio.

Le quattro aree tematiche al centro del percorso:

·         Vivere – servizi, welfare, casa

·         Lavorare – talenti, imprese, opportunità, autoimprenditorialità

·         Cultura – ricerca artistica, rassegne culturali, rigenerazione di spazi

·         Benessere – turismo, ambiente, qualità della vita e scoperta del territorio 

“Lavorare in montagna – sfide e opportunità dell’Appennino” è quindi un’occasione per guardare con occhi nuovi alla montagna bolognese: non solo come luogo di bellezza e natura, ma come spazio di vita, lavoro e innovazione sostenibile. 

lunedì 22 settembre 2025

Abitare la campagna e la montagna: un incontro internazionale per ripensare le comunità rurali

Dal 26 al 28 settembre  a Monte Sole, Marzabotto, il confronto tra biodistretti italiani ed europei



Tre giorni di dialogo, confronto e progettualità comune per ripensare il futuro delle aree rurali e montane: è questo l’obiettivo dell’incontro “Abitare la campagna e la montagna: agricolture che costruiscono comunità”, promosso dal Biodistretto dell’Appennino Bolognese, che si terrà dal 26 al 28 settembre 2025 a Il Poggiolo, Monte Sole, Marzabotto (BO).

L’evento, di respiro nazionale e internazionale, riunirà i biodistretti e le realtà agroecologiche impegnate nella costruzione di economie locali, ecologiche e socialmente sostenibili. Saranno presenti agricoltori, allevatori, artigiani, ristoratori, ricercatori, associazioni di categoria, scuole, università, ambientalisti, amministratori pubblici e cittadini, per condividere esperienze, buone pratiche e visioni di futuro.

Al centro del dibattito, la convinzione che la campagna e la montagna non siano solo luoghi da preservare, ma territori da abitare e rigenerare: spazi di vita, di lavoro e di comunità. Qui l’agricoltura si intreccia con la cultura, il cibo diventa strumento di relazione, le reti sociali si trasformano in laboratori di innovazione.

«Chi ricuce comunità o ne inventa di nuove mette radici e contrasta le frane materiali e simboliche che attraversano i nostri territori», sottolineano gli organizzatori.

La tre giorni proporrà momenti di confronto tra esperienze locali e internazionali, testimonianze di agricolture resilienti, tavoli di lavoro per costruire progetti condivisi e uno spazio di riflessione politica: come riportare vita, economia e lavoro pulito nelle campagne e nelle montagne.

Una rete che cresce

L’iniziativa nasce in collaborazione con i Biodistretti dell’Emilia-Romagna e con l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica promotrice del Biodistretto Appennino Tosco Emiliano. La partecipazione attesa è ampia e variegata: biodistretti di Lazio, Puglia, Veneto (Dolomiti Bellunesi), Sicilia (Monti Iblei), Basilicata e Piemonte, oltre a rappresentanti da Francia e Germania.

L’appuntamento di Monte Sole vuole così diventare un crocevia europeo di pratiche e idee per la transizione ecologica, partendo dai territori e dalle persone che li abitano. Un invito non solo a riflettere, ma a costruire insieme nuove comunità rurali, capaci di unire sostenibilità, lavoro e qualità della vita.




 

giovedì 20 febbraio 2025

Fiazza e Di Benedetto (Lega): "La Regione chiude i punti nascita e penalizza le aree montane e periferiche"

 




La chiusura di otto punti nascita nei territori montani e periferici dell'Emilia-Romagna scatena le proteste della Lega. A denunciare la decisione è il consigliere regionale Tommaso Fiazza, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti sulle motivazioni del provvedimento.

"Da un lato, la Regione impone ai cittadini un aumento della pressione fiscale di 420 milioni di euro annui, dall’altro taglia servizi essenziali come i punti nascita, colpendo le aree più fragili e disattendendo le promesse fatte in passato", afferma Fiazza. Tra le strutture destinate alla chiusura definitiva figura anche il punto nascita di Porretta Terme, su cui l'ex presidente Stefano Bonaccini si era impegnato per una riapertura.

"Ci viene detto che i sacrifici fiscali servono a salvaguardare la sanità pubblica, ma poi vediamo gli ospedali di montagna e delle zone periferiche progressivamente abbandonati. È inaccettabile", prosegue il consigliere leghista. "L’assessore alla Sanità giustifica la chiusura parlando di 'condizioni di sicurezza insufficienti', ma costringere le donne in gravidanza a percorrere decine di chilometri su strade impervie per raggiungere un punto nascita ancora attivo è altrettanto insicuro".

Sulla stessa linea Matteo Di Benedetto, vicesegretario provinciale della Lega a Bologna: "Ancora una volta la sinistra tradisce i territori montani e periferici, ricordandosi della sanità locale solo in campagna elettorale. Noi della Lega continueremo a batterci affinché nessun cittadino venga lasciato indietro".

venerdì 31 gennaio 2025

Appennino Bolognese, 13 milioni di euro per promuoverne l’attrattività turistica e abitativa, lo sviluppo sostenibile e le connessioni digitali

Potenziamento delle infrastrutture digitali, riqualificazione di edifici e spazi pubblici, efficientamento energetico. Le strategie mobilitano 9,5 milioni e mezzo di euro di fondi europei, 2 milioni dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e 1,5 da cofinanziamento locale. Coinvolti 15 Comuni



 Promuovere lo sviluppo del turismo, rafforzare l’identità dei borghi, rigenerare gli edifici in chiave sostenibile e sviluppare infrastrutture e servizi dedicati allo sport, al tempo libero, alla socialità e all’inclusione delle famiglie, dei giovani e dei turisti. E ancora, investire nelle filiere economiche e produttive e potenziare i servizi digitali. Sono queste le direttrici dei 20 progetti previsti per l’Appennino Bolognese grazie alle Strategie territoriali integrate per le aree montane e interne (Stami), con un investimento complessivo di circa 13 milioni di euro.

Il dettaglio delle azioni previste è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Marzabotto (Bo) tra l’assessore regionale alla Montagna e aree interne, Davide Baruffi, con i sindaci dei 15 Comuni compresi nella Stami locale: Camugnano, Castel d’Aiano, Castel di CasioCastiglione dei PepoliGaggio Montano, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Vergato, Loiano, Monghidoro, Monterenzio e Alto Reno Terme. Presenti all’incontro anche gli amministratori dei comuni montani bolognesi non rientranti nella Strategia nazionale, per condividere e rafforzare l’approccio della Città Metropolitana di Bologna e della Regione che puntano ad integrare tutte le politiche di sviluppo e coesione del territorio.

“Dopo l’incontro di ieri con agli amministratori della montagna forlivese-cesenate, oggi si è svolta la seconda tappa del percorso di confronto che nell’arco di un mese porterà la Regione ad incontrare tutti gli amministratori locali delle aree interne- afferma Baruffi-. L’Appennino Bolognese ha caratteristiche che permettono di puntare sulla valorizzazione dei borghi, sullo sviluppo del turismo e su una qualità di vita sostenibile, oltre che sul potenziamento dei servizi digitali. Qui arriveranno 13 milioni di investimento, che rientrano nel finanziamento complessivo di oltre 100 milioni di euro destinati dalla Giunta regionale alle Stami. Escluso dalle Strategie finanziate a livello nazionale, anche l’Appennino bolognese trova quindi una risposta molto importante grazie alla programmazione regionale, che ha scelto di sostenere tutta la montagna dell’Emilia-Romagna- conclude l’assessore. Le risorse disponibili sono fondamentali per assicurare la competitività e la capacità attrattiva di questi territori, valorizzando le loro vocazioni e offrendo una qualità di servizi che permetta l’insediamento di nuove attività imprenditoriali”.

“L'incontro con l'assessore Baruffi- commenta Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto e presidente dell’Unione Comuni Appennino Bolognese- è importante per fare il punto sui progetti già avviati e sulle prossime iniziative che la Regione intende mettere in campo per l'Appennino nel nuovo mandato. È necessario procedere insieme: Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitana e Regione Emilia-Romagna per garantire uno sviluppo ulteriore dell’area appenninica bolognese.
È la sede nella quale possono essere portate le istanze di ogni territorio, in cui ci si può confrontare ed elaborare idee e proposte per il percorso da realizzare nei prossimi anni”.


I progetti

Sono sei gli ambiti di intervento in cui si articolano i 20 progetti previsti dalla Strategia per l’Appennino Bolognese, che mette a disposizione un pacchetto complessivo di circa 13 milioni di euro.

L’ambito “rigenerazione del patrimonio” punta a rendere più fruibili gli spazi pubblici, aumentando al contempo l’attrattività per i turisti.   Rientrano in questo contesto gli interventi finanziati tramite Fesr su viabilità pedonale e aree verdi a Gaggio Montano, una nuova piazza accessibile a San Benedetto Val di Sambroconnessione tra spazi pubblici nel comune di Monzuno, oltre a progetti analoghi finanziati tramite Fsc nel Comune di Camugnano. A Grizzana Morandi l’obiettivo è la realizzazione di centri di aggregazione sociale all’aperto, e sono stati candidati a finanziamento anche interventi di messa in sicurezza del plesso scolastico Ponte.

Per potenziare l’offerta turistica, è prevista anche la riqualificazione di un immobile a Monghidoro per il futuro allestimento del Museo della Civiltà Contadina dell’Appennino e del Piccolo Museo dell’Emigrante.

Il secondo ambito “sviluppo di servizi dedicati al tempo libero”, è strutturato in tre aree: Sport, cultura e turismo, inclusione dei giovani e delle famiglie.

Per lo sport, tramite il Fesr sono finanziati progetti per riqualificazione di aree attrezzate all’aperto collegate da ciclovia (Comune di Alto Reno Terme) e di impianti e campi già esistenti, con ampliamento dell’offerta in nuove strutture polifunzionali. A questi si aggiungono lavori di efficientamento energetico nei Comuni di Castel d’Aiano, Castiglione dei Pepoli, Lizzano in Belvedere, Santa Margherita di Loiano, Monterenzio, San Benedetto Val di Sambro, Castel di Casio e omologhi interventi finanziati tramite Fsc nel Comune di Monghidoro e di Porretta Terme, nel quale verrà costruita una struttura sportiva polifunzionale, e tramite Pnrr nel Comune di Camugnano.

Per la cultura e turismo, gli interventi finanziati tramite Feasr Feampa puntano a valorizzare e potenziare circuiti di fruizione dei beni e degli eventi culturali. Fondi Fsc, inoltre, sono destinati alla valorizzazione del percorso “Bologna montana Art Trail”, che vedrà un’ulteriore collocazione di manufatti di carattere artistico nel contesto di un percorso escursionistico a piedi, in bici e a cavallo di circa 100 km che si snoda tra i comuni aderenti al progetto Bologna Montana. Per l’inclusione dei giovani e delle famiglie, con il progetto “A scuola in APPennino” (Fse+) si potenzierà il sistema di trasporto scolastico con l’attivazione di un servizio “a chiamata” e la realizzazione di una App per la prenotazione.

Nel quarto ambito, “potenziare la rete degli itinerari escursionistici e le sue connessioni”, il risultato atteso è l’aumento dei chilometri di piste ciclabili e relative interconnessioni. Tra i progetti finanziati, la realizzazione di un collegamento ciclopedonale tra l’ex Cartiera di Marzabotto, la ciclovia Eurovelo 7 e le aree verdi sulla sponda del fiume Reno.  

Per “favorire la transizione ecologica, migliorare l’efficienza e l’autonomia energetica”, che ha come risultati attesi l’aumento dell’autonomia energetica e degli interventi di riqualificazione energetica da parte dei privati, si riqualificheranno gli impianti di illuminazione pubblica a Marzabotto e Vergato e si installa un impianto fotovoltaico nel nuovo Asilo Nido del Comune di Monghidoro. Finanziati anche progetti per proteggere le foreste e renderle più forti, più sostenibili e più ricche dal punto di vista ecologico, promuovendo sistemi ad elevata efficienza energetica nelle filiere produttive e nei consumi civili.

Nell’ambito “favorire la diffusione di infrastrutture e cultura digitali”, proseguiranno le azioni per estendere le infrastrutture digitali e il numero di cittadini che utilizzano i servizi digitali.

Infine, l’ambito “promuovere processi di inclusione attiva e servizi socioassistenziali e sanitari innovativi per rispondere ai nuovi modelli di cura” ha come obiettivo la riduzione dei ricoveri impropri, il miglioramento dei Lea e la riduzione delle liste d’attesa per l’Edilizia Residenziale Pubblica.

I fondi saranno quindi investiti per rafforzare l’offerta di servizi di base e aumentare l’accessibilità. 

venerdì 15 novembre 2024

Fabbri (PD): "Una nuova agenzia per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile tra città e montagna"

"Le recenti alluvioni ci hanno impartito una lezione fondamentale, mostrandoci l'urgenza di un salto di scala nella pianificazione territoriale," ha dichiarato Maurizio Fabbri ( nella foto), candidato al Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna

"È ora di adottare un nuovo paradigma di pianificazione che risponda non solo alle esigenze di sviluppo, ma anche ai bisogni concreti delle persone che vivono in città e in aree montane."

Fabbri ha proposto l'istituzione di un’agenzia specializzata per la sicurezza territoriale, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione e offrire risposte rapide ed efficaci. "Questa nuova agenzia potrebbe fungere anche da piattaforma di comunicazione e collaborazione tra amministratori locali, cittadini e altri attori, chiarendo ruoli e responsabilità e rafforzando trasparenza ed efficacia delle azioni."

Secondo Fabbri, è necessario sviluppare un approccio "metromontano" che integri città e montagna in un sistema interdipendente, migliorando la qualità della vita e rendendo ogni area più sicura e sostenibile. "Le politiche per le aree montane devono superare la visione statica del territorio, puntando su sinergie e relazioni tra città e montagna, soprattutto nella gestione territoriale. Un modello simile potrebbe essere efficace anche per le politiche abitative, lavorative e sanitarie, apportando benefici concreti sia per chi vive in aree isolate sia per chi si sposta verso le città."

"La sicurezza del territorio parte dalla montagna," ha concluso Fabbri. "Le criticità delle aree montane influenzano direttamente la pianura, per questo è cruciale intervenire su manutenzione dei corsi d'acqua, protezione dalle frane e recupero dei terreni. Se la montagna è in salute, lo è anche la città." 

lunedì 4 novembre 2024

L’ Uncem ricorda ai candidati alla presidenza regionale gli interventi da attuare per contrastare lo spopolamento della montagna

 



La delegazione dell’Emilia-Romagna dell’UNCEM (Unione nazionale Comuni ed Enti montani) guidata da Giovanni Battista Pasini entra nella campagna elettorale per le prossime elezioni regionali del 17 e 18 novembre prossimi. Lo fa inviando ai quattro candidati alla presidenza della Regione Emilia-Romagna - Michele de Pascale, Elena Ugolini, Federico Serra e Luca Teodori - il documento “Politiche regionali di contrasto allo spopolamento della montagna e ricostituzione del tessuto socio-economico delle comunità”.

Il documento, articolato in otto punti, nelle scorse settimane è stato condiviso con i Comuni e le Unioni montane e suona come un vero e proprio appello della montagna emiliano-romagnola ai candidati governatori, perché tengano conto nei loro programmi di governo delle istanze dell’Appennino, ora più che mai a rischio spopolamento.

Il documento dell’UNCEM individua alcuni temi strategici in grado di invertire questo trend negativo, primo fra tutti quello dello sviluppo dei servizi alla persona (sociali, sanitari, scolastici, ecc.), ma anche quello riferito a infrastrutture adeguate per la mobilità, le comunicazioni e il lavoro.

UNCEM ricorda che la montagna, pur ricoprendo il 50 per cento della superficie regionale, è abitata soltanto dall’11 per cento della popolazione. Essa però rappresenta un importante patrimonio per l’intera regione, costituito dalle risorse naturali ed ambientali di cui dispone, che sono da tutelare e valorizzare, e dal suo ruolo di prevenzione primaria del dissesto idrogeologico. Quest’ultimo, in particolare, è un tema che, oltre ad essere all’ordine del giorno, riveste importanza strategica per la difesa attiva di tutto il territorio regionale.

Rispetto al tema delle risorse, poi, il documento propone che vengano destinate maggiori somme alla montagna, derivanti dal ritorno dell’intera contribuenza montana dei Consorzi di Bonifica e dall’aumento degli oneri sul “Servizio idrico integrato” da destinare alla risorsa idrica in montagna. Si chiedono poi misure a beneficio delle imprese con una fiscalità di contrasto allo svantaggio del fatto di essere insediate in aree montane.

In sostanza, le proposte e l’appello dell’UNCEM auspicano rinnovate politiche di sviluppo della montagna da parte della nuova Giunta regionale. “La montagna - recita il documento - intende costituire un valore aggiunto per l’intera economia emiliano-romagnola e non un peso da sostenere”.

Il documento dell’UNCEM è consultabile e scaricabile dal sito www.uncem.emilia-romagna.it.

lunedì 19 agosto 2024

La montagna offre l'occasione di degustare il meglio della propria produzione agricola

Curatore della bella e gustosa proposta, il GAL  Appennino Bolognese, in collaborazione con aziende agricole, ristoranti, agriturismi, gastronomie e rifugi.

E' stato reso noto dal Gal  il calendario delle degustazioni per i mesi di Agosto e Settembre del progetto D'In Sò, finalizzato a facilitare l'incontro dei tanti cultori dell'Appennino bolognese con  la produzione agricola, alimentare ed enogastronomica di montagna. 

Le degustazioni saranno organizzate sui Cammini che caratterizzano l' Appennino e verteranno sui vini dei colli bolognesi e imolesi e sulle principali materie prime agricole ed alimentari prodotte dagli allevatori e dagli agricoltori dell’Appennino

Saranno degustazioni a base di prodotti naturali, biologici, della tipicità e biodiversità, di allevamenti, bradi o semi bradi, da farine di castagni e marroni secolari, grani antichi, frutti dimenticati, mieli d’altura, fauna selvatica, funghi, piccoli frutti, prodotti del sottobosco, formaggi di montagna, ecc. E, naturalmente, Chef, ristoratori e ristoratrici, artigiane ed artigiani del gusto arricchiranno il tutto con il valore della loro arte e sapienza culinaria.

Le degustazioni sono gratuite fino ad esaurimento della capacità di accoglienza fissato dai titolari dei locali. La prenotazione è obbligatoria e va fatta all’indirizzo info@dinso.it.

Per ciascuna degustazione saranno comunicati tutti i dettagli sui siti del GAL Appennino bolognese e dinso.it    e sulle loro pagine social.

Per prenotare mandare un'email a info@dinso.it e venire sò.

 

CALENDARIO AGOSTO 2024 

 

22 agosto ore 18,30 || Montagò di Grizzana Morandi

Salse a base delle erbe spontanee con birra artigianale

via Mater Dei 

25 agosto ore 18,30 || I Tigellanti di Monzuno

Tigelle con formaggio vaccino e radicchio dell’orto, abbinate con birra di farro

via degli Dei 

31 agosto ore 11,30 || Cà di Cò di Sasso Marconi

Salumi di daino e di capriolo in abbinamento al Negrettino

via della Lana e della Seta

 

CALENDARIO SETTEMBRE 2024 

4 settembre ore 19 || Laghetto di Porchia di Alto Reno Terme

Polpette di Salmerino e vino bianco

Alta Via dei Parchi 

6 settembre ore 19 || Forno di Vergato dal 1912

Crostata con mela Rosa Romana, Crescenta con l’uva e cocktail succo di mela con Pignoletto

via della Lana e della Seta 

7 settembre ore 15 || Rifugio Monte Cavallo di Alto Reno Terme

Crostata con farina di castagne farcita con ricotta e coulis di frutti di bosco, mirtillino locale, passeggiata

Alta Via dei Parchi 

8 settembre ore 17 || Rifugio Fantorno di Monghidoro

Panino con farina di Monghidoro, carne locale, vino e passeggiata

Alta Via dei Parchi 

14 settembre ore 10 || Antica Locanda alpina di Lizzano in Belvedere

Sfoglia di farina di castagne ripiena con Ricotta e Pecorino e passeggiata

Alta Via dei Parchi 

15 settembre ore 12 || Ristorante Tanamalia di Lizzano in Belvedere

Gnocchi di ricotta della chef e un calice di vino a km0

Alta Via dei Parchi 

18 settembre ore 18,30 || Ristorante da Ezio di Ozzano

Tagliata, coppa e salsiccia di cinghiale con Rosso Bologna

via Mater Dei 

19 settembre ore 19 || Ristorante albergo Stella di Tolè

Timballo di patate e tartufo nero con Bianco Bologna

via Piccola Cassia 

21 settembre ore 16,30 || La Lamma + La Carapina presso Palazzo di Rodiano di Valsamoggia

Gelati ai frutti e le erbe spontanee

via Piccola Cassia 

26 settembre ore 18 || Ristorante il Bassotto di Porretta

Sciatt di farina di castagne con formaggio gaggese e vino di Suviana

Alta Via dei ParchiGal 

lunedì 17 giugno 2024

I cinghiali bloccano le iniziative agricole in Appennino e portano la peste suina, ma ciò non interessa più nessuno

Branchi affamati assaltono piantagiani e rovinano campi e pare tutto ciò sia voluto: che il progetto politico sia quello di eradicare l’uomo dall’Appennino, è ormai evidente


 

Raccogliamo la denuncia amareggiata, se non sconsolata, di Riccardo Evangelisti, riportata su Bar Diavolo e inviata da Dubbbio:


Che disastro….il quadro di una gestione faunistica fallimentare…tralasciando i danni all’agricoltura di cui in montagna non interessa più nulla a nessuno; ma un’immagine del genere con un’epidemia di peste suina che sta dilagando e rischia di mettere in ginocchio l’economia della nostra regione è tremenda….ma avanti pure a riempirci di cinghiali!!! Saranno contenti i cacciatori che almeno sanno di averne per il prossimo anno….

Che disastro!! Questa non è biodiversità ma l’abbandono più totale…..


giovedì 11 aprile 2024

L’acqua di sorgente è preziosa, custodiamola

Il Cai lancia progetto di citizen science per monitorare le sorgenti di montagna. L'obiettivo è censire le sorgenti ubicate nei pressi della rete sentieristica mappata dal Cai e studiare i parametri fondamentali per la loro conoscenza e tutela. Indispensabile il contributo dei frequentatori della montagna, che potranno partecipare scaricando gratuitamente l'App del Sentieristica 


Capire quante sono e dove si trovano le sorgenti presenti lungo la rete sentieristica mappata dal Cai sulle montagne italiane è l'obiettivo del nuovo progetto “Acqua Sorgente”. Oltre al censimento, l'intento è studiare la variazione della loro portata d’acqua nel tempo e gli altri parametri fondamentali per la loro conoscenza e tutela, tra cui la conducibilità elettrica e la temperatura. 

“Acqua Sorgente” è un progetto pluriennale di “citizen science”, con il quale il Club alpino italiano, con il sostegno del ministero del Turismo, intende fornire alla comunità scientifica e all'intera collettività un pacchetto di informazioni utili alla tutela di uno dei beni più preziosi del pianeta. 

«Con questo progetto di “citizen science”, il Club alpino italiano dimostra la forza della propria struttura sociale», afferma il Presidente generale Antonio Montani. «Grazie ai suoi oltre 346mila soci, infatti, il Cai è in grado di progettare e realizzare una mappatura completa delle sorgenti naturali di montagna in tutto il territorio nazionale, per mettere a disposizione di tutti la fotografia di una realtà che purtroppo nei prossimi decenni sarà soggetta a repentini e drammatici cambiamenti». 

Il censimento e il monitoraggio saranno infatti effettuati grazie al contributo di tutti coloro che vorranno partecipare a questa campagna di salvaguardia della risorsa idrica montana, a partire dal corpo sociale del Club alpino italiano. 

«Abbiamo già effettuato un lavoro preliminare, raccogliendo e mettendo insieme i dati dei database regionali già esistenti, ottenendo il numero di 117.422 sorgenti presenti nei territori montani di tutta Italia», afferma il coordinatore del progetto Alessio Piccioli, presidente della Struttura operativa sentieri e cartografia del Cai. «Per la buona riuscita di “Acqua Sorgente”, è fondamentale la partecipazione dei frequentatori più assidui della montagna, che possono garantire una continuità del dato nel tempo, indispensabile per poter capire come cambiano le sorgenti. La semplicità e il poco tempo necessario per eseguire le operazioni richieste consentono di eseguire il monitoraggio durante le consuete escursioni in montagna». 

Partecipare al monitoraggio delle sorgenti è molto semplice: sarà sufficiente scaricare gratuitamente e utilizzare l'applicazione del Cai “App del Sentierista” per poter censire e monitorare la posizione, la presenza d’acqua e, con l’ausilio di una semplice borraccia, la portata delle sorgenti.
Chi lo desidera può raccogliere inoltre i dati relativi alla conducibilità elettrica e alla temperatura utilizzando le strumentazioni fornite dal Cai e disponibili presso le sedi delle sue Sezioni territoriali.
 

“Acqua Sorgente” nasce dalla consapevolezza che i territori montani sono quelli maggiormente vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici, che qui si manifestano in maniera accentuata, e dall’importanza di questi territori per le risorse idriche a scala nazionale. 

«L’anno 2023 appena trascorso ha segnato nuovi record di aumento delle temperature globali, con un'anomalia media annua che si avvicina alla soglia critica di 1.5 °C stabilita dagli accordi della COP21 di Parigi del 2015. Soglia che è stata superata nei mesi tra agosto e dicembre 2023», spiega Matteo Nigro, coordinatore scientifico del progetto. «Tra gli effetti principali del cambiamento climatico sulle zone montane vi è lo scioglimento accelerato dei ghiacciai, la diminuzione della copertura nevosa e del periodo di innevamento persistente, oltre all'incremento delle condizioni di siccità, sia per quanto riguarda la frequenza che la durata. Tutte queste modificazioni impattano negativamente sulla ricarica e sulla disponibilità delle risorse idriche nei territori montani. In questo contesto, le sorgenti d’acqua montane sono sia una risorsa effettiva per l’approvvigionamento idrico, che delle sentinelle dei cambiamenti del ciclo idrologico e della ricarica delle risorse idriche». 

I dati raccolti saranno liberamente consultabili e messi a disposizione degli enti territoriali e della comunità scientifica nazionale e internazionale. Questi dati permetteranno di acquisire maggiori informazioni sulle sorgenti montane, sul ciclo dell’acqua e sulle risorse idriche a livello nazionale.

Hanno già manifestato il proprio interesse per il progetto diversi potenziali partner universitari e di ricerca per l’approfondimento dell’analisi scientifica dei dati prodotti e per gli ulteriori sviluppi del monitoraggio. 

Per tutte le informazioni e le modalità per partecipare ed eseguire il monitoraggio: www.cai.it/acquasorgente/

 

Giovedì 18 aprile alle 21 il Cai organizza un webinar di presentazione di “Acqua Sorgente”. «Sarà un'occasione unica per approfondire gli obiettivi e le modalità di partecipazione a questo importante progetto di citizen science», conclude Alessio Piccioli.

Per iscriversi: tinyurl.com/acquasorgente-webinar-18-04