Visualizzazione post con etichetta Carcere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Carcere. Mostra tutti i post

lunedì 27 dicembre 2021

Andata e ritorno dal carcere in pochi attimi

 

 

E ritornato subito in cercare dopo aver  beneficiato della revoca dell’arresto.

Al decreto di sospensione dopo un fermo dei Carabinieri,  è seguito immediatamente il ripristino dell’ordine di carcerazione. Destinatario del doppio provvedimento, un 43/enne jugoslavo, senza fissa dimora, disoccupato e pregiudicato.

A suo carico una precedente  pena di 4 mesi di reclusione per falsità materiale  in quanto nel  maggio 2013, in occasione di un controllo della polizia di Stato a Casalecchio di Reno, era stato sorpreso con la patente di guida falsa. Il documento  gli era stato in precedenza ritirato perché sorpreso alla guida in stato di ebbrezza.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 9 agosto 2019

L'ndranghetista Domenico PAVIGLIANITI di nuovo in carcere


Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna informa

Martedì scorso, 6 luglio, il G.U.P. di Bologna, in accoglimento del ricorso presentato dai suoi legali, disponeva la rideterminazione della pena dall’ergastolo (derivante da un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti) ad anni trenta di reclusione nei confronti di PAVIGLIANITI Domenico (nato a San Lorenzo (RC) il 04.05.1961), esponente di spicco della cosca ‘ndranghetista dei PAVIGLIANITI, già influente sulla zona di Melito Porto Salvo e con ramificazioni al Nord, in particolare in Lombardia (provincie di Milano e Como), e detenuto presso la Casa Circondariale di Novara.
Il provvedimento determinava l’immediata liberazione del PAVIGLIANITI, avendo egli espiato completamente la pena inflitta poiché detenuto ininterrottamente dal 1996 (data in cui era stato arrestato in Spagna ed estradato in Italia nel 1999). Lo stesso veniva pertanto scarcerato.

Tuttavia la Procura di Bologna, ritenuto che una delle condanne passate in giudicato comprese nel cumulo si riferiva in realtà a fatti commessi dopo l’estradizione concessa dallo stato spagnolo, rideterminava un nuovo cumulo di pene, emettendo di conseguenza un nuovo provvedimento di esecuzione di pene concorrenti di condannato in stato di libertà e contestuale ordine di esecuzione con fine pena fissata nel 2027, delegandone l’esecuzione ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna.

I Carabinieri, i quali avevano provveduto ad un costante monitoraggio del soggetto fin dal momento della sua scarcerazione così come disposto dal Pubblico Ministero, nella mattinata odierna lo localizzavano nella città Novara., grazie alla collaborazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara e da personale della locale Squadra Mobile, veniva bloccato ed arrestato in esecuzione del citato provvedimento, e quindi ricondotto in carcere.

Per maggiore chiarezza si partecipa che la competenza risulta in capo alla Procura di Bologna avendo il G.U.P. di questo capoluogo emesso l’ultima sentenza di condanna passata in giudicato (sebbene non ancora eseguibile) nei confronti di PAVIGLIANITI Domenico, considerato come uno dei componenti del commando che, a Bologna, nel 1989 attingeva con numerosi colpi d’arma da fuoco mentre faceva rientro in carcere dopo un permesso premio, uccidendolo, il pregiudicato calabrese VALENTE Felice Domenico.








martedì 3 aprile 2018

Evade dagli arresti domiciliari, sale in auto, provoca un incidente e fugge: sessantatreenne italiano va in carcere.

Non rispetta le prescrizioni degli arresti domiciliari, si mette alla guida di un'auto in condizioni critiche, provoca un incidente e se la dà a gambe. Rintracciato perde la concessione della detenzione in casa.

I Carabinieri hanno infatti arrestato e accompagnato in carcere un sessantatreenne italiano, protagonista dell'infrazione. L’uomo stava scontando una condanna per reati contro il patrimonio mediante la misura alternativa della detenzione domiciliare con anche dei permessi durante il giorno per provvedere alle sue necessità. Ma evidentemente, non aveva capito e apprezzato il beneficio di cui stava godendo, trovandosi 'rinchiuso' presso la sua abitazione invece che in carcere. Infatti è uscito di casa in orario non consentito, si è messo alla guida di un’automobile in stato di alterazione alcolica e dopo aver tamponato un’altra autovettura, non si è fermato ed è scappato. Le due giovani a bordo del mezzo tamponato sono state poi trasferite all'ospedale dove le hanno riscontrato ferite guaribili in 10 giorni. Poco dopo l’incidente, l'evaso dagli arresti domiciliari è stato ritrovato dai Carabinieri presso un campo nomadi. Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna gli ha revocato il beneficio della detenzione domiciliare di cui godeva, e che non aveva apprezzato e i Carabinieri lo hanno accompagnato in carcere. 
 
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 23 marzo 2018

“Chiama pure i Carabinieri, tanto non mi possono fare niente”. Invece finisce in carcere.


Foto d'archivio dei Carabinieri.
 
Ennesimo caso di maltrattamenti famigliari ai danni di una signora straniera che è finita all'ospedale. E non era la prima volta che la donna era ricorsa all'aiuto dei sanitari per le procurate dalle percosse del marito . L' artefice dei maltrattamenti, si è giustificato dicendo che si era trattato di una 'giusta punizione' poiché la moglie gli aveva mancato di rispetto.
E’ successo martedì sera, quando una pattuglia dei Carabinieri è stata allertata di recarsi velocemente a casa di una donna che aveva telefonato al 112 dicendo di essere stata picchiata dal marito davanti ai due figli adolescenti. All’arrivo dei militari, la richiedente, trentacinquenne straniera, aveva il volto tumefatto e ricoperto di sangue, mentre il marito, poi identificato in un trentaseienne kosovaro, se ne stava tranquillamente in casa. Ai militari, il trentaseienne, ammetteva di aver pestato la moglie “in maniera giusta”, perché gli aveva mancato di rispetto. La donna è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di quindici giorni, a seguito di un trauma cranico e facciale e l'uomo è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che l’uomo, giunto in Italia una ventina di anni fa, avrebbe conservato un atteggiamento severo nei confronti della moglie e dei figli, costretti a sottostare a una serie di regole particolarmente severe. Una situazione difficile che la donna aveva pagato a caro prezzo qualche anno fa, quando fu ricoverata presso il Reparto di Terapia Intensiva del Policlinico Sant’Orsola Malpighi a causa di un arresto cardiaco. Nonostante i soprusi e l’infarto, la donna aveva avuto la forza di perdonare il marito dopo che questi l’aveva tradita con un’altra donna molto più giovane di lui. Quanto successo martedì sera non è altro che l’ennesimo episodio di violenza domestica che poteva avere un epilogo peggiore. L’uomo, infatti, si è scagliato contro la donna come un animale e dopo averla tramortita con un pugno alla bocca dello stomaco, l’ha percossa dicendole: “Io ti ammazzo! Io ti ammazzo!”. Quando la donna ha chiamato il 112, il kosovaro ha gridato “Io non ho paura dei Carabinieri, tanto non mi possono fare nulla, puoi chiamarli quanto vuoi, poi vediamo…”. Su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna, l’uomo, gravato da precedenti di polizia specifici, è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Bologna. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 9 febbraio 2018

Pm Giovannini: " Il carcere per chi si pone alla guida senza patente"

'La nuova legge non basta, serve lo stigma sociale assoluto'

Da ANSA

"Andrebbe reso obbligatorio l'arresto per l'omicidio stradale e le lesioni gravissime, così come bisognerebbe sanzionare con il carcere la guida senza patente, in stato di ebbrezza e senza copertura assicurativa".
    E' l'opinione del procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, da tempo impegnato in tema di sicurezza stradale, dopo gli ultimi incidenti provocati da persone con patente sospesa.
    Per Giovannini "la nuova legge sull'omicidio stradale ha inasprito il quadro repressivo", ma "evidentemente, non è bastato". Perché "la percentuale di persone che continuano a guidare ubriache, sotto l'effetto di droghe, senza patente e prive di assicurazione permane drammaticamente elevata. Insomma prosegue l'inutile strage". Secondo il magistrato "occorrerebbe un ulteriore salto culturale per considerare certi tipi di sinistri stradali non semplici incidenti, ma il prodotto di gravissimi comportamenti criminali. Insomma, lo stigma sociale dovrebbe manifestarsi in forma assoluta".


martedì 8 agosto 2017

A Casalecchio di Reno i Carabinieri hanno arrestato un trentasettenne ' renitente' al carcere.


E ' finito nella rete dei Carabinieri dopo un controllo da cui è emerso che il 'suo posto' era in galera.
Ieri sera i Carabinieri di Casalecchio di Reno hanno un ispezionato e controllato un capannone abbandonato di via Jacopo Robusti Tintoretto, ove era stata segnalata la presenza di persone sospette.
Durante l’ispezione hanno trovato un trentasettenne italiano che aveva trovato lì rifugio.
A seguito di approfonditi accertamenti è risultato che era stato emesso nei suoi confronti un ordine di carcerazione poiché deve scontare una pena di mesi 3 e giorni 21 per detenzione ai fini  di spaccio di sostanza stupefacente e furto aggravato.
L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale Dozza.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 21 marzo 2017

Mamma e figlio mandano al pronto soccorso due Carabinieri incaricati di eseguire un’ordinanza.


Si presentano per trasferire un giovane in carcere e il pregiudicato reagisce tentando la fuga supportato dalla madre. Lo scontro finisce con il giovane in carcere e i Carabinieri all'ospedale.

Ieri mattina, i Carabinieri di Altedo si sono recati a casa di un 22enne marocchino per notificargli un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello di Bologna. Il giovane, che stava già scontando gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ha accolto serenamente i militari, poiché pensava a una visita di routine, legata ai suoi precedenti giudiziari. In seguito, però, quando è stato informato che si trattava di un nuovo provvedimento cautelare con il trasferimento in carcere, il giovane marocchino, prima ha iniziato a urlare, fiancheggiato dalla madre, poi, con un balzo fulmineo, ha scavalcato il parapetto del terrazzo della sala da pranzo e ha minacciato di buttarsi di sotto. Un Carabiniere l’ha afferrato al volo per una gamba e l’ha riportato dentro dove, nuovamente sostenuto dalla mamma, 46enne marocchina, che faceva di tutto per aiutarlo a fuggire, ha continuato a fare resistenza. Nella circostanza, un Maresciallo ha sbattuto contro una porta finestra e si è ferito a una mano con un pezzo di vetro di 6 cm. Il 22enne, delinquente abituale (v. comunicati annessi), è stato ammanettato e accompagnato in carcere per scontare la nuova misura cautelare. Il Maresciallo ha ricevuto le prime cure da una vicina di casa del marocchino, poi è stato medicato dai sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bentivoglio. Anche il Carabiniere, rimasto ferito al collo, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Budrio. Adesso, i due marocchini dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, tentata evasione (il figlio) e procurata tentata evasione (la madre).
 
Altedo, 8 novembre 2016 – La squadra di basket si allena e i ladri ne approfittano: due persone arrestate dai Carabinieri.
I Carabinieri della Stazione di Malalbergo hanno arrestato un 24enne italiano e un 22enne marocchino, con precedenti di polizia, per concorso in tentato furto aggravato.
E’ accaduto ieri sera, quando la Centrale Operativa del 112 è stata informata che negli spogliatoi della palestra comunale situata in via Yuri Gagarin ad Altedo, era stato commesso un furto di oggetti personali ai danni di una squadra di basket che in quel momento si stava allenando. […]

Bologna, 17 ottobre 2016 – Lotta alla droga: sei spacciatori arrestati dai Carabinieri.
I Carabinieri della Compagnia Bologna Centro hanno arrestato sei pusher nel corso di un servizio di contrasto alle sostanze stupefacenti tra Piazza Verdi e il Parco della Montagnola, in particolare:
[…] segnalato alla Prefettura di Bologna un 22enne marocchino che deteneva dei frammenti di hashish e marijuana; […]

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 23 gennaio 2017

Trovato piuttosto 'alticcio' alla guida della sua auto, gli vengono ritirati il mezzo e la patente. Poche sere dopo, ancora alticcio, se la prende con il cancello della caserma e pretende di essere accompagnato a casa con la volante. E' finito in carcere.

Appiedato il mercoledì perchè 'ubriaco fradicio', il sabato, dopo una bevuta che non gli ha fatto dimenticare la disavventura, ha preteso di essere accompagnato a casa con la volante. I Carabinieri invece di assecondarlo, lo hanno trasferito direttamente in cella. 

E' successo a Sant’Agata Bolognese e protagonista della curiosa vicenda è un 45enne francese disoccupato, che dovrà rispondere per violenza, minaccia e resistenza a un pubblico ufficiale e lesioni personali.

Sabato sera, intorno alle 18.30, il 45enne si è presentato, a piedi, davanti alla caserma dei Carabinieri e ha iniziato a prendere a calci il cancello d’ingresso, gridando che voleva essere accompagnato a casa a bordo dell’autoradio dagli stessi militari che qualche giorno prima gli avevano ritirato la patente di guida. Il mercoledì pomeriggio precedente, infatti, i Carabinieri avevano denunciato l'uomo perché, da quanto era ubriaco, stava guidando un’auto in uno stato di “incoscienza” tale da rischiare di andare a sbattere, da un momento all’altro, contro le altre vetture in transito. Sottoposto alle analisi del sangue , l’automobilista era risultato positivo al test con un valore altissimo, pari a 4,11 g/l.

Il 45enne, così, invece di fare i conti con la coscienza e riflettere sulle conseguenze penali, non solo ha continuato a bere alcolici, ma, sabato sera, ha aggredito un Maresciallo dei Carabinieri che, sentendo le urla e i tonfi, era uscito dalla caserma per avere spiegazioni. Una volta ammanettato, il 45enne si è tranquillizzato, dopodiché è stato fatto salire sull’autoradio dei Carabinieri per andare, non a casa, come richiesto, ma in carcere, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, prevista per la mattina odierna.
In sede di rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e il 45enne è stato condannato a sei mesi. Adesso si trova agli arresti domiciliari.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 7 settembre 2016

Casalecchio di Reno. Arriva il cumulo di pena per un 51enne. Sconterà quattro anni e nove mesi di reclusione.


I Carabinieri di Casalecchio di Reno hanno eseguito un’ordinanza di carcerazione nei confronti di un 51enne, nato in Francia e residente a Milano.
Il provvedimento, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Piacenza, nasce dall’esigenza di unificare una serie di pene comminate nei confronti del soggetto, noto alle Forze dell’Ordine per i suoi numerosi precedenti di polizia commessi negli ultimi 14 anni tra l’Emilia Romagna e il Veneto. Il 51enne, arrestato lunedì mattina dai Carabinieri di Casalecchio di Reno, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Bologna, dove sconterà quattro anni e nove mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 4.426 euro.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

sabato 30 luglio 2016

La mafia è vicina. In carcere a Bologna un 24enne calabrese per tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

Il COMANDO CARABINIERI DI BOLOGNA HA INVIATO:

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 24enne, indagato, unitamente ai suoi genitori, padre 48enne e madre 47enne, per tentata estorsione in concorso, con l’aggravante del metodo mafioso, ai danni di due corregionali, titolari di un esercizio commerciale situato a Bologna.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, Dott. Bruno Perla, nasce da una richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, Dott. Enrico Cieri, scaturita da un’indagine avviata lo scorso gennaio, a seguito della denuncia sporta dai due esercenti presso la Stazione Carabinieri Bologna Indipendenza, che riferivano di aver subito diverse minacce di morte da parte del 24enne il quale, vantandosi di appartenere a una nota famiglia malavitosa calabrese e di conoscere gente della “Banda della Magliana”, aveva avanzato richieste estorsive di denaro: 500 euro al mese, fino al raggiungimento di 15.000 euro. I genitori avevano corroborato le richieste del figlio, facendo alcune telefonate intimidatorie ai commercianti.
Il giovane aveva maturato rancori nei confronti degli esercenti, dopo che, lo scorso novembre, lo avevano allontanato dall’attività, dove era stato assunto da qualche mese, a causa di problemi legati all’uso di stupefacenti.
Il 24enne, gravato da precedenti di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, è stato rintracciato ieri notte nell’abitazione di un conoscente situata nei pressi di Ostia. Sottoposto a perquisizione, il giovane è stato trovato in possesso di 22,5 grammi cocaina, 5,5 grammi di marijuana e diverso materiale idoneo al confezionamento della sostanza stupefacente che teneva nascosti in casa, nonché un’ascia occultata in un’auto parcheggiata nelle vicinanze dell’abitazione. Nella circostanza, il giovane, oltre a essere sottoposto all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale “Regina Coeli”, anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.





mercoledì 28 gennaio 2015

In corso ‘OPERAZIONE AEMILIA’: carcere per 117 ritenuti responsabili di associazione mafiosa, per altri 46 si sta procedendo.




La Legione Carabinieri, Comando Provinciale di Bologna ha aggiornato sulla operazione ‘Aemilia’,  in corso di attuazione.
                                                          
Vasta operazione da parte dei Carabinieri contro la ‘Ndrangheta  in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. Migliaia i Carabinieri impiegati con il supporto di elicotteri.
La Procura Distrettuale Antimafia di Bologna, che ha coordinato l’inchiesta, ha ottenuto dal Gip del tribunale un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 117 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi da fuoco, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro, commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività dell’associazione mafiosa; contestualmente, le Procure di Catanzaro e Brescia hanno emesso altri 46 provvedimenti per i medesimi reati.
Imponente lo schieramento dei carabinieri impiegati in arresti e perquisizioni.
In Emilia accertata la presenza della ‘Ndrangheta, che ha assunto  una nuova veste colloquiando con gli imprenditori locali.

venerdì 21 febbraio 2014

Bologna Borgo Panigale – Evade dagli arresti domiciliari e chiede di tornare in carcere.




CC Bologna Borgo Panigale
A volte il carcere può essere una liberazione. Per un 43enne di Bologna è certamente così. E’ infatti evaso dagli arresti domiciliari, si è presentato a un Carabiniere, ha confessato il suo reato e ha chiesto di essere rinchiuso in carcere. La ragione di tale comportamento è forse da ricercare nella sua situazione difficile: abbandonato dalla moglie e dai due figli, era in casa con i genitori prossimi alla sfratto esecutivo. Il carcere per lui è la garanzia di un tetto. Comunque la casa dove si trovava era una prigione peggiore della prigione.
L’evasione dagli arresti domiciliari  è avvenuta  questa notte. A ricevere la strana richiesta si essere portato in carcere è stato un Carabiniere della Stazione Bologna Borgo Panigale che stava effettuando un servizio notturno in qualità di militare addetto alla ricezione del pubblico. Dopo un breve dialogo, l’evaso, consapevole di ciò a cui andava incontro, ha giustificato la sua condotta poiché la sua famiglia aveva ricevuto un avviso di sfratto che sarebbe stato eseguito la prossima settimana. Il 43enne è sposato con una donna, con cui è in atto una separazione coniugale e che vive in un altro appartamento assieme ai suoi due figli di 24 e 17 anni. Rinunciando al privilegio della misura restrittiva domiciliare che gli era stata concessa, il soggetto, finito in manette il mese scorso, è stato arrestato dai Carabinieri per evasione. Questa mattina è stato portato in tribunale per la celebrazione del rito direttissimo ed è certo che non ‘chiederà le ‘attenuanti’. Anzi si arrabbierà se il giudice non sarà severo.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

sabato 11 gennaio 2014

San Benedetto Val di Sambro. Legato a una sedia e derubato: sono in carcere gli autori di una rapina a un anziano.




Pasquale GENTILE

Sono in carcere i due giovani  responsabili di una rapina a mano armata  commessa lo scorso giugno ai danni di un anziano dell’Alta Valle del Reno. A ‘tradirli’ le impronte digitali lasciate sulla latina di una bibita che ha dato ai Carabinieri la conferma di aver ‘pizzicato’ i due rapinatori.
I Carabinieri della Stazione di San Benedetto Val di Sambro, unitamente a quelli della Compagnia di Vergato e Bologna, hanno infatti eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Pasquale GENTILE, 23enne italiano e Mourad ARAB, 26enne marocchino, responsabili di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di armi


Il provvedimento, emesso dalla dott.ssa
Mourad ARAB
Franca Zavaglia, GIP presso il Tribunale di Bologna, segue la richiesta della dott.ssa Gabriella Maria Tavano, sostituto presso la Procura della Repubblica di Bologna, che ha concordato con le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri.

I fatti risalgono allo scorso 6 giugno, quando i due si avvicinarono a un 87enne di San Benedetto Val di Sambro che stava governando gli animali davanti alla sua abitazione. I due giovani, dopo un breve dialogo per guadagnarsi la confidenza con l’uomo, costrinsero l’anziano a recarsi in casa e sotto la minaccia di un coltello  lo rapinarono. Prima di andarsene legarono la loro vittima a una sedia e poi si allontanarono utilizzando la Fiat 600 del rapinato. 
L’anziano riuscì prima a liberasi le caviglie, poi, raggiunta la cantina dove aveva strumenti da taglio, a sciogliere  anche i polsi. Mentre era indaffarato a slegarsi, notò una lattina di aranciata aperta da uno dei due rapinatori e dimenticata sopra un mobile che servirà poi ai Carabinieri per individuare, grazie alle impronte lasciate sul contenitore,  uno dei due rapitori. L’anziano riuscì a fornire agli inquirenti anche una descrizione fisica dei due soggetti: entrambi dell’età di circa 20-25 anni e dell’altezza di circa 180 cm; uno dei due (quello che lo aveva minacciato col coltello) più robusto, di carnagione olivastra, parlava con un accento strano, forse straniero; l’altro di carnagione chiara, parlava in lingua italiana in modo più comprensibile. Un mese dopo, la Fiat 600 fu rinvenuta a Bologna e restituita al legittimo proprietario. Però, sul luogo del reato intervennero anche i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bologna che repertarono alcune impronte digitali verosimilmente lasciate dai due rapinatori: due impronte furono trovate anche sulla lattina di aranciata e un’altra sull’anta di un mobile della cucina. Grazie al supporto dei Carabinieri del RIS di Parma, che hanno analizzato le prove raccolte dai Carabinieri di Bologna, le impronte sulla lattina sono state attribuite ad ARAB Mourad, mentre quella sull’anta a GENTILE Pasquale, quest’ultimo noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia contro la persona e il patrimonio. Dopo la cattura i due sono stati associati al Carcere di Bologna. 



Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna.