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mercoledì 8 aprile 2026

Cgil Bologna, 'non può esserci impunità sulla strage di Suviana, serve la verità'

 A 2 anni dalla tragedia il sindacato chiede di accelerare i tempi per raccogliere le prove: "Non può esserci impunità perché non si raccolgono le prove, questo è inaccettabile".



A due anni dalla strage sotterranea della centrale idroelettrica di Enel Green Power, a Bargi, sul lago di Suviana, in cui persero la vita sette lavoratori, e altri sei rimasero feriti, la Cgil di Bologna ricorda quella tragedia e chiede alle istituzioni e alla Procura di accelerare i tempi perché vengano svuotati dall'acqua gli ultimi tre piani della struttura, dal -7 al -9, e si arrivi in fretta alla verità.

Cinque, al momento, gli indagati, tre di Enel e due di società esterne, che rispondono di disastro colposo, omicidio colposo sul lavoro plurimo e lesioni colpose sul lavoro. Il via libera a poter bonificare i piani dal -7 in poi, che consentirebbe di proseguire con le indagini, spetta al Tavolo amministrativo composto da vigili del fuoco, Ausl, Arpae e Regione, che devono verificare se sussistono tutti i parametri per poter agire in sicurezza. La Procura ha chiesto quindi di stilare un cronoprogramma degli interventi futuri, indicando i tempi, per capire se è possibile procedere ed eventualmente come. Una risposta dovrebbe arrivare entro la fine del mese.
    "Bisogna arrivare presto alla verità - ha detto il segretario della Cgil di Bologna, Michele Bulagarelli -. La fragilità di quel territorio è aggravata dal disimpegno di Enel. La centrale è chiusa da due anni". Stefania Pisani, segretaria generale della Filctem-Cgil di Bologna, ha aggiunto che "negli ultimi piani c'è la prova provata di quanto è accaduto. Noi ci troviamo di fronte a un sistema di centrali idroelettriche che sono degli anni '70 e '80 che andranno tutte quante a manutenzione. Sapere che cosa è successo ci consente di capire come evitare che si possa ripetere".
    Secondo Simone Selmi, della Fiom-Cgil, "a distanza di due anni siamo al giorno dopo la strage. Enel e le istituzioni facciano uno sforzo per potere accedere alle prove. I soldi per svuotare il bacino ci sono, bisogna tirarli fuori". La Cgil si costituirà parte civile nell'eventuale processo. "Il dialogo con la Procura c'è, ma al momento siamo spettatori. Però il sindacato non è uno spettatore silente. Il tavolo tecnico dia tempi certi per accedere ai luoghi. Chiunque si immerge dovrà farlo in sicurezza, quindi presto e bene", ha detto l'avvocato Andrea Ronchi.

giovedì 29 gennaio 2026

Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo 2026



Il Comune di Vergato informa:

 

Con decreto del Presidente della Repubblica del 13/01/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14/01/2026, è stata fissata al 22 e 23 marzo 2026 la data del referendum popolare confermativo ex art. 138 della Costituzione in materia di giustizia.

Si vota domenica 22 marzo dalle 07 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 07 alle 15.

Si tratta di un referendum confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione: serve a confermare o respingere una legge costituzionale approvata dal Parlamento e, a differenza dei referendum abrogativi, non c’è quorum di partecipazione: vince la maggioranza dei voti espressi.

Il questo a cui saranno chiamati a rispondere gli elettori è il seguente:
"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?".
Apponendo un segno sul "SÌ" si approva il testo di modifica della Costituzione;
Apponendo un segno sul "NO" si respinge il testo di modifica della Costituzione.

Principali contenuti della riforma

La legge costituzionale sottoposta a referendum introduce modifiche rilevanti all’ordinamento giudiziario italiano. In particolare:

1. Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri
- Attualmente un magistrato, all’inizio della carriera, entra nell’ordine giudiziario e può in seguito scegliere se fare il giudice o il pubblico ministero (PM), e in alcuni casi cambiare ruolo.
- Con la riforma, giudici e pubblici ministeri avranno carriere totalmente separate senza possibilità di passare da un ruolo all’altro.

2. Due Consigli Superiori della Magistratura distinti
- La riforma prevede l’istituzione di due organi di autogoverno (CSM): uno per i giudici e uno per i PM.
- Alcuni componenti di questi organismi verrebbero scelti anche tramite sorteggio da elenchi di professori, avvocati o magistrati esperti, oltre alle nomine tradizionali.

3. Istituzione di una Alta Corte disciplinare
- Al posto dell'attuale sistema disciplinare interno del CSM, la riforma prevede l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare, che avrà competenze esclusive sui procedimenti disciplinari contro i magistrati giudicanti e requirenti, togliendo questa funzione ai CSM separati.

Informazioni utili

Le operazioni di voto inizieranno domenica 22 marzo alle ore 7.00 e termineranno alle ore 23.00, e riprenderanno lunedì 23 marzo alle ore 7.00 e termineranno alle ore 15.00.

L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del comune di residenza.

Possono votare tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune e che avranno compiuto il 18° anno di età il 22 marzo 2026.

I cittadini italiani residenti all'estero (AIRE) o coloro che sono all'estero da non meno di 3 mesi possono votare all'estero.

Opzione voto all'estero

Ai sensi della legge 27 dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, votano per corrispondenza.

Tuttavia è possibile per gli elettori residenti all’estero e iscritti all’AIRE scegliere di votare in Italia presso il proprio Comune di iscrizione AIRE, comunicando per iscritto la propria scelta (opzione) al Consolato d’Italia competente per territorio entro il decimo giorno successivo alla indizione delle votazioni, ovvero entro il 24.01.2026.

Tale opzione può essere trasmessa al Consolato tramite modello allegato, corredato di copia non autenticata di un documento di identità, a mezzo posta elettronica, consegnata a mano o spedita per posta, e dovrà pervenire al Consolato entro il termine sopra indicato.

Come prescritto dalla normativa vigente, sarà cura degli elettori verificare che la comunicazione di opzione spedita per posta sia stata ricevuta in tempo utile dal proprio Ufficio consolare.

Gli elettori che scelgono di votare in Italia riceveranno dai rispettivi Comuni italiani la cartolina-avviso per votare presso i seggi elettorali in Italia.

Si ricorda che l’opzione del voto in Italia è valida solo per la consultazione elettorale per la quale viene esercitata.

mercoledì 14 gennaio 2026

Arbitro assicurativo, si parte il 15 gennaio

Dal 15 gennaio partirà l’Arbitro assicurativo, l’organismo per le controversie fra clienti e compagnie di assicurazione


 

Partirà il 15 gennaio l’Arbitro assicurativo,  l’organismo istituito per risolvere le controversie di natura assicurativa fra clienti e compagnie in modo veloce e a basso costo. Si tratta di un organismo indipendente e imparziale cui i cittadini e le imprese possono rivolgersi per risolvere le controversie di natura assicurativa che sorgono con le compagnie e gli intermediari assicurativi. Arriva dunque un nuovo strumento di risoluzione alternativa delle controversie in materia assicurativa.

Il sito è online, l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha annunciato lo scorso ottobre l’avvio dell’operatività dell’Arbitro assicurativo dal 15 gennaio 2026.

Le caratteristiche principali dell’Arbitro assicurativo

L’Arbitro è uno strumento di tutela semplice, rapido ed economico: il ricorso può essere presentato senza l’assistenza di un avvocato, è deciso entro 180 giorni (prorogabili una sola volta fino ad ulteriori 90 per le controversie particolarmente complesse) e costa 20 euro, che verranno restituiti al ricorrente se il ricorso viene accolto.

La procedura prevede che si possa presentare ricorso all’Arbitro assicurativo solo dopo aver presentato reclamo alla compagnia e/o all’intermediario, se non si è ricevuta risposta trascorso il termine di 45 giorni o se si è ricevuta una risposta non soddisfacente. Il reclamo nei confronti della compagnia e/o dell’intermediario costituisce un presupposto per l’ammissibilità del ricorso all’Arbitro.

La decisione dell’Arbitro sul ricorso non è vincolante; se, tuttavia, l’impresa e/o l’intermediario non la rispettano, la notizia dell’inadempimento  è pubblicata sul sito per un periodo di 5 anni e resta in evidenza per 6 mesi sul sito internet dell’impresa o dell’intermediario (o affissa nei locali in assenza di un sito internet). Se la decisione dell’Arbitro è insoddisfacente, sia il cliente che l’impresa e l’intermediario possono comunque sempre rivolgersi all’Autorità giudiziaria.

Adiconsum: numerosi contenziosi

L’Arbitro Assicurativo sarà dunque operativo dal 15 gennaio 2026  presso l’Ivass per risolvere le controversie tra consumatori (e terzi danneggiati con azione diretta) e imprese/intermediari assicurativi italiani.

“A differenza dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) istituito nel 2009 e dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) istituito nel 2016, l’Arbitro Assicurativo – spiega Adiconsum – arriva con notevole ritardo in un ambito, come quello assicurativo, in cui numerosi sono i contenziosi che interessano i consumatori, andando a completare quel tassello ancora mancante nella tutela a 360 gradi dei consumatori”.

Fra le caratteristiche ricordate da Adiconsum ci sono:

·         Ambiti di intervento: controversie su contratti assicurativi vita e danni, incluse violazioni di adeguatezza, ritardi nelle prestazioni, mancata consegna documenti, sconti RC auto obbligatori, abbinamenti irregolari di coperture non assicurative e chiarezza della documentazione

·         Limiti risarcitori: fino a 300.000 € per polizze vita ramo I con solo caso decesso; 150.000 € per altri rami vita; 25.000 € generali; 2.500 € per RC con azione diretta del terzo danneggiato

·         Procedura: ricorso telematico obbligatorio dopo reclamo non soddisfacente all’impresa (entro 12 mesi); costo 20 € per il ricorrente (rimborsabile in caso di accoglimento); contributo fisso per impresa (200 €) o intermediario (100 €)

·         Decisione: basata solo su documenti, entro 90 giorni (prorogabili una volta); non vincolante per il consumatore, ma vincolante per impresa/intermediario (con sanzioni in caso di inottemperanza, come pubblicazione della decisione)

Assoutenti: ci sono criticità

L’arrivo dell’Arbitro è “un passo avanti importante, atteso da anni, che può contribuire a rendere la tutela dei consumatori più rapida, accessibile e meno onerosa rispetto al ricorso ai tribunali”.

Così Assoutenti che però evidenzia alcuni profili considerati già critici.

Il primo, sottolineato da Assoutenti, è quello dell’indipendenza dell’Arbitro Assicurativo. “Dopo una lunga gestazione, avremmo auspicato la nascita di un organismo pienamente autonomo, e non incardinato presso Ivass, autorità che nella sua storia ha spesso assunto posizioni sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati – afferma l’associazione – Per questo motivo, pur prendendo atto della qualità e del prestigio dei componenti del collegio, Assoutenti auspica che i tre arbitri di nomina Ivass dimostrino, nei fatti, una indipendenza forte e inequivocabile dal mondo assicurativo”.

Una seconda criticità per l’associazione riguarda l’organizzazione dell’Arbitro.

“La scelta di partire con un collegio unico a Roma solleva forti perplessità – afferma Assoutenti – I numeri parlano chiaro: nel solo 2024 il comparto assicurativo ha generato oltre 113mila reclami. È realistico pensare che un unico collegio possa reggere, in tempi ragionevoli, un potenziale afflusso di migliaia di ricorsi?”.

Per l’associazione sarebbe stato più efficace prevedere una struttura articolata su base regionale o macroregionale.

Commenta il presidente Gabriele Melluso: “L’Arbitro assicurativo rappresenta senza dubbio un esperimento importante e una possibile valvola di sfogo per il sistema giudiziario. Ma proprio per questo deve essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio. Assoutenti vigilerà con attenzione sull’operato dell’AAS, pronta a collaborare in modo costruttivo, ma altrettanto pronta a segnalare criticità e distorsioni”.

(Richiesto da Dubbio)

lunedì 27 marzo 2023

Patrigno ucciso da penne avvelenate, confermati i 30 anni

Procura generale aveva chiesto l'ergastolo. Oggi la confessione


La Corte di assise di appello di Bologna ha confermato la condanna a 30 anni per Alessandro Leon Asoli, a processo per aver ucciso il patrigno Loreno Grimandi e aver tentato di assassinare la madre Monica Marchioni a Casalecchio di Reno, il 15 aprile 2021, con un piatto di penne al salmone avvelenate con nitrito di sodio.

    Proprio oggi in udienza il 21enne, difeso dall'avvocato Davide Bicocchi, ha confessato per la prima volta il delitto.

    Oltre alla difesa, la sentenza era stata impugnata anche dalla Procura e la Procura generale aveva chiesto l'ergastolo. (ANSA).

giovedì 21 aprile 2022

Ex insegnante uccisa, chiusa l'indagine sul cugino

 

Anche la moglie accusata per detenzione di armi e munizioni



La Procura di Bologna ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Natalia Chinni ( nella foto) , insegnante in pensione di 72 anni, uccisa il 29 ottobre dai pallettoni sparati da una fucile calibro 12, mentre stava riparando la recinzione della sua proprietà di Santa Maria Villiana di Gaggio Montano.

Il pm Antonello Gustapane ha inviato l'avviso di fine indagine al cugino, Fabio Ferrari, accusato di omicidio aggravato da futili motivi di vicinato.

I due avevano infatti già litigato in passato per questioni di confini e i loro rapporti erano da tempo deteriorati.

Gravemente ferita, Natalia sarebbe riuscita a raggiungere la propria auto per prendere il cellulare, poi si è trascinata verso casa e, dopo aver salito alcuni gradini è entrata, ma ha perso i sensi prima di riuscire a chiedere aiuto. In serata era stata poi ritrovata senza vita dal figlio.

Ferrari era stato indagato fin da subito per omicidio aggravato dai futili motivi e dal 14 dicembre è sottoposto ai domiciliari, con ordinanza del Gip. E' accusato anche di detenzione illegale di armi, reato di cui risponde ora anche la moglie, Loredana Bicocchi, in relazione al fucile, a diverse munizioni da caccia e a una pistola. Armi detenute in violazione del divieto disposto dal prefetto di Bologna, nel dicembre 2020. La moglie ne risponde, per il fucile, anche al fine di far conseguire al marito l'impunità per l'omicidio. I due coniugi sono difesi dagli avvocati Angelita Tocci e Franco Oliva.

Nel corso delle indagini è stata disposta dalla Procura una consulenza psichiatrica che ha concluso per la piena imputabilità di Ferrari.

mercoledì 18 dicembre 2019

Anziani maltrattati, condannati coniugi

6 anni e 8 mesi al titolare della casa famiglia, anche per abusi sessuali



E' stato condannato a 6 anni e 8 mesi Luciano Ravaglia, il titolare della casa famiglia 'il Fornello' di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese, accusato insieme alla moglie e a due collaboratrici di maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani che erano ricoverati nella struttura. La decisione è arrivata dal gip, Domenico Truppa, che al termine dell'abbreviato ha condannato a 3 anni e 4 mesi anche la consorte, Monica Torri. Per Ravaglia, inoltre accusato di due episodi di violenza sessuale, il giudice ha stabilito anche l'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di 5 anni, così come per la moglie. Mentre solo per il 53enne, ai domiciliari, è stata disposta l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e alla amministrazione di sostegno.
    I due sono difesi dagli avvocati Elisa Sforza e Pier Francesco Uselli; disposti anche risarcimenti alle vittime, diverse delle quali sono assistite dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. (ANSA)

lunedì 25 novembre 2019

Violenza donne, 'tempi della giustizia troppo lunghi'

Manifesto della Cgil contro i maltrattamenti in luoghi di lavoro

Fragilità economica per "le donne impegnate in percorsi per uscire dalla violenza", in difficoltà nel trovare casa o lavoro, e troppe attese per ricevere "risposte dal sistema giustizia: i procedimenti, civili e penali, hanno tempi lunghissimi". Sono due aspetti che il Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna mette in luce in una nota, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per evidenziare le difficoltà che incontrano le strutture che assistono chi subisce maltrattamenti. Il lavoro in rete tra coloro che sono impegnati nella tutela delle donne "è il punto cardine che contribuisce - aggiunge il comunicato - a sostenere concretamente le vittime di violenza".
    Tra chi opera per contrastare la violenza di genere nei luoghi di lavoro c'è la Cgil Emilia-Romagna che oggi ricorda il valore della Convenzione sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro emanata dalla Conferenza generale dell'Organizzazione internazionale del Lavoro (Oil).

martedì 12 febbraio 2019

La Regione ricorre alla Consulta sul Passante di Bologna

Donini su Fb, un miliardo e mezzo le risorse bloccate

Riceviamo

La Regione Emilia-Romagna ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale, contro il Governo, per il Passante di Bologna, il progetto di allargamento di tangenziale e autostrada nel tratto cittadino. Lo annuncia con un video sulla sua pagina Facebook l'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini. "Ci attiveremo contro il Governo anche per la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo - aggiunge - bloccata proprio in queste ore in modo illegittimo dal Ministro Toninelli a pochi mesi dal cantiere. Sono quasi un miliardo e mezzo le risorse bloccate da questo Governo, che vuole condannare il Paese alla crisi economica e alla decrescita. Ci mobiliteremo democraticamente per vedere garantiti i nostri diritti, anche appellandoci ai supremi Organismi di Garanzia Costituzionale perché pensiamo sia stato leso il principio fondamentale della collaborazione fra Istituzioni dello Stato"

mercoledì 12 dicembre 2018

Riciclaggio e commercio abusivo di oro, 10 arresti

Operazione della Gdf di Bologna, sequestri per 7,4 mln

Richiesto

Riciclavano e commerciavano abusivamente oro in Italia e in Europa: per questo la Guardia di finanza di Bologna ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare (7 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) e numerose perquisizioni locali e personali in Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo e Basilicata.
Emessi anche quattro "mandati di arresto europei" in Romania e Turchia. In corso il sequestro preventivo per equivalente dei beni e delle disponibilità finanziarie degli indagati e delle società a loro riconducibili per un ammontare complessivo di 7,4 milioni di euro. Smascherato un articolato sistema criminale i cui responsabili sono indagati per associazione a delinquere, riciclaggio di proventi illeciti e ricettazione con l'aggravante del reato transnazionale. (ANSA)

domenica 25 novembre 2018

Violenza donne, 31mila denunce in 5 anni

Al via campagna di comunicazione dei centri antiviolenza
 © ANSA

Sono 31mila le donne che hanno sporto denuncia per violenze subite nell'ultimo quinquennio in Emilia-Romagna, nel 2017 in 3.520 sono state accolte dalla rete regionale, mentre nei primi dieci mesi del 2018 sono oltre 3.600 le vittime che si sono rivolte ai centri antiviolenza. È quanto emerge dal primo rapporto dell'Osservatorio regionale presentato oggi a Bologna insieme al lancio della campagna di comunicazione 'Donne al centro contro la violenza'.
L'Emilia-Romagna è una delle regioni dove i tassi di violenza contro le donne sono più alti in Italia ma è anche la prima per le denunce di violenze sessuali (15,6 ogni 100mila donne), percosse (28,6), lesioni dolose (89,6) e la quarta per i femminicidi (0,6 su centomila). Tassi inferiori alla media nazionale si riscontrano sullo stalking (23,2). Per contrastare il fenomeno la Regione ha messo in piedi un sistema che si basa su una rete di 56 sportelli per ascolto e presa in carico, 20 Centri Antiviolenza e 39 Case Rifugio. (ANSA)

Aemilia: giudici senza scorta, Libera 'garantire sicurezza'

Preoccupazione dopo sequestro Poste e intimidazione a legale

 © ANSA

Due giudici del collegio del processo di 'Ndrangheta 'Aemilia' non hanno una scorta assegnata. Si tratta di Francesco Maria Caruso, ora presidente del tribunale di Bologna e di Andrea Rat. La circostanza desta preoccupazione soprattutto dopo alcuni recenti episodi, letti in ambienti giudiziari come un crescendo di tensione, in seguito alla sentenza: tra questi, il gesto di Francesco Amato, imputato condannato che il 5 novembre è rimasto asserragliato con ostaggi in un ufficio postale, e l'intimidazione ricevuta dall'avvocato Rosario Di Legami, custode di molti dei beni sequestrati. Si tratta di episodi da decifrare, ma "in generale, a persone che hanno responsabilità di questo tipo (come i giudici, ndr) va garantita la massima sicurezza", dice Daniele Borghi, referente di Libera in Emilia-Romagna. Per Borghi "sono segnali preoccupanti: 1.200 anni di carcere sono tanti, è abbastanza naturale che ci sia tensione". Caruso, contattato in merito, non ha voluto fare dichiarazioni. (ANSA)

giovedì 15 novembre 2018

'Clistere' a ragazzo, due minorenni a processo

18enne costretto a subire. L'accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata

Durante la festa per il suo diciottesimo compleanno fu legato e costretto a subire un clistere di lassativo da alcuni 'amici'. Dell'episodio, accaduto a maggio 2017 , due ragazzi autori del gesto, all'epoca minorenni, ora dovranno rispondere in tribunale. A breve ci sarà il processo e la contestazione dei pm minorili di Bologna è violenza sessuale di gruppo aggravata. La vittima quando riuscì a liberarsi si sentì male e presentò denuncia contro i coetanei.
Per un terzo giovane, maggiorenne, che prese le distanze dal piano degli altri due, la Procura prima derubricò l'accusa in violenza privata e poi chiese e ottenne l'archiviazione. Dopo aver subito il clistere il 18enne fu costretto a usare carta igienica cosparsa di peperoncino. Il giovane ha avuto successivamente bisogno delle cure di un psicologo. I due responsabili, dopo un incontro col preside, furono spinti a cambiare classe. (ANSA)


venerdì 28 settembre 2018

Sedicenne ucciso, carcere confermato

Accolta la richiesta della procura per omicidio aggravato


Da ANSA
 
Fermo convalidato e applicazione della custodia cautelare in carcere. E' questa la decisione del gip del tribunale per i minorenni di Bologna Anna Filocamo che ha sciolto la riserva dopo l'udienza per il sedicenne accusato dell'omicidio del coetaneo Giuseppe Balboni. E' stata dunque accolta la richiesta della procura dei minori guidata da Silvia Marzocchi. L'accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi e di occultamento di cadavere.
   

giovedì 6 settembre 2018

Reati fiscali e riciclaggio,110 indagati

Perquisizioni e sequestri della Guardia di Finanza, per 234 milioni di euro


Dall'alba i militari della Guardia di Finanza di Bologna e Reggio Emilia, coordinati dalla Procura reggiana, stanno eseguendo perquisizioni in tutta Italia nei confronti degli appartenenti ad un presunto sodalizio criminale accusato, a vario titolo, di reati fiscali e fallimentari, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato. Sono 110 gli indagati mentre è in corso il sequestro preventivo di beni e società per 234 milioni. Tra le persone coinvolte, imprenditori, professionisti e prestanome.
    Le indagini sono state condotte su più fronti dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Emilia e di Bologna e si sono sviluppate, dall'inizio, in distinti contesti investigativi: hanno consentito di individuare e ricostruire, spiega la Gdf, una complessa struttura criminale che secondo le indagini ha operato facendo ricorso ad un numero consistente di società con sede nel centro-nord Italia. (ANSA)

venerdì 31 agosto 2018

Poliziotto accusato di insulti razzisti

Scambio di denunce tra l'agente e un giovane straniero

 © ANSA
 
Da ANSA

Un poliziotto di Reggio Emilia è accusato di aver rivolto insulti a sfondo razzista nei confronti di un ventenne ghanese con cittadinanza italiana. La lite è avvenuta intorno alle 14 di mercoledì, sulla circonvallazione della città. L'agente, in borghese dopo aver finito il turno, era fermo a un semaforo quando ha notato il giovane alla guida col cellulare. Lo avrebbe richiamato all'ordine e la situazione sarebbe degenerata. I due avrebbero cominciato a insultarsi e sarebbero partiti anche uno sputo e uno schiaffo al ragazzo, che ha così chiamato il 113, spiegando di essere stato insultato pesantemente. Sono arrivate volanti che hanno raccolto varie testimonianze dei clienti di un bar. Il poliziotto, ascoltato dai colleghi, nega gli epiteti razzisti e, anzi, sostiene che sarebbe stato l'altro a sputargli addosso, dopo essersi opposto alla richiesta di fornire le generalità. Entrambi hanno sporto una denuncia-querela. La questura ha aperto un'indagine interna, la Procura un'inchiesta.

lunedì 20 agosto 2018

Luppi con il suo saluto romano a Marzabotto non ha commesso reato

Per la Procura non c'è stato pericolo per l'ordine democratico. Chiesta l'archiviazione

 

Non c'è reato nel comportamento del calciatore dilettante Eugenio Maria Luppi, che esultò con un saluto romano e mostrando una maglietta della Repubblica Sociale nel campo di Marzabotto, paese dell'eccidio nazifascista. Per la Procura di Bologna, che ha chiesto l'archiviazione poi disposta dal Gip, "nessun pericolo all'ordinamento democratico può essersi riscontrato". Luppi era indagato per apologia di fascismo.

    Nella richiesta del pm si dice che quello di Luppi, difeso dall'avvocato Alessandro Veronesi, è stato "un gesto isolato, di un giovane che non pare nemmeno avere avuto piena contezza del grave significato della simbologia esposta e che, lungi dal voler diffondere o rafforzare l'ideologia del disciolto partito fascista a danno dei valori democratici e costituzionali, si è poi scusato cercando, invece, l'incontro" con Franco Leoni Leutizi, "sopravvissuto alla strage di Marzabotto, che gli ha offerto la sua testimonianza a spiegazione della gravità del gesto mostrato". (ANSA)

mercoledì 1 agosto 2018

Attenzione i truffatori sono all'opera.

Gabbati con falsa informazione: rilevatori gas spacciati per obbligatori e a prezzo più che gonfiato

 
In poche ore ha raggirato quattro persone, piazzando a 399 euro apparecchi per rilevare fughe di gas che in realtà costano pochi euro, e facendo credere che siano obbligatori per legge. Secondo la Polizia, è un truffatore 'seriale' un trentenne arrestato in flagrante ieri mattina in via Santa Croce, nel centro di Bologna. L'uomo, di origine albanese, è titolare e unico dipendente di una ditta, con sede legale nel Bresciano, che vende e installa questi apparecchi e in passato era già stato denunciato per truffe analoghe. Secondo quanto è stato ricostruito, si presentava con modi distinti e con la cartellina dell'azienda. Oltre a sostenere che l'installazione sia obbligatoria, induceva a credere che il costo del rilevatore fosse di 39 euro.
    Ma momento del pagamento con il Pos portatile ("perché tutto sia tracciato e in regola", diceva), distraeva la vittima di turno facendo complimenti alla casa, a un mobile o al cane e digitava 399 euro.


venerdì 8 giugno 2018

Sgominata la Gang dei furti agli anziani, 10 arresti

Tra Ferrara e Reggio Emilia in atto un blitz dei carabinieri


Da ANSA
 
   É in corso dall'alba a Ferrara e Reggio Emilia un'operazione dei Carabinieri della Compagnia di Ferrara e del Reparto Operativo provinciale, con la collaborazione di personale del 5/o Rgt Emilia-Romagna, del Nucleo Cinofili di Bologna e del Nucleo Elicotteri di Forlì, per l'esecuzione di una decina di ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste dal pm Ciro Alberto Savino ed emesse dal gip Silvia Marini a carico di in gruppo criminale organizzato che compiva furti in abitazioni isolate ai danni di anziani che vivono soli e che venivano scelti dopo accurati e continui sopralluoghi e oltre agli arrestati compaiono negli atti altri due persone denunciate.
    L'operazione conclude un'attività d'indagine svolta dal mese di ottobre 2017 al mese di giugno 2018 supportata da attività tecnica che ha permesso di documentare, e quindi scoprire l'esistenza di una associazione per delinquere dedita alla commissione di furti in abitazione e ricettazione.


venerdì 11 maggio 2018

Terrorismo: un arresto nel Bolognese


Un siriano presunto foreign figher preso dalla Guardia di Finanza

Un siriano arrestato a Bologna è tra i destinatari delle misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia in varie regioni italiane in una vasta operazione antiterrorismo coordinata dalla Procura nazionale contro una rete di supporto a formazioni combattenti di matrice integralista islamica in Siria. Lo straniero, arrestato dalla Guardia di Finanza, aveva lavorato per alcuni mesi in una ditta di Crespellano, paese della provincia nel Comune di Valsamoggia. Si tratterebbe di un presunto 'foreign fighter'

mercoledì 9 maggio 2018

Processato per minacce al prof

Se mi metti la nota mio padre ti spacca la faccia”

Da ANSA
 
La Procura per i minorenni di Bologna guidata da Silvia Marzocchi si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per un sedicenne, che avrebbe minacciato un insegnante di una scuola superiore della provincia e da lui è stato denunciato. I fatti risalgono a ottobre e il reato contestato al minore, apprende l'ANSA, è violenza o minaccia a pubblico ufficiale.
    Il ragazzo, riporta 'il Resto del Carlino', prima aveva spintonato un compagno verso la fine dell'ora, quindi era stato sgridato dal docente perché disturbava anche il resto della classe. Nonostante il rimprovero, avrebbe continuato ad agitarsi, lanciando oggetti in terra, un comportamento che ha portato l'insegnante ad aprire il registro per mettere una nota.
    "Se mi metti una nota, chiamo mio padre che è un pugile e ti spacca la faccia. Ti conviene non farlo", gli avrebbe detto l'alunno. Poi avrebbe preso a pugni la lavagna. Il docente si è rivolto ai Carabinieri e ne è nato il fascicolo in Procura minorile.