Visualizzazione post con etichetta sindacati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sindacati. Mostra tutti i post
lunedì 20 aprile 2020
Fase 2: non lasciate a casa più a lungo gli anziani
Le organizzazioni sindacali contro l'ipotesi di costringere a casa gli anziani alla ripresa della mobilità, seppur condizionata, dei cittadini nella cosiddetta fase 2.
lunedì 10 febbraio 2020
Sindacati allarmati, sembra confermata la chiusura della sede Polstrada Casalecchio
Sembrerebbe
confermata l’intenzione di sopprimere diversi Distaccamenti della
Polizia Stradale, tra cui quello di Casalecchio
da
Dubbio
"Non possiamo che esprimere ancora forte preoccupazione
per il futuro del Distaccamento di Polizia
Stradale di Casalecchio di Reno -
lo scrivono i sindacati di polizia Siulp e Siap - già nei mesi
scorsi a fronte di un decreto spuntato in concomitanza della campagna
elettorale a firma del Capo della Polizia Direttore Generale della
Pubblica Sicurezza Prefetto Franco Gabrielli per cui facemmo vibranti
proteste al fine di far comprendere l’importanza di evitare la
soppressione di quel presidio di Polizia attesa anche la zona ove
insiste".
"Da
lì - continuano i sindacati - grazie all’impegno
dell’Amministrazione Comunale che ha messo a disposizione un
immobile per abbattere i costi passivi, dei parlamentari locali,
nonché del rieletto governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano
Bonaccini
il
quale interessò direttamente la Ministra degli Interni Luciana
Lamorgese,
pareva scongiurata la chiusura".
Promesse da marinaio ?
Etichette:
Polstrada Casalecchio di Reno,
sindacati
giovedì 10 ottobre 2019
30 dipendenti della Nike di Casalecchio a rischio per la chiusura della sede: per loro il trasferimento è l'unica via
Secondo
i sindacati non hanno possibilità di scelta. Altrimenti devono
dimettersi perdendo il lavoro e l'indennità di disoccupazione
La
sede Nike di
Casalecchio di
Reno chiuderà entro
luglio 2020 e per i 30 dipendenti
si profila un
trasferimento a Milano.
Cgil,
Cisl e Uil denunciano che non vi sono alternative e sembra che, al
momento, i margini di trattativa siano scarsi nonostante i loro
sforzi per cercare di concordare “piccoli aggiustamenti o percorsi
alternativi per offrire protezione e sostegno per coloro che, per
ragioni soggettive o oggettive, non sono nelle condizioni di
trasferirsi nella sede milanese”, ma la dirigenza sarebbe
“irremovibile. Lavoratrici madri, donne e uomini con impegni di
cura e assistenza a genitori anziani, soggetti fragili non hanno
molte possibilità di scelta: dimettersi, perdendo non solo il
lavoro, ma anche probabilmente l'ammortizzatore sociale
dell'indennità di disoccupazione (Naspi)”. Per i sindacati,
"un comportamento inaccettabile per una multinazionale
che ha fatto del
motto 'prima le persone' la sua bandiera; che nel suo Codice etico
cita che 'le azioni concernenti il lavoro di ogni dipendente devono
rispecchiare determinati standard di onestà, lealtà, affidabilità,
correttezza, attenzione per gli altri e responsabilità".
Etichette:
Casalecchio di Reno,
LAVORO,
Nike,
sindacati
martedì 8 ottobre 2019
Pace fatta fra Ausl e sindacati
Esito
positivo dell’incontro, in sede Prefettizia, tra Ausl Bologna e le
OO.SS per la riorganizzazione dei Sert. Sospeso lo stato
d’agitazione.
A
seguito del confronto avvenuto in sede prefettizia in data odierna
tra l'AUSL e le OO.SS. presenti, in rappresentanza sia degli
operatori della dirigenza che degli operatori del comparto, le parti
hanno condiviso di intensificare il dialogo sulle azioni programmate
attraverso incontri tecnici congiunti. E' stata garantita la
copertura del turn over entro l'anno in corso e la verifica di
eventuali ulteriori necessità a seguito dell'implementazione della
riorganizzazione. E' stata riaffermata la centralità della
continuità nell'offerta sanitaria ai cittadini con vulnerabilità
sociale e l'importanza di effettuare azioni che coinvolgano
maggiormente questo tipo di utenza.
Etichette:
agitazione,
Ausl Bologna,
sindacati
martedì 30 ottobre 2018
Sindacati, non lavorare l'1 novembre
L'appello delle sigle del commercio in Emilia-Romagna
Da Ansa
I
sindacati confederali del commercio dell'Emilia-Romagna invitano ad
astenersi dal lavoro nei centri commerciali il primo novembre, festa
di Ognissanti.
Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ricordano ai lavoratori che "sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione.
I tre sindacati chiedono inoltre "di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio. E "di escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali, restituendo a questi giorni il valore civile e religioso che è patrimonio della nostra storia e della nostra cultura", oltre che "di restituire agli Enti locali congiuntamente alle parti sociali la prerogativa di definire la regolamentazione delle aperture territoriali.
Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ricordano ai lavoratori che "sulla base delle norme contrattuali vigenti, e alla luce delle recenti sentenze della Cassazione potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni lavorative in tutte le festività, senza incorrere in nessuna sanzione.
I tre sindacati chiedono inoltre "di porre un limite alle aperture incontrollate che in questi anni hanno stravolto il settore e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del commercio. E "di escludere la possibilità di aprire in occasione delle festività nazionali, restituendo a questi giorni il valore civile e religioso che è patrimonio della nostra storia e della nostra cultura", oltre che "di restituire agli Enti locali congiuntamente alle parti sociali la prerogativa di definire la regolamentazione delle aperture territoriali.
Etichette:
1 novembre,
Cgil,
Cisl,
Contratti,
festività Tutti Santi,
LAVORO,
Salario,
sindacati,
UIL
sabato 11 agosto 2018
I sindacati Emiliano Romagnoli, “ astenersi dal lavoro il 15 agosto”
Chiesto incontro al Mise per immediato intervento legislativo
Da
ANSA
Invito
ai dipendenti del commercio e agli addetti nei centri commerciali a
non lavorare, nella giornata festiva di Ferragosto. A lanciarlo sono
i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil
dell'Emilia-Romagna che hanno richiesto un incontro al Ministro dello
Sviluppo Economico auspicando un immediato intervento
legislativo.
Le organizzazioni sindacali, spiega una nota, hanno più volte ipotizzato modifiche al decreto 'Salva Italia' così da porre un limite a aperture incontrollate; escludere la possibilità di aprire per le festività nazionali; restituire a istituzioni locali e parti sociali la facoltà di definire le aperture; riconsegnare alle istituzioni locali la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare. A giudizio dei sindacati, "questi anni di liberalizzazioni hanno contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro".
Le organizzazioni sindacali, spiega una nota, hanno più volte ipotizzato modifiche al decreto 'Salva Italia' così da porre un limite a aperture incontrollate; escludere la possibilità di aprire per le festività nazionali; restituire a istituzioni locali e parti sociali la facoltà di definire le aperture; riconsegnare alle istituzioni locali la prerogativa di determinare quali e quanti nuovi insediamenti commerciali è possibile avviare. A giudizio dei sindacati, "questi anni di liberalizzazioni hanno contribuito ad aumentare i metri quadri di area vendita generando una concorrenza selvaggia i cui costi si stanno scaricando sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro".
martedì 1 maggio 2018
La Demm diventa tedesca.
Incontro il prossimo 4 maggio. Previsti 121 dipendenti su 195, azzerato contratto
Da
ANSA
Finisce
in mani tedesche, quelle di Certina - holding di ristrutturazioni
aziendali controllata da Scv - la Demm di Porretta, azienda
metalmeccanica da 3 anni in amministrazione straordinaria. Lo
comunicano la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl bolognesi secondo cui
"l'offerta d'acquisto presentata prevede il passaggio attraverso
una newco con il trasferimento di 125 dipendenti sui 191 attuali,
nonché l'azzeramento della contrattazione aziendale, applicando agli
stessi il contratto collettivo nazionale di Federmeccanica".
Nel corso delle assemblee sindacali svolte oggi è stata illustrata l'offerta e annunciato ai lavoratori l'incontro con Certina che si terrà il prossimo 4 maggio durante il quale, verranno chiesti la "salvaguardia del più alto numero occupazionale ed il mantenimento dei diritti oggi presenti in Demm".
Inoltre, viene sottolineato dai sindacati, si chiede "alle istituzioni tutte, a partire dal Ministero dello Sviluppo Economico l'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili".
Nel corso delle assemblee sindacali svolte oggi è stata illustrata l'offerta e annunciato ai lavoratori l'incontro con Certina che si terrà il prossimo 4 maggio durante il quale, verranno chiesti la "salvaguardia del più alto numero occupazionale ed il mantenimento dei diritti oggi presenti in Demm".
Inoltre, viene sottolineato dai sindacati, si chiede "alle istituzioni tutte, a partire dal Ministero dello Sviluppo Economico l'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili".
Etichette:
Contratti,
Demm,
Federmeccanica,
Fiom,
LAVORO,
Metalmeccanici,
Porretta Terme,
Salario,
sindacati,
valle del RENO
venerdì 2 febbraio 2018
Treni regionali regolari domenica in Emilia romagna
Sindacati differiscono sciopero personale mobile di Trenitalia
Da
ANSA
Treni
regionali regolari domenica prossima in Emilia-Romagna. Lo annuncia
una nota delle Ferrovie dello Stato.
Le segreterie regionali dei sindacati Filt, Fit, Uilt, Ugl e Fast - spiega la nota - hanno infatti differito lo sciopero del personale mobile della Divisione Passeggeri Regionale Emilia-Romagna di Trenitalia, programmato dalle 9 alle 17 di domenica 4 febbraio.
Le segreterie regionali dei sindacati Filt, Fit, Uilt, Ugl e Fast - spiega la nota - hanno infatti differito lo sciopero del personale mobile della Divisione Passeggeri Regionale Emilia-Romagna di Trenitalia, programmato dalle 9 alle 17 di domenica 4 febbraio.
Etichette:
Emilia Romagna,
Ferrovie dello Stato,
sciopero,
sindacati,
Trasporti ferroviari,
UGL Trenitalia
venerdì 26 gennaio 2018
Sospeso lo sciopero dei treni in Emilia Romagna.
Era
indetto per il 28 gennaio. Solidarietà a vittime Pioltello
Da
ANSA
"Le
segreterie regionali dell'Emilia-Romagna esprimono il loro cordoglio
alle famiglie delle vittime del gravissimo incidente occorso questa
mattina in Lombardia e accolgono senza esitazione l'invito a
differire lo sciopero del personale di Trenitalia proclamato nella
regione per il giorno 28.01.2018". Lo hanno deciso i sindacati
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Fast, in seguito al
deragliamento di un convoglio Trenord avvenuto a Pioltello (Milano),
nel quale tre persone sono morte e decine sono rimaste ferite.
Etichette:
Emilia Romagna,
mobilità,
pendolari,
sciopero,
sindacati,
TRASPORTI,
Trenitalia
sabato 1 luglio 2017
Videosorveglianza, Ausl e Sindacati hanno firmato la preintesa .
L'Azienda USL di Bologna informa:
La direzione aziendale e le organizzazioni sindacali del comparto hanno
firmato il 29 giugno, una preintesa in materia di
videosorveglianza.
La firma della preintesa fa seguito all’adeguamento delle linee guida aziendali in materia di videosorveglianza, che tengono conto delle novità via via introdotte dal Garante della privacy. Queste novità rendevano necessario un intervento di armonizzazione degli atti aziendali con le norme applicate per la gestione dei diversi impianti di videosorveglianza.
Al centro della attenzione della Azienda, oltre al rispetto delle norme sulla tutela della privacy, l’interesse prioritario per le garanzie di sicurezza per cittadini e operatori.
In attesa del perfezionamento degli accordi con le OOSS, in coerenza con le indicazioni sul tema da parte della Prefettura si è garantito il funzionamento delle telecamere più significative in termini di sicurezza, in particolare quelle perimetrali. Contestualmente si è proceduto ad un piano di graduale spegnimento di alcuni impianti, nell'ambito della verifica complessiva avviata su tutte le telecamere esistenti.
La sigla della preintesa è la premessa per il perfezionamento dell’Accordo tra Azienda e OOSS, necessario per dare piena attuazione alle procedure e alle garanzie connesse riguardanti l’intero sistema di videosorveglianza.
La firma della preintesa fa seguito all’adeguamento delle linee guida aziendali in materia di videosorveglianza, che tengono conto delle novità via via introdotte dal Garante della privacy. Queste novità rendevano necessario un intervento di armonizzazione degli atti aziendali con le norme applicate per la gestione dei diversi impianti di videosorveglianza.
Al centro della attenzione della Azienda, oltre al rispetto delle norme sulla tutela della privacy, l’interesse prioritario per le garanzie di sicurezza per cittadini e operatori.
In attesa del perfezionamento degli accordi con le OOSS, in coerenza con le indicazioni sul tema da parte della Prefettura si è garantito il funzionamento delle telecamere più significative in termini di sicurezza, in particolare quelle perimetrali. Contestualmente si è proceduto ad un piano di graduale spegnimento di alcuni impianti, nell'ambito della verifica complessiva avviata su tutte le telecamere esistenti.
La sigla della preintesa è la premessa per il perfezionamento dell’Accordo tra Azienda e OOSS, necessario per dare piena attuazione alle procedure e alle garanzie connesse riguardanti l’intero sistema di videosorveglianza.
Etichette:
AUSL,
sindacati,
videosorveglianza
mercoledì 29 marzo 2017
Licenziamenti Stampi, Saliera: "Mettere in campo tutte le possibilità di trovare una soluzione". 62 dipendenti non hanno più diritto alla cassa integrazione.
Da
ANSA
"Esprimo
vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Stampi Group di
Monghidoro e alle loro famiglie: stanno vivendo un dramma che non può
lasciare indifferenti. L'auspicio è che si perseguano tutte le
strade, tutte le possibilità per trovare soluzioni perché nessuno
sia abbandonato a un destino ingiusto e che lede la dignità delle
persone e impoverisce un territorio già di per se fragile come la
nostra montagna". Così Simonetta Saliera, presidente
dell'Assemblea legislativa regionale, sulla notizia "diffusa da
alcuni siti Internet sul licenziamento di tutti i dipendenti
dell'azienda di Monghidoro".
L'azienda, chiusa un anno fa, è fallita dopo quasi 9 mesi di presidio dei dipendenti. I 62 dipendenti saranno licenziati perchè non hanno più diritto alla cassa integrazione nonostante una proposta d'acquisto per parte dell'attività. "E' un fulmine a ciel sereno - commenta a Repubblica.it Giuliano Macchiavelli, delegato aziendale Fiom Cgil - Pensavamo di essere arrivati a una soluzione".
L'azienda, chiusa un anno fa, è fallita dopo quasi 9 mesi di presidio dei dipendenti. I 62 dipendenti saranno licenziati perchè non hanno più diritto alla cassa integrazione nonostante una proposta d'acquisto per parte dell'attività. "E' un fulmine a ciel sereno - commenta a Repubblica.it Giuliano Macchiavelli, delegato aziendale Fiom Cgil - Pensavamo di essere arrivati a una soluzione".
Etichette:
Cgil,
FIOM. Monghidoro,
Giuliano Macchiavelli,
LAVORO,
Licenziamento,
Simonetta Saliera,
sindacati,
Stampi Group
mercoledì 3 febbraio 2016
Manz di Sasso Marconi. Prove di accordo.
Tregua
di 15 giorni alla Manz di Sasso Marconi. Sindacati e azienda hanno
convenuto di sospendere per due settimane la procedura di mobilità
dei 9 licenziamenti per consentire alle parti di ricercare e quindi
verificare se vi sono le condizioni per procedere in modo concordato.
Il
16 di febbraio prossimo la Città metropolitana ospiterà un incontro
per fare il punto della situazione, cui parteciperanno tutte le parti
in causa. Saranno messe a confronto le varie proposte e si saprà
quale è il 'futuro prossimo' del sito produttivo di Sasso Marconi.
La proprietà è rimasta comunque ferma sulle sue posizioni. I
licenziamenti saranno 9.
“Importante
la sospensione poiché, essendo il numero di lavoratori dichiarati in
esubero inferiore a 10, la procedura è semplificata e si conclude in
tempi brevi, “ ha detto Lorenzo Tamarri della Fim-Cisl . “Noi
abbiamo ribadito che l'unico modo di procedere debba essere quello
della 'volontarietà' dei dimissionari. L'azienda ha già presentato
un pacchetto di offerte che potrebbe agevolare la soluzione. Il 16 si
potrà verificare e valutare”.
Etichette:
LAVORO,
Manz,
Sasso Marconi,
sindacati
venerdì 29 gennaio 2016
Anche alla Manz di Sasso Marconi, presidio degli operai ai cancelli.
E'
il secondo giorno di sciopero allo stabilimento della multinazionale
tedesca Manz di Sasso Marconi e il primo di presidio ai cancelli. A
portare i lavoratori a incrociare le braccia, la notizia che la
proprietà ha annunciato 9 esuberi e l'intenzione quindi di
ridurre l'organico, dalle 91 unità oggi in carica, a 82. La notizia
è giunta inattesa e ha avuto l'effetto di una bomba.
Voci
di possibili difficoltà della Manz a Sasso Marconi ne giravano. Ma
erano considerate 'sfoghi irrazionali di gufi' poiché gli indicatori
produttivi ed economici del sito erano rassicuranti. La produzione
aveva mercato e il fatturato era buono.
Nello
stabilimento di Sasso Marconi, erede della sezione meccanica della
storica Arcotronics, si realizzano principalmente batterie al litio e
lo scorso anno ha fatto registrare un aumento di fatturato del 20 %,
sottolineano i lavoratori.
La
ragione degli scioperanti la riferisce Primo Sacchetti ( nella foto) della Fiom:
“L'atteggiamento dell'azienda è inaccettabile. Siamo di fronte a
una azione unilaterale. Manca persino un progetto di uscita
concordata che metta in campo ammortizzatori sociali. Il modo di
procedere è persino peggiore di quello della Saeco di Gaggio
Montano. Abbiamo istituito il tavolo di crisi”, continua Sacchetti,
“cui parteciperanno anche Regione e Città metropolitana. La
proprietà non può prendere una tale posizione. Come sindacato
abbiamo già fatto una proposta. E' poi incomprensibile che si serva
di 30 lavoratori esterni e punti contemporaneamente alla riduzione
dell'organico”.
Anche Lorenzo Tamarri ( nella foto) della Fim CISL si dice
preoccupato per il modo di procedere. “ Siamo ormai diventati
numeri di un elenco impersonale. In una sede lontana si decide di
ridurre del 10 % l'organico e una scure si abbassa per soddisfare
tale percentuale in tutti i siti produttivi del gruppo. Qui a Sasso
Marconi la situazione è particolarmente preoccupante poiché essendo
il numero degli esuberi inferiore a 10 la procedura per il
licenziamento è più breve e semplificata, quindi più pericolosa.
Vogliamo entrare nel merito in un confronto costruttivo con la
proprietà. Siamo al secondo giorno di sciopero e non sono escluse
altre azioni se l'azienda rimane sulle sue posizioni”.
| Stefano Tomesani |
Per la RSU,
Stefano Tomesani e Roberto Francia, il primo nella logistica, il
secondo impiegato, non nascondono il loro disappunto: “E'
incredibile. Non ci saremmo mai aspettati dalla proprietà la
denuncia di esuberi perchè tutto andava bene: fino a poco tempo fa
si assumeva e si ipotizzavano altre assunzioni.
Preoccupa poi la
chiusura della direzione generale a discutere la proposta”.
| Roberto Francia |
Nubi
sempre più grigie all'orizzonte occupazionale della Valle del Reno.
Etichette:
LAVORO,
Manz,
occupazione,
presidio cancelli,
Sasso Marconi,
sindacati
giovedì 28 gennaio 2016
Appennino senza pace, anche Manz licenzia: "Multinazionali sfruttano e lasciano macerie" Un'altra multinazionale pronta a licenziare sull'Appennino. Sindacati "pericolosa tendenza a emulazione fra multinazionali di un territorio già provato dalla crisi". Attacchi anche dalla politica: "Vengono in regione e fanno razzia delle nostre attività per poi sparire"
Da Bologna Today
La Manz, multinazionale tedesca che occupa circa 1800 persone in tutto il mondo, ha comunicato la decisione di sopprimere 171 posti di lavoro, 9 dei quali riguarderanno lo stabilimento di Sasso Marconi. Lo rende noto Fiom Cgil e Fim Cisl, denunciando che "i licenziamenti risultano totalmente incomprensibili anche alla luce delle performance positive che lo stabilimento di Sasso ha potuto vantare nell’ultimo biennio, sia in termini di produttività, sia in termini di fatturato. Tanto più se se si pensa che nello stabilimento , che oggi occupa 91 addetti, sono presenti altri trenta lavoratori appartenenti a ditte esterne". I sindacati fanno sapere di aver proposto "un ampio ventaglio di soluzioni alternative ai licenziamenti: dalla Cassa Integrazione, ai Contratti di solidarietà, alla Mobilità incentivata su base volontaria. MANZ ha rifiutato qualsiasi proposta".
Pronta la reazione dei lavoratori MANZ di Sasso Marconi che nella giornata di ieri hanno scioperato e torneranno a mobilitarsi, annunciando un ulteriore pacchetto di quattro ore da effettuarsi domani, data in cui è previsto il prossimo incontro con la Direzione aziendale.
PREOCCUPAZIONE PER L'APPENNINO. La situazione Manz preoccupa ancor di più i sindacati, se inserita nel contesto: "pare collocarsi sulla scia di quanto sta purtroppo accadendo, da qualche mese a questa parte, in tutto il territorio dell’Appennino bolognese" (vedi ad esempio il caso Philps Saeco).
"Una pericolosa tendenza all’emulazione - graffiano ancora Cgil e Cisl - sembra infatti diffondersi fra le aziende, in particolar modo fra le multinazionali, di un territorio già così duramente provato dalla crisi, e il rischio che si apra una stagione complessa e difficile è più che mai concreto".
Sferzata alle multinazionali operanti sul nostro territorio anche da parte di L'Altra Emilia Romagna, che accusa: "Vengono in regione e fanno razzia delle nostre attività industriali per poi sparire dopo aver sfruttato lo sfruttabile lasciando macerie alle spalle".
Per Piergiovanni Alleva ( nella foto), consigliere regionale AER è "inaccettabile che un'altra multinazionale, stavolta tedesca, la Manz di Sasso Marconi, abbia licenziato 9 lavoratori in assenza di qualsiasi giustificato motivo". Alleva sprona la politica " a far sentire la propria voce anche con la necessaria durezza quando è il caso. E' ora quindi che, in base all'articolo 41 della Costituzione, nella nostra regione la clausola sociale diventi quella automatica e naturale alla base di tutti gli accordi di insediamento, penso ad esempio alla recente costruzione della fabbrica della Philip Morris dove sarebbe stato opportuno farlo". Clausole che - ribadisce Alleva - sono "fondamentali perché queste intese a favore di terzi danno diritti risarcitori a capo dei lavoratori in caso di disimpegno immotivato dell'impresa".
Per scongiurare la delocalizzazione nelle aziende già presenti - l'AER pensa "bisognerebbe ricorrere al sistema con il quale negli anni Ottanta fu sconfitta la pirateria nei contratti: quindi bisogna pensare ad un sistema di aggravio o alleggerimento dei carichi contributivi e fiscali da modulare in base all'impegno a non delocalizzare per almeno una decina d'anni".
„“
Potrebbe interessarti: http://www.bolognatoday.it/economia/manz-sasso-marconi-licenziamenti-crisi-appennino.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/BolognaToday/163655073691021
Etichette:
Appennino,
Crisi,
licenziamenti,
Manz,
multinazionale,
sindacati
venerdì 11 dicembre 2015
Esuberi in Saeco: scontro al Ministero, Philips non arretra. Tenere vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la strategia del ministro Guidi. Sindacati accusano: 'Dovevano essere assunzioni, sono diventati esuberi'
Da BolognaToday
ANSA titola: "Saeco,
distanza tra azienda e sindacati. Società
conferma esuberi. Fim-Fiom, indisponibili a ridurre posti".
| Il ministro Federica Guidi |
Tenere
vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli
strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio
dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la
strategia del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, per provare a
fare breccia nella determinazione di Philips di
tagliare 243 addetti dello stabilimento di Gaggio Montano,
sull'Appennino bolognese. Guidi l'ha esposta oggi al tavolo di
confronto con azienda, sindacati e istituzioni locali.
Un
incontro non lungo in cui Philips ha confermato tutte le sue
intenzioni anche se Guidi, riferisce una nota del ministero, aveva
invitato l'azienda "a riconsiderare le conseguenze che il piano
illustrato potrà avere sull'occupazione (sono stati dichiarati 243
esuberi) in un territorio già fortemente compromesso dalla crisi
economica". La proprietà non arretra, ma Guidi tornerà alla
carica: "Per arrivare il più rapidamente possibile a una
''buona soluzione per tutti i soggetti coinvolti'', il ministro ha
richiesto un incontro urgente con Philips, azionista di controllo di
Saeco". Inoltre, ha invitato le parti a "continuare il
confronto rimuovendo qualsiasi pregiudiziale; ciò al fine di
consentire il proseguimento della trattativa in un clima finalizzato
alla ricerca rapida di un accordo". Insomma, tenere vivo il
dialogo per non far cadere la situazione fino a farla sfociare in
atti unilaterali.
Intanto
Guidi ha appunto garantito, insieme alla Regione, "l'impegno del
Governo a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione che
possano consentire il rilancio dell''azienda senza perdita di posti
di lavoro".
AFFONDO
SINDACATI. Dovevano essere assunzioni, invece sono diventati 243
esuberi. E' il paradosso-beffa che oggi, al tavolo al ministero dello
Sviluppo economico, i delegati di Saeco hanno denunciato per provare
come i licenziamenti annunciati siano "inspiegabili"; e
come Philips abbia infranto i patti contenuti negli accordi del 2011
quando la multinazionale prese il timone dell'azienda di Gaggio
Montano. E' stato Stefano Stefanelli, Rsu della Fim, a raccontare che
a Gaggio era atteso un aumento dei volumi produttivi da 150.000
prodotti l'anno, quando ne "sarebbero bastati 50-70.000"
per mettere al riparo lo stabilimento da problemi occupazionali. Ma
di quei prodotti in più da fare non ne è arrivato neanche
uno.
Ricapitolando: arriva Philips e assegna, mettendolo negli accordi, a Gaggio i prodotti di gamma medi-alta, ma "tre di questi prodotti nuovi si sono rivelati una promessa falsa, mai visti. Uno lo hanno fatto fare in Romania e a noi è stato assegnato un prodotto che si vende a prezzi più bassi di ciò che realizzano in Romania, quindi di gamma più bassa. E così- dice Stefanelli parlando alla ''Dire''- l'impegno preso non è stato rispettato: ci hanno lasciato prodotti più poveri e senza i volumi aggiuntivi che, se confermati, ci avrebbero portato non alla semplice sopravvivenza ma a fare assunzioni". In tutto questo poi, i lavoratori lamentano una seconda beffa: allo stabilimento di Gaggio erano stati assegnati obiettivi di qualità ed efficienza da raggiungere; obiettivi centrati, peraltro. "Sulla qualità siamo oltre il 100%, l'assenteismo è calato dal 9% al 5%, eppure è finita come sapete. Diciamo che ci siamo comportati bene e ci hanno sonoramente bocciato" preferendo la Romania, "perchè? Possiamo solo dedurre che là la marginalità è più alta", conclude l'Rsu.
Ricapitolando: arriva Philips e assegna, mettendolo negli accordi, a Gaggio i prodotti di gamma medi-alta, ma "tre di questi prodotti nuovi si sono rivelati una promessa falsa, mai visti. Uno lo hanno fatto fare in Romania e a noi è stato assegnato un prodotto che si vende a prezzi più bassi di ciò che realizzano in Romania, quindi di gamma più bassa. E così- dice Stefanelli parlando alla ''Dire''- l'impegno preso non è stato rispettato: ci hanno lasciato prodotti più poveri e senza i volumi aggiuntivi che, se confermati, ci avrebbero portato non alla semplice sopravvivenza ma a fare assunzioni". In tutto questo poi, i lavoratori lamentano una seconda beffa: allo stabilimento di Gaggio erano stati assegnati obiettivi di qualità ed efficienza da raggiungere; obiettivi centrati, peraltro. "Sulla qualità siamo oltre il 100%, l'assenteismo è calato dal 9% al 5%, eppure è finita come sapete. Diciamo che ci siamo comportati bene e ci hanno sonoramente bocciato" preferendo la Romania, "perchè? Possiamo solo dedurre che là la marginalità è più alta", conclude l'Rsu.
Distanza, tra azienda e sindacati, nella vertenza
Saeco. Al ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del
ministro Guidi, la società ha confermato, nel piano industriale, la
presenza di 243 esuberi mentre Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno ribadito la
loro indisponibilità a soluzioni che comportano la diminuzione
dell'occupazione. Guidi ha auspicato un approccio alla trattativa
senza pregiudiziali e ha chiesto di incontrare direttamente
l'azionista Philips fin dalla prossima settimana.
Etichette:
Appennino,
Esuberi,
Gaggio Montano,
ministro Guidi,
Philips,
posti di lavoro,
Saeco,
sindacati,
valle del RENO
martedì 28 ottobre 2014
Crisi Kemet, alla ricerca di una soluzione che garantisca un futuro allo stabilimento di Pontecchio Marconi.
| Stefano Mazzetti |
| Alberto Monti |
Martedì
prossimo, 4 novembre, alle 17 in
Regione, si aprirà il tavolo istituzionale che riguarda la Kemet. Al confronto
è stato invitato il presidente della Kemet
e parteciperanno rappresentati
delle istituzioni, degli enti territoriali, oltre ovviamente, a quelli sindacali.
Lo ha
annunciato il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti nel suo intervento in piazza al termine della
manifestazione indetta dalla RSU per sensibilizzare sul difficile momento che
sta attraversando lo stabilimento della Kemert di Borgonuovo. “ Io sono il garante degli accordi
sottoscritti da Kemet e dagli enti locali, “ ha detto il primo cittadino. “Se qualcuno
manca a quegli accordi dovrà spiegarne
le ragioni. Per questo all’incontro si dovranno
trovare i protagonisti dell’accordo di allora. Il Comune ha onorato gli
impegni. Il problema è difficile e complesso non mollerò comunque di un
centimetro perché rimanga sul territorio comunale”.
E che il
momento sia difficile lo ha ricordato il
segretario provinciale della Fiom Alberto Monti . Ha sottolineato infatti che
una componente dei lavoratori non era presente in corteo perché impegnata in un presidio in fabbrica.
Ieri sera è arrivato nello stabilimento un camion con il compito di trasferire
altrove i materiali di una lavorazione. Gli operari si sono opposti e hanno organizzato una vigilanza costante. “
Siamo di fronte a un evidente attacco ai
diritti dei lavoratori” ha detto Monti.
“E’ ora di dire basta a chi crede di poter ‘stracciare’ il patrimonio
dei diritti di chi lavora. Ora vogliamo
parlare con chi conta davvero e non con la dirigenza locale”.
Domani ci
sarà un incontro per valutare come affrontare il nuovo calo di ordinativi e i
timori sono molti. Già ora circa trecento lavoratori su i 480 che lavorano in
Kemet sono coinvolti in un programma di cassa integrazione a turni.
| Il corteo attraversa il mercato |
Etichette:
. SASSO MARCONI,
Borgonuovo,
Kemet,
Monghidoro,
Pontecchio Marconi,
RSU,
sindacati,
Vergato
martedì 23 settembre 2014
Kemet.No dei lavoratori agli esuberi e al prolungamento dell'orario di lavoro.
No ai cambi di orari dei turnisti e un no alla
proposta di 50 esuberi, è il mandato assegnato dai lavoratori della Kemet di
Pontecchio Marconi alla rappresentanza
sindacale unitaria dell’azienda (RSU), impegnata in un confronto con la
proprietà sul futuro organizzativo delle stabilimento sassese.
E’ stato l’esito
dell’assemblea che si è tenuta ieri, lunedì 22 settembre, per turno di lavoro dopo il primo incontro tra
sindacati e direzione aziendale nella quale l’azienda ha informato dell’intenzione
di dichiarare un esubero di 50 unità lavorative delle 480 che hanno occupazione
alla Kemet di Pontecchio e di voler prolungare di 5 ore il tempo di lavoro settimanale, con
conseguenti ricadute sui tempi per turno.
La
discussione si è catalizzata sul rifiuto
assoluto alla mediazione relativa agli orari di lavoro che peggiorino ancor più
i turnisti, per altro già impegnati a garantire un utilizzo degli impianti a
126 ore settimanali. Il lavoro parte all’ora 0 del lunedì e prosegue
ininterrottamente fino al sabato alle 6. La proposta dell’azienda comporterebbe
un prolungamento fino alle 11 del sabato mattina e una rimodulazione degli
orari dei singoli turni-
Sul punto ‘esuberi dichiarati da Kemet’ le Organizzazioni
Sindacali hanno già dichiarato la indisponibilità a fare accordi dove si
prevedano licenziamenti imposti, quindi
la RSU ha ribadito tale posizione.
Le assemblee
sono terminate con l'impegno di rivedersi al termine di ogni incontro futuro fra
sindacati e azienda e con la proposta di
un pacchetto di scioperi da calendarizzare.
Etichette:
Kemet,
lavoratori,
LAVORO,
Pontecchio Marconi,
Sasso Marconi,
sindacati
giovedì 18 settembre 2014
Pietro Fortuzzi chiede un Consiglio Comunale Aperto per valutare la 'situazione Kemet'.
Il consigliere comunale Pietro Fortuzzi, con una
interrogazione, ha chiesto al sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti la ‘
convocazione urgente di un consiglio comunale aperto con la presenza di sindacati, Rappresentanza sindacale unitaria
(Rsu) e lavoratori della Kemet per informare
sulla situazione occupazionale del polo
produttivo di Pontecchio Marconi dopo gli incontri avvenuti in questi giorni’ .
La dirigenza dell’azienda ha ‘denunciato’ un esubero di circa 50 unità
operative. Inoltre chiede una riorganizzazione dei turni di lavoro che comporta
un aumento di 5 ore lavorative per turnista la settimana.
Abbiamo raggiunto telefonicamente i componenti della
Rappresentanza Sindacale Unitaria ( RSU) dello stabilimento di Pontecchio
Marconi. Hanno valutato positivamente la richiesta di Fortuzzi e giudicato opportuno
coinvolgere la cittadinanza e le istituzioni in un confronto che rischia di
impoverire ulteriormente l’organico produttivo della Kemet e peggiorare in modo rilevante le
condizioni di lavoro per chi conserva il posto.
Etichette:
. SASSO MARCONI,
Kemet,
LAVORO,
RSU,
sindacati
Iscriviti a:
Post (Atom)







