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mercoledì 27 settembre 2017

Partecipate, esuberi senza fretta.

Con l'affermazione “ Sarà un successo come per l'abolizione delle province?”, Marco propone:

di Francesco Cerisano


Si allungano i tempi per la ricognizione degli esuberi nelle società partecipate. Gli enti avranno tempo fino al 30 novembre 2017 per predisporre gli elenchi dei dipendenti in eccedenza e non dovranno affannarsi a farlo, come originariamente previsto, entro il 30 settembre. In questo modo l'individuazione dei lavoratori di troppo non coinciderà con l'altra scadenza prevista per fine mese, ossia l'approvazione dei piani di revisione straordinaria delle partecipazioni. Un bel sollievo per i comuni che non solo non sovraccaricheranno gli uffici di adempimenti, ma potranno individuare gli esuberi «a ragion veduta», ossia sulla base delle risultanze dei piani di revisione.
Per questo la Conferenza unificata di ieri nell'esprimere l'intesa sul decreto interministeriale (Lavoro-Mef-Funzione pubblica), che dà il via alla procedura di ricognizione e ricollocamento del personale in sovrannumero, ha accolto le richieste degli enti di uno slittamento dei termini (60 giorni in più). Un extra time che consentirà ai comuni e alle regioni una tabella di marcia con meno affanni. «Abbiamo chiesto e ottenuto un tempo più congruo per una verifica seria degli eventuali esuberi», ha dichiarato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. «Si tratta di passaggi delicati che richiedono più di qualche giorno e prevedono procedure con i sindacati. L'obiettivo che ci poniamo come sindaci è quello di tutelare ed essere al fianco dei lavoratori. Visto che gli esuberi devono essere motivati anche alla luce dei piani di revisione», ha proseguito, «risulta evidente che se i piani di revisione saranno presentati il 30 settembre, la loro valutazione in funzione di eventuali esuberi va consentita prevedendo tempi congrui».
Infatti, lo slittamento al 30 novembre del termine per la ricognizione degli esuberi fa slittare in avanti tutte le altre tappe della tabella di marcia individuata dal decreto. A cominciare dalla comunicazione ai sindacati i quali riceveranno i dati sulle eccedenze di personale non più entro il 10 ottobre ma entro il 10 dicembre 2017. Si sposta in avanti anche il termine entro cui le società a controllo pubblico dovranno inviare alle regioni (e province autonome), in cui hanno sede, i dati relativi ai lavoratori eccedenti. Dal 31 ottobre si passa al 20 dicembre 2017. Le regioni, a loro volta, comunicheranno le informazioni all'Anpal, la neonata Agenzia per le politiche attive del lavoro, non più entro il 15 novembre ma entro il 15 gennaio 2018.
Fino al 30 giugno 2018 le società partecipate non potranno assumere personale a tempo indeterminato, ma saranno tenute ad attingere agli elenchi dei lavoratori in esubero a meno che non dimostrino che si tratti di personale infungibile. In questo caso le società dovranno chiedere la preventiva autorizzazione alle regioni.
Siope+
L'Unificata ha dato l'ok anche allo schema di decreto del Mef sull'estensione della sperimentazione del progetto Siope+ che ha l'obiettivo di consentire il monitoraggio dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche (si veda ItaliaOggi del 20/9/2017). L'Anci ha espresso parere favorevole con la presentazione dell'emendamento che riguarda le modalità di adesione degli enti al sistema. In particolare, come sottolineato dal vicepresidente vicario di Anci Roberto Pella, «gli esiti della sperimentazione in corso di ampliamento potranno fornire indicazioni utili per la definizione delle scadenze di avvio a regime del sistema Siope+». Secondo l'Anci la sperimentazione dovrà fornire anche «dettagliate indicazioni sulla sostenibilità del nuovo sistema in particolare rispetto agli enti di minori dimensioni che non possono essere gravati da ulteriori costi economici ed organizzativi». Con riferimento alle città metropolitane, l'Anci ha chiesto che i tempi per l'avvio a regime del sistema debbano essere uniformati a quelli previsti per i comuni al di sopra dei 60 mila abitanti.
Trasferimenti regionali
All'ordine del giorno dell'Unificata di ieri c'era anche l'intesa sui trasferimenti regionali a province e città metropolitane per le funzioni conferite. Anci e Upi hanno espresso parere favorevole subordinato però all'apertura di tavoli nazionali per le singole regioni che potranno riguardare anche le regioni a statuto speciale.

lunedì 22 febbraio 2016

Esuberi provinciali, ci sono 2.500 posti

Di Luigi Oliveri e Francesco Cerisano

I posti messi a disposizione dalle pubbliche amministrazioni sono maggiori dei dipendenti provinciali in sovrannumero: 2.500 contro i 1.957 ancora in cerca di ricollocazione. Non si tratta ancora di dati definitivi, visto che l’offerta di posti si è conclusa solo il 12 febbraio, mentre è ancora in corso (il termine scade oggi) l’aggiornamento dei dati da parte delle p.a. (si veda ItaliaOggi del 16/2/2016), ma per il dipartimento della Funzione pubblica si può già parlare di un successo che rende in discesa il percorso di ricollocamento dei dipendenti sovrannumerari delle province, più volte definito da palazzo Vidoni come «la più grande operazione di mobilità della storia italiana». «I primi dati che emergono dall’incrocio tra domanda e offerta di mobilita’ sono molto incoraggianti», ha commentato il ministro Marianna Madia, secondo cui l’operazione testimonia come «i tempi siano maturi per entrare definitivamente nella logica dell’amministrazione unica della Repubblica». Soddisfazione per le prime cifre trapelate è stata espressa anche dall’Anci. «Ora i comuni potranno tornare ad assumere», ha commentato il vicepresidente Anci con delega alle politiche del personale Umberto di Primio. Secondo il sindaco di Chieti, tuttavia, ora è indispensabile che si riaprano le assunzioni nelle regioni dove sono state concluse le ricollocazioni del personale perché «non ha senso che i comuni di una regione debbano aspettare la conclusione dello stesso percorso in altre regioni non ancora al passo».


Marco commenta: 

" Siamo sicuri che il differenziale di posti rimasti scoperti corrisponda a reali esigenze di assunzioni, posto il dilagante assenteismo e il processo di fusioni/unioni dei Comuni nonchè, da ultimo, la chiusura delle partecipate con i bilanci in negativo?

Non sarebbe invece un'ottima occasione per rottamare certi posti di lavoro ormai incoerenti col processo di automazione degli uffici pubblici unito alla ri-centralizzazione dei metodi di procedura in relazione alle procedure burocratiche? Un caso su tutti l'ultima riverniciatura della Legge 241 del 1990."


venerdì 22 gennaio 2016

Saeco, dalla Philips nessuna apertura «I licenziamenti sono inevitabili» La multinazionale olandese conferma i 243 esuberi Inutili gli incontri e l’impegno del ministro Guidi

Un lettore ha inviato questo articolo del Corriere di Bologna


Philips non si smuove, neanche un po’, sulla vertenza Saeco. Di fronte al proposito del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi di consultare i vertici dell’azienda, l’azienda in una nota «sottolinea che il management che finora ha costantemente interloquito con il ministero ha un mandato chiaro e pieno in relazione all’esecuzione del piano che più volte e in diverse sedi è stato illustrato ed argomentato».
 
Dunque, le cose non andranno diversamente andando a bussare alla casa madre olandese. «Si tratta di un piano che, pur prevedendo conseguenze dolorose ed inevitabili- sottolinea Saeco- è incentrato su consistenti misure finalizzate a rilanciare il sito emiliano, a creare le condizioni più adeguate per realizzare importanti investimenti, ma soprattutto a garantire un futuro stabile e sostenibile ad altri 315 dipendenti». Per gli altri 243 sono confermati gli esuberi, come è stato detto ieri durante l’incontro al ministero dello Sviluppo economico. L’azienda inoltre tiene «a riconoscere il grande impegno, la grande passione e la professionalità che il ministro Federica Guidi ha dimostrato nell’approccio alla situazione di Gaggio Montano. Proprio per questo motivo tutte le proposte messe sul tavolo sono state sempre analizzate ai più alti livelli aziendali». Ma «nonostante l’impegno profuso sia da parte del ministero nella relativa elaborazione sia da parte dell’azienda nella conseguente valutazione, dette proposte non sono sostenibili e neppure compatibili con un futuro rilancio dello stabilimento».
«Philips deve aprire una trattativa vera, non può continuare a ripetere che quello è il piano. Lo abbiamo capito, ma non va bene». Il monito alla multinazionale OLANDESE proprietaria della Saeco di Gaggio Montano, dove a dicembre sono stati dichiarati 243 esuberi, è del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. «Sono d’accordo con Federica Guidi. Il Governo ha chiesto che ci sia un rappresentante della casa madre che venga a discutere di questo tema», assicura Poletti.
La nota con cui la Philips, proprietaria della Saeco, conferma i 243 esuberi nello stabilimento di Gaggio Montano e fa capire al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che le cose non cambieranno neanche se dovesse convocare a Roma il presidente Frans Van Houten «è uno schiaffo all’impegno del ministro per modificare la situazione». Non usa mezzi termini Stefano Zoli, della Fiom-Cgil, per commentare l’ultima presa di posizione della multinazionale olandese, definita «l’ennesimo tentativo di drammatizzare la situazione».

giovedì 21 gennaio 2016

VERTENZA SAECO.Dopo due mesi di presidio è ancora 'muro contro muro'.

Da ANSA

Per la Saeco è “terminato l'incontro al Mise: situazione complessa, concretamente nessun passo avanti, tuttavia sarebbe scorretto e sbagliato dare giudizi affrettati su FB”. Lo scrive su facebook, appunto, il segretario della Fiom-Cgil Emilia-Romagna, Bruno Papignani, che ha partecipato all'incontro al Ministero dello Sviluppo economico tra azienda, sindacati e istituzioni sulla vertenza Saeco-Philips che vede a rischio 243 posti, mentre fuori dallo stabilimento di Gaggio Montano si acuisce la protesta dei lavoratori che, al 55/o giorno di presidio oggi, in sciopero, hanno bloccato l'uscita di camion carichi di prodotti.
    Il social network, prosegue Papignani, "non permette di riassumere e analizzare la situazione, quindi saranno i compagni che adesso rientrano a spiegare e discutere con i lavoratori domattina. Successivamente potrà esserci anche una analisi a disposizione di tutti".

Da R.it
Saeco, gli operai bloccano i tir. La Cgil: "Ma Philips conferma gli esuberi".
I lavoratori hanno impedito l'uscita dei mezzi carichi. A Roma l'incontro fra Mise e vertici sui 243 licenziamenti finisce con una fumata nera.


Un'altra giornata di grande tensione allo stabilimento Saeco di Gaggio Montano. Mentre a Roma si svolgeva l'incontro fra ministero dello Sviluppo economico e vertici dell'azienda per scongiurare i 243 esuberi annunciati dalla Philips, i lavoratori in presidio ormai da due mesi stamattina hanno fatto entrare i tir, ma ora impediscono che i camion carichi di prodotti destinati alle consegne delle macchine da caffè escano dallo stabilimento. E in serata è pure arrivata la doccia fredda: Philips, infatti, conferma i 243 esuberi.

Nei giorni scorsi era scoppiata l'ira dei dipendenti all'apprendere che la Philips
stava dirottando le merci verso la Romania. Stamattina due camion già carichi di merce da consegnare hanno tentato di forzare il blocco, ma i lavoratori si sono seduti a terra, facendoli desistere. E' partito il coro "La Saeco non si tocca, la merce non si sposta". Era stata l'azienda, con una comunicazione interna, a chiedere ieri ai lavoratori di togliere il blocco, ma era partito il tam-tam fra i dipendenti a essere presenti oggi al presidio.

La solidarietà del ramo Vending. A fermare i tir sono almeno 200, forse 300 lavoratori: non solo dipendenti della Saeco, ma anche colleghi del ramo Saeco vending, che non sono toccati dai tagli
ma che stanno manifestando in solidarietà con gli altri. A Gaggio Montano sono presenti diversi carabinieri e l'azienda ha aumentato la vigilanza interna.Cori contro i "crumiri". "Vergogna, venite con noi", "ve li diamo noi i soldi, facciamo una colletta" sono i cori con cui vengono accolti dai manifestanti, mentre escono, i lavoratori che invece non hanno aderito allo sciopero di otto ore indetto per oggi dai sindacati.

Ma Philips non si smuove dalla richiesta dei 243 esuberi. Il ministro Guidi ha comunicato ai sindacati che "non ci sono i margini. Philips non ha fatto nessun passo in avanti, ha confermato il suo piano", riferisce appena finito il summit Marino Mazzini, segretario provinciale della Fim-Cisl, parlando alla Dire. Il ministro ha detto però che intende convocare il presidente di Philips: "Sarà chiamato a Roma per i primi giorni della prossima settimana, per poi riunire ancora il tavolo ministeriale entro la fine della stessa settimana. I manager con cui abbiamo a che fare non hanno mandato per cambiare nulla".


Lavoratori SAECO

COMUNICATO RSU OO.SS 20/01/2016
Oggi presso il Mise si è svolto il previsto incontro per la vertenza Philips Saeco di Gaggio Montano.
La giornata si è svolta con una serie di incontri separati Tra Governo e Philips e tra Governo e Organizzazioni sindacali al termine dei quali si è registrato un sostanziale nulla di fatto. Philips di fatto non ha dato nessun segnale diverso da quanto annunciato fin dal 26 Novembre 2015, confermando la dichiaraziohe di 243 esuberi e un piano industriale che prevede di attestare l'occupazione a Gaggio Montano a 315 lavoratori entro la fine del 2016 ma che a nostro avviso non contiene nessun elemento di future garanzie sulle prospettive dell'intero stabilimento.
FIOM e FIM hanno ribadito al Ministro Guidi la disponibilità ad iniziare un negoziato che discuta di un vero e credibile piano di rilancio di Saeco, del pieno utilizzo degli ammortizzatori disponibili e di eventuali uscite incentivate esclusivamente volontarie .
La delegazione di Philips Saeco ha dichiarato di non avere mandato dal board Philips di discutere nessuna modifica a quanto annunciato fin dal 26 Novembre 2015. A quel punto il Ministro Guidi ha informato la delegazione sindacale l'intenzione di convocare il Ceo Philips Van Houten ed eventualmente di riconvocare il tavolo ministeriale nei primi giorni della prossima settimana.
Domattina dalle ore 8 si terranno le assemblee dei lavoratori Philips Saeco per aggiornamenti ulteriori sul negoziato e per decidere come proseguire le iniziative di lotta, anche alla luce di quanto avvenuto oggi a Gaggio Montano e delle situazioni di tensione alimentate dall'ennesima provocazione messa in atto dalla Direzione di Philips.
Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la determinazione e per il senso di responsabilità di cui hanno dato una ulteriore prova nella difficile giornata appena trascorsa ed invitiamo tutti a partecipare in massa al presidio fin dalle 7,30 di domani e all'assemblea a partire dalle 8.00.








venerdì 11 dicembre 2015

Esuberi in Saeco: scontro al Ministero, Philips non arretra. Tenere vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la strategia del ministro Guidi. Sindacati accusano: 'Dovevano essere assunzioni, sono diventati esuberi'

Da BolognaToday

Il ministro Federica Guidi
Tenere vivo il dialogo con Philips e mettere sul piatto "tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell'azienda senza perdita di posti di lavoro". Questa la strategia del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, per provare a fare breccia nella determinazione di Philips di tagliare 243 addetti dello stabilimento di Gaggio Montano, sull'Appennino bolognese. Guidi l'ha esposta oggi al tavolo di confronto con azienda, sindacati e istituzioni locali.
Un incontro non lungo in cui Philips ha confermato tutte le sue intenzioni anche se Guidi, riferisce una nota del ministero, aveva invitato l'azienda "a riconsiderare le conseguenze che il piano illustrato potrà avere sull'occupazione (sono stati dichiarati 243 esuberi) in un territorio già fortemente compromesso dalla crisi economica". La proprietà non arretra, ma Guidi tornerà alla carica: "Per arrivare il più rapidamente possibile a una ''buona soluzione per tutti i soggetti coinvolti'', il ministro ha richiesto un incontro urgente con Philips, azionista di controllo di Saeco". Inoltre, ha invitato le parti a "continuare il confronto rimuovendo qualsiasi pregiudiziale; ciò al fine di consentire il proseguimento della trattativa in un clima finalizzato alla ricerca rapida di un accordo". Insomma, tenere vivo il dialogo per non far cadere la situazione fino a farla sfociare in atti unilaterali.
Intanto Guidi ha appunto garantito, insieme alla Regione, "l'impegno del Governo a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione che possano consentire il rilancio dell''azienda senza perdita di posti di lavoro".
AFFONDO SINDACATI. Dovevano essere assunzioni, invece sono diventati 243 esuberi. E' il paradosso-beffa che oggi, al tavolo al ministero dello Sviluppo economico, i delegati di Saeco hanno denunciato per provare come i licenziamenti annunciati siano "inspiegabili"; e come Philips abbia infranto i patti contenuti negli accordi del 2011 quando la multinazionale prese il timone dell'azienda di Gaggio Montano. E' stato Stefano Stefanelli, Rsu della Fim, a raccontare che a Gaggio era atteso un aumento dei volumi produttivi da 150.000 prodotti l'anno, quando ne "sarebbero bastati 50-70.000" per mettere al riparo lo stabilimento da problemi occupazionali. Ma di quei prodotti in più da fare non ne è arrivato neanche uno.

Ricapitolando: arriva Philips e assegna, mettendolo negli accordi, a Gaggio i prodotti di gamma medi-alta, ma "tre di questi prodotti nuovi si sono rivelati una promessa falsa, mai visti. Uno lo hanno fatto fare in Romania e a noi è stato assegnato un prodotto che si vende a prezzi più bassi di ciò che realizzano in Romania, quindi di gamma più bassa. E così- dice Stefanelli parlando alla ''Dire''- l'impegno preso non è stato rispettato: ci hanno lasciato prodotti più poveri e senza i volumi aggiuntivi che, se confermati, ci avrebbero portato non alla semplice sopravvivenza ma a fare assunzioni". In tutto questo poi, i lavoratori lamentano una seconda beffa: allo stabilimento di Gaggio erano stati assegnati obiettivi di qualità ed efficienza da raggiungere; obiettivi centrati, peraltro. "Sulla qualità siamo oltre il 100%, l'assenteismo è calato dal 9% al 5%, eppure è finita come sapete. Diciamo che ci siamo comportati bene e ci hanno sonoramente bocciato" preferendo la Romania, "perchè? Possiamo solo dedurre che là la marginalità è più alta", conclude l'Rsu.



ANSA titola: "Saeco, distanza tra azienda e sindacati. Società conferma esuberi. Fim-Fiom, indisponibili a ridurre posti".  
Distanza, tra azienda e sindacati, nella vertenza Saeco. Al ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del ministro Guidi, la società ha confermato, nel piano industriale, la presenza di 243 esuberi mentre Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno ribadito la loro indisponibilità a soluzioni che comportano la diminuzione dell'occupazione. Guidi ha auspicato un approccio alla trattativa senza pregiudiziali e ha chiesto di incontrare direttamente l'azionista Philips fin dalla prossima settimana.
   


martedì 8 dicembre 2015

Anche il GRUPPO DI STUDI ALTA VALLE DEL RENO si affianca ai lavoratori Saeco dichiarati in esubero.

Dal comitato di redazione e dal consiglio direttivo della RIVISTA NUÈTER
Associazione di volontariato culturale di Porretta Terme

E' ormai noto a tutti che la multinazionale Philips taglierà dall'organico di Saeco di Gaggio Montano circa la metà del personale, 240 unità. Questa notizia sta gettando un'ombra cupa sul futuro della nostra Valle.

Le iniziative che hanno visto assieme commercianti e popolazione civile hanno unito la comunità di tutta la montagna. Anche noi ci uniamo al coro in difesa della SAECO.

Per dare un sostegno ai lavoratori abbiamo intenzione di distribuire gratuitamente copie della nostra rivista presso il picchetto davanti alla Saeco e, con l'occasione, portare cibo e bevande a lavoratori che stanno per perdere il posto. Se volete partecipare all'iniziativa rispondete a questa mail e vi terremo informati.

Sulla prossimo numero di Nuèter (giugno 2016) inviteremo personalità politiche del territorio ad un dibattito sul tema della Saeco e, in maniera più ampia, sul futuro occupazionale della nostra comunità. Pensiamo sia nostro dovere farlo, anche alla luce di altre emergenze occupazionali a cui si dà meno risalto in questi giorni (DEMM, Metalcastello, Terme di Porretta, ecc.).
 
Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entri Nuèter con la cronaca. È vero, solitamente i temi che trattiamo sulla rivista riguardano la storia e le tradizioni. È però convinzione della redazione e del consiglio direttivo che le nostre radici siano una base solida per navigare nel mare ignoto che è il futuro. Ma siamo anche consapevoli che le radici non possano crescere nel deserto. E se non iniziamo a lottare attivamente, da studiare per i posteri rimarrà ben poco.


domenica 6 dicembre 2015

URCA, Unione Regionale Cacciatori dell'Appennino, scende in campo a favore dei lavoratori della Saeco dichiarati in esubero.


Anche i cacciatori dell'Appennino si affiancano ai lavoratori della Saeco e invitano a firmare la petizione contro 243 esuberi annunciati dalla Philips Saeco di Gaggio Montano che verrà inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti e al Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, non appena si arriverà a 1000 sottoscrizioni. Si spera di raggiungere tale numero entro l'11 dicembre.



Petizione a sostegno dei lavoratori della Saeco:

"Noi sottoscritti rivolgiamo un pressante appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e al Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, affinché intervengano immediatamente per scongiurare il licenziamento di 243 dipendenti della Saeco, annunciato senza preavviso dalla Proprietà. Il territorio dell'Appennino emiliano, colpito dalla crisi e dallo spopolamento in questi ultimi anni, subirebbe effetti devastanti se la decisione annunciata divenisse realtà. Il supporto concreto degli Amministratori locali e degli addetti al commercio alle rivendicazioni dei lavoratori è la testimonianza del fatto che il reddito prodotto dal lavoro degli operai e impiegati della Saeco sia un baluardo di risorse per l'intera alta valle del Reno. Il rischio, infatti, non è solo la perdita del lavoro per le singole persone ma è quello di perdere completamente il presidio delle zone collinari e montane, che da ogni parte viene identificato come l'unica risorsa per mantenere in vita le aree svantaggiate. Chiediamo con forza che nella trattativa il Governo si faccia parte attiva per evitare di vedere il ridimensionamento della struttura produttiva di Gaggio montano che porterebbe con sé la fine di un intero territorio e della sua economia". 
 

giovedì 3 dicembre 2015

M5S : “TUTELARE TUTTI I POSTI DI LAVORO ALLA SAECO”.

La Piccinini con i lavoratori

Silvia Piccinini , consigliera regionale del M5S, questa mattina ha incontrato i lavoratori della Saeco che da alcuni giorni sono in presidio permanente contro la decisione da parte della proprietà, la multinazionale Philips, di licenziare 243 persone. “Siamo venuti qui a Gaggio Montano per esprimere solidarietà e vicinanza a quei lavoratori che rischiano il posto di lavoro - ha spiegato Silvia Piccinini – Come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle farà tutto il possibile per evitare che un intero territorio sia travolto da una crisi pesantissima che rischia di avere ripercussioni molto gravi anche nei prossimi anni. All’indomani dell’annuncio da parte della Philips abbiamo immediatamente presentato una interrogazione al presidente Bonaccini invitandolo a sollecitare il Governo ad intervenire e vigileremo attentamente sulle novità che potrebbero esserci dopo l’incontro previsto con il ministro Guidi. La nostra speranza – conclude Silvia Piccinini – è che l’azienda torni sui suoi passi e che tutti i posti di lavoro possano essere tutelati”. 

 


Marchetti su crisi SAECO DI GAGGO MONTANO: “SMETTIAMOLA DI FARCI PRENDERE IN GIRO. BASTA SACHEGGIARE LE NOSTRE TERRE”.



Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord interviene sulla vicenda 'esuberi alla Saeco di Gaggio Montano' e scrive:

Smettiamola di farci prendere per i fondelli. Il nostro territorio non è un’area da saccheggiare fino a quando conviene a qualcuno e da abbandonare poi al proprio destino. E’ il caso di non scherzare e di iniziare ad affrontare la vicenda della Saeco di Gaggio Montano in maniera seria e coordinata.
Quello che proprio non mi va giù è essere preso in giro. Ma come si può credere alla multinazionale quando annuncia che il licenziamento di tutti i 243 dipendenti è ineluttabile e che non è in atto nessun tentativo di delocalizzazione? Per favore! La delocalizzazione c’è eccome. E sono anni che il processo è in atto. Lo stabilimento in Romania produce a un minor costo e questo è un fatto. Un fatto che testimonia il fallimento dell’Ue e dell’allargamento dei confini di quella che avrebbe dovuto essere un’unione di Stati e che, invece, è solo un’unione di poteri forti e di interessi economici.

mercoledì 2 dicembre 2015

Saeco: Una mazzata 'disgustosa'. Ora la ' matassa' passa a Roma. Domattina diretta di Agorà tra i lavoratori.





Da ANSA Bologna

La vicenda degli esuberi alla Saeco-Philips si sposta a Roma dove sarà coinvolto il Governo. "Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, la dimensione multinazionale della proprietà e la particolarità del territorio coinvolto nella crisi, si è deciso di allargare il confronto sul piano nazionale", ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi. Domani il presidente della Regione Stefano Bonaccini affronterà la questione con il ministro Federica Guidi.


Presidio lavoratori in Regione
Da Bologna Today


Brutte notizie per la Saeco, la storica azienda con sede a Gaggio Montano: nell'incontro di salvaguardia convocato oggi in Regione, la Philips ha confermato la volontà di licenziare 243 lavoratori, così l'assessore alle Attività produttive Palma Costi, preso atto della distanza incolmabile tra le parti, ha rinviato tutto a un tavolo ministeriale, la cui convocazione sarà richiesta già domattina.
"È stato disgustoso", ha commentato il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani. L'azienda, rappresentata dall'amministratore delegato Nicholas Lee e dall'avvocato Saverio Schiavone, "ha iniziato ringraziando i lavoratori per il loro impegno, per poi ribadire che li licenzierà. Ci vuole tanta pazienza e bisogna lottare", conclude il segretario regionale della Fiom.
Quindi la vicenda si sposta a Roma dove sarà coinvolto il Governo. “Vista la complessità e la delicatezza della vicenda, la dimensione multinazionale della proprietà e la particolarità del territorio coinvolto nella crisi, si è deciso di allargare il confronto sul piano nazionale” ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi al termine dell’incontro del tavolo istituzionale per la Saeco Philips di Gaggio Montano. Già domani il presidente della Regione Stefano Bonaccini affronterà a Roma la questione con il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, fanno sapere da Via Aldo Moro. 
Siamo rimasti con le posizioni che avevamo prima dell'incontro” ovvero “hanno confermato che l'unica soluzione percorribile è quella di togliere 243 posti di lavoro all'azienda per renderla eccellente”, hanno dichiarato Marino Mazzini di Fim e Stefano Zoli di Fiom al margine della riunione. “Abbiamo ribadito che questo non è accettabile, non è possibile. Abbiamo anche chiesto di portarci del lavoro, qualsiasi tipo di lavoro perché siamo in grado di lavorare”.
Domani mattina alle 10 si terrà un'assemblea con i lavoratori. e il programma televisivo Agorà trasmetterà in diretta dalle 8 dal piazzale dello stabilimento. 

Grande preoccupazione da parte delle piccole imprese dell’Appennino per il futuro della Philips-Saeco è stata espressa in una nota da Cna Alto e Medio Reno insieme a Confcommercio Ascom Delegazioni Alto Reno per la salvaguardia di decine di imprese della subfornitura Philips-Saeco e per le centinaia di aziende commerciali che vivono dell’indotto Philips-Saeco: "Aziende che occupano centinaia di dipendenti e che sarebbero messe in grave difficoltà da decisioni che potrebbero vedere Philips-Saeco trasferire importanti pezzi della produzione lontano dall’Appennino bolognese.Pur rispettando le scelte dell’azienda, dicono le associazione delle piccole imprese, le associazioni non vorrebbero che venisse ignorato il ruolo strategico delle aziende artigiane e del commercio per il territorio dell’Appennino, un ruolo già reso difficile dalle crisi che hanno attraversato altre grandi imprese della zona e che un allontanamento della produzione da parte di Philips-Saeco metterebbe in ulteriore e grave difficoltà".
Questa mattina ho proposto alla capigruppo che il primo punto all’ordine del giorno della prossima Assemblea legislativa del 10 dicembre sia la vicenda Saeco-Philips”, ha scritto in una nota il capogruppo PD in regione Stefano Caliandro. “Sono ben lieto che questa proposta abbia ricevuto il sostegno trasversale di tutti i capigruppo. Penso infatti che in queste vicende l’unità tra le forze politiche sia elemento fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Sto inoltre lavorando ad un testo per una risoluzione unitaria da sottoporre agli altri capigruppo per una condivisione di tutto il Consiglio. Occorre che tutti andiamo oltre la nostra appartenenza politica per cercare di tutelare i lavoratori e le loro famiglie messe in crisi dal licenziamento collettivo preannunciato dalla Saeco. Il nostro Consiglio e i suoi gruppi hanno il dovere di mobilitarsi con tutti gli strumenti a disposizione”.
Verificare se ricorrono le condizioni, al fine di salvaguardare il carico occupazionale, per utilizzare le misure, previste dalla normativa regionale, di contrasto alle delocalizzazioni produttive, nonché la promozione degli investimenti nel quadro delle programmazioni settoriali della Regione, tenuto conto che il marchio Saeco gode del successo sul mercato indotto anche grazie all’utilizzo del Made in Italy”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è Giulia Gibertoni (M5s). La multinazionale Philips, si legge nel documento, “giovedì 25 novembre ha annunciato, durante un incontro nella sede di Unindustria, l’intenzione di voler ridurre la base occupazionale, dimezzandola, nello stabilimento Saeco di Gaggio Montano, nel bolognese”. Il depotenziamento dello stabilimento “non coincide con una riduzione dei numeri produttivi della multinazionale in questo settore- sottolinea la consigliera-, visto che contestualmente sarebbe stata aumentata la produzione in altri stabilimenti esteri, il cui prodotto finale riporta il marchio Saeco, avvantaggiandosi in tal modo, sul mercato internazionale, della presenza del ‘Made in Italy’, ingenerando nel consumatore finale la convinzione che dietro i suoi prodotti ci sia l’eccellenza italiana”.
"I Parlamentari bolognesi del PD esprimono la loro vicinanza ai lavoratori della Saeco e alle comunità locali interessate dalla crisidell'importante polo produttivo che vede minacciati 243 posti di lavoro, che ieri e oggi, assieme alle Istituzioni locali,  hanno espresso, in più manifestazioni, la loro grave preoccupazione", così in una nota congiunta Marilena Fabbri, Andrea De Maria, Donata Lenzi e Gianluca Benamati. "Abbiamo immediatamente allertato il Governo e riteniamo molto importante il tavolo di confronto oggi in corso in Regione, con la partecipazione della Città Metropolitana. Continueremo a seguire la vertenza come una priorità per la salvaguardia dell'occupazione in Saeco e il futuro di questa fabbrica che sono di estrema importanza per tutta la montagna bolognese e la Città Metropolitana". 


La Giunta promuova la creazione di “un unico tavolo regionale istituzionale che si occupi di un piano industriale per il rilancio dell’Appenino bolognese, operando anche per riconvertire alcuni stabilimenti produttivi, dando così corpo e sostanza al Patto per il lavoro e alla Conferenza per la montagna”.
A chiederlo, attraverso una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa, sono Igor Taruffi (primo firmatario) e Yuri Torri, consiglieri di Sel. I dipendenti dello stabilimento Saeco Philips di Gaggio Montano, si legge nel documento, “hanno proclamato una serie di iniziative di lotta culminate in una manifestazione organizzata dai sindacati confederali Fiom CgiI e Fim CisI e dalle Rsu aziendali per chiedere alla multinazionale di ritirare i 243 licenziamenti annunciati, al corteo si sono uniti anche molti cittadini, le istituzioni della vallata, gli studenti e i commercianti”. La Regione, rimarcano i consiglieri, “ha prontamente convocato un tavolo di salvaguardia occupazionale, in accordo con il Comune di Gaggio Montano e la Città metropolitana, e al quale sono state invitate tutte le parti interessate (l’azienda, Unindustria Bologna, i sindacati di categoria) per cercare una soluzione in grado di garantire la massima tutela per i lavoratori e le maggiori garanzie produttive in una realtà estremamente significativa per il nostro territorio”. Anche il ministro dello Sviluppo economico, proseguono, “ha annunciato che il Governo convocherà a breve l’azienda a un tavolo negoziale per cercare di trovare tutte le possibili soluzioni affinché gli esuberi possano rientrare”.
Una situazione che spinge gli esponenti di Sel a lanciare l’allarme: “L’Alta e Media Valle del Reno sta registrando un lento processo di desertificazione industriale e artigianale, dalla chiusura del polo cartario di Lama di Reno e di Marzabotto che occupava più di 500 lavoratori, alla profonda preoccupazione per altre imprese del territorio come la Demm, la Dismeco e la Metal Castello, per non parlare delle decine di aziende artigiane che hanno chiuso e delle incertezze che ancora insistono sul futuro delle Terme di Porretta”.

lunedì 30 novembre 2015

Saeco, sciopero e 243 tazzine per protesta contro l'annuncio di esuberi. E il paese di Gaggio sta con loro.

Da DIRE Emilia-Romagna
I dipendenti della Saeco ricominciano da dove avevano finito: in sciopero. Lo erano venerdì scorso, in presidio davanti alla fabbrica di Gaggio Montano contro i 243 esuberi annunciati e lo sono anche oggi. Terranno le braccia incrociate pure domani e mercoledì. E si faranno sentire: oggi hanno deciso di ripartire con il presidio davanti allo stabilimento della Philips piazzando all’ingresso tante tazzine da caffè a simboleggiare i dipendenti che rischiano il taglio. 

Domani alle 8.30 partirà un corteo che punterà verso valle per arrivare in piazza della Libertà a Porretta (e al pomeriggio si assoceranno gli studenti del Polo Montessori-Da Vinci). Eloquente il comunicato diffuso dalle Rsu: “I lavoratori della Saeaco non molleranno mai”. Il segretario regionale della Fiom, Bruno Papignani, ha detto loro di tenersi pronti anche ad occupare la fabbrica e oggi li saluta con un invito a “tenere botta”. Non sono soli: al loro fianco, si stanno mobilitando anche le istituzioni e i commercianti della zona.


  1.  Agli esercenti che oggi pomeriggio terranno chiusi i loro negozi per andare a solidarizzare al presidio è stato lanciato l’invito a portare da casa una tazzina da caffè, in modo da depositarle, accanto a quelle già piazzate dei dipendenti. “Quella delle tazzine è una provocazione, ovviamente: Philips deve decidere chi tagliare dei dipendenti e loro si sono identificati nelle tazzine”, spiega Mazzini che non si stupisce della solidarietà che arriva dai negozianti: se la Saeco vacilla a cascata ci possono essere parecchi altri effetti negativi. I commercianti terranno le serrande abbassate anche domani al passaggio del corteo, mentre per il vertice in Regione di mercoledì ci sarà un presidio dei dipendenti sotto le finestre di viale Aldo Moro.


venerdì 27 novembre 2015

SAECO DI GAGGIO MONTANO, REGIONE E GOVERNO SCONGIURINO I 243 ESUBERI.



E’ inutile girarci intorno e cercare di arrampicarsi sui vetri. La verità è una sola: la Romania batte l’Italia 243 a zero, dove 243 sono gli esuberi annunciati tra i dipendenti della Saeco di Gaggio Montano”.

Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord in Emilia Romagna invita Regione e Governo a intervenire prima che sia tropo tardi.

La multinazionale Philips che ha rilevato l'azienda nel 2009 – ricorda l’esponente del Carroccio -, ha dichiarato che per il prossimo anno gli esuberi saranno 243, circa la metà dei dipendenti. Purtroppo lo stabilimento di Gaggio Montano non tiene il passo con lo stabilimento della Romania, dove i costi per la produzione sono inferiori”.
Marchetti continua: “Il caso della Saeco di Gaggio Montano è un vero e proprio terremoto per un'area già in difficoltà come quella dell'Appennino. Per questo invito la giunta a fare tutti gli sforzi possibili per salvaguardare l'occupazione di quel territorio e a farsi portavoce presso il governo centrale di quello che sta accadendo nella nostra regione affinché i posti di lavori siano tutelati. Senza lavoro – conclude – non c’è futuro per nessuno”.

giovedì 26 novembre 2015

Doccia Fredda: Saeco denuncia un esubero di 243 dipendenti.

Un lettore ha inviato questa comunicazione di R.it BOLOGNA

Shock alla Saeco. Philips ha annunciato oggi, durante un incontro nella sede di Unindustria, che per salvare la fabbrica di Gaggio Montano è necessario tagliare la metà dei dipendenti della divisione che si occupa delle macchine per caffè domestiche. Gli esuberi dichiarati sono 243 su 558 lavoratori attualmente impegnati nel bolognese (in totale, sommando anche gli operai che si occupano di macchine per uffici, si arriva a più di 900 dipendenti) per gestire i quali ora si aprirà la trattativa coi sindacati. Che intanto però sono sulle barricate. “Una decisione inaccettabile, così muore tutta la vallata”, spiegano Fiom e Fim, che domani riuniranno i lavoratori in assemblea per decidere le proteste da mettere in campo. Quando è stata comunicata la notizia, i dipendenti hanno indetto uno sciopero immediato e sono usciti dall'azienda per protestare.

L’annuncio arriva dopo che da giorni gli operai scioperavano a singhiozzo, con blocchi dei camion, perché preoccupati dalle voci di un calo drastico della produzione prevista per il 2016. Voci non confermate ufficialmente da Philips, che possiede dal 2009 il marchio di Gaggio Montano, che però oggi ha annunciato il taglio. A spingere la multinazionale olandese verso questa decisione sarebbe stato il calo dei volumi nelle vendite delle macchine da caffè super-automatiche mentre, sottolineano i sindacati, la fabbrica in Romania che produce macchine più semplici e meno costose viaggia a ritmi serrati.

È inaccettabile, significa uccidere dal punto di vista sociale l’Appennino – ripetono Marino Mazzini (Fim Cisl) e Stefano Zoli (Fiom Cgil) – Chiederemo l’intervento di tutte le istituzioni, dalla Regione fino al Ministero. Nei prossimi giorni mobiliteremo i lavoratori”. Oltre ai 558 dipendenti sui quali pende la richiesta di dimezzamezzamento, ci sono altri 350 operai che producono le macchine per gli uffici.

Sel annuncia un'interrogazione in parlamento sulla vicenda. "E' quanto mai necessario comprendere le cause del perché la Saeco presenti tali difficoltà operando in un settorein forte espansione sul mercato e lavorare per creare le condizioni di una ripresa", scrive in una nota il deputato vendoliano Giovanni Paglia. "Nei giorni scorsi già molti dipendenti hanno manifestato davanti ai cancelli per chiedere conto circa la situazione dell'azienda. Nonostante infatti l'acquisizione della Saeco da parte del gruppo multinazionale Philips, che nel 2009 era nata sotto i migliori auspici, l'azienda oggi versa in difficoltà".