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lunedì 26 gennaio 2026

Sciopero territoriale del comparto dell’Azienda USL di Bologna il 30 gennaio 2026



L’Azienda USL di Bologna informa che l’Associazione Sindacale FIALS ha proclamato uno sciopero territoriale per l’intera giornata di venerdì 30 gennaio 2026, dalle ore 7.00 del 30 gennaio alle ore 7.00 del 31 gennaio.

L’agitazione sindacale coinvolge tutto il personale del comparto afferente all’Azienda USL di Bologna, in particolare: infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e personale amministrativo.

L’Azienda USL di Bologna ha attivato tutte le procedure necessarie a garantire all’utenza l’erogazione dei servizi pubblici essenziali e l’operatività dei contingenti minimi di personale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti e degli accordi sindacali previsti in caso di sciopero.

martedì 6 gennaio 2026

Sciopero regionale di 8 ore nel settore ferroviario il 7 gennaio



Le organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti, UGL Ferrovieri, FAST Confsal e ORSA AF dell’Emilia-Romagna esprimono profondo cordoglio e vicinanza ai familiari, alle colleghe e ai colleghi del giovane capotreno Alessandro Ambrosio, barbaramente ucciso nel parcheggio riservato al personale ferroviario della stazione di Bologna Centrale.

In attesa che venga fatta piena luce sull’accaduto e che il responsabile sia rapidamente assicurato alla giustizia, i sindacati tornano a denunciare le gravi criticità in materia di sicurezza che interessano numerose aree e scali ferroviari, più volte segnalati come luoghi ad alto rischio per l’incolumità di lavoratrici e lavoratori, degli utenti e dei cittadini.

Alla luce di quanto accaduto e considerato il grave pregiudizio per la salute e la sicurezza del personale impegnato nelle attività ferroviarie, le Segreterie regionali hanno proclamato uno sciopero regionale di 8 ore per la giornata di martedì 7 gennaio 2026, dalle 9.01 alle 17.00, che coinvolgerà i dipendenti delle società operanti in Emilia-Romagna.

(Segnalato da Dubbio)

lunedì 3 novembre 2025

Sciopero del 5 novembre: l’Ausl di Bologna rassicura, garantiti tutti i servizi di emergenza

 



In merito al comunicato diffuso oggi dallo SNAMI Bologna, l’Azienda USL di Bologna rassicura i cittadini: nessun servizio di emergenza-urgenza resterà scoperto durante lo sciopero del 5 novembre 2025.

Tutte le attività essenziali del sistema 118 e dell’emergenza saranno regolarmente garantite, nel rispetto della normativa vigente. Nei giorni scorsi l’Azienda ha inviato oltre 80 comunicazioni di esonero dallo sciopero ai professionisti coinvolti — tra cui medici dell’emergenza territoriale, della continuità assistenziale, della medicina penitenziaria e dei CAU — oltre a un’informativa destinata ad altri 382 colleghi non in turno e 604 medici di medicina generale, per un totale di oltre mille professionisti informati.

Solo sette medici, a causa di una diversa interpretazione iniziale delle indicazioni operative, non avevano ricevuto la comunicazione entro la scorsa settimana. La situazione è stata risolta oggi stesso, non appena pervenuta la segnalazione, e i colleghi interessati sono stati regolarmente contattati.

L’Azienda USL di Bologna ribadisce il massimo rispetto per il diritto allo sciopero e, al contempo, l’impegno a garantire la piena continuità dei servizi essenziali grazie alla collaborazione del personale sanitario e tecnico del sistema di emergenza.

“La sicurezza dei cittadini e la qualità del servizio di emergenza-urgenza restano la nostra priorità”, sottolinea l’Azienda, assicurando che non vi saranno interruzioni nell’assistenza.

mercoledì 9 aprile 2025

Amianto, pompieri verso lo sciopero a un anno dalla strage di Suviana

I sindacati: "Mai effettuate le visite previste per chi è intervenuto alla centrale Enel Green Power"



A un anno dalla tragedia alla centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, i vigili del fuoco di Bologna proclamano lo stato di agitazione. Le organizzazioni sindacali – Fp Cgil, Confsal, Uilpa Uil, Fns Cisl e Usb – hanno avviato la procedura di raffreddamento, primo passo verso uno sciopero, denunciando gravi inadempienze sul fronte della sicurezza sanitaria.

Nel mirino dei sindacati, l’assenza di controlli medici per i pompieri intervenuti sul luogo dell’esplosione dell’impianto di Enel Green Power, nonostante le comunicazioni interne del Comando avessero indicato la necessità di applicare il cosiddetto "protocollo amianto".

"Nonostante le ripetute sollecitazioni – si legge nella nota congiunta – nessuna visita è mai stata effettuata e non esistono nei fascicoli personali dei dipendenti tracce della potenziale esposizione a fibre di amianto".

Secondo quanto comunicato da Enel Green Power, alcune guarnizioni dell’alternatore della centrale sarebbero infatti realizzate con materiali contenenti amianto, sostanza altamente cancerogena. "È evidente – proseguono i sindacati – il totale cortocircuito amministrativo che ha impedito finora l’attivazione del protocollo sanitario previsto per i soccorritori potenzialmente esposti a sostanze pericolose".

La richiesta formale di aprire la procedura di conciliazione arriva proprio nel giorno del primo anniversario dell’incidente, costato la vita a sette operai. Se non ci saranno risposte concrete nell'incontro con l'amministrazione, lo stato di agitazione potrebbe sfociare in uno sciopero dei Vigili del fuoco.

venerdì 7 marzo 2025

Sciopero generale: mobilitazione 8 marzo per comparto e dirigenza

 


AUSL Bologna informa: 

Domani, sabato 8 marzo 2025 è stato proclamato uno sciopero generale che coinvolgerà sia il settore pubblico che quello privato. La mobilitazione, indetta a livello territoriale dall'organizzazione sindacale FIP CGIL, sarà invece di carattere nazionale per le associazioni sindacali USICit, CUB, Slai Cobas per il Sindacato di Classe e USB, con l’adesione di CUB Sanità per tutte le categorie lavorative.

L'agitazione si estenderà per l'intera giornata, includendo anche il primo turno montante per i lavoratori turnisti.

Impatti sul sistema sanitario bolognese

Per quanto riguarda l’Azienda USL di Bologna, lo sciopero coinvolgerà:

  • Personale dell'area comparto, tra cui infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi.
  • Dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, nonché la dirigenza non sanitaria di area tecnica, professionale e amministrativa.

Come previsto dalla normativa vigente e dagli accordi sindacali, l’Azienda USL di Bologna ha attivato le misure necessarie per garantire i servizi pubblici essenziali e il mantenimento dei contingenti minimi di personale, al fine di limitare eventuali disagi per l’utenza.

Lo sciopero dell'8 marzo si inserisce in un più ampio contesto di mobilitazioni sindacali per la tutela dei diritti dei lavoratori e per il miglioramento delle condizioni di lavoro nei settori pubblico e privato.

mercoledì 22 gennaio 2025

Sciopero alla Marzocchi Pompe di Casalecchio di Reno: lavoratori contro i licenziamenti

 



Proteste e tensioni alla Marzocchi Pompe Spa, storica azienda di Casalecchio di Reno specializzata nella progettazione e produzione di pompe e motori. Oggi i dipendenti hanno incrociato le braccia e organizzato un presidio per contestare i 38 licenziamenti annunciati dall’azienda lo scorso 17 gennaio. La decisione, comunicata con brevissimo preavviso, ha scosso i 254 lavoratori degli stabilimenti di Casalecchio e Zola Predosa, gettando ombre sul futuro della società e dei suoi dipendenti.

Un "fulmine a ciel sereno"
La comunicazione dei licenziamenti collettivi è arrivata inaspettata, soprattutto considerando che l’azienda non aveva manifestato segnali di difficoltà economica o gestionali. Al contrario, negli ultimi anni Marzocchi Pompe ha compiuto importanti investimenti immobiliari. Tra questi, l’acquisto di un nuovo stabilimento di 2.500 metri quadrati a Zola Predosa, costato oltre un milione di euro e situato nello stesso complesso industriale in cui erano stati acquisiti altri immobili nel 2022.

I lavoratori, sorpresi e amareggiati, definiscono la decisione "inspiegabile" e temono che la scelta possa segnare l’inizio di un processo di ridimensionamento della storica realtà produttiva.

La politica interviene
La vicenda ha attirato anche l’attenzione del deputato PD Andrea De Maria, che ha espresso solidarietà ai lavoratori e ha annunciato iniziative parlamentari per affrontare la vertenza. "La notizia dei licenziamenti con brevissimo preavviso alla Marzocchi Pompe è di straordinaria gravità. Tutta la mia solidarietà ai lavoratori e il mio sostegno alle loro iniziative di lotta", ha dichiarato l’onorevole in una nota ufficiale.

Il primo confronto con la direzione
Nella giornata odierna, in concomitanza con lo sciopero, si è svolto il primo incontro tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale. I lavoratori chiedono chiarimenti sulle motivazioni che hanno portato all’apertura della procedura di licenziamento collettivo e auspicano un confronto che possa portare al ritiro della procedura di licenziamento e a  una soluzione condivisa.

mercoledì 22 maggio 2024

Domani, 23 maggio, sciopero FP CGIL generale territoriale e FIALS del personale

 L’Azienda USL di Bologna garantisce i livelli minimi di attività previsti in caso di sciopero


L'Azienda Usl di Bologna informa: 


Il sindacato FP CGIL ha indetto per l'intera giornata di domani, giovedì 23 maggio,  uno sciopero generale territoriale per il comparto pubblico e privato in tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati afferenti ai comparti sanità, funzioni centrali, funzioni locali, igiene ambientale, terzo settore (servizi socio assistenziali educativi privati) dell'area metropolitana di Bologna escluso territorio di Imola.

Inoltre il sindacato FIALS ha indetto, ancora per l'intera giornata  di domani, giovedì 23 maggio, uno sciopero del personale del Servizio sanitario nazionale, comparto e dirigenza medica delle aziende sanitarie: AOSP Bologna, USL Bologna, Istituto Ortopedico. Rizzoli, USL Ferrara, USL Modena, AOU Modena, USL Piacenza, USL Reggio Emilia, USL Imola, USL Romagna.

Per quanto riguarda l’Azienda USL di Bologna, lo sciopero interessa gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi) e gli operatori della dirigenza medica e veterinaria e sanitaria della dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L’Azienda USL di Bologna assicura i livelli minimi di attività previsti dalle disposizioni normative di riferimento e dall’accordo sindacale in caso di sciopero.

domenica 5 maggio 2024

I dipendenti di Hera fanno sciopero.

 


Uiltec Emilia Romagna ha proclamato un sciopero nel Gruppo Hera. 

 I dipendenti incroceranno le mani domani, lunedì 6 maggio, e organizzeranno il presidio  di Bologna nel  Viale Berti Pichat:  " Il mondo del lavoro  si unisce alla cittadinanza per avere servizi fondamentali a costi accessibili e di qualità," recitano i proponenti lo sciopero.

 

mercoledì 15 novembre 2023

Garante a Cgil-Uil: mancano i requisiti dello sciopero generale

 



 All’esito dell’audizione con le Confederazioni sindacali Cgil e Uil, in merito alla proclamazione dello sciopero nazionale del 17 novembre, la Commissione di garanzia ha ritenuto di confermare il contenuto del provvedimento adottato in data 8 novembre, ai sensi dell’articolo 13, lett. d) della legge n. 146/90.

 Lo sciopero, così come proclamato dalle Confederazioni sindacali (con esclusione di numerosi settori) non può essere considerato, come da consolidato orientamento della Commissione, quale sciopero generale, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici (delibera n. 03/134).  

La Commissione di garanzia, con la decisione assunta, non intende in alcun modo mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero, ma continuare ad assicurare l’osservanza delle regole che ne garantiscono il contemperamento con i diritti costituzionali della persona.

Sciopero 17 novembre contro la manovra, Nursind sarà in piazza a Bologna.

Appuntamento dalle ore 10. “La nostra è un'iniziativa a tutela dei professionisti e dei pazienti”

 


“Siamo stanchi di essere ignorati, sottovalutati e sottopagati. Abbiamo tentato innumerevoli volte di dialogare con il Governo, di esporre la grave situazione in cui versa la nostra professione, tra carenza di organico, scarso interesse da parte dei giovani, carichi di lavoro insostenibili e stipendi inadeguati. Gli infermieri sono in ginocchio, per questo scioperiamo, per far valere i nostri diritti”. Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind Emilia-Romagna, spiega così le ragioni che il prossimo venerdì 17 novembre vedrà anche l'adesione del sindacato degli infermieri alla giornata di sciopero generale, indetta a livello nazionale contro il testo della manovra. “I problemi però non mancano anche sul locale, considerata la totale assenza di interlocuzione a livello regionale -precisa la rappresentante sindacale-. Non veniamo mai ascoltati e non c'è mai uno spiraglio di confronto per migliorare le condizioni di lavoro dei nostri professionisti, per gratificarli come meriterebbero”. 

Dalle ore 10 la protesta andrà in scena a Bologna fra Piazza Maggiore e Piazza Nettuno, ma saranno in tutto ventiquattro le ore di sciopero anche per infermieri e ostetriche di tutta la regione. “La nostra professione, purtroppo, sta diventando sempre più invisibile -continua Rodigliano-, nonostante sia centrale per la nostra sanità pubblica. Il benessere organizzativo è assente e il barnout dilaga, senza dimenticare quella riforma delle pensioni che rischia di penalizzare fortemente la categoria, disincentivando ricambio e attrattività della professione. Quello del 17 novembre non è uno sciopero contro i pazienti, anzi, la nostra è un'iniziativa a tutela dei cittadini prima di tutto. Per questo -conclude Antonella Rodigliano- rivolgiamo un appello a scendere in piazza con noi non soltanto ai professionisti, ma a tutti quelli che vogliono sostenerci. Essere uniti, ci rende più forti”.

lunedì 21 marzo 2022

Sciopero alla Basf di Pontecchio Marconi

La sicurezza non è forma ma deve essere sostanza



I sindacati comunicano

 Si è appena concluso l’incontro con la Delegazione Aziendale di BASF Pontecchio Marconi; eravamo in attesa di risposte concrete alle diverse proposte che abbiamo avanzato nella giornata di venerdì 11 marzo e che erano dichiaratamente volte a ragionare su soluzioni di breve, medio e lungo termine riguardo alle misure di Sicurezza necessarie per ripristinare condizioni di serenità per le lavoratrici e i lavoratori del sito di BASF Pontecchio Marconi. Nello specifico abbiamo proposto soluzioni che possono incidere sulla Cultura della Sicurezza in Azienda (aspetto necessario e fondamentale) ed altre che impattano sui carichi di lavoro e sulle risorse dedicate agli assetti produttivi, queste vanno ad incidere sulle cause che riducono le condizioni di Sicurezza in Azienda. Quanto alle proposte sulla cultura aziendale riguardo alla Sicurezza, abbiamo indicato:

• FORMAZIONE adeguata e tempestiva degli operatori assunti con contratto di somministrazione ovvero i lavoratori neoassunti.

• Rispetto assoluto della DIRETTIVA MACCHINE che prevede l’inserimento di blocchi automatici agli impianti nel momento in cui le misure di Sicurezza predisposte dovessero non essere in funzione, ovvero laddove non fosse tecnicamente fattibile, individuare misure alternative al blocco automatico ma che determinino lo stesso risultato.

• Eliminazione delle PRATICHE NASCOSTE che mettono in pericolo la Sicurezza dei singoli e dell’intero sito, proponendo la possibilità di recepire anche segnalazioni in forma anonima e determinando meccanismi che incentivino le segnalazioni da parte dei colleghi.

• Coinvolgimento dei R.L.S.S.A. nelle riunioni con la dirigenza dove vengono prese decisioni che impattano sul sistema produttivo, al fine di ragionare in via preventiva anche sulle ripercussioni riguardo alla Sicurezza dell’ambiente lavorativo.

• Indagine stress correlato all’attività lavorativa e rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento.

• Intervento sulle segnalazioni di incidente che consenta di avere tempistiche certe sulle risposte, sulla presa in carico e definitiva risoluzione del problema sia per il lavoratore che ha provveduto a fare la segnalazione sia per la squadra interessata nell’intervento.

 • Modifica del calcolo del premio di produzione, con l’eliminazione del parametro dei “minor accident”, ovvero gli accessi all’infermeria, essendo un punto che va nella direzione opposta alla segnalazione di infortunio in Azienda. Le proposte che impattano sui carichi di lavoro e sulle risorse dedicate agli assetti produttivi:

 • definizione del NUMERO MINIMO dei LAVORATORI per far funzionare in Sicurezza gli impianti, sottolineando che in tale numero non possono essere considerati i lavoratori che sono in formazione; questo al fine di condividere con tutta la platea aziendale, le condizioni minime di organico per poter far funzionare o meno gli impianti in Sicurezza. • Definizione di un accordo per la gestione del passaggio generazionale che consenta un prepensionamento per i lavoratori più anziani. In fase di rinnovo del contratto integrativo aziendale, la direzione ci ha prospettato che in questo triennio oltre il 40% dell’organico sarà prossimo a questo traguardo; è un momento delicato che dovrà, in parallelo, prevedere con lungimiranza all’assunzione/stabilizzazione di nuovi colleghi, tenendo conto del necessario passaggio di competenze ai neoassunti, nella logica del trasferimento del “saper fare” acquisito in decenni di lavoro da parte dei colleghi, per evitare di disperderne le professionalità acquisite. Infine, abbiamo chiesto l’assunzione del collega interinale che a seguito dell’amputazione del dito pollice della mano sinistra sarà penalizzato a vita nelle sue possibilità di assunzione presso altre aziende. Mentre riguardo alle richieste volte ad impattare sul clima aziendale, abbiamo registrato aperture e chiara disponibilità da parte della direzione, non altrettanto è avvenuto riguardo alle misure che impattano sui carichi di lavoro e sulle risorse da dedicare agli assetti produttivi al fine di lavorare in Sicurezza, ovvero proprio su quelle misure che consentirebbero di eliminare le cause che hanno determinato i due infortuni gravi. Riteniamo deplorevole l’indisponibilità aziendale nel condividere le scelte organizzative che possano consentire un confronto trasparente ed oggettivo sui carichi di lavoro e sulle risorse che si intende dedicare al funzionamento in Sicurezza degli assetti produttivi. Rispetto alle prassi occulte, ci saremmo aspettati da BASF ITALIA una presa di posizione ufficiale netta e inequivocabile: una condanna scritta nero su bianco che compaia a chiare lettere in qualche atto ufficiale e che rimanga come monito e come pilastro della cultura della Sicurezza per le generazioni future e presenti. Non è più tempo delle rassicurazioni verbali, è necessario prendere le distanze da queste dinamiche e saperlo comunicare in maniera cristallina ai lavoratori, così da poterne eliminare le cause alla radice. La cultura della Sicurezza si fa a monte non a valle, perciò un qualsiasi dipendente deve avere ben chiaro sin da subito, cosa poter fare e soprattutto cosa NON fare. In conclusione, analizziamo l’ultimo punto ma non meno importante: riteniamo assolutamente inaccettabile l’indisponibilità aziendale a procedere da subito all’assunzione a tempo indeterminato del giovane ragazzo invalido a vita, soprattutto per le argomentazioni esposte a riguardo, ovvero non creare un precedente. Precedente che, secondo la direzione, condizionerebbe i dipendenti precari incoraggiandone la pratica del “martellarsi un dito” pur di essere assunti in via definitiva. Per quanto tali dichiarazioni non meriterebbero di essere ascoltate né considerate minimamente, le giudichiamo irricevibili a livello ufficiale e gravemente offensive per la dignità e l’intelligenza dei lavoratori. Giudichiamo altrettanto grave il fatto che BASF ITALIA affronti i tragici infortuni occorsi in Azienda, cercando unicamente di tutelarsi legalmente, aprendo procedimenti disciplinari e scaricando le responsabilità unicamente sul singolo lavoratore o su quello a lui più vicino.

PERTANTO PROCEDEREMO A SCIOPERARE MERCOLEDI’ 23 MARZO, PICCHETTANDO L’INGRESSO DELLO STABILIMENTO. SONO ALTRESI’ COINVOLTI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SITO, QUELLI DELLE DITTE ESTERNE, I LAVORATORI INTERINALI E LE RELATIVE SIGLE SINDACALI SARANNO PRESENTI AL PRESIDIO PER OFFRIRE LA MASSIMA SOLIDARIETA’, ESSENDO IL TEMA DELLA SICUREZZA DEL LAVORO UN TEMA DI TUTTI. 

per Segreteria provinciale FILCTEM Stefania Pisani 

per Segreteria provinciale FEMCA Assunta Marseglia

Sciopero di 8 ore alla Basf di Pontecchio Marconi

 Si protesta per due incidenti avvenuti durante le lavorazioni



Incroceranno le braccia per l’intera giornata di mercoledì prossimo, 23 marzo, le lavoratrici e i lavoratori della Basf di Sasso Marconi e manifesteranno per l’intera giornata davanti ai cancelli dello stabilimento di Pontecchio Marconi.

All’origine dello sciopero due incidenti avvenuti durante le lavorazioni. Entrambi gli episodi avrebbero portato danni alle mani di due operatori.

sabato 6 novembre 2021

Lunedì sciopero del comparto igiene ambientale. A rischio la raccolta dei rifiuti ‘porta a porta’

 


Il Comune informa:


Hera comunica che lunedì 8 novembre è previsto uno sciopero generale del comparto igiene ambientale, con possibili disservizi nella raccolta porta a porta dei rifiuti. A Sasso Marconi non è garantita la raccolta dell’organico: attenzione pertanto ad esporre le pattumelle domenica 7 novembre, potrebbero non essere ritirate.

L'organico può eventualmente essere conferito presso la Stazione Ecologica Attrezzata di Via Vizzano 11, regolarmente aperta nella giornata di lunedì dalle 8.30 alle 12.30. QUI gli orari di apertura settimanali della Stazione Ecologica


giovedì 25 marzo 2021

Domani, venerdì 26 marzo, sciopero regionale proclamato da USB Emilia Romagna.

L’Azienda Usl di Bologna garantisce i livelli minimi di attività previsti in caso di sciopero e tutti i punti vaccinali sono regolarmente aperti

L'Azienda USL di Bologna informa: 

 

Domani, venerdì 26 marzo l’ Organizzazione Sindacale USB Emilia Romagna, ha proclamato uno sciopero regionale.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi) e gli operatori della dirigenza medica, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.
L’Azienda USL di Bologna assicura i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento, e compatibilmente con le necessità generate dall’attuale picco pandemico, in costante evoluzione. Tutti i punti vaccinali sono regolamente aperti.

In particolare, oltre all’assistenza non differibile e alle urgenze, l’Azienda Usl di Bologna garantisce attività essenziali nei Dipartimenti di Emergenza, Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, Materno-Infantile, Chirurgico, Oncologico, Cure Primarie, Sanità Pubblica, Servizi (dialisi, diagnostica per immagini, LUM) 

 

giovedì 10 dicembre 2020

Erika Seta: "Sciopero sbagliato quello di ieri"

 

di Erika Seta

Consigliere Città Metropolitana del Gruppo Uniti per l’Alternativa


Abbiamo assistito ieri mattina ad un presidio davanti l’ospedale Maggiore di dipendenti del pubblico impiego aderenti allo sciopero indetto dalle maggiori sigle sindacali.

Condivisibili le motivazioni alla base delle rivendicazioni. Ma decisamente sbagliato il momento:

Considerando che i pubblici dipendenti appartengono ad una delle categorie che ha continuato a percepire lo stipendio ed inalterato e che non rischia, nella maggioranza, il posto di lavoro. Inoltre coinvolgere anche il personale medico che in questo momento ha altre priorità da rivendicare, ci sembra un errore sociale e sindacale imperdonabile.

I sindacati con questo gesto sono sembrati i primi nemici dei pubblici dipendenti.

martedì 8 dicembre 2020

Domani, 9 dicembre, sciopero nazionale, proclamato da FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA.

I servizi garantiti dall’Azienda Usl di Bologna

 L'Azienda USL di Bologna informa:  

Domani, mercoledì 9 dicembre le Organizzazioni Sindacali, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA, hanno proclamato uno sciopero generale nazionale.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori socio sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi) e gli operatori della dirigenza medica, sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L'Azienda USL di Bologna assicura i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento.

In particolare, oltre all’assistenza di base e alle urgenze, l’Azienda Usl di Bologna garantisce le seguenti attività:

•    Emergenza 118, Centrale Operativa 118, Pronto Soccorso, trasporti sanitari assistiti

•    Terapie Intensive, Rianimazione e attività di Emodinamica

•    Salute Mentale: urgenze nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Trattamento Sanitario Obbligatorio, REMS, Cento di Salute Mentale

•    Dialisi: trattamenti di emodialisi in tutti i centri Dialisi Ausl

•    Ostetricia - Ginecologica e Assistenza Pediatrica: accettazione urgenze ostetrico-ginecologiche, sala travaglio parto, terapia intensiva neonatale, pronto soccorso pediatrico

•    Blocchi operatori – Endoscopie: garantite le prestazioni collegate all’attività di emergenza

•    Diagnostica per immagini: garantite le prestazioni collegate all’attività di emergenza e a percorsi terapeutici oncologici 

•    Riabilitazione Ospedaliera, Fisioterapia e Logopedia presso Ospedale Maggiore, Fisioterapia presso Corte Roncati e Ospedale Bellaria, Fisioterapia e Terapia Occupazionale presso Casa dei Risvegli

•    Day Service Ambulatoriale Area Oncologica: assicurati trattamenti chemioterapici

•    Laboratorio Unico Metropolitano, Anatomia Patologica, Servizio Trasfusionale, Casa del Donatore

•    ISNB (IRCSS), assicurata l’assistenza sanitaria di base in tutte le aree di degenza ordinaria, l’attività di urgenza dei laboratori di neuro fisiopatologia interventi di diagnostica neuro radiologica in urgenza

•    Punti prelievo Ospedalieri e Territoriali: esecuzione prelievi TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie, percorsi nascita

•    Assistenza Domiciliare: esecuzione prelievi, TAO, urgenze indifferibili (entro 24 ore), controlli terapie. Attività terapeutiche ed urgenze non procrastinabili

•    Servizi Dipendenze Patologiche (SERT): garantita la continuità assistenziale nella distribuzione di metadone

•    Sanità Pubblica: garantiti gli interventi e le attività nei casi di urgenza nei servizi di Igiene Pubblica e degli alimenti, Tutela ambienti di lavoro, Veterinario, Funzione Clinico Assistenziale.

 

sabato 5 dicembre 2020

Sciopero del personale Tper di lunedì 7 dicembre: modalità

Per lunedì prossimo, 7 dicembre, le OO.SS. FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI, FAISA-CISAL, UGL-FNA hanno proclamato uno sciopero di 24 ore del personale Tper.

Le modalità per servizi di bus e altre attività di competenza di Tper, nel rispetto delle fasce di garanzia previste sono:

Per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.

Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti.

Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani del bacino di Bologna saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.

Per effetto dello sciopero, gli sportelli Tper di via San Donato 25, attivi per il rilascio di contrassegni per le aree regolamentate dal Piano Sosta, potranno essere chiusi o subire una riduzione dei servizi nel corso dell’intera giornata.

Durante lo sciopero, al call-center telefonico 051-290290 sarà garantita la presenza di un operatore.

Lo sciopero riguarda anche il personale addetto all’area Sosta e Mobilità di Tper per il quale saranno garantite le prestazioni, riferite alle attività di prevenzione e accertamento delle violazioni di cui alla Legge 127/97, relative a tre turni mattinali e tre turni pomeridiani di Operatori Qualificati della Mobilità, nonché quello dedicato al servizio “Marconi Express”.

Per le linee urbane di  Imola  verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall'autostazione, fino alle ore 8.20 al mattino e fino alle ore 19.20 alla sera.

 Per i mezzi urbani, extraurbani e del servizio Taxibus di  Ferrara  saranno garantite solamente le corse dai capilinea periferici, centrali e intermedi con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.

L'Azienda adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio.

Segnalato da Dubbio