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domenica 26 novembre 2023

Le alluvioni di maggio hanno danneggiato l’agricoltura più di quello che si crede.

Le piogge hanno cambiato  a tratti persino l’orografia con  il crollo di strade che  hanno impedito a molte aziende agricole di coltivare i terreni o raccogliere ciò che era giunto a maturazione. 


Il capogruppo di Rete Civica in Regione scrive:

 

Le alluvioni di maggio non hanno solo devastato il territorio emiliano romagnolo, azzerando  coltivazioni e colture e mettendo in ginocchio l’agricoltura. C’è un danno indiretto e subdolo: il crollo di strade e colline e la viabilità disastrata hanno impedito a molte aziende di coltivare i terreni o di raccogliere ciò che era giunto a maturazione.

Mastacchi, capogruppo di Rete  Civica , chiede quindi la Regione si i attivi affinché l’indennizzo sia vincolato all’aver subito effettivamente il danno catastrofale. Chiede inoltre che la presentazione delle domande di indennizzo non sia automatica ma sia aperta anche ai soggetti che, se pur attualmente non figurino all’interno delle aree di riferimento, possano dimostrare l’effettivo danno subito, anche se questo potrà comportare un leggero ritardo nell’erogazione dei contributi. 

Mastacchi supporta la sua richiesta ricordando: 

Nell’agosto scorso l’assessore all'agricoltura della Regione. incontrando associazioni agricole, imprenditori e Consorzi di bonifica, aveva dichiarato che la Regione stava lavorando per fare sì che il nuovo strumento di ristoro Agricat potesse risarcire fino al 100% dei danni, compresi quelli provocati dalle frane. Impegno ribadito in presenza del Commissario quando dichiarò di voler  inserire, tra i ristori dei danni, anche quelli indiretti, in virtù anche del fatto che il Ministero ha sempre affermato che i rimborsi sarebbero stati totali. 

Mastacchi si aspetta quindi che le promesse si concretizzino. 

martedì 14 novembre 2023

Alluvione: da domani al via le richieste di contributo per i danni subiti

 Dalle ore 15 di mercoledì 15 novembre sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”



Da domani, mercoledì 15 novembre, alle 15, sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”. Si tratta della stessa piattaforma utilizzata per il sisma del 2012, riconvertita secondo i nuovi parametri. Da domani, quindi, tutte le imprese e le famiglie che hanno subito danni dall’alluvione potranno chiedere il contributo dello Stato. 

“La quantificazione del danno subito – scrive la Regione in una nota – ma soprattutto il nesso di casualità tra il danno e gli eventi calamitosi dovrà essere giustificato tramite perizia asseverata o, a seconda dei casi, tramite perizia giurata, utilizzando l’apposito modello riportato negli allegati delle ordinanze, e dovrà essere redatta da un tecnico abilitato, iscritto a un Ordine o a un Collegio, privo di interessi comuni con il committente”.

“Ciò che sarà riconosciuto – continua il testo – è indicato dettagliatamente nelle singole ordinanze commissariali: sul sito della struttura commissariale (https://commissari.gov.it/alluvionecentronord2023/), e a breve saranno anche disponibili domande e risposte (FAQ) illustrative, nelle quali si troveranno anche casi particolari e le risposte ai quesiti e dubbi più frequenti”.

Accesso e presentazione della domanda

Per accedere a “Sfinge Alluvione 2023” occorre avere l’accreditamento digitale (Spid, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale Servizi) e possedere un indirizzo di posta certificata (Pec).

La domanda per ottenere i rimborsi deve essere presentata dagli interessati o da un loro delegato munito di procura speciale solo tramite la piattaforma informatica dedicata. Alla domanda dovranno essere allegati obbligatoriamente i documenti: scheda di rilevazione dei danni, redatta da un professionista abilitato, secondo lo schema riportato negli allegati; perizia tecnica asseverata o giurata rilasciata da un professionista abilitato; progetto degli interventi proposti, con l’indicazione degli interventi di ricostruzione, di ripristino e di riparazione necessari, corredati da computo metrico estimativo, da cui risulti l’entità del contributo richiesto.

Il link d’accesso alla piattaforma, così come le informazioni via via che saranno aggiornate, si troverà anche sul portale della Regione Emilia-Romagna (https://www.regione.emilia-romagna.it/) e nella sezione ‘Misure di sostegno’ del sito dedicato all’alluvione (https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/aiuti).

(ANSA)

lunedì 12 dicembre 2022

I piani di prelievo annuali di fauna selvatica fanno acqua: nel 2020, su 30.000 capi di cinghiale assegnati ne sono stati realmente abbattuti 21.000; nel 2021, su 34.000 solo 26.000

In Emilia-Romagna quasi 3 milioni annui di danni all’agricoltura da specie cacciabili. E i danni registrati sono solo quelli agli agricoltori. Sommati a quelli delle aree private il dato diventa drammatico. 



Confagricoltura Emilia Romagna scrive :

 

La fauna selvatica mette a rischio la sicurezza dei cittadini e costa cara all’agricoltura dell’Emilia-Romagna. Confagricoltura stima quasi 3 milioni annui di danni provocati da specie cacciabili (in primis ungulati, lepri e fagiani) e non (oche, picchi, cormorani e altro), fermo restando i crescenti attacchi a bestiame e animali domestici da parte del lupo: un problema troppo sottovalutato.

 
«Agire in fretta affinché siano rispettati gli obiettivi dei Piani di prelievo annuali approvati dalla Regione – dichiara l’organizzazione agricola regionale -. Per quanto concerne il cinghiale, che è un animale pericoloso sia per l’uomo che per l’economia del territorio in quanto rappresenta il principale veicolo di diffusione della peste suina africana, non si è raggiunto il target nel 2020 (su 30.000 capi prelevabili assegnati, ne sono stati realmente abbattuti 21.000), e neppure nel 2021: sono stati prelevati solo 26.000 capi sui 34.000 indicati nel Piano. A nostro avviso – propone Confagricoltura Emilia Romagna – occorre rafforzare le misure di autodifesa dell’agricoltore che finora hanno dato buoni risultati e consentire l’utilizzo di un maggior numero di coadiuvanti, cacciatori abilitati. Fondamentale è attivare anche nuovi corsi di abilitazione su tutto il territorio».

 

Per risarcire gli agricoltori, si legge nel Report redatto dalla Confagricoltura regionale, sono stati spesi 1.790.000 euro di soldi pubblici nel 2021 - somma che include gli importi erogati dalla Regione Emilia Romagna (1.140.000 euro) e dagli ATC-Ambiti territoriali di caccia per i danni arrecati dalla fauna cacciabile nel rispettivo territorio di competenza (circa 650.000 euro) -, ma ben superiore è stata la perdita di prodotto realmente subita dalle aziende agricole e zootecniche.

 

Infatti, nell’ammontare dei risarcimenti il danno è stato sottostimato, non si è tenuto conto delle produzioni agricole di particolare pregio (biologico, trasformazione e commercializzazione diretta del prodotto di qualità, ecc.). Al totale calcolato, prosegue l’analisi, bisogna quindi aggiungere almeno un + 15% (268.500 euro). E non solo. Per avvicinarsi alla realtà, la cifra va ulteriormente maggiorata del 30% (617.550 euro), in considerazione del fatto che molte aziende non hanno potuto accedere al contributo a causa del superamento del limite “de minimis”.

 

«In sintesi, nel 2021l’entità dei danni all’agricoltura regionale da fauna selvatica, cacciabile e protetta, è stata pari a 2.676.050 euro e per il 2022 – conclude Confagricoltura Emilia Romagna – possiamo certamente confermare il trend di crescita annuale del periodo 2019-2021 (+25-30%), visto il costante aggravarsi della situazione e la presenza massiccia di animali selvatici non solo in collina e montagna ma anche in pianura, appesantita dalla grave siccità che ha costretto, ad esempio, i cinghiali a scendere a valle alla ricerca di cibo in particolare nei campi di grano, mais, patate e sorgo. Che ha visto le lepri invadere i vivai, attaccare i terreni coltivati a orticole, soia e girasole senza risparmiare frutteti e vigneti. Che ha assistito al proliferare di una “nuova” specie non cacciabile, l’oca selvatica, soprattutto nelle province di Ferrara, Modena e Bologna, talmente dannosa da decimare colture a seminativo già in sofferenza per il caldo africano e lo stress idrico». 

giovedì 18 agosto 2022

Ancora danni da maltempo.

 Pompieri all’opera a Gaggio Montano 


Nel Bolognese, è stata la zona fra San Lazzaro e Idice una delle più colpite dall'ondata di maltempo che nelle ultime ore si è abbattuta su varie zone dell'Emilia-Romagna: raffiche di vento violentissime hanno  spezzato, nella tarda mattinata di oggi, una decina di alberi, alcuni dei quali sono finiti sulle auto in sosta. Almeno tre le vetture danneggiate. Per fortuna non ci sono stati feriti.

Rispetto ad altre zone della regione, il Bolognese è stato toccato in maniera minore dalla perturbazione, ma i disagi non sono mancati in tutta la provincia: diversi gli interventi dei pompieri, oltre che per rami e alberi spezzati, anche per mettere in sicurezza cartelloni o parti di cantieri stradali divelti dal vento. In  Appennino, particolarmente colpita la zona di Gaggio Montano. 

martedì 5 ottobre 2021

Il maltempo si è abbattuto nella notte nel bolognese. Gravi danni soprattutto nell'imolese.

 


Ancora una notte con temporali nel bolognese. L’area più colpita dal nubifragio  è stata quella dell’imolese dove i  vigili del fuoco hanno effettuato numerosi interventi . A Imola si sono verificate le maggiori criticità con strade allagate.

Diverse autovetture sono rimaste bloccate all'interno dei sottopassi. Le squadre intervenute hanno soccorso gli automobilisti e liberato la strada dai mezzi rimasti fermi permettendo il ripristino della circolazione. Non si segnalano feriti, solo danni materiali.




Molto più contenuti i danni nel resto del bolognese. Alcuni alberi sono stati danneggiati e addirittura a Lagune di Sasso Marconi, nel podere Le Mandie, un fulmine si è abbattuto su un albero secolare compromettendo gravemente la sua stabilità. Il proprietario Eugenio Garuti rincasando quando già era buio, ha notato il fuoco alla base del grosso tronco e non ha potuto fare altro che spegnere le fiamme soffocandole.




lunedì 7 settembre 2020

Bazzano soffre il passaggio del temporale

Ancora danni da maltempo nel bolognese. In questa occasione l'epicentro risulta Bazzano dove i Vigili del Fuoco attualmente sono impegnati per liberare garage e cantine allagate, risistemare alcuni pali pericolanti e ridare percorribilità a qualche strada allagata.

Secondo le previsioni l'ondata temporalesca si dovrebbe esaurire in breve tempo.

sabato 22 agosto 2020

Sergio Sirgi annuncia un esposto per danni ambientali causati dallo svaso della diga di Pavana

Dubbio invia:

A seguito di colloquio informativo con gli Uffici della Prefettura di Bologna, informo che nei prossimi giorni procederò a presentare una segnalazione e un esposto (entrambi, sono "solo" una sorta di informativa, e non un atto di querela o denuncia) alle competenti Autorità di sorveglianza ambientale e di pubblica sicurezza in relazione alle operazioni di svuotamento del Bacino di Pavana e ai fatti che ne sono succeduti.
La presentazione può essere fatta anche a nome di un solo cittadino, ovvio che più siamo e meglio sarà, per mille motivi. L'invio avverrà a mezzo PEC quindi, chi volesse farsi portatore di questa istanza, mi dovrebbe fornire i propri dati anagrafici (nome, cognome, comune di residenza, indirizzo, telefono, email) via Messenger o alla mail sergio.sirgi@gmail.com.
La firma di ciascuno pur se opportuna non è essenziale (vedremo come fare per raccoglierle nei limiti del possibile).
Pubblicherò comunque dettagli e aggiornamenti ulteriori nei prossimi giorni. Qui non mi dilungo oltre, mi limito solo a ricordare che la cittadinanza attiva per la difesa del proprio territorio è un dovere civico e morale individuale, che va quindi oltre quanto già fatto da Sindaci ed Enti competenti, e che non si esaurisce certo con la "normale" indignazione da social tipica dei primi giorni.

giovedì 11 giugno 2020

Forte temporale a Casalecchio di Reno

Bomba d'acqua oggi alle 13 a Casalecchio di Reno. I vigili del fuoco sono intervenuti per danni e allagamenti in una quindicina di casi fra Bologna e Casalecchio.
I danni maggiori in via a Porrettana e in via Marconi a Casalecchio. A Bologna la zona più colpita è stata quella tra Saragozza e il Navile.

sabato 1 giugno 2019

Maltempo: 111 milioni di danni in Emilia Romagna

La Regione ha stanziato un milione e mezzo per le urgenze

Da ANSA
 
Ammontano a 111 milioni i danni provocati nei giorni scorsi dal maltempo in Emilia-Romagna. E' la stima fatta dalla Regione Emilia-Romagna, che ha chiesto al governo lo stato d'emergenza e che ha stanziato un milione e mezzo per interventi di urgenza.
    L'ondata di maltempo ha creato ingenti danni e disagi a cittadini e imprese e ha messo in ginocchio l'agricoltura. Il primo stanziamento della Regione servirà per la sicurezza degli argini provati dalle piene straordinarie - solo per fare un esempio le 5 in meno di un mese che si sono susseguite nel modenese - il ripristino della viabilità interrotta a causa delle frane, i servizi necessari per togliere dall'isolamento alcune frazioni e abitanti delle colline. Nei giorni scorsi era stato proclamato anche lo stato di mobilitazione regionale che aveva visto impegnati 163 volontari da altre Regioni e importanti contingenti di Vigili del fuoco e dell'esercito, oltre all'intero sistema di protezione civile regionale.

domenica 3 febbraio 2019

A Castelmaggiore il maltempo si è preso il raccolto del grano di un anno.

Oltre 200 ettari terreno agricolo alluvionato, decine di aziende colpite  

Coldiretti scrive: 

È il grano la coltura più colpita dall’alluvione del Fiume Reno in provincia di Bologna. Lo afferma Coldiretti provinciale i cui tecnici già da ieri e per tutta la notte sono stati impegnati a monitorare la situazione delle aziende colpite in Comune di Castelmaggiore e Argelato. Sui luoghi dell’alluvione questa mattina ha fatto una sopralluogo anche la presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi per verificare danni e necessità delle aziende agricole.
Anche se è ancora presto per un valutazione esatta dei danni – afferma Coldiretti Bologna – da un primo esame sono stati colpiti oltre 200 ettari di terreno agricolo coltivato soprattutto a seminativo ed è stata allagata anche la cantina sociale di Argelato. Sott’acqua in campagna è finito il grano già seminato e c’è il rischio che l’intero raccolto di un anno vada perduto per decine di aziende. Se l’acqua non defluisce in fretta – informa Coldiretti provinciale – le radici delle piantine di grano soffocheranno. A rischio anche le semine primaverili di mais e barbabietole – aggiunge l’organizzazione dei coltivatori – in quanto i terreni erano già stati preparati e l’alluvione ha distribuito sui campi fango frammisto a rami, sassi e rifiuti che renderanno il terreno inutilizzabile nell’immediato futuro.

Stiamo rilevando i danni insieme con i nostri tecnici e nostri associai per verificare se ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità – ha detto la presidente Valentina Borghi – tuttavia ciò che si è verificato sul Reno ci deve far riflettere sulla necessità di una rigorosa prevenzione.. Bisogna avere gli strumenti per intervenire con celerità proprio per evitare questi disastri. Purtroppo i cambiamenti climatici provocano eventi estremi con sempre maggiore frequenza e il territorio, a partire dagli argini dei fiumi, deve essere in perfetta efficienza per evitare il più possibili danni che si ripercuotono sull’agricoltura, sull’ambiente e su tutta la collettività mettendo anche a rischio la vita delle persone”.






venerdì 6 luglio 2018

Si porrà rimedio ai danni dell’incendio che un anno fa ha devastato i boschi di Vergato.

Approvato dalla Giunta dell’Unione il progetto esecutivo relativo al ripristino dell’area tra Susano e Monte Pero devastata da un incendio la scorsa estate. I lavori dureranno almeno cinque mesi e costeranno 160 mila euro


L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa: 

Ad un anno di distanza dal terribile incendio che nell’estate del 2017 ha devastato un’area 175 ettari di bosco e cespuglieti tra Monte Pero e Susano, nel Comune di Vergato, si interviene per porre rimedio a quanto accaduto e soprattutto per prevenire, nei limiti del possibile, ulteriori danni in futuro.
L’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha infatti approvato due interventi che rientrano nel piano PSR (Programma di Sviluppo Rurale) della Regione Emilia-Romagna 2014-2020. Il primo intervento riguarda il consolidamento di un’area denominata Serraglio nei pressi di Baragazza (Castiglione dei Pepoli) che negli anni scorsi ha subito diversi danni provocati dal dissesto idrogeologico.
Il secondo intervento riguarda invece proprio l’area di Vergato colpita dall’incendio, di natura dolosa, la scorsa estate: si procederà con l’obiettivo da una parte di favorire lo sviluppo della vegetazione forestale autoctona, dall’altra di adeguare le piste forestali di accesso alle aree di intervento per agevolare l’accesso da parte dei vigili del fuoco, dei mezzi di soccorso e di protezione civile. Saranno abbattute le piante morte e irrecuperabili, potate e curate quelle che solo danneggiate: l’intervento è tanto più indispensabile quanto più si pensa che il vento può trascinare i fusti morti provocando ulteriori danni. Inoltre risanare e ripulire le piante ancora vitali è il modo migliore per favorire la ripresa della vegetazione. La legna secca raccolta quando possibile sarà triturata in loco per essere riconvertita in uno strato di humus che favorirà negli anni la rinnovazione naturale.
Le piste sono indispensabili infatti in caso di incendio perché oltre a favorire l’arrivo dei soccorsi rappresentano un argine alla diffusione del fuoco. Purtroppo alcune di loro erano in stato di abbandono: il progetto ripristinerà la viabilità forestale di servizio attraverso interventi di ripuliture e consolidamento del terreno, rimozione di piante secche, piccoli adeguamenti per lo smaltimento delle acque superficiali. Il ripristino delle scoline laterali infatti evita che le piogge possano tornare a danneggiare il manto stradale delle piste, una volta ripristinato.
Abbiamo mantenuto fede agli impegni. Grazie alla Regione Emilia-Romagna abbiamo trovato le risorse per porre rimedio ai danni dell’incendio dell’anno scorso ” commenta il sindaco di Vergato Massimo Gnudi. “Il progetto non è solo una operazione di ripristino, che purtroppo richiederà anni, ma pone le basi anche per impedire il ripetersi di un fenomeno di tali dimensioni con piste tagliafuoco. Oltretutto l’area è attraversata da un sentiero CAI che in alcuni tratti coincide anche con gli itinerari storici della Linea Gotica, per cui il recupero è doppiamente significativo”.
I lavori dureranno indicativamente 5 mesi e costeranno circa 160 mila euro.


giovedì 11 gennaio 2018

Galeazzo Bignami: "Enel rispondi dei tuoi danni".

Il consigliere prende le mosse dall’incidente avvenuto in un’abitazione nel comune bolognese di Monzuno lo scorso 18 ottobre e chiede alla Giunta regionale di intervenire su Enel

                                         Riceviamo 
 
Un guasto elettrico in un’abitazione e il successivo intervento dei tecnici di Enel nel mirino del consigliere di Forza Italia Galeazzo Bignami ( nella foto) . Il capogruppo, infatti, riprende un episodio avvenuto in un’abitazione nel comune di Monzuno (Bologna) lo scorso 18 ottobre, quando “per la risoluzione di un guasto elettrico- spiega - è stata incaricata un’impresa del settore che ha poi effettuato la chiamata al pronto intervento del servizio Enel. Il tecnico Enel intervenuto ha attribuito il problema alla linea elettrica, confermando la necessità di un intervento tecnico complesso e della messa in sicurezza dell’abitazione”.

Il guasto, infatti, avrebbe trasmesso una tensione di 200 Volt, misurata sia dal tecnico sia successivamente dall’operatore Enel, e avrebbe colpito la signora residente nell’abitazione mentre faceva la doccia, procurandole uno shock da elettrocuzione che le rende difficile riprendere confidenza con l’uso dell’acqua e del gas e che la costringe a sottoporsi a visite specialistiche.

In più, come elenca Bignami, i danni riportati sarebbero numerosi: la componente elettrica della cucina, un computer e un congelatore. Per questo il capogruppo di Fi chiede alla Giunta regionale “se intenda intervenire su Enel affinché ci sia una obiettiva e reale presa d’atto di quanto accaduto e si arrivi al più presto a una valutazione dei danni e a una risoluzione definitiva delle problematiche emerse”.

mercoledì 15 novembre 2017

Maltempo. Enel: " Nella notte torna la normalità"

Al lavoro 500 persone e 200 gruppi elettrogeni per ripristino rete



Da ANSA

Il servizio elettrico in Emilia-Romagna sta tornando alla normalità dopo i disservizi provocati dall'ondata di maltempo che ha colpito in particolar modo le province di Bologna e di Reggio Emilia. Lo sostiene Enel in una nota, precidando che grazie al lavoro di 500 persone e l'impiego di 200 gruppi elettrogeni, E-Distribuzione, società del Gruppo Enel gestore della rete elettrica di media e bassa tensione, sta ripristinando la fornitura di energia elettrica anche negli ultimi comuni interessati dai disagi. Gli interventi procedono, sia mediante riparazioni delle linee elettriche, sia con l'ausilio di gruppi elettrogeni, in modo da normalizzare il servizio in nottata. E-distribuzione è in costante contatto con la Protezione Civile che prosegue nel coordinamento di tutte le operazioni di gestione di chiusura dell'emergenza.
    La nota ricorda che è sempre attivo il numero verde 803.500 per la segnalazione dei guasti; è, inoltre, possibile ricevere informazioni anche sul sito web e-distribuzione.it .

lunedì 7 agosto 2017

Il temporale non ha portato solo refrigerio.

Il passaggio del temporale, tanto atteso per un po' di refrigerio, ha segnato però la collina bolognese: alberi e cartelloni pubblicitari caduti sulle strade, allarmi di abitazioni e negozi che hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine.
A Sasso Marconi si sono allagati il sottopasso e il bar della stazione ferroviaria. In via Rio Verde due grandi alberi hanno interrotto il transito sulla provinciale e hanno dovuto entrare in azione le motoseghe. Ai Borghetti di Pontecchio Marconi una folata di vento ha staccato un comignolo dal tetto di una abitazione che è finito su un'auto in sosta, procurando un notevole danno. Fortunatamente nessuna persona è stata coinvolta. I tecnici e gli operatori del Comune hanno affrontato le emergenze che si sono presentate anche se il periodo di ferie ha messo in campo un organico ridotto. “ Fortunatamente, ” è stato sottolineato dai responsabili dell'Ufficio tecnico comunale, “ le fognature hanno retto bene anche se il distacco di tante foglie, convogliate nei punti di raccolte dall'acqua caduta in grande quantità, ha reso più difficile lo scolo”. 

 

mercoledì 12 luglio 2017

MALTEMPO a BOLOGNA: NUBIFRAGI SU SICCITÀ e SALE il CONTO dei DANNI.


Da Coldiretti: 

Sale in conto dei danni per l’agricoltura bolognese già in grave difficoltà a causa della siccità. Il violento nubifragio che nel tardo pomeriggio di ieri si è si è abbattuto con vento forte e grandine sul territorio a nord del capoluogo, colpendo i Comuni nella fascia da San Giovanni in Persiceto (con epicentro a Decina di Persiceto) a Minerbio passando per San Giorgio di Piano, Malalbergo e Baricella, ha aggravato la situazione. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Bologna sugli effetti della perturbazione: si registrano danni a strutture, con capannoni scoperchiati, seminativi, con il mais e soia stesi a terra, ortaggi (meloni, cocomeri, zucchine) e, soprattutto, alberi da frutta. Questi ultimi sono stati "rasati" da chicchi di grandine grandi come noci, mentre la frutta in raccolta è stata buttata a terra  completamente danneggiata. Nella zona di Altedo tre ettari di pesche dell'azienda Mantovani sono andati distrutti.
Le precipitazioni - continua Coldiretti Bologna - non hanno peraltro scalfito lo stato di siccità dei campi perché l’acqua per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento mentre questi eventi estremi, simbolo di una stagione schizofrenica, non fanno altro che peggiorare la situazione. Al momento Coldiretti Bologna è impegnata a fare la prima stima dei danni, che si preannunciano importanti poiché nei campi era in corso la raccolta dei frutti di un anno di duro lavoro.
Le nostre campagne attendevano con ansia un po' di pioggia e invece, purtroppo – afferma il Presidente di Coldiretti Antonio Ferro – è arrivata una bomba di grandine e vento distruttiva. Al momento – prosegue - sono in corso rilevamenti al fine di accertare le perdite economiche e fondiarie. Invitiamo tutti gli associati a fornire segnalazioni presso i nostri uffici, indispensabili per attivare tutte le procedure del caso con la conseguente individuazione dei benefici di legge applicabili”.



lunedì 2 gennaio 2017

Tommaso Foti: sia data la possibilità ai macelli autorizzati di trattare selvaggina e siano stanziate adeguate risorse economiche per compensare gli agricoltori della Valle Reno e del Setta dai danni subiti dagli ungulati.


Macello di Castel di Casio
Il Consigliere regionale Tommaso Foti ha presentato una interrogazione all'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna che, su richiesta di Marco, riportiamo:
 
nell'anno 2006 risulta essere stato realizzato un macello sovra comunale a Castel di Casio, in località scomoda da raggiungere per gli abitanti delle vallate di Reno e Setta con una spesa di circa 1.500.000 euro e ciò mentre in Consiglio Comunale a Grizzana Morandi vi fosse chi, ancorché inascoltato, riteneva che proprio in quest'ultimo comune la predetta struttura dovesse essere realizzata. La struttura in questione, inaugurata nel 2007 con attività limitata esclusivamente alla carne bovina, ovina e suina, proprio a causa di detta impostazione restrittiva venne a trovarsi, negli anni seguenti, in condizione di precario equilibrio finanziario in ragione dell'insufficiente numero di conferimenti di capi da macellare;
 
a ciò si aggiunga il fatto che il macello pubblico di Castiglione dei Pepoli, in questi anni gestito da privati, è ora privo del gestore in quanto risulterebbe "non a norma", sicché un allevatore della Valle Setta per macellare un capo di bestiame deve trasportarlo a Castel di Casio, con conseguente notevole aggravio di costi;
 
  • in un convegno tenutosi recentemente alla Rocchetta Mattei sul tema filiera corta della selvaggina presenti, tra gli altri, l'assessore regionale Simona Caselli, il Presidente dell'Unione dei Comuni Romano Franchi, l'ex assessore regionale Tiberio Rabboni, ora al GAL, e Andrea Scappi dell'ISPRA - è emerso che il macello sovra comunale di Castel di Casio, da novembre del 2013 affidato in gestione ad un imprenditore privato, tratta anche carni della fauna selvatica ampiamente presente sul territorio, che in seguito viene destinata alla vendita ad esercenti e ristoratori locali. Anche al riguardo, una proposta in tal senso era stata formulata, negli anni precedenti, dalla lista di minoranza nel comune di Grizzana Morandi, ma venne del tutto ignorata, quando non irrisa, dai membri della maggioranza consiliare;

  • se alla luce dei fatti esposti e nell'ambito delle specifiche competenze la Giunta Regionale intenda assumere ogni utile iniziativa volta a far sì che:
  1. ai macelli autorizzati, ubicati in aree similari a quelle sopra dette, sia consentito di trattare la selvaggina, così da promuovere una carne sana e di qualità;
  2. siano stanziate adeguate risorse economiche volte a compensare gli agricoltori del territorio in questione dai danni subiti dagli ungulati presenti in sovrannumero nel territorio della Valle Reno e Setta, soprattutto nelle aree oltremodo tutelate, naturale luogo di rifugio degli stessi durante il periodo della caccia.
 






giovedì 8 settembre 2016

Terremoto, danni strutturali e di mercato per mille aziende agricole. Per sostenerle arriva la caciotta solidale.

Segnalato

Per sostenere gli allevamenti terremotati arriva la caciotta solidale, resa possibile da una mobilitazione straordinaria per garantire ogni giorno la mungitura e l’alimentazione delle mucche sopravvissute, raccogliere quotidianamente il latte su strade dissestate o chiuse, organizzare la trasformazione nella cooperativa dove è diretto ora gran parte del latte proveniente dalle stalle delle aree colpite dal sisma, da Amatrice a Norcia. 

Il progetto per valorizzare e difendere nella ricostruzione l’identità del territori colpiti è nato grazie ad una rete di solidarietà coordinata dalla Coldiretti con la collaborazione della cooperativa Grifo latte che nonostante le difficoltà ha garantito continuità nel ritiro e nella trasformazione del latte mentre l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) sulla base delle richieste ha consegnato carrelli per la mungitura e generatori di corrente e i Consorzi Agrari d’Italia (CAI) sono impegnati a fornire cibo per l’alimentazione degli animali.
La caciotta della solidarietà è prodotta con il latte di Amatrice, Norcia e Leonessa e viene venduta al prezzo di 10 euro nei mercati di Campagna Amica dove è riconoscibile da una speciale etichetta per il sostegno alle aree terremotate “Aiutaci ad aiutarli”.
Neanche una goccia di latte deve essere piu’ gettata per far vivere le stalle e garantire il presidio di un territorio dove l’agricoltura e l’allevamento sono una risorsa imprescindibile per contrastare lo spopolamento e l’abbandono e dare un futuro alla popolazione” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “Far vivere le stalle significa far ripartire l’economia e l’occupazione e contrastare l’abbandono in un territorio senza alternative all'agricoltura”.
Accanto alla caciotta, la Coldiretti ha lanciato un’altra iniziativa per sostenere le aziende terremotate. Negli agriturismi di Campagna Amica e Terranostra sarà promossa l’Amatriciana 100 per cento italiana, dal grano nazionale impiegato nella pasta al pomodoro, dal pecorino romano fino al guanciale ottenuto da maiali allevati in Italia, che ora sono scomparsi dal territorio di Amatrice. Due euro a piatto andranno devoluti quale contributo solidale.
Sono quasi mille le aziende agricole delle campagne terremotate dove si sono verificati danni strutturali alle case, alle stalle e ai fabbricati rurali ma anche perdite di mercato per la difficile collocazione del prodotto, costi aggiuntivi per la sistemazione degli animali sfollati con seimila pecore e mucche presenti nella zona ora anche colpita dal maltempo fino al crollo delle presenze negli agriturismi per la paura del sisma. Lo stress provocato dalle scosse ha causato un crollo della produzione di latte.  Non solo stalle ma anche fienili e casolari sono lesionati o distrutti con gli allevatori che non li possono abbandonare e c’è bisogno di roulotte e tende per stare vicini agli animali che devono mangiare tutti i giorni e le mucche vanno munte due volte al giorno.


 

mercoledì 13 maggio 2015

Ripoli non s'arrende.



Il tavolo della raccolta

Di Roberto Canapi

Ripoli rivuole il ‘suo futuro’ ambientalmente sereno e sicuro. Lo testimoniano le numerosissime firme con cui  i residenti hanno sottoscritto le petizioni rivolte alle pubbliche autorità perchè  si riallacci il filo che congiunge il passato pre al post  Variante di Valico spezzato dallo tsunami ‘lavori per la realizzazione del nuovo tracciato della A1’.
 Sabato e domenica scorsi, nel centro civico di Ripoli,  frazione di San Benedetto Val di Sambro, sono state infatti raccolte le firme in calce a due lettere aperte con le quali si chiede al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e al ministro alle infrastrutture, Graziano Delrio di sostenere interventi di riqualificazione del territorio. Sono stati pesantissimi i danni provocati dal passaggio della Variante di Valico.
L’ottimo successo dell'iniziativa si è concretizzato con oltre 180 sottoscrizioni.

"La grande risposta della frazione,” commenta Andrea Milani ( nella foto), uno dei promotori dell'iniziativa. “ è il segnale di una comunità ferita dalla Variante, ma non colpita a morte. Anzi unita nel volere un futuro. Ora ci aspettiamo che gli enti locali e le istituzioni non tradiscano questa nostra legittima aspettativa".

giovedì 26 febbraio 2015

A Vado di Monzuno si organizza l'azione per il rimborso 'danni black out'.




La dottoressa Gabriella Cavaliere di Ascii Tutela Consumatori informa:

Domani, 27 febbraio alle  20.30 presso il Centro Sociale di Vado,  è in programma un incontro per valutare e organizzare una azione per i risarcimenti dei  danni subiti dal recente blackout.