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mercoledì 5 agosto 2026

Truffa sui fondi PNRR, cinque denunciati dalla Guardia di Finanza: sequestri per 425 mila euro e misure cautelari



La Guardia di Finanza di Bologna ha denunciato cinque persone, tre delle quali residenti nella provincia felsinea, ritenute a vario titolo responsabili dei reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e malversazione. Contestualmente sono state eseguite due misure cautelari personali dell'obbligo di dimora nei confronti di un professionista e di un imprenditore, oltre a un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 425 mila euro.

L'operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Bologna al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura europea (EPPO) con sede a Bologna. I due destinatari delle misure cautelari erano già stati raggiunti dal provvedimento di sequestro emesso nell'ambito della stessa indagine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, mentre la società amministrata dagli indagati era sottoposta a verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza, i responsabili avrebbero presentato quattro richieste di finanziamento a valere sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), destinati a sostenere progetti di commercio elettronico, digitalizzazione, innovazione e competitività delle imprese, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro, riuscendo a ottenerne solo una parte.

Le domande di finanziamento sarebbero state corredate da documentazione falsa, predisposta anche con il contributo di un imprenditore della provincia di Viterbo, titolare di una società con sede in Slovenia. I documenti riguardavano presunti progetti di e-commerce che la società bolognese dichiarava di voler realizzare in diversi Paesi europei e arabi, pur non disponendo, secondo gli inquirenti, delle necessarie capacità organizzative, operative e patrimoniali.

Agli atti inviati a Simest S.p.A., società incaricata dell'erogazione dei finanziamenti, sarebbero stati allegati anche bilanci d'esercizio falsificati, predisposti per rappresentare una situazione economico-finanziaria solida, mentre l'azienda si trovava in realtà in una condizione tale da essere successivamente posta in liquidazione giudiziale.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire il presunto svuotamento delle casse societarie. Tra le somme distratte figurerebbe anche un indennizzo assicurativo di circa 2 milioni di euro, ottenuto dopo l'incendio di un capannone utilizzato dall'azienda. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il denaro sarebbe stato trasferito dai conti della società ai conti personali del principale indagato e a quelli di altre imprese italiane e spagnole a lui riconducibili, configurando anche il reato di autoriciclaggio.

Le indagini proseguono per definire nel dettaglio le responsabilità dei soggetti coinvolti. Come previsto dall'ordinamento, gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

venerdì 17 luglio 2026

Maxi frode sui bonus edilizi, da Bologna l'inchiesta che sequestra 21 milioni ai presunti Casalesi

L'indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha ricostruito un sistema di false fatture, crediti fiscali inesistenti e riciclaggio attraverso il circuito dell'«underground banking». Contestata anche l'aggravante del metodo mafioso.



È partita da Bologna l'indagine che ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre 21 milioni di euro nei confronti di sette persone ritenute vicine al clan dei Casalesi, fazione Schiavone. L'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e sviluppata dai nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bologna e Napoli, ha fatto emergere un articolato sistema di frode sui bonus edilizi, affiancato da un sofisticato meccanismo di riciclaggio internazionale attraverso il cosiddetto underground banking, la rete finanziaria informale gestita da intermediari cinesi.

Le indagini sono state avviate nel 2021 dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) della Guardia di finanza di Bologna, su delega della Procura felsinea. Gli investigatori avevano rilevato anomalie nella circolazione dei crediti fiscali legati al Bonus facciate al 90%, ricostruendo un sistema fondato su false fatture, società cartiere e prestanome. Attraverso questo meccanismo venivano generati crediti d'imposta inesistenti, inseriti nei cassetti fiscali delle imprese, ceduti a terzi oppure monetizzati.

Successivamente il fascicolo è stato trasmesso alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che stava già svolgendo un'indagine parallela sugli stessi soggetti. Su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Visone e del procuratore aggiunto Michele Del Prete, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo nei confronti dei sette indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa.

Secondo gli investigatori, il gruppo operava dalla provincia di Caserta e, dopo essersi procurato le credenziali Spid di intestatari compiacenti delle pratiche edilizie, accedeva ai relativi cassetti fiscali, gestendoli direttamente. In questo modo gli indagati avrebbero creato, movimentato e monetizzato crediti d'imposta inesistenti per circa 20 milioni di euro.

Per ostacolare la ricostruzione dei flussi finanziari, il denaro veniva trasferito attraverso il sistema dell'underground banking. Parte delle somme confluiva su conti correnti riconducibili a cittadini cinesi e, mediante un circuito di compensazioni esterno ai canali bancari tradizionali, ritornava nella disponibilità dell'organizzazione. A supporto del sistema operavano anche "corrieri" incaricati di ritirare e consegnare il denaro contante.

I proventi della frode sarebbero stati reinvestiti nell'acquisto di beni mobili e immobili tra Trentola Ducenta e Castel Volturno, intestati a prestanome. Tra i beni sequestrati figurano un'imbarcazione di quasi dieci metri con due motori fuoribordo, due automobili, una motocicletta e crediti d'imposta ancora presenti nei cassetti fiscali delle imprese coinvolte. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 21 milioni di euro.

L'operazione è scattata all'alba con l'impiego di circa cento finanzieri, che hanno eseguito 38 perquisizioni nelle province di Bologna, Firenze, L'Aquila e Caserta, oltre ai sequestri patrimoniali nel Casertano. Le attività erano finalizzate soprattutto all'individuazione di denaro e beni riconducibili ai proventi dell'attività illecita.

Per gli investigatori, l'inchiesta rappresenta anche un'ulteriore conferma del ruolo dell'Emilia-Romagna quale territorio di interesse per la criminalità organizzata, non solo come area di investimento dei capitali illeciti, ma anche come contesto in cui vengono progettate e sviluppate sofisticate frodi economico-finanziarie, in linea con quanto emerso da altre indagini degli ultimi anni.

giovedì 16 luglio 2026

Casalecchio di Reno, confiscato patrimonio da oltre 3 milioni a imprenditrice cinese condannata per riciclaggio

 La donna, residente in città, era stata ritenuta al centro di un sistema di riciclaggio dei proventi del narcotraffico. Sequestrati immobili, società, conti correnti e oltre 150 mila euro in contanti.



I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito oggi un provvedimento di confisca definitiva emesso dal Tribunale di Bologna nei confronti di un'imprenditrice di origine cinese residente a Casalecchio di Reno, assicurando definitivamente al patrimonio dello Stato beni per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro, oltre a 150 mila euro in denaro contante.

La confisca riguarda tre società operanti nei settori immobiliare e della gestione delle sale da gioco, 16 immobili e tre rapporti bancari, ritenuti frutto delle attività illecite accertate nel corso delle indagini.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna, già condannata in via definitiva a 3 anni e 10 mesi di reclusione per riciclaggio, avrebbe ricoperto un ruolo centrale in un articolato sistema di reinvestimento dei proventi del traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Il denaro sarebbe stato movimentato per conto di un'organizzazione criminale con base in Emilia-Romagna, ritenuta contigua a cosche della 'ndrangheta delle province di Reggio Calabria e Crotone.

Il provvedimento rappresenta l'epilogo di un'approfondita attività investigativa economico-patrimoniale condotta per quasi due anni dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.

L'operazione conferma l'impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economica e organizzata attraverso l'aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente. L'obiettivo è sottrarre risorse alle organizzazioni criminali, tutelare la libera concorrenza, salvaguardare il mercato legale e garantire maggiore sicurezza per il territorio e per gli operatori economici onesti.

lunedì 6 luglio 2026

Bologna, maxi sequestro di oltre 130 litri di droga liquida all'aeroporto Marconi: un arresto e una denuncia

 



 Oltre 130 litri di sostanza stupefacente liquida, indicata dagli investigatori con il nome di "Monkey Tail", sono stati sequestrati all'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna nel corso dell'operazione "Black Poison", condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

L'intervento è il risultato di un'attività di analisi del rischio e di monitoraggio delle rotte commerciali e dei passeggeri provenienti dal continente africano. L'attenzione degli investigatori si è concentrata su due cittadini nigeriani, di 50 e 30 anni, che da circa sei mesi transitavano con regolarità nello scalo bolognese.

Durante i controlli, i finanzieri e i funzionari doganali hanno rinvenuto nei loro trolley oltre quaranta bottiglie contenenti un liquido alcolico di colore marrone, privo delle previste autorizzazioni doganali e sanitarie.

I successivi accertamenti tossicologici, effettuati dal Laboratorio Chimico dell'ADM, hanno consentito di stabilire che il liquido conteneva una sostanza stupefacente identificata come "Monkey Tail". Secondo quanto riferito dagli investigatori, si tratterebbe di una droga prodotta artigianalmente e diffusa in alcuni contesti della criminalità africana, destinata al mercato illecito.

L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica competente, si è conclusa con il sequestro probatorio di oltre 130 litri di sostanza e con l'arresto in flagranza di uno dei due indagati, ritenuto il principale responsabile del traffico. Il secondo è stato denunciato a piede libero con l'accusa di aver svolto il ruolo di corriere.

Secondo le stime degli inquirenti, la vendita del carico sul mercato clandestino avrebbe potuto generare proventi superiori ai 100 mila euro.

La Guardia di Finanza sottolinea che l'operazione si inserisce nel più ampio piano di rafforzamento dei controlli alle frontiere, realizzato in collaborazione con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con l'obiettivo di contrastare il traffico di sostanze stupefacenti e tutelare la salute pubblica.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, come previsto dal principio costituzionale della presunzione di innocenza, le eventuali responsabilità degli indagati potranno essere accertate soltanto con una sentenza definitiva di condanna.

venerdì 3 luglio 2026

Guardia di Finanza, concorso per il nuovo maestro direttore della Banda musicale

Domande entro il 1° agosto 2026. Possono partecipare militari del Corpo e cittadini italiani in possesso dei requisiti previsti



La Guardia di Finanza ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del maestro direttore della Banda musicale del Corpo.

La selezione è aperta ai militari in servizio nella Guardia di Finanza che non abbiano compiuto il 40° anno di età, nonché ai cittadini italiani, anche se già alle armi, che, alla scadenza del termine per la presentazione delle domande, abbiano compiuto il 18° anno di età e non abbiano superato il 40°.

Per i candidati già componenti della Banda musicale della Guardia di Finanza non si applica il limite massimo di età.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica entro le ore 12 del 1° agosto 2026, attraverso il portale concorsi della Guardia di Finanza.

I candidati dovranno essere in possesso dei seguenti titoli di studio:

  • diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l'accesso ai corsi di laurea universitari;

  • diploma del vecchio ordinamento in Composizione e Strumentazione per Banda oppure diploma accademico di secondo livello equipollente in Composizione e in Strumentazione per orchestra di fiati, conseguito presso un Conservatorio di Stato o altro istituto legalmente riconosciuto.

Per accedere alla procedura telematica è necessario autenticarsi tramite uno dei seguenti sistemi di identità digitale:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);

  • Carta d'Identità Elettronica (CIE) attraverso il servizio "Entra con CIE".

Una volta effettuata la registrazione al portale, i candidati potranno compilare e trasmettere la domanda direttamente dalla propria area riservata, seguendo la procedura guidata.

Tutte le informazioni sul concorso, il bando completo, gli aggiornamenti e gli esiti della selezione sono disponibili sul portale dei concorsi della Guardia di Finanza e attraverso l'applicazione "GdF Concorsi", scaricabile gratuitamente da Google Play e App Store.

Per una pubblicazione su giornale o sito web ho eliminato le ripetizioni, alleggerito il linguaggio burocratico e trasformato il testo in una notizia chiara, mantenendo tutti i requisiti essenziali del bando.

martedì 30 giugno 2026

Fisco, scoperti oltre un milione di euro nascosti in Svizzera: maxi sanzioni per un residente a Bologna



La Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto un'evasione fiscale internazionale che ha portato al recupero a tassazione di oltre un milione di euro detenuti in Svizzera e mai dichiarati al Fisco da un cittadino italiano residente nel capoluogo emiliano.

L'operazione, condotta dai militari del Comando provinciale, è nata dall'analisi dei dati acquisiti attraverso il Common Reporting Standard (CRS), il sistema internazionale promosso dall'OCSE che consente lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra gli Stati, permettendo di individuare patrimoni detenuti all'estero.

Gli accertamenti hanno riguardato un contribuente bolognese che, tra il 2015 e il 2024, avrebbe trasferito e mantenuto nella Confederazione Elvetica capitali per oltre un milione di euro, senza indicarli nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, come previsto dalla normativa sul monitoraggio fiscale.

Poiché la Svizzera rientrava, per il periodo oggetto degli accertamenti, tra i Paesi a fiscalità privilegiata, sono state applicate le specifiche presunzioni previste dalla legge. Non essendo stata fornita documentazione idonea a dimostrare la legittima provenienza delle somme, il denaro è stato considerato integralmente sottratto alla tassazione italiana.

Incrociando le informazioni del CRS con le banche dati in uso al Corpo, le Fiamme Gialle hanno ricostruito la consistenza dei conti correnti e degli investimenti detenuti in Svizzera, individuando redditi prodotti all'estero sotto forma di interessi, plusvalenze derivanti dalla compravendita di titoli obbligazionari e altri proventi finanziari.

Al termine dell'attività ispettiva è stato recuperato a tassazione un imponibile superiore a un milione di euro, mentre le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale hanno comportato l'applicazione di sanzioni amministrative per oltre 1,8 milioni di euro.

La Guardia di Finanza sottolinea come l'operazione confermi il costante impegno nel contrasto all'evasione fiscale internazionale e nel recupero dei patrimoni illecitamente occultati all'estero, a tutela dell'equità fiscale e delle risorse destinate alla collettività.

venerdì 26 giugno 2026

Gdf, quasi 500 evasori totali scoperti in Emilia-Romagna. Il bilancio delle attività svolte negli ultimi 17 mesi

Quasi 500 evasori totali smascherati, 56.000 interventi, 6.700 indagini contro illeciti economico-finanziari e infiltrazioni criminali.



E' il bilancio delle principali attività svolte dalla Guardia di Finanza dell'Emilia-Romagna, nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026.I dati sono stati diffusi in occasione della festa per il 252esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle, celebrata a  Bologna nella caserma sede del comando provinciale, in via Magazzari.
    Sul fronte dell'evasione e delle frodi fiscali, 1.832indagini di polizia giudiziaria hanno portato alla denuncia di1.719 soggetti (17 dei quali tratti in arresto) e a sequestri per circa 160 milioni di euro.

Sono stati individuati 483evasori totali e 2.580 lavoratori in nero o irregolari.
    Sul fronte doganale, sono state sequestrate 47 tonnellate di tabacchi di contrabbando e 30 tonnellate di prodotti energetici irregolari. La lotta allo spaccio di stupefacenti ha visto il sequestro di circa 315 kg fra marijuana, hashish e cocaina. Inoltre 2.200 interventi nel settore della tutela della spesa pubblica (di cui circa la metà legati al Pnrr), i finanzieri hanno accertato frodi per 25 milioni e danni erariali per209 milioni, con 783 persone denunciate e 264 segnalate alla Corte dei Conti.
    Nel contrasto alla corruzione, le denunce sono state 58, con sequestri per quasi 31,5 milioni. Sul fronte della criminalità organizzata, 23 indagini hanno generato 33 misure restrittive, oltre a provvedimenti di sequestro, confisca e amministrazione giudiziaria per 544 milioni di euro.
    Nelcybercrime economico-finanziario, le denunce sono state 246,con il sequestro di criptovalute per circa 7 milioni.
    Inconseguenza della crisi russo-ucraina, la Finanza ha inoltre proseguito gli accertamenti economico-patrimoniali sugli individui e sulle entità finiti nelle liste dei provvedimenti restrittivi emanati dall'Unione europea. Sul versante della tutela del mercato, sono stati sequestrati quasi 6,5 milioni di prodotti contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy,non sicuri e in violazione della normativa sul diritto d'autore,e oltre 17 tonnellate di prodotti agroalimentari con marchi industriali falsificati. Sul versante aeronavale, sono state presidiati 140 km di coste adriatiche, garantendo sicurezza nelle località balneari di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. (ANSA)

martedì 23 giugno 2026

Guardia di Finanza, un milione di interventi in 17 mesi: sequestri per oltre 4,7 miliardi e lotta alle frodi fiscali

 Presentato il bilancio operativo in occasione del 252° anniversario del Corpo.



Quasi un milione di interventi e circa 100 mila indagini in diciassette mesi per contrastare evasione fiscale, frodi, criminalità economica e organizzata, tutelando cittadini, imprese e risorse pubbliche. È il bilancio dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza dal 1° gennaio 2025 al 31 maggio 2026, presentato in occasione del 252° anniversario della fondazione del Corpo.

L’azione delle Fiamme Gialle ha interessato tutti i principali settori della sicurezza economico-finanziaria, con risultati significativi nella lotta all’evasione fiscale, alla criminalità organizzata, alle frodi sui fondi pubblici e ai traffici illeciti.

Nel contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, la Guardia di Finanza ha condotto 15.868 indagini di polizia giudiziaria, denunciando 20.429 persone per reati tributari, delle quali 223 arrestate.

Le attività investigative hanno consentito di sequestrare beni e disponibilità finanziarie per circa 4,7 miliardi di euro, ritenuti provento di evasione e frodi fiscali. A questi si aggiunge il sequestro di un miliardo di euro in crediti d’imposta inesistenti legati a bonus edilizi ed energetici.

Sul piano preventivo, sono state avanzate 5.492 proposte di cessazione della partita IVA nei confronti di soggetti considerati fiscalmente pericolosi e sono stati segnalati per il blocco 2,4 miliardi di euro di crediti fiscali indebiti.

Particolare attenzione è stata riservata anche all’evasione fiscale internazionale, alle plusvalenze non dichiarate e alle operazioni nel settore delle criptovalute.

L’attività ispettiva ha portato all’individuazione di 8.297 evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e di 47.419 lavoratori in nero o irregolari.

Nel settore doganale e delle accise, i controlli hanno permesso di contrastare fenomeni di contrabbando e frode legati a tabacchi e prodotti energetici. Sono state sequestrate 1.426 tonnellate di tabacchi lavorati, denunciati 2.415 soggetti e scoperti 17 opifici clandestini.

Nel comparto dei giochi e delle scommesse, sono stati individuati 97 punti clandestini di raccolta scommesse, denunciati 553 responsabili e oscurati 50 siti internet illegali.

La Guardia di Finanza ha effettuato 45.700 interventi per verificare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche nazionali ed europee.

Particolare rilievo ha assunto il controllo sui progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con 14.951 interventi su contributi, crediti d’imposta, finanziamenti e appalti per un valore superiore a 10,2 miliardi di euro.

Nel complesso, le frodi accertate a danno dei bilanci nazionale ed europeo hanno superato 1,6 miliardi di euro, di cui 303 milioni relativi a prestazioni previdenziali, assistenziali e sanitarie.

Le indagini sulla spesa pubblica hanno portato alla denuncia di 18.584 persone, alla segnalazione di 4.804 soggetti alla Corte dei Conti e all’accertamento di danni erariali superiori a 3,1 miliardi di euro.

Nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria, la Guardia di Finanza ha eseguito 1.723 interventi in materia di riciclaggio e autoriciclaggio, denunciando 4.830 persone, di cui 273 arrestate, e sequestrando beni per oltre 688 milioni di euro.

Importante anche l’attività contro il cybercrime economico-finanziario: 7.217 interventi, 2.942 denunciati e criptovalute sequestrate per oltre 114 milioni di euro.

Le indagini patrimoniali contro la criminalità organizzata hanno inoltre portato a sequestri, confische e amministrazioni giudiziarie per circa 2,6 miliardi di euro.

Sul fronte antimafia, sono stati eseguiti oltre 90 mila accertamenti richiesti dalle Prefetture per il rilascio della documentazione antimafia.

Nel periodo esaminato, le Fiamme Gialle hanno sequestrato, in Italia e all’estero, oltre 43 tonnellate di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e marijuana.

Parallelamente, sono stati effettuati 21.583 interventi per la tutela del mercato dei beni e dei servizi, con il sequestro di oltre 904 milioni di prodotti contraffatti o non conformi, oltre a milioni di litri di bevande e migliaia di tonnellate di prodotti agroalimentari oggetto di frodi commerciali.

L’attività contro la pirateria digitale e la vendita online di prodotti illegali ha portato all’oscuramento o al sequestro di 64.221 siti internet.

Dal gennaio 2025 al maggio 2026 il dispositivo aeronavale della Guardia di Finanza ha intercettato 41.474 migranti in 901 eventi operativi, arrestando 74 trafficanti di esseri umani e sequestrando 421 imbarcazioni.

Nel settore del soccorso alpino, nel solo 2025 sono stati effettuati 2.631 interventi, che hanno consentito di salvare 2.779 persone. Nei primi cinque mesi del 2026 gli interventi sono stati 1.278, con 1.531 persone soccorse.

Il Corpo ha inoltre partecipato a numerose operazioni di protezione civile, emergenze meteorologiche, missioni umanitarie e servizi di ordine pubblico, tra cui il Giubileo 2025 e i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.

I dati diffusi in occasione del 252° anniversario confermano il ruolo centrale della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti economici e finanziari, nella tutela delle risorse pubbliche e nel presidio della legalità economica.

Con quasi un milione di interventi e decine di migliaia di indagini, il Corpo continua a rappresentare uno dei principali strumenti dello Stato nella difesa dell’economia legale, della concorrenza e degli interessi dei cittadini.

lunedì 22 giugno 2026

Fuga di capitali, scoperti oltre 6 milioni di euro nascosti in paradisi fiscali.



 

I militari della Guardia di Finanza di Bologna hanno concluso un’importante operazione di polizia economico-finanziaria mirata al contrasto dell'evasione fiscale internazionale.

L'attività ha permesso di individuare oltre 6 milioni di euro non dichiarati, detenuti all'estero da tre contribuenti residenti nel Nuovo Circondario Imolese.

L'attività è partita da un'analisi su larga scala delle banche dati in uso al Corpo. Fondamentale si è rivelato l'utilizzo dei dati del C.R.S. (Common Reporting Standard), il sistema internazionale guidato dall'O.C.S.E. per lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Paesi. Grazie a questi strumenti, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l'esatta consistenza di conti correnti e investimenti finanziari oltreconfine. Sono stati così quantificati i redditi esteri accumulati sotto forma di dividendi, interessi e altri proventi lordi.

I controlli si sono concentrati su tre cittadini italiani. Tra il 2015 e il 2024, i soggetti hanno trasferito e mantenuto disponibilità finanziarie in Svizzera, Bahamas, Antigua e Stati Uniti per oltre 6 milioni di euro, omettendo di indicarle nel quadro sul monitoraggio fiscale della dichiarazione dei redditi.

Per uno dei contribuenti, che aveva trasferito capitali alle Bahamas e ad Antigua, è scattata la presunzione legale prevista per i Paesi considerati "paradisi fiscali". Non essendo stata giustificata la provenienza del denaro, la normativa ha imposto di considerare tali somme come redditi sottratti interamente alla tassazione italiana. Il conto finale presentato dall'Erario ai tre evasori ha portato a:• recuperi a tassazione per 2 milioni di euro circa;• ulteriori sanzioni per omesso monitoraggio e per l'evasione nei paradisi fiscali per oltre 2,2 milioni di Euro.

L’operazione della Guardia di Finanza di Bologna conferma il costante impegno del Corpo nel contrastare l’evasione fiscale internazionale e nel recuperare i patrimoni occultati all’estero, garantendo l'equità sociale e tutela delle casse dello Stato.

Scoperti due bagarini online: rivendevano biglietti di concerti ed eventi sportivi.

 Recuperati oltre 300 mila euro, multe AGCOM per 450 mila euro



La Guardia di Finanza di Bologna ha concluso una complessa attività di verifica fiscale nei confronti di due cittadini bolognesi accusati di aver gestito un’attività abusiva di rivendita online di biglietti per concerti ed eventi sportivi, generando ricavi non dichiarati per oltre 330 mila euro.

L’indagine, denominata “Follow the Ticket”, è stata sviluppata dal Nucleo Speciale Beni e Servizi e condotta dai militari del Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna, nell’ambito delle attività di contrasto al fenomeno del cosiddetto secondary ticketing, la pratica che consiste nell’acquisto massivo di biglietti attraverso i canali ufficiali per poi rivenderli a prezzi notevolmente superiori rispetto al valore nominale.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, per quasi due anni i due responsabili avrebbero acquistato migliaia di titoli d’ingresso tramite piattaforme ufficiali come TicketOne, Ticketmaster e VivaTicket, utilizzando numerosi account, alcuni dei quali intestati a soggetti inesistenti. I biglietti venivano successivamente rimessi sul mercato attraverso la piattaforma online Viagogo, con consistenti rincari.

Nel corso degli accertamenti è emerso che oltre 3.000 biglietti sarebbero stati sottratti al circuito di vendita primaria e rivenduti online, generando un volume d’affari di circa 330 mila euro, interamente sottratto al Fisco.

A seguito della contestazione delle violazioni da parte della Guardia di Finanza, i due contribuenti hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione fiscale, versando all’Erario le imposte dovute e le relative sanzioni.

L’attività investigativa non si è limitata agli aspetti tributari. La componente speciale delle Fiamme Gialle ha infatti trasmesso gli esiti degli accertamenti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha avviato il procedimento per le responsabilità amministrative connesse alla rivendita abusiva dei titoli di accesso. Al termine dell’istruttoria, l’Autorità ha comminato sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di 450 mila euro.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle pratiche speculative che alterano il regolare funzionamento del mercato degli eventi culturali e sportivi, danneggiando sia i consumatori sia gli operatori del settore. L’azione delle Fiamme Gialle mira infatti a garantire trasparenza, correttezza della concorrenza e tutela degli utenti finali, spesso costretti ad acquistare i biglietti a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli ufficiali.

 

venerdì 29 maggio 2026

Guardia di Finanza, stretta su lavoro nero e caporalato: nel 2025 scoperti 28mila lavoratori irregolari

 12mila lavoratori “in nero” e 16mila  irregolari



La Guardia di Finanza informa:


Prosegue l’azione delle Fiamme Gialle  contro il lavoro nero, il caporalato e le frodi legate all’intermediazione illecita di manodopera. Nel corso del 2025 i Reparti del Corpo hanno individuato circa 12mila lavoratori completamente “in nero” e oltre 16mila lavoratori irregolari.

Nello stesso periodo sono state accertate fatture per operazioni inesistenti legate a fenomeni di illecita esternalizzazione della manodopera per un valore complessivo di circa 980 milioni di euro. Le attività investigative hanno portato alla denuncia di 774 persone per reati tributari, con 10 arresti, e all’esecuzione di sequestri per oltre 186 milioni di euro.

Sul fronte dello sfruttamento lavorativo, sono state denunciate 128 persone per il reato di caporalato previsto dall’articolo 603-bis del Codice Penale, con 5 arresti. Le indagini hanno consentito di individuare 1.224 vittime di sfruttamento.

Ulteriori interventi hanno riguardato:

  • 64 persone denunciate per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Decreto Legislativo 286/1998;
  • 225 persone denunciate per impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, ai sensi dell’articolo 22, commi 12 e 12-bis, dello stesso decreto.

Dove si concentra l’azione della Guardia di Finanza

Nel 2025 l’attività della Guardia di Finanza si è concentrata sia sul contrasto al cosiddetto “lavoro nero”, ossia rapporti di lavoro totalmente non dichiarati, sia sulle forme di lavoro irregolare caratterizzate da apparente regolarità formale ma da condizioni economiche e contrattuali difformi rispetto a quelle effettivamente applicate.

L’obiettivo dell’azione del Corpo non è soltanto reprimere le violazioni in materia lavoristica, ma anche individuare più ampi circuiti di illegalità economica capaci di produrre danni all’erario, alterare la concorrenza e comprimere i diritti dei lavoratori.

I controlli puntano quindi al recupero di imposte e contributi evasi e all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente. L’attività operativa si sviluppa attraverso ispezioni amministrative, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio elaborate dai Reparti Speciali e servizi di controllo economico del territorio.

Particolare attenzione viene riservata ai sistemi di interposizione illecita di manodopera, spesso realizzati tramite società “serbatoio” create per abbattere artificialmente il costo del lavoro attraverso il mancato versamento di imposte e contributi. Si tratta di meccanismi fraudolenti che producono gravi distorsioni del mercato, favoriscono forme di dumping salariale e determinano condizioni di forte precarietà per i lavoratori coinvolti.

L’azione del Corpo interessa inoltre il contrasto al caporalato, all’impiego di lavoratori irregolari e alle frodi nel settore agricolo finalizzate all’ottenimento indebito di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Le principali operazioni del 2025

Milano, sequestro da 46 milioni nel settore trasporti e spedizioni

Nel gennaio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha eseguito un decreto di sequestro preventivo da oltre 46 milioni di euro nei confronti di una società appartenente a un gruppo operante nel settore dei trasporti e delle spedizioni.

Secondo gli investigatori, la società avrebbe utilizzato, tra il 2022 e il 2023, fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse da società appaltatrici di servizi, attraverso contratti simulati finalizzati a schermare una reale somministrazione di manodopera.

Torino, sequestri per 26,5 milioni nel settore della logistica

Nel settembre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 9 persone fisiche e 10 società, per un valore complessivo di 26,5 milioni di euro.

Le indagini hanno ricostruito un articolato sistema di somministrazione illecita di manodopera mascherata da fittizi contratti di appalto di servizi, attuato da due gruppi societari operanti prevalentemente nel settore della logistica.

Gli investigatori hanno accertato oltre 100 milioni di euro di fatture relative a operazioni inesistenti nel periodo 2018-2023. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione e omesso versamento dell’IVA.

Reggio Emilia, frodi fiscali e sequestri per 70 milioni

Nel febbraio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Emilia, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito in tutta Italia un sequestro preventivo da circa 70 milioni di euro.

L’inchiesta ha coinvolto 179 indagati e circa 400 aziende, di cui 40 risultate fittizie. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato attraverso emissione di fatture false, cessione di crediti fittizi, somministrazione illecita di manodopera e frodi ai danni dello Stato e dell’INPS.

Contestati anche i reati di riciclaggio e autoriciclaggio.

Biella, indagine sullo sfruttamento di lavoratori stranieri

Nel mese di ottobre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Biella ha concluso una complessa indagine su sfruttamento lavorativo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e subappalto non autorizzato.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un operaio straniero rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro. Le successive indagini hanno permesso di ipotizzare situazioni di caporalato nei confronti di diversi lavoratori stranieri in stato di bisogno, costretti — secondo quanto emerso — a turni massacranti, privi di adeguati riposi e ferie, in condizioni igieniche precarie e senza adeguate protezioni individuali.

Gli investigatori hanno inoltre contestato episodi di minacce e violenze nei confronti dei lavoratori che tentavano di protestare contro le condizioni imposte.

giovedì 28 maggio 2026

Guardia di Finanza, il comandante interregionale in visita ai reparti di Bologna

 



Il comandante interregionale dell’Italia centro-settentrionale della Guardia di Finanza, il Generale di Corpo d’Armata Bruno Bartoloni, ha visitato i reparti delle Fiamme Gialle di Bologna, a pochi giorni dall’assunzione dell’incarico per Toscana, Emilia-Romagna e Marche.

L’alto ufficiale, accompagnato dal comandante regionale Emilia-Romagna, il Generale di Divisione Paolo Kalenda, ha incontrato le principali autorità cittadine: il prefetto Enrico Ricci, la presidente della Corte d’Appello Marilena Rizzo, il procuratore generale Paolo Fortuna, l’avvocato generale Ciro Cascone e il procuratore capo Paolo Guido.

Gli incontri istituzionali hanno rappresentato un’occasione di confronto e dialogo in un clima di piena collaborazione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i rapporti già consolidati tra le autorità del territorio e i reparti locali del Corpo.

Nel corso della visita, Bartoloni ha incontrato anche il personale in servizio presso i reparti del capoluogo felsineo, sottolineando l’importanza delle attività svolte quotidianamente dalla Guardia di Finanza a tutela della collettività.

Nel suo intervento, il comandante interregionale ha richiamato i valori comuni che uniscono tutti i finanzieri, evidenziando in particolare la centralità del concetto di “assieme”, anche alla luce del passaggio generazionale in corso all’interno del Corpo.

lunedì 25 maggio 2026

Truffe online con falsi animali esotici: scoperto sito di allevamenti inesistenti

 



La Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto un sistema fraudolento finalizzato alla vendita illegale di animali esotici protetti e alla realizzazione di truffe online. L’operazione, denominata “Fake Monkey”, ha portato alla denuncia di un uomo di 34 anni e alla richiesta di oscuramento del sito internet coinvolto.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, attraverso un’attività di monitoraggio del web e delle piattaforme di e-commerce, hanno individuato il dominio “allevatorediscimmie.com”, sul quale venivano pubblicizzati animali esotici senza le necessarie autorizzazioni amministrative e sanitarie.

Sul portale comparivano offerte relative a numerose specie protette dalla Convenzione CITES, tra cui cuccioli di scimmie, pappagalli, volpi, procioni e rettili.

Gli approfondimenti investigativi delle Fiamme Gialle hanno però accertato la totale falsità dei dossier fotografici e descrittivi presenti sul sito, così come l’inesistenza degli allevamenti e dei luoghi indicati per la detenzione degli animali.

Il meccanismo della truffa prevedeva che gli ignari acquirenti versassero somme di denaro come acconto per l’acquisto dell’animale. Una volta ricevuto il pagamento, il presunto venditore interrompeva ogni contatto, rendendosi irreperibile.

Le successive indagini economico-finanziarie hanno consentito di identificare il beneficiario delle somme in un cittadino di origine camerunense residente in provincia di Pavia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato, con la collaborazione di alcuni connazionali, avrebbe movimentato e trasferito su conti correnti esteri circa 50 mila euro dalla creazione del sito web.

L’uomo è stato denunciato per detenzione e commercio illegale di specie animali protette CITES e per truffa aggravata. È inoltre al vaglio dell’Autorità giudiziaria la richiesta di inibizione e oscuramento del portale internet.

La Guardia di Finanza sottolinea che la diffusione dell’operazione ha lo scopo di informare i cittadini sulla natura fraudolenta del sito e di prevenire ulteriori truffe ai danni dei consumatori.

Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

venerdì 22 maggio 2026

Pirateria audiovisiva, maxi operazione della Guardia di Finanza: perquisizioni e sequestri tra Italia, Francia e Germania

 



Oltre cento perquisizioni e sequestri in tutta Italia, con operazioni coordinate anche in Francia e Germania, nell’ambito di una vasta indagine contro la pirateria audiovisiva illegale. È il bilancio dell’operazione “Tutto Chiaro”, condotta dalla Guardia di Finanza su delega della Procura di Bologna.

L’inchiesta, sviluppata con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi e di numerosi reparti del Corpo, ha portato alla luce un sofisticato sistema di distribuzione abusiva di contenuti audiovisivi a pagamento, collegato alle piattaforme Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.

Secondo gli investigatori, il sistema si basava su una tecnologia innovativa denominata “Cinemagoal”, un’applicazione installata sui dispositivi degli utenti che consentiva di collegarsi a server esteri per decriptare i contenuti protetti. Le indagini, avviate attraverso il monitoraggio dei social network, hanno accertato l’esistenza di macchine virtuali operative 24 ore su 24 sul territorio nazionale, in grado di captare ogni tre minuti i codici originali di abbonamenti leciti intestati a soggetti fittizi e ritrasmetterli agli utenti finali.

Un meccanismo che, secondo la Guardia di Finanza, permetteva non solo di aggirare i sistemi di sicurezza delle piattaforme streaming, ma anche di migliorare la qualità della visione e rendere più difficile l’identificazione degli utenti attraverso gli indirizzi IP.

Gli investigatori hanno individuato oltre 70 rivenditori incaricati della distribuzione degli abbonamenti illegali. I pacchetti venivano venduti a prezzi compresi tra 40 e 130 euro l’anno, con pagamenti effettuati prevalentemente tramite criptovalute o conti esteri e intestazioni fittizie. Parte dei proventi, secondo l’accusa, veniva poi trasferita agli organizzatori della rete.

Con il coordinamento di Eurojust, l’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro di server e supporti informatici collocati all’estero, contenenti dati e codici sorgente necessari al funzionamento della piattaforma illecita.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre il ricorso al sistema IPTV illegale noto come “pezzotto”, utilizzato per finalità analoghe.

Sono circa 200 i finanzieri impegnati nell’operazione. Il materiale sequestrato sarà ora analizzato per identificare ulteriori soggetti coinvolti, compresi gli utenti finali, e ricostruire i profitti illeciti accumulati, ritenuti milionari. Le ipotesi di reato contestate comprendono pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica.

Secondo una prima stima effettuata con il supporto delle società danneggiate, il danno economico complessivo subito dalle piattaforme coinvolte ammonterebbe a circa 300 milioni di euro in mancati introiti.

Nel frattempo, le autorità stanno notificando le prime sanzioni amministrative a circa mille utenti identificati: gli importi variano da 154 a 5.000 euro.

La Guardia di Finanza ricorda infine che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità saranno accertate solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

giovedì 14 maggio 2026

Criptovalute, amministrazione giudiziaria per un exchange bolognese: sequestrati 39 crypto ATM e 380 mila euro

 



I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, insieme agli specialisti del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – che dispone l’amministrazione giudiziaria di una società operante nel settore delle criptovalute.

La misura, adottata ai sensi dell’articolo 34 del Codice Antimafia su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna – dipartimento reati economici – riguarda una società di capitali con sede nel capoluogo emiliano, attiva in tutta Italia attraverso servizi di cripto-attività e gestione di crypto ATM.

Secondo gli investigatori si tratta della prima applicazione, in questo settore economico-finanziario, di uno strumento di controllo previsto dalla normativa antimafia. L’obiettivo è imporre procedure operative e sistemi di controllo capaci di prevenire fenomeni di riciclaggio e infiltrazioni criminali in un comparto considerato particolarmente esposto al rischio di utilizzo illecito delle valute virtuali.

Contestualmente è stato disposto il sequestro di 39 crypto ATM distribuiti in 27 province italiane, da Torino a Catania, oltre a denaro contante per circa 380 mila euro e a un sito web utilizzato per promuovere l’attività di compravendita di criptovalute.

Le indagini hanno accertato che la società, una S.r.l. con sede a Bologna ma operativa sull’intero territorio nazionale, non era in possesso delle autorizzazioni necessarie per svolgere l’attività economica e avrebbe inoltre favorito operazioni di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

I crypto ATM, esteriormente simili ai normali sportelli bancari, consentono infatti di convertire denaro contante in criptovalute – come Bitcoin o Ethereum – e viceversa. Proprio la possibilità di trasformare contanti in valuta virtuale rappresenterebbe, secondo gli inquirenti, un potenziale strumento di accesso anonimo al sistema finanziario per soggetti interessati a occultare proventi illeciti.

Per questo motivo la normativa italiana ed europea impone ai gestori di exchange e servizi di cripto-attività specifici obblighi antiriciclaggio. Dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza sarebbe emerso che il management della società avrebbe privilegiato la massimizzazione dei profitti rispetto al rispetto delle procedure di controllo previste dalla legge.

Le verifiche avrebbero inoltre evidenziato che circa il 20% delle transazioni effettuate risultava riconducibile a operazioni considerate a rischio riciclaggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società avrebbe agevolato per milioni di euro conversioni da e verso criptovalute effettuate da numerosi soggetti, alcuni dei quali indiziati di gravi reati.

A partire dal 1° gennaio 2026, inoltre, l’azienda avrebbe operato abusivamente sul territorio nazionale, risultando priva dei requisiti richiesti dalla normativa di settore.

Per questi motivi la Procura di Bologna ha disposto il sequestro dei beni aziendali con l’ipotesi di abusivismo finanziario e ottenuto dal Tribunale l’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria. È stato nominato un amministratore incaricato di introdurre più efficaci procedure di legalità e sistemi di gestione del rischio di riciclaggio.

La misura prevista dal Codice Antimafia punta a impedire che attività economiche formalmente lecite possano continuare a operare in situazioni di contiguità con ambienti criminali.

L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, conferma l’importanza del controllo sui circuiti di pagamento alternativi al sistema bancario tradizionale, in particolare nel settore delle valute virtuali, per contrastare fenomeni di riciclaggio e tutelare l’economia legale, gli operatori economici e i cittadini.

lunedì 11 maggio 2026

Bologna, bloccata esportazione illecita di beni di lusso verso la Russia: sequestri per 40 mila euro

 Denunciato un cittadino russo di 35 anni all’aeroporto Marconi



I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, hanno bloccato un tentativo di esportazione illecita di beni di lusso diretti in Russia per un valore complessivo di circa 40 mila euro.

L’operazione rientra nelle attività di contrasto ai traffici illeciti e di applicazione delle misure restrittive connesse al conflitto russo-ucraino. L’intervento è scaturito da un’approfondita analisi di rischio sui passeggeri, che ha consentito di individuare un cittadino russo di 35 anni, proveniente da Istanbul e diretto nel proprio Paese d’origine.

I successivi controlli, estesi sia alla persona sia al bagaglio da stiva, hanno permesso di rinvenire numerosi articoli di pregio abilmente occultati e privi della necessaria documentazione. Tra i beni sequestrati figurano componenti d’arredo, suppellettili, accessori e capi di abbigliamento di lusso.

Tra il materiale individuato vi erano anche alcune pellicce soggette alla tutela prevista dalla Convenzione di Washington (CITES), normativa internazionale che disciplina il commercio delle specie animali e vegetali protette.

Accertata la violazione delle restrizioni europee in materia di esportazioni verso la Russia, previste dal Regolamento UE n. 428/2022, la merce è stata sequestrata e il responsabile denunciato all’Autorità giudiziaria.

 

mercoledì 6 maggio 2026

Cybersicurezza, accordo tra Poligrafico dello Stato e Guardia di Finanza contro le minacce informatiche

 


È stato siglato un accordo di collaborazione tra l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e la Guardia di Finanza in materia di cybersicurezza. L’intesa punta a rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e protezione contro gli attacchi informatici, valorizzando competenze e capacità operative delle due istituzioni.

L’accordo è stato sottoscritto dall’amministratore delegato dell’IPZS, Michele Sciscioli, e dal capo di Stato Maggiore del Comando generale della Guardia di Finanza, generale di divisione Giuseppe Arbore. Il protocollo prevede lo scambio di informazioni per prevenire e contrastare incidenti informatici nei rispettivi ambiti di competenza, anche attraverso la definizione di campagne di sensibilizzazione sui temi della sicurezza digitale.

Tra i punti centrali dell’intesa figura la condivisione di report su tecnologie e strumenti per la prevenzione e la protezione dalle minacce cyber. È inoltre prevista la partecipazione congiunta ad attività formative ed eventi di interesse comune, con l’obiettivo di sviluppare competenze specialistiche sull’evoluzione dei rischi informatici e sulle relative strategie di difesa.

lunedì 20 aprile 2026

Guardia di Finanza: stretta sulla pirateria nei locali pubblici durante la Champions League

 



Il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha avviato un’importante operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva, concentrando i controlli sull’utilizzo illecito di piattaforme di streaming all’interno di bar e locali pubblici.

L’attività si inserisce nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata intensificata in concomitanza con eventi sportivi di grande richiamo internazionale, in particolare le partite di Champions League. A seguito di un’approfondita analisi del territorio e delle risultanze di precedenti ispezioni, il Nucleo Speciale coordina un “action day” su scala nazionale, in collaborazione con i Comandi Provinciali.

L’operazione prevede verifiche mirate non solo alla diffusione abusiva di contenuti protetti da diritto d’autore, ma anche agli aspetti amministrativi e tributari connessi, compreso l’utilizzo delle apparecchiature tecniche necessarie alla trasmissione.

Secondo la Guardia di Finanza, l’impiego di sistemi illegali di visione non rappresenta soltanto una violazione della proprietà intellettuale, ma configura anche una forma di concorrenza sleale, con effetti negativi sull’intero sistema economico. Le conseguenze ricadono in particolare sulle imprese che operano nel rispetto delle regole e sui livelli occupazionali dell’indotto.

I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, in occasione di ulteriori eventi sportivi a pagamento.

L’obiettivo è garantire il rispetto della legalità e tutelare gli operatori economici corretti, anche nei settori della ristorazione e dell’ospitalità, contrastando pratiche illecite che alterano il mercato e danneggiano imprese e lavoratori.