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giovedì 6 agosto 2026

Con un lungo coltello alla cintura in pieno giorno: 61enne arrestata dopo minacce e resistenza ai Carabinieri

Il materiale sequestrato 

 


È stata notata mentre usciva dal presidio sanitario dell’ospedale di Porretta Terme con un lungo coltello agganciato alla cintura dei pantaloni, ben visibile. Da quel controllo è scaturito l’arresto di una 61enne italiana, già nota alle forze dell’ordine, accusata di porto di armi od oggetti atti ad offendere, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Lizzano in Belvedere è avvenuto durante un servizio di pattuglia, quando i militari hanno visto la donna camminare con un coltello di notevoli dimensioni fissato alla cintura. L’arma, poi consegnata ai Carabinieri, è risultata lunga complessivamente 20 centimetri, con una lama di 8,5 centimetri.

Fin dalle prime fasi del controllo, la 61enne avrebbe assunto un atteggiamento ostile e poco collaborativo. Secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbe dichiarato di essere in possesso di una pistola e avrebbe rivolto minacce agli operanti, che la stavano invitando a seguirli in caserma per gli accertamenti del caso.

Una volta giunta alla Stazione Carabinieri di Lizzano in Belvedere, la donna avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo. Durante la perquisizione personale si sarebbe opposta con ripetuta e tenace resistenza nei confronti della Carabiniera impegnata nelle operazioni, minacciandola nel tentativo di impedirle di completare l’attività.

La successiva perquisizione dell’autovettura in uso alla 61enne ha consentito di rinvenire, sul sedile posteriore, un coltello di tipo tattico-militare lungo 30 centimetri, con una lama di 17 centimetri, mentre nel bagagliaio è stato trovato un bastone in acciaio con estremità appuntita della lunghezza di circa 50 centimetri.

Nel corso della perquisizione domiciliare, infine, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una pistola giocattolo a pallini, la stessa cui la donna aveva fatto riferimento durante il controllo.

Al termine delle formalità di rito e delle operazioni di fotosegnalamento, la 61enne è stata arrestata.

Successivamente, il giudice, al termine del processo con rito direttissimo, ha convalidato l’arresto disponendo nei confronti della donna la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

sabato 13 maggio 2023

Lettera con minacce a Cuppi: “Finora lo ho ignorate, adesso denuncerò”

 'Solidarietà e vicinanza' del Pd alla sindaca di Marzabotto


La missiva con insulti e minacce ricevuta, in queste ore, "è solo l'ultima di diverse lettere e messaggi e anche telefonate purtroppo arrivati dopo che abbiamo spiegato perché che non avremmo invitato La Russa a parlare a Monte Sole.

Non avevo finora sporto denuncia e li avevo ignorati.

Dopo quest'ultima però procederò con le denunce". E' quanto spiega all'ANSA, la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi.
    "E' un problema per tutti che ci sia ancora chi si definisce nazifascista e minaccia - argomenta -: abbiamo in Italia l'unico giornalista sotto scorta per minacce neonazifasciste, Paolo Berizzi, e con Anpi - conclude Cuppi - da tempo chiediamo, senza esito, che vengano sciolte le formazioni che si rifanno a nazismo e fascismo".
    E alla prima cittadina emiliana, arriva il sostegno dei vertici del Pd. "Solidarietà, affetto e vicinanza a Valentina Cuppi - scrive il deputato e componente della segreteria nazionale Dem, Marco Furfaro - sindaca di Marzabotto, per ciò che rappresenta e per la combattente antifascista che da sempre è. Una donna delle istituzioni, una politica appassionata da sempre in prima fila nel coltivare memoria e nel battersi contro le diseguaglianze. Per lei, per noi, l'antifascismo è questo: la liberazione dal ricatto, da ogni ricatto. Le minacce e gli insulti di sedicenti nazifascisti non fermeranno né lei né noi".
    Parole cui fanno eco, su Twitter, quelle di Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera che esprime "solidarietà e un abbraccio a Valentina Cuppi sindaca di Marzabotto. Gli insulti e le minacce non spaventano "l'Italia che resiste" e del capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia. "La mia, la nostra solidarietà a Valentina Cuppi - osserva - per la lettera di minacce fasciste che ha ricevuto. Il suo impegno in prima linea al servizio delle cittadine e dei cittadini, nella comunità forte e salda del Pd, non avrà cedimenti. Non ci lasciamo spaventare e non indietreggiamo".. (ANSA).

sabato 14 dicembre 2019

Minacce con pistola dopo lite, 3 denunce

Alla periferia di Bologna, sequestrato anche piccolo arsenale

È finita con tre denunce, e il sequestro di un piccolo arsenale, una lite scoppiata ieri pomeriggio in un'autofficina alla periferia di Bologna. A litigare, forse per questioni legate a costi e modalità della riparazione di una macchina, sono stati i due titolari e un cliente, che era andato a ritirare il veicolo dopo alcuni lavori. Tutti sono finiti nei guai dopo l'intervento della Polizia, che ha sequestrato una pistola scacciacani, una mazza di legno, un coltello a serramanico, un taglierino e una bomboletta di spray urticante. (ANSA)

domenica 17 febbraio 2019

A Casalecchio di Reno, 28enne arrestato per droga, porto d'armi e minacce

Ha ostacolato la perquisizione ma poi i Carabinieri sono entrati in casa sua: coltelli, droga, bilancini e tutto il necessario per lo spaccio


E' stato trovato in possesso di tre grammi di marijuana, un bilancino di precisione, un kit per il confezionamento e due coltelli a serramanico. A imbattersi nei possessi illeciti, i Carabinieri che, dopo aver vinto la resistenza alla perquisizione di un bolognese di 28 anni residente a Casalecchio di Reno, hanno fatto irruzione nell'appartamento e portato a termine il controllo. 

Sequestrata la merce, il ragazzo è stato arrestato e accompagnato in tribunale per la direttissima.





martedì 19 giugno 2018

Reno Splash, Valentica Cuppi: " Tutto regolare. Ho le prove".

Dopo la denuncia di aggressione del consigliere Battistini, Cuppi replica: "Scomodate 3 pattuglie per cercare motivi per bloccare questa manifestazione piena di famiglie e colori. Ora mi minacciano, vado dai carabinieri"



L’ultima edizione del Reno Splash di Marzabotto si è chiusa tra polemiche, prese di posizione e segnalazioni ai carabinieri. Dopo l’aggressione denunciata dal capogruppo e consigliere di minoranza di ‘Uniti Per Cambiare Marzabotto’ Morris Battistini, che ha dichiarato di essere stato “accerchiato, strattonato e cacciato dalla manifestazione”, tanto da richiede poi l’intervento delle forze dell’ordine, a parlare è la vicesindaco Valentina Cuppi che, da ieri, sta ricevendo minacce, offese e insulti.
Oggi andrò dai carabinieri per segnalare quanto sta avvenendo, ed è bene fare chiarezza - spiega - Sto ricevendo insulti e minacce a vario titolo, pubbliche e private, e su Facebook c’e anche chi ha scritto, testualmente: “Squadra di picchiatori e problema risolto e poi la vicesindaco fuori dai c....”. Sabato sono state scomodate tre pattuglie di Carabinieri per cercare qualche motivo per bloccare questa manifestazione piena di bimbi, famiglie e colori. Forze dell'Ordine che potevano occuparsi di ben altri problemi, problemi reali, quindi soldi pubblici investiti inutilmente. Non è stato trovato motivo per bloccare la manifestazione. C'è chi millanta di avere scoperto una pianta illegale e ha gridato allo scandalo. Una pianta appartenente ad un'associazione che lavora la canapa agricola” .



La vicesindaco poi, entra nel dettaglio della vicenda: “Il consigliere Battistini si è presentato all’ingresso dell’evento dicendo di voler entrare perché in quanto consigliere comunale, ne aveva diritto. Io ero all’interno e dopo essere stata avvistata sono uscita, e l’ho accompagnato in questo giro. Lui riprendeva tutto con il cellulare commentando anche in maniera molto ironica e a tratti offensiva. Ad un certo punto i genitori di alcuni bambini si sono arrabbiati perché stava filmando i loro figli minorenni senza autorizzazione. Gli è stato chiesto ripetutamente di smettere di filmare, ma ha continuato imperterrito. Hanno cercato di togliergli il cellulare dalle mani e lo smartphone è caduto, e per evitare il caos è stato portato fuori dal Festival dalla Security, perché altrimenti sarebbe finita peggio. Tutto per tutelare la sua stessa incolumità. Ci sono anche dei video che sto consegnando alle forze dell’ordine che sicuramente faranno chiarezza su quanto avvenuto” . ( Bologna Today)







mercoledì 9 maggio 2018

Processato per minacce al prof

Se mi metti la nota mio padre ti spacca la faccia”

Da ANSA
 
La Procura per i minorenni di Bologna guidata da Silvia Marzocchi si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per un sedicenne, che avrebbe minacciato un insegnante di una scuola superiore della provincia e da lui è stato denunciato. I fatti risalgono a ottobre e il reato contestato al minore, apprende l'ANSA, è violenza o minaccia a pubblico ufficiale.
    Il ragazzo, riporta 'il Resto del Carlino', prima aveva spintonato un compagno verso la fine dell'ora, quindi era stato sgridato dal docente perché disturbava anche il resto della classe. Nonostante il rimprovero, avrebbe continuato ad agitarsi, lanciando oggetti in terra, un comportamento che ha portato l'insegnante ad aprire il registro per mettere una nota.
    "Se mi metti una nota, chiamo mio padre che è un pugile e ti spacca la faccia. Ti conviene non farlo", gli avrebbe detto l'alunno. Poi avrebbe preso a pugni la lavagna. Il docente si è rivolto ai Carabinieri e ne è nato il fascicolo in Procura minorile.

venerdì 10 novembre 2017

18enne segregata dal padre. La Procura chiede il carcere

La ragazza è riuscita a inviare  il video con cui era minacciata in Pakistan alla madre che ha dato l'allarme. 

Da ANSA

La Procura di Bologna, con il Pm Flavio Lazzarini e il procuratore aggiunto Valter Giovannini, ha chiesto la custodia cautelare in carcere per il 38enne pachistano arrestato mercoledì a Budrio, per sequestro di persona, maltrattamenti e minacce ai danni della figlia 18enne, che l'uomo ha tenuto segregata in casa.
Secondo quanto ricostruito è stata la madre della ragazza, dal Pakistan, ad allertare un conoscente che poi ha avvisato i militari, intervenuti per liberare la giovane.
La ragazza si era trasferita in Italia da pochi giorni e aveva raggiunto il padre, ma sono nati problemi perché l'uomo conviveva con un'altra donna, che non ha tollerato l'arrivo della ragazza.
Padre e figlia sarebbero stati così costretti a trasferirsi in un altro appartamento. Nella casa sarebbero iniziate le costrizioni e le vessazioni aumentate dopo che la ragazza aveva contattato i Carabinieri per segnalare di essere stata picchiata.
Per minacciarla il padre le aveva anche mostrato un filmato in cui lo si vede sparare con una pistola, probabilmente una scacciacani che poi è stata trovata e sequestrata.
La ragazza, approfittando di una distrazione, è riuscita a trasmettere il video sul suo cellulare e da lì lo ha inviato alla madre in Pakistan, chiedendo aiuto.
I militari sono intervenuti e la vittima è stata portata al pronto soccorso, dove è stata visitata e sono emerse le lesioni. "Rimangono elevati - ha detto il procuratore aggiunto Giovannini, coordinatore del gruppo 'fasce deboli' della Procura - i numeri relativi a maltrattamenti, violenze sessuali e stalking.
Il dato significativo è che la maggioranza di questi fatti sono commessi da persone note alle vittime, le quali sono sempre più consapevoli dei loro diritti e per questo trovano il coraggio di denunciare e ciò è un fatto sicuramente positivo". 

sabato 14 ottobre 2017

Monzuno. Le minacce a un dipendente comunale sono finite in tribunale

Il Comune di Monzuno si è costituito parte civile nel procedimento penale in corso presso il tribunale di Bologna per le minacce rivolte a un dipendente comunale. Lo ha fatto notare il nostro lettore 'Marco' riportando la delibera di giunta relativa appunto alla scelta della direzione politico-amministrativa dell'ente.
Il fatto finito al vaglio del giudice ordinario risale all'inizio dell'estate, quando un dipendente comunale ricevette telefonicamente pesanti minacce con richiesta di archiviazione di un accertamento contabile che imponeva al minacciante un pagamento di alcune migliaia di euro. Del fatto furono informate le forze dell'ordine e ne seguì un'indagine che portò gli inquirenti a rintracciare la cabina telefonica da dove era stata fatta la telefonata minatoria e soprattutto, grazie a riprese della video sorveglianza, l'identità del minacciante. Ne seguì la obbligatoria informazione al magistrato e l'istruzione del processo penale, essendo l'ipotesi di reato appunto di valenza penale, per l'accertamento delle responsabilità e l'eventuale 'sanzionamento '. Sorpresi per l'accaduto molti monzunesi e ancor di più i componenti della giunta comunale che ci tengono a sottolineare come l'entrata in campo del Comune vuole soprattutto riconfermare l'apprezzamento per il buon lavoro svolto dal funzionario minacciato e la piena e incondizionata solidarietà della Giunta, certamente condivisa dalla intera cittadinanza.

martedì 27 dicembre 2016

Camionista minaccia i Carabinieri e finisce in manette.


I Carabinieri hanno arrestato un 49enne italiano per minaccia a un pubblico ufficiale.
E’ accaduto giovedì notte, quando la Centrale Operativa del 112 dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto ha ricevuto la segnalazione di un cittadino, preoccupato per un camionista che aveva visto, privo di sensi, all’interno di un autocarro fermo in via Gramsci a Sala Bolognese. 

Appresa la notizia, i Carabinieri si sono recati velocemente sul posto e hanno trovato un uomo adulto che stava dormendo sul sedile di guida di un autocarro. Preoccupati per lo stato di salute del camionista, i militari hanno bussato al finestrino. Il camionista si è svegliato di soprassalto, è uscito fuori e ha iniziato a minacciare i Carabinieri con frasi del tipo: “…qua finisce male…non sai chi sono io…se non te ne vai ti faccio male…”. Dopo diversi tentativi di riportare il soggetto alla calma, tra l’altro gravato da precedenti penali per reati contro la persona, i militari lo hanno arrestato.

In sede di rito direttissimo, celebratosi venerdì mattina nelle aule del Tribunale di Bologna, l’arresto è stato convalidato e la sentenza è stata posticipata a seguito dei termini a difesa avanzati dal legale del 49enne che è stato rimesso in libertà.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

giovedì 14 luglio 2016

Alto Reno Terme. Approfitta della delega e prosciuga il libretto postale della mamma ricoverata.


'Parenti, serpenti', recita un antico adagio e l'episodio accaduto a una signora di Alto Reno Terme ne è la conferma. La donna infatti è stata derubata proprio dalla figlia di ben 100.000 euro e a tutto ringraziamento ha ricevuto anche 'minacce di morte'.

I Carabinieri informano infatti che, a seguito della segnalazione di una 75enne, hanno denunciato la figlia, una 48enne italiana, per appropriazione indebita e minaccia.
Domenica mattina, la madre è andata dai Carabinieri denunciando di essere stata vittima dei reati di appropriazione indebita e minaccia posti in essere nei suoi confronti dalla figlia 48enne. L’anziana spiegava di essere stata alloggiata in una casa di cura situata in Toscana a seguito di un periodo di riposo dovuto a un delicato intervento chirurgico che aveva subito a marzo. Durante quel periodo, la 75enne aveva delegato la figlia ad operare sul suo libretto postale per assolvere al pagamento delle spese varie che si stavano via via accumulando a causa del suo precario stato di salute. Alla fine della riabilitazione, la denunciante aveva appurato con sgomento che la figlia, rifiutandosi di ospitarla in casa sua, le aveva anche prosciugato il conto, senza fornirle una valida spiegazione: circa 100.000 euro corrispondenti ai risparmi di una vita. Preoccupata per l’accaduto, l’anziana è andata ad abitare da un’altra figlia e così facendo ha ricevuto una telefonata minacciosa da parte della 48enne: “…io t’ammazzo, t’ammazzo, io voglio la mia parte, tanto prima o poi vi trovo, vengo con una persona e vi ammazzo tutti ”.
La donna denunciata dai Carabinieri ha precedenti di polizia per abbandono di persone incapaci (fatto accaduto a gennaio, sempre ai danni della madre) e abbandono di animali, invasione di terreni o edifici e violazione di domicilio. E’ probabile che quanto accaduto sia stato determinato da uno stato di gelosia della 48enne nei confronti della sorella, a seguito di alcune pretese sull’eredità di famiglia.  



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 27 maggio 2013

Porretta Terme – Minacce gravi e lesioni volontarie. Denunciato un trentunenne del luogo. In casa aveva una scorta di acido muriatico.





Problemi di vicinato portano a minacce e a tentativi di lesioni fra due residenti di Porretta Terme. Uno di loro però, trovato in possesso di materali offensivi, è finito in carcere.
I Carabinieri  di Porretta Terme hanno infatti arrestato un trentaduenne del luogo con precedenti di polizia per minacce gravi e lesioni volontarie. Il tutto è partito con una querela presentata alcuni giorni fa da un marocchino di Porretta Terme. Il cittadino ha dichiarato che il trentaduenne, in collera con lui per problemi di vicinato, lo ha raggiunto e colpito al volto con un pugno, causandogli un trauma contusivo. In un'altra occasione, invece, l’aggressore ha intimorito il marocchino mostrandogli un coltello a serramanico che aveva in tasca. I Carabinieri, anche per i precedenti di polizia a carico del denunciato (lesioni, violenza privata, porto di armi o oggetti atti ad offendere), sono andati a casa dell’uomo per perquisirgli l’appartamento. La ricerca ha permesso di trovare tre coltelli a serramanico e sette flaconi di acido muriatico che l’uomo deteneva senza giustificato motivo. 

Dal comando provinciale dei Carabinieri di Bologna.

sabato 27 aprile 2013

MINACCIA CON UNA PISTOLA IL POSTINO VENUTO A CONSEGNARE UNA RACCOMANDATA: DENUNCIATO 71ENNE BOLOGNESE.





Il postino gli ‘risponde male’ e lui lo minaccia con una pistola.
E’ accaduto ieri mattinata , 26 aprile.  I Carabinieri di Bologna, hanno ricevuto la denuncia dall’impaurito dipendente delle Poste Italiane, che, nell’intento di cercare un aiuto, ha chiesto l’intervento della forza pubblica. I militari si sono immediatamente recati nell’abitazione del pensionato, in cui abita con la madre quasi centenari, e hanno trovato e sequestrato una pistola Beretta cal. 9 mod. 34, corredata di relativo munizionamento, appartenuta al defunto genitore (ex ufficiale di cavalleria) del pensionato e dall’ufficiale, a suo tempo, regolarmente denunciata.
Il 71enne non ha saputo fornire valide spiegazioni dell’accaduto e ha detto  ai militari di non ricordare molto dell’episodio tranne che il postino si era rivolto a lui in maniera ‘sgarbata’.
Il postino ha riferito che il ‘pensionato armato’ ha avuto da ridire sul suo atteggiamento e che, dopo aver ritirato la missiva ed averlo fatto attendere per qualche minuto alla porta, lo ha mandato via puntandogli contro l’arma.
Per il pensionato è così scattata la denuncia in stato di libertà con l’accusa di minaccia aggravata e detenzione illegale di armi da sparo.

E’ da ritenere che il postino cambi zona di distribuzione posta e che ammonisca al suo successore a guardarsi bene dal rispondere in ‘modo brusco’ al ‘deciso’ pensionato 71enne.  

 Dal Comando Carabinieri di Bologna.

martedì 20 novembre 2012

Casalecchio di Reno. Tre studentesse minacciate davanti alla biblioteca: “Ti accoltello qua”. “Io ti stupro qua...”. Giovani criminali arrestati dai Carabinieri.




Ieri mattina, la fermata degli autobus di fronte alla biblioteca comunale Casa della Conoscenza è stata teatro di un triste episodio che tre studentesse minorenni, difficilmente potranno dimenticare.
La vicenda è accaduta intorno alle 8:30 quando una giovane ha chiamato il 112 chiedendo aiuto per essere stata minacciata con coltello da due stranieri. Quando i Carabinieri sono arrivati hanno trovato gli autori, nervosi e agitati, che si erano nascosti all’interno dei bagni pubblici della biblioteca, forse perché si erano resi conto della gravità di quello che avevano appena fatto lungo la Porrettana.
Le indagini avviate dagli investigatori di Casalecchio di Reno hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti: due giovani rumeni di sedici e ventidue anni, con la scusa della sigaretta, si sono avvicinati alle tre giovani che  hanno risposto di non fumare. All’ennesimo diniego, il più grande dei due ha estratto dalla tasca una forbice e l’ha impugnata all’altezza dell’addome di una delle vittime, proferendo queste parole: “Ti accoltello qua”. Poi, rivolgendosi a un’altra ragazza, ha aumentato la dose di minacce spaventando la giovane con un’altra frase: “Io ti stupro qua... ”.
Una di loro, nonostante la situazione, ha reagito con coraggio, dicendo che avrebbe chiamato il 112 per chiedere aiuto, ma il giovane armato ha risposto con aria spavalda che sarebbe rimasto lì ad aspettare i Carabinieri. Le testimoni hanno precisato che, durante l’evolversi dei fatti, il 16enne è rimasto sempre a fianco del suo amico, per guardare sorridente la scena.
I due, soddisfatti di quello che avevano fatto, sono poi fuggiti all’interno della biblioteca.
I Carabinieri li hanno scovati e arrestati per tentata rapina in concorso, minacce aggravate e porto abusivo di armi improprie.
Nonostante l’età, sia il 22enne sia il 16enne, sono già noti alle Forze dell’Ordine per i loro reati commessi in passato.

Al termine degli atti, l’Autorità Giudiziaria ne ha disposto l’immediata liberazione, ai sensi dell’art. 121 C.P.P. 

Foto e notizia dal Comando Provinciale Carabinieri