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mercoledì 26 ottobre 2016

Sel si scioglie, l’annuncio del coordinatore Fratoianni: “Entro i primi di febbraio congresso fondativo di Sinistra Italiana”

Da Il Fatto Quotidiano 

Sel si scioglie, l’annuncio del coordinatore Fratoianni: “Entro i primi di febbraio congresso fondativo di Sinistra Italiana”



L'annuncio durante la trasmissione "Un giorno da pecora" su Rai Radio1. E su Vendola: "Non è sparito per niente, è a Roma e sta facendo un’esperienza meravigliosa della sua vita"
Sinistra ecologia e libertà si scioglierà definitivamente entro l’anno. A dare l’annuncio è stato il deputato e coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni in un’intervista al programma “Un giorno da pecora” su Rai Radio1. “Entro i primi di febbraio”, ha spiegato nell’intervento andato in onda il 24 ottobre, “ci sarà il congresso fondativo di Sinistra Italiana, dove convoglieremo”. Sul presidente del partito Nichi Vendola ha detto: “Non è sparito per niente, è a Roma e sta facendo un’esperienza meravigliosa della sua vita”, facendo riferimento all’adozione del figlio Tobia.
Già a febbraio scorso durante il congresso di Sinistra Italiana era stata anticipato l’appuntamento di fine anno (a questo punto slittato a febbraio) che ufficializzerà nascita e leadership. In quell’occasione Vendola, che aveva fondato Sel nel 2009, aveva detto con un videomessaggio: “E’ tempo di innovare, di ripartire, di restituire alla parola sinistra un senso”.

giovedì 26 maggio 2016

Appennino bolognese: divieto di balneazione nei laghi di Suviana, Brasimone e Santa Maria.

Così per "proteggere la salute dei cittadini dai rischi derivanti dalla scarsa qualità delle acque". Fi: "Interferenza sulle attività turistiche". Sel: "Serve accordo tra Ente parco e amministrazioni locali"

Da Bologna Today



Le aree destinate alla balneazione in Emilia-Romagna sono esclusivamente quelle marine e l’attività di balneazione nei bacini di Suviana, Brasimone e Santa Maria, nel bolognese, è quindi vietata. La Giunta regionale ha così risposto ieri mattina a due interrogazioni, presentate una da Fi e l'altra da Sel, sulla fruizione dei bacini dell’Appennino bolognese preclusi all’attività di balneazione.
Come spiega un esponente dell'esecutivo, “la legislazione in materia è finalizzata a proteggere la salute umana dai rischi derivanti dalla scarsa qualità delle acque di balneazione tramite la protezione e il miglioramento ambientale, perseguite attraverso il monitoraggio e l’attuazione di misure di gestione per il riconoscimento e la riduzione delle possibili cause d’inquinamento. 
Un ulteriore importante rischio per la salute umana- ha aggiunto- è relativo alla sicurezza. Se infatti per le acque di mare e le piscine nel periodo balneare è attivo il servizio di salvamento con personale abilitato, l’introduzione di analogo servizio per la balneazione in acque interne risulterebbe essere sicuramente fortemente oneroso e, per le stesse caratteristiche morfologiche fluviali, in particolare nei tratti montani, probabilmente meno efficace”.
Per Fi “il divieto di balneazione e di accesso all’acqua nei bacini bolognesi, deciso dall’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità dell’Emilia orientale, rappresenta un’evidente interferenza sulle attività turistiche, danneggia chi promuove il territorio, oltre a trovare una decisa opposizione delle amministrazioni locali. L’Ente parco, per l’ennesima volta, connota la propria attività a una malintesa accezione del concetto di tutela del territorio e dell’ambiente, ispirata a una visione integralista dell’ecosistema in cui pare che l’antropizzazione del territorio sia un fenomeno da estirpare per favorire un incontrollato inselvatichimento di quelle aree”.
Sel ha invece rilevato che “in altre regioni esistono casi di bacini artificiali in cui la fruibilità dell’invaso è stata regolamentata, consentendo la balneazione e la navigazione”. Il rappresentante della maggioranza ha poi chiesto alla Giunta “soluzioni al fine di rendere balneabili i bacini, nel rispetto della legge, per risolvere un problema che sta creando difficoltà al sistema turistico dell’Appennino”. È necessario, ha concluso, “il raggiungimento di un accordo tra Ente parco, Regione e Amministrazioni locali”.

lunedì 27 luglio 2015

Sel: ‘Anche a Bologna le scuole paritarie paghino l'Imu’. La consigliera comunale Cathy La Torre dopo la sentenza della Cassazione sul caso-Livorno: "Presenterò un ordine del giorno".









Un lettore sollecita la pubblicazione di questa
 agenzia Ansa


"Senza molti giri di parole: proporrò con ordine del giorno che anche il Comune di Bologna chieda il pagamento dell'Imu alle scuole paritarie private. La Cassazione ha stabilito un precedente importante e non vedo perché le scuole private debbano godere di una esenzione a spese di tutti". Lo scrive su Facebook la consigliera comunale Cathy La Torre dopo la sentenza che ha dato ragione al Comune di Livorno sul pagamento dell'Imu per le scuole paritarie.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta di pagamento dell'Ici avanzata nel 2010 dal Comune di Livorno agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi. "Come spiega l'ufficio Tributi - si legge infatti in una nota del Comune di Livorno - è da sottolineare che questo genere di pronunciamento da parte della Corte di Cassazione è il primo in Italia sul tema specifico. La suprema Corte ha di fatto ribaltato quanto stabilito nei primi due gradi di giudizio, sentenziando che, poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività è di carattere commerciale, "senza che a ciò osti la gestione in perdita".

E mentre la Cei insorge, due degli istituti livornesi, la scuola Santo Spirito e la scuola Immacolata, dovranno versare più di 422mila euro per gli anni dal 2004 al 2009.

giovedì 9 aprile 2015

PORRETTA, ANZIANI SENZ’ACQUA: MARCHETTI (LEGA), INQUALIFICABILI GLI ATTACCHI DI SEL. LA COLPA E’ SOLO DI HERA.



Riceviamo e pubblichiamo.

“Strumentalizzare e montare ad arte una polemica sulla pelle di anziani e lavoratori è non solo sgradevole ma vergognoso”.
Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord in Emilia Romagna non usa mezzi termini per attaccare il collega di Sel, Igor Taruffi intervenuto a gamba tesa nella vicenda della casa di riposo Sassocardo di Porretta.
“La situazione debitoria che ha portato la struttura ad accumulare un debito nei confronti di Hera di oltre 20mila euro – spiega Marchetti – è causata da una rottura dell’impianto che ha portato all’arrivo di bollette altissime e ovviamente inattese. A fronte della richiesta della struttura - che è bene ricordarlo, non è un Hotel ma come tutti sanno, una casa di riposo per anziani -di rateizzare il pagamento degli importi dovuti, HERA ha deciso di bloccare l’erogazione causando i conseguenti danni”.
“Ora – attacca – fare come il consigliere Taruffi che intraprende la strada della strumentalizzazione sulla pelle dei trenta dipendenti della struttura, è vergognoso. Puntare il dito contro una realtà che in 15 anni di attività non ha mai registrato negatività, solo per preconcetti ideologici dettati dalla sua appartenenza politica, è inqualificabile. Al contrario il dito va puntato contro la Multiutility che è l’unica vera responsabile di quanto accaduto. Ma d’altronde ormai HERA ci ha abituato al suo modo di operare. Stile che evidentemente alla sinistra va benissimo così, ma che a noi proprio non va giù”.

lunedì 13 ottobre 2014

Defranceschi espulso da Movimento 5 Stelle.




E’ stato lo stesso Beppe Grillo a dare l’annuncio sul blog con un secco comunicato: «Il capogruppo M5s in Emilia Romagna Andrea Defranceschi è stato condannato dalla Corte dei Conti per l’utilizzo dei fondi assegnati ai gruppi e quindi non fa più parte del Movimento». E’ così stata ufficializzata la cacciata del capogruppo in consiglio regionale dal Movimento Cinque Stelle.
Defranceschi è stato condannato dalla Corte, per l’acquisto con fondi del gruppo di spazi di programmazione in emittenti TV.

    Per l'ex M5s Giovanni Favia, "dovrebbero invece espellere il consigliere regionale Davide Bono che in Piemonte pagava per intervenire nei tg, cosa vietata, mentre noi rispettavamo norme regionali, sancite dalla presidenza dell'Assemblea, che la Corte contesta applicando norme nazionali".

 
I condannati dalla Corte dei Conti per aver acquistato spazi in TV utilizzando i fondi assegnati ai gruppi consiliari in Regione  sono Marco Monari (Pd), Luigi Giuseppe Villani (Pdl), Gian Guido Naldi (Sel), Roberto Sconciaforni (Fds), Silvia Noè (Udc), Mauro Manfredini (Ln) e Andrea Defranceschi (M5S). La cifra più alta è quella attribuita alla Lega Nord: il capogruppo Manfredini dovrà pagare 70.290 euro per le spese di 2010, 2011 e 2012. Monari, che diede le dimissioni da capogruppo Pd dopo che uscì la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta per peculato della Procura di Bologna, è condannato invece a saldare 15.691 euro sui tre anni.
Seguono Noé (14.431 per 2011 e 2012), Naldi (13.210 euro sui tre anni), Sconciaforni (11.193 euro sui tre anni), Defranceschi (7.656 euro sui tre anni); infine condanna a pagare mille euro per il 2011 per l’ex capogruppo Pdl Villani. Tutti sono anche condannati a pagare le spese di giudizio.


Fonte ANSA

mercoledì 24 luglio 2013

BOCCIATO PACCHETTO DI EMENDAMENTI ANTICASTA: SI TENGONO AUTO BLU, VITALIZI AI CARCERATI E RIMBORSI.




Andrea Defranceschi (nella foto), capo del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle Regione, ha diramato un comunicato nel quale si chiede :
“Con che faccia continueranno a parlare di tagli dei privilegi sui giornali e ai loro elettori?”
e spiega:

Nella più totale indifferenza e senza uno straccio di dibattito e figuriamoci, men che meno di pudore,  la maggioranza composta da Pd e Pdl (e naturalmente tutte le altre forze politiche al seguito, dalla Lega a
quella che dovrebbe essere l’estrema sinistra) hanno bocciato uno per uno tutti i miei emendamenti anticasta.

Un pacchetto di 6 emendamenti al progetto di legge sul funzionamento dei gruppi assembleari, che il Movimento 5 Stelle sta provando a far approvare dall’inizio di questa legislatura: da tre anni li
ripropongo, li discuto in commissione e ripresento in aula. Alcuni passaggi sono decisivi, ma pare che proprio per questo, la maggioranza faccia fatica a recepirli. Ma si sa, anche se qualche vittoria l’abbiamo portata a casa, costringendone almeno una parte a restituire il vitalizio, un consigliere da solo contro una maggioranza blindata fa fatica a portare modifiche alla mentalità del privilegio.

Ecco dunque tutto quello che hanno avuto nuovamente il coraggio di bocciare:

1) togliere i compensi extra anche “ai Vicepresidenti dell’Assemblea Legislativa, ai capigruppo, questori segretari e presidenti e vicepresidenti di commissione
2) togliere i rimborsi spese forfettari e sostituirli con il piè di lista
3) togliere i rimborso extra regionale per consiglieri eletti qui ma residenti fuori dalla Regione Emilia-Romagna
4) via auto blu
5) ridurre l'indennità a chi è sotto misure restrittive da metà indennità a un decimo
6) divieto di assumere oltre a coniugi e parenti anche ‘conviventi’.


Con che faccia continueranno a parlare di tagli dei privilegi sui giornali e ai loro elettori?”