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venerdì 10 aprile 2026

Suviana, due anni dopo la strage: “Servono verità, giustizia e tempi certi”

 



A due anni dalla tragedia della centrale di Bargi, sul lago di Lago di Suviana, il ricordo delle vittime resta vivo. Il 9 aprile 2024, nella centrale idroelettrica, sette lavoratori persero la vita. Un dolore che, sottolinea in una nota il Gruppo territoriale del MoVimento 5 Stelle di Casalecchio, Valli Reno e Setta, continua a segnare profondamente le famiglie, ancora in attesa di verità e giustizia.

Alla commemorazione, evidenzia il Movimento, deve affiancarsi oggi una richiesta precisa alle istituzioni e ai soggetti competenti: definire con urgenza un cronoprogramma chiaro degli interventi necessari e rimuovere gli ostacoli che rallentano le indagini. Tra questi, viene indicata l’inaccessibilità dei tre piani della centrale tuttora sommersi, elemento che continua a complicare gli accertamenti investigativi.

Il MoVimento 5 Stelle sollecita quindi un’accelerazione “rapida ed efficace” delle attività, con l’obiettivo di concludere le indagini e arrivare al processo atteso, così da fare piena luce su quanto accaduto. Al centro, ribadisce il Movimento, resta il tema della sicurezza sul lavoro, considerata una priorità non negoziabile.

La tragedia di Suviana richiama una responsabilità più ampia: garantire che in ogni contesto lavorativo, soprattutto nei più complessi e delicati, la sicurezza non sia mai considerata un costo da comprimere. Servono prevenzione, controlli, manutenzione, formazione e investimenti adeguati, affinché nessun lavoratore sia esposto a rischi evitabili e nessun’altra famiglia debba affrontare una perdita simile.

Parallelamente, viene evidenziata la necessità di creare le condizioni per il ripristino dell’impianto, ma esclusivamente nel rispetto di standard di sicurezza rigorosi. “Servono tempi certi, scelte chiare e la massima trasparenza sugli interventi”, si legge nella nota, precisando che accelerare non deve significare ridurre le garanzie, bensì intervenire con responsabilità ed efficacia.

Il MoVimento 5 Stelle conclude assicurando che continuerà a seguire la vicenda, chiedendo trasparenza, tempestività, sicurezza e il pieno accertamento delle responsabilità.

martedì 14 febbraio 2023

Installate pannelli fotovoltaici sui tetti delle stazioni ferroviarie



Dal Movimento 5 Stelle regionale:

 

Estendere l’esperienza di Budrio, dove sono stati installati pannelli fotovoltaici su tetti e pensiline della stazione ferroviaria, a tutte le altre realtà della rete regionale oltre a promuovere la realizzazione di Comunità energetiche all’interno delle infrastrutture gestite da FER: è quanto chiede, con un’interrogazione indirizzata alla Giunta, la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, Silvia Piccinini (nella foto). La richiesta prende spunto dal progetto pilota realizzato a Budrio dove si è deciso di puntare sul processo di efficientamento energetico della rete ferroviaria regionale, installando dei pannelli fotovoltaici sui tetti e sulle pensiline della stazione della linea Bologna-Portomaggiore, oltre che prevedere l’inserimento di batterie di accumulo e l’installazione colonnine per la ricarica delle automobili.  

“Si tratta di un investimento molto importante da parte di FER e che fa parte dell’obiettivo, più volte rimarcato anche dal MoVimento 5 Stelle, di assicurare non solo la completa elettrificazione della rete ferroviaria regionale eliminando tutti i treni diesel, ma anche la creazione di stazioni sostenibili sul piano ambientale ed energetico – spiega Silvia Piccinini – Ecco perché crediamo che sia necessario estendere al più presto questo tipo di esperienza a tutte le altre 52 stazioni della rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna sostenendo il progetto messo a punto da FER e integrando questo tipo di intervento anche con gli strumenti previsti dalla legge regionale sulle Comunità energetiche, di cui sono stata relatrice”.  

Per questo nella sua interrogazione, la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione quale sia il cronoprogramma degli interventi, se sia già disponibile un piano finanziario per l’estensione del progetto anche alle altre stazioni ferroviarie, nonché la disponibilità a promuovere la nascita di Cer coinvolgendo FER e le sue infrastrutture.  

“La realizzazione di questo progetto significherebbe davvero accelerare in modo decisivo con il processo di transizione ecologica ed energetica per il nostro sistema dei trasporti – aggiunge Silvia Piccinini – Un processo iniziato nella scorsa legislatura con lo stanziamento, fortemente voluto proprio dal M5S, di importanti risorse per l’elettrificazione di tutte le linee ferroviarie regionali e che adesso si potrebbe arricchire di questa ulteriore novità in chiave ambientale. Una svolta che avrebbe degli evidenti vantaggi, anche economici, visto che i risparmi ottenuti dal processo di efficientamento energetico delle nostre stazioni potrebbero essere investiti e dirottati in altri settori che necessitano di sostegni immediati” conclude Silvia Piccinini. 

mercoledì 5 agosto 2020

Movimento 5 Stelle: “La chiusura della Polstrada a Casalecchio è sconfitta per il territorio"

Bonaccini chieda al Governo di salvaguardare il presidio

Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle in Regione comunica:

 “La chiusura della Polstrada di Casalecchio è una sconfitta per tutti e rischia di provocare gravi danni a tutto il nostro territorio. Per questo crediamo che sia doveroso da parte della Regione avviare al più presto un confronto con il Ministero dell’Interno per cercare fino all’ultimo di scongiurare questo epilogo”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla notizia della chiusura del distaccamento della Polizia Stradale a Casalecchio di Reno. “Si tratta di un presidio aperto da più di 60 anni ed è incredibile che lo si voglia smantellare negando così ai cittadini un punto di riferimento sul fronte della sicurezza stradale in uno degli snodi di traffico più importanti d’Italia – aggiunge Silvia Piccinini – Visto che il presidente Bonaccini è sempre in prima linea nel chiedere velocità e impegno al Governo sul fronte delle infrastrutture, utilizzi lo stesso temperamento per la richiesta della salvaguardia e aumento dei servizi per il territorio” conclude la capogruppo regionale M5S.

giovedì 30 luglio 2020

Bocciata dall'Assemblea Legislativa la proposta di 5 Stelle di destinare i rimborsi spese non usufruiti dai consiglieri regionali durante il lockdown ad altri progetti.

Piccinini: “persa occasione per dare un segnale ai cittadini”

Segnalato da Dubbio:
 
L’Assemblea Legislativa ha bocciato la proposta del MoVimento 5 Stelle di destinare ad altre finalità i rimborsi chilometrici non usufruiti dai consiglieri regionali durante il periodo di lockdown per l’emergenza Coronavirus. “Abbiamo perso un’occasione per dare un segnale politico molto importante – sostiene la capogruppo Silvia Piccinini – Mentre in altre Regioni, come per esempio la Toscana, è scoppiata una polemica furiosa proprio riguardo all’utilizzo di questi fondi che sono stati goduti dai consiglieri regionali nonostante tutte le attività del Consiglio fossero state sospese per l’emergenza Covid-19, noi avevamo proposto che i nostri fondi non utilizzati fossero assegnati ad altre iniziative, in primo luogo per migliorare la sostenibilità ambientale proprio dell’Assemblea Legislativa. Un’idea che evidentemente non è piaciuta ed è stato respinto il nostro ordine del giorno collegato all’assestamento di bilancio. Una decisione incomprensibile resa ancor più grave dal fatto che parliamo di cifre di certo non astronomiche, a cui però evidentemente i consiglieri regionali fanno fatica a rinunciare. In un periodo così delicato sia per l’Emilia-Romagna che per l’intero Paese si poteva lanciare un messaggio importante ai cittadini riguardo ai costi della politica. Occasione che evidentemente si è voluto rimandare a data da destinarsi” conclude Silvia Piccinini.

mercoledì 15 luglio 2020

Le ceneri di “Fido” nella tomba di famiglia

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un progetto di legge sul benessere animale che inserisce 'l'amico a quattro zampe dell'uomo' nella famiglia

Il Gruppo Assembleare MoVimento 5 Stelle, Regione Emilia-Romagna, informa:  


La possibilità per le ceneri di cani e gatti di essere sepolti assieme ai loro padroni, magari nella tomba della famiglia che si sono presi cura di loro per tutta la vita. È questa la principale novità contenuta dal progetto di legge presentato dal MoVimento 5 Stelle sul “benessere animale e la tutela delle relazioni con gli animali d’affezione” a firma della capogruppo Silvia Piccinini. “Come l’emergenza Coronavirus ha dimostrato, crediamo che sia necessario porre più attenzione al rapporto fra uomini e gli animali, intesi proprio come due soggetti destinati a dividere e a condividere lo stesso ambiente” spiega Silvia Piccinini. Il progetto di legge introduce la possibilità da parte di proprietari di cani, gatti e altri animali d’affezione, di decidere di far tumulare nella propria tomba, o in quella dei propri cari, le ceneri degli animali. “Si tratta di una possibilità che in Liguria ha visto la convergenza di tutte le forze politiche – aggiunge la capogruppo M5S - Al momento in Emilia-Romagna la legge 19 del 2004 prevede esclusivamente la possibilità di far nascere dei cimiteri degli animali, ma crediamo che l’idea di poter seppellire le ceneri degli animali di compagnia nella tomba di chi se n’è preso cura per tutta la vita, sia un'opportunità che possa trovare spazio anche da noi” conclude Silvia Piccinini.

mercoledì 6 maggio 2020

Parto in ambulanza a Vergato. il neonato è in ottima salute

L'Azienda USL di Bologna informa :

A Vergato, stamane, mercoledì 6 maggio, poco prima delle 8, è nato un bimbo in ambulanza, in assoluta sicurezza e senza alcuna complicanza. Mamma e bimbo sono alla Maternità dell’Ospedale Maggiore stanno bene e nei prossimi giorni verranno dimessi.

La cronologia dell’intervento



Alle 07.15 di oggi, 6 maggio, la Centrale Operativa 118 riceve la richiesta di intervento da Porretta Terme per una donna con gravidanza alla 40esima settimana, con frequenti contrazioni (segno di parto imminente).
Alle 07.21, 6 minuti dopo la chiamata, l’ambulanza è al domicilio della signora. Alle 07.23 l’infermiere richiede l’intervento dell’automedica, già precedentemente preallertata, che arriva alle 7.30. La donna, di 32 anni alla quarta gravidanza, viene velocemente visitata. Non si rilevano,inoltre, sintomi che possano essere correlati con infezione da Covid-19, neanche il resto della famiglia evidenzia sintomi da Covid-19. Alla signora, per maggiore protezione,viene posizionata mascherina chirurgica.
Alle 07.34 viene caricata sull’ambulanza, assistita da un medico e un infermiere, per essere accompagnata all’Ospedale Maggiore.
Alle 07.50 all’altezza di Vergato, la donna partorisce un bimbo di 3 kg. L’ambulanza prosegue quindi il viaggio verso l’Ospedale Maggiore dove la donna e la neonata, vengono accolte, alle 08.32, dagli operatori del Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico dell’Ospedale Maggiore.
Mamma e bimbo stanno bene e rientreranno a casa nei prossimi giorni.

Pienamente rispettata la procedura per la gestione degli interventi su donne in gravidanza residenti nell’area appenninica del territorio bolognese. La procedura prevede che l’ambulanza attivata dalla Centrale 118 preallerti il medico dell’automedica per un possibile intervento successivo, qualora se ne riscontri la necessità. Sulla base delle informazioni ricevute dell’equipaggio già sul posto.



Una sentita critica per quanto avvenuto arriva da Silvia Piccinini ( nella foto), capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che in una nota scrive:

Quanto successo a Porretta questa mattina dimostra, per l’ennesima volta, l’estrema necessità e urgenza di riaprire i punti nascita nelle zone montane. Non si può continuare a mettere a rischio la sicurezza delle future mamme e dei loro bambini. Prima dell’emergenza Coronavirus ci sembrava ci fossero tutte le condizioni per riaprirli, a cominciare da quello di Porretta Terme. Adesso chiediamo che dalle parole si passi ai fatti attuando quello che è stato detto anche in campagna elettorale. Per l’ennesima volta dobbiamo ringraziare che tutto sia andato per il meglio ma non possiamo continuare a correre questi rischi. I punti nascita chiusi dal 2014 in poi vanno riaperti al più presto” conclude la capogruppo M5S.





martedì 14 novembre 2017

I penta stellati marzabottesi condannano l'episodio di ESULTANZA FASCISTA di un giocatore di calcio a MARZABOTTO: “ Radiatelo a vita da tutte le federazioni sportive”.

Da Katya Di Bella


Anche il Movimento Cinque Stelle di Marzabotto, con l'appoggio sottoscritto di tutti i Consiglieri M5S eletti in Emilia Romagna, denuncia il gravissimo atto di apologia al fascismo successo domenica 12 novembre sul campo di calcio di Marzabotto.

Per quello che ci riguarda il giocatore dovrebbe essere radiato a vita da tutte le Federazioni Sportive, l'uomo invece dovrebbe essere condannato per apologia al fascismo e costretto ai servizi sociali con il compito di fare manutenzione regolare presso il Mausoleo di Marzabotto ed il sito di Montesole.

Siamo sorpresi che un giovane compia gesti di tale genere, che denotano una forse poca attenzione della famiglia ( i baffetti hitleriani del giocatore sono veramente inquietanti e rivelatori ), e poca attenzione, e questa è certa, anche se si chiama fuori, da parte della Società sportiva in cui gioca, che avrebbe dovuto accorgersene di quello che succedeva in seno alla squadra.

L'esultanza e l'approvazione dei compagni, che si evidenzia nel video che riprende l'atto in questione, è un segnale di allarme che non può restare inosservato ed è sintomo di un malessere che va immediatamente arginato.

giovedì 27 ottobre 2016

FORESTALE, SMEMBRAMENTO INACCETTABILE.


Riceviamo: 
 
Andrea Bertani ( nella foto) , consigliere regionale del M5S, aveva presentato un ordine del giorno per chiedere alla Giunta di impugnare il decreto attuativo della legge Maida che prevede lo smembramento del Corpo Forestale e il passaggio nell’Arma dei Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e VVF.
 
 
 
 “Il PD dice ancora una volta no al salvataggio del Corpo Forestale”. È questa la denuncia di Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, dopo che l’Assemblea Legislativa ha bocciato un ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle in cui si chiedeva alla Giunta di impugnare il decreto attuativo della legge Maida davanti alla Corte Costituzionale che, di fatto, smembra il Corpo Forestale dello Stato. “Il governo Renzi sta stravolgendo l'assetto democratico di questo Paese, attraverso la de-forma costituzionale e la militarizzazione di una forza di polizia ad ordinamento civile. Non è da sottovalutare anche il fatto che la Regione ha in essere una convenzione con il Corpo Forestale per una serie di interventi su protezione civile e reati ambientali. Tutte competenze che con la sua scomparsa perderemmo creando così un vuoto difficilmente colmabile. Ecco perché davanti a tutto questo scempio – spiega Andrea Bertani – non si può di certo restare indifferenti e per questo abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere alla Giunta di impugnare il decreto attuativo della legge Maida. Lo smembramento del Corpo Forestale, che questa norma mette in atto, va assolutamente contro anche lo stesso impegno che l’Assemblea aveva preso nei mesi scorsi approvando una risoluzione del PD in cui si auspicava la creazione di una polizia ambientale. Un impegno che oggi quelli della maggioranza hanno di fatto rinnegato dando l’ok allo smembramento del Corpo Forestale tra Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, VVF e Ministero. In questo modo – conclude Andrea Bertani – lo Stato, di fatto, fa un invasione di campo per quanto riguarda le competenze regionali, non tenendo in alcun conto le convenzioni e le attività in essere, ancora oggi, tra Regione e Corpo Forestale basate su norme tutt’ora vigenti”.


martedì 20 settembre 2016

Il Movimento 5 Stelle denuncia : “COMUNI NEGANO STRUMENTI DI DIFESA ALLE POLIZIE MUNICIPALI”.

Foto da web
 
 
La Regione avvii un’attenta verifica su quanti Comuni oggi applicano il regolamento regionale sulle polizie locali che prevede, tra le dotazioni di autotutela per il personale, l’utilizzo del bastone estensibile, lo spray irritante e il giubbotto antiproiettile”. È questa la richiesta di Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S, formalizzata con una interrogazione presentata alla Giunta che prende spunto dalla recente polemica sulla mancata dotazione da parte del corpo di polizia municipale di Reggio Emilia di alcuni strumenti di autotutela. “Il regolamento regionale, approvato anche dall’allora Conferenza delle Autonomie Locali, esiste dal 2005 ma i Comuni sembrano ignorarlo – spiega Gianluca Sassi – Quello che è successo a Reggio Emilia, con la maggioranza che ha bloccato il tentativo di adeguamento chiesto dal Movimento 5 Stelle. è un fatto molto grave. In primo luogo perché limita la sicurezza degli agenti di polizia municipale che sono mandati in strada senza una strumentazione idonea che possa tutelare loro e i cittadini. E poi perché azzera il ruolo di coordinamento svolto dalla Regione su richiesta proprio dei Comuni”. Per questo nella sua interrogazione il capogruppo regionale del M5S ha chiesto alla Giunta “quale sia lo stato di adozione in regione del regolamento “base” individuato attraverso un odg dal CAL e promosso anche attraverso il sito web istituzionale della Regione e il quadro della diffusione, su base regionale, dell’impiego degli strumenti di autotutela per il personale della polizia municipale”. “Nascondersi dietro la scusa della nomina di un nuovo comandante come il Comune di Reggio Emilia ha fatto – conclude Gianluca Sassi – è irrispettoso per tutti quelle persone impegnati ogni giorno per la nostra sicurezza e che vorrebbero avere a disposizione tutta la strumentazione necessaria per poter svolgere serenamente il loro lavoro”.


mercoledì 3 agosto 2016

La Camera boccia la proposta del M5s di dimezzare gli stipendi parlamentari. Caos in Aula.

Da Il Fatto Quotidiano

Camera, M5s chiede di dimezzare gli stipendi parlamentari: caos in Aula. Pd: “Indennità più alte? C’è motivo”

Montecitorio esamina gli ordini del giorno al Bilancio. Bagarre dopo la bocciatura del tetto di 5mila euro. Scontro tra Boldrini e 5 stelle. Il capogruppo dem Rosato: “Guadagniamo più della media. Così dappertutto, ci sono delle ragioni”

La Camera ha bocciato la riduzione degli stipendi dei deputati a 5mila euro lordi al mese. L’ordine del giorno al Bilancio è stato proposto dal Movimento 5 stelle, ma maggioranza e opposizioni hanno votato contro. “Noi non abbiamo nessun imbarazzo in questa discussione”, ha detto il capogruppo Pd Ettore Rosato in Aula, “siamo consapevoli che la politica ha un costo, che gli stipendi dei parlamentari sono più alti della media italiana, che questo accade in tutti i Paesi, che c’è una ragione perché questo accade e vale per tutti quelli che siedono in questi banchi”. La Camera in serata ha approvato il bilancio 2015, che registra il record di 270 milioni di risparmi da inizio Legislatura.

venerdì 8 aprile 2016

PUNTI NASCITA, la consigliera regionale SENSOLI: “LA REGIONE PUÒ RIAPRIRE QUELLO DI PORRETTA TERME E BLOCCARE LA CHIUSURA DEGLI ALTRI”


 Raffella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Sanità, ha presentato una interrogazione alla Giunta per chiedere quando ha intenzione di avviare la sperimentazione di punti nascita che riguarda le strutture delle aree montane che non raggiungono il limite dei 500 parti all’anno. “L’assessore Venturi si era detto disponibile. Adesso si agisca,” ricorda la consigliera, chiediamo che si parta al più presto con questa sperimentazione. In questo modo si darebbe una risposta concreta a chi da tempo denuncia un ulteriore possibile taglio dei servizi dell’ospedale”. È l'invito della Sensoli rivolto alla Giunta e contenuto in una interrogazione che riguarda la situazione del punto nascita di Porretta Terme. “La struttura è chiusa da tempo poiché secondo la Regione non garantiva gli standard di sicurezza dei 500 parti all’anno – spiega – Questo però non vuol dire che i cittadini di Porretta debbano rinunciare al punto nascita ancora per molto. Rispondendo a una nostra interrogazione l’assessore Venturi si era detto disponibile ad avviare, per le aree montane, una sperimentazione dei punti nascita al di sotto del 500 parti annui. Sperimentazione che doveva in ogni caso tenere conto della capacità delle strutture di garantire sia il mantenimento costante ed adeguato delle competenze professionali, sia l'ammodernamento delle tecnologie necessarie per la permanenza del servizio. Visto che nel caso di Porretta Terme ci troviamo di fronte a un ospedale praticamente nuovo, crediamo che ci siano tutte le condizioni per avviare questo processo. In questo modo i tanti cittadini che si erano opposti alla sua chiusura a breve potranno riavere il loro punto nascita”. Nella sua interrogazione la consigliera regionale chiede alla Giunta anche se non ritenga opportuno avviare un confronto immediato con il Comitato permanente a difesa dell’ospedale in merito alle ultime notizie che prospettano ulteriori tagli e la chiusura di interi reparti. “Cercare un confronto con i cittadini sempre più preoccupati crediamo che possa in qualche modo dissipare le nubi che da tempo ormai aleggiano attorno al futuro dell’ospedale di Porretta Terme. Per questo – conclude – avviare al più presto la sperimentazione e riportare in vita il punto nascita potrebbe rappresentare un primo passo per la valorizzazione di una struttura importante per tutto il circondario”.


venerdì 11 marzo 2016

Il Movimento 5 Stelle denuncia: “ Nella nomina dei DIRIGENTI della REGIONE è stata PREMIATA la FEDELTÀ ALLA GIUNTA e non le COMPETENZE”

 
Il M.5 S. comunica:

Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, ha presentato una interrogazione sul caso della nomina del nuovo direttore generale della neonata Agenzia regionale per il lavoro e denuncia: “ I criteri di valutazione hanno premiato chi ricopriva un precedente incarico in Regione”.

"Un candidato su tre alle recenti selezioni per un posto di dirigente in Regione non si è nemmeno presentato al colloquio. Una chiara dimostrazione del fatto che si trattasse di nomine già scritte e per le quali contava solo giurare fedeltà eterna alla Giunta e non la valutazione delle competenze. Lo conferma anche la recente nomina alla direzione della nuova Agenzia regionale per il lavoro che ha visto trionfare, manco a dirlo, l’ex dirigente del Servizio lavoro regionale”. Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, torna ad incalzare la Giunta sul tema della nomina dei dirigenti regionali. Dopo aver denunciato le selezioni farsa dei 13 dirigenti esterni (tutti riconfermati) che andranno a ricoprire ruoli chiave nell’organigramma di cinque direzioni generali, adesso sposta l’attenzione sulle procedure che hanno portato alla scelta del numero 1 della nuova Agenzia regionale per il lavoro. “Pur essendo l’Agenzia regionale per il lavoro una novità nell’ordinamento e nell’organizzazione della nostra Regione, i criteri stabiliti dalla Giunta per la selezione hanno assegnato una condizione di priorità ai candidati con esperienza dirigenziale nella nostra regione – spiega Silvia Piccinini – In questo modo  la partecipazione alla selezione di un Direttore (non un semplice dirigente) di un’altra Regione o di un Direttore del Ministero del Lavoro ha ottenuto una valutazione più bassa di quella di dirigenti della nostra Amministrazione. Senza contare che il criterio dell’esperienza sembra del tutto fuori luogo visto che si tratta di una posizione oggettivamente nuova nella struttura regionale visto che è stata istituita da poco”. Il meccanismo di valutazione, ovviamente, ha avuto poi l’effetto sperato: i candidati ammessi al colloquio sono stati 44 ma a vincere è stato il dirigente del Servizio lavoro uscente. “Senza il bonus previsto per l’esperienza maturata in Regione questa persona non avrebbe vinto visto che al colloquio ha avuto una valutazione inferiore a quella di un altro candidato che proveniva da un’Agenzia regionale del Lavoro di un’altra Regione – aggiunge Silvia Piccinini – In pratica si è scelto di premiare la provenienza più che le capacità, quasi come se anche ai dirigenti fosse possibile applicare i marchi DOP o IGP. Noi, invece, crediamo che una seria valutazione dovesse esclusivamente basarsi sul merito e sulle capacità, anche perché chi adesso dovrà guidare la nuova Agenzia per il lavoro dovrà occuparsi di competenze che non erano previste nella sua precedente esperienza, come quelle dei Centri per l’impiego. Visto che anche chi tenta di partecipare a questo tipo di selezioni sa benissimo che si tratta di una farsa totale, come dimostra il fatto che per quelle dei 13 dirigenti esterni quasi il 40% del candidati non si è presentato nemmeno ai colloqui, la Giunta abbia almeno la decenza di ammettere che non si tratta di selezioni realmente aperte ai migliori”. 

lunedì 25 gennaio 2016

Vergato. Il consigliere comunale Massimo Gamberi precisa:

Il consigliere Massimo Gamberi del Movimento 5 Stelle di Vergato ha inviato la sua dichiarazione in merito al recente e 'discusso' incontro delle consulte di frazione chiamate per esaminare le osservazioni al piano regolatore, ora PSC, della Provincia e dei cittadini. Il confronto è stato particolarmente animato e la votazione finale si dice sia nulla poiché è venuto a mancare il numero legale per le uscite prima della chiusura dell'incontro di alcuni degli aventi diritto al voto:

La dichiarazione:
Dal momento che il regolamento delle consulte prevede che le sedute debbano essere pubbliche e debbano prevedere uno spazio aperto al dibattito pubblico ( anche se il sindaco ha dichiarato che io ero stato “invitato” e che per questo avrei dovuto limitare i miei interventi, che avrei eventualmente potuto esporre nelle commissione a venire), e dal momento che le consulte sono state convocate per esprimere un parere a favore o non al piano strutturale comunale (PSC) e al regolamento urbanistico edilizio (RUE) adottato, senza poter conoscere il parere delle opposizioni, ed inoltre non è stato fornito loro per quella data la documentazione completa e/o con riferimenti semplificativi del materiale su cui esprimersi, ritengo possa essere utile per tutti conoscere il contenuto del mio intervento, che pubblico di seguito, tenutosi in occasione della seduta congiunta delle consulte, assieme a qualche stralcio dei pareri espressi dall’ex Provincia e delle risposte dell’amministrazione.

DOMANDE Punto 3. l’ edilizia residenziale sociale – PSC -Non esistono alloggi che con minor spesa possono essere ripristinati e riqualificati a questo scopo? -A che prezzo il Comune intende pagare questi immobili, in modo che i cittadini che riscattino le case possano farlo a un prezzo ragionevole e senza che il comune debba rimetterci ? -sul vincolo di tutela in base a quale principio si vuole modificare lo stato di tutela e cosa si intende per “gli effetti della topografia”? -quali sono gli organi di controllo comunale che dovrebbero verificare la tutela ambientale e come si può esser certi che non agiscano in conflitto di interesse? -le analisi o “le indagini geognostiche per la caratterizzazione geotecnica ..ecc.” invece che in fase attuativa, non dovrebbero essere fatte in fase preliminare dal momento che queste sono una condizione ‘sine qua non’?

Osservazioni della Provincia: ( relative alle domande precedenti)

3. L'EDILIZIA RESIDENZIALE SOCIALE - PSC La quota di alloggi da destinare ad ERS nel Documento Preliminare e nel successivo Accordo di Pianificazione è fissata in 150 alloggi, corrispondente al 20% del dimensionamento complessivo.(omissis)...ecc. B - Rispetto all'area AN.7 a Vergato capoluogo, lungo via Modena, destinata alla realizzazione di ERS, si prende atto che il PSC ha confermato la previsione del Documento Preliminare, interessata dalla presenza di un vincolo di tutela derivante dall'appartenenza al sistema delle aree forestali, (tavola 1 del PTCP).(Omississ) Si segnala tuttavia che nell'area sono presenti criticità relative agli aspetti idrogeologici e in materia di rischio sismico, con la presenza di una instabilità di versante quiescente FR2, per cui dovranno essere effettuati approfondimenti di III livello nelle fasi di POC e/o di PUA; nelle aree prossime ai bordi superiori di scarpate o a quote immediatamente superiori agli ambiti soggetti ad amplificazione per caratteristiche topografiche, dovranno essere valutati anche gli effetti della topografia....ecc....” Risposta dell’ amministrazione in relazione scritta: A - In adeguamento alla Riserva si integra l’art.4.4 – politiche per l’abitazione del PSC, indicando tra le possibilità forme di “locazione permanente” (peraltro implicite nella frase “affitto concordato e calmierato”), mentre la “locazione con successivo trasferimento di proprietà al locatore” è già prevista nella norma (“affitto temporaneo con patto di futura vendita”).

 B - Relativamente all’ambito AN.7 – via Modena, si segnala che molte delle “puntualizzazioni” richiamate nel testo sono già presenti nella relativa scheda di PSC e di Valsat. In particolare nel testo della scheda alla lettera l) Azioni di mitigazione derivanti dalla VALSAT è riportato quanto segue: “In fase attuativa sono da eseguire indagini geognostiche per la caratterizzazione geotecnica e prospezioni geofisiche per valutazione degli spessori ... ecc.”
Altre domande: da me poste:

Nel punto 6.sulla riqualificazione urbana si parla di un 'errore materiale', correggendo il quale viene completamente alterato il significato della norma. in cosa consiste questo errore materiale? dov’è stato fatto e da chi?
Occorre chiarire bene se è un errore o è un falso; (in risposta alle riserve della Provincia l’ amministrazione scrive che: l’ errore viene attribuito ad un comma al posto di due del RUE ma il contenuto del PSC è diverso e opposto a quello della relazione-riserva della Provincia). (la risposta dell’ Ingegnere della Oikos è stata che: l’ errore riguardava uno scambio di diciture tra gli ambiti AR.b e AR.c ), non soddisfatto di ciò, ho insistito e ripetuto la lettura della tipologia individuata dell’ ambito AR.a che reputo sia scritto in modo diverso da quello riportato dalla Provincia, (che ho evidenziato in rosso nel testo a seguire); (dopo la risposta è stata che:- sarei io che ci leggo questo, per loro quel che è scritto ha lo stesso significato, sarebbe la stessa cosa.)

Osservazioni della Provincia: 6. LA RIQUALIFICAZIONE URBANA Il PSC individua quattro tipologie prevalenti di ambiti da riqualificare: - gli ambiti AR.a, in cui non si prevedono trasformazioni intensive e rilevanti cambi d'uso, bensì interventi di qualificazione diffusa, volti al miglioramento della funzionalità, dell'assetto morfologico e della qualità ambientale, - gli ambiti AR.b, parzialmente edificati in territorio rurale che richiedono interventi integrati di qualificazione del patrimonio edilizio esistente e del paesaggio, - gli ambiti AR.c di riqualificazione/riorganizzazione di ambiti caratterizzati da importanti funzioni pubbliche (scuola elementare e materna a Vergato, azienda industriale a Sibano) per le quali si ipotizza una trasformazione urbanistica anche attraverso sostituzione e trasferimento di funzioni attualmente insediate e un mix equilibrato di funzioni e spazi pubblici ed infine - l'ambito AR.d che riguarda la riqualificazione della stazione di Vergato (PRU in corso di attuazione) e del tessuto urbanistico esistente anche attraverso l'inserimento di nuova edificazione. A - Si chiede di aggiornare il RUE all'art. 4.31, rendendolo coerente con le disposizioni del PSC.

Risposta dell’amministrazione in relazione scritta: A – Trattandosi di un errore materiale, in adeguamento alla riserva si modificano i commi 1 e 2 dell’art. 4.3.1 del RUE inserendo in un unico comma 1 la corretta classificazione degli ambiti AR definita dal PSC all’art. 6.13, come di seguito riportato: AR.a Interventi di qualificazione diffusa e di rifunzionalizzazione, anche mediante l’allontanamento di funzioni non congruenti con il tessuto insediato AR.b Ambiti di riqualificazione/riorganizzazione in territorio rurale AR.c Ambiti di riqualificazione/riorganizzazione presenti nel tessuto centrale dei centri abitati di Vergato e Sibano AR.d Ambiti di riqualificazione/riorganizzazione dell’area della Stazione di Vergato (PRU in corso di attuazione).

Domande: -negli ambiti da riqualificare: area Fiori-Dozzi, scuola elementare, scuola materna e stazione ferroviaria di Vergato (AR.a3- AR.c2- AR.c3- AR.d), il vostro piano prevede dei nuovi fabbricati? Quali e perché? (non mi son state date risposte, dicevano che ero fuori tema...)

Osservazioni della Provincia: – Gli ambiti AR.c2 di Vergato-scuola elementare AR.c3 di Vergato-scuola materna ricadono anch'essi in pertinenza fluviale in TU. Quindi la previsione di nuovi fabbricati è consentita previa adozione di misure di riduzione del rischio idraulico da verificare nell'ambito dei provvedimenti concessori. E' inoltre necessario effettuare una verifica di dettaglio delle eventuali condizioni di criticità legate alle piene duecentennali del F. Reno e del T.Vergatello, con l'adozione di misure di riduzione del rischio idraulico. In Aree ad Alta probabilità di Inondazione gli interventi anche di nuova costruzione possono essere consentiti solo se non incrementano il rischio idraulico e sottoposti al parere dell'Autorità di Bacino. Rispetto all'AR c3 la vicinanza alla strada Porrettana richiede di mitigare il clima acustico posizionando gli edifici con uso residenziale nell'interno dell'area e gli altri usi sul fronte strada.
l'ambito AR a3 di Vergato-Area Fiori Dozzi, nuova destinazione d'uso polo scolastico. L'area è interessata da un corso d'acqua del reticolo idrografico minore, pertanto preliminarmente agli interventi vanno valutate le condizioni di eventuali criticità idraulica per poter prevedere le misure minime necessarie per la riduzione del rischio secondo le indicazioni del P.S.A.I. Occorre inoltre effettuare uno studio di clima acustico che attesti il rispetto della classe I, per valutare le eventuali criticità di tipo acustico che la vicinanza alla ferrovia e all'insediamento produttivo esistente potrebbero apportare ad un recettore sensibile quale scuola.
Risposta dell’ amministrazione in relazione scritta: Ambito AR a3 di Vergato-Area Fiori Dozzi: si adeguano i contenuti della scheda di PSC con le prescrizioni richiamate. Ambiti AR.c2 di Vergato-scuola elementare AR.c3 di Vergato-scuola materna: si riportano nella scheda normativa le prescrizioni richieste.

Domande: -Area Fiori-Dozzi, ambito AR.a3: è stata fatta un’ indagine conoscitiva sulla possibile presenza in quest’ area di rifiuti speciali? (La risposta del Sindaco è stata: “- NO”). -Mie considerazioni: visto risulta acquisito dal comune di Vergato solo un primo stralcio (dl.g. Del 22/05/2014) delle opere di urbanizzazione primarie e/o secondarie previste dalla convenzione in essere tramite delibera di Consiglio (ma risulta invece che esser stata realizzata una superficie di 12.127Mt quadrati di area verde pubblico, è stato solo acquisito un’ area verde in misura pari a una superficie di 6.574Mt quadrati), e dal momento che non è stato realizzato il parco previsto dalla convenzione (VP1) nell’ area a fianco alla ferrovia, e dal momento che si intende costruire il “polo scolastico” al suo posto (come si legge nella relazione della ex provincia e nelle vostre risposte, ambito AR.a3), che fine faranno le opere di urbanizzazione che non sono state realizzate in adempimento alla convenzione stessa? (non hanno risposto dicendo che stavo facendo troppe domande ed ero ‘fuori tema’) -Perché ora nel PSC e nel RUE, quest’ area sopra citata, risulta non esser stata nominata negli ambiti da riqualificare con specifiche assegnazioni, ma compare dello ‘stesso colore’ dell’ ambito AR.a3 “area Fiori-Dozzi”? (risposta data è che quest’ area... farebbe parte del precedente PRG)

Osservazioni della Provincia: –l'ambito AR.d di Vergato-stazione ferroviaria, è interessato principalmente dalla pertinenza fluviale, in piccolissima parte dall'alveo attivo del Torrente Vergatello e limitate porzioni rientrano in una zona ad alta probabilità di inondazione e in Tutela Fluviale. Le porzioni ricadenti in alveo e nel demanio dovranno essere escluse dall'edificazione. E' inoltre necessario effettuare verifiche di dettaglio di eventuali condizioni di criticità riferite alle piene duecentennali del F. Reno e del T. Vergatello, con l'eventuale adozione di misure di riduzione del rischio idraulico.
Risposta dell’amministrazione in relazione scritta: Ambito AR.d di Vergato-stazione ferroviaria: si riportano per esteso nella scheda normativa le prescrizioni di tutela già ivi richiamate.

Mia dichiarazione finale: - Riguardo alla stazione ferroviaria di Vergato AR.d: Invece che costruire nuovi edifici residenziali, potrebbe esser valorizzato l’ esistente, con investimenti per un ‘museo storico’ del carnevale e cultura Vergatese con parco attiguo, per dare un seguito ai progetti sullo sviluppo economico attraverso l’ arte e il turismo. A questo punto i presidenti di consulta hanno chiuso il dibattito pubblico e volevano votare ed esprimere il parere, ma la sala era già stata abbandonata da molta gente e da alcuni consiglieri di consulta, molto tempo prima).
Questo documento a seguire, è stato letto da me in apertura del dibattito pubblico, durante la seduta e fatto mettere a verbale.
Vergato 19/01/2016

Seduta riunita Delle Consulte del Capoluogo di Vergato
La convocazione delle consulte è stata fatta prima della seduta di commissione consiliare, in questo modo le consulte prima di esprimere il loro parere, hanno solo alcune delle ‘notizie’ proposte dalla maggioranza ma non quelle dell’ opposizione. Le consulte devono sapere anche quello che pensano e/o propongono, nelle sedi di commissione le minoranze, prima di decidere ed esprimere un parere.
Relativamente al documento ricevuto dalle consulte e inviatomi per conoscenza per questa convocazione, che prevede l’ acquisizione del parere delle stesse, è incompleto e insufficiente per avere un’ idea chiara degli argomenti trattati: in tutti gli ambiti contenuti nella relazione “risposteriserve”, non vengono forniti gli allegati alle norme o schede del PSC e RUE adottato, sicché risulta assai complicato capire a quale piano e anche a quale posizione sul territorio corrispondano le riserve e le risposte fornite nel documento in esame; come si può esprimere un parere senza esser adeguatamente informati?

sabato 16 gennaio 2016

MOVIMENTO 5 STELLE: “L'ACCOGLIENZA e la GESTIONE dei PROFUGHI PASSI AI COMUNI, SOLO COSÌ SI POTRANNO EVITARE SPRECHI E SCANDALI.”

Riceviamo e pubblichiamo: 
 
L’accoglienza delle famiglie di profughi che richiedono asilo politico deve essere gestita dai Comuni e non da soggetti terzi. Solo così si potrebbero evitare sprechi e utilizzi impropri delle risorse destinate all’accoglienza di queste persone, come purtroppo è accaduto anche nella nostra regione, e in più si garantirebbe un percorso sicuro di istruzione e formazione professionale per bambini e adulti”. È questa la proposta di Gianluca Sassi, consigliere regionale del M5S, contenuta in una risoluzione che verrà discussa nelle prossime sedute dell’Assemblea Legislativa che chiede alla Giunta di attivarsi per richiedere a Governo e Parlamento che siano proprio le amministrazioni pubbliche, senza oneri aggiuntivi, a gestire l’accoglienza dei rifugiati che richiedono asilo politico, con particolare attenzione alle famiglie. “Oggi tutto è affidato ad associazioni, onlus e cooperative che gestiscono le risorse stabilite a livello nazionale, poco più di 34 euro al giorno per ogni rifugiato – spiega Gianluca Sassi – Purtroppo non sono mancate le criticità, tra sprechi e utilizzi impropri, per non parlare di ruoli ambigui e collusioni dei gestori anche con la criminalità organizzata. Ecco perché, a nostro avviso, sarebbe più utile che ad occuparsi direttamente dell’accoglienza di queste persone siano i Comuni, senza nessun soggetto terzo a fare da intermediario”. Per il consigliere regionale del M5S i vantaggi di un coinvolgimento diretto dell’accoglienza delle famiglie richiedenti asilo non si esaurirebbero solo in una appropriata e controllata gestione delle risorse, ma potrebbero toccare altri aspetti. “Ci sarebbe sicuramente un miglioramento della gestione dell’accoglienza evitando sovraffollamenti, promiscuità e tensioni spingendo così verso una integrazione più immediata – aggiunge Gianluca Sassi – In più si darebbe l’opportunità alle famiglie inserite nei programmi di accoglienza di sostenere la permanenza presso immobili sfitti, oppure di farsi carico degli oneri relativi all’iscrizione di bambini e ragazzi alla scuola pubblica, così che possa essere garantita l'istruzione e l'apprendimento della lingua italiana e l'integrazione sociale di cui necessitano. In più si potrebbe agevolare l’opportunità per i genitori di partecipare ad attività di volontariato a favore di tutta la comunità, oppure entrare in un percorso di tirocinio presso aziende locali per acquisire competenze professionali o frequentare attività formazione professionale, così da favorire in tal modo l'integrazione, ed in un futuro l'autonomia economica”. Ecco perché la risoluzione presentata dal consigliere regionale del M5S chiede alla Giunta a “costituire tavoli tecnici fra Regione, Comuni, Prefetture ed altre Istituzioni competenti per accompagnare sotto i profili tecnico, giuridico e, sociale ed economico le operazioni di accoglienza diretta di richiedenti asilo realizzate direttamente dai Comuni”.

venerdì 16 ottobre 2015

Movimento 5 Stelle: Non giochiamo al GIOCO DELLE TRE CARTE con la POLIZIA PROVINCIALE, si rischia la perdita di PRESIDIO territoriale molto importante.

Riceviamo e pubblichiamo:


Già si era capito nella discussione sulla legge di riordino territoriale, ma in Commissione ne abbiamo avuto la certezza: la Giunta regionale sta per azzerare le funzioni della Polizia Provinciale di salvaguardia e controllo in materia ambientale
In base alla legge, entro il 31 ottobre, le province, dovranno stabilire quanto e quale personale dovrà restare in capo ad esse, per esercitare le funzioni di polizia in relazione alle funzioni fondamentali, in particolare la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e la regolazione della circolazione stradale ma a ciò, come già stanno facendo altre regioni d’Italia, dovrebbero essere aggiunti gli ulteriori e logici compiti di vigilanza ittico-venatoria-micologica e delle altre materie di cui la Polizia Provinciale si occupa da decenni con professionalità ma soprattutto con personale già formato, mezzi e strutture già presenti e dedicate a questo tipo di attività e che da domani, rischierebbero seriamente di non avere più alcuna vigilanza, con immani danni all’ecosistema naturale.
Questa mattina in commissione abbiamo proposto un emendamento alla legge di assestamento di Bilancio che avrebbe consentito, rispettando la scadenza fissata dalla norma nazionale del 31 ottobre, di salvaguardare il ruolo svolto fino ad oggi dalla polizia provinciale. L’emendamento prevede che la Regione eserciti le competenze di vigilanza ambientale ed ittico-venatoria oggi svolte dalla polizia provinciale, trasferendo il personale alla Regione, dislocandolo però nei Comuni privilegiando l’attuale distribuzione territoriale. Così si conserva appieno il ruolo di controllo e vigilanza in materia ambientale, in materia faunistico venatoria, prevenzione e repressione del bracconaggio. Non tocchiamo i compiti fondamentali, e interveniamo solo sull’organizzazione e sull’allocazione di questo personale. L’assessore Petitti, nel rifiutare questo emendamento, ci ha comunicato che sostanzialmente verrà “cambiata la pettorina” a questo personale lasciandolo in capo alle Province, anzi alle Aree Vaste che è la stessa cosa, ma facendone degli amministrativi, quindi, privandoli delle loro funzioni (che non si capisce se e da chi saranno svolte), con il loro costo a carico della Regione. Una sorta di gioco delle tre carte, dove il personale rimane dov’è, la Regione paga, ma spariscono le funzioni.
Dopo il depotenziamento del Corpo Forestale dello Stato, l’ennesimo colpo all’Ambiente. A cosa serve potenziare i reati ambientali se togliamo poi i controllori? Da parte nostra ci opporremo a questo scempio immotivato: abbiamo già depositato una proposta di legge regionale sulla riorganizzazione della Polizia Provinciale che non disperda al vento un patrimonio di conoscenze e competenze acquisito negli anni, attribuendo le funzioni di vigilanza e il controllo ambientale alla Regione sull’esempio della Lombardia.

mercoledì 14 ottobre 2015

IL GRUPPO REGIONALE DEL MOVIMENTO 5 STELLE A VERGATO PER UN SOPRALLUOGO IN OSPEDALE.


Il Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle informa:

Venerdì prossimo, 16 ottobre, la consigliera regionale del M5S Silvia Piccinini sarà a Vergato e visiterà la struttura sanitaria dell’Appennino in seguito alle voci di un possibile trasferimento del reparto di Ortopedia. Con lei ci sarà anche il consigliere comunale Massimo Gamberi.

Nei mesi scorsi le sorti della struttura sanitaria dell’Appennino bolognese era stata al centro di alcune interrogazioni presentate dalla consigliera regionale del M5S, in particolare per individuare la concretezza del rischio trasferimento del reparto di Ortopedia in un’altra sede Asl e lo scarso utilizzo di una TAC di ultima generazione a causa della mancanza di personale all’interno dell’ospedale.
Venerdì entreremo in ospedale per verificare in prima persona i disagi che da troppo tempo ci vengono segnalati – spiega Silvia Piccinini – Anche se l’assessore Venturi e la Giunta continuano a negare qualsiasi taglio per gli ospedali di provincia, il nostro sospetto è che si stia andando verso un progressivo depotenziamento dei servizi che in un prossimo futuro potrebbe portare a decisioni drastiche che il M5S contrasterà fino all’ultimo. Non si può calpestare il diritto alla salute dei cittadini con scelte scellerate come potrebbe essere quella del trasferimento di Ortopedia”.
La visita di Silvia Piccinini e del consigliere comunale Massimo Gamberi è prevista per le  15.


venerdì 18 settembre 2015

Movimento 5 Stelle dell'Emilia Romagna: “BASTA FAVORI ALLE COOP: DIMEZZARE L’IRAP ALLE ASP DELLA REGIONE”



Il Movimento 5 Stella dell’Emilia Romagna ha inviato:

“La Regione abbassi l’aliquota Irap per le Asp portandola almeno al livello previsto per le Cooperative sociali. È ora di finirla con i favori continui alle coop che di fatto hanno contribuito a portare in rosso il bilancio di quasi tutte le Aziende pubbliche di servizi alla persona”. Raffaella Sensoli, consigliera regionale del M5S e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali, ha presentato una interrogazione per chiedere alla Giunta prevedere una tariffa agevolata sull’Irap per le Asp presenti sul territorio regionale, proprio come succede per la cooperative e le onlus. “La Regione Emilia-Romagna attualmente assoggetta le ASP alla massima aliquota prevista, 8,50, ai fini IRAP, mentre ha ridotto quella per le Onlus e per le cooperative sociali immettendo il 3,21 per cento anziché il 3,90 – spiega Raffaella Sensoli – Alcune Regioni, come il Piemonte, lo hanno già fatto mentre altre hanno addirittura previsto un’esenzione totale. Crediamo che sia un provvedimento giusto e doveroso visto che una possibile riduzione avrebbe un effetto non drammatico per il bilancio regionale, ma decisamente miracoloso per i conti delle Asp che potrebbero chiudere i loro bilancio in pareggio o addirittura in attivo. Quello che proponiamo è che si tagli della metà l’aliquota, portandola al 4,50% o che in alternativa si pensi a una totale esenzione”. “Crediamo che sia arrivato il momento di finirla con la penalizzazione delle Asp a vantaggio del mondo della cooperazione – conclude la consigliera regionale del M5S – Il taglio dell’Irap è il minimo che si possa fare per cercare di limitare la distorsione fiscale che penalizza le Asp rispetto al mondo della cooperazione sociale, che già beneficia di altre e cospicue agevolazioni”.

martedì 8 settembre 2015

MONTE SOLE, SILVIA PICCININI del Movimento 5 Stelle NOMINTATA NEL CONSIGLIO D’INDIRIZZO DELLA FONDAZIONE




Riceviamo e riportiamo 
Silvia Piccinini, consigliera regionale del M5S, è stata nominata questa mattina, con voto dell’Assemblea Legislativa, come componente del consiglio di indirizzo della Fondazione della Scuola di Pace di Monte Sole. “Si tratta di un impegno che raccolgo con piacere e che ci permetterà di conoscere al meglio il lavoro svolto dalla Fondazione, il suo impegno quotidiano per il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia del valore della memoria – spiega la consigliera del M5S – Sarà anche l’occasione per noi di renderci conto di come vengono spesi i fondi pubblici che la Fondazione riceve, in un’ottica di rispetto del principio di trasparenza che da sempre rappresenta un punto cardine del Movimento 5 Stelle”. La nomina a componente del consiglio indirizzo della Fondazione non prevede nessuna retribuzione aggiuntiva, né gettone di presenza. La consigliera Piccinini che ha ricevuto 15 voti nel corso della votazione di questa mattina, mentre 30 voti sono andati a Stefano Caliandro, capogruppo PD, che ha ricevuto invece il sostegno dei consiglieri della maggioranza in Assemblea Legislativa.