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lunedì 12 febbraio 2018

Ai cinghiali piacciono i campi sportivi di Casalecchio di Reno

Vani i tentativi di dissuasione messi in atto nel tempo. Nei giorni scorsi un intervento mirato di abbattimento

La Polizia provinciale della Città metropolitana ha effettuato nei giorni scorsi un intervento mirato di abbattimento di un gruppo di cinghiali nella zona di Ceretolo a Casalecchio di Reno. Lo fa sapere l'amministrazione della città metropolitana, spiegando che l'intervento si è reso necessario perchè gli animali "continuavano a creare disagio" alla cittadinanza: "Malgrado i tentativi di dissuasione messi in atto nel tempo, i cinghiali continuavano ad insistere sugli impianti sportivi di Ceretolo, entrando anche all'interno dei campi da calcio". 
L'operazione, nella quale sono rimasti coinvolti sei esemplari, è stata eseguita dagli agenti nei campi immediatamente a monte rispetto agli impianti sportivi, "ai sensi dei piani di controllo vigenti".

Abbiamo cercato di rispondere alle segnalazioni arrivate dalla cittadinanza. Terremo monitorata costantemente la situazione – ha dichiarato il consigliere delegato alla Polizia provinciale Raffaele Persiano- e non mancheremo di agire nuovamente se ce ne fosse la necessità, come avevamo già fatto anche tra novembre e dicembre.”
Fonte: Bologna Today




lunedì 18 settembre 2017

Stagione venatoria, si inizia: cacciatori in aumento, 10 multe nel primo giorno di caccia

La Polizia Provinciale e le guardie ecologiche volontarie hano pattugliato il territorio anche su richiesta di intervento da parte dei residenti

Una decina di sanzioni amministrative, ma nessuna penale e nessun incidente. E' iniziata così la stagione venatoria stanziale 2017-2018, in cui la Polizia provinciale ha registrato un lieve incremento dei cacciatori presenti (817 contro i 700 dello scorso anno), in particolare di quelli provenienti da fuori provincia.

Per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini, cacciatori e non, la Città metropolitana di Bologna ha messo in campo dall'alba al tramonto 21 agenti e ufficiali del Corpo di polizia provinciale che hanno coordinato 60 Guardie volontarie.
Come di consueto la centrale operativa del Corpo di polizia provinciale e le pattuglie sul territorio hannorisposto alle segnalazioni, anche di disagio da parte di alcuni residenti, ed alle richieste di intervento provenienti sia da cittadini che dagli altri organi di Polizia. L'attività di vigilanza ha portato all'accertamento di 10 violazioni amministrative e nessuna violazione penale. Non si sono registrati incidenti con armi da fuoco. Riguardo ai carnieri esaminati dagli agenti sono state abbattuti: 89 fagiani, 81 lepri, 215 colombacci, 7 anatidi.

Gli ambientalisti avevano chiesto una moratoria sull'apertura della stagione, chiedendo di posticipare il via al fuoco dei fucili causa siccità, ma la Regione dopo aver preso in considerazione la richiesta non ha modificato il calendario venatorio. ( fonte, Bolognatoday)

venerdì 16 giugno 2017

La siccità e la temperature dell'acqua fatali per carpe e pesci-siluro. Nel Reno è moria.


da ANSA

Moria di carpe e pesci-siluro nel fiume Reno a Bologna. La Polizia Provinciale, intervenuta dopo le segnalazioni di diversi cittadini preoccupati per i molti pesci boccheggianti in superficie mentre altri galleggiavano già morti, ne ha recuperati oltre tre quintali nell'area fluviale in prossimità di via Chiarini.
    Immergendosi nelle acque del fiume, spiega una nota della Città Metropolitana, le guardie hanno salvato, reimmettendoli in corrente, i pochi pesci ancora in vita e hanno recuperato oltre tre quintali di pesci deceduti che galleggiavano a fior d'acqua, principalmente carpe e pesci-siluro.
    La causa della moria, viene spiegata, è legata all'anossia provocata dall'abbassamento del livello idrico dovuto alla prolungata siccità e all'innalzamento della temperatura dell'acqua.
    Al momento si esclude come causa la presenza di sostanze inquinanti, visto che le acque erano limpide e il fenomeno si è verificato nei punti di maggior secca.

martedì 28 febbraio 2017

Bracconaggio: dai 'safari' alle armi da cecchini, multe salate e denunce.

La Polizia Provinciale ha sventato due battute: un autentico "safari" organizzato in un "Fondo chiuso" e fabbricati per squartare gli animali
 

Da Bologna Today




Tra domenica e lunedì sera la Polizia provinciale della Città metropolitana è intervenuta per fermare le attività di bracconaggio sul territorio. 
Un autentico “safari” è stato scoperto domenica a Casalecchio di Reno organizzato in un “Fondo chiuso”- ossia un fondo dove il proprietario chiede che sia inibita la caccia - da parte di quattro cacciatori provenienti dalla zona Alpi del Piemonte i quali, in spregio al divieto assoluto, avevano organizzato una battuta di caccia.
Gli agenti del distaccamento di Zola Predosa, con il supporto dei colleghi di Porretta, hanno interrotto l'azione illecita in corso trovando da subito un capriolo appena abbattuto e, tramite l'intervento di un cane da traccia di sangue, un altro a poca distanza ma sempre all'interno del fondo chiuso. L'animale era stato ferito ed era morto per le conseguenze dello sparo cercando di scappare dai cacciatori. 
Gli agenti hanno sequestrato le due carcasse di capriolo, tre fucili, tre carabine di precisione ed un coltello ed hanno elevato ai bracconieri sanzioni per quasi 5.000 euro.
Il secondo fatto è invece avvenuto in un'altra provincia, all'interno dell'Oasi del Contrafforte Pliocenico, zona di pregio naturalistico. 

Il personale del distaccamento di Monzuno ha individuato un bracconiere di Bologna che utilizzava dei fabbricati sia per celarsi nello sparo che per squartare successivamente indisturbato gli animali. Per rendere più efficace la sua azione utilizzava inoltre una carabina di precisione su cui aveva montato un visore notturno ed un puntatore a raggio laser, strumenti di fatto usati dai cecchini dei reparti speciali degli eserciti in zone di guerra.
 
Gli agenti della Polizia provinciale hanno sequestrato un cinghiale appena abbattuto assieme alla carabina di precisione. L'autore dei reati è stato poi denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Bologna.


venerdì 16 ottobre 2015

Movimento 5 Stelle: Non giochiamo al GIOCO DELLE TRE CARTE con la POLIZIA PROVINCIALE, si rischia la perdita di PRESIDIO territoriale molto importante.

Riceviamo e pubblichiamo:


Già si era capito nella discussione sulla legge di riordino territoriale, ma in Commissione ne abbiamo avuto la certezza: la Giunta regionale sta per azzerare le funzioni della Polizia Provinciale di salvaguardia e controllo in materia ambientale
In base alla legge, entro il 31 ottobre, le province, dovranno stabilire quanto e quale personale dovrà restare in capo ad esse, per esercitare le funzioni di polizia in relazione alle funzioni fondamentali, in particolare la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e la regolazione della circolazione stradale ma a ciò, come già stanno facendo altre regioni d’Italia, dovrebbero essere aggiunti gli ulteriori e logici compiti di vigilanza ittico-venatoria-micologica e delle altre materie di cui la Polizia Provinciale si occupa da decenni con professionalità ma soprattutto con personale già formato, mezzi e strutture già presenti e dedicate a questo tipo di attività e che da domani, rischierebbero seriamente di non avere più alcuna vigilanza, con immani danni all’ecosistema naturale.
Questa mattina in commissione abbiamo proposto un emendamento alla legge di assestamento di Bilancio che avrebbe consentito, rispettando la scadenza fissata dalla norma nazionale del 31 ottobre, di salvaguardare il ruolo svolto fino ad oggi dalla polizia provinciale. L’emendamento prevede che la Regione eserciti le competenze di vigilanza ambientale ed ittico-venatoria oggi svolte dalla polizia provinciale, trasferendo il personale alla Regione, dislocandolo però nei Comuni privilegiando l’attuale distribuzione territoriale. Così si conserva appieno il ruolo di controllo e vigilanza in materia ambientale, in materia faunistico venatoria, prevenzione e repressione del bracconaggio. Non tocchiamo i compiti fondamentali, e interveniamo solo sull’organizzazione e sull’allocazione di questo personale. L’assessore Petitti, nel rifiutare questo emendamento, ci ha comunicato che sostanzialmente verrà “cambiata la pettorina” a questo personale lasciandolo in capo alle Province, anzi alle Aree Vaste che è la stessa cosa, ma facendone degli amministrativi, quindi, privandoli delle loro funzioni (che non si capisce se e da chi saranno svolte), con il loro costo a carico della Regione. Una sorta di gioco delle tre carte, dove il personale rimane dov’è, la Regione paga, ma spariscono le funzioni.
Dopo il depotenziamento del Corpo Forestale dello Stato, l’ennesimo colpo all’Ambiente. A cosa serve potenziare i reati ambientali se togliamo poi i controllori? Da parte nostra ci opporremo a questo scempio immotivato: abbiamo già depositato una proposta di legge regionale sulla riorganizzazione della Polizia Provinciale che non disperda al vento un patrimonio di conoscenze e competenze acquisito negli anni, attribuendo le funzioni di vigilanza e il controllo ambientale alla Regione sull’esempio della Lombardia.

mercoledì 12 agosto 2015

POLIZIA PROVINCIALE: “LA REGIONE ASSORBA LE FUNZIONI DI VIGILANZA SULL’AMBIENTE”



Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, ha presentato una risoluzione per chiedere alla Giunta un impegno sul destino della Polizia Provinciale dopo l’abolizione dell’ente di riferimento.

“La Regione faccia chiarezza sul destino della Polizia Provinciale. Non possiamo permettere che chi fino ad oggi ha avuto un importantissimo ruolo nella vigilanza e salvaguardia dell’ambiente finisca a fare multe per divieto di sosta”. È questo l’allarme lanciato da Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, che ha presentato una risoluzione per chiedere alla Giunta di attivarsi riguardo alle funzioni e alle competenze della Polizia Provinciale che, a causa del caos generato della ‘falsa’ abolizione delle Province e della legge di riordino approvata dalla Regione, vedrebbe snaturate le sue funzioni. “Nella legge di riordino che la Giunta ha fatto approvare in fretta e furia prima della pausa estiva è rimasto in sospeso il destino della Polizia Provinciale – spiega Bertani – Il suo ruolo di vigilanza e salvaguardia dell’ambiente potrebbe sparire completamente, visto che c’è il rischio che il personale finisca con l’essere piazzato a fare multe per divieto di sosta nei vari comuni. Il PD in aula ci aveva promesso che sarebbe arrivato un emendamento del Governo che avrebbe risolto questa situazione ma al momento non c’è alcuna certezza”. Per questo visto che il decreto sugli Enti Locali appena approvato a Roma lascia aperto uno piccolo, anche se confuso, spiraglio per la risoluzione di questa vicenda, il M5S chiede alla Giunta di valutare di trasferimento alla Regione le funzioni di vigilanza ambientale e del relativo personale. Bisogna però fare in fretta, se non si agisce entro il 31 di ottobre, il personale sarà automaticamente trasferito alle Municipali. “In alternativa la Regione può mantenere comunque accorpate le funzioni della Polizia Provinciale attribuendole magari ai Comuni in forma associata – conclude Bertani – in modo tale che quelle competenze non vadano disperse e la vigilanza dell’ambiente non rimanga sguarnita. Almeno cerchiamo di evitare un altro depotenziamento dopo quello del Corpo Forestale”.