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martedì 10 febbraio 2026

Giorno del Ricordo, Casalecchio di Reno celebra le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

 



Oggi si celebra il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo forzato dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, nonché della complessa vicenda storica del confine orientale.

A Casalecchio di Reno, la commemorazione si terrà oggi, martedì 10 febbraio, alle ore 14, davanti al cippo commemorativo situato presso la rotatoria Piave/Ugo Bassi, lato cimitero. La cerimonia rappresenta un momento di raccoglimento e riflessione collettiva su una pagina dolorosa della storia nazionale.

Interverranno il sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri, l’assessore alla Memoria Andrea Gurioli e Chiara Sirk, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Sezione di Bologna (ANVGD). Saranno inoltre presenti assessori e consiglieri comunali, autorità civili e rappresentanti delle forze dell’ordine. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Il Treno del Ricordo

Anche quest’anno, in occasione del Giorno del Ricordo, il Comitato di coordinamento per le celebrazioni, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per lo Sport e i Giovani, promuove l’iniziativa “Il Treno del Ricordo. L’esodo giuliano-dalmata. Da Trieste a Taranto”, che nelle precedenti edizioni ha già coinvolto circa 20 mila visitatori, tra cui 3 mila studenti.

Il treno storico, allestito con una mostra multimediale dedicata all’esodo e alle vicende del confine orientale, farà tappa alla stazione di Bologna (binario 6 ovest) venerdì 14 febbraio alle ore 13. La mostra sarà visitabile fino alle 18.30 e, nell’occasione, è previsto un momento istituzionale.

L’esposizione resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito anche sabato 15 febbraio, dalle 9 alle 18.30, offrendo un’ulteriore opportunità di approfondimento e memoria, in particolare per le giovani generazioni.

lunedì 1 dicembre 2025

Marzabotto, seduta tesa in Consiglio comunale: sospensione dei lavori, arrivo dei Carabinieri e scontro sulle Foibe

 



Un’altra seduta ad alta tensione ha animato il Consiglio comunale di Marzabotto, conclusasi con la sospensione dei lavori da parte della sindaca Valentina Cuppi (nella foto), la chiamata dei Carabinieri e un acceso dibattito sull’intitolazione di uno spazio pubblico alle vittime delle Foibe.

La scintilla iniziale è partita dal punto all’ordine del giorno relativo al rinnovo del Consiglio di frazione Gardelletta–Quercia–Murazze, resosi necessario dopo le dimissioni di due dei quattro componenti. Le uscite hanno infatti determinato la decadenza dell’intero organismo e la presentazione, in Consiglio, della nuova proposta di nomina.

Nel dibattito, il capogruppo di Voce per Marzabotto, Morris Battistini ( nella foto), ha criticato il funzionamento delle consulte, sostenendo che molte delle dimissioni sarebbero dovute – a suo giudizio – alla scarsa motivazione dei componenti vicini alla maggioranza, presenti solo “per occupare posti disponibili” più che per reale interesse verso la comunità. Una posizione respinta dalla sindaca Cuppi.

La tensione è salita quando Battistini ha richiamato in aula una sua precedente vicenda giudiziaria, ricordando di essere stato scagionato dall’accusa di diffamazione legata a dichiarazioni sulle stesse consulte. La sindaca ha più volte invitato il consigliere a rimanere sul tema all’ordine del giorno, ma al suo rifiuto ha deciso di sospendere la seduta.

Battistini ha quindi chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, sostenendo di essere stato “ingiustamente zittito”. Alla ripresa dei lavori, Cuppi ha letto gli articoli del regolamento consiliare per dimostrare la correttezza del proprio operato. Poco dopo è giunto in aula un Carabiniere, mentre la discussione è proseguita con maggiore prudenza.

Il clima è tornato a scaldarsi durante la trattazione di un’interpellanza presentata dal gruppo Battistini, che chiedeva l’intitolazione di una piazza o di una via alle Vittime delle Foibe. La maggioranza ha proposto come alternativa una targa dedicata alle “vittime innocenti degli eventi tragici dell’area di confine italo-jugoslava 1943-45”, ritenendo inopportuno confondere  vittime con carnefici e includere persone che non meriterebbero un riconoscimento.

La capogruppo di Marzabotto Civica, Maria Francesca Carbonaro ( nella foto), ha chiarito che il termine “vittima” deve riferirsi a chiunque abbia subito una morte ingiusta, indipendentemente dal passato personale. Battistini ha accusato la maggioranza di voler evitare la parola “Foibe” per “nascondere le responsabilità dei partigiani comunisti di Tito”, e ha chiesto alla segretaria una verbalizzazione integrale degli interventi, dichiarando che avrebbe inviato la documentazione al Presidente della Repubblica.

Il confronto, sostenuto anche dalla lettura della normativa istitutiva del Giorno del Ricordo, si è protratto fino al raggiungimento di un testo condiviso che include esplicitamente il termine “Foibe”. La deliberazione è stata approvata quasi all’unanimità, con un solo voto contrario dalla maggioranza.

La sindaca ha infine precisato che, alla luce dei tempi stretti, sarà difficile organizzare la collocazione della targa e iniziative simili per il Giorno del Ricordo del prossimo 10 febbraio.

giovedì 8 febbraio 2024

10 febbraio, Giorno del Ricordo

L’invito del Ministero per la diffusione del ricordo degli eventi che portarono alla fuga della popolazione italiana dall’Istria e dalla Dalmazia 


Il Ministero dell’istruzione e del merito, attraverso il Gruppo di lavoro con le Associazioni degli Esuli istriani, Fiumani e Dalmati, è da anni impegnato a diffondere tra docenti e studenti la conoscenza dei tragici eventi e lo studio delle complesse vicende del confine orientale, promuovendo numerose iniziative volte alla riflessione critica e al ricordo delle vittime.

In considerazione del fatto che ricorrono i vent’anni dalla istituzione del Giorno del Ricordo, si invitano tutte le Istituzioni scolastiche a voler sensibilizzare, in prossimità del 10 febbraio, l’intera comunità scolastica attraverso la realizzazione di attività, convegni, incontri anche in collaborazione con le Associazioni degli Esuli, mirate a “valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero”.

sabato 9 settembre 2023

Per commemorare le vittime delle Foibe

 


Dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo 

Si è svolta questa mattina a Palazzo Chigi, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la seduta di insediamento del Comitato di coordinamento per le celebrazioni del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo istriano, fiumano e dalmata.

L’organismo, istituito con Dpcm dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si occuperà di assicurare un’efficace e coordinata programmazione delle iniziative e delle cerimonie promosse dalle Amministrazioni - con il coinvolgimento delle associazioni, degli enti e delle diverse realtà della società civile - per la solennità civile del 10 febbraio.

Nel corso del suo intervento introduttivo, il Sottosegretario Mantovano ha sottolineato la particolare attenzione e sensibilità del Presidente Meloni e la volontà del Governo, con il Comitato, di potenziare la sinergia e il coordinamento tra tutte le Amministrazioni dello Stato e il mondo dell'associazionismo impegnato per conservare la memoria e promuovere la conoscenza della tragedia delle foibe e dell'esodo.

Il Comitato si occuperà, inoltre, di coordinare le iniziative finalizzate a valorizzare il contributo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia allo sviluppo sociale e culturale dei territori dell'Adriatico orientale e per preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti in Italia e all'estero.

(Segnalato da Dubbio)

mercoledì 9 febbraio 2022

Casalecchio di Reno commemora il Giorno del Ricordo:

 


Il Comune informa:

Ogni anno il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. 

Giovedì 10 febbraio 2022, alle ore 10.30, davanti al cippo commemorativo presso la rotatoria di via Piave (lato cimitero), alla presenza delle istituzioni civili e militari, si terrà la cerimonia casalecchiese di commemorazione del Giorno del Ricordo.


Interverranno il sindaco Massimo Bosso e Giovanni Stipcevich, vice presidente ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia) Bologna.

Parteciperanno inoltre assessori e consiglieri comunali, autorità civili, forze dell’ordine.

La cittadinanza è invitata.

mercoledì 10 febbraio 2021

Sasso Marconi ha celebrato il 'Giorno del Ricordo', dedicato alle vittime italiane del regime comunista di Tito

Il Comune di Sasso Marconi informa:

Con la deposizione di una corona a Borgonuovo, nel piazzale intitolato alle Vittime delle Foibe, la città di Sasso Marconi ha celebrato il GIORNO DEL RICORDO, ricorrenza istituita nel 2004 dalla Presidenza della Repubblica per "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale".

Durante la cerimonia, alla presenza del Consigliere comunale Achille Chillari, dei rappresentanti di ANPI Sasso Marconi e dell'Associazione Nazionale Alpini Sasso/Casalecchio, il Vice Sindaco Luciano Russo, ha ribadito l'importanza del Giorno del Ricordo, per "dare una memoria, un riposo dovuto alle tante vittime innocenti di questa immane tragedia nella storia europea, con l'auspicio che proprio l'Europa possa essere l'antidoto, la via maestra per ritrovare la pace e l'armonia per tutti i popoli che così tanto hanno sofferto a causa delle discriminazioni etniche"

 

venerdì 13 novembre 2020

Uniti per Cambiare Marzabotto alla Giunta: “Intitoliamo una via o una piazza alle vittime delle Foibe”.

Il gruppo consiliare di minoranza a Marzabotto sollecita il gruppo amministrativo a dare concreto ricordo ai trucidati dalmati e istriani 

 





Quando il Comune intitolerà una via, quando una piazza con targa dedicata alle vittime delle Foibe ? E' la domanda che il gruppo consiliare Uniti per Cambiare Marzabotto ha rivolto alla Giunta Comunale con una interpellanza. “La ricerca per dare anche a Marzabotto un ricordo tangibile e una testimonianza duratura dei disgraziati eventi ai danni degli italiani dalmati e istriani che caratterizzarono la fase finale dell'ultimo conflitto mondiale era già iniziata con il sindaco Romano Franchi”, spiegano gli interpellanti. “Poi con il rinnovo dell'amministrazione comunale e l'insediamento della nuova giunta tutto si è fermato. Dare concretezza alla 'Giornata del Ricordo' crediamo sia doveroso, soprattutto a Marzabotto portabandiera del ricordo delle vittime dell'ultimo conflitto. Altrimenti si dovrà dedurre che ci sono vittime di serie A e di serie B”, concludono. Il sindaco Valentina Cuppi respinge con decisione quest'ultima affermazione. “Per quanto riguarda le vittime innocenti sono tutte sullo stesso piano” scrive nella risposta. “Il tema non è stato dimenticato”, assicura. “Saremo collaborativi nella ricerca di una soluzione ritenendo comunque inopportuno reintitolare una via già dedicata, nel rispetto di coloro cui oggi sono intestate”.

 

martedì 5 febbraio 2019

Galeazzo Bignami invita a una fiaccolata per ricordere la tragedia delle Foibe.

L'Onorevole Galeazzo Bignami scrive:

Come di consueto, mi permetto di invitarvi alla Fiaccolata in Ricordo dei Martiri delle Foibe venerdì 8 febbraio alle  18.30 a Bologna.

Il corteo partirà da via D’Azeglio angolo via Farini e si concluderà all'interno della Corte Comunale con la deposizione di una corona di fiori per ricordare i nostri connazionali uccisi barbaramente.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato 10 febbraio, intende ricordare tutti gli italiani vittime del regime comunista titino che per anni sono state ignorate dalla storiografia ufficiale e che, ancora oggi, vengono controvoglia ricordate dalle Istituzioni diventando, talvolta, oggetto di mero negazionismo storico così come affermato dall’Anpi di Rovigo non più di una settimana fa.

Le Foibe rimangono una delle pagine più vergognose della nostra storia. Abbiamo il dovere morale di mantenere vivo il ricordo di quello che fu il tragico destino degli esuli Italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, cacciati dalle loro terre e gettati vivi nelle Foibe.
 
Confidando di potervi incontrare in questa occasione, porgo i miei più cordiali saluti.





lunedì 1 ottobre 2018

Spregio alle vittime delle Foibe. PD di Sasso Marconi: "Si cerchino i responsabili"

La segreteria del Partito Democratico di Sasso Marconi replica all'accusa di essere silente riguardo allo spregio ai danni del monumento alle vittime delle Foibe a Borgonuovo e in una nota scrive:

Apprendiamo da un articolo comparso sul Blog locale ' Notizie dalle Valli del Setta e del Reno ', a
firma di Erika Seta, che a Borgonuovo la corona posta sul monumento alle Vittime delle Foibe sarebbe stata gettata lontano e che il monumento sarebbe stato oltraggiato.
La Segreteria del PD di Sasso Marconi ritiene che se quanto pubblicato sul Blog locale corrispondesse al vero, si tratterebbe di una grave offesa ai caduti delle Foibe e a tutti i martiri Istriani e Giuliano Dalmata.
Il PD di Sasso Marconi chiede alle autorità locali di verificare, attraverso la Polizia municipale, se i fatti
riportati corrispondano al vero e nel caso di sporgere denuncia alle autorità di Pubblica Sicurezza.
Si ricorda infine che il cippo dedicato ai caduti delle Foibe è stato istallato dalle precedenti Amministrazioni comunali di Sasso Marconi a guida Centro Sinistra e che i Caduti delle Foibe sono
ricordati anche nel nostro Comune il 10 febbraio di ogni anno nel Giorno del ricordo.

La Segreteria PD di Sasso Marconi

domenica 25 febbraio 2018

Martedì prossimo il Consiglio comunale di Casalecchio di Reno celebra il 'Giorno del ricordo'

Durante la seduta consiliare gli interventi-testimonianza di Marino Segnan e Muzio Vecchia

Dal Comune di Casalecchio di Reno
 
Martedì prossimo, 27 febbraio, all'interno della seduta del Consiglio comunale, è prevista una seconda parte, a partire dalle 17, interamente dedicata al Giorno del ricordo, la ricorrenza civile nazionale stabilita nella giornata del 10 febbraio “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati italiani durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra (1943-1945), e della più complessa vicenda del confine orientale” (art. 1 Legge 30 marzo 2004, n. 92).

 
Aprirà i lavori consiliari il saluto del presidente del Consiglio comunale Dario Palumberi, a seguire gli interventi-testimonianza di Marino Segnan, presidente provinciale Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Muzio Vecchia, cittadino casalecchiese all'epoca profugo istriano.

È possibile seguire la seduta consiliare anche in diretta streaming sul canale YouTube del Consiglio comunale di Casalecchio di Reno.

martedì 28 febbraio 2017

La Cuppi smentisce Battistini: " Marzabotto ha celebrato il Giorno del Ricordo".


La vicesindaco Valentina Cuppi, Assessore alla Cultura, Memoria, Relazioni Internazionali, Turismo e Comunicazione di Marzabotto, risponde alle accuse rivolte all'amministrazione comunale di non avere celebrato il 'Giorno del Ricordo' e documenta l'attività messa in atto per commemorare le tristi vicende delle Foibe e degli esuli istriani nel primo dopoguerra. Le accuse sono state avanzate del gruppo di opposizione guidato da Morris Battistini che ha anche informato il Prefetto di Bologna.

Scrive la Cuppi 

Nell'ambito delle celebrazioni per il Giorno del ricordo, che si commemora il 10 febbraio di ogni anno, gli alunni di terza media della scuola di Marzabotto l'8 febbraio hanno partecipato ad una lezione dell'Istituto Storico Parri sulle tragiche vicende che sono avvenute sul confine orientale a partire dal primo dopoguerra fino ad arrivare al secondo dopoguerra.

Il Comune di Marzabotto ha deciso di celebrare il Giorno del Ricordo rivolgendosi quest'anno ai ragazzi della propria scuola, in ottemperanza alla legge che ha istituito il Giorno del Ricordo con l'intento di ricordare la "tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale".




domenica 26 febbraio 2017

Marzabotto non ha celebrato la Giornata del Ricordo e la minoranza lo ha denunciato al Prefetto.


Di Morris Battistini


Abbiamo presentato al Prefetto di Bologna denuncia per la mancata celebrazione della Giornata del Ricordo del 10-11 febbraio scorso nel Comune di Marzabotto.
E' paradossale, oltreché inaccettabile, che il Comune di Marzabotto, simbolo ed esportatore di pace nel Mondo, tralasci la celebrazione della Giornata del Ricordo sulle Foibe, in totale spregio alla legge Nazionale che l'ha istituita.

Riteniamo questo episodio gravissimo e irresponsabile. Assenza che, ancora una volta, chiarisce decisamente come l' Amministrazione comunale etichetti i caduti delle stragi come vittime di serie A e di serie B. Evidentemente quelle delle Foibe sono di serie B.

Per questo abbiamo ritenuto fosse doveroso e necessario denunciare al Prefetto di Bologna l'atteggiamento colpevole, se non spregevole, dell'Amministrazione in carica nei confronti di una triste ricorrenza di valenza nazionale come quella della Giornata del Ricordo.

Ecco il testo inviato al Prefetto:

OGGETTO: Denuncia mancanza celebrazione Giornata del Ricordo

I sottoscritti Morris Battistini nato a Bologna il 28/01/1987 , e Maria Francesca Carbonaro nata a Locri il e 17/05/1981 in qualità di Consiglieri Comunali di Minoranza del gruppo Uniti per Cambiare Marzabotto presso il comune di Marzabotto denunciano quanto segue.
Il Giorno del ricordo è una solennità civile Nazionale Italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 essa commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo Giuliano-Dalmata.
Secondo la legge che l'ha istituito, al Giorno del ricordo è associato di solito il rilascio di una targa commemorativa, destinata ai parenti degli "infoibati" e delle altre vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell'attuale confine orientale durante l'ultima fase della seconda Guerra Mondiale e negli anni immediatamente successivi.
Il Comune di Marzabotto si ritiene da sempre comune di pace; pace che propaga con forza e determinazione in tutto il mondo.
Ha sempre sostenuto la necessità di tenere viva la memoria dei drammi nazifascisti perchè la storia e la sua memoria potessero aiutare il non ripetersi di tali tristi avvenimenti.
Ciò nonostante nessun evento è stato mai posto in essere al fine di ricordare le Vittime delle Foibe e dell'esodo Giuliano-Dalmata, al contrario delle numerose iniziative che vengono poste in essere in memoria soprattutto delle vittime degli eccidi ( vie, intitolazioni strade, scuole, politici....) e a nulla potrà servire affermare che la Scuola secondaria di Marzabotto ha partecipato all'evento tenutosi presso la sede della Regione: la scuola è un ente a sé stante, che ha deciso di partecipare ad una iniziativa lodevole, che si sarebbe potuta svolgere anche nel comune di Marzabotto, se non ci fosse stata l'inerzia dell'Amministrazione comunale.
Sempre per tale motivo, e a seguito dell'inerzia dell'Amministrazione Comunale di fronte a tale ricorrenza già nel 2015, nonché negli anni precedenti ( l'amministrazione era stata invitata a partecipare ad un incontro organizzato a Sasso Marconi nella giornata del ricordo, al quale però non ha mai partecipato) in data 10 Febbraio 2015 lo scrivente Gruppo Consiliare UCM presentava una mozione nella quale veniva espressamente richiesto e preteso un riconoscimento alle vittime delle foibe attraverso ad es. l'intitolazione di una piazza, di una strada, una lapide, o qualunque iniziativa volta al ricordo, in qualsiasi occasione ma soprattutto nella ricorrenza del 10 Febbraio, al fine di tenere vivo il ricordo di un pezzo di storia del nostro paese taciuta e insabbiata per oltre settant'anni.
A tale mozione rispondeva l'amministrazione comunale in data 27 Marzo 2015, la quale prometteva l'inizio di un percorso condiviso che desse il giusto decoroso ricordo, con prospettiva addirittura di decidere congiuntamente come commemorare tali vittime, anche attraverso l'apposizione di una targa a loro dedicata.
Così purtroppo non è stato.
Solo nel 2016 l'Amministrazione Comunale, in adesione alla legge n.92/2004 nonché dando seguito alla risposta suddetta, ha dato vita ad una serata che ha visto coinvolta la storica Dott.ssa Viola Santi ben nota per le proprie posizioni discutibili e di parte rispetto alle foibe, che purtroppo tutto ha fatto tranne che dare il giusto riconoscimento a tale dramma, ma nessun percorso condiviso, nessuna manifestazione o azione di ricordo o commemorazione è avvenuta.
Tale atteggiamento superficiale delle nostre istituzioni locali nei confronti di una legge istituita dal Parlamento è ormai inaccettabile, come è inaccettabile che la memoria sia ancora divisa dalla politica, e tutto ciò nonostante gli inviti dei vertici istituzionali, a partire dalla Presidente della Camera Boldrini "a ricordare per rinforzare la democrazia ".
Tale denuncia vuole sottolineare che non possono più esistere, nel 2017, morti di serie A e morti di serie B e nasce anche dal fatto che quest'anno si festeggia il 70/o anniversario del Trattato di pace di Parigi rendendo quindi essenziale che dopo tanti anni il legittimo riconoscimento diventi tangibile e non più frutto di parole scritte su un foglio.
Siamo stufi dell'indifferenza di quanti vogliono negare la sofferenza che coinvolge 356.000 persone inermi costrette a un doloroso esilio, morte nelle foibe. Un dramma collettivo che non può più essere giustificato come tragedia-reazione alla politica fascista o peggio ancora parlando di "falso storico".

VOGLIATE
Pertanto restituire la legittima dignità e decoro alle vittime delle Foibe e ai loro discendenti attraverso il giusto adempimento della legge nazionale n. 92/2004 anche nel Comune di Marzabotto


venerdì 17 febbraio 2017

GIORNO DEL RICORDO, UN TERZO DEI COMUNI BOLOGNESI NON L'HA CELEBRATO. BIGNAMI SCRIVE AL PREFETTO.

Riceviamo

Una lettera al Prefetto per evidenziare che un terzo dei Comuni bolognesi ha completamente ignorato il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92, mancando di realizzare "qualsiasi iniziativa volta a conservare la Memoria e la Storia di quei fatti".
A scriverla, il presidente del gruppo FI in Regione Galeazzo Bignami.

"Come ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - scrive Bignami - con l’approvazione di questa legge infatti 'Il Parlamento con decisione largamente condivisa ha contribuito a sanare una ferita profonda nella memoria e nella coscienza nazionale'. Purtroppo, nonostante la legge sia in vigore da oltre dieci anni, un terzo dei Comuni bolognesi anche quest’anno ha completamente ignorato le disposizioni previste dalla l. 92/04; e questo senza voler considerare come altri Comuni abbiano ricondotto l’osservanza del giorno del Ricordo agli eventi, importantissimi ma non sovrapponibili a mio modo di vedere, previsti e organizzati per la Giornata della Memoria; o ancora si siano limitati ad un cenno sulla propria pagina web o su qualche social network, disattendendo nei fatti il portato della legge".

"Auspico - conclude Bignami - che questa nota possa essere considerata quale spunto per una Sua autorevole riflessione, al fine di intraprendere, pur nel pieno rispetto dell’autonomia degli Enti Locali, iniziative per gli anni futuri".

Il testo integrale della lettera:


Bologna, 16 febbraio 2017

Alla Cortese Attenzione
Sua Eccellenza
Il Prefetto di Bologna
Dott. Ennio Mario     Sodano


Eccellenza,

come Lei sa con la legge 30 marzo 2004, n. 92 la Repubblica ha istituto il «Giorno del ricordo» in memoria delle Vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale individuando nella data del 10 febbraio la giornata da dedicare alla Memoria dei nostri connazionali travolti da quella immane e drammatica pagina di storia.
Come ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l’approvazione di questa legge infatti "Il Parlamento con decisione largamente condivisa ha contribuito a sanare una ferita profonda nella memoria e nella coscienza nazionale".
E’ forse superfluo evidenziare come mediante l’articolo 1 si disponga che in tale giornata si svolgano iniziative per diffondere la conoscenza di quei tragici eventi, con una particolare attenzione all’opera educativa presso le scuole di ogni ordine e grado.
Altresì all’art. 1, comma 2 si prevede “da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero”.



Purtroppo, nonostante la legge sia in vigore da oltre dieci anni, un terzo dei Comuni bolognesi anche quest’anno ha completamente ignorato le disposizioni previste dalla l. 92/04, mancando di realizzare qualsiasi iniziativa volta a conservare la Memoria e la Storia di quei fatti; e questo senza voler considerare come altri Comuni abbiano ricondotto l’osservanza del giorno del Ricordo agli eventi, importantissimi ma non sovrapponibili a mio modo di vedere, previsti e organizzati per la Giornata della Memoria; o ancora si siano limitati ad un cenno sulla propria pagina web o su qualche social network, disattendendo nei fatti il portato della legge.

E’ quindi con vivo rammarico che sottopongo alla Sua autorevole attenzione tale situazione, non potendo che prendere atto del disinteresse istituzionale dimostrato da tanti, troppi Comuni della Città Metropolitana di Bologna nei confronti di questa ricorrenza.

Auspico che questa nota possa essere considerata quale spunto per una Sua autorevole riflessione, al fine di intraprendere, pur nel pieno rispetto dell’autonomia degli Enti Locali, iniziative per gli anni futuri. Dare piena attuazione alla legge non significa solo adempiere ad un dovere formale come disposto dalla stessa, bensì mantenere vivo l’interesse storico ed umano su una delle pagine più buie della nostra Storia, per troppo tempo coperta da un silenzio che se perpetuato rischia di rendere vano quanto auspicato sempre dal nostro Presidente che ha rammentato come  "per troppo tempo le sofferenze patite dagli italiani giuliano-dalmati con la tragedia delle foibe e dell'esodo hanno costituito una pagina strappata nel libro della nostra storia". 
So di trovare in Lei un attento interlocutore avendo la Prefettura di Bologna sempre partecipato agli eventi Istituzionali previsti dal Comune di Bologna e dalla Regione per tale ricorrenza e per questo mi sono permesso di evidenziarle quanto contenuto in questa mia.
Confidando in un Suo cortese riscontro, Le porgo i miei migliori saluti.



Avv. Galeazzo Bignami

martedì 14 febbraio 2017

Per non dimenticare le FOIBE.


Sasso Marconi ha celebrato il 'Giorno del Ricordo' dedicato ai tristi eventi legati alle 'Foibe' e all'esito italiano da Istria e dalla Dalmazia. Una pagine della storia nazionale che 'opportunità politiche' imposero di 'dimenticare' e che invece ora si vuole riacquistare anche per completare la 'storia nazionale'. Le più coinvolte nella giornata le scolaresche di tutto il Comune.

di Eugenio Salamone

Le foibe sono cavità naturali di profondità variabile tipiche della regione istriana e del Carso, dove durante e subito dopo la seconda guerra mondiale furono gettati dai partigiani comunisti iugoslavi i corpi delle loro vittime, in maggioranza di etnia italiana.
Si è trattato di una vera e propria pulizia etnica volta a cancellare la presenza italiana nel territorio e l'esodo che ne è seguito (350'000 persone di ogni classe e ceto sociale) è una testimonianza più che sufficiente del clima di terrore che si doveva vivere.
Va detto che l'asprezza nei confronti degli italiani ha origine già nella seconda metà dell'ottocento con l'avvento del nazionalismo croato, come testimonia Antonio Bajamonti in un celebre discorso della Società Politica Dalmata a Spalato nel 1886: "Nessuna gioia, solo dolore e pianto, dà l'appartenere al partito italiano in Dalmazia. A noi, italiani della Dalmazia, non rimane che un solo diritto, quello di soffrire." 
 
Le foibe furono un massacro dove morirono, senza distinzioni, repubblichini di Salò, partigiani, autorità politiche, religiosi e civili che avevano la sola colpa di essere italiani; e tutto questo perchè l'unico obbiettivo dei partigiani comunisti iugoslavi era di cancellare la presenza italiana, sia che appartenesse alla Repubblica Sociale di Salò, sia che fosse del CLN, in modo da poter rivendicare ed annettere l'Istria e parte della Venezia Giulia e della Dalmazia al regime comunista iugoslavo.

« 1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
2. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di Istituzioni ed Enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. 
Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero. »
(legge n.92 del 30 marzo 2004)

Questo è il testo della legge istituita nel 2004, ma anche dopo la sua promulgazione, non si può certo dire che le istituzioni e la politica abbiano avuto la capacità di dare il giusto spazio a questa commemorazione. Ideologia, risentimento, strumentalizzazioni (dall'una e dall'altra parte), non hanno fatto altro che oscurare e danneggiare ulteriormente il ricordo di quei fatti.
Ora però, dopo anni e anni di tentativi per far comprendere il significato e il valore di questa tragedia a tutti, ci accorgiamo che le cose stanno finalmente cambiando, l'Amministrazione Comunale non presta più il fianco a certi squallidi tentativi per insabbiare il tema e anzi, se ne fa promotrice in maniera diretta, coinvolgendo le scuole e tramite noi gli amici dell'ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) nelle figure di Paolo Jelich e Marino Segnan. Persino la presenza dell'Anpi, che inizialmente ci fece pensare ad una strana "mescolata di carte in ultima mano", con in più un titolo per il convegno assai ambiguo, si è alla fine e finalmente dimostrata una presenza equilibrata che non ha fatto politica e non ha confuso la storia dandone una propria personale interpretazione.
Tre giorni di commemorazioni, convegno a teatro e al centro sociale di Borgonuovo, deposizione di una corona di fiori (un grazie a "unici '89" per il mazzo di fiori appesi al palo).
Questo, è il miglior regalo che si possa fare alla memoria del nostro amico e compaesano Alessio Ferretti e di tutti coloro che furono coinvolti in questa immane tragedia.

venerdì 10 febbraio 2017

Casalecchio di Reno celebra Giorno del Ricordo con Silvia Cuttin e il suo romanzo sulla città di Fiume.

Casalecchio di Reno celebra il Giorno del Ricordo (10 febbraio), la giornata che conserva e rinnova la memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Domani, sabato 11 febbraio alle 11, in Casa della Conoscenza, Silvia Cuttin presenterà il suo romanzo di recentissima pubblicazione Il vento degli altri, in un dialogo con Andrea Marchi, Vicepresidente Istituto Parri Emilia-Romagna. All'incontro parteciperanno anche Fabio Abagnato, Assessore comunale a Saperi e Nuove Generazioni, e Marino Segnan, Presidente del Comitato Provinciale di Bologna ANVGD – Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

L'ingresso è libero.

Il vento degli altri attraversa 80 anni della storia della città di Fiume, dal 1920 alla fine del XX secolo. Nella casa liberty di via Rossini convivono famiglie italiane di lunga appartenenza e di recente arrivo, croate, ebree immigrate dalla Polonia e ungheresi; la guerra e la successiva presa della città da parte dei titini lasceranno sul campo vittime e provocheranno separazioni. Personaggio centrale del libro e fonte della sua narrazione è Elena Superina, figlia di un medico della media borghesia italiana, costretta a rimanere nella città nel dopoguerra con il marchio degli "optanti" la cui decisione di rientrare in Italia non viene accolta. La vera protagonista di Il vento degli altri è però la città di Fiume/Rijeka, che nel Novecento attraversa sei appartenenze nazionali (corpus separatum del Regno di Ungheria, Stato libero, Italia, Germania, Jugoslavia e Croazia) mantenendo sempre la propria "individualità irriducibile" data da una molteplicità unica di voci, frutto di una storia complessa e spesso ancor oggi difficile da comprendere e accettare.

Silvia Cuttin ( nella foto) è nata e vive a Bologna, ma le sue origini mitteleuropee l'hanno portata a interessarsi ai luoghi vicini e lontani di provenienza della sua famiglia, tra cui Fiume. È autrice di I Giardini Margherita (Pendragon, 2008), testo storico scritto con Adriano Agrillo legato alla sua esperienza di coordinatrice del comitato "Salviamo i Giardini Margherita" dal 2001 al 2007, e del romanzo Ci sarebbe bastato (Epika, 2011), che descrive l'impatto delle leggi razziali del 1938 sulla comunità ebraica di Fiume.

È inoltre esposta dal 7 febbraio e liberamente visitabile fino a sabato 4 marzo, al piano terra di Casa della Conoscenza, una mostra bibliografica sul Giorno del Ricordo, basata su una selezione di romanzi e saggi sui massacri delle foibe e sull'esodo giuliano-dalmata curata e aggiornata ogni anno dalla Biblioteca C. Pavese, consultabile anche nella sezione "Biblioteca C. Pavese – Percorsi di lettura" del sito web www.casalecchiodelleculture.it.



mercoledì 10 febbraio 2016

FOIBE. RAINIERI: “LE ISTITUZIONI SUPERINO LE DIVISIONI E COSTRUISCANO UNA NUOVA EUROPA CAPACE DI RACCOGLIERE LE ISTANZE DEI TERRITORI”.



Riceviamo e pubblichiamo


Un minuto di silenzio e di raccoglimento in memoria delle vittime delle Foibe e perché cose del genere non accadano mai più”. 
Lo chiede il vice presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, Fabio Rainieri in occasione della Giornata del ricordo. “Il Giorno del ricordo – spiega l’esponete del Carroccio - è una solennità civile nazionale, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole conservare e rinnovare ‘la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale’. Una tragedia che troppo spesso si tende a dimenticare come se la cosa non ci riguardasse. Invece – continua – ci riguarda eccome. Davanti a tragedie di questo genere non è possibile tirarsi indietro e fare finta di nulla. Ai nostri giovani, al contrario, dobbiamo raccontare quello che è accaduto consapevoli che solo conoscendo quello che è stato si potranno evitare tragedie del genere in futuro”.
Le istituzioni – conclude Rainieri – devono avere il coraggio e la forza di superare le divisioni e mostrarsi unite per ricordare quello che è stato e lavorare fianco a fianco per costruire una nuova Europa che sappia raccogliere le istanze dei territori e della base e non essere l’ennesima rappresentazione dei poteri forti che altrimenti portano inevitabilmente a quello scontro che tutti vogliamo evitare”.


Per il 'Giorno del Ricordo'.

Riceviamo e pubblichiamo.

Al termine della II Guerra Mondiale più di 20.000 italiani furono barbaramente uccisi ed i loro cadaveri gettati nelle foibe, profonde cavità nel suolo del Carso, mentre centinaia di migliaia vennero cacciati dalle proprie case dalle milizie comuniste titine, in una pulizia etnica finalizzata ad ottenere l’annessione di quelle terre alla Jugoslavia, poi sancita dal Trattato di "pace" del 10 Febbraio 1947. Sono passati ormai dieci anni dall’istituzione del Giorno del Ricordo, tuttavia assistiamo a tentativi di negazionismo e revisionismo; l’Esodo ed i massacri delle foibe furono un crimine contro il nostro popolo ed è una realtà storica accertata, eppure c’è ancora chi si ostina a giustificarlo per ragioni ideologiche.

Per il secondo anno abbiamo fortemente voluto rendere omaggio ai Martiri della Venezia Giulia e della Dalmazia per sensibilizzare l'Appennino Bolognese - anche con una discreta partecipazione all’evento puramente divulgativo sui social - e lanciamo due chiari messaggi: "Noi non dimentichiamo" quanto hanno subito i nostri connazionali fieri della loro Patria e pronti all'estremo sacrificio, ed un monito a coloro che si ostinano a calpestare il dolore dei propri Fratelli. 

Invitiamo tutte le Amministrazioni Comunali del territorio ad intitolare una via, un parco od un luogo d'interesse pubblico ai Martiri delle Foibe ed impegnarsi nel rafforzare nelle scuole, con mostre ,conferenze e testimonianze dirette, la divulgazione storica affinchè il Ricordo diventi pratica quotidiana. Mai mancherà, infine, il nostro sostegno a quelle liste civiche che da anni si battono con passione e tenacia contro l’ostracismo politico per il riconoscimento ed il rispetto del Giorno del Ricordo.


martedì 9 febbraio 2016

Sasso Marconi celebra il GIORNO DEL RICORDO.



Domani, mercoledì 10 febbraio, la città di Sasso Marconi celebra il 'Giorno del Ricordo', la ricorrenza istituita dalla Repubblica Italiana (L. 92 del 30 marzo 2004) per ricordare le vittime delle Foibe e la complessa vicenda del confine orientale, con:

• la deposizione di una corona c/o il Largo intitolato alla vittime delle Foibe (ore 9.15) ovvero il piazzale della stazione ferroviaria di Borgonuovo
• una matinèe dedicata alle scuole (Teatro comunale, ore 10) con interventi delle autorità locali e una ricostruzione storica della vicenda delle Foibe, supportata da testimonianze e dalla lettura di brani in cui si parla dell’esodo dei profughi dall’Istria.


Ingresso aperto anche ai cittadini fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

L'impegno del Comune di Sasso Marconi per la ricorrenza del 'Giorno del Ricordo' è stato salutato con soddisfazione e gratitudine dal consigliere comunale Eugenio Salamone, da anni attivo nel consolidare il ricordo delle vittime delle Foibe:

Sasso Marconi ha avuto, fra i suoi cittadini, alcuni testimoni diretti di quei fatti,"  ha detto Salamone, “ si pensi al compianto amico Alessio Ferretti che per anni ha lottato affinchè fosse fatta luce su quello che era accaduto. Proprio il suo impegno per ricordare quello che furono le foibe ha portato l'amministrazione a dare sempre più attenzione verso il tema che dovrebbe, al di là di ogni differenza politica o di idee, unire tutto il popolo italiano in una memoria storica condivisa”.


mercoledì 15 aprile 2015

Al Fantini di Vergato, lezione pubblica sulle Foibe.



La ‘storia negata’ degli italiani dell'Istria e della Dalmazia legata alle tragiche delle esecuzioni sommarie della Foibe e all'esodo di massa che ne seguì, sono l’oggetto dell’incontro pubblico in programma per oggi, mercoledì 15 aprile alle 10, all’Istituto Fantini di Vergato.

L’iniziativa ha  il patrocinio di ‘conCittadini’,  della Presidenza del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna,  del Comune di Vergato e dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Bologna.