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mercoledì 11 febbraio 2026

Nascondeva un ordigno esplosivo sotto il letto: minorenne arrestato dai Carabinieri

 

Foto d’archivio


Un minorenne di origini egiziane, domiciliato nel territorio bolognese, è stato arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Casalecchio di Reno con l’accusa di detenzione illegale di esplosivi.

L’arresto è scaturito da una perquisizione domiciliare delegata dall’Autorità giudiziaria nell’ambito di un’attività investigativa avviata in seguito a una rapina e al porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Durante le operazioni, i militari hanno rinvenuto nell’abitazione del giovane un ordigno artigianale composto da 26 candelotti legati tra loro con nastro adesivo. L’esplosivo era nascosto all’interno di una valigia collocata sotto il letto della camera da letto.

Considerata l’elevata potenzialità offensiva del materiale, è stato richiesto l’intervento degli artificieri per le operazioni di messa in sicurezza. L’ordigno è stato quindi sequestrato.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, il ragazzo è stato accompagnato in una struttura della giustizia minorile, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare della custodia in un Istituto penale per i minorenni (IPM).

martedì 14 maggio 2013

Vergato e Sassuolo – Operazione ‘Engaged’. Eseguite tre ordinanze di custodia cautelare per tentata estorsione con utilizzo di ordigno esplosivo.




“Se non paghi ti ammazziamo in piazza a Vergato”.
In questo modo i componenti di una banda di estorsori si sono rivolti ad un imprenditore della Valle del Reno per farsi consegnare una grossa somma di denaro. Tra essi un ex dipendente dell’impresa che reclamava un grosso credito. Poi sono andati oltre e hanno posizionato davanti al cancello pedonale dell’abitazione un sacchetto di plastica con un ordigno esplosivo.
La vittima si è rivolta ai Carabinieri che, con una attenta e mirata azione di controllo, hanno individuato gli estorsori ed evitato che le minacce si tramutassero in azioni.
Ieri infatti, i Carabinieri  di Vergato, con la collaborazione del Nucleo Cinofili di Bologna e dei Carabinieri di Sassuolo, hanno arrestato i tre indiziati per  tentata estorsione aggravata.
La vicenda ha avuto inizio lo scorso gennaio, quando un ex dipendente di una ditta dell’Alta Valle del Reno si è presentato dal titolare vantando un credito di 130.000 euro, poi sceso a soli 30.000,  credito maturato, secondo l’ex dipendente,  a seguito di rapporti commerciali risalenti agli anni novanta. L’imprenditore si è rifiutato di pagare la somma e per ‘ indebolire la sua resistenza’ è stato avvicinato da due persone determinate a ‘convincerlo’ a versare la somma ad ogni costo.
Nei giorni successivi, anche la famiglia del titolare ha ricevuto delle minacce. L’imprenditore, temendo per la propria vita e per quella dei propri cari, si è allora rivolto ai Carabinieri di Marzabotto,  che hanno subito avviato le opportune indagini e individuato i due delegati che avevano fatto da porta voce all’artefice del piano.
I due sono un 32enne calabrese e un 52enne siciliano, entrambi con precedenti di polizia e residenti nel modenese. Le intercettazioni hanno confermato l’attività di estorsione messa in atto ad danni dell’imprenditore. Le intimidazioni risultano esplicite e spaventose: ‘se l’uomo non paga rimarrà vittima di un esecuzione nella piazza del paese mediante colpi da arma da fuoco’ riportava una telefonata.
La prospettiva di morire ammazzato per mano di due criminali si è poi materializzata la sera del 10 febbraio scorso, quando il perseguitato ha trovato davanti al cancello pedonale della sua abitazione un sacchetto di plastica con all’interno un ordigno esplosivo di fattura artigianale, composto di polvere pirica, una bottiglia piena di liquido infiammabile e un congegno elettronico per l’attivazione dell’innesco con telecomando. La bomba è stata disinnescata dagli Artificieri  e consegnata al RIS di Parma.
La svolta è arrivata con la scoperta di un’impronta lasciata sul congegno esplosivo da uno dei due sospettati. Individuata l’identità del primo , è stato più facile completare il quadro dei responsabili del gruppo.
Durante l’attività investigativa, i Carabinieri hanno trovato e sequestrato anche una pistola giocattolo priva del tappo rosso. I tre malviventi sono stati trasferiti in carcere. Oltre alla pesante accusa di tentata estorsione aggravata dovranno rispondere di porto di esplosivi.
Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna