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domenica 2 novembre 2025

Dossier Statistico Immigrazione 2025: a Bologna la presentazione regionale del rapporto IDOS

 Appuntamento martedì 4 novembre presso la Regione Emilia-Romagna



Sarà presentato martedì prossimo, 4 novembre, dalle 10 alle 13 presso la Sala Polifunzionale della Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro 52, Bologna), il Dossier Statistico Immigrazione 2025, a cura del Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con la rivista Confronti e il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.

L’evento, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, offrirà una panoramica aggiornata sui principali dati e tendenze riguardanti l’immigrazione a livello nazionale e regionale, con particolare attenzione agli aspetti sociali, economici e culturali.

Apriranno i lavori i saluti istituzionali di Luca Rizzo Nervo, delegato alle politiche migratorie del Gabinetto del Presidente della Regione Emilia-Romagna, e di Nicola Pedrazzi, redattore della rivista Confronti.

Seguiranno gli interventi di Valerio Vanelli, sociologo e co-direttore del capitolo regionale del Dossier, che illustrerà “L’edizione 2025 in Emilia-Romagna: caratteristiche e dinamiche demografiche”, e di Pietro Pinto, redazione Dossier Statistico Immigrazione, che presenterà i dati nazionali.

Spazio poi alle esperienze territoriali con Matilde Madrigali, assessora al Welfare del Comune di Bologna, che presenterà il progetto SAI – Bologna Cares!, e con Marwa Mahmood, assessora alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia, che affronterà il tema dell’interculturalità nelle scuole reggiane.

Interverranno inoltre Dario Bernard, sindaco di Portomaggiore (FE), e Isabella Pavolucci, segretaria regionale CGIL Emilia-Romagna, insieme a Carmelo Lavecchia, segretario regionale CISL Emilia-Romagna, per le conclusioni.

I lavori saranno coordinati da Sandra Federici, direttrice di Africa e Mediterraneo.

La partecipazione è libera, con iscrizione obbligatoria tramite apposito link disponibile sul sito di Africa e Mediterraneo. Sarà inoltre possibile seguire la presentazione in diretta streaming.

L’iniziativa è organizzata con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Lai-momo e Africa e Mediterraneo.

lunedì 10 settembre 2018

Immigrazione in un incontro a Marzabotto

di Francesco Manieri
presidente dell'Associazione di Promozione Sociale Libertà era restare

Sabato prossimo, 15 settembre, alle 20.30, nella Casa della Cultura di Marzabotto,  Elly Schlein, Riccardo Gatti e Francesco Piobbichi si confronteranno sul tema dell'immigrazione.

Avere la presenza di tre persone di tale livello e così impegnate  ha comportato qualche difficoltà e alcuni cambi di data.
Il momento politico è particolarmente delicato e non poteva capitare più opportuna di così questa occasione di dibattito.

Abbiamo voluto organizzare l'evento a Marzabotto per il forte legame che unisce l'Associazione Libertà Era Restare ai nostri luoghi della memoria e per l'unione  che si è andata costruendo in questi ultimi anni proprio fra Monte Sole e Lampedusa. Inoltre per dare anche a territori periferici come i nostri, qualche occasione di dibattito sociale e politico senza voler per forza sempre portare in città ogni iniziativa pubblica.


giovedì 27 ottobre 2016

I giovani Anci di centro destra. CASO GORINO, IL PRESIDENTE DI ANCI, DANIELE MANCA, DIMENTICA IL SUO RUOLO SUPER PARTES.

L'affermazione del presidente di Anci Giovani Emilia Romagna in merito ai fatti di Gorino ( nella foto) non trova la condivisione di tutti i consilieri dell'associazione, anzi c'è che lo smentisce e ne chiede le dimissioni. 

Battistini, Miranda e Cesario scrivono infatti: 
 
Fermo restando che l’episodio di Gorino, nel ferrarese, riaccende uno spinoso dibattito su una gestione dell’accoglienza che ormai è totalmente fuori controllo per l’inadeguatezza delle politiche nazionali messe in campo in tema di immigrazione ma anche di rimpatri qualora lo status di protezione internazionale non venga riconosciuto, riteniamo che le parole del presidente Anci Emilia-Romagna di questa mattina siano davvero inopportune.
Ancora una volta Daniele Manca dimostra di non assolvere al suo ruolo super partes, dimenticando le difficoltà di tanti sindaci e di tanti Comuni ai quali viene letteralmente imposta l’accoglienza senza possibilità di proferire parola. Paragonare l’episodio di Gorino ai rastrellamenti nazisti, poi, rievoca momenti bui della nostra storia che non sono minimamente accostabili all’odierna storia del nostro Paese che, tra sforzi, difficoltà e imposizioni, accoglie centinaia di migliaia di persone delle quali solo una minima percentuale ottiene di fatto l’asilo politico o una qualche forma di effettiva protezione internazionale. Peccato non aver sentito le stesse critiche, da parte di Manca, quando il sindaco Pd di Capalbio si è lamentato dell’arrivo di 50 profughi nella cittadina dei vip e degli intellettuali "radical chic".
Quanto accaduto a Gorino è il segnale chiaro ed evidente di una esasperazione popolare che sta toccando il culmine. E il sindaco Manca, invece di usare le solite accuse di “nazismo” che sistematicamente si tirano in ballo quando un Comune prova a respingere questa accoglienza forzata, dovrebbe attivarsi come presidente di Anci regionale per dare respiro ai Comuni su queste politiche che non sono più sostenibili. Non si è mai fatta la scelta seria di dare priorità a donne e bambini (le nostre strutture sono piene di uomini giovani e perfettamente in grado di lavorare che però vengono mantenuti in quanto senza documenti), con la conseguenza poi che quelle poche donne e bambini che effettivamente arrivano finiscono nel tritacarne mediatico per effetto di quella esasperazione che fa dire alla gente “non ne possiamo più”. A titolo esemplificativo, ricordiamo che nell'Hub regionale Mattei di Bologna sono arrivate, tra il primo gennaio e il 31 maggio 2016, 2616 persone di cui 2371 uomini (quasi tutti in età compresa tra i 15 e i 45 anni) e appena 245 donne.
Paradossalmente l’intervento di Matteo Renzi è stato decisamente più equilibrato, avendo parlato di una necessità di gestire meglio la situazione da parte dello Stato. Ecco, questo diciamo a Daniele Manca. Cominci a stare nel merito delle questioni. Si batta, all’interno di Anci regionale, affinché ai sindaci vengano dati gli strumenti per poter decidere sulle politiche di accoglienza e senza che si ritrovino, dall’oggi al domani, con strutture turistiche requisite per far posto ai profughi. Dica davvero che la priorità va data a donne e bambini. Affronti con gli altri sindaci il tema dei minori stranieri non accompagnati, che hanno famiglie nei loro Paesi di origine e che sono mantenuti dai nostri servizi sociali. Altrimenti, se Manca non se la sente di accettare queste sfide, rassegni le dimissioni da Anci regionale affinché sia eletto un sindaco maggiormente rappresentativo degli interessi collettivi.
Brigida Miranda - consigliera comunale Castel Guelfo di Bologna
Morris Battistini - consigliere capogruppo in consiglio comunale a Marzabotto
Wendalina Cesario - consigliera comunale Castel San Giovanni 
componenti Anci Giovani Emilia-Romagna

giovedì 29 settembre 2016

Conti pubblici, Renzi ammette: ‘Non ci hanno dato flessibilità’. Ma si prende 9,6 miliardi per sisma e migranti. Debito sale.

Sollecitato:

Il consiglio dei ministri ha varato in extremis martedì notte l'aggiornamento del Documento di economia e finanza. Crescita del pil rivista al ribasso: +0,8% quest'anno, contro il +1,2% del Def, e +1% nel 2017. Il rapporto deficit/pil 2017 si fermerà, sulla carta, al 2%, ma di fatto sale al 2,4% se si considerano le spese che secondo il governo sono "fuori patto" perché legate a "circostanze eccezionali". Debito/pil su al 132,8%: calo rinviato all'anno prossimo


di F. Q.


Crescita del pil più lenta (+0,8% quest’anno e +1% nel 2017), debito che continua a salire (al 132,8% dal 132,3 del 2015, mentre il calo è rinviato ancora una volta all’anno prossimo), rapporto deficit/pil che sulla carta scende dal 2,4% del 2016 al 2% del 2017. Ma solo sulla carta, perché di fatto il governo si prende comunque uno spazio di manovra che vale circa 9,6 miliardi. E su cui, stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi, è probabile che Bruxelles avrà da ridire. Quel che è certo, per ora, è che Matteo Renzi, presentando la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza licenziata dal consiglio dei ministri in zona Cesarini nella tarda sera di martedì, è stato costretto ad ammettere che la Commissione Ue non ha concesso la flessibilità che il premier invocava da mesi: “Non c’è flessibilità in questa Nota di aggiornamento”, ha detto in conferenza stampa, “perché con una decisione che non ci convince si è deciso che vale una sola volta e noi l’abbiamo utilizzata lo scorso anno“, come sottolineato dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker e dal commissario agli affari economici e monetari Pierre Moscovici. “Per me è un errore“.
6,5 miliardi per le “circostanze eccezionali”. Ma l’ultima parola spetta alla Ue – In compenso, ha continuato Renzi, “c’è uno 0,4% massimo di circostanze eccezionali che è altra cosa rispetto alla flessibilità e riguarda elementi che nessuno può contestare che sono sisma e immigrazione”. Tradotto: gli interventi post sisma e le spese per far fronte all’emergenza migranti giustificano secondo Palazzo Chigi e il Tesoro circa sei miliardi e mezzo di maggior deficit (lo 0,2% del pil per ognuna delle due “circostanze eccezionali”) che viene però considerato “fuori dal patto”. Vale a dire che non va a incrementare il rapporto deficit/pil rilevante ai fini del rispetto del Patto di stabilità, che in caso contrario sarebbe lievitato al 2,4%, valore identico a quello di quest’anno. Tutto da vedere se la Ue riterrà ragionevoli quelle stime e se concorderà con la tesi che quelle cifre non vanno conteggiate quando si valuterà se Roma ha rispettato il percorso di rientro concordato. Prima ancora, peraltro, la decisione dovrà essere approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta. C’è poi un ulteriore 0,2% pari alla differenza tra l’1,8% promesso a Bruxelles lo scorso maggio e il 2% messo nero su bianco sul Def. E anche su questo si dovrà ottenere il via libera. In tutto, fanno appunto 9,6 miliardi.

lunedì 16 novembre 2015

Controlli ai casolari abbandonati: tunisino latitante arrestato e marocchino inadempiente verso le disposizioni che disciplinano l'immigrazione denunciato.



Foto dei Carabinieri di Imola.
I Carabinieri di Castel San Pietro Terme e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo ai casolari abbandonati, hanno arrestato un 27enne tunisino, residente a Rimini e denunciato un 35enne marocchino, senza fissa dimora.
I due magrebini sono stati individuati sabato scorso, mentre bivaccavano all’interno di un edificio. A carico del tunisino è emerso un provvedimento di rintraccio del Tribunale di Rimini, emesso a giugno, per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poiché indagato per “lesioni gravissime”, mentre il marocchino è risultato inadempiente a un provvedimento che gli ordinava di abbandonare lo Stato Italiano, sulla base di un decreto di espulsione emesso ad aprile dal Prefetto di Bologna. L’arrestato è stato tradotto nel carcere di Bologna, mentre il denunciato è stato accompagnato presso gli uffici della Questura di Bologna per gli atti di rito concernenti la disciplina dell'immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero.
Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

giovedì 26 febbraio 2015

Sasso Marconi: Fortuzzi ancora all'attacco.



Il consigliere comunale di Sasso Marconi  Pietro Fortuzzi continua a incalzare il sindaco Stefano Nazzetti  con interrogazioni e a porre all'attenzione generale temi di grande attualità come ‘l’immigrazione’ e la ‘criminalità organizzata’. 

Come richiesto pubblichiamo i voluntini distribuiti in questi giorni dal consigliere nei bar e nei luoghi pubblici.  

 

 

martedì 14 ottobre 2014

Bologna. DA OGGI A DOMENICA 19 OTTOBRE , PRIMO FESTIVAL DEL METICCIATO.



Con il titolo ‘IMMIGRAZIONE: IN DIECI ANNI A BOLOGNA +105% DI RESIDENTI IMMIGRATI’, ci è stato inviato:

In dieci anni, tra il 2004 e la fine del 2013, nella sola Bologna la popolazione residente è passata da 944.279 a 1.003.915 abitanti con una crescita di 59.638 unità (+6,3%), di cui solo 990 sono di nazionalità italiana. Gli altri 58.648 sono residenti di altre nazionalità che negli ultimi dieci anni sono passati dai 55.837 del 2004 ai 114.485 del 2013, con un incremento del 105%. È quanto emerge dalle elaborazioni di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, sulla base dei dati dell’Osservatorio provinciale immigrazione.
E’ da questa situazione – comunica Uecoop – che prende le mosse il primo “Festival del meticciato” che vede tra gli organizzatori la Cooperativa Iusta Res, organizzazione impegnata nel settore dell’inserimento e integrazione di giovani svantaggiati nel mondo della scuola e del lavoro.
L’obiettivo del Festival è creare nella società multiculturale odierna un patrimonio comune condiviso tra chi in Italia vive da sempre e chi invece è o vuole diventare italiano per acquisizione o chi nel nostro Paese vuole rimanere solo per pochi anni.
A Bologna, nell’arco di una settimana, da ieri, 13 ottobre, a domenica 19, antropologi, giuristi, docenti di lingua italiana, storici, alimentaristi, educatori, operatori sociali, si confronteranno e realizzeranno laboratori pratici nelle sedi dei centri culturali Montanari (via di Saliceto, 3/21), Croce Del Biacco (via Giuseppe Rivani, 11) G. Costa (via Azzo Gardino 48). Tra gli altri interverranno l’antropologa Elisabetta Capelli, docente dell’Università di Roma Tre; Rosa Pugliese, ricercatrice e docente di Didattica della lingua italiana all’Università di Bologna; Raffaele Riccio, docente di storia e Filosofia ed esperto di Storia dell’Alimentazione; Luca Falasconi, ricercatore del dipartimento Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna; Rita Paradisi, responsabile dell’osservatorio Immigrazione della provincia di Bologna.
Dai convegni dei primi quattro giorni, quando si parlerà degli scambi culturali internazionali, di didattica della lingua italiana per stranieri, di diritti essenziali della persona di storia dell’alimentazione, di recupero delle aree cittadine periferiche (a partire dal quartiere Pilastro), si passerà alle ultime tre giornate quando verranno realizzati laboratori pratici di cucina, di scrittura, di disegno, di lettura e creazione di favole, fino ai giochi di una volta, italiani e stranieri.
Per avere maggiori informazioni su partecipanti e programmi: www.festivaldelmeticciato.it.

Info: Francesco Bonfiglioli, presidente cooperativa Iusta Res, cell. 3406162913

martedì 12 agosto 2014

Immigrazione: botta e risposta con Galeazzo Bignami.




Bignami
Riceviamo e pubblichiamo un’intervista a Galeazzo Bignami sull’immigrazione.

Bignami, Lei è apertamente contro l'operazione Mare Nostrum. Questa però è un'operazione umanitaria, finalizzata a salvare vite umane. Non pensa che il Governo abbia il dovere morale di intervenire?
In realtà questa operazione costituisce un incentivo a scafisti e trafficanti di uomini che, salpando con navi-carrozzoni stipate di individui sanno che la nostra Marina, appena avvistati, li soccorrerà. I viaggi della speranza andranno pressoché sempre a buon fine e quindi gli scafisti esigeranno prezzi sempre più alti. Questo traffico ignobile è incentivato così di fatto dal Governo italiano.

Non può negare che gli immigrati sono una risorsa. Basti guardare il calo demografico salvato solo dalle nascite degli immigrati. Insomma, queste persone costituiscono una opportunità per tutta la Nazione.
Secondo me sono una opportunità solo per le sinistre che speculano sopra il dramma di questi disperati. Appena sbarcate queste persone vengono inquadrate nei centri di accoglienza gestiti da coop rosse e istruite da CGIL, PD, SEL, ecc. sui diritti da pretendere e sulle richieste da fare: ricongiungimenti familiari, assegnazione di case, inserimenti lavorativi... Un giro di danaro in mano alle organizzazioni di sinistra, le quali, incuranti, proseguono in questo mercato. Fingendo di ignorare il prezzo altissimo che stiamo pagando...

Più di una vita umana? E quale sarebbe?
Il sacrificio della nostra Identità nazionale. Queste persone, sfruttando la mentalità e il buonismo della sinistra, stanno logorando la nostra identità nazionale con richieste inaccettabili come l'apertura di moschee o la rimozione dei Crocefissi. Se noi lo facessimo a casa loro, sa cosa farebbero? Nella migliore delle ipotesi ci taglierebbero la gola.

Però fanno lavori che gli italiani non sono disposti a fare...
Gli Italiani, oggi più che mai, sono disponibili ad ogni occupazione. 4.000.000 di immigrati regolari sono 4.000.000 di posti di lavoro in meno per gli italiani. Senza contare che gli stipendi spesso vengono inviati a casa loro, depauperando ancor più la nostra economia già in crisi.

Ma non penserà che possiamo girarci dall'altra parte e ignorare le migliaia di persone che muoiono tutti i giorni in Africa!
Vorrei che il Governo si preoccupasse innanzitutto di salvare le migliaia di cristiani uccisi dai fondamentalisti islamici in Iraq. O che impegnasse la nostra Marina a riportare a casa non barconi di immigrati, ma i nostri Marò.

Non mi risponde alla domanda. Li lasciamo morire?
I veri disperati sono quelli che rimangono, non quelli che trovano 10.000 euro per pagare gli scafisti. La soluzione vera è un'altra e potrebbe divenire un'opportunità: investire a casa loro realizzando infrastrutture e ricchezza e consentendo anche alle nostre aziende di operare su mercati extra-Ue. In questo consisteva l'operazione che Berlusconi fece con Gheddafi: bloccare i flussi verso l'Italia e garantire investimenti per miliardi di euro. Un'operazione in conflitto con gli interessi della Francia la quale infatti scatenò la guerra civile in Libia travolgendo gli interessi italiani. Sorprende che nessuno lo ricordi e chieda conto dei danni causati delle politiche UE all'Italia su questo versante (e non solo...). Ma l'UE dovrà fare i conti con questo problema, a forza o a ragione.

Cosa intende?
Questi clandestini ovviamente arrivano privi di documenti, certificati e quant'altro e pertanto, appena agganciati dalle nostre navi militari, divengono un pericoloso viatico per l'ingresso di virus e malattie, come già denunciato dall'OMS. Il Governo non si preoccupa di censirli o di sottoporli a quarantena ed anzi li invia immediatamente, come accaduto anche per il nostro territorio, con aerei di Stato in giro per l'Italia. Solo quando arrivano qui ci si preoccupa di sottoporli a costosissime visite, con tutti i rischi del caso.

Ma con questi ragionamenti non teme che l'accusino di razzismo e discriminazione?
Mi assumo la responsabilità di quel che dico e dico che i veri discriminati sono gli italiani. I clandestini vengono trattati molto meglio di un qualsiasi pensionato o giovane disoccupato (o anche non giovane...): 30€ al giorno di rimborsi, schede telefoniche, biancheria, vitto e alloggio, corsi di formazione per inserimento lavorativo... Tutto ciò quando il lavoro manca soprattutto agli italiani e tanti pensionati devono vivere con 400€ al mese. Mi chiedo: se Renzi sostiene che con 80 € si fa la spesa per due settimane, perchè a questi soggetti diamo 30 € al giorno?

Ma concretamente Lei cosa ha fatto in questi mesi? Perché altrimenti...
Ho presentato denunce, esposti, esponendomi in prima persona. Ho informato la stampa e l'opinione pubblica, depositato interrogazioni, svolto manifestazioni. Mi sono preso attacchi e critiche, ma ne sono fiero. Per tutelare gli italiani, per garantire l'aiuto a chi ha davvero bisogno, va applicata l'unica regola possibile, anche se dura da digerire.

Sarebbe?
Inutile girarci attorno: prima dei diritti, vengono i doveri. Chi entra in Italia clandestinamente non può nascondersi dietro lo status di rifugiato: va rimandato a casa propria; non può pretendere tutela da quelle leggi che lui, entrando clandestinamente, ha per primo violato. Insomma, non si possono accampare diritti senza rispettare i doveri. E questo vale anche per le sinistre che non hanno alcun diritto di dilapidare quelle poche risorse ancora disponibili regalandole a tutti. Anzi, noi tutti abbiamo il dovere di preservarle per i nostri figli, come i nostri padri le preservarono per noi. Questo è l'unico modo per aiutare davvero il prossimo. Comportarsi diversamente non è solidarietà, è dissolutezza.

domenica 19 gennaio 2014

Manes Bernardini: “Kyenge, lei mi è debitrice, mi promise un incontro. ora mantenga la parola”.



Da Lega Nord

“Cara Signora Kyenge, sono creditore nei suoi confronti. Aspetto di riscuotere”, sostiene il  responsabile immigrazione della Lega Nord e consigliere regionale Manes Bernardini.
“Caro ministro, mi aveva promesso un incontro, con tanto di stretta di mano. La cortesia e la serietà, che certo non Le fanno difetto, imporrebbero che Lei mantenesse la promessa”.  
 In quell’occasione il ministro aveva accettato l'invito di Bernardini a un incontro pubblico sull'immigrazione, dichiarando che ‘il confronto e l'ascolto non devono essere negati a nessuno, anche a chi la pensa diversamente da noi’. “Ogni promessa è debito. E non ho ragioni di pensare che Lei voglia disattendere una promessa,” aggiunge Bernardini . “Per cui mi aspetto un invito a un incontro-confronto pubblico per spiegare le nostre ragioni e illustrare i veri numeri dell'invasione che il nostro Paese sta subendo. Io ci sono,” conclude Bernardini, “ ma Lei non si nasconda. Non Le farebbe onore”.