Fermo
restando che l’episodio di Gorino, nel ferrarese, riaccende uno
spinoso dibattito su una gestione dell’accoglienza che ormai è
totalmente fuori controllo per l’inadeguatezza delle politiche
nazionali messe in campo in tema di immigrazione ma anche di rimpatri
qualora lo status di protezione internazionale non venga
riconosciuto, riteniamo che le parole del presidente Anci
Emilia-Romagna di questa mattina siano davvero inopportune.
Ancora
una volta Daniele Manca dimostra di non assolvere al suo ruolo super
partes, dimenticando le difficoltà di tanti sindaci e di tanti
Comuni ai quali viene letteralmente imposta l’accoglienza senza
possibilità di proferire parola. Paragonare l’episodio di Gorino
ai rastrellamenti nazisti, poi, rievoca momenti bui della nostra
storia che non sono minimamente accostabili all’odierna storia del
nostro Paese che, tra sforzi, difficoltà e imposizioni, accoglie
centinaia di migliaia di persone delle quali solo una minima
percentuale ottiene di fatto l’asilo politico o una qualche forma
di effettiva protezione internazionale. Peccato non aver sentito le
stesse critiche, da parte di Manca, quando il sindaco Pd di Capalbio
si è lamentato dell’arrivo di 50 profughi nella cittadina dei vip
e degli intellettuali "radical chic".
Quanto
accaduto a Gorino è il segnale chiaro ed evidente di una
esasperazione popolare che sta toccando il culmine. E il sindaco
Manca, invece di usare le solite accuse di “nazismo” che
sistematicamente si tirano in ballo quando un Comune prova a
respingere questa accoglienza forzata, dovrebbe attivarsi come
presidente di Anci regionale per dare respiro ai Comuni su queste
politiche che non sono più sostenibili. Non si è mai fatta la
scelta seria di dare priorità a donne e bambini (le nostre strutture
sono piene di uomini giovani e perfettamente in grado di lavorare che
però vengono mantenuti in quanto senza documenti), con la
conseguenza poi che quelle poche donne e bambini che effettivamente
arrivano finiscono nel tritacarne mediatico per effetto di quella
esasperazione che fa dire alla gente “non ne possiamo più”. A
titolo esemplificativo, ricordiamo che nell'Hub regionale Mattei di
Bologna sono arrivate, tra il primo gennaio e il 31 maggio 2016, 2616
persone di cui 2371 uomini (quasi tutti in età compresa tra i 15 e i
45 anni) e appena 245 donne.
Paradossalmente
l’intervento di Matteo Renzi è stato decisamente più equilibrato,
avendo parlato di una necessità di gestire meglio la situazione da
parte dello Stato. Ecco, questo diciamo a Daniele Manca. Cominci a
stare nel merito delle questioni. Si batta, all’interno di Anci
regionale, affinché ai sindaci vengano dati gli strumenti per poter
decidere sulle politiche di accoglienza e senza che si ritrovino,
dall’oggi al domani, con strutture turistiche requisite per far
posto ai profughi. Dica davvero che la priorità va data a donne e
bambini. Affronti con gli altri sindaci il tema dei minori stranieri
non accompagnati, che hanno famiglie nei loro Paesi di origine e che
sono mantenuti dai nostri servizi sociali. Altrimenti, se Manca non
se la sente di accettare queste sfide, rassegni le dimissioni da Anci
regionale affinché sia eletto un sindaco maggiormente
rappresentativo degli interessi collettivi.
Brigida
Miranda - consigliera comunale Castel Guelfo di Bologna
Morris
Battistini - consigliere capogruppo in consiglio comunale a
Marzabotto
Wendalina
Cesario - consigliera comunale Castel San Giovanni
componenti
Anci Giovani Emilia-Romagna
