Visualizzazione post con etichetta Terremoto Centro Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Terremoto Centro Italia. Mostra tutti i post

giovedì 29 settembre 2016

Conti pubblici, Renzi ammette: ‘Non ci hanno dato flessibilità’. Ma si prende 9,6 miliardi per sisma e migranti. Debito sale.

Sollecitato:

Il consiglio dei ministri ha varato in extremis martedì notte l'aggiornamento del Documento di economia e finanza. Crescita del pil rivista al ribasso: +0,8% quest'anno, contro il +1,2% del Def, e +1% nel 2017. Il rapporto deficit/pil 2017 si fermerà, sulla carta, al 2%, ma di fatto sale al 2,4% se si considerano le spese che secondo il governo sono "fuori patto" perché legate a "circostanze eccezionali". Debito/pil su al 132,8%: calo rinviato all'anno prossimo


di F. Q.


Crescita del pil più lenta (+0,8% quest’anno e +1% nel 2017), debito che continua a salire (al 132,8% dal 132,3 del 2015, mentre il calo è rinviato ancora una volta all’anno prossimo), rapporto deficit/pil che sulla carta scende dal 2,4% del 2016 al 2% del 2017. Ma solo sulla carta, perché di fatto il governo si prende comunque uno spazio di manovra che vale circa 9,6 miliardi. E su cui, stando alle indiscrezioni dei giorni scorsi, è probabile che Bruxelles avrà da ridire. Quel che è certo, per ora, è che Matteo Renzi, presentando la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza licenziata dal consiglio dei ministri in zona Cesarini nella tarda sera di martedì, è stato costretto ad ammettere che la Commissione Ue non ha concesso la flessibilità che il premier invocava da mesi: “Non c’è flessibilità in questa Nota di aggiornamento”, ha detto in conferenza stampa, “perché con una decisione che non ci convince si è deciso che vale una sola volta e noi l’abbiamo utilizzata lo scorso anno“, come sottolineato dal presidente della Commissione Jean Claude Juncker e dal commissario agli affari economici e monetari Pierre Moscovici. “Per me è un errore“.
6,5 miliardi per le “circostanze eccezionali”. Ma l’ultima parola spetta alla Ue – In compenso, ha continuato Renzi, “c’è uno 0,4% massimo di circostanze eccezionali che è altra cosa rispetto alla flessibilità e riguarda elementi che nessuno può contestare che sono sisma e immigrazione”. Tradotto: gli interventi post sisma e le spese per far fronte all’emergenza migranti giustificano secondo Palazzo Chigi e il Tesoro circa sei miliardi e mezzo di maggior deficit (lo 0,2% del pil per ognuna delle due “circostanze eccezionali”) che viene però considerato “fuori dal patto”. Vale a dire che non va a incrementare il rapporto deficit/pil rilevante ai fini del rispetto del Patto di stabilità, che in caso contrario sarebbe lievitato al 2,4%, valore identico a quello di quest’anno. Tutto da vedere se la Ue riterrà ragionevoli quelle stime e se concorderà con la tesi che quelle cifre non vanno conteggiate quando si valuterà se Roma ha rispettato il percorso di rientro concordato. Prima ancora, peraltro, la decisione dovrà essere approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta. C’è poi un ulteriore 0,2% pari alla differenza tra l’1,8% promesso a Bruxelles lo scorso maggio e il 2% messo nero su bianco sul Def. E anche su questo si dovrà ottenere il via libera. In tutto, fanno appunto 9,6 miliardi.