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domenica 17 maggio 2026

Sasso Marconi riscopre Maurizio Osti: arte, memoria e identità nei Marconi Days 2026



In occasione dei Marconi Days 2026, il Comune di Sasso Marconi ha promosso una riflessione sulla memoria storica e artistica del territorio attraverso opere, testimonianze e documenti capaci di intrecciare cultura visiva, identità collettiva e ricerca estetica. Al centro dell’iniziativa, la figura di Maurizio Osti ( nella foto in basso), artista nato a Sasso Marconi nel 1944 e protagonista di un importante percorso nel panorama della ricerca artistica contemporanea.


Tra i riferimenti culturali richiamati durante l’incontro emerge il volume Sasso e Marconi nelle cartoline d’epoca, curato da Giuseppe Dall’Olio con testi di Francesco Fabbriani e pubblicato in occasione del 40° anniversario del Circolo Filatelico. L’opera raccoglie immagini storiche del paese e delle sue borgate, offrendo un prezioso racconto iconografico delle trasformazioni urbanistiche, paesaggistiche e sociali del territorio tra la fine dell’Ottocento e il dopoguerra.

In una e-mail inviata il 1° gennaio 2007 a Giuliano “Nanni”, Osti definiva il volume «un documento dell’infanzia del paese», capace di testimoniare «ciò che è andato perduto e ciò che il dopoguerra ha conservato». L’artista sottolineava inoltre il valore della raccolta come ritratto progressivo di Sasso Marconi, costruito grazie alla passione e alla meticolosa ricerca di un collezionista.

Particolarmente significativa, secondo Osti, anche la sezione dedicata a Guglielmo Marconi, figura che con il proprio nome ha reso il paese riconoscibile a livello internazionale.


Tra le opere donate al Comune di Sasso Marconi spicca Elogio della Bellezza, litografia offset realizzata da Maurizio Osti e stampata da Pazzini Editore di Verucchio nel giugno 2013.

L’opera, in tiratura limitata di 150 copie firmate e numerate a mano, nasce da un testo poetico concepito nel 1999 come testimonianza spirituale e riflessione sulla natura inesauribile della bellezza. Nel 2002 il testo assume la forma di manifesto poetico e artistico, integrando ricerca tipografica, poesia visiva, arte concettuale e sperimentazione grafica.

Il carattere utilizzato, il Folk Regular, è stato disegnato dallo stesso Osti e successivamente pubblicato dalla fonderia digitale FontFont di Berlino. La composizione tipografica e cromatica dell’opera allude al rapporto tra microcosmo e macrocosmo, sviluppando un intreccio di ritmi grafico-musicali che rendono il lavoro leggibile su tre livelli: poetico, grafico e artistico.


La copia n. 95/150 è stata consegnata al Comune il 1° ottobre 2025 come dono simbolico alla città natale dell’artista. Nella stessa occasione Osti ha donato anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria, dedicato alla strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

L’opera rievoca l’attentato terroristico attraverso un linguaggio grafico espressionista e fortemente emotivo, lontano da ogni neutralità formale. Il manifesto si propone come invocazione di giustizia e memoria civile, mantenendo viva la domanda di verità sulle responsabilità della strage che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.

Secondo Osti, il lavoro nasce dalla necessità di evitare ogni forma di rassegnazione estetica o istituzionale, trasformando il linguaggio grafico in testimonianza politica e morale.

Il critico d’arte Claudio Cerritelli ha individuato nell’opera di Osti una costante tensione poetica e conoscitiva:

«Osti è consapevole di frequentare metodologie grafiche affini alla sua ricerca d’artista ed è convinto di esprimere la medesima tensione poetica che caratterizza il suo modo di testimoniare l’arte come luogo dell’inafferrabile armonia».

Per Cerritelli, l’arte di Osti si fonda sulla ricerca delle contraddizioni come via necessaria per accedere a una conoscenza sensibile della bellezza.


L’iniziativa, svoltasi il 13 maggio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Sasso Marconi, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Parmeggiani ( nella foto), di Marilena Lenzi, di Maurizio Osti e della poetessa Mara Cini.


Particolare rilievo è stato dato al dialogo tra memoria della violenza e ricerca della bellezza: due dimensioni che, nelle intenzioni dell’artista, rappresentano poli opposti ma inseparabili dell’esperienza umana e civile.


Il percorso artistico di Maurizio Osti:

Maurizio Osti è nato a Sasso Marconi nel 1944. Ha insegnato “Tecniche grafiche speciali” e, dal 2004, il corso triennale di “Grafica” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua attività si sviluppa nei diversi ambiti della ricerca artistica e grafica.

La sua formazione si colloca nel clima delle neoavanguardie, nell’area della Poesia Visiva, della Nuova Scrittura, dell’Arte Concettuale e della Minimal Art. Ha partecipato a numerose mostre, tra cui Linee della ricerca artistica in Italia 1960-80 a Roma, l’Undicesima Quadriennale del 1986, Arte e Alchimia alla XLII Biennale di Venezia, Poesia Totale 1897-1987 a Mantova e Bologna Contemporanea 1975-2005.

Sul finire degli anni Settanta, Osti innesta nella propria ricerca una riflessione sul mito e sull’immagine, elaborando il concetto di “Icone d’Occidente”, termine da lui coniato nel 1994. Nel 2009 riceve il Premio Marconi per l’Arte Multimediale e nel 2014 viene invitato alla Biennale Disegno Rimini – Il nido delle idee a Castel Sismondo con la mostra Tra invenzione ed evocazione.

Nel corso della sua carriera ha ideato libri per l’infanzia, opere di grafica editoriale, manifesti, marchi, caratteri tipografici e progetti visivi di pubblica utilità. È inoltre autore di libri d’artista, tra cui Cantica (1972) e Most High Lord (Pazzini, 1993), dedicato alla traduzione del Cantico delle Creature di San Francesco realizzata da Ezra Pound.

Ha infine progettato, insieme a Jane Patterson, la famiglia di caratteri digitali FF Folk Font, pubblicata da FontShop International e distribuita  attualmente a livello internazionale da Monotype Inc .



mercoledì 31 gennaio 2024

Maurizio Osti espone le sue opere in Regione per Bologna- ART CITY 2024

 La raccolta ha per titolo "L'ordine del segno 1964-1978"



Da oggi, mercoledì 31 gennaio al 29 febbraio 2024 l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ospita la mostra dell’artista sassese Maurizio Osti "L'ordine del segno 1964-1978".



Un po’ dadaista, un po’ futurista, con tratti netti racconta il fervore degli anni ’60-’70, un periodo decisivo per l’arte contemporanea che ebbe in Bologna una delle sue capitali.

Come da tradizione, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sarà protagonista di Art City-Arte Fiera, il lungo week end dell’arte che ravviva le Due Torri.

Dopo Mario Nanni (l’artista con la cui esposizione nel 2017 iniziò il sodalizio tra viale Aldo Moro e Arte Fiera), Maurizio Bottarelli, Pompilio Mandelli, Lorenzo Puglisi e Bruno Benuzzi, il 2024 è l’anno di Maurizio Osti, artista bolognese di fama internazionale e fra coloro che, nel corso degli anni, hanno donato proprie opere alla collezione d’arte dell’Assemblea legislativa.

Sarà presentata in Viale Aldo Moro “L’ordine del segno 1964-1978”, allestimento personale curato da Sandro Malossini e accompagnato da un testo del critico Pasquale Fameli.


Il taglio del nastro è previsto per oggi alle 17.30 alla presenza di Osti, Malossini, Fameli e della presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti.

sabato 16 maggio 2020

Mostre di artisti a Monzuno via facebook. Presente anche Maurizio Osti


E’ su Facebook il servizio delle Biblioteche di Monzuno “Lo studio dell'artista e l'atelier du peintre” a cura di Sandro Malossini, Biblioteca Marri, Monzuno .





La mostra via Facebook raccoglie 4 foto dello studio e 10 righe di testo del curatore per ogni artista.



Il link sottostante è quello dello studio d’artista del sassese Maurizio Osti, uno degli espositori:

 


Questa la nota di presentazione di MAURIZIO 

OSTI a cura di Sandro Malossini

 

Dopo aver lasciato lo studio di Maurizio Osti, una delle ultime volte che lo sono andato a trovare, pensavo a quale possibile immagine nella mia memoria poteva rappresentare la sintesi della visita al suo studio. Cosa rimaneva in me, come conoscenza visiva, del luogo dove Maurizio Osti ha allestito lo studio. E, forse complice il rapporto esistenziale che Maurizio Osti ha con la scrittura, con il segno grafico, mi è venuto spontaneo pensare al suo studio come ad un libro. Entrando, aprendo lo sguardo su tutto il grande ambiente si ha la sensazione di leggere il titolo di un libro, (indicazione sommaria del contenuto o suggerimento senza svelamento), su di una copertina che partecipa alla titolazione ma che prudentemente non svela nulla, si nasconde dietro il sommario, l'indice. L'ordine con il quale sono disposte ed archiviate le opere ,le grafiche e i materiali, sono capitoli che l'indice associa alle pagine, sono lo specchio di un percorso narrativo fatto di input legati tra loro, sono l'archivio visivo di più di quarant'anni di ricerca e sperimentazione. Ma un libro non può avere solo il titolo e l'indice, allora ecco che la presenza dell'artista e il suo operato diventano la scrittura sulle pagine che accolgono giorno dopo giorno le riflessioni, le sperimentazioni, le composizioni, gli elaborati, di un artista visivo. Adesso mi pare di capire, uscendo dallo studio di Maurizio Osti non ho fatto altro che chiudere il libro, pronto a riprenderlo ogni qual volta ritorno e leggerne sempre qualche pagina nuova.
 
Dichiarazione dell'artista,
"Parlare del mio nuovo studio di via San Pier Tommaso significa entrare inevitabilmente nel ‘trauma del trasloco’ che il cambiamento di spazio ha prodotto. Decidere ciò che doveva essere abbandonato e gettato, dal caos in cui mi trovavo precedentemente in via Mascarella e ciò che era bene conservare (facendo inevitabilmente errori), è stato il primo atto. Il secondo, quello di attraversare il lutto di questa separazione ed essere costretto a riguardare minuziosamente il passato ed obbligatoriamente essere risucchiato da questa archeologia del ri-scoprire anche le opere giovanili mai esposte. Rivedere una miriade di disegni, opere di grafica applicata, di grafica editoriale ed artistica e del travaglio quasi panico dell’immaginazione che ne conseguiva, per cercare di riordinarle in nuove scaffalature, cassettiere e scatole di camicie che si prestavano perfettamente per conservare la corrispondenza e comunicati stampa in formato A4, è stata una impresa titanica come ha detto il mio amico storico Pietro.
Il mio onnivoro desiderio espressivo ma anche conoscitivo espressione di un anelito utopico di un’arte totale, visionaria, dionisiaca, una sorta di misticismo laico che apriva la coscienza ad un sentimento oceanico mi ha portato a conservare una quantità enorme di materiali, costituendo di fatto una sorta di Studio Archivio.
Lo studio dunque mostra il trapasso verso ‘l’ordine di un nuovo inizio’. " 
 


giovedì 23 gennaio 2020

Pier Paolo Pasolini torna protagonista al Galvani di Bologna

Esposizione a lui ispirate cui partecipano anche opere dell'artista sassese Maurizio Osti, in occasione di Arte Fiera

Una mostra di opere artistiche dedicata a Pasolini è stata organizzata negli spazi della biblioteca Galleria Galvani – Pasolini attigui al Liceo Galvani di Bologna. 



La mostra, dal titolo 'In Nome di Pasolini', contiene opere d'arte contemporanea appartenenti alla collezione dell'Associazione per le Arti Francesco Francia e celebra uno dei massimi intellettuali del XX secolo, Pier Paolo Pasolini, che a Bologna compì la propria formazione culturale e che del Liceo Galvani fu brillante studente. 

 
Emblematica la parafrasi nella didascalia che accompagna una delle due opere dedicate al poeta dall'artista sassese Maurizio Osti, nel suo Lybris all'ingresso,: “Tu sei come un libro prezioso che viene violentemente strappato in mille pagine per essere ricostruito in un materiale più duraturo di quello della vita, cioè il materiale della poesia”.
L'evento si colloca nell'ambito di Art City in occasione di Arte Fiera e si articola in due giornate venerdì 24 gennaio, dalle 15 alle 18 e sabato 25, dalle 14 alle 21. 
 
In tali giornate parteciperanno anche alcuni degli artisti tra cui Osti (nella foto) che ha detto: “Sono molto fiero della decisione degli organizzatori di porre due miei “Lybris” nella biblioteca, uno all’ingresso e uno all’interno.
Abbiamo saputo solo dopo aver disposto le opere che la Biblioteca portava il nome ‘Biblioteca Galvani Pasolini’, in omaggio al grande poeta e con grande piacevole sorpresa ho scoperto che nel retro dell’invito era stata posta una citazione del poeta che
con la sostituzione di due vocaboli il testo di
Pasolini si prestava perfettamente allo spirito
del mio Lybris.

Una sincronia acasuale come avrebbe potuto interpretarla Jung.  Davvero sorprendente.” 




venerdì 16 novembre 2018

Maurizio Osti fra i protagonisti del 3° Festival Internazionale del libro d'artista e di design

Il grafico sassese Maurizio Osti ( nella foto), nell'ambito del fa parte del Festival Internazionale del libro d'artista e di design, espone alle due importanti mostre, una allestita alla BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE di Milano, l'altra, sempre a Milano, alla MEDIATECA SANTA TERESA .
Si tratta di due interessantissime mostre dove nelle sintetiche didascalie compare il codice Qr attraverso il quale è possibile avere una descrizione più dettagliata dell’opera. Sarà esposta la versione di Osti, Libro d’Artista eseguito nel 1996 sul volume da lui stesso interpretato graficamente del 1995. La descrizione si visualizza fotografando il codice Qr.
Entrambe resteranno aperte fino al 7 dicembre.
La prima, in Via Brera 28, Milano, è visitabile da lunedì a venerdì (8.30 – 18.15) e il sabato ( 9.00 – 13.45) , domenica chiuso

La seconda, in Via della Moscova 28, Milano, è visitabile il lunedì, mercoledì, venerdì ( 9,30 – 13,30), il martedì, giovedì ( 9,30 – 18,10)
sabato e domenica chiuso

INGRESSO LIBERO

























Di seguito la scheda del libro di Osti:




MAURIZIO OSTI LI BR O D' ARTISTA P E N S I E R I S U L L ’ A R T E


Titolo Copertina Ezra Pound Most High Lord

Titolo L. d’Artista Pensieri sull’Arte

Artista Maurizio Osti

Editore Pazzini Editore, Verucchio (Rimini)

Anno 1995

Formato 340 x 245 mm. Pagine 92

Tiratura 20 esemplari

Descrizione L'autore dopo essere stato l’interprete grafico della traduzione fatta da Ezra Pound del Cantico di Frate Sole di San Francesco d'Assisi e dei Pensieri sull'Amore di Riccardo di San Vittore, del 1993, entra in questa edizione in dialogo con quest'ultimo attraverso la stesura manuale di alcuni pensieri sull'arte basati sulla 'ripetizione differente’ del testo originale facendo emergere l'affinità spirituale fra la condizione del mistico medioevale e una possibile condizione dell'artista contemporaneo.
La versione editoriale stampata in 800 copie è curata nei testi dal poeta Luca Cesari con due preziosi saggi ed è preceduta da un testo di Mary de Rachewiltz figlia del poeta.
Il volume nato in un'estrema simbiosi fra testo e 'illustrazioni' eseguite interamente al computer dall'autore, contiene 2 riproduzioni fotolitografiche di Emilio Salvatori, la riproduzione di un'opera di Bartolomeo della Gatta e la riproduzione di un olotratto di Filippo Avalle.
Il volume è stampato dalla Pazzini Industria Grafica in fotolitografia a 7 colori + oro a caldo su carte Fedrigoni, Old Mill per la copertina e Bodonia all' interno.

In ognuna delle 20 copie numerate e firmate dall'autore con monogramma, una delle pagine manoscritte, diversa per ogni volume, è stata arricchita da un intervento creativo con silicone e micro presenze di materiali tratti dal repertorio dell'artista.
La sovraccoperta progettata da ambo le parti e stampata su carta Phoenix Imperial, reca anch’essa un analogo intervento.
Una velina aderente al silicone esige dal lettore un gesto di disvelamento per leggerne il contenuto. Il volume rilegato in brossura è racchiuso
in cartella e astuccio di cartone rigido rivestito in carta Fabriano.

venerdì 5 ottobre 2018

Maurizio Osti fra i protagonisti dell'autunno artistico bolognese

E' intensa l'attività dell'artista sassese Maurizio Osti ( nella foto) che negli ultimi mesi e in particolare in questo inizio autunno lo ha visto protagonista di diversi eventi di indubbia valenza.




E' ancora in corso alla Galleria d’Arte del Caminetto Bologna la mostra, correlata alla Triennale 2017/18 Associazione per le arti Francesco Francia, nella quale, insieme ad altri scultori della Francesco Francia, ha esposto un'opera dal titolo ta ‘Bozzetto per monumento’( nella foto) , un bronzo patinato realizzato nel 1964/65. Aperta da settembre, per l'interesse che ha suscitato è stata prorogata ed è vcisitabile ancora fino a domani, sabato 6 ottobre.


Osti è reduce anche dalla partecipazione alla collettiva “GUARDARE OLTRE". Dal 1980 al 1990: dieci anni di ricerca artistica a Bologna” , curata da Sandro Malossini che si è tenuta in settembre alla Galleria Il Faro Arte di Marina di Ravenna. In quell'occasione ha esposto la sua 'Apollo e Dioniso'. 

 


Attualmente partecipa alla collettiva “Bologna 2018, Attualità della tradizione” , curata da Sandro Malossini e Francesco Finotti, alla Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Palazzo Garagnani di Crespellano. 

L'opera esposta è ‘Lybris, 2018' ( nella foto) . Catalogo con testi di Silvia Rubini e Sandro Malossini. Questa esposizione è visitabile fino al 21 ottobre 2018
Ma ciò che più lo ha gratificato è stato l'invito a partecipare al Festival Francescano X Edizione, intitolato ‘Tu sei bellezza’ , tenutosi a Bologna il 28, 29 e 30 settembre.
A questo festival era unito il Seminario ‘La bellezza come strumento di integrazione e il progetto Mus-e’. A cura della Fondazione Maccaferri. La Tavola rotonda verteva sul tema dell'educazione delle nuove generazioni; un progetto che presentava l'espressione artistica come linguaggio comune da utilizzare contro i disagi sociali, l'emarginazione, la violenza e l'isolamento, generando integrazione e comunicazione. L'opera che Osti ha presentato, di recente realizzazione, è l'Elogio della Bellezza' ( foto sotto)
 
 


Dovremmo soffermarci di più a riflettere sul rapporto tra valori tradizionali religiosi e loro metamorfosi,” ha detto Osti nel suo intervento, “ nelle forme che sono espressioni delle società laiche, tecnologiche e secolarizzate. Da San Francesco d’Assisi, che tutti conosciamo, religioso e poeta mistico fondatore dell'ordine che da lui poi prese il nome a Jorge Mario Bergoglio, il gesuita argentino che nel 2013 è salito alla guida della Chiesa Cattolica con il nome di Papa Francesco, un chiaro segnale di ripresa dello spirito del Concilio Vaticano II°. Il mio intervento, che è incentrato sulla stesura del testo dell’Elogio risalente al marzo 1999, è testimonianza spirituale, vocazione che non ha la pretesa di definire la bellezza, ma che di questa vuole tentare di definirne alcune peculiarità, nella consapevolezza che il suo volto è infinito e non ha e non può avere confini. L’artista però ha il compito di lasciare traccia di questa relazione. Nel dicembre del 2002, ho deciso di formalizzarlo nella veste litografica di “Manifesto come espressione di poetica (d’arte), il carattere utilizzato nella litografia è il Folk da me disegnato diversi anni fa,” ha concluso

giovedì 9 novembre 2017

Maurizio Osti sempre più protagonista.

Si moltiplicano le mostre e le attività dell'artista sassese Maurizio Osti  ( nella foto) a riprova che il suo cammino espressivo ha preso una forte velocità, confermando la vivacità del suo lavoro e il successo raggiunto e testimoniato dai riconoscimenti numerosi che anche in quest'ultimo periodo gli sono stati attribuiti.

Attualmente sue opere grafiche sono presenti in più mostre prestigiose.



Innanzitutto ha in corso a Modena la mostra 'Maurizio Osti. Artista di caratteri, anche ' alla Biblioteca Civica Poletti, inserita nel Festival della Filosofia e curata da Carla Barbieri e Pasquale Fameli. Anche Il Sole24 Ore, nel domenicale del 10 settembre, ha pubblicato ' L’elogio della Bellezza' per ben due volte con un ingrandimento tale da poter leggere il testo composto con la FF Font da Osti disegnata ed esposta in mostra dove sono presenti le applicazioni creative delle font non pubblicate in catalogo.
La mostra è visitabile fino al 5 gennaio. 
 
Lybris

Contemporaneamente, una sua istallazione 'Libris' è all'esposizione de 'La collezione d’arte dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna' con nuove donazioni, curata da Sandro Malossini, visitabile fino al 20 novembre in ia Aldo Moro 50 di Bologna.


Inoltre, insieme ad altri artisti della Scuola grafica bolognese, espone al Museo del Patrimonio Industriale - Fornace Galotti per Il Garamond ritrovato che rimarrà visitabile fino al 31 gennaio 2018 in via della Beverara 123 Bologna.

Osti è stato recentemente nominato socio onorario dell'Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva (Aiap) e la tessera associativa gli è stata conferita in occasione dell'Aiap design Per a Roma durante l'International Graphic Design Week dal titolo 'Culture Visibili'. La cerimoniuia si è svolta nella prestigiosa sede dell'Istituto Centrale della Grafica di Roma.  

 Nel commentare l'importante traguardo e ringraziare per il prestigioso riconoscimento, Maurizio Osti ha detto tra l'altro: “Ognuno di noi è autore e l’opera, sia essa grafica o artistica, condensa attraverso i linguaggi messi in essere processi culturali, progettuali e critici, ­­­la relazione tra la nostra soggettività e le esigenze della committenza”.


giovedì 1 giugno 2017

2 giugno: commemorazione di Vincenzo Galletti.

Si terrà domani, venerdì 2 giugno, a Galliera S. Venanzio la commemorazione di Vincenzo Galletti.

Saranno presenti tra gli altri, Marco Macciantelli dell'Anpi Bologna, Walter Vitali di Urban@it, Mauro Olivi per Lega Coop e l'artista sassese Maurizio Osti, che già in passato era stato ideatore del Memorial Vincenzo Galletti. 

 

domenica 28 maggio 2017

Si conclude la mostra di Maurizio Osti a Ferrara.


Ultimo giorno oggi per visitare la mostra personale dell'artista sassese Maurizio Osti ( nella foto) , che si sta tenendo alla Galleria del Carbone a Ferrara.
Alle ore 18, finissage per concludere l'evento, intitolato 'Ritmi di una cosmogonia individuale', con testo in catalogo di Pasquale Famel.
Il critico, nel descrivere il valore dell'artista, dice: “ Autori come Osti hanno reintrodotto le fertili aperture del simbolico, con rimandi alchemici, esoterici o mitici....Chiave della poetica di Osti è infatti la Tetraktys pitagorica, modello teorico e conoscitivo antichissimo, che oltre a stabilire i codici concettuali e matematici per la conoscenza della realtà fisica era guida della vita divina celeste e umana”.

Galleria del Carbone
via del carbone 18/a
44121 Ferrara





venerdì 12 maggio 2017

Invito alla mostra personale di Maurizio Osti alla Galleria del Carbone



L'artista sassese Maurizio Osti inaugura, domani sabato 13 maggio, alle 18, la mostra ' Ritmi di una cosmogonia individuale', esposta nella Galleria Del Carbone a Ferrara. Testo in catalogo di Pasquale Fameli.

La mostra sarà visitabile fino a domenica 28 maggio.
La galleria è in Via del Carbone 18/a a Ferrara.

domenica 8 gennaio 2017

Maurizio Osti espone alcune opere a Bologna, San Marino, Rimini e Trento.

Chiude oggi a Palazzo Fava l'interessante mostra ' Bologna dopo Morandi 1945-2015, curata da Renato Barilli. Si tratta di una 150 opere di artisti, nati o attivi a Bologna e dintorni, che con la loro personalità e il proprio stile hanno influenzato la storia dell’arte bolognese dal secondo dopoguerra ad oggi. Tra questi anche il sassese Maurizio Osti ( nella foto) che in 4 bacheche, delle 12 stazioni, ha dato un esempio della sua eclettica personalità artistica. 

Nelle 12 “stazioni”, sono stati illustrati i grandi fenomeni a livello nazionale e internazionale: da Morandi e il dopoguerra alle influenze del post cubismo e dell’Informale di Alberto Burri fino alla Pop Art e alla videoarte con una sosta nel mondo dei fumetti dove spicca la figura di Andrea Pazienza.
 


Maurizio Osti è reduce anche da diverse partecipazioni a importati esposizioni quali: Segnali di Guerra al Museo Storico del Trentino, che si chiude domani, lunedì 9 gennaio; Fare Luce
al Museo di Stato della Repubblica di San Marino che chiuderà il 15 gennaio e Arte e Grafica
Augeo Art Space, di Rimini che resterà fino al 4 febbraio. Quest'ultima è una mostra personale coordinata con una importante mostra di grafica del comune di Rimini.
Cantica (Genesi,Esodo, Apocalisse) 3 Libri d’artista,1972-1982

Caosmo, 2014. Mina, polvere
di grafite, silicone, vetro e plexiglass

Costellazione miniature 1998-2005/2015, 5 stampe

 

Monogramma, la mia firma come opera d’arte











venerdì 14 ottobre 2016

A San Marino ' la dimensione dell'invisibile'. Fra i protagonisti il sassese Maurizio Osti.

L'artista sassese Maurizio Osti espone le sue opere a San Marino e invita i bolognesi a una gita culturale fuori porta fino al cuore della Romagna per conoscere l'arte dell'immagine fotografica.

Domani, 15 ottobre alle 17.30, alla presenza delle autorità istituzionali, culturali e sociali, sarà infatti inaugurata la mostra 'FARE LUCE' a cura di Sara Ugolini e Cristina Calicelli.

L’esposizione è ospitata nelle sale del Museo di Stato - Palazzo Pergami Belluzzi, Piazzetta del Titano 1. E' organizzata dagli Istituti Culturali, patrocinata dalla Segreteria di Stato Istruzione e Cultura con il supporto dello sponsor istituzionale San Marino RTV.

Il fare luce che dà il titolo alla mostra allude al meccanismo fotografico ma anche al ruolo che assumono le immagini emergendo da un allestimento intenzionalmente votato all’oscurità. Fare luce propone un percorso non lineare, dove la fotografia è chiamata a rivelare la sua natura molteplice. I materiali in mostra variano così per natura e destinazione: testimonianze documentaristiche si affiancano a fotografie d’arte, autori attivi all’interno di laboratori creativi specializzati dialogano con fotografi professionisti e con artisti visivi che contemplano la fotografia tra i propri media espressivi.

Diversi i nuclei tematici: la dimensione dell’invisibile (con le immagini di fantasmi e fluidi del Museo di Antropologia Criminale 'Cesare Lombroso' di Torino e le fotografie all’infrarosso di Alessandro Rivola), la scrittura di luce (con la serie di variazioni sul binomio luce/ombra di Maurizio Osti, gli scenari astratti di Francesco Flamini e l'itinerario percettivo del video di Michele Sambin), il paesaggio (con le architetture e le vedute della campagna laziale conservate presso la Fondazione Federico Zeri di Bologna e le mappe ricamate di Raffaella Niederkofler), l’autoritratto (con le opere di Francesco Borrello e di Massimo Sestini). Si tratta, ancora una volta, di sezioni aperte, alle quali possiamo ricondurre altre serie di lavori presenti in mostra: l’installazione di Simone Martinetto/Arianna Adriani, divisa tra resoconto biografico e indagine sul processo creativo, la sequenza di celebrities vintage elaborata da Alexandre Heck, l’ambiente domestico riconfigurato da trame grafiche di Gianluca Pirrotta e gli interni di un villaggio turistico abbandonato descritti da Paola Pontiggia, con i quali l’autrice alimenta un discorso sul paesaggio ma anche, a chiudere il cerchio, sulle invisibili tracce di una trascorsa vitalità.
Una selezione di immagini estrapolate dallo smartphone delle curatrici è posta ai margini del percorso espositivo. Con un utilizzo oggi tanto comune quanto dibattuto del mezzo fotografico ci si intende confrontare, confidando che funzioni da autopresentazione e che da esso trapeli qualcosa dello spirito che anima Fare luce.

Atelier, enti prestatori e intermediari: La Manica Lunga - officina creativa, Sospiro (Cr); Manolibera, Carpi (Mo); Marakanda, Borgonuovo di Sasso Marconi (Bo); La “S” Grand Atelier (Vielsalm); Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” Università degli studi di Torino, Torino; Fondazione Federico Zeri, Bologna; C/O Careof, Milano.


La mostra rimarrà aperta fino al 15 gennaio 2017, è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17 e l'ingresso è gratuito.


Per informazioni: tel.0549 992452 oppure info.istituticulturali@pa.sm

lunedì 8 agosto 2016

Un sassese, Maurizio Osti, tra i grandi della fotografia contemporanea.


L'opera, Doppia Contrapposizione.
L'artista di origini sassesi, Maurizio Osti,  ha attualmente una sua opera alla mostra che si tiene al Palazzo Ducale di Genova intitolata 'Flash Back, fotografia italiana di sperimentazione 1960 – 2016'. La mostra è un percorso nella fotografia italiana degli ultimi cinquant'anni raccontata attraverso le opere di autori che hanno sperimentato la fotografia contribuendo all'evoluzione di un linguaggio divenuto oggi parte essenziale del nostro sistema di comunicazione e ospita opere dei maggiori fotografi contemporanei tra cui Ugo Mulas, Oliviero Toscani, Giorgio Lotti, Luigi Ghirri.
Abbiamo voluto inserire insieme a questi grandi , fotografi meno noti, ma innovatori che meritavano di essere conosciuti al grande pubblico,” ha precisato Sabrina Raffaghello che con Roberto Mutti ha curato la mostra.

Maurizio Osti ( nella foto) , nato a Sasso Marconi nel 1944, è stato inserito nel settore degli anni settanta con la foto 'Doppia Contrapposizione'. “ L'unità dell'opera, “ ha spiegato l'artista sassese, “ si realizza attraverso l'idea del 'doppio' come contrappunto tra opacità e trasparenza, chiaro, scuro, interno ed esterno, mutabilità e immutabilità. La casualità dell'evaporazione come gesto pittorico che si fa portatrice della temporalità”.

Osti, artista visivo, ex docente di Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Bo logna, ha una formazione che affonda nel vasto territorio della poesia visuale, della Nuova scrittura, dell'Arte con cettuale e Minimal Art. Negli anni Settanta il suo linguaggio attraverso il mezzo fotografico si articola in una declinazione analitico-concettuale. Nel suo lavoro è centrale l'idea del doppio che si sviluppa in antinomie nelle quali spesso si alternano le categorie variabilità/immomilità, ordine/disordine, apollineo/dionisiaco.

Ha partecipato a varie mostre collettive fin dal 1967 e ha all'attivo numerosissime mostre personali dal 1973 ad oggi. Tra le mostre, la 42° Biennale di Venezia Arte e Alchimia, la Quadriennale di Roma, entrambe del 1986. Questioni di segni, pittura scultura architettura, Triennale di Bologna, 2000; Bologna Contemporanea 1975-2005; Vegetal Memory of Umberto Eco, Biblioteca Alexandrina, Art Center, Ales sandria d’Egitto 2007; Biennale di Alessandria, (Piemonte), Videofotografia contemporanea, 2008 e 2011; Polaportrait, Icone d'occidente, Galleria Spazia, Bologna, 2009; Biennale Disegno Rimini, Tra Invenzione ed evocazione, Ala Isotta Castel Sismondo, 2014. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Marconi per l'ar te Multimediale. Ha inoltre disegnato la famiglia di caratteri digitali Folk edita da FontFont.

La mostra Flash Back di Genova sarà visitabile fino al 28 agosto.