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domenica 1 dicembre 2024

Prosciutto Parma verso transizione ecologica, grazie a software

Il progetto realizzato in collaborazione con Politecnico Milano


Il prosciutto di Parma va verso la transizione ecologica anche grazie ad un software per il calcolo e la riduzione dell'impronta ambientale, per ottimizzare le prestazioni dell'intero ciclo produttivo.

A Milano è stato presentato il progetto realizzato dal Consorzio in collaborazione con il Politecnico di Milano, Enersem e Csqa.
    "Il valore di un prodotto unico come il Prosciutto di Parma si misura anche attraverso la sua capacità di mostrarsi coerente con le esigenze dei consumatori - ha commemtato Alessandro Utini, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma - e con le sfide di un mondo che cambia velocemente".
    "La ricerca è il motore per andare a capire come rispondere alle richieste che il mondo moderno ci mette davanti - ha spiegato Gaia Baiocchi, vice presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma - dobbiamo esssere anche sostenibili ed etici non solo buoni".
    In un primo momento è stato effettuato il calcolo dell'impronta ambientale del comparto del Prosciutto di Parma, attraverso l'applicazione della metodologia ufficiale Pef (Product Environmental Footprint).

Alla luce dei dati elaborati il Consorzio ha potuto depositare al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica le Regole di Categoria di Prodotto valide per tutti i prosciutti crudi Dop, che definiscono un profilo ambientale di riferimento. Nell'ultima fase è stato creato e messo a disposizione delle imprese un software per il calcolo e la riduzione dell'impronta ambientale. Attraverso questo software, verificato da Csqa, i produttori che ne fanno richiesta ricevono indicazioni di miglioramento personalizzate per la riduzione dell'impronta ambientale di prodotto e per il risparmio energetico, oltre ad una relazione sulle proprie prestazioni ambientali e al confronto con realtà comparabili. Al momento sono sono 20 su 130 le aziende che stanno usando il software, per circa un quarto delle produzione del Prosciutto di Parma.
    "Progetti di questa natura sono fondamentali per accelerare la transizione ecologica prevista dal Green Deal europeo", hanno evidenziato Mauro Ceconello e Carlo Proserpio del Politecnico di Milano. coordinatori del progetto.
    "Tutte le imprese del comparto hanno ora a disposizione un percorso più semplice per ottenere la certificazione ambientale", ha osservato Matteo Zanchi, direttore generale di Enersem. (ANSA)

sabato 16 dicembre 2023

Raccolti da Despar oltre 30 mila euro per la Pediatria dell'Ospedale Maggiore

L’Azienda USL di Bologna informa:


Grazie ai fondi raccolti tramite il progetto natalizio di Aspiag Service, è stato consegnato l’assegno per sostenere le attività di ricerca cura e assistenza portate avanti dal reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per Triveneto, Emilia-Romagna e Lombardia, ha consegnato oggi al reparto Pediatrico di Bologna, l’assegno di 31.283,87 euro, importo raccolto tramite “Un piccolo gesto: Il tuo dono alla comunità”, una ormai consolidata iniziativa charity di Natale promossa dal marchio dell’Abete.

La raccolta fondi si è svolta dal 20 novembre all’11 dicembre in tutti i punti vendita dell’Emilia-Romagna registrando grande coinvolgimento da parte della clientela che, durante il pagamento alla cassa, ha scelto di arrotondare l’importo della propria spesa per oltre 26.984,00 volte.

I fondi raccolti sono quindi stati destinati a sostenere il reparto di Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna, un pilastro per tutta la regione Emilia-Romagna nella ricerca di terapie innovative, prevenzione e diagnosi precoci per i bambini affetti da patologie infantili.

L’evento di consegna dell’assegno si è tenuto il 14 dicembre presso la Pediatria dell’Ospedale Maggiore di Bologna e hanno partecipato Alessandro Urban, Direttore Regionale Emilia Romagna Aspiag Service Despar, Paolo Bordon – Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna e Chiara Ghizzi, Direttrice del Dipartimento materno infantile dell’Azienda USL di Bologna.

"Sono lieto di annunciare che oggi abbiamo consegnato un assegno di 31.283,87 euro al reparto di Pediatria dell'Ospedale di Bologna, grazie alla straordinaria partecipazione dei nostri clienti nel quadro del progetto 'Un piccolo gesto: Il tuo dono alla comunità'. - ha dichiarato Alessandro Urban, Direttore Regionale Emilia-Romagna Aspiag Service Despar - I nostri punti vendita in tutta l'Emilia-Romagna sono stati testimoni di un coinvolgimento eccezionale da parte della nostra preziosa clientela. L'evento di consegna dell'assegno è stato un momento significativo di connessione tra il nostro impegno comunitario e l'importante lavoro svolto dal reparto di Pediatria. Ringrazio quindi tutti i nostri clienti che hanno reso possibile questo risultato straordinario e che, con il loro 'piccolo gesto', hanno fatto una grande differenza nella vita dei bambini e delle loro famiglie. Ringrazio però anche i colleghi dei nostri negozi che hanno dimostrato grande sensibilità verso l’iniziativa, facendosi ambasciatori di una giusta causa condivisa con grande entusiasmo da molti”.

lunedì 10 aprile 2023

Una nuova idea di frutteto per combattere il cambiamento climatico

Guidata dall’Università di Bologna, l’iniziativa darà vita a piantagioni sperimentali con l’obiettivo di offrire agli agricoltori un agroecosistema alternativo per la produzione di frutta di alta qualità, che sia resiliente e adatto a diverse aree produttive



Una nuova idea di frutteto per combattere le conseguenze del cambiamento climatico, dagli eventi meteo estremi, alla perdita di biodiversità, fino alla crisi idrica. Ci stanno lavorando gli studiosi di DREAM (Diversified orchards for REsilient and sustAinable Mediterranean farming systems), progetto di ricerca promosso da PRIMA Foundation e guidato dall’Università di Bologna. L’obiettivo è offrire agli agricoltori un agroecosistema alternativo per la produzione di frutta di alta qualità, che sia resiliente e adatto a diverse aree produttive.

I primi test saranno fatti in Italia e in Marocco, che ospiteranno piantagioni sperimentali di meli, mentre in Spagna saranno piantate piantagioni di peri. Proprio in questi giorni, nell’Azienda agraria dell’Alma Mater, a Bologna, è in corso la messa a dimora del meleto sperimentale che permetterà di monitorare l’efficienza fisiologica, produttiva e qualitativa del nuovo agroecosistema.

“A causa del cambiamento climatico sono oggi necessarie misure di adattamento che permettano ai frutticoltori un approccio più resiliente agli stress biotici e abiotici e agli eventi estremi”, spiega Brunella Morandi, professoressa al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e coordinatrice del progetto. “Per questo vogliamo dare vita a una nuova tipologia di frutteto, con varietà diverse e scalari, che fioriscono e maturano in diversi momenti della stagione, così che, nel caso in cui il clima sorprenda con gelate tardive, ondate di calore o stress idrici eccessivi, il danno sia limitato solo alle piante che si trovano nella fase più sensibile”.

Le varietà di alberi da frutto testate sono in alcuni casi nuove e in altri antiche, ma tutte accomunate da un'elevata qualità e dalla capacità di resistere alle più comuni patologie fungine. Gli studiosi stanno pensando inoltre al tema della perdita di biodiversità, e per questo i frutteti saranno arricchiti da un mix di piante e fiori in grado di attirare gli insetti impollinatori e le diverse specie di insetti utili, antagonisti naturali di quelli dannosi. E, in tempi di crisi idrica, un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’irrigazione, con sistemi innovativi, pensati per risparmiare acqua e aumentare al contempo la qualità dei frutti.

Questo nuovo agroecosistema è pensato in particolare per piccole aziende a conduzione familiare, che nel panorama europeo rappresentano circa la metà di tutte le aziende agricole. A loro, gli studiosi offriranno anche indicazioni per accompagnare tutto il percorso del prodotto, dal frutteto fino al consumatore finale, con strategie di marketing mirate per dare modo ai cittadini di comprendere il valore aggiunto della frutta che cresce in queste piantagioni.

“Vogliamo stimolare un cambio di paradigma, perché è importante avere a disposizione soluzioni alternative e nuove idee con cui poter fare fronte in modo efficace a un contesto in cui il clima diventa sempre più imprevedibile”, aggiunge Morandi. “Per questo, i risultati delle sperimentazioni che stiamo mettendo in campo ci forniranno certamente informazioni e strumenti utili per migliorare la sostenibilità dei frutteti e la loro resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici”.

Batterie e celle senza errori, con il laser: premio da 2,8 milioni per prof (e team) Unibo

Il coordinamento con altri sei Atenei coinvolti: obiettivo l'applicazione industriale. Ferrari main partner


Lo studio sulla realizzazione di un laser per la fabbricazione senza difetti di celle e batterie a combustibile per mezzi elettrici è valso a Alessandro Fortunato, professore associato di Tecnologia e sistemi di fabbricazione del dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Bologna, il premio internazionale 'Marie Curie' per la ricerca applicata.

Il progetto, che ha come partner industriale la scuderia Ferrari, riceverà dalla Commissione europea fondi di ricerca per 2,8 milioni di euro. Il riconoscimento è assegnato dalla Ue nell'ambito dei progetti di ricerca a forte impatto scientifico del Horizon Europe Framework Programme. A far parte del team dell'Ateneo di Bologna, oltre a Fortunato, i professori Luca Tomesani, Alessandro Ascari ed Erica Liverani. Insieme coordineranno gli altri sei Atenei coinvolti: l'Università inglese di Warwick, la svedese Lulea Tekniska Universitet, la tedesca Technische Universitaet Ilmenau, le africane Botswana International University of Science & Tecnology e la Pentecost University del Ghana.

Uno degli obiettivi del progetto è anche quello di trasferire le conoscenze dal nord al sud del mondo, in particolare su tematiche che sono di interesse globale e non solo europee. Il progetto avrà la durata di quattro anni e accanto ai sei Atenei, sono stati coinvolti anche undici partner industriali delle varie nazioni. Il partner principale italiano è, dunque, la Scuderia Ferrari che si sta convertendo verso una motorizzazione elettrica. La casa di Maranello assisterà e guiderà il progetto di ricerca con la formazione di nuovi ingegneri. Il grant 'Marie Curie', infatti, è un fondo di finanziamento per la creazione di nuove figure professionali, ovvero di ingegneri altamente specializzati in grado di rispondere alle esigenze della futura mobilità elettrica.

Un 'grant' da 2,8 milioni di euro: obiettivo laser super-preciso

 "Il progetto ha l'obiettivo di sviluppare nuovi sistemi di fabbricazione e controllo dei processi per raggiungere 'zero' scarti nella produzione di batterie e celle a combustibile. Il fine, dunque, consiste nel migliorare l'efficienza di produzione, abbattendo i costi di fabbricazione che riducono di molto il costo di acquisto dell'automobile elettrica da parte dell'utente finale", spiega Fortunato. "Abbiamo ottenuto 2,8 milioni di euro di finanziamenti ed è stata una competizione a livello europeo molto serrata in quanto hanno partecipato tutte le università del mondo. Lo studio cercherà di capire come il laser può essere utilizzato nella fabbricazione e nell'assemblaggio di batterie e celle a combustibile.

Vaiolo delle scimmie, una app per riconoscerlo grazie all’intelligenza artificiale

I laser sono già utilizzati dall'industria, ma per riuscire a realizzare quelle che sono le esigenze del mercato, riducendo gli scarti e migliorando la qualità, occorre capire meglio come il laser interagisce con i materiali", aggiunge il docente dell'Alma Mater. "Una volta che verrà compreso più a fondo, sarà possibile migliorare le performance di fabbricazione riducendo gli scarti e abbattendo i costi. Il sistema di accumulo a batteria è quello più utilizzato e rappresenta la parte più importante e costosa dell'automobile. Trovando un sistema per fabbricarle meglio, potrà essere immagazzinata l'energia in modo più efficiente, consentendo una maggiore diffusione di automobili elettriche", conclude il ricercatore.

giovedì 17 novembre 2022

Oltre 2 milioni di euro all’ Istituto delle Scienze Neurologiche (IRCCS).

 Finanziati 7 progetti dal bando Ricerca Finalizzata del Ministero della Salute. Parkinsonismi, demenze, tecniche chirurgiche, gli ambiti di ricerca.

Parkinsonismi, demenze e tecniche chirurgiche. Sono i temi sui quali, per i prossimi 3 anni, i ricercatori dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, svilupperanno i 6 progetti di ricerca finanziati, con 2.174.570 euro, dal Ministero della Salute, nell’ambito dei bandi di Ricerca Finalizzata. 

I progetti IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche - Categoria classica

Demenze. Nella pressione del sangue il segreto per ritardarlo o prevenirlo.
Coordinatore Pietro Cortelli – finanziato con 444.510 euro

In alcune patologie neurologiche, quando il paziente assume la posizione eretta si osserva un calo significativo della pressione del sangue. Tale condizione si definisce ipotensione ortostatica. Diversi studi hanno dimostrato l'associazione tra ipotensione ortostatica e riduzione delle performance cognitive, ma nonostante questo la nozione di relazione causale rimane ancora controversa. Scopo di questo progetto è capire meglio questa relazione e valutare in diretta l'effetto dell'ipotensione ortostatica sulla funzione cerebrale, utilizzando tecniche di risonanza magnetica funzionale (fMRI). In particolare, questo progetto punta a chiarire il ruolo svolto da ripetuti episodi di ipotensione ortostatica sulla connettività cerebrale, nello sviluppo del deterioramento cognitivo, valutando l'importanza del trattamento per ipotensione ortostatica per ritardare, o addirittura prevenire, lo sviluppo della demenza in questi pazienti.

Parkinson. Diagnosi più accurate e tempestive grazie ad una nuova metodica
Coordinatore Piero Parchi – finanziato con 312.950 euro

Il progetto mira a potenziare la performance diagnostica e l’applicazione clinica di una nuova metodica ultrasensibile in grado di individuare la positività alla malattia di Parkinson e patologie correlate. Tale metodica, denominata RT-QuIC, sfrutta la reattività specifica della proteina α-sinucleina patologica, presente nelle matrici biologiche (liquido cefalorachidiano, cute e mucosa nasale) dei pazienti affetti, ed è caratterizzata da elevata accuratezza già nelle fasi precoci di malattia. 

Demenza a corpi di Lewy. Diagnosi più precoce e differenziata grazie a biomarcatori specifici
Coordinatore Vincenzo Donadio - 450.000 euro

L'obiettivo è identificare in fase precoce di malattia la demenza a corpi di Lewy e differenziarla dalla malattia di Alzheimer, attraverso l'utilizzo di specifici biomarcatori. Una identificazione precoce più accurata della demenza a corpi di Lewy potrebbe consentire di migliorarne la gestione clinica. 

I progetti IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche - Categoria Giovani Ricercatori

Demenza autoimmune. Nuovi marcatori per diagnosi più precoci e nuovi scenari terapeutici
Coordinato da Maria Pia Giannoccaro – finanziato con 450.000 euro

L'encefalite autoimmune è un'infiammazione del cervello causata da anticorpi che attaccano le proteine neuronali, responsabili del normale funzionamento cerebrale. L'encefalite autoimmune può essere trattata in modo efficace con l'immunoterapia. Tuttavia, alcuni pazienti con encefalite autoimmune possono presentare quadri clinici simili alle demenze neurodegenerative, presentando caratteristiche scarsamente definite e che possono causare un ritardo nella diagnosi o un rischio di diagnosi errata. Il progetto si propone di chiarire la frequenza della demenza autoimmune ed identificare marcatori clinico-laboratoristici per identificare precocemente i pazienti che potrebbero essere trattati efficacemente con terapie immunomodulanti. Si propone inoltre di chiarire il ruolo degli anticorpi nelle demenze neurodegenerative per investigare nuovi possibili futuri scenari terapeutici. 

Idrocefalo normoteso. Prolungare nel tempo gli effetti del trattamento chirurgico
Coordinato da Giulia Giannini – finanziato con 314.820 euro

L'idrocefalo normoteso è una patologia dell'anziano, caratterizzata da disturbi nel camminare, urinari e cognitivi, che può beneficiare di un intervento chirurgico.  Dal 2015 un team multidisciplinare dell' IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche segue oltre 400 pazienti con idrocefalo normoteso, di cui più di 170 sottoposti ad intervento. Seppure la maggioranza dei pazienti beneficia dell'intervento nel breve termine,  non tutti mantengono a pieno questo miglioramento nel tempo. Il progetto vuole individuarne le cause, identificando fattori clinici, biochimici e strumentali che possano influenzare la risposta a lungo termine di questi pazienti, al fine di migliorarne la gestione

Tumore dell’ipofisi. Terapia medica e trattamento chirurgico a confronto
Coordinato da Federica Guaraldi – finanziato con 202.290 euro

I prolattinomi rappresentano il tipo più comune di adenomi ipofisari. La chirurgia endoscopica trans-nasosfenoidale è stata recentemente proposta come alternativa terapeutica per la cura dei prolattinomi inferiori a 1 cm. Ad oggi, la terapia di elezione è rappresentata dall’uso di dopaminoagonisti che nonostante l’efficacia dimostrata, richiede oltre 2 anni di trattamento per la remissione del tumore senza tuttavia garantire l’assenza di recidiva e di effetti collaterali importanti. Questo studio pilota confronterà, in maniera sistematica e con strumenti codificati, efficacia, sicurezza, aderenza terapeutica e costi, nel breve e lungo termine, in 100 pazienti afferenti alla Pituitary Unit (Centro di Riferimento Regionale per le malattie ipotalamo-ipofisarie), 50 destinati a terapia medica e 50 a intervento chirurgico, con l’obiettivo di identificare fattori prognostici che potranno in futuro aiutare nella scelta della terapia più adatta ad ogni paziente.

venerdì 7 maggio 2021

Pianoro, ricerca di anziana donna scomparsa in mattinata.

Vigili del Fuoco stanno operando con diverse unità 

 

Iniziate oggi pomeriggio intorno alle 15 le ricerche di un'anziana donna che si è allontanata da casa. I Vigili del Fuoco stanno operando con i nuclei cinofili, con il reparto volo di Bologna con elicottero aw 139 Drago 143, il quale ha effettuato diversi sorvoli per ispezionare la zona dall'alto. Presente inoltre il mezzo AF/UCL, unità di crisi locale, che oltre da fungere da punto di coordinamento consente, tramite gli esperti di cartografia di soccorso, attività di mappatura e pianificazione delle operazioni.

All'opera inoltre i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, che in questo momento stanno scandagliando il fiume Savena e la chiusa, nelle vicinanze dell'abitato di Pianoro. Sul posto anche il Soccorso Alpino regionale , il 118 e i Carabinieri.

Le ricerche sono tuttora in corso.


domenica 22 novembre 2020

1 milione e 652 mila euro all’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (ISNB) per la ricerca su Ictus ischemico, epilessia, Demenza con corpi di Lewy, malattia di Alzheimer e sindrome di Down

L'Azienda USL di Bologna informa:

 

Ictus ischemico, epilessia, Demenza con corpi di Lewy, malattie di Alzheimer e sindrome di Down. Sono i temi sui quali, per i prossimi 3 anni, i ricercatori dell’IRCCS, Istituto delle Scienze Neurologiche  di Bologna, svilupperanno i loro progetti di ricerca. Con 1 milione e 652 mila euro, il Ministero della Salute ne ha finanziato 4, 2 dei quali coordinati da giovani ricercatori, grazie ai quali i professionisti potranno acquisire nuove conoscenze e proporre soluzioni innovative per migliorare la gestione clinica dei pazienti.

I progetti
Ictus ischemico. Rendere la trombolisi una pratica più diffusa e sicura per la cura dell’ictus. È l’obiettivo del progetto di ricerca coordinato da Andrea Zini, Direttore della Neurologia Ospedale Maggiore e Rete Stroke Metropolitana dell’ISNB. Nelle prime ore dopo la trombolisi, aumenta nel paziente il rischio di emorragie cerebrali ed extra-cerebrali. Il farmaco somministrato durante questo trattamento, infatti, oltre a sciogliere il coagulo responsabile dell’ictus, consuma il fibrinogeno, una proteina della coagulazione i cui livelli, se troppo bassi, possono causare emorragie. I ricercatori, con uno studio randomizzato, verificheranno se è possibile prevenire questi fenomeni con l’infusione di fibrinogeno in pazienti che ne hanno subito un calo dopo la trombolisi. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.

Epilessia. Francesca Bisulli, neurologa del Programma Epilessia dell’ISNB, coordinerà uno studio per individuare i geni coinvolti in forme di epilessia focale farmacoresistente e migliorare l’individuazione del paziente candidabile all’intervento chirurgico. In un terzo delle persone che soffrono di questa malattia, infatti, le crisi sono farmacoresistenti, ovvero non rispondono ai farmaci. In questi casi la chirurgia, che consiste nella rimozione dell’area del cervello da cui si originano le crisi, può determinarne la guarigione. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.

Demenza con corpi di Lewy. L’esposizione alla luce blu può migliorare i sintomi della Demenza di Corpi di Lewy e garantire quindi un miglioramento della qualità della vita dei pazienti? È la domanda alla quale il gruppo di ricerca coordinato da Micaela Mitolo, neuropsicologa e giovane ricercatrice del Laboratorio Neuroimmagini dell’ISNB, cercherà di rispondere. La Demenza con corpi di Lewy è una patologia neurodegenerativa invalidante tra i cui sintomi compaiono anche deficit delle abilità visuospaziali, allucinazioni, disturbi del sonno. I ricercatori studieranno, anche con tecniche di Risonanza Magnetica Funzionale, il ruolo di un particolare gruppo di cellule della retina – le cellule ganglionari che esprimono melanopsina – coinvolte nella sincronizzazione dell’alternanza sonno-veglia la cui alterazione contribuisce al peggioramento dei disturbi cognitivi e dell’invecchiamento fisiologico. Il progetto è stato finanziato con 302 mila euro.

Alzheimer e Sindrome di Down. Sviluppare un esame del sangue per diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer in persone con sindrome di Down. È l’oggetto di studio del progetto coordinato da Maria Giulia Bacalini, giovane ricercatrice e responsabile del Laboratorio di Brain Aging dell’ISNB. I ricercatori valuteranno diverse molecole di potenziale interesse, prodotte dalle cellule del sangue in seguito a processi infiammatori o rilasciate direttamente dal cervello a causa della neurodegenerazione. La Medicina ha migliorato di molto la qualità di vita delle persone con sindrome di Down aumentando anche l’aspettativa di vita, che oggi può superare i 60 anni. Tuttavia, la maggior parte di questi adulti è soggetta ad un invecchiamento precoce, con rischio elevato di sviluppare la malattia di Alzheimer già attorno ai 40 anni. Anticiparne la diagnosi permetterebbe di implementare interventi terapeutici mirati per ritardare e limitare gli effetti della neurodegenerazione. Il progetto è stato finanziato con 450 mila euro.


lunedì 30 marzo 2020

Caso Ferrara allo studio, 'resistente' al contagio

I ferraresi resistono al Coronavirus naturalmente ? Diffusione e tasso di infezioni inferiori a resto regione
 


Nell'Emilia-Romagna che lotta contro il coronavirus c'è un'area del suo territorio, il Ferrarese, che sembra resistere naturalmente all'infezione, registrando una diffusione e un tasso di contagi ben inferiore al resto della regione. E che, per questo, dovrà essere studiato a fondo, così da capire come mai, in quella porzione d'Emilia, la Covid-19 sia stato arginato in maniera quasi naturale.
"Magari quando sarà tutto finito - ha osservato il commissario ad acta Sergio Venturi - ci chiederemo perché i contagi non sono mai cresciuti a Ferrara. Evidentemente qualche ragione ci sarà, o che fosse zona malarica o perché c'è la talassemia, però bisognerà chiederselo perché evidentemente c'è una resistenza naturale di quella provincia a questa infezione che dovremo studiare perché ci potrebbe essere utile anche per altri cittadini".

giovedì 14 novembre 2019

IL PRINCIPATO DI MONGARDINO SI MOBILITA ANCORA UNA VOLTA PRO RICERCA FONDAZIONE FIBROSI CISTICA


di Elisabetta Vaccari 

Il gruppo della chat 'Principato di Mongardino e Colline Marconiane di Sasso Marconi' ha avviato in questi giorni una raccolta di fondi, attraverso l'acquisto di panettoni di Natale, a favore della ricerca contro al fibrosi cistica, una grave malattia genetica che causa il deterioramento progressivo del tessuto polmonare e si stima che colpisce in Italia ogni anno tra i 2500 e i 3000 bambini (circa 200 nuovi casi all'anno).
 
Un'amica del principato ha conosciuto Francesca che è purtroppo vittima di questa malattia e si sta preparando a ricevere il trapianto di quell’organo che la fa tanto “tribolare” il polmone. 
Per poter sostenere questo trapianto è già stata al Policlinico di Milano in luglio, dove a parole di Carmela, la sua mamma guerriera, 'l’hanno rivoltata come un calzino'. Perché Francy deve essere nello stato più opportuno per affrontare il trapianto , ma soprattutto per non avere il rigetto. E qui entra in campo la ricerca, la ricerca di farmaci che sono molto spesso diversi, quasi esclusivi per ogni persona. Così è partito il tam tam della chat e, come già successo a Natale 2018 e a Pasqua di quest'anno per altre iniziative umanitarie, anche grazie alla forza di Maria Cristina Funi e mia, il Principato ha subito risposto alla chiamata e sono cominciate a fioccare le richieste di panettoni 'della solidarietà'.
 
Il Principato quindi si prende a cuore Francy del Mastro, la ns. AMICA, la chiamo così perché da come rispondete ogni volta che vi parlo di lei, credo a ragion veduta che sia già vostra amica.
 
La Fibrosi Cistica purtroppo è una malattia subdola e grave, e lo sa bene Matteo Marzotto , il Presidente della Fondazione, perché sua sorella è morta di questa malattia. Vi dicevo lo sa bene, tanto che il giorno in cui Francesca è rientrata, l’ha chiamata e le ha detto : “Francy TU SEI FORTE”……e Francy lo è. Almeno, lo è stata fino a poco tempo fa, ma ora si è aggravata, tanto che lei e tutta la sua famiglia si trasferiranno a Novara, più vicina a Milano  di Pesaro dove abitano, e sanno già che ci dovranno stare un bel po' perchè c’è la preparazione, l’intervento….ed il post operatorio che, paradossalmente, è il periodo più complicato, perchè devi uscire dalla bolla di vetro e TORNARE A VIVERE. VIVERE…..questa parola così comune a cui molti, troppi, danno poca importanza.
VIVERE BENE e CON DIGNITA’.
 
Io purtroppo l’ho vista quando, nonostante l’ossigeno che si portava dietro, per fare 4 scalini era un problema, ci dovevamo fermare.
 
Quindi il Natale 2019 non sarà uguale a nessun altro Natale, perché, se tutto va bene, sarà il Natale di “TORNO A VIVERE”. E sono riuscita a strappare alla nostra Francy una promessa: non appena starà meglio vogliamo vederci al Ristorante di Cristina, alla Grotta di Mongardino, che è appena stato menzionato nella Guida Michelin. Sono sicura che ce la farà: la sua VOGLIA DI VIVERE, alimentata da TUTTI NOI che aiutiamo la ricerca, fa sì che in Francy cresca la voglia di combattere, lei sa che noi le siamo vicini.

GRAZIE PRINCIPATO sempre solidale sempre con il cuore in mano ed un pensiero a Francy, lei lo sa e lo sente, le dà la forza che le serve, e ringrazia, come Cristina Funi ed io ringraziamo tutti voi.

I PRINCIPATESI si distinguono sempre ! In un pomeriggio hanno raccolto 1500€ tramite la loro chat di whatsapp.
Arrivati a quota 100 panettoni non ci fermiamo e ci sarà tempo fino al 29 novembre per ordinarli, aspettiamo tanti altri ordini per poter dare respiro e un soffio di vita costante alla ricerca per la Fibrosi Cistica.

domenica 18 agosto 2019

Borsa di studio per lo studio e la ricerca nell’ambito del progetto regionale 'servizi consultoriali e di informazione in favore di utenti immigrati, ……..'

Il siugnor Dubbio segnala:
Ausl ha emesso un bando per una Borsa di Studio destinata allo svolgimento di attività di studio e ricerca nell’ambito del Progetto Regionale “Servizi consultoriali e di informazione in favore di utenti immigrati, ovvero per lo studio, l’implementazione e il monitoraggio delle attività di educazione sessuale formazione/informazione a favore di utenti immigrati in particolare nei confronti delle adolescenti e delle donne immigrate”, da svolgersi presso gli Spazi Giovani afferenti al Dipartimento Cure Primarie Requisiti specifici di ammissione.

Le domande e la documentazione ad esse allegata devono essere inoltrate a mezzo del servizio postale – con raccomandata A/R - al seguente indirizzo: Azienda U.S.L. di Bologna – Ufficio Concorsi - via Gramsci n. 12 - 40121 Bologna; ovvero possono essere presentate direttamente presso Ufficio Concorsi – via Gramsci n. 12 - Bologna - dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12; ovvero possono essere inviate tramite l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (PEC) personale del candidato all’indirizzo personale.concorsi@pec.ausl.bologna.it in un unico file in formato PDF, unitamente a fotocopia di documento di identità valido. 

Per le informazioni necessarie gli interessati potranno rivolgersi ad Azienda U.S.L. di Bologna – Ufficio Concorsi – via Gramsci n. 12 – Bologna (tel. 051/6079591 – 9981- 9589 – 9592) - e mail serviziopersonale.selezioni@ausl.bologna.it dal lunedì al venerdì, dopo la pubblicazione dell’estratto del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna. La modulistica per la predisposizione della domanda e delle dichiarazioni sostitutive della certificazione e dell’atto notorio sono reperibili sul sito internet aziendale www.ausl.bologna.it.
I termini per la presentazione delle domande scadono alle ore 12 del 29 A G O S T O 2019

mercoledì 3 luglio 2019

No ai tagli dei trasporti verso il centro Enea del Brasimone

I consiglieri di Fratelli d'Italia contestano la scelta del direttore, che ha annunciato “la prossima sospensione del servizio”

Sollecitato

Ridimensionare il trasporto passeggeri da e per il centro Brasimone visto che “da pochi giorni- sottolineano i consiglieri di Fratelli d’Italia Michele Facci, Fabio Callori e Giancarlo Tagliaferri-, il responsabile della gestione del centro, insieme al direttore Iser, ha comunicato la prossima sospensione del servizio di trasporto”.
La Regione Emilia-Romagna e la Regione Toscana- spiegano gli esponenti di FdI- hanno sottoscritto nei mesi scorsi un protocollo d’intesa, finalizzato al rilancio del centro Enea” ma “la particolare collocazione geografica del centro, a seguito dell’annunciata eliminazione/riduzione di tali importanti collegamenti, renderebbe il raggiungimento particolarmente oneroso quando non estremamente difficile” e “i lavoratori provenienti da Bologna si troverebbero quindi nelle condizioni di non poter raggiungere il centro con tempi di viaggio inferiori alle quattro o cinque ore giornaliere”.
Dunque i consiglieri di Fratelli d’Italia interrogano la giunta per sapere “se non ritenga essenziale intervenire con urgenza in merito alla proposta di ridimensionamento del trasporto passeggeri da e per il Brasimone”.
(Margherita Giacchi)

venerdì 31 maggio 2019

Bologna, nasce rete Irccs per ortopedia

Obiettivo unire le forze per cure e ricerca

I maggiori ospedali di ricerca italiani che operano in ambito ortopedico uniscono le forze: nasce a Bologna 'Rams', la rete Irccs per la ricerca e la cura delle patologie ortopediche. Capofila l'Istituto ortopedico Rizzoli bolognese e l'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano.
Fondatori di Rams - l'acronimo sta per 'Rete Apparato Muscolo-Scheletrico' - sono i due Irccs per l'ortopedia Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna e Istituto ortopedico Galeazzi di Milano e altri cinque Irccs, l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, l'Istituto Giannina Gaslini di Genova, l'Humanitas Research Hospital di Milano, il Policlinico San Matteo di Pavia e l'Istituto Regina Elena e San Gallicano di Roma. L'atto costitutivo e lo statuto dell'associazione sono stati firmati ieri a Bologna. Presidente pro-tempo

sabato 23 marzo 2019

Gli anni 70/80 di Sasso Marconi amano le scuole, sostengono la ricerca e sostengono il verde pubblico

Nella mattinata di oggi, 23 marzo, le associazioni di volontariato che organizzano a Sasso Marconi la festa anni 70/80*, hanno presentato alle autorità locali e alle Istituzioni scolastiche le donazioni effettuate con gli utili della festa dello scorso anno.

Fin dalla prima edizione (2014), la festa anni 70/80 si è segnalata come una grande occasione di solidarietà, consentendo di finanziare ogni anno progetti di utilità sociale e l'acquisto di materiale didattico a favore delle scuole del territorio.

Con il ricavato dell'edizione 2018 (in tutto 24.600 Euro) è stato possibile acquistare una lavagna multimediale per la scuola elementare Villa Marini, un defibrillatore per la scuola elementare di Fontana, nuovi strumenti musicali per gli Istituti Comprensivi di Sasso Marconi (capoluogo e Borgonuovo) e Marzabotto, due nuovi cancelli per gli impianti sportivi di Cà de Testi e un gioco per la scuola materna di S. Lorenzo. E' stata inoltre effettuata una donazione ad A.G.E.O.P. (l'Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica), per sostenere la ricerca contro i tumori pediatrici promossa dall'associazione (che si occupa dell'accoglienza e assistenza dei piccoli pazienti oncologici), mentre una parte consistente del ricavato 2018 (circa 12.000 Euro) è stata utilizzata per il rinnovamento degli arredi dei parchi pubblici di via Europa e del centro sociale di Borgonuovo. In particolare, sono stati acquistati due giochi fruibili anche da bambini con disabilità: "una scelta inclusiva e di civiltà, nata dalla volontà di garantire a tutti i bambini la possibilità di giocare in spazi adatti alle proprie esigenze", ha spiegato l'Assessora alle Politiche Sociali di Sasso Marconi, Carla Mastrapasqua. I due giochi sono stati dedicati alla memoria di due persone a lungo attive nel volontariato sociale: Cesare Vicinelli e Romolo Padroni. I loro nomi figureranno in un'apposita targa ricordo esposta accanto ai giochi.
Alla cerimonia di questa mattina, presso la sede della Pubblica Assistenza Sasso Marconi (associazione 'capofila' del progetto), erano presenti i sindaci di Sasso Marconi e Marzabotto, Stefano Mazzetti e Romano Franchi che, nel ringraziare gli organizzatori della manifestazione per il loro lodevole impegno a favore del territorio, hanno posto l'accento sul valore del volontariato, risorsa imprescindibile per la tenuta e la coesione sociale dei territori. Per le associazioni coinvolte nel progetto ha parlato Federico Sandrolini, sottolineando come la forza della festa anni 70/80 sia lo spirito di collaborazione tra i diversi soggetti: è da questo lavoro 'di gruppo' che ogni anno prende forma un evento capace di proporsi come una grande occasione di festa e solidarietà al tempo stesso. Per finire Luisa Elmi, presidente della Pubblica Assistenza, ha espresso l'auspicio di dare continuità all'iniziativa nel corso dei prossimi anni.

La mattinata si è chiusa con la consegna di una simbolica pergamena di ringraziamento alle associazioni e ai volontari che, mettendo a disposizione il proprio tempo e le rispettive competenze, contribuiscono alla realizzazione della manifestazione, e con un aperitivo di buon auspicio in vista della sesta edizione della festa, in programma sabato 6 aprile presso gli impianti sportivi di via Cà de Testi.


* Le associazioni che collaborano alla realizzazione di "Quei favolosi anni '70/80" sono: Pubblica Assistenza Sasso Marconi, Alpini Sasso/Casalecchio, Antico Mondo Contadino, Tractor Sdaz, Mieti & Trebbia, A Tutta Birra Sassofest/Pro Loco, Tartufai, Pro Loco 'Fontana', Associazione Nazionale Carabinieri, Giacche Verdi, Marzanotte e da quest'anno anche Ponte Albano C'é 

lunedì 18 marzo 2019

Il Principato di Mongardino si mobilita a favore della ricerca per la fibrosi cistica.

Disponibilità, amore, cuore e voglia d’impegnarsi e di dare energia positiva. Un camion di colombe natalizie da Pesaro a Mongardino per un sostegno alla ricerca.

Riceviamo:

Conosco Francesca del Mastro, che abita a Pesaro, grazie agli zii, perché a Natale 2017, Maurizio ed io siamo stati invitati a casa loro per trascorrervi la festività, quindi per noi è diventata di famiglia. Non sapevamo nulla della sua malattia. Quindi vedemmo in lei una splendida ragazza con i problemi tipici della sua età. Poi, parlando al telefono con zia Pina, ci confidò che Francesca è affetta da fibrosi cistica. In un primo momento non capimmo che malattia fosse, mai sentita nominare e, quando ci informammo e chiedemmo a Pina più informazioni, ci spaventammo. La prima sensazione, al sapere che una persona può morire a poco a poco per mancanza di fiato e così giovane, fu travolgente, non ci potevamo credere. Poi ci raccontarono di Francesca che nel suo piccolo, passatemi il termine, faceva “da cavia per la ricerca”, perché se non si fa ricerca queste brutte malattie non si possono debellare. Intanto passò l’anno e finalmente decisero di venirci a trovare il 6 dicembre dello scorso anno .
Noi abitiamo a Sasso Marconi, e quindi si decise di andare a pranzo al Ristorante Trattoria la Gotta a Mongardino. Avevamo già “adocchiato” Cristina Funi su facebook e mi aveva aiutata in un’altra iniziativa, quindi ero certa della persona e della famiglia e che avrei potuto farla conoscere a Francesca, perché si doveva sentire a casa, non giudicata per l'uso della mascherina o dei tubini dell’ossigeno. E così andammo e mangiammo benissimo. Francesca è anche una “buona forchetta” e si intrattenne anche con Andrea Funi lo chef, e parlarono di cibi etc. Insomma, per farla breve, tornammo a mangiare al Ristorante anche a Natale 2018 e qui è scattata la collaborazione per il sostegno alla ricerca contro la fibrosi cistica. A pranzo dicemmo: - Cristina ma tu ed il Principato non ci potete aiutare a spargere la voce per “vendere” a Pasqua colombe il cui ricavato andrà alla ricerca sulla fibrosi cistica ?- E lei nella sua completa disponibilità disse : -Certo che si!- .... come fosse semplice e doveroso fare questa cosa. Preciso che nello stesso Natale con Maurizio tramite nostri amici qualcosina avevamo ottenuto con la vendita di panettoni ed eravamo già felici. Intanto con Cristina ci siamo scambiati dei like su FB. Noto con grande compiacimento che il Principato è collaborativo al massimo. Sono una forza della natura, sempre presenti, si aiutano fra di loro, bellissimo. Il 15 febbraio scorso mi arriva la locandina per la ricerca pro fibrosi cistica. Inizio a pubblicarla su FB su Sei di Sasso se… nulla…. Ed il 27 febbraio mando un 'whatsappino' a Cristina e allego: - Mi aiuti ?- (ore 9.14), alle 9.15 ricevo: “Certo Ely che ti aiuto”. Alle 11 al bar e via è partita la Cristina. Ha postato tutto sulla chat del Principato, sulla pagina di Fb del Principato ed i residenti hanno aderito in maniera compatta e di cuore. Alle 20,11 dello stesso giorno eravamo a quota € 587,00. Non ci credevo: in mezza giornata nella quale la gente è impegnata nel lavoro. Poi richiamando tutte queste persone, perfette sconosciute, ho trovato un calore, una generosità, una partecipazione, 'il sentirsi a casa' trovato per prima da Cristina. Il giorno dopo eravamo già a quota 758 euro, con persone che mi chiedevano……quando e come ti diamo gli eurini? E qui rientra in campo la sagacia di Cristina che prevedendo la quantità di uova e colombe “vendute” , aveva già trovato una collaborazione nel volontario Andrea Zerbini, per ora nella funzione di autista. Poi dice: “…..ma quest’anno non abbiamo fatto la Bandiga per gli eroi della Neve, anche se è stato un inverno mite, non perdiamo le tradizioni e facciamola”. In quattro e quattr'otto con le sue collaboratrici “storiche” Francesca, Isabella, Pier, Cesare e tanti altri viene organizzato il tutto. Ci sono gli “uomini della neve” che arrivano con i trattori e le benne per la neve, c’è il banco con la raccolta pro ricerca Fibrosi Cistica, ci sono due candidati Sindaci, uno assente giustificato, c'è il tavolo con il cibo e quello con le bevande e davanti a tutto 'sto ben di Dio si palesa il parroco che nelle sue testuali parole dice che nel Principato c’è una fratellanza che unisce e questa fratellanza, fa sì che altre uova e colombe si aggiungano alla lista degli acquisti e quindi che la ricerca contro la fibrosi cistica vada a
vanti. Insomma, ridendo, scherzando e mangiando, collaborando e volendosi bene, la ricerca riceverà circa 900 euro. Infatti è già tutto organizzato ed il 10 di aprile andremo a Pesaro a ritirare il tutto. E qui torna in campo Andrea Zerbini ed il suo camion, perché un CAMION ci vuole poiché sono almeno 20 i cartoni da trasportare. Poi Cristina, come da accordi metterà, ancora a disposizione la terrazza del Ristorante La Grotta dove si provvederà alla distribuzione dei beni, prima della Santa Pasqua. E questo è il Principato e quanto ha fatto per la Ricerca Fibrosi Cistica. Un successone se si considera il numero degli abitanti rispetto alla cifra che verrà donata. Grazie a tutti gli abitanti del Principato di Mongardino che si distinguono in ogni occasione.

Le principali protagoniste

Nel Principato di Mongardino ci sono i cittadini di Mongardino che, oltre a prodigarsi fra loro e per loro, si mobilitano anche a favore della Ricerca per la Fibrosi Cistica. In maniera coesa, solidale, unanime e concorde, hanno aderito alla proposta fatta da Cristina Funi del Ristorante la Gotta ed hanno devoluto acquistando uova e colombe, nonché donazioni in denaro, circa  900euro alla Ricerca Fibrosi Cistica. Ma ancora più importante è che l’hanno fatto col cuore anche ieri partecipando alla Bandiga della neve. Cristina poi provvederà a recarsi a Pesaro il 10 aprile con un camion (è necessario per poter trasportare circa 20 scatoloni tra uova e colombe) con l’aiuto dell’immancabile volontario Andrea, nonché proprietario del mezzo di cui si parla. Ci saremo anche noi abitanti del Regno di Sasso Marconi, Maurizio ed Elisabetta, perché per primi abbiamo conosciuto la Fibrosi Cistica in quanto Francesca, la nostra amica di Pesaro, ce l’ha questa malattia subdola che ti toglie il fiato. Il Principato è sempre in prima linea e ci mette sempre tutte le forze, la generosità, l’ospitalità, ed il cuore, che possiede.

domenica 10 marzo 2019

1 milione e 650 mila euro all’Azienda USL di Bologna e all’Istituto delle Scienze Neurologiche (ISNB) per la ricerca.

Primi in Regione per IRCCS e starting grant. I progetti premiati dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando di Ricerca Finalizzata 2018.


Dall'Azienda USL di Bologna

Neuropatie ottiche ereditarie, riabilitazione dei pazienti paraplegici, telemedicina per i pazienti epilettici, riabilitazione post trauma cranico, disturbi bipolari e della personalità. Su questi temi si svilupperanno i 5 progetti di ricerca dell’Azienda USL di Bologna, di cui 3 dell’ISNB, premiati dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2018.
Con oltre 1 milione e 650 mila euro complessivi, per i prossimi 3 anni, i ricercatori lavoreranno su progetti volti ad acquisire nuove conoscenze (categoria Theory enhancing), e a proporre soluzioni innovative per migliorare la gestione clinica dei pazienti (categoria Change promoting).

1 milione 350 mila euro sono destinati all’ISNB, primo IRCCS in Emilia-Romagna con 3 progetti sui 9 premiati in Regione. I progetti, uno appartenente al Theory enhancing e due al Change promoting, sono coordinati rispettivamente da Valerio Carelli e dalle giovani ricercatrici Elena Antelmi e Laura Licchetta, tutti neurologi della Clinica Neurologica dell’ISNB.

260 mila euro, invece, sono destinati all’Azienda USL di Bologna, per due starting grant (sui cinque premiati in tutta la Regione Emilia-Romagna), categoria riservata ai ricercatori esordienti, con meno di 33 anni e alla prima esperienza di ricerca. I due progetti, finanziati con 130 mila euro ciascuno, sono di Francesco Di Gregorio e Anna Sasdelli, ricercatori rispettivamente in psicologia e psichiatra.
I progetti
REORION è il titolo del progetto coordinato da Valerio Carelli, che si concentrerà su due delle principali neuropatie ottiche ereditarie. I ricercatori svilupperanno in laboratorio miniorgani del tessuto ammalato (retina e nervo ottico) e su questi sperimenterà nuove terapie.

Lo studio coordinato da Elena Antelmi ha l’obiettivo di valutare i benefici che l’utilizzo di un esoscheletro robotico, rispetto al trattamento riabilitativo classico, può avere sui pazienti paraplegici che hanno perso l’uso delle gambe.

TELE-EPIC è il progetto coordinato da Laura Licchetta che coinvolgerà circa 600 pazienti, la metà dei quali bambini. Il progetto propone la telemedicina come metodo innovativo per fornire assistenza a distanza ai pazienti con epilessia.

Il progetto coordinato da Anna Sasdelli mira allo studio di nuove strategie diagnostiche relative al disturbo bipolare e al disturbo borderline della personalità, mentre Francesco Di Gregorio studierà nuove strategie riabilitative rivolte a pazienti con traumi cranici tali da inibire la percezione della porzione sinistra dello spazio.

martedì 10 aprile 2018

Domani, 11 aprile, Giornata Mondiale contro il Parkinson

L'Azienda USL di Bologna informa:


Studiare i nuovi profili molecolari della malattia di Parkinson, monitorare l’evoluzione della patologia, inserire i pazienti in un percorso diagnostico terapeutico assistenziale sono gli strumenti con il quale l’ISNB combatte il Parkinson.

Confermando la sua vocazione di ricerca traslazionale, l’ISNB affronta la malattia di Parkinson partendo da una ricerca in  laboratorio, passando dalla medicina personalizzata, fino ad arrivare a progetti di miglioramento dell’organizzazione del sistema di presa in carico del paziente.
L’ISNB è, infatti, il centro coordinatore di Propag-Ageing, progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon 2020 che vede impegnati 100 scienziati di 5 diversi Paesi. Con il Propag-Ageing, per la prima volta, la malattia di Parkinson è reinterpretata in un’ottica più generale che coinvolge l’intero processo di invecchiamento. Sebbene sia noto che l’età avanzata rappresenti uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia, fino ad oggi non è stata adeguatamente approfondita la relazione tra le normali alterazioni cellulari/molecolari che accompagnano l’invecchiamento fisiologico in salute e le alterazioni che caratterizzano questa malattia.
A livello locale, l’ISNB ha avviato il ParkLink Bologna, un progetto di monitoraggio dei pazienti che mira a studiare la malattia nel suo complesso. I pazienti che danno il consenso a partecipare allo studio, sono seguiti nel tempo su ogni aspetto della patologia, dal consumo dei farmaci, agli eventuali ricoveri, fino all’insorgenza di eventuali altri problemi di salute. Ciò consente la realizzazione di uno studio epidemiologico e di costruire, quindi, un registro per monitorare l’evoluzione della malattia e comprenderne meglio le fasi.
Oltre alla ricerca, l’ISNB offre servizi di diagnosi, cura e assistenza garantita da un PDTA dedicato alle persone con malattia di Parkinson. Il PDTA dell’Azienda Usl di Bologna, creato insieme ai professionisti dell’ISNB, è il primo e per ora unico in Italia a garantire, accanto ad una presa in carico sanitaria multidisciplinare completa, anche una offerta di interventi non strettamente sanitari. Per la prima volta in Italia, nella équipe multi-professionale sono coinvolti, sin dalle fasi precoci di esordio della malattia, laureati in scienze motorie che operano presso una rete di palestre presente in tutto il territorio metropolitano bolognese.  E’ lo stesso specialista neurologo o il fisioterapista a prenotare direttamente, in accordo con il paziente, la palestra più comoda e ad avviare un programma di Attività Fisica Adattata, modellata sulle caratteristiche specifiche di ogni singolo paziente.  Il movimento svolge, infatti, una azione preventiva nei confronti della malattia di Parkinson e, combinato con le terapie più avanzate e una presa in carico multidisciplinare, ne rallenta la progressione. L’attività fisica regolare, infatti, diminuisce del 43% il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, e i parkinsoniani che la praticano riducono del 70% il rischio di cadute.
La malattia di Parkinson è una delle malattie neurologiche degenerative più diffuse. In Italia, ogni anno vengono diagnosticati 15.000 nuovi casi, di cui almeno 1.000 in soggetti con età inferiore ai 45 anni. Si calcola che in Emilia-Romagna ci siano 18.000 persone con malattia di Parkinson.



domenica 12 novembre 2017

“La Regione sostenga la ricerca dell'Istituto Ramazzini sulla pericolosità del GLIFOSATO”

Il consigliere regionale di M5S Giulia Gibertoni ha presentato una interrogazione sul pesticida più utilizzato in agricoltura, potenzialmente pericoloso per la salute umana e sulla tossicità del quale l’istituto di ricerca bolognese sta portando avanti un complesso studio di verifica. "Evitare che UE rinnovi licenza per altri 10 anni”.  
 
Riceviamo:  
 
La Regione sostenga lo studio che l’istituto Ramazzini sta portando sul glifosato. Anche se al momento i risultati ottenuti sono parziali è evidente che l’esposizione al pesticida può avere effetti molto pericolosi per la nostra salute”. Giulia Gibertoni ha presentato una interrogazione alla Giunta per sollecitare un impegno della Regione nei confronti della verifica della tossicità del glifosato, il pesticida più diffuso in agricoltura il cui consumo è stimato in circa 825mila tonnellate all’anno. “L’istituto Ramazzini di Bologna sta conducendo uno studio molto scrupoloso sugli effetti provocati dall’utilizzo di questa sostanza – spiega Giulia Gibertoni – Studio che, seppur ancora incompleto, mette in evidenza abbastanza chiaramente come anche a dosi ritenute sicure e per un periodo espositivo relativamente breve (corrispondente all’incirca ad uno studio di tossicità a 90 giorni, cioè, in termini di età equivalente nell’uomo, dalla vita embrionale ai 18 anni di età), sono in grado di alterare alcuni parametri biologici di rilievo che riguardano soprattutto marker correlati allo sviluppo sessuale, alla genotossicità e all’alterazione della flora batterica intestinale. Davanti a queste evidenze scientifiche non si può continuare a far finta che questo problema non esista”. Per questo nella sua interrogazione Giulia Gibertoni chieda alla Regione di supportare lo studio del Ramazzini, che nel frattempo sta continuando la ricerca a lungo termine del pesticida per arrivare a disegnare un quadro il più possibile completo sugli effetti della sostanza sulla salute dell’uomo. “Un sostegno che dovrebbe concretizzarsi anche attraverso la richiesta al Governo di frenare l’ormai prossima autorizzazione in sede UE dell’utilizzo del pesticida – conclude Giulia Gibertoni – Se l’Europa dovesse permettere il suo utilizzo per altri 5 o 10 anni gli effetti potrebbero essere devastanti, bisogna che l’Italia convinca gli altri Stati membri della UE, chiamati di nuovo ad esprimersi in questi giorni sulla proposta della Commissione di autorizzare per altri anni il principio attivo del RoundUp della Monsanto,  ad applicare il principio di precauzione fermando l’utilizzo di tale principio attivo dannoso per la salute umana”.


giovedì 24 agosto 2017

Una ricerca svela: le piogge intense arriveranno sempre più tardi

Un team europeo a cui hanno partecipato anche ricercatori di Ingegneria dell'Alma Mater, ha trovato collegamenti tra riscaldamento globale e regimi alluvionali europei.


Il riscaldamento globale ha modificato il regime stagionale delle alluvioni in Europa. Il risultato arriva dal lavoro di un team internazionale coordinato da Günter Blöschl della Technische Universität di Vienna, a cui hanno partecipato anche due docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna: Attilio Castellarin e Alberto Montanari. Lo studio – da poco pubblicato su Science – è il primo a mostrare come il cambiamento climatico abbia un reale impatto sul regime degli eventi alluvionali di alcune ampie regioni europee.
Il team di ricerca ha analizzato i dati raccolti nel corso di più di cinquant’anni da oltre 4.000 stazioni di monitoraggio attive in 38 paesi europei. Per arrivare a questo risultato, i ricercatori hanno scelto di non concentrarsi sull'intensità delle singole alluvioni ma di analizzare invece il regime stagionale dei fenomeni di piena.
I risultati. Nell'area mediterranea, ad esempio, le alluvioni si verificano di norma più spesso tra l’autunno e l’inverno, quando l'evaporazione dell’acqua dal terreno e la traspirazione attraverso le piante sono basse, mentre le precipitazioni sono più significative.
In particolare nell'area adriatica, il riscaldamento del Mediterraneo ha fatto slittare in avanti di un mese – alla fine dell'autunno – il periodo di massima allerta per le inondazioni. a causa dello scioglimento sempre più anticipato delle nevi, nell'area nord-orientale del continente, le inondazioni tendono a verificarsi con un mese di anticipo – all'inizio della primavera – rispetto a quanto accadeva negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.
La ricerca ha coinvolto anche l’area nord-orientale del continente, dove è risultato che le alluvioni tendono a verificarsi un mese prima rispetto agli anni '60 e '70 del secolo scorso, con ogni probabilità perché, a causa del riscaldamento globale, lo scioglimento delle nevi è sempre più anticipato.
Tornando all’Europa meridionale, invece, gli eventi alluvionali si verificano più tardi che in passato, e la causa in questo caso è legata alle conseguenze del riscaldamento del Mediterraneo.
Si tratta di un risultato estremamente interessante – spiegano i due ricercatori Unibo Alberto Montanari e Attilio Castellarin – che indica la strada per comprendere meglio l’impatto di cambiamenti recenti sulla sicurezza del territorio. L’Italia, in questo senso, è un esempio notevole, perché sul suo territorio ci sono bacini idrografici caratterizzati da condizioni climatiche molto diversificate. Questi risultati possono rivelarsi quindi molto utili per affinare la progettazione di strategie di adattamento al cambiamento climatico per il nostro Paese”.


Da Bologna Today


lunedì 14 agosto 2017

A Borgonuovo Romano Franceschelli cerca il 'tesoro energetico'.


Trent'anni di ricerche, prove, alti e bassi e l'idea-invenzione dell'ingegner Romano Franceschelli, fondatore della 'Tecnologie FRB' di Borgonuovo, sta diventando una realtà: produzione di energia elettrica tramite un dispositivo gravi – centrifugo. L'innovazione consiste nell'utilizzare la forza gravitazionale e la forza centrifuga prodotta da una asta porta peso con un carico di 10 chilogrammi, per dare movimento a un carrello la cui corsa aziona un generatore. Dopo un primo impulso 'esterno' per avviare il meccanismo, il complesso è in grado, non solo di autoalimentarsi, ma di produrre una quantità di energia in eccesso, quindi da cedere per un altro utilizzo.

Regazzi e Franceschelli
Trent'anni di cambiamenti, perfezionamenti, di modifiche al fine di arrivare alla struttura capace di dare il risultato voluto e reggere in modo adeguato alle notevoli forze fisiche dell'invenzione. L'alba del giorno tanto atteso da Franceschelli è arrivata: “Le ultime prove,” spiega l'inventore, “ hanno dato un utile energetico pari allo 0.10 e cioè, alla spesa energetica dell'attrezzatura indicata come 1 si registra una produzione pari all'1.10. Ma l'obiettivo” sottolinea Franceschelli fiducioso, “è arrivare al raddoppio rispetto al consumo e cioè se consideriamo 1 l'energia di utilizzo, deve essere 2 quella prodotta. La strada su cui camminare è comunque tracciata”. Romano spiega poi che il punto su cui lavorare è il 'fine corsa del carrello' necessario per ripetere il tragitto generativo di energia. “ Il consumo energetico nei 'due punti morti' è ancora troppo elevato, precisa Franceschelli che è tanto sicuro del risultato e delle possibilità di ottimizzare la sua macchina che ha avviato le pratiche per brevettare, oltre all'idea, come già fatto, l'invenzione. Sta ora valutando quali paesi indicare nei brevetti.
Certo,” stigmatizza Franceschelli, “ lo Stato potrebbe anche darmi una mano. Non lasciarmi solo. Si parla tanto di sostenere la ricerca, ma poi chi ha l'idea e la voglia di spendersi per ciò in cui crede, è snobbato, trattato come un visionario e quindi ritenuto un approfittatore”. Precisa poi di essere in cerca di finanziatori per dare corpo alle ulteriori ricerche, necessarie per arrivare allaquantità voluta di energia prodotta. “C'è già un arabo interessato,” precisa Franceschelli, “ma a me piacerebbe che il risultato fosse europeo e ancor meglio italiano”.

Affianca il ricercatore l'ingegnere elettronico Massimiliano Bettucchi che rileva compiaciuto i dati energetici e segue il lavoro dei rifasatori in azione per la trasformazione dell'energia prodotta, simile a quella dell'eolico, in quella alternata per l'utilizzo comune.

Franceschelli ha poi il pieno appoggio dell'amico Mauro Regazzi, anch'egli imprenditore, il quale vede la proposta di assoluto interesse generale. “ Un mini dispositivo potrebbe essere collocato a servizio di una abitazione e si potrebbe così avere energia in ogni situazione e superare i pericoli di black out”.