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lunedì 25 gennaio 2021

I servizi di contenimento e gestione dell’emergenza Covid dei Carabinieri


Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa

Durante lo scorso fine settimana sono state identificazione 1.035 persone, controllati di 376 veicoli e 182 esercizi pubblici.

Una quarantina di persone sono state sanzionate per aver violato la normativa, in particolare quella sugli assembramenti, gli spostamenti notturni (tra le 22 e le 5) e diurni tra i comuni di residenza. Non sono mancate le sanzioni che i militari hanno redatto a carico di alcuni esercenti situati in Provincia di Bologna per aver violato le disposizioni sull’asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dei pubblici esercizi da parte dei clienti.


Foto dei Carabinieri di Bologna.

 

mercoledì 15 luglio 2020

Emergenza COVID-19: aggiornate le Linee guida per riapertura attività economiche, produttive e ricreative

Il periodico regionale informa delle nuove linee guida per la riapertura di attività

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 9 luglio ha aggiornato il documento : "Emergenza COVID-19: “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” (vedi Regioni.it n. 3878)
 
Fermo restando il rispetto di alcune regole di prevenzione (come l'igienizzazione delle mani) le novità riguardano:
a) la possibilità di tornare a poter consultare quotidiani e riviste in determinati locali (coe ristoranti, strutture ricettive, barbieri e acconciatori, uffici aperti al pubblico, terme e centri benessere , nonché nelle discoteche e nei circoli ricreativi).
b) la possibilità di giocare a  carte nei circoli ricreativi e nelle discoteche (o in altri locali assimilabili destinati all’intrattenimento, in particolar modo serale e notturno).

Si riporta si seguito il link alla versione aggiornata delle Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative

lunedì 15 giugno 2020

Report Covid del 15 giugno

Continua il percorso di superamento dell'emergenza Covid. A Bologna e provincia per il secondo giorno consecutivo, nessun decesso e sono solo 5 i nuovi positivi ( 3 a Bologna città, uno a Sant'Agata e uno a Casalecchio). I guariti sono 30. 



venerdì 29 maggio 2020

Buona notizia: chiude il reparto di Covid-19 a Villa Nobili a Castiglione dei Pepoli

Villa Nobili di Castiglione ha dimostrato capacità e attenzione alle richieste del territorio, dando una mano al sistema ospedaliero in un momento altamente delicato. Da giugno riaprono medicina generale, chirurgia, centro prelievi e il punto di primo intervento torna a operare 24 ore su 24 e l'emergenza Covid si allontana.

di Carmine Caputo

Anche l'ultimo paziente ammalato di Covid-19 ospitato dalla casa di cura Villa Nobili di Castiglione, ha potuto lasciare la struttura. Dopo la prevista sanificazione, da lunedì 1 giugno per l'ospedale dell'Appennino si tornerà alla normalità.

Nel pieno della crisi legata alla pandemia ai gestori della clinica, che è privata ma convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale, era stato chiesto di poter ospitare pazienti affetti da Covid ma in via di guarigione, provenienti da case protette, per evitare il drammatico aumento dei contagi e delle morti, avvenuti altrove.

Da parte dei dirigenti del gruppo Garofalo Health Career era venuto subito un benestare, a patto però di sospendere le attività quotidiane, tra cui quella di pronto soccorso, per ragioni logistiche, sanitarie e di personale.

È a quel punto con una comunicazione congiunta da parte di Maurizio Fabbri, sindaco del Comune di Castiglione, e Alessandro Santoni, presidente del distretto socio-sanitario dell'Appennino bolognese, si è chiesto di mantenere, anche con limiti inevitabili, i servizi ambulatoriali e il punto di primo intervento almeno dalle 8 alle 20. Il management di Villa Nobili, guidato dall'amministratore Luigi Gallina e dal direttore sanitario Niccolò Francioli, si è reso disponibile a questo sforzo ulteriore e ha accettato. Il reparto covid ha aperto il 22 aprile. In questo mese ha ospitato 28 pazienti fino all'auspicato ritorno alla normalità, legato all'attenuarsi dell'emergenza. Prevista la riapertura dalla prossima settimana della medicina generale, della chirurgia, dei prelievi e del punto di primo intervento 24 ore su 24.

giovedì 14 maggio 2020

Ospedale di Budrio, 28 pazienti positivi al COVID-19.

Attivate tutte le misure organizzative per spegnere il focolaio.

L'Azienda USL di Bologna informa:


28 pazienti dell’Ospedale di Budrio, reparti di Medicina e Lungodegenza, positivi al Covid-19. Con loro anche 4 visitatori dell’ospedale e 16 operatori (2 medici, 9 infermieri, 4 OSS, 1 addetto alle pulizie).
E’ l’esito dei tamponi eseguiti a tappeto nei giorni scorsi, sui ricoverati presso la Medicina e la Lungodegenza dell’Ospedale, gli operatori e persone che nei giorni scorsi hanno visitato pazienti dei reparti.

I controlli sono scattati in seguito alla positività riscontrata in un paziente ricoverato per patologie non correlate al Coronavirus, che nel corso del ricovero ne ha tuttavia sviluppato i sintomi, confermati anche dal quadro clinico radiologico.

La direzione dell’Ospedale ha immediatamente attivato le misure organizzative appropriate per isolare il focolaio. Gli operatori sono stati allontanati dal lavoro, mentre i pazienti positivi sono stati trasferiti nei reparti COVID dell’Ospedale di Bentivoglio e Villa Erbosa. 
I settori dell'ospedale coinvolti sono tutti isolati. Tutti gli altri settori di degenza, day hospital e ambulatoriali, non hanno mai espresso casi di positività.
Il reparto di Medicina è stato sanificato e sono in corso le procedure di sanificazione anche per il reparto di Lungodegenza. Durante tutta l’emergenza COVID-19 l’Ospedale non ha mai avuto carenze di dispositivi di protezione individuale. L’attività di ricovero presso la Medicina di Budrio è attualmente sospesa in attesa della ripetizione del tampone da parte degli operatori sanitari.
Tutt’ora ricoverati 16 pazienti (6 in Medicina, 10 in Lungodegenza), tutti negativi al tampone.

E’ stata attivata, inoltre, la rete dei Medici sentinella, medici di medicina generale, che costituiscono un sistema di sorveglianza attiva per intercettare quanto più precocemente possibile, casi di infezione COVID-19 nel territorio del Comune di Budrio.

Da oggi, infine, nell’ambito di un rapporto di collaborazione in essere tra le Aziende Usl e Policlinico di S.Orsola, attivato in previsione della ripresa delle attività sanitarie, la cosiddetta Fase 2, la direzione dell’Ospedale si avvale anche del contributo della dottoressa Anya Borojevic della World Health Organization, esperta di igiene dei percorsi ospedalieri con particolare riferimento all’epidemia COVID. Con il suo contributo, si stanno rivalutando tutti i percorsi all’interno dell’Ospedale, per confermarne la massima sicurezza, con particolare riguardo all’accesso e alla logistica dell’ambulatorio vaccinale pediatrico, separato dalle aree di degenza e al riparo quindi da  contaminazioni da Covid-19.

L’Azienda conferma la sicurezza dell’ambulatorio vaccinale pediatrico. Sono comunque in essere delle procedure che consentono alle famiglie di spostare l’appuntamento presso altri ambulatori in comuni limitrofi

In questa occasione preme sottolineare che, proprio in questa Fase 2 di uscita dall’emergenza e di ripresa delle attività sanitarie, deve essere posta la massima attenzione da parte di tutte le persone che, per necessità di salute, di relazione sociale ed anche di lavoro, frequentano tutti i giorni gli ospedali. Una caduta di tensione, anche se minima, nei confronti delle misure di protezione dal contagio, che si sono mostrate così efficaci per uscire dall’emergenza, può condurre, infatti, all’insorgenza di nuovi focolai come quello oggi in via di spegnimento all’Ospedale di Budrio.


giovedì 30 aprile 2020

Irst-UniBo, parte studio clinico su farmaco antimalarico

Su duemila soggetti asintomatici a rischio

Uno studio clinico di Istituto tumori della Romagna e Università di Bologna testerà l'efficacia dell'idrossiclorochina, farmaco antimalarico, per la prevenzione e il trattamento precoce dei pazienti di coronavirus. Il comitato tecnico scientifico dell'Aifa e il Comitato etico unico nazionale per gli Studi terapeutici sul Covid-19, comunica l'Irst, hanno dato via libera a 'Protect'. Lo studio è coordinato da Pierluigi Viale (direttore del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell'Università di Bologna), Giovanni Martinelli (direttore scientifico Irst Irccs) e disegnato da Oriana Nanni (Irst) con la collaborazione di Annibale Biggeri (Irst).
Protect punta a valutare l'efficacia di un trattamento di profilassi farmacologica in una popolazione non affetta da Covid-19, ma ad alto rischio di infezione, perché strettamente a contatto con una persona positiva, quindi conviventi del nucleo familiare e/o operatori sanitari. Il reclutamento mira a raggiungere un numero di partecipanti di circa duemila soggetti, asintomatici a rischio.

domenica 19 aprile 2020

Report Covid-19 di Bologna e Provincia del 19 aprile


Continua l'andamento incoraggiante dell'evolversi della pandemia. In contro tendenza Sasso Marconi che conta oggi due positivi al covid in più rispetto a ieri e purtroppo due decessi sui 12 di tutta Bologna e provincia.






venerdì 10 aprile 2020

Sasso Marconi per le famiglie in difficoltà Covid 19

Per alleviare le difficoltà delle famiglie che in questo periodo si trovano ad affrontare disagi economici sia le Parrocchie sia il Comune di Sasso Marconi hanno organizzato raccolte di offerte e distribuzioni di beni di prima necessità.

La comunità parrocchiale di S. Pietro e S. Lorenzo in collaborazione con la Caritas, ha aperto una sottoscrizione per raccogliere donazioni da devolvere al sostegno di famiglie bisognose a causa dell'emergenza in corso. 

Le offerte si possono effettuare con bonifico a Parrocchia di San Lorenzo  

Emil Banca Largo Cervetta 3, 40037 Sasso Marconi

IBAN: IT33Y 07072 37100 020000005519



Anche il Comune di Sasso Marconi come prima forma di aiuto alle famiglie, gravate dalla prolungata fase di emergenza dovuta all’epidemia da Coronavirus, sta erogando 'buoni spesa' grazie ai fondi stanziati dal Governo. 

A questi aggiunge ora l’attivazione di un Conto Corrente bancario intestato al Comune di Sasso Marconi, che cittadini e associazioni possono utilizzare per una donazione.

Queste le coordinate bancarie:
 

IBAN: IT66V 07072 37100 000000435196
Causale: “Sasso solidale”
Sul sito web del Comune verranno forniti periodici aggiornamenti sulle modalità di distribuzione delle donazioni ricevute.

giovedì 9 aprile 2020

Emergenza Covid-19: già 4000 euro raccolti sul conto unico dell'Unione

Dubbio invia:

Emergenza Covid-19: già 4000 euro raccolti sul conto unico dell'Unione
Sono già stati raccolti 4000 € dopo appena pochi giorni sul conto unico dell'Unione dell'Appennino bolognese attivato a sostegno degli interventi per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-2019 sul territorio del distretto dell’Appennino bolognese.
I versamenti potranno essere effettuati, tramite bonifico bancario sul conto intestato dell'Istituzione dei Servizi Sociali Educativi e Culturali dell'Unione dell'Appennino Bolognese con IBAN IT09D0306902477100000046057 con la seguente causale "EMERGENZA COVID-19".
Tutte le erogazioni saranno tracciate. Inoltre, indicando il proprio codice fiscale o partita IVA per le imprese nella causale, sarà possibile richiedere le detrazioni previste dalla normativa. Queste donazioni sono infatti sempre deducibili o detraibili in sede di dichiarazione dei redditi, sia da parte di privati che da parte di imprese.
A chi devolvesse del denaro nel 2020 per gli interventi in per contrastare l’epidemia da COVID-19 infatti spetta una detrazione dall'imposta lorda (ai fini dell'imposta sul reddito) pari al 30%, per un importo non superiore a 30 mila euro.
Le offerte devono essere rivolte a favore dello Stato, degli enti locali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni senza scopo di lucro. Per questo è importante inserire codice fiscale o partita IVA.
Le risorse saranno destinate al sostegno per le strutture sanitarie e socio-sanitarie territoriali, per acquisto di attrezzature e presidi sanitari e dispositivi medici, per iniziative sociali di sostegno e assistenza alla popolazione del territorio. Ovviamente l’utilizzo delle risorse sarà rendicontato in maniera puntuale.
«Questa situazione di emergenza, come spesso accade, ha messo in evidenza la generosità dei nostri cittadini, che in varie forme hanno cominciato ad aiutarci sin da subito, chi offrendosi come volontario, chi facendo la spesa per i meno fortunati» spiega il presidente dell’Unione Maurizio Fabbri. «Ci sono già tanti conti aperti, abbiamo pensato però che amministratori pubblici abbiamo il dovere della massima trasparenza: per questo abbiamo istituito un conto unico per l’intero distretto, per il quale rendiconteremo tutto quello che i cittadini doneranno e che spenderemo sul nostro territorio. Oltre tutto in questo modo tracciato i cittadini potranno successivamente usufruire delle detrazioni previste».
L’Unione ha inoltre attivato un indirizzo e-mail donazione.emergenza@unioneappennino.bo.it per coloro che abbiano bisogno di chiarimenti o che vogliano richiedere la ricevuta relativa alla donazione effettuata per fruire delle agevolazioni fiscali.


giovedì 2 aprile 2020

Unione dell’Appennino ha istituito un conto corrente per donazioni 'emergenza Covid-19'

Un conto unico per gli undici comuni dell’Unione dell’Appennino bolognese e per Alto Reno Terme per raccogliere fondi da indirizzare alle situazioni di emergenza legati all’epidemia da Covid-19

di Carmine Caputo

L’Unione dei comuni dell’Appenino bolognese ha deliberato, con un atto di giunta, l'attivazione della raccolta di fondi a sostegno degli interventi per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-2019 sul territorio del distretto dell’Appennino bolognese.

I versamenti potranno essere effettuati, tramite bonifico bancario sul conto intestato dell'Istituzione dei Servizi Sociali Educativi e Culturali dell'Unione dell'Appennino Bolognese con IBAN IT09D0306902477100000046057 con la seguente causale "EMERGENZA COVID-19". A breve le donazioni saranno possibili tramite pagamento online con carta di credito tramite piattaforme certificate.
Tutte le erogazioni saranno tracciate. Inoltre, indicando il proprio codice fiscale o partita IVA per le imprese nella causale, sarà possibile richiedere le detrazioni previste dalla normativa. Queste donazioni sono infatti sempre deducibili o detraibili in sede di dichiarazione dei redditi, sia da parte di privati che da parte di imprese.

A chi devolvesse del denaro nel 2020 per gli interventi in per contrastare l’epidemia da COVID-19 infatti spetta una detrazione dall'imposta lorda (ai fini dell'imposta sul reddito) pari al 30%, per un importo non superiore a 30 mila euro.
Le offerte devono essere rivolte a favore dello Stato, degli enti locali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni senza scopo di lucro. Per questo è importante inserire codice fiscale o partita IVA.
Le risorse saranno destinate al sostegno per le strutture sanitarie e socio-sanitarie territoriali, per acquisto di attrezzature e presidi sanitari e dispositivi medici, per iniziative sociali di sostegno e assistenza alla popolazione del territorio. Ovviamente l’utilizzo delle risorse sarà rendicontato in maniera puntuale.

L’Unione ha inoltre attivato un indirizzo e-mail donazione.emergenza@unioneappennino.bo.it per coloro che abbiano bisogno di chiarimenti o che vogliano richiedere la ricevuta relativa alla donazione effettuata per fruire delle agevolazioni fiscali.

lunedì 30 marzo 2020

Caso Ferrara allo studio, 'resistente' al contagio

I ferraresi resistono al Coronavirus naturalmente ? Diffusione e tasso di infezioni inferiori a resto regione
 


Nell'Emilia-Romagna che lotta contro il coronavirus c'è un'area del suo territorio, il Ferrarese, che sembra resistere naturalmente all'infezione, registrando una diffusione e un tasso di contagi ben inferiore al resto della regione. E che, per questo, dovrà essere studiato a fondo, così da capire come mai, in quella porzione d'Emilia, la Covid-19 sia stato arginato in maniera quasi naturale.
"Magari quando sarà tutto finito - ha osservato il commissario ad acta Sergio Venturi - ci chiederemo perché i contagi non sono mai cresciuti a Ferrara. Evidentemente qualche ragione ci sarà, o che fosse zona malarica o perché c'è la talassemia, però bisognerà chiederselo perché evidentemente c'è una resistenza naturale di quella provincia a questa infezione che dovremo studiare perché ci potrebbe essere utile anche per altri cittadini".

domenica 15 marzo 2020

Ridotti i servizi sanitari in Appennino per l’emergenza Covid-19.

L’Ausl, vista l’emergenza Covid-19, ha ridotto i servizi sanitari notturni a Vergato e Vado per concentrare le energie altrove. La risposta dei comuni: “quando c’è bisogno, noi ci siamo. L’importante è che sia temporanea”. I sindaci scrivono che è giusto fare qualche sacrificio ma a patto che il diritto alla salute dei cittadini dell’Appennino venga comunque tutelato

di Carmine Caputo

L’Ausl ha adottato due provvedimenti che entreranno in vigore da domani, lunedì 16 marzo e che potrebbero avere un certo impatto sui servizi sanitari nell’Appennino bolognese: la riduzione dell'orario del pronto soccorso dell'ospedale di Vergato, che resterà aperto dalle 8 alle 20, e la riduzione orario del servizio di Pubblica assistenza a Vado, operativo solo dalle 6 alle 18. Lo scopo di questa decisione è concentrare le risorse dove più servono in questo momento, in quelle aree dove le strutture sanitarie sono in sofferenza.
A fronte di questa situazione Alessandro Santoni, presidente del Distretto Socio-Sanitario dell'Appennino bolognese, ha scritto una lettera aperta ai cittadini pubblicata su Facebook e sul sito dell’Unione Appennino per tranquillizzare i cittadini allarmati.

«L'emergenza sanitaria legata al coronavirus Covid-19 sta stravolgendo la vita di tutti noi: possiamo anche dire che tutto andrà bene, ma la verità è che non andrà bene per tutti, se non mostriamo spirito di sacrificio e solidarietà» scrive il sindaco, in contatto con gli altri primi cittadini dei territori coinvolti. «Alla luce di questa situazione i vertici dell'Ausl ci chiedono un sacrificio temporaneo. Quando c'è bisogno di dare una mano i cittadini dell'Appennino non si tirano mai indietro e non lo faranno certo questa volta».

Fortunatamente infatti fino ad ora il territorio dell’Appennino è stato raggiunto da un numero di contagi piuttosto limitati, e questo è confortante. Tuttavia Santoni ha contestualmente scritto ai vertici della Comune di Bologna, Città metropolitana e Ausl affinché questa nuova e temporanea riorganizzazione garantisca il livello di qualità del servizio legato alla gestione delle emergenze in Appennino.
È stato inoltre chiesto anche che, in questa fase emergenziale, l'Ausl si impegni a intervenire ripristinando i servizi qualora se ne ravvisassero le necessità, per il coronavirus o per altri motivi. Infine si sottolinea la necessità che sia per l'ospedale di Vergato che per il servizio di pubblica assistenza di Vado, ad emergenza terminata, venga ripristinata la situazione strutturale e di servizio attuale.

«Stiamo inoltre aspettando maggiori delucidazioni sulle modalità di gestione delle emergenze notturne a fronte di questa riorganizzazione temporanea per garantire al continuità del servizio. Vigileremo affinché, seppure in spirito di assoluta solidarietà, il diritto alla salute dei cittadini dell'Appennino vengano sempre tutelato.» conclude il sindaco. La lettera si conclude con l’invito ai cittadini a continuare a rispettare le direttive sin qui emanate, a non uscire di casa se non per i casi di necessità, a fare di tutto perché il contagio in Appennino rimanga limitato e a evitare anche, per quanto possibile, polemiche e aggressività che la situazione tesa e la comunicazione via social network possono solo esasperare.