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sabato 3 maggio 2025

Alluvioni, l’Emilia-Romagna chiede la proroga dello stato d’emergenza e più tempo per i contributi Cis

 Lettere del presidente della Regione al Governo e alla Protezione civile: “Serve continuità per la gestione dell’emergenza e della ricostruzione”



Proroga dello stato di emergenza nazionale per altri 12 mesi, oltre la scadenza attuale del 4 maggio. Estensione dei termini per la richiesta dei contributi Cis (Contributo di immediato sostegno) fino al 30 settembre 2025 per l’acconto e al 30 novembre 2025 per il saldo. Infine, la possibilità per cittadini e imprese di presentare una domanda di Cis distinta per ciascun evento di maltempo che ha colpito la regione tra settembre e ottobre 2024.

Sono queste le richieste avanzate dalla Regione Emilia-Romagna in due lettere inviate in questi giorni, una al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, l’altra al capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano.

Al centro delle comunicazioni, la necessità di proseguire senza interruzioni nelle attività legate all’emergenza alluvionale del maggio 2023 e agli eventi meteorologici successivi, attraverso strumenti normativi e finanziari già attivati grazie allo stato di emergenza nazionale. “Questa richiesta si inserisce in un contesto di collaborazione istituzionale che intendiamo mantenere a tutti i livelli – dichiarano il presidente della Regione e la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile –. Proseguire con questo approccio condiviso è essenziale per completare la ricostruzione e garantire sicurezza a cittadini, imprese e territori colpiti”.

A due anni dalle devastanti alluvioni del 2023, la Regione sottolinea come persistano le condizioni che giustificano lo stato di emergenza: numerosi nuclei familiari sono ancora sfollati e usufruiscono del Contributo di autonoma sistemazione (Cas) e di altre misure di assistenza, tra cui la sospensione temporanea dei mutui, applicata anche alle imprese, incluse quelle agricole.

Nel frattempo, è in corso il completamento della prima fase degli interventi urgenti e continua la fase di ricostruzione e sostegno economico per famiglie e aziende colpite. La proroga richiesta è ritenuta fondamentale per non interrompere il sistema di ordinanze che regola attualmente le attività di emergenza e ricostruzione, e che coinvolge sia il commissario delegato, Michele de Pascale, sia il commissario straordinario alla ricostruzione, Fabrizio Curcio.

Domande Cis: più tempo e maggiore flessibilità

Nella lettera inviata al Dipartimento della Protezione civile, la Regione chiede anche l’estensione dei termini per la presentazione delle domande di contributo di immediato sostegno (Cis), al fine di agevolare cittadini e imprese. In particolare, viene chiesto di spostare al 30 settembre 2025 la scadenza per gli acconti e al 30 novembre 2025 quella per i saldi, così da permettere il completamento degli interventi più complessi, spesso realizzabili solo nei mesi primaverili ed estivi.

Inoltre, viene richiesta la possibilità per chi è stato colpito da più eventi calamitosi tra settembre e ottobre 2024, di presentare una domanda di Cis separata per ciascun episodio.

“La proroga dei termini e l’ampliamento della possibilità di accesso ai contributi – si legge nella richiesta – rappresentano strumenti concreti per garantire un’efficace gestione dell’emergenza, assicurare la ripresa economica e ridurre i tempi della ricostruzione.”

mercoledì 30 aprile 2025

Musumeci, risorse per 1 miliardo per Emilia Romagna, Marche e Toscana

'Per danni subiti da eventi meteo, programma di 10-12 anni'



"Prevediamo di finanziare un programma straordinario pluriennale da 1 miliardo di euro, sicuramente secondo uno spazio temporale che possa consentire alle istituzioni di poter utilmente impegnare il denaro.

Quindi immaginiamo un piano di 10 o 12 anni, poco conta, dopo aver destinato le risorse distribuite in base alle esigenze delle regioni Emilia Romagna, Marche e Toscana".

Lo ha annunciato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri di oggi, relativamente ai danni subiti dalle tre regioni sopo i recenti gravi eventi meteo.
    "Abbiamo il dovere di correre perché - ha detto ancora Musumeci - in queste regioni in modo particolare il ripetersi degli eventi, spesso nelle stesse aree, negli stessi territori e nella stessa area fluviale, determina una condizione di stallo e quindi una esasperazione da parte delle popolazioni coinvolte.
    Immaginiamo quindi la nota più significativa e cioè un programma straordinario pluriennale per gli interventi di ricostruzione ma anche uno per la messa in sicurezza del territorio. Un piano" tuttavia "che deve essere formulato su proposta del commissario straordinario entro il 31 maggio del 2026". (ANSA)
 

martedì 3 dicembre 2024

Numero unico 112 da domani attivo a Bologna, Cento e Porretta

Entro il primo aprile 2025 in tutta la regione. Priolo, miglioriamo risposta a emergenza


 Un solo numero di telefono, il 112, per richiedere l'intervento della polizia, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, del soccorso sanitario e del soccorso in mare.

In Emilia-Romagna il servizio sarà attivo da domani, quando entrerà in funzione il numero unico europeo legato all'emergenza nei distretti telefonici con prefisso 051, che coinvolge prevalentemente la parte settentrionale della Città metropolitana di Bologna e il comune di Cento (Ferrara), e 0534, che coinvolge prevalentemente l'area di Porretta Terme, sempre nel bolognese.

    Nelle prossime settimane il servizio sarà esteso gradualmente a tutto il territorio regionale, con una copertura completa entro il primo aprile 2025. L'attivazione del numero unico europeo 112, infatti, non sostituisce, ma si affianca e si integra con gli attuali numeri di emergenza nazionali (112, 113, 115, 118 e 1530), che continuano a restare attivi: i cittadini, dunque, potranno chiamare il 112 per qualsiasi tipo di emergenza, oppure continuare a comporre i diversi numeri abituali.
    La centralizzazione delle chiamate assicurerà, dal punto di vista organizzativo e operativo, una gestione coordinata e integrata tra le diverse forze coinvolte, la tracciabilità della chiamata, la risposta multilingue e l'accesso alle persone con disabilità, anche dell'udito.
    "Noi miglioriamo ulteriormente la risposta all'emergenza", conferma la presidente facente funzioni, Irene Priolo per la quale "avere un numero unico garantisce una risposta immediata, oltre alla geolocalizzazione della telefonata e alla risposta più puntuale all'emergenza in corso". "Il tempo di risposta è 5 secondi nella stragrande maggioranza dei casi, che corrisponde ad un solo squillo telefonico", spiega il coordinatore della rete regionale dell'emergenza 118 Antonio Pastori chiarendo che "questa nuova piattaforma consente di localizzare coloro i quali compongono uno qualsiasi dei numeri di emergenza già attivi o lo stesso 112, attraverso un sistema che passa per un centro interforze. L'obiettivo è avere la certezza di localizzare chi chiama e migliorare i tempi di risposta delle centrali operative". Parole a cui fa eco anche l'assessore regionale per le Politiche per la Salute, Raffaele Donini, che spiega come "il numero unico 112 migliori ulteriormente i nostri servizi di emergenza". (ANSA) 

domenica 21 aprile 2024

La scuola bolognese del sistema dell’Emergenza a convegno con i massimi esperti di gestione del Trauma intra ed extraospedaliero per fare il punto sui traguardi raggiunti ed il futuro della cura

Tra i temi affrontati anche l’intervento del Sistema di Emergenza e del 118  in occasione della maxi emergenza per l’incidente nella centrale idroelettrica di Bargi, sul lago artificiale di Suviana


L’Azienda USL di Bologna informa:


Anche quest’anno il congresso “Trauma: UpDate and Organization” ha riunito a Bologna i massimi esperti di gestione intra ed extra-ospedaliera del trauma, coordinati dai clinici del Trauma Centre dell’area metropolitana che ha sede all’Ospedale Maggiore. 

Molteplici i temi affrontati, frutto dell’impegno delle equipe multidisciplinari che ruotano attorno al Trauma Centre dell’Ospedale Maggiore, che da anni promuove e stimola formazione,  innovazione clinica  e ricerca: dal soccorso preospedaliero, all’elisoccorso, fino all’analisi dei dati del più grande gruppo di studio italiano sulla terapia intensiva, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS (https://giviti.marionegri.it).

Nella due giorni di convegno non poteva mancare il riferimento anche all’ultima maxi-emergenza scaturita dall’esplosione di una turbina presso la centrale idroelettrica di Bargi, sul lago artificiale di Suviana.

Il 9 aprile scorso, infatti, la Centrale Operativa 118 Emilia Est è stata attivata dai Carabinieri del Comune di Vergato, a fronte di una chiamata al 112 effettuata da un testimone oculare presente sul luogo della tragedia. Una volta compresa la dinamica dell’incidente, ricondotta allo scoppio di un gruppo elettrogeno con conseguente incendio che aveva provocato diversi feriti con gravi ustioni, sono stati attivati tutti gli enti preposti alla tipologia di evento e sono stati fatti convergere in loco un numero progressivamente crescente di mezzi e professionisti con cui poter garantire tutti i possibili soccorsi. Benché inizialmente non si conoscesse con certezza il numero di persone coinvolte sono stati messi in campo:

-          quattro elicotteri sanitari (elibologna, elipavullo, eliravenna a cui si è aggiunto un elicottero del 118 della Toscana) che hanno trasportato tutti i codici più gravi (quattro codici 3 intubati e ventilati più un codice 2) negli Ospedali dotati di Centri Ustioni di Cesena, Parma e Pisa oltre che al Policlinico di Sant’Orsola.

-            due automediche, di area, che si sono alternate per oltre ventiquattrore ore dapprima per portare assistenza ai feriti e, in un secondo momento, per la constatazione delle vittime.

-          cinque ambulanze con infermiere per il prezioso compito di collegamento e trasporto delle equipe di sanitari e dei feriti tra il luogo dell’evento e la sede d’atterraggio degli elicotteri.

-          un mezzo dedicato alle maxiemergenze con a bordo autista soccorritore e infermiere per il supporto logistico/sanitario sin dalla prima ora.

-          un mezzo con un coordinatore della Centrale Operativa 118 Emilia Est per le azioni di coordinamento sul posto ed interfaccia con l’unità di crisi.

Mentre tutti i mezzi di soccorso accorrevano sul posto, fondamentale è stata l’azione anticipatoria di scouting dei posti letto disponibili (in regione e fuori regione), coordinata dal Medico Link di turno in Centrale Operativa 118EE in collaborazione con le altre centrali 118 di Parma, Firenze e dell’Ausl Romagna.

Essenziale, ma non scontata, in ragione della tipologia di evento, è stata la sinergia con tutti gli enti intervenuti: dalle Forze dell’ordine, alla Protezione Civile e, primi tra tutti, i Vigili del Fuoco che si sono adoperati in condizioni estreme per la ricerca e il primo soccorso fino all’ultimo disperso. Tutto ciò, mentre continuavano le routinarie e improcrastinabili richieste di soccorso che giungevano alla Centrale Operativa 118 la cui risposta è stata resa possibile grazie all’impegno straordinario di tutti i professionisti non operativi nell’area di Suviana.

L’incidente gestito il 9 aprile scorso dai professionisti dell’Emergenza e del 118 dell’Azienda USL di Bologna è frutto della maturità e dell’esperienza raggiunta da un sistema, in grado di fare scuola nel nostro Paese.

Non a caso, l’elisoccorso felsineo - al servizio delle province di Bologna, Ferrara e Modena - ha da poco compiuto 35 anni di attività, attestandosi come il “più esperto” in Italia. Un traguardo raggiunto in virtù dell’elevato numero di pazienti soccorsi (nel 2023 sono state complessivamente 1053 le missioni, nell’ambito delle quali in 32 casi i pazienti sono stati trasfusi in setting extraospedaliero), in costante aumento negli ultimi anni, grazie alle aumentate capacità operative: volo notturno con possibilità di atterrare ovunque, così come durante le ore diurne. Da sempre innovatore, l’elisoccorso bolognese è stato inoltre il primo in Italia, assieme alla base di Grosseto, a dotarsi di emoderivati capaci di offrire una chance in più tra le terapie tempestive, in grado di modificare la prognosi nei pazienti più gravi. L’Azienda USL di Bologna gestisce inoltre l’elisoccorso della base di Pavullo nel Frignano (MO), elicottero di riferimento regionale dedicato al soccorso in ambiente impervio, in collaborazione con il soccorso alpino regionale. 

Anche nell’ambito della ricerca l’Ospedale Maggiore di Bologna registra un primato: sono 124 i lavori originali pubblicati su rivista scientifica negli ultimi 4 anni da parte del gruppo di clinici del Trauma Centre, coprendo campi di ricerca che vanno dalla gestione di traumi e politraumi all’arresto cardiaco, alle emergenze neurologiche.

Giviti, il più grande gruppo di ricerca italiano sulla terapia intensiva, tramite i dati raccolti attesta ogni anno come le terapie intensive dell’Azienda USL di Bologna siano all’avanguardia e presentino indicatori che superano la media nazionale in termini di outcome dei pazienti e controllo delle infezioni.

Nel 2023 la Rianimazione dell’Ospedale Maggiore, dedicata prevalentemente alla gestione dei pazienti provenienti da PS, ha registrato il ricovero di circa 600 soggetti di cui circa la metà con Trauma Grave, di questi l’80% a fronte dell’accesso diretto al PS dell’Ospedale Maggiore mentre il 10% sottoposti a centralizzazione secondaria da Ospedali della rete territoriale.

Il 40 % (222) dei pazienti ricoverati ha subito almeno 1 intervento chirurgico, di questi l’80% in regime di emergenza/urgenza. La Rianimazione dell’Ospedale Maggiore, inoltre, partecipa attivamente dal 2014 ad un importante progetto di benchmark internazionale chiamato PROSAFE.

Tali importanti risultati non possono essere scissi dall’ambito della formazione, erogata attraverso il Centro Giorgio Gambale, pilastro dell’attività aggiornamento dei professionisti nel bolognese.  Si pensi che, solo nell’ultimo anno, nei corsi di Simulazione Avanzata sono state erogate 4.718 ore di formazione, coinvolgendo complessivamente 492 persone (di cui 360 professionisti dell’Azienda USL di Bologna e 132 provenienti da altre sedi), a cui si aggiungono 225 studenti coinvolti in corsi teorico-pratici (di cui 168 dell’Azienda USL e 57 provenienti da altre aziende sanitarie). E così, anche il Centro di formazione Gambale contribuisce costantemente a sostenere la qualità e l’aggiornamento dei professionisti dell’Azienda USL di Bologna e di tantissime altre realtà sanitarie del nostro Paese che vengono a frequentare le attività di formazione a Bologna.

mercoledì 27 dicembre 2023

Bollino rosso per qualità aria, misure d'emergenza in Emilia

 Domani e venerdì con l'esclusione della provincia di Bologna


Bollino rosso in Emilia, con l'esclusione della provincia di Bologna, per la qualità dell'aria: sulla scorta delle proiezioni dell'Arpae relative allo sforamento dei valori limite giornalieri di Pm10, da domani e fino a venerdì compreso scattano le misure emergenziali contro le polveri sottili nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara.

Salve - come accennato - la provincia di Bologna e l'intera Romagna.
    Nel dettaglio le misure emergenziali disposte dall'Arpae prevedono la limitazione della circolazione dei veicoli diesel Euro 5 dalle 8.30 alle 18.30; l'abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17 gradi; il divieto di combustione all'aperto di residui vegetali e dell'accensione di falò, barbecue e fuochi d'artificio; il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. (ANSA)

giovedì 5 ottobre 2023

Perchè è mancato l'invio di un’ambulanza a Casalecchio di Reno per un codice rosso?

Lo chiede Marta Evangelisti (Fdi): “Inviata un’automedica solo dopo che i soccorritori hanno richiesto l’appoggio per un arresto cardiocircolatorio”


di Gianfranco Salvatori


Serve chiarezza sull’invio di un’ambulanza, senza medico né infermieri ma solo soccorritori, per un codice rosso a Casalecchio di Reno, il 4 ottobre.

La richiesta alla Regione è di Marta Evangelisti ( nella foto), capogruppo di Fratelli d’Italia, in una dettagliata interrogazione nella quale vuole sapere anche perché “non sia stata contestualmente attivata l’automedica assieme all’ambulanza su un codice rosso, se l’automedica di zona fosse impegnata, quale automedica sia stata attivata o indirizzata sull’evento ovvero se non sia stata attivata o indirizzata altra automedica e i motivi”. La consigliera Fdi, inoltre, chiede “per quale motivo il ‘medico link’ avrebbe dato indicazioni di caricare e trasportare senza assistenza medica un paziente critico e perché l’automedica sia poi stata inviata solo dopo l’arresto cardiaco”. Infine, Evangelisti vuole conoscere “se il caso sia stato segnalato all’autorità giudiziaria per le valutazioni del caso”.

La consigliera scrive: “Da quanto risulterebbe, il sistema del 118 dell’Azienda Sanitaria Locale di Bologna, ha soccorso il paziente in codice ‘rosso base’, inviando ambulanza con personale soccorritore senza la presenza di medici e infermieri a bordo”. Ma il “codice rosso base” non è previsto da “alcuna normativa”. Il paziente, in arresto cardiaco, è stato soccorso solo dai soccorritori e “solo successivamente sarebbe stato inviato un mezzo di soccorso, con il paziente in arresto cardiocircolatorio”. La consigliera ricorda che “il Sistema di Urgenza Emergenza Sanitaria 118 ha il compito di garantire la medicalizzazione rapida del paziente critico e il suo trasporto in condizioni di sicurezza nei centri attrezzati per il trattamento della patologia specifica”. E l’Asl di Bologna ha intenzione si sopprimere le auto mediche.

sabato 20 maggio 2023

Emergenza maltempo: sospesi i pagamenti delle bollette acqua, luce, gas e rifiuti

 

Dubbio segnala: 

L'Arera ha appena approvato un provvedimento di urgenza che sospende il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas (compresi il gpl e altri gas distribuiti per mezzo di reti canalizzate) a favore delle popolazioni dell'Emilia-Romagna colpite dagli eccezionali eventi meteorologici. La delibera 216/2023/R/com riguarda tutte le utenze nei Comuni danneggiati dagli eventi calamitosi dal 1° di maggio, con i peggioramenti degli ultimi giorni. Sarà applicata dalla data di emanazione da parte delle autorità competenti dei provvedimenti per l'identificazione dei Comuni coinvolti.

Tra le fatturazioni sospese rientrano tutte quelle emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1° maggio 2023, comprese le eventuali fatture relative ai corrispettivi previsti dai venditori o dai gestori del Servizio Idrico Integrato per allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro.

Inoltre, per garantire la fruizione dei servizi essenziali nelle aree colpite, non si applicherà la disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1° maggio 2023.

La sospensione dei pagamenti delle bollette è un primo provvedimento di urgenza, in vista degli eventuali provvedimenti straordinari che verranno adottati dal Governo a sostegno delle popolazioni interessate da alluvioni ed esondazioni. Nuovi interventi dell'Autorità potranno prevedere anche l'introduzione di specifica disciplina in materia di rateizzazione dei pagamenti, agevolazioni anche di natura tariffaria ed eventuali deroghe dal rispetto degli obblighi di cui alla regolazione vigente a favore degli operatori colpiti dagli eventi in argomento. Infine, i venditori e gestori che erogano i servizi pubblici sopra richiamati potranno offrire ulteriori agevolazioni più favorevoli, in linea con quanto disposto dalla delibera Arera.


Bologna Today riporta l'elenco dei comuni alluvionati in cui  Hera sospende il pagamento delle bollette. L'elenco riporta : 

Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Bertinoro, Brisighella, Budrio, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Cervia, Cesena, Civitella di Romagna, Conselice, Cotignola, Dovadola, Faenza, Forlì, Galeata, Loiano, Lugo, Massa Lombarda, Medicina, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana, Molinella, Monterenzio, Monzuno, Mordano, Predappio, Premilcuore, Ravenna, Riolo Terme, Rocca San Casciano, Russi, Sant'Agata Feltria, Sant'Agata sul Santerno, Sarsina, Savignano sul Rubicone, Solarolo, Tredozio.   

Nell'elenco gli unici comuni alluvionati dell'Appennino bolognese sono Loiano e Monzuno e ciò aggiunge ulteriori perplessità sulla reale considerazione che si ha dei comuni dell'Appennino e dell'Appennino stesso: tanti sono i Comuni disastrati dal flagello ancora in corso. Sasso Marconi, per esempio,  ha un elenco infinito di dissesti, anche di grande entità, e le tragedie create dalle esondazioni di torrenti a Ganzole e in via Sant'Anna a Rasiglio , dove tutti i residenti hanno dovuto abbandonare la propria casa,  sono ampiamente descritte dalla cronaca locale e documentati da numerosi filmati: perchè questo Comune è stato escluso ? 

venerdì 19 maggio 2023

L'Emilia-Romagna attiva il numero verde per l'emergenza

Risponderà 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20

Per dare risposte alle domande della popolazione, la Regione Emilia-Romagna attiva da oggi, venerdì 19 maggio, il numero verde 800 024662 che risponderà 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20.

    È un sistema informativo, spiega la Regione, pensato a supporto dell'emergenza alluvione in corso e che, in questa fase, cercherà di rispondere ai quesiti e di indirizzare le persone ai giusti referenti. 

(ANSA)

venerdì 4 marzo 2022

Profughi dell’Ucraina, il Comune di Sasso Marconi aiuta

 


Dalla pagina Facebook del sindaco Roberto Parmeggiani tutte le iniziative:

 

Facciamo il punto rispetto a quello che possiamo fare per assistere i cittadini ucraini che stanno arrivando sul nostro territorio.

🟨ACCOGLIENZA

La generosità dei sassesi è meravigliosa, grazie. Abbiamo già messo a disposizione alcuni posti letto emergenziali per le prime persone che stanno arrivando sul nostro territorio. Soprattutto donne con bambini, anche molto piccoli.

L’accoglienza può avvenire in diversi modi.

🟡Innanzitutto stiamo facendo un monitoraggio: se state accogliendo persone ucraine presso le vostre case, potete mandare una comunicazione a segreteriasindaco@comune.sassomarconi.bo.it e sarete contattati per il supporto necessario (modulistica, aspetti sociali e sanitari).

🟡Se siete gestori di un albergo, un b&b o altra struttura ricettiva e volete candidare alcune vostre stanze per accogliere i rifugiati nel sistema CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), potete partecipare al bando della prefettura già disponibile a questo link https://bit.ly/3sETmUD

🟡Se invece volete mettere a disposizione un appartamento e farlo entrare nel sistema di accoglienza SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) potete mandare una mail a segreteriasindaco@comune.sassomarconi.bo.it e verrete ricontattati.



ASSISTENZA SANITARIA

🔵Per tutti i cittadini in arrivo, sarà rilasciato codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) da richiedere presso uno sportello CUP territoriale che servirà per accedere al sistema sanitario.

🔵Le persone arrivate e ospitate dovranno sostenere uno screening in riferimento al Covid-19 che sarò attivato, nelle prossime ore, presso le farmacie.

Sarà inoltre possibile per tutti coloro che vorranno vaccinarsi, accedere senza prenotazione presso il nostro HUB vaccinale di Casalecchio (lun, mart, merc pomeriggio e giov, ven, sab mattino).

🔵È stato inoltre attivato da Ausl un servizio di supporto psicologico (anche per i minori) dedicato.

Per maggiori info: https://bit.ly/3vGo2GZ

SUPPORTO E DONAZIONI

🟡Come richiesto dalla prefettura, non sono attivate raccolte di beni da parte del Comune.

Le realtà territoriali che già raccolgono alimenti o materiali vari sono allertate sia per accogliere singole donazioni e per assistere i cittadini ucraini che stanno arrivando sul nostro territorio.

🟡Si raccolgono donazioni tramite l’IBAN di Protezione Civile IT69G0200802435000104428964 messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna (conto corrente intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna, causale: EMERGENZA UCRAINA).

lunedì 24 gennaio 2022

Smog. Misure emergenziali fino al 26 gennaio

Non c’è tregua per l'Emilia-Romagna, prosegue l’allerta. Stop a Diesel Euro 4 in tutta la Regione


L'Emilia-Romagna ancora nella morsa dello smog con misure emergenziali per contenere i livelli di polveri sottili in atmosfera che sono ormai in vigore da oltre dieci giorni.

L'ultimo bollettino dell'Arpae comunica che l'allerta prosegue in tutta la regione fino a mercoledì 26 compreso.

Tra le disposizioni previste ci sono lo stop anche ai veicoli diesel Euro 4, riscaldamenti abbassati e limiti sulla combustione delle biomasse. (ANSA).

sabato 15 gennaio 2022

L'emergenza lo suggerisce: medici di base anche over 70 per garantire i servizi ai cittadini

“È noto che vi sia un vero e proprio allarme legato alla difficoltà di reperire Medici di Medicina Generale, non soltanto nelle cosiddette aree disagiate”


Prorogare di ulteriori due anni i contratti di lavoro per i Medici di Medicina Generale che abbiano compiuto il 70esimo anno d’età, in modo da assicurare la presenza del medico di base anche nei territori più fragili.

A chiederlo, in un’interrogazione, è Michele Barcaiuolo (Fdi) che ricorda come “sono numerosi i medici di medicina generale in età da pensionamento che vorrebbero proseguire il proprio incarico. La prosecuzione dei suddetti incarichi consentirebbe di evitare ulteriori disagi e disservizi nel Servizio sanitario e garantirebbe ai cittadini l’adeguata assistenza territoriale, sempre più fondamentale in questo periodo di riacutizzazione della pandemia da Covid”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere “se la Regione abbia valutato la possibilità di definire, di concerto con le Ausl competenti, la proroga di ulteriori due anni per i medici di medicina generale che abbiano compiuto il 70esimo anno d’età oppure, in caso contrario, come la Regione intenda sopperire alla carenza di organico e come intenda garantire a tutti i cittadini la possibilità di essere assegnati a un medico operante in zone vicine alla propria abitazione”.

(Luca Molinari)

lunedì 20 aprile 2020

A proposito delle Partite Iva

Antonio Lavini ha inviato una riflessione da sottoporre alla valutazione dei lettori sui fondi che vengono in questi giorni elargiti alle partite iva in difficoltà per il lockdown:

Dice Papa Francesco:

c'è un virus peggiore del coronavirus, è " l'egoismo indifferente " e
dimenticare chi è rimasto indietro.

" Non possiamo selezionare le persone, scartare i poveri ".

" Senza una visione d'insieme non ci sarà futuro per nessuno "

Questa " non è ideologia, è cristianesimo "

Umilmente, anzi Francesco scusa se mi intrometto per fare notare ciò che la stampa oggi evidenzia: tra i professionisti che hanno fatto domanda
per avere il bonus di 600 € risultano anche essere uno su due sono persone che non avrebbero bisogno e potrebbero lasciare i fondi a chi effettivamente si trova in difficoltà contingenti,

" uomini dimostratevi di essere degni di tale appellativo”.

Antonio Lavini

lunedì 20 gennaio 2020

La piazza di San Benedetto Val di Sambro è ora attrezzata con defibrillatore


Riceviamo

Sabato scorso è stato posizionato in piazza a San Benedetto Val di Sambro, accanto al campanile della chiesa, un nuovo defibrillatore. 
Lo strumento è frutto di una donazione che ha coinvolto diverse attività commerciali, associazioni e cittadini, oltre alle famiglie e agli amici di Aldo Lumini e Dimitri Nerozzi, per i quali è stata apposta una targa commemorativa.

Entrambi sono stati ricordati dal sindaco Alessandro Santoni: Aldo Lumini era da tutti conosciuto e ben voluto in paese per la sua capacità di prendere parte con entusiasmo a tante iniziative; Dimitri Nerozzi invece aveva scoperto l'Appennino bolognese perché con alcuni ragazzi del posto condivideva la passione per la mountain bike.


lunedì 6 gennaio 2020

Emergenza in Appennino, non basta l'elicottero

Una donna di Vidiciatico al termine della gravidanza è stata costretta ad aspettare oltre 40 minuti i soccorsi che aveva chiamato per avere accusato dei dolori addominali. La chiusura del punto nascita di Porretta Terme impone il trasferimento al Maggiore per le partorienti residenti in Appennino.
E' successo questa mattina all'alba. Il 118, ricevuta la richiesta di aiuto, ha inviato un'ambulanza per assistere la donna e da Marano di Gaggio Montano stava per partire anche l'auto medica, così come previsto in questi casi, ma quest'ultima sarebbe stata bloccata dalla sala operativa, che avrebbe preferito mandare l'elisoccorso. Quest'ultimo non è riuscito ad arrivare, così dopo diversi minuti è stata richiamata l'auto medica e la partoriente è stata finalmente trasferita all'ospedale Maggiore. Fortunatamente la donna non era in travaglio per cui tutto è finito bene,
La vicenda ha però rinfocolato la protesta di quanti hanno condannato la chiusura del punto nascite dell'ospedale di Porretta. 

La presidente del Comitato per la Difesa dell'Ospedale, Emanuela Cioni, ha detto: "Il decreto 70, in merito al trasporto in emergenze, dice con chiarezza  che l’elisoccorso è un mezzo integrativo e non sostitutivo all’ambulanza e all’auto medica. Di notte l’elicottero atterra nelle piazzole, quindi inevitabilmente si allungano i tempi di interventi sui pazienti . La chiusura dei punti nascita nelle zone montane è molto sentito, ma la politica in questi anni si è dimenticata di noi , privando l’Appennino della possibilità di essere un luogo dove nascere e quindi vivere".
E ha aggiunto: “Vorrei chiedere a chi deve difendere e preservare il nostro territorio se dobbiamo aspettare che succeda l’inevitabile  perché qualcuno faccia qualcosa". 





venerdì 20 settembre 2019

Marzabotto per tre giorni in 'emergenza', tranquilli sono solo esercitazioni


Oggi 20, domani 21 e domenica 22 settembre la Pubblica Assistenza Sasso Marconi organizza a Marzabotto un'esercitazione di protezione civile e di soccorso sanitario che coinvolgerà diverse associazioni del territorio provinciale che operano nel campo dell’emergenza sanitaria.
Nelle tre giornate di prove, verranno allestiti diversi scenari che offriranno alle squadre presenti la possibilità di cimentarsi in varie situazioni di emergenza, tra cui la ricerca di dispersi e l'intervento in situazione di rischio idrogeologico.

Il campo base sarà allestito al Parco Bottonelli, 'cuore pulsante' della tre giorni di prove, dove i cittadini sono invitati ad assistere alle simulazioni predisposte per l'occasione.

 

domenica 25 agosto 2019

Sos cimice asiatica, Coldiretti chiede summit Regione

'Perdita di prodotto va dal 40 al 100% in tutto il territorio'



"Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile". Lo chiede Coldiretti Emilia-Romagna denunciando un impatto della cimice asiatica sulle colture che è oltre "i livelli di guardia".
Gli agricoltori chiedono "che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità in una situazione in cui dall'inizio dell'estate si sono verificati lungo la penisola 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d'aria grandinate e nubifragi, quasi il doppio dello scorso anno (+88%) che hanno devastato le campagne italiane e hanno colpito duramente anche la nostra regione"


sabato 4 maggio 2019

Convenzione tra Soccorso alpino Emilia-Romagna e Servizio sanitario regionale

Comunicato congiunto Azienda Usl di Bologna - Saer

 Migliorare il coordinamento degli interventi di soccorso in montagna e in grotta; rendere omogenee le procedure in tutto il territorio regionale sviluppando ulteriormente l’integrazione tra personale del 118 e i volontari del Soccorso Alpino Emilia-Romagna; prevedere l’utilizzo di personale del sistema 118 nelle attività di elisoccorso con verricello.
Questo prevede la convenzione firmata dall’Azienda Usl di Bologna, per conto del Servizio sanitario regionale, e dal Soccorso Alpino Emilia-Romagna (Saer), per disciplinare le attività di soccorso via terra (ambiente montano, speleologico, e forre) e con elicottero. Si tratta di una convenzione unica per tutto il territorio regionale e che sarà in vigore fino a tutto il 2021.

La convenzione ribadisce che la gestione delle chiamate di soccorso resta in capo alle centrali operative del 118 territorialmente competenti, mentre per le attività di intervento via terra (recupero di persone disperse o infortunate, assistenza in grotta) il coordinamento degli interventi spetta al Soccorso Alpino Emilia-Romagna che interviene con il proprio personale tecnico e sanitario volontario.
Un Comitato regionale, a cui partecipano tecnici del Servizio sanitario regionale e di Soccorso Alpino Emilia-Romagna, stabilisce i protocolli e le procedure di intervento, le attività di formazione degli operatori e il monitoraggio dell’andamento delle attività.
Il Soccorso Alpino Emilia-Romagna è la sezione regionale del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, delegato dalla legge nazionale  (71/2001) agli interventi nei tratti alpini o in grotta o in casi di valanghe. Alla convenzione unica siglata con il Saer ha lavorato un gruppo di lavoro regionale cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le Aziende sanitarie interessate.


lunedì 11 febbraio 2019

L’Azienda Usl di Bologna ricorda Mauro Sacchetti, pioniere del 118

L'Azienda USL di Bologna invia:

Deciso nell’affermare le proprie ragioni e al tempo stesso estremamente paziente nel trasmettere le proprie conoscenze ai colleghi. Visionario, lungimirante”.
Così l’Azienda Usl di Bologna ricorda Mauro Sacchetti, scomparso a soli 66 anni, attraverso le testimonianze dei tanti colleghi che con lui hanno condiviso il lungo lavoro che ha condotto all’attuale sistema di emergenza territoriale del 118 a Bologna e in Emilia Romagna.

Mauro Sacchetti negli anni 70 prestava servizio come volontario soccorritore nella Croce Italia e quella esperienza gli fece decidere di diventare infermiere. Da lì fu chiamato a far parte di Bologna Soccorso, il gruppo di professionisti che aveva il compito di progettare, attorno ad una Centrale Operativa Unica, un sistema coordinato di gestione dell’emergenza sul territorio.  Era l’alba del 118.

Senza smettere di prestare servizio sulle ambulanze e poi anche sull’elisoccorso, in quel gruppo Sacchetti seguiva il settore della tecnologia e da subito comprese l’importanza che l’informatica avrebbe ricoperto nella circolazione delle informazioni. Fu lui ad introdurre in Centrale i primi personal computer, ad approfondire il linguaggio Basic, erano gli anni Ottanta, e soprattutto a lavorare perché vi fosse una integrazione tra i vari sistemi di telefonia, radiocomunicazione e informatici, così da ottenere la circolarità dei dati.

Negli anni 90 integrò il sistema dei cercapersona e dei primi cellulari con quello della centrale Operativa e all’inizio del nuovo Millennio introdusse, primo in Italia, il VOIP come sistema di fonia per il 118. Una scelta poi condivisa da tutte le altre centrali 118 del Paese. 

Uno sguardo attento, quello di Mauro Sacchetti, verso l’innovazione tecnologica, una risorsa da applicare immediatamente nel concreto per far progredire il sistema 118 e quindi garantire, sempre più, sempre meglio, la salute dei cittadini.


lunedì 4 febbraio 2019

A Vado, corso di primo soccorso della Pubblica Assistenza.

di Roberto Brusori

Inizierà lunedì prossimo, 11 febbraio, alle 20, il corso di primo soccorso organizzato dai volontari della Pubblica Assistenza di Vado con il Patrocinio del comune di Monzuno, rivolto alla cittadinanza. Le lezioni, 11 in tutto, si terranno presso la sede di Vado sulla provinciale Val di Setta e avranno cadenza settimanale.

Si inizia con l'imparare le modalità per attivare correttamente il 118: dalle informazioni corrette per fare arrivare nel luogo dell'emergenza i mezzi e il personale118 115 -112 ecc.. (oltre i volontari e l'ambulanza che in prima battuta sopraggiungono sull’evento); .cosa fare e cosa non fare nell’attesa dei soccorsi.

Nelle successive lezioni verranno spiegati i più frequenti traumi e malori che si verificano, in casa, sul lavoro e in strada. Inoltre una importante lezione sarà quella tenuta in collaborazione con i Vigili del Fuoco del distaccamento di Monzuno sulla prevenzioni di incendi e di incidenti.
Una lezione verterà sulla RIANIMAZIONE CARDIO POLMONARE e sarà illustrata la catena dei soccorsi che vengono attivati, basilare per salvare una vita. Questa lezione sarà articolata in due serate, la prima teorica, la seconda pratica con prove su manichino e con l’ausilio del defibrillatore semiautomatico. I corsisti eseguiranno tecniche di rianimazione e saranno preparati a tali manovre da volontari veterani della Pubblica assistenza (volontari formati con corsi specifici di BLSD). Questa preparazione permetterà ai corsisti, qualora si trovino in casa , in strada o altri luoghi, di affrontare immediatamente e un modo adeguato, l'emergenza che gli presenta, dopo aver attivato il 118. Se poi in zona vi è un defibrillatore sarà possibile salvare la vita al paziente.
A conclusione del corso, la mattina di sabato 13 aprile, in piazza a Vado, si terranno dimostrazioni pratiche delle tecniche apprese. Quella mattina saranno i corsisti i protagonisti dell’evento .
Sperando di vedervi numerosi , vi aspettiamo a partire da lunedì prossimo, 11 febbraio, alle 20, nella sede Della Pubblica Assistenza di Vado.


martedì 4 dicembre 2018

Smog, scattano misure d'emergenza in Emilia-Romagna

Restrizioni a traffico e riscaldamento in cinque province

Emilia-Romagna nella morsa dellos smog © Ansa

Mezza Emilia-Romagna nella morsa dello smog. Da oggi sono scattate le limitazioni previste in caso di situazioni di emergenza a Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Modena e Forlì-Cesena: stop per tre giorni anche ai diesel Euro 4 e ulteriori restrizioni per riscaldamenti privati e commerciali. Una misura inevitabile - prevista dal Piano regionale per l'Aria - dopo che le centraline dell'Arpae hanno riscontrato tra sabato e lunedì livelli di pm10 oltre i livelli di guardia, aspetto preoccupante visto che nel weekend lo smog dovrebbe diminuire. Anche le condizioni meteo di questi giorni non hanno aiutato: l'aria ristagna e l'alta pressione non aiuta il ricambio.
Oltre allo stop ai diesel euro 4 dalle 8.30 alle 18.30, le misure prevedono anche il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli e l'abbassamento delle temperature a 19 gradi in abitazioni e a 17 gradi negli spazi commerciali. Potenziati anche i controlli, che dureranno fino a giovedì, quando verrà fatto un nuovo punto della situazione. (ANSA)