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venerdì 30 gennaio 2026

Focus Appennino: mobilità, casa, lavoro e residenzialità al centro del primo incontro del 2026

 



Mobilità, abitare, lavoro e residenzialità sono stati i temi al centro della prima riunione del 2026 di Focus sull’Appennino metropolitano, il tavolo di lavoro permanente promosso dalla Città metropolitana di Bologna. All’incontro hanno partecipato Comuni e Unioni dell’Appennino, associazioni di impresa e organizzazioni sindacali, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio, GAL Appennino bolognese, Ente Parchi, Bonifica Renana e Fondazione del Monte.

Nel corso della riunione sono stati presentati il PSM Bologna Metropolitana 2050 e la Spring School che si terrà al Centro ricerche ENEA del Brasimone, per la quale è attiva una call rivolta a startup e gruppi di ricerca innovativi. Fornito inoltre un aggiornamento sul DPCM di classificazione dei Comuni montani e sulle iniziative di BIS Appennino in programma nel primo semestre del 2026.

Grazie alle risorse PNRR di BIS Appennino, le amministrazioni locali avvieranno entro giugno 2026 un percorso condiviso per definire un modello di servizio di mobilità intermodale, costruito insieme a istituzioni, enti, imprese e cittadini.

Non un progetto calato dall’alto, ma un processo di ricerca e co-progettazione finalizzato a costruire un servizio realmente rispondente ai bisogni locali e sostenibile nel tempo. L’obiettivo è analizzare le caratteristiche dei territori e la domanda di mobilità, mettendo in luce abitudini, criticità dell’attuale offerta di trasporto pubblico (intra e inter-valliva), bisogni di residenti, lavoratori e turisti, nonché le tratte più richieste.

Il percorso prevede la raccolta e l’analisi di dati demografici, sui flussi pendolari e turistici, il confronto con gli amministratori locali, la somministrazione di un questionario online a cittadini, imprese e operatori socio-culturali e turistici, oltre a momenti pubblici di restituzione e co-creazione del servizio. Le attività si concluderanno entro aprile 2026.

Prosegue il lavoro dello Sportello Vivere e Lavorare in Appennino di BIS, laboratorio di innovazione sociale che ha già coinvolto una comunità di aspiranti imprenditori, problem solver e persone interessate a intraprendere un percorso di cambiamento.

Cuore della prossima fase sarà la co-progettazione di una piattaforma digitale integrata, pensata per facilitare l’accesso a informazioni, servizi e opportunità dell’Appennino bolognese e per rafforzare la dimensione di comunità. La piattaforma, in uscita entro l’estate 2026, offrirà percorsi personalizzati per nuovi abitanti, associazioni, enti pubblici e imprese, affiancando le attività degli sportelli BIS.

Tra le funzionalità previste: una mappa interattiva e filtrabile dei Comuni, schede territoriali, una sezione dedicata alle opportunità (eventi, iniziative, progetti), un’area per l’orientamento personalizzato sul “progetto di vita” e una bacheca di comunità per favorire connessioni tra nuovi e residenti storici. Non mancheranno servizi dedicati a professionisti e imprese, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, la condivisione di risorse e il networking locale.

Per affrontare in modo strutturato il tema dell’abitare nei territori montani, la Città metropolitana avvierà un tavolo interistituzionale sull’abitare in Appennino. L’obiettivo è rimettere sul mercato dell’affitto patrimoni pubblici e privati oggi inutilizzati, ampliando l’offerta abitativa per residenti, nuovi abitanti, lavoratori e studenti.

Il tavolo opererà all’interno della governance metropolitana, in raccordo con il Tavolo di concertazione delle politiche abitative della Conferenza metropolitana dei sindaci e con il costituendo Tavolo tecnico metropolitano, in collaborazione con l’Università.

Saranno coinvolti Regione, Comuni e Unioni, associazioni imprenditoriali, sindacati dei proprietari e degli inquilini, fondazioni bancarie, mediatori e agenzie immobiliari attive in Appennino, soggetti con patrimoni immobiliari disponibili, imprese interessate a sviluppare soluzioni abitative per i propri dipendenti e imprese di costruzione impegnate nel recupero o nella realizzazione di alloggi a costi accessibili.

venerdì 10 ottobre 2025

“CASA” – Sesta edizione della Scuola di Ecologia Politica in Montagna

Castiglione dei Pepoli,  10–12 ottobre 2025



Torna a Castiglione dei Pepoli la Scuola di Ecologia Politica in Montagna, giunta quest’anno alla sua sesta edizione, in programma dal 10 al 12 ottobre 2025.
Il tema scelto per il 2025 è
“CASA”, un percorso di riflessione collettiva che affronta l’abitare nei territori interni come questione ecologica, politica e sociale.

Un laboratorio di pensiero e territorio

La Scuola, esperimento unico a livello nazionale, riunisce nel cuore dell’Appennino bolognese studiosi, amministratori, professionisti e cittadini per riflettere in modo critico e propositivo sul rapporto tra essere umano e ambiente, con particolare attenzione alle aree montane e interne.

L’iniziativa è ideata da Boschilla e Articolture/Bottega Bologna APS, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in partnership con il Comune di Castiglione dei Pepoli e l’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, e in collaborazione con l’Associazione Riabitare l’Italia, punto di riferimento nazionale per lo studio e lo sviluppo delle aree interne.

Anche quest’anno l’interesse è stato alto: trentə partecipanti selezionati tra studenti, ricercatori, antropologi, architetti, sociologi e amministratori provenienti da tutta Italia animeranno tre giornate di seminari, tavole rotonde ed escursioni didattiche, in dialogo con i docenti e in stretta relazione con il territorio ospitante.

Il tema 2025: CASA

Il focus della nuova edizione considera la casa come spazio privato e habitat condiviso, presidio attivo e bene comune da rigenerare.
Le discussioni affronteranno
spopolamento e ritorni, diritti abitativi negati, fragilità territoriali e trasformazioni dei paesaggi montani, con contributi provenienti da esperienze italiane e internazionali.

Tra i relatori di spicco figurano:

·         Sarah Gainsforth, ricercatrice e giornalista;

·         Giovanni Semi, sociologo dell’ambiente e del territorio;

·         Andrea Staid, antropologo;

·         Andrea Membretti, sociologo;

·         Gianluigi Bovini, demografo e statistico.

Domani, sabato 11 ottobre, dalle 15 alle 17, è previsto un tavolo di confronto sull’abitare aperto anche agli amministratori locali, con apertura del Sindaco di Castiglione dei Pepoli, Tommaso Tarabusi, e la partecipazione di Sara Accorsi, consigliera della Città metropolitana di Bologna con delega al Welfare e al contrasto alla povertà, e della ricercatrice indipendente Benedetta Marani, esperta di politiche abitative.

Accanto alle attività seminariali, la Scuola propone come sempre un ricco programma di eventi gratuiti e aperti al pubblico, pensati per coinvolgere la comunità locale e condividere i temi dell’iniziativa.

·         Oggi, venerdì 10 ottobre, ore 18.30Sala del Consiglio, Comune di Castiglione dei Pepoli
Inaugurazione della mostra fotografica
“Abitare il Mondo – Viaggio nell’evoluzione dello spazio umano” di Iago Corazza (fotografo bolognese di National Geographic) e Greta Ropa: un percorso visivo che racconta, attraverso immagini raccolte in tutto il mondo, la relazione tra le persone e gli spazi in cui vivono.
(La mostra resterà aperta fino a domenica 26 ottobre.)

·         Sabato 11 ottobre, ore 17.30Parco della Rimembranza (o, in caso di pioggia, Biblioteca Comunale “G. Righetti”)
Presentazione del progetto di ricerca di
Gabriele Lattanzi, vincitore della call for ideas della Scuola 2024, e della raccolta di racconti “Sentieri di pietra” del collettivo Penna e Scalpello, nell’ambito dell’incontro “Arenaria”.

·         Sabato 11 ottobre, ore 21.30Teatro Comunale di Castiglione dei Pepoli
Spettacolo
“Verde – Suoni e voci d’Appennino”, ideato e interpretato dal poeta Emiliano Cribari con le musiche di Muni: un viaggio poetico e sonoro che intreccia parole nate nei paesi appenninici a sonorità antiche ed elettroniche.

Tutti gli incontri pubblici sono gratuiti e aperti a tutti.

Nelle settimane successive all’evento, abstract e podcast degli interventi saranno disponibili sul sito www.scuolaecologiapolitica.it, dove si possono già consultare gratuitamente i materiali delle precedenti edizioni (2020–2024).

domenica 2 febbraio 2025

Casa, tavolo al MIT sulle novità taglia-burocrazia

 



Dubbio propone:

Si è tenuta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la riunione del tavolo sulla casa ed è stata l’occasione per presentare le linee guida interpretative di ausilio all’attuazione del DL Salva Casa, come supporto agli enti territoriali.

Il MIT ha puntato sulla semplificazione delle regole a vantaggio del cittadino (per esempio, con il silenzio assenso sulle domande edilizie entro 45 giorni); sugli sportelli unici comunali che parleranno con Sovrintendenze e Regioni, evitando che il cittadino giri troppi uffici, potendo sanare anche difformità su immobili vincolati; sulla semplificazione per recupero sottotetti e cambi di destinazione d’uso.

Di seguito, alcuni dei punti più significativi:

1. STATO LEGITTIMO – VERIFICA TITOLI PREGRESSI

Problematica

Prima del DL Salva Casa, chiunque avesse voluto presentare una pratica edilizia al Comune, relativa, per esempio, a una ristrutturazione o persino al semplice rinnovo degli impianti esistenti, avrebbe dovuto ricostruire lo “stato legittimo” dell’immobile, ovverosia la sua storia costruttiva, a partire dal momento della sua costruzione sino all’ultimo intervento eseguito, con notevole dispendio di tempo ed energie dovuto alla necessità di controllare, e, prima ancora, di reperire, l’intera catena dei titoli.

Soluzione DL Salva Casa

Il DL Salva Casa ha notevolmente semplificato l’iter, in quanto consente al cittadino di poter dimostrare lo stato legittimo dell’immobile ricostruendo la sua storia a partire dall’ultimo intervento eseguito, sempreché risulti che il Comune abbia già verificato la regolarità della catena di titoli precedenti.  

Chiarimenti Linee guida

Per chiarire come leggere questa previsione normativa, il MIT sta definendo apposite linee interpretative di ausilio all’attuazione del DL Salva Casa, di imminente pubblicazione. Nelle linee guida sarà chiarito che la verifica dei titoli pregressi da parte degli uffici comunali potrà essere presunta qualora nella modulistica relativa all’ultimo intervento il cittadino abbia debitamente indicato gli estremi dei titoli pregressi. Viene così pienamente valorizzato il legittimo affidamento del cittadino rispetto all’operato della Pubblica amministrazione che, in occasione delle verifiche pregresse, non abbia mai rilevato motivi ostativi all’ottenimento dei titoli. Tale meccanismo potrà essere applicato sia ai titoli rilasciati dalla PA (come nel caso di un permesso di costruire), sia ai titoli formatisi in virtù di un silenzio assenso (come nel caso della SCIA).

2. UTILIZZO DELLE NUOVE PROCEDURE IN SANATORIA PER FINALITÀ MULTIPLE

Novità DL Salva Casa

Una delle novità più significative introdotte con il DL Salva Casa consiste nella possibilità di avviare procedimenti “a finalità multipla”. Infatti, la riforma, come noto, consente al cittadino di risparmiare tempo ed energie presentando al Comune un’unica istanza sia per effettuare il cambio d’uso, sia per effettuare le opere edilizie funzionali alla nuova destinazione dell’immobile. In tal caso, gli uffici comunali avvieranno, appunto, un procedimento a “finalità multipla”, all’interno del quale, per ragioni di economia procedurale, verrà contestualmente vagliata sia la legittimità dell’intervento da eseguire che del cambio d’uso richiesto. All’esito, verrà rilasciato un unico titolo abilitativo.

Chiarimenti Linee guida

Sebbene questa innovazione sia stata prevista espressamente soltanto nel quadro delle agevolazioni ai cambi di destinazione d’uso, le linee guida MIT chiariscono che è possibile attivare un procedimento “a finalità multipla” per tutti gli obiettivi di trasformazione edilizia previsti dal DL Salva Casa. A titolo esemplificativo, un cittadino potrà presentare un’unica istanza in cui, contestualmente, chiede la sanatoria di una difformità del passato e il cambio d’uso dell’immobile condizionato alla sanatoria.

3. SANATORIA DELLE PICCOLE DIFFORMITÀ/VARIAZIONI ESSENZIALI SUGLI IMMOBILI VINCOLATI

Problematica

Prima del DL Salva Casa, in moltissimi casi non sarebbe stato possibile ottenere la sanatoria di interventi realizzati su immobili sottoposti a vincolo, in ragione dei rigidi presupposti richiesti per l’accertamento della compatibilità paesaggistica regolata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare, non sarebbe stato possibile in nessun caso sanare difformità, anche di lieve o minima entità, nel caso in cui queste avessero comportato un aumento di volumi o di superfici.  

Soluzione DL Salva Casa

Il DL Salva Casa ha posto rimedio a questa eccessiva rigidità del sistema, consentendo ai cittadini di presentare agli uffici comunali un’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica anche nell’ipotesi di aumento di volumi o superfici. In tal caso, senza che operi alcuna preclusione, verrà infatti attivato un sub-procedimento volto ad acquisire entro tempi certi (con clausola del silenzio-assenso) apposito parere sia da parte della Regione (o dall’ente delegato) che della Soprintendenza ai fini della positiva conclusione del procedimento principale di sanatoria ordinaria.

Chiarimenti Linee guida

A fronte delle segnalazioni raccolte da numerose amministrazioni comunali, che segnalano la resistenza di alcune Soprintendenze nell’attuazione delle novità del DL Salva Casa, le linee guida MIT specificano la piena operatività del meccanismo in sanatoria disciplinato nel nuovo articolo 36-bis, comma 4 del testo unico edilizia. La nuova procedura prevede che, per gli immobili vincolati, il proprietario o l’avente titolo presenti una unica istanza di sanatoria allo sportello unico edilizia del Comune, che provvederà ad inoltrare la richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria alle amministrazioni preposte anche nel caso in cui la difformità abbia determinato aumenti di volumi e superfici. Ogni fase procedimentale è scandita da tempi chiaramente individuati dalla legge e dalla regola del silenzio-assenso.  

4. REGOLARIZZAZIONE VARIANTI ANTE ‘77

Problematica

Prima del DL Salva Casa era difficile, se non impossibile, sanare le difformità, realizzate nella costruzione degli immobili realizzati prima del 30 gennaio 1977, anche se di modesta entità. La disciplina applicabile prima del 30 gennaio 1977 - data di entrata in vigore della cd. legge Bucalossi, che ha subordinato il diritto a costruire ad un titolo edilizio rilasciato dall'amministrazione comunale a fronte del pagamento di un corrispettivo - non prevedeva, infatti, alcuna procedura per l’approvazione delle varianti in corso d’opera. Si ricorda che gli immobili ante ‘77 coprono una percentuale significativa del patrimonio edilizio nazionale.

Novità DL Salva Casa

Il DL Salva Casa consente al cittadino di accedere a una speciale procedura di regolarizzazione delle parziali difformità compiute nel corso dei lavori attinenti a un titolo rilasciato prima del 30 gennaio 1977. Il cittadino viene così posto nelle condizioni di riportare in maniera agevole nell’alveo della legalità interventi risalenti, per i quali era prassi non presentare varianti in corso d’opera, non essendo prevista una procedura per effettuarle. Basterà, infatti, presentare una SCIA in sanatoria e provvedere al pagamento della relativa sanzione.

Chiarimenti Linee guida

Per chiarire quali sono i casi per i quali è possibile accedere a questa procedura, le linee guida del MIT specificano che è sufficiente che le varianti da regolarizzare siano state eseguite nell’ambito dei lavori riconducibili ad un titolo rilasciato prima del 30 gennaio 1977, anche se le stesse siano state realizzate in data successiva.

Le citate linee guida intervengono poi sugli aspetti di maggiore semplificazione, ravvisabili sia dal lato dei controlli, sia dal lato del trattamento sanzionatorio: per quanto riguarda il primo aspetto, viene definitivamente chiarito che gli uffici comunali, diversamente da quanto accade nelle ordinarie pratiche di sanatoria, non sono chiamati ad effettuare alcuna verifica in ordine alla conformità della variante rispetto alla disciplina urbanistica ed edilizia; per quanto riguarda, invece, il secondo aspetto, viene chiarito che il cittadino sarà soggetto a una sanzione compresa tra i 1.032 e i 10.328 euro e, quindi, al trattamento sanzionatorio di maggior favore già previsto per l’accertamento di conformità degli interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA edilizia.

5. TOLLERANZE E IMMOBILI

Novità DL Salva Casa

Il DL Salva Casa, con l’intento di ricondurre nell’alveo della legalità irregolarità di minima entità esclusivamente dovute ai limiti insiti nelle tecniche costruttive utilizzate in passato, ha ampliato il perimetro delle tolleranze costruttive ante 24 maggio 2024, stabilendo che, a determinate condizioni, scostamenti superiori al 2% rispetto alle misure progettuali non costituiscono violazione edilizia né, in caso di immobile sottoposto a vincolo, necessitano di autorizzazione paesaggistica.

Chiarimenti Linee guida

Le linee guida MIT precisano – come esplicitamente previsto dal DL Salva casa - che le tolleranze calcolate sulle nuove soglie (dal 2 al 6%, a seconda della superficie dell’unità immobiliare) possono essere fatte valere anche su immobili vincolati.

6. SANZIONI APPLICABILI ALLE NUOVE PROCEDURE IN SANATORIA

Novità DL Salva Casa

Il DL Salva Casa subordina l’efficacia della SCIA in sanatoria per la regolarizzazione delle parziali difformità e delle variazioni essenziali al pagamento di un importo pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile valutato dall’Agenzia delle entrate e comunque compreso tra i 1.032 e i 10.328 euro se l'intervento risponde alla doppia conformità “attenuata” e tra i 516 e i 5.164 euro se l'intervento risponde invece alla doppia conformità “tradizionale”.

Chiarimenti Linee guida

Le linee guida MIT forniscono criteri metodologici orientativi a favore dei Comuni per la corretta determinazione delle sanzioni in esame, invitandoli a fare riferimento alle prassi applicative già in uso prima dell’entrata in vigore del DL Salva Casa.

Nel caso in cui il Comune ritenga che l’intervento non abbia determinato un aumento del valore venale dell’immobile, potrà essere applicata direttamente una sanzione pari alle soglie minime edittali, senza la necessità di coinvolgere gli uffici dell’Agenzia delle entrate.

Negli altri casi, viceversa, si specifica che le sanzioni – secondo quanto previsto dalla nuova modulistica in corso di adozione – saranno corrisposte in due fasi: una prima parte della sanzione al momento della presentazione dell’istanza di SCIA in sanatoria; il conguaglio all’esito della quantificazione dell’incremento del valore venale da parte dell’Agenzia delle entrate.

7. MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D’USO - SPECIFICHE CONDIZIONI

Problematica

Prima del DL Salva Casa, chiunque avesse voluto usare, per qualsiasi ragione, il proprio immobile per scopi diversi da quelli fino ad allora prescelti, per esempio passando da una destinazione residenziale a una turistico-ricettiva, avrebbe dovuto fronteggiare tutte le difficoltà che, come noto, contraddistinguono un contesto normativo frammentato. Il cittadino avrebbe dovuto orientarsi, quindi, nei meandri di una disciplina urbanistico-edilizia stratificatasi nel tempo, attenzionando con la dovuta cautela le condizioni, le limitazioni e i divieti di volta in volta eventualmente previsti dalle normative regionali e dagli strumenti di pianificazione urbanistica comunale.

Soluzione DL Salva Casa

Il DL Salva Casa ha notevolmente semplificato queste verifiche, introducendo disposizioni di principio volte a ritenere sempre ammissibile il mutamento di destinazione d’uso tra le categorie funzionali più affini (residenziale, turistico-ricettiva, produttiva-direzionale e commerciale), ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni

Chiarimenti Linee guida

Per chiarire come dare attuazione a questa previsione, le linee interpretative di ausilio all’attuazione del DL Salva Casa predisposte dal MIT chiariscono che queste condizioni devono essere specificamente individuate dai Comuni, tenuto conto anche di quanto già previsto negli strumenti urbanistici comunali, mediante apposite determinazioni adottate dopo l’entrata in vigore del DL Salva Casa. L’obiettivo è evitare qualsiasi margine di ambiguità in merito alle condizioni richieste dai Comuni per i mutamenti di destinazione d’uso, evitando che tali condizioni possano essere derivate implicitamente da strumenti urbanistici approvati prima del DL Salva Casa, come tali non coerenti con la semplificazione operata dalla riforma.

8. MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D’USO – ONERI URBANISTICI

Problematica

Prima del DL Salva Casa, il cittadino che avesse voluto modificare in maniera incisiva l’uso fatto del proprio immobile, passando, per esempio, da una destinazione residenziale a una commerciale, avrebbe dovuto pagare un importo, anche rilevante, a titolo di contributo per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Non solo. Il Comune avrebbe anche potuto chiedere di cedere o di reperire, acquistandole a prezzo di mercato, aree per la realizzazione di opere pubbliche, da destinare per esempio a parcheggi, o, in alternativa, di pagare un’ulteriore somma di denaro (cd. “monetizzazione”), sempreché tale ultima possibilità fosse prevista dalla legge regionale.

Soluzione DL Salva Casa

Il DL Salva Casa, venendo incontro a coloro i quali intendano usare il proprio immobile in modo diverso rispetto al passato nell’ambito delle categorie funzionali più affini (residenziale, turistico-ricettiva, produttiva-direzionale e commerciale), ha escluso l’obbligo di reperire aree da cedere al Comune per la realizzazione di servizi di interesse generale o di parcheggi, confermando invece l’obbligo di corrispondere, se previsto, il contributo per gli oneri di urbanizzazione secondaria.

Chiarimenti Linee guida

Per chiarire ulteriormente cosa al cittadino spetti o non spetti pagare, le linee guida di prossima pubblicazione specificano che nemmeno è dovuto il contributo per gli oneri di urbanizzazione primaria, il cui pagamento, in un contesto già urbanizzato e quindi già dotato, per esempio, di strade residenziali, illuminazione e fognature, si  risolverebbe in una mera duplicazione di costi a carico del richiedente, senza alcun vantaggio correlato. Come ulteriore ausilio, il cittadino viene informato che l’esonero dal reperimento delle aree e dal pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria opera anche in presenza di disposizioni comunali contrarie.

9. SOTTOTETTI

Problematica

Già prima dell’entrata in vigore del DL Salva Casa, molte Regioni si sono dotate di normative finalizzate a consentire il recupero dei sottotetti a fini abitativi. Tenuto conto degli effetti positivi registratisi in termini di ampliamento dell’offerta abitativa e di contrasto al consumo di nuovo suolo, si è ritenuto opportuno incentivare il ricorso allo strumento, mediante misure di semplificazione.

Soluzione DL Salva Casa

Sul punto, il DL Salva Casa ha introdotto una deroga in materia di distanze, consentendo l’intervento di recupero del sottotetto anche in quei casi in cui non sia possibile rispettare le distanze minime tra gli edifici e dai confini, come accade, ad esempio, all’interno di contesti già totalmente urbanizzati. Il cittadino, per avvalersi di questa semplificazione, dovrà tuttavia mantenere inalterata la distanza preesistente e non potrà né alterare la forma e la superficie del sottotetto, né sopraelevare, fatto salvo il caso in cui sia autorizzato ad apportare tali modifiche dalla legge regionale.

Pertanto, a titolo esemplificativo, ci si potrà avvalere della deroga in materia di distanze nel caso in cui l’intervento di recupero consista in un mero cambio d’uso con opere interne al sottotetto ovvero in una ristrutturazione della copertura comportante esclusivamente una rotazione delle falde, ma non nel caso in cui l’intervento comporti anche la sopraelevazione della gronda.

Chiarimenti Linee guida

Le linee guida MIT rimarcano come le semplificazioni introdotte dalla riforma potranno operare in tutte quelle regioni che sono già intervenute o interverranno in futuro con proprie disposizioni a regolare gli interventi di recupero dei sottotetti, anche se la disciplina regionale prevede solo una regolazione parziale degli interventi in esame.

È possibile consultare le Linee Guida DL Sava Casa: qui


venerdì 11 marzo 2022


 Il Comune di Sasso Marconi informa:

Aperto dal 10 marzo il bando di ASC-Insieme che assegna contributi per la rinegoziazione dei canoni d'affitto ai cittadini residenti a Sasso Marconi e negli altri Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia (Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Valsamoggia e Zola Predosa) 

Si può fare domanda per gli alloggi concessi in locazione da almeno un anno a favore di inquilini/e con ISEE fino a 35.000 €.


Le domande vanno presentate in forma congiunta da proprietari e inquilini a partire dal 10 marzo 2022, e inviate all'indirizzo Pec di ASC Insieme: insiemeaziendaspeciale@legalmail.it specificando nell’oggetto la dicitura “Domanda bando rinegoziazione 2022”.


Bando, info e modulo di domanda sul sito dell'Unione Reno Lavino Samoggia, al link https://bit.ly/3i0EWHW

giovedì 6 maggio 2021

Casa a Casalecchio di Reno - Bando Acer per locazione alloggi a canone calmierato

Il Comune informa:

Apre alle 9 del 5 maggio 2021 il bando ACER per la concessione in locazione di 38 alloggi di cui tre riservati ai residenti di Casalecchio di Reno. Sarà possibile presentare la domanda online fino alle 12 del 15 giugno 2021.

Il bando è rivolto a giovani coppie, anziani, lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e/o categorie equiparate, persone con sfratto per finita locazione, persone in condizione di fragilità in possesso dei seguenti requisiti:

* residenza anagrafica o attività lavorativa esclusiva o principale nel Comune di Bologna o in un Comune contermine (Anzola Emilia, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo Emilia, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Pianoro, Zola Predosa);
* attestazione ISE/ISEE, in corso di validità con i seguenti valori:
- ISE da euro 11.000,00 a euro 66.759,00
- ISEE da euro 5.000,00 a euro 41.908,00
- patrimonio mobiliare lordo ai fini ISEE fino ad un massimo di euro 80.000,00.
Tra i documenti è quindi necessario avere l’Attestazione ISE/ISEE 2020 (scadenza 31/12/2021) o l’appuntamento presso i Centri Autorizzati di Assistenza Fiscale (CAAF) o soggetto accreditato per la presentazione.

L'avviso pubblico è disponibile sul sito di ACER dal 5 maggio 2021 e sempre a partire da questa data sarà possibile richiedere informazioni per la presentazione della domanda compilando l’apposito form che sarà disponibile sulla pagina dedicata all’avviso.  

Segnalato da Dubbio

martedì 15 settembre 2020

Via al bando Emilia Romagna per acquisto casa in montagna per i giovani

Contributi anche per ristrutturazione, Lori: Pronti a ripeterlo

Giovani coppie o famiglie, anche composte da una sola persona, che abitano nei 119 Comuni dell'Appennino emiliano-romagnolo da oggi, fino al 30 ottobre, potranno presentare domanda per partecipare al bando regionale, che eroga fino a 30mila euro a fondo perduto, per acquistare o ristrutturare casa in montagna. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 10 milioni per contrastare lo spopolamento, incentivare il recupero dei borghi e sostenere l'economia locale.

"Si tratta di un'iniziativa innovativa che si inserisce nel pacchetto di misure che la Regione sta mettendo in campo per il rilancio dell'Appennino, un territorio che, proprio negli ultimi mesi, è oggetto di una nuova e rinnovata attenzione da parte di tanti cittadini - spiega l'assessora regionale alla Montagna Barbara Lori - se, come speriamo, le istanze saranno in linea con le attese, siamo impegnati a riproporlo anche negli anni a venire". I contributi erogati andranno da un minimo di 10mila a un massimo di 30mila euro, fino al 50% delle spese sostenute, per acquistare la prima casa, recuperare il patrimonio edilizio esistente adibito o da adibire a prima casa, o, terza alternativa possibile, per un mix di acquisto e recupero. (ANSA)

 

domenica 2 agosto 2020

In Appennino una serie di incontri sui superbonus

Domani, lunedì 3 agosto a Vado di Monzuno, martedì 4 agosto a Tolè di Vergato e mercoledì 5 a Castel d’Aiano


L’Unione Appennino Bolognese, in collaborazione con AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, propone una serie di incontri per presentare alla popolazione le nuove opportunità offerte dal D.L. “Rilancio” dello scorso 20 maggio, convertito in Legge il 17 luglio.

Tra le misure più rilevanti del decreto infatti rientra il cosiddetto nuovo "Superbonus 110%" (art. 119 e 121) che finanzia interventi di riqualificazione energetica delle abitazioni private.

Gli appuntamenti proposti permetteranno ai cittadini di iniziare a ragionare concretamente sugli interventi possibili e le casistiche più significative. Potranno essere trattati diversi argomenti: si discuterà sugli interventi ammessi al finanziamento, sui beneficiari, sulle condizioni per accedere allo sgravio fiscale, sul ruolo dei professionisti, sulla cessione del credito, sullo sconto in fattura e sul credito d’imposta.

Gli organizzatori spiegano che per aver chiari gli aspetti per tutte le casistiche sarà necessario attendere i decreti attuativi, le specifiche dell’Agenzia dell’Entrata e dell’ENEA. Intanto però i cittadini e i tecnici potranno approfittare della presenza di esperti del settore per chiarire i primi dubbi.

I primi appuntamenti si svolgeranno nella prima settimana di agosto: lunedì 3 alle 20,30  nella sala civica di Vado di Monzuno, martedì 4 agosto alle 21 a Tolè di Vergato nelle sale dell'ex bar dei centri sportivi e mercoledì 5 alle 20,30 nella sala civica di Castel d’Aiano.

Per mercoledì 26 agosto poi si sta organizzando un’iniziativa rivolta principalmente ai tecnici, che si terrà nel centro ENEA del Brasimone di Camugnano con la presenza anche di associazioni di categoria e istituti bancari, per aprire un confronto approfondito fra gli operatori del settore. 

 

venerdì 27 luglio 2018

Tornato a casa 24enne scomparso

Ritrovato dai carabinieri, si temeva il suicidio nel lago

Da ANSA

E' stato ritrovato nel primo pomeriggio dai Carabinieri e sta bene il 24enne romeno di cui era stata denunciata la scomparsa ieri sera a Bologna. Dopo una serata e una mattinata di ricerche nella zona del bacino di Suviana, dove si temeva il ragazzo potesse essersi buttato per togliersi la vita, i militari lo hanno trovato nella sua abitazione alla periferia di Bologna. I carabinieri del nucleo Cinofili di Firenze, con i segugi di razza Bloodhound, erano andati a procurarsi qualche indumento del ragazzo da fare annusare ai cani, ma in casa hanno trovato il 24enne, che era rientrato da solo. A quanto si apprende è in buone condizioni di salute. Ieri sera nei pressi del lago artificiale era stata trovata la sua auto, con all'interno alcuni biglietti che avevano fatto temere intenzioni suicide per motivi sentimentali.

martedì 17 aprile 2018

Educazione finanziaria, Ivass: online prima versione del portale Quello che conta

Da oggi è online la prima versione del portale pubblico di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale “Quello che conta” , frutto del lavoro del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria guidato da Annamaria Lusardi.
Il portale offre ai cittadini una fonte informativa autorevole, semplice, rigorosa e indipendente, per aiutarli a prendere decisioni consapevoli nel campo della finanza personale e familiare, dell’assicurazione e della previdenza.
Nel portale Quello che conta sono disponibili: 5 consigli elementari, utili a ridurre il rischio davanti alle scelte sull’impiego delle proprie risorse finanziarie, 7 cose da sapere senza le quali ogni scelta potrebbe risultare poco consapevole e 12 guide pratiche che aiutano a comprendere i rischi e le opportunità che si presentano in specifiche circostanze.
Questo contenuto è corredato di un glossario di finanza, assicurazione e previdenza in continua evoluzione e della descrizione dei diversi strumenti bancari, finanziari, previdenziali ed assicurativi accessibili sul mercato. L’accesso ai contenuti è guidato attraverso l’identificazione esemplificativa di 6 momenti che contano nella vita e di nozioni di base utili ad affrontare le scelte di tutti i giorni.
In futuro il portale includerà strumenti di simulazione e auto-apprendimento e fornirà informazioni sulle iniziative e le occasioni di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale promosse dal Comitato.
I contenuti del portale sono curati dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, cui partecipano amministrazioni centrali dello Stato, autorità indipendenti e rappresentanze dei consumatori (Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, Ministero dello sviluppo economico, Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip, Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo dei consulenti finanziari).
Il portale viene pubblicato in versione beta, concepita come un test aperto a suggerimenti e indicazioni che cittadini e organizzazioni vorranno trasmettere per migliorarne contenuto e linguaggio, contribuendo con le proprie competenze ed esperienze.
Con la pubblicazione del portale Quello che conta parte anche la consultazione della Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, che resterà aperta fino al 31 maggio 2018. 
La Strategia nazionale ha un obiettivo ambizioso, da conseguire in una prospettiva di lungo periodo: agevolare tutti i cittadini nell’acquisizione di conoscenze e competenze finanziarie perché ciascuno, con le risorse di cui dispone, possa effettuare scelte tali da contribuire a costruire un futuro sereno e sicuro. Per assicurare che la Strategia prenda in considerazione tutte le esigenze della collettività, il Comitato chiede a cittadini, centri di ricerca, associazioni di consumatori, investitori, imprese, sindacati, di partecipare alla stesura della versione definitiva fornendo opinioni e suggerimenti sulla bozza posta in consultazione.

lunedì 16 aprile 2018

Bologna più cara Emilia Romagna per acquisto casa

Prezzo medio 2.697 euro a metro quadro, Ferrara la più economica



Da ANSA


      Restano stabili in Emilia-Romagna, nel primo trimestre del 2018, i prezzi medi degli immobili in vendita cresciuti dello 0,4%. E' quanto emerge dall'Osservatorio sul mercato residenziale di Immobiliare.it secondo cui, in regione, il prezzo medio richiesto da chi vende un'abitazione è risultato pari, alla fine di marzo, a 1.946 euro al metro quadro, più della media nazionale che si attesta invece a 1.895 euro al metro quadro.
    Bologna, in base ai numeri raccolti, è la città più cara in cui comprare casa con 2.697 euro al metro quadro (con un incremento dell'1,5%), seguita da Rimini con 2.472 euro (+0,9%), Cesena con 1.914 euro (-0,7%), Modena con 1.902 euro (+0,7%) Ravenna con 1.867 euro (-0,3%), Parma con 1.831 euro (+0,2%), Forlì con 1.657 euro (+1,2%), Piacenza con 1.485 euro (-0,4%) Reggio Emilia con 1.479 euro (-0,4%) e Ferrara con 1.400 euro (-0,6%).


mercoledì 3 settembre 2014

Studenti fuori sede: un modo veloce ed economico per trovare casa.


Un lettore segnala la comunicazione di Help Consumatori:

La ricerca di una stanza in affitto per gli studenti fuori sede non è un’impresa facile (oltre che economica): migliaia di universitari si preparano al nuovo anno accademico facendo lo slalom nella giungla di cartelli “Affittasi” ed inserzioni selvagge. Nell’era di Internet, dalla rete arriva in soccorso una piattaforma dove si incontrano domanda e offerta di stanze e alloggi privati in 160 paesi sparsi per il mondo: si chiama Bedycasa e fornisce qualche consiglio utile per “sentirsi a casa”. 
Con oltre 200.000 utenti (di 113 nazionalità diverse) e 30.000 alloggi in più di 6.000 città, BedyCasa è il sito più indicato per cercare una sistemazione in un’altra città (il trend di giovani che si spostano per studiare è in aumento: 600.000 nel 2013 contro i 450.000 nel 2011). Affittare camere in famiglia oggi può, infatti, essere una soluzione ed ha il valore aggiunto di essere anche un’esperienza arricchente dal punto di vista culturale: la conferma arriva da Estelle 23 anni, giovane ragazza francese che durante il suo stage a Milano ha prenotato una camera da Nicoletta F. ,in zona semicentrale, pagando 400€ totali per tutta la durata del soggiorno (un periodo di tre mesi dal 26/01 al 06/03).
Per ogni prenotazione viene rilasciata all’utente una regolare ricevuta che potrà essere utile in caso di rimborso qualora previsto dall’azienda e/o dall’Università stessa. Gli utenti di BedyCasa sono di tutte le età ed appartengono alle più disparate categorie. Si passa dallo studente in cerca di un posto letto durante l’Erasmus, alla coppia in vacanza a Parigi in cerca di un tipico appartamento francese, alla signora in pensione che affitta la stanza del figlio ormai adulto.“L’offerta è volutamente molto economica – spiega Chiara Del Vecchio Country manager di BedyCasa – ragione per cui il sito propone prevalentemente camere in famiglia”. Ogni annuncio da parte del privato che comunica la sua disponibilità a mettere in affitto una camera privata, prima di essere pubblicato, viene verificato dal vivo dall’èquipe di BedyCasa che nel valutare di persona le soluzioni a disposizione si basa anche sui feedback che i membri della community si scambiano al termine di ogni soggiorno. Iscriversi al sito, cercare una camera, modificare il proprio annuncio, inviare messaggi agli altri utenti è completamente gratuito.