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domenica 19 maggio 2024

La Chiesa sassese celebra con una funzione religiosa il 150esimo della nascita di Guglielmo Marconi

 




sabato 17 aprile 2021

Don Fornasini sarà beatificato il 26 settembre a Bologna

Fu martire a Marzabotto. Zuppi: 'Visse la pandemia della guerra'

La beatificazione di don Giovanni Fornasini, sacerdote martire di Monte Sole, avverrà domenica 26 settembre a Bologna. Lo rende noto l'arcivescovo, cardinal Matteo Zuppi, in accordo con la congregazione delle cause dei santi della Santa Sede.

La cerimonia, durante la Messa delle 16 (luogo ancora da definire), sarà presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e concelebrata dall'Arcivescovo.
    "È un ulteriore dono che arricchisce la nostra Chiesa - afferma Zuppi - ed è un segno importante in questo momento di difficoltà e di prova perché come don Fornasini ha vissuto la 'pandemia' della guerra anche noi oggi possiamo vivere questo tempo di pandemia prendendo esempio dal suo atteggiamento e dalla sua testimonianza, riconoscendo la forza dell'amore di Dio ed esprimendo vicinanza alla gente".
    Fornasini, nato a Pianaccio di Lizzano in Belvedere il 23 febbraio 1915, era parroco di Sperticano, piccola comunità di 300 anime vicino a Marzabotto, quando venne ucciso dai nazifascisti. La mattina del 13 ottobre salì da solo a San Martino di Caprara per cercare l'amico don Ubaldo, anche lui ucciso. Alla sera i soldati tedeschi festeggiarono in canonica a Sperticano gridando: "Pastore kaputt". Il suo cadavere venne visto il giorno successivo dietro al cimitero di Caprara, ma vi rimase tutto l'inverno. Il 22 aprile 1945 il fratello Luigi recuperò la salma e la porta a Sperticano, dove tutt'ora è custodita, in chiesa. (ANSA)


martedì 15 gennaio 2019

Sisma, 'siti Unesco appaiono integri'. Si inclina però la croce su un campanile a Bologna

Oggi controllo approfondito con la Soprintendenza e accertamenti dei vigili del fuoco nel centro cittadino.

Da la redazione ANSA BOLOGNA

 "Da una prima osservazione i siti Unesco della città appaiono integri e senza danni. In giornata verrà fatto un lavoro di screening più approfondito con i vigili del fuoco e la soprintendenza". Lo spiega all'ANSA il comandante della polizia municipale di Ravenna Paolo Giacomini, che sta monitorando la situazione nella città romagnola dopo la scossa di terremoto della notte. Ravenna è città famosa in tutto e meta di turisti da tutto il mondo per o monumenti e le basiliche, scrigni di mosaici dell'epoca bizantina, patrimonio mondiale dell'umanità. Tesori d'arte che da un primo controllo, dunque, non sembrerebbero aver subito danni. "Abbiamo fatto un primo controllo agli edifici scolastici e riscontriamo l'assenza danni gravi alle strutture pubbliche.
    Aspettiamo un ritorno da quelli privati". Gli unici danni segnalati riguardano alcuni edifici privati "crepe molto modeste che non mettono in pericolo abitabilità", dice Giacomini.

 © ANSA

La croce sulla sommità del campanile della chiesa di Sant'Isaia, nel centro di Bologna, si è inclinata da un lato senza staccarsi, non è chiaro se in conseguenza del terremoto di ieri sera in Romagna e avvertito anche in città. Il piccolo cedimento è stato segnalato questa mattina, verso le 7.40, ai Vigili del Fuoco, che sono intervenuti per un sopralluogo e per mettere in sicurezza la croce. La chiesa si trova fra via San'Isaia e via De Marchi, poco lontano da Piazza San Francesco.

martedì 24 luglio 2018

Cingalese devoto, prima di entrare in chiesa consegna la droga ai Carabinieri.


Si è autodenunciato ed è stato segnalato alla Prefettura un trentaduenne cingalese per uso personale di sostanze stupefacenti.

E’ successo questa mattina davanti alla Basilica di San Petronio, quando il ragazzo si è avvicinato a un Carabiniere e a due militari dell’Esercito Italiano, impegnati nei controlli all’ingresso e ha consegnato un piccolo frammento di hashish del peso di 0,59 grammi che custodiva all’interno di uno zaino. 
Un gesto, verosimilmente riconducibile alla devozione del soggetto, tra l’altro incensurato, è probabilmente spiegabile dal fotto che voleva andare a pregare con la coscienza pulita. 
Il trentaduenne è stato sottoposto a una perquisizione personale che ha dato esito negativo, a conferma della sua buona fede.

domenica 21 giugno 2015

Camugnano, il prete prega per riparare alla festa d'estate. Nel paesino di Burzanella i bambini si erano travestiti da indiani per festeggiare il solstizio. Don Roberto non ha gradito e ha chiamato tutti in chiesa.



Ci è stato segnalato l’articolo di MARCO BETTAZZI su R.it che riportiamo:

Chissà se alla Pro loco di Burzanella, piccola frazione di Camugnano sull’Appennino bolognese, hanno pensato che stavano commettendo peccato. Fatto sta che il ‘Festival dei nativi della terra’ organizzato per oggi, giorno del solstizio d’estate, e ispirato alla cultura degli indiani d’America (con menù di carne di bisonte, tende indiane e cavalli per i bambini, danza attorno al fuoco stasera) è finito nel mirino di don Roberto, che per tutta risposta ha chiamato i fedeli a una preghiera riparatrice fissata per stanotte, da mezzanotte alle sei, per rimediare a quella che definisce una ‘pratica esoterica’ di una ‘setta’ pagana, invitando inoltre tutti a non andare alla festa.

Il parroco, infatti, ha attaccato un cartello nella bacheca di fronte alla chiesa di Lagaro, una frazione di Castiglione dei Pepoli che ricade nella stessa parrocchia di Burzanella, che invita i fedeli a raccolta. “Nella notte di domenica 21 giugno, dalle zero alle sei di mattina – c’è scritto – adorazione eucaristica a Lagaro in riparazione alla pratica esoterica della setta dei Nativi della terra che avrà luogo alla Pro loco di Burzanella. È sconsigliata la partecipazione (alla festa, ndr). Per i turni di adorazione prendere contatti in parrocchia”.

Così oggi mentre a Burzanella i bambini si colorano le guance come gli indiani, si montano le tende e si guardano i cavalli nel recinto ordinando piatti indiani, don Roberto Pedrini organizza i turni per la sua preghiera di stanotte. Con gran stupore degli organizzatori della festa, che tutto si immaginavano fuorché il loro festival venisse bollato come un rito pagano.

Del resto don Roberto non è nuovo ad uscite del genere. Quella di Lagaro è infatti una delle poche chiese in Italia dove si pratica l’adorazione perpetua dell’eucaristia, con qualcuno che prega 24 ore su 24 a turni. Ed è sempre lui che ha suscitato le ire di parte della popolazione anni fa abolendo tutta la parte profana della festa di San Mamante, patrono di Lagaro, salvando soltanto la processione e cancellando stand gastronomici, lotterie e concerti. Cosa che in questi anni ha spinto molti fedeli lagaresi a trasferirsi verso altre parrocchie per la messa della domenica.

lunedì 16 febbraio 2015

Vergato. Chiede l’elemosina davanti alla chiesa dove aveva commesso un furto, ma una fedele la riconosce e chiama i Carabinieri.




Incredibile ma vero. Beccata in chiesa con la meni nel sacco o meglio nella cassetta delle offerte, si ripresenta pochi giorni dopo all’ingresso dell’edificio religioso per chiedere l’elemosina. I Carabinieri di Vergato hanno infatti denunciato una 18enne rumena, domiciliata in un campo nomadi di Borgo Panigale, per furto con destrezza. Alle  8.40 di ieri, la centrale operativa del 112 è stata informata che l’autrice del furto della cassetta delle offerte, commesso una decina di giorni fa nella Chiesa di Vergato, era tranquillamente ritornata sulla scena del delitto per chiedere l’elemosina ai fedeli. Individuata dai militari, la 18enne è stata accompagnata in caserma per ulteriori accertamenti, ove è emerso che due settimane fa, era stata denunciata dai Carabinieri per rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e false dichiarazioni a un pubblico ufficiale.

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna.

venerdì 14 marzo 2014

SEMINARI SU CHIESA E ‘MEMORIA DIVISA’ IN ITALIA. SI PARLA ANCHE DI MONTE SOLE.



L’Istituto De Gasperi Bologna informa:

Gli storici utilizzano l'espressione ‘memorie divise’ per individuare letture fortemente conflittuali sulla natura e sulle responsabilità delle stragi di civili per rappresaglia, compiute nell'ultimo conflitto mondiale da truppe tedesche e da collaborazionisti italiani. Eventi che ripropongono inevitabilmente alcuni nodi del nostro passato, quali il rapporto della Chiesa cattolica con il Fascismo e con la Resistenza (fortemente evocati dallo stesso avvio del processo canonico di beatificazione dei sacerdoti uccisi a Monte Sole di Marzabotto).

A partire da  oggi,  venerdì 14 marzo alle 18, (Bologna, P.le Bacchelli 4) la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna propone su questi temi dieci seminari di approfondimento, coordinati da Alessandra Deoriti.


Dal 14 marzo all'11 aprile verranno considerati principalmente i macro-contesti, dal 2 al 30 maggio il quadro locale e la vicenda della strage di Monte Sole.
Per la partecipazione è richiesta l’iscrizione (telefonare a 051.3392904  o scrivere a sft@fter.it).

Questa la TRACCIA dei Seminari:
14.03.2014. La questione della “memoria divisa” nel nostro Paese, a confronto con Francia e Germania. Termini essenziali del problema e sua rilevanza, tra storiografia, pubblicistica e luoghi comuni. Anteprima sul caso bolognese di Marzabotto/Monte Sole. (A. Baldassarri, A. Deoriti, A. Grattarola).
21.03.2014. Dalle guerre dei Savoia alle guerre del Fascismo: la posizione della chiesa dinanzi alla guerra: uno sguardo d'insieme. (U. Mazzone).
28.03.2014. 1935-1943: il contesto internazionale e l’espansione dei fascismi in Europa: inquadramento generale del periodo in esame. L’alleanza asimmetrica fra Germania e Italia e i suoi punti critici. La guerra “totale”. Excursus sulla guerra civile spagnola. (A. Deoriti, P. Baisotti)
04.04.2014. Sintetico sguardo comparativo ai caratteri del regime fascista e nazista. Somiglianze e differenze, sulla base di esempi salienti. Il rapporto con la Chiesa cattolica e, in Germania, con il mondo protestante. Le chiese di fronte alla legislazione razziale. (A. Guasco)
11.04.2014. Mussolini dal consenso alla crisi del consenso. Dal 25 luglio al governo Badoglio, alla stipula dell’armistizio. Il fronte delle opposizioni. L’occupazione tedesca dell’Italia e la costituzione della RSI: linee generali. La “brutale amicizia” tra repubblica di Salò e terzo Reich. La nascita dei CLN e i primi movimenti di resistenza. Il rapporto fra Chiesa e RSI. (L. Ceci)
02.05.2014. Il quadro locale: cenni alla situazione materiale di città e provincia, alle autorità di governo, bombardamenti, sfollamento, scioperi tra il 1943 e il 1944. Vescovo, clero e fedeli bolognesi nel periodo bellico: alcune pennellate. Il CLN bolognese e le sue scelte. La nascita di una formazione anomala: la Stella Rossa. (A. Mandreoli)
09.05.2014. I preti e la comunità di Monte Sole: ritratti, dalla normalità all’approssimarsi del pericolo. Le singole storie di vita, con alcune sottolineature peculiari e sullo sfondo di altre figure presbiterali che popolano la montagna. Le suore, le maestre. (N. Apano)
13.05.2014. La strage di Monte Sole nell’ambito del “sistema degli ordini” e della mappa delle stragi naziste. La dinamica della strage ; il modus operandi delle truppe naziste: coerenze e problemi interpretativi. La produzione storiografica su Monte Sole (da “Marzabotto” a Monte Sole: un esempio di riletture). Il ruolo dei fascisti, lo sfaldarsi della Stella Rossa, il “giallo” della morte del Lupo. (A. Mandreoli, A. Deoriti)
23.05.2014. Dopo la strage. Le politiche e le distorsioni della memoria: la stagione dei processi e il caso Reder. Le tensioni acute nel territorio circa la valutazione delle responsabilità della strage. Confronto con altre situazioni. (A. Mandreoli)
30.05.2014. Il lungo silenzio della Chiesa bolognese sui fatti di Monte Sole e la “risalita”. Interpretazione degli omissis e attuali potenzialità di gestione della memoria. Sottolineature a partire dalla ‘Introduzione’ di Dossetti al volume di Gherardi, perché le categorie della storia fattuale non sono sufficienti. (A. Baldassarri, N. Apano)

Agli iscritti sarà fornita una bibliografia specifica a inizio corso.

lunedì 30 luglio 2012

Monzuno non si rassegna a perdere don Marco.



“Un cittadino mi ha inviato la foto del cartello che nella notte di venerdì scorso è apparso in più punti del centro abitato  di Monzuno,”  scrive Francesco Manieri, segretario comunale del PD di Monzuno. “I cartelli sono stati  rimossi ma qualche esempio ancora campeggia su  bacheche private. E’il segnale di un disagio legato alla vicenda del trasferimento del parroco don Marco dalla parrocchia di Monzuno a quella dell'Arcoveggio di Bologna.
Nelle semplici scritte del cartello c’è il dolore della perdita di un sacerdote utile per la comunità non solo sotto il profilo spirituale e religioso e il lacerante timore che con don Marco se ne va anche la Chiesa. E’ una grande prova d’affetto e di rabbia, un po’ velata dal sarcasmo, per l’impressione che la città sia ancora una volta preferita a discapito delle località  della provincia. Infatti ancora nessuna decisione è stata presa in merito a chi verrà da settembre al posto di Don Marco”.

Don Marco
Ermanno Pavesi, assessore alla cultura di Monzuno, aggiunge: “ Don Marco è stato molto apprezzato e quel cartello ne è la prova provata . E’ un prete molto bravo e con lui ho sempre collaborato con grande efficacia. Sono convinto che non rimarremo senza sacerdote anche per l’importanza numerica di fedeli che ha la parrocchia di Monzuno. Don Marco seguiva inoltre le parrocchie di Trasasso, Gabbiano e Valle.  Le gerarchie ecclesiastiche bolognesi hanno assicurato l’arrivo di un sostituto”.

Il sindaco Marco Mastacchi ha ancora di più il polso della situazione. “C’è anche la preoccupazione molto diffusa nei monzunesi per la futura gestione della scuola materna, servizio fondamentale per la comunità non solo parrocchiale. Alla recente perdita delle suore, si aggiunge ora quella del sacerdote che ha saputo garantire la prosecuzione della scuola con molta capacità. Don Marco è amato da tutti, non solo dai parrocchiani, e l’annuncio del suo trasferimento ha provocato una reazione generale, anche di chi non era sospettabile per la nota indifferenza verso la presenza religiosa. In chiesa sono già stati letti messaggi della curia bolognese nei quali si assicurava l’arrivo di un sacerdote. Lo attendiamo nella convinzione che l’operato della curia bolognese sia lungimirante”.

MASTACCHI

MANIERI

PAVESI



martedì 1 dicembre 2009

La canonica di don Ilario a Mrzabotto rischia il crollo


La canonica di Marzabotto presenta evidenti segni di cedimento e Ascom e Confesercenti chiamano a raccolta la cittadinanza e il mondo delle ‘partite Iva’ perché si possa intervenire in tempo utile a scongiurare il peggio e dare una mano al ‘parroco artigiano’, don Ilario Macchiavelli. All’origine della crepa, che dimostra con evidenza il movimento dei muri perimetrali dell’edificio, c’è la rottura della fognatura pubblica che passa proprio sotto la costruzione religiosa. La rottura ha liberato le acque che hanno così eroso la parte sotterranea indebolendo l’appoggio dei muri. “Coloro che hanno partita Iva possono detrarre fino a 200 euro l’anno per donazioni”, precisano Paolo Degli Esposti e Walter Venturi rispettivamente presidenti delle sezioni locali di Ascom e di Confesercenti. “Quale occasione migliore di partecipare alla soluzione di una emergenza vera del paese in cui viviamo?”. Don Ilario, che si è trasformato in fabbro, falegname e muratore pur di salvare i numerosi complessi religiosi che gli sono stati affidati negli anni è pronto ancora una volta a rimboccarsi le maniche, nel limite del possibile poiché l’anagrafe gli dice di non fare più le fatiche di un tempo. Indossa ancora con piacere la sua tuta da lavoro e fra una martellata , una limata e una cazzuolata non si impedisce anche di dialogare come prete se un fedele ha bisogno di confidarsi o di un consiglio e di un indirizzo dettato con la guida del Vangelo. Alla domanda di come ha scoperto la sua vocazione di artigiano, spiega. “Il primo incarico pastorale che ho avuto a Marzabotto è stato a Gardelletta. La prima notte che ho passato in questa parrocchia pioveva e in camera dovevo ripararmi con un ombrello. Ma anche il cadere della goccia sull’ombrello genera rumore e uno spruzzo per cui decisi di andare a dormire da mia madre. Il giorno dopo mi sono detto: ‘ho affrontato con successo lo studio della matematica, del latino e dell’ebraico, mai possibile che non sappia fare un tetto?’”. Don Ilario fece il tetto, cambiando travi, tavole e tegole e utilizzando, ricorda, ‘ben 5 quintali di lamiera di rame’. Da allora ha allargato la sua capacità ad altri settori dell’artigianato e oggi le canoniche di Murazze e Gardelletta e Marzabotto (trasformata persino in oratorio riscaldato), sono solide se non ci fosse il ‘tarlo sotterraneo in quella del capoluogo’. Don Ilario è diventato anche un capace plasmatore del metallo e la Via Crucis di Monte Sole è frutto delle sue mani.