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domenica 28 novembre 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

 

Un altro degli ultimi lavori di Marco Leoni sulla filosofia che pubblichiamo postumo, per ricordarlo come lui certamente avrebbe gradito di più.


di Marco Leoni


GUGLIELMO da OCKHAM

e la fine della Scolastica



( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )




Guglielmo da Ockham è l’autore che porterà la scolastica a scemare verso una crisi finale .

Dopo di lui inizierà il grande periodo della filosofia naturalistica e della filosofia politica, è un autore che getterà le basi della futura filosofia moderna ed è un autore liberatorio alla fine dei tre secoli di scolastica .

Nasce nel 1290 in Inghilterra e morirà nel 1348/49 .


Raccoglie tutti i temi sollevati dalla scolastica e li porta però a un
punto di non ritorno perché sarà di fatto il teorico di una svolta empiristica. La conoscenza per Guglielmo, infatti si fonda sulla esperienza , sui dati empirici .

Sarà il teorico della teoria della supposizione e poi sarà anche il teorico del celeberrimo rasoio di Ockham: “serve un rasoio che elimini tutto ciò che va al di là della conoscenza empirica, inutile nei processi conoscitivi moltiplicare i concetti , è inutile andare a fondare la conoscenza nell’aldilà” .


Era soprannominato
il dottor invincibile perché era un uomo abilissimo nelle arti della oratoria, della retorica e nella dialettica e nelle scuole della scolastica, nelle università, c’erano spesso delle disputatio c’erano cioè delle dispute filosofiche e in queste dispute filosofiche lui era invincibile .

Viene anche arrestato quando si reca ad Avignone: sono gli anni della cattività avignonese, gli anni in cui il papato era ad Avignone. In quell’occasione viene processato e incarcerato, riesce a scappare e viene protetto in Baviera da un principe, lì resterà fino alla morte .

Le sue teorie non furono mai condannate come teorie eretiche perché lui riuscì sempre a difendersi anche dall’accusa di aver diviso il campo del sapere razionale da quello della fede. Egli sotto sotto sostiene che ci sono due verità, la verità di fede e la verità della ragione, ma questa teoria era da considerarsi impossibile per la Chiesa secondo cui la verità è una, non esistono due verità. Lui è accusato di sostenere la doppia verità ma da questa accusa riesce a salvarsi grazie alle sue capacità dialettiche e oratorie e al fatto che si ritira in Baviera .

E’ una mente brillante che getta i semi della nuova discussione filosofica .


E’ un fondatore del metodo empirico, delle svolte scientifiche naturalistiche e anche in ambito politico è un fondatore di fatto di libertà e di diritti , è un autore da cui si può iniziare un percorso effettivamente moderno .


ULTIMO DEGLI SCOLSTICI PROBABILMENTE PRIMO DEI MODERNI .

Vediamo il primo fondamento filosofico , la svolta, L’IMPOSTAZIONE EMPIRISTA.

Alla base della conoscenza per Guglielmo da Ockham vi è l’esperienza e questa è una svolta radicale , perché per lui la conoscenza vera e certa la si può ottenere solo ed esclusivamente in connessione con la natura e con il mondo empirico: dove vi è esperienza sensoriale lì vi è la possibilità della conoscenza vera. Dunque tutto ciò che va al di là della natura e dei dati empirici ebbene non può essere conosciuto, in questo consiste la svolta empirista radicale, non può essere conosciuto e soprattutto non può essere dimostrato.

Dunque non conosco, non dimostro ciò che va aldilà dell’esperienza .

Allora che conoscenza è possibile ?

Partiamo da una divisione che fa Guglielmo: ci sono due tipi di conoscenza: quella INTUITIVA e quella ASTRATTIVA .

La conoscenza intuitiva è quella che parte dall’esperienza e conosce in maniera evidente il mondo delle cose, mi dice già se una cosa c’è o non c’è: sulla cattedra c’è la penna , c’è l’orologio oppure non c’è la penna non c’è l’orologio. Dunque già la conoscenza intuitiva mi dà la certezza se una cosa c’è o non c’è ed è una conoscenza vera e certa .

Arriva già a fondare un approccio di stampo naturalistico empirico, fondamentale per il prosieguo delle scienze per quello liberatorio: dicevo che Guglielmo da Ockham a un certo punto, dopo secoli di scolastica è liberatorio. Questa è la conoscenza intuitiva ed è la più perfetta perché inerente Adeguata al mondo empirico .

La conoscenza astrattiva intellettiva è la conoscenza che parte dall’esperienza ma poi va oltre.

Cosa facciamo noi con l’intelletto? Elaboriamo, astraiamo e possiamo astrarre in tanti modi , possiamo astrarre partendo dalla realtà empirica o possiamo astrarre andando oltre la realtà.

E allora possiamo avere una conoscenza intellettiva come potrebbe essere quella della matematica , della geometria che cercano di astrarre partendo dal mondo empirico. Oppure la conoscenza astrattiva della fantasia che va oltre il mondo empirico. E la teologia e dimostrare l’esistenza di DIO è fantasia ?


Ci sta dicendo tra le righe qualcosa di importante che quando tu astrai vai oltre la realtà oggettiva ma se vai esageratamente oltre allora entri nel campo delle ipotesi che non sono dimostrabili .

Primo tema: la SVOLTA EMPIRISTA, la conoscenza è vera nell’esperienza, al di là dell’esperienza c’è conoscenza incerta. Il margine di errore sta nella conoscenza dell’astrazione, quando l’intelletto astrae al di là dell’oggetto reale .

Secondo tema importante è la teoria della SUPPOSIZIONE ed è stupenda perché liberatoria, recupera la logica degli stoici. Il problema in questo caso è il rapporto che c’è fra il nome delle cose, il concetto, e la cosa. Uomo, la parola uomo, il concetto Uomo, ma poi c’è il dato reale, l’uomo in carne ed ossa .

Cosa sostiene Guglielmo da Ockham ?

Anche questa è una svolta radicale , è modernissimo .

Gli universali sono dei segni che esistono nella mente dell’uomo

Ovvero sono convenzioni .

Dunque le parole e i concetti sono convenzioni, il concetto è nella mente dell’uomo, è un simbolo e le parole sono ulteriori simboli .

Ogni segno, ogni concetto che diventa poi parola, è materiale .

Secondo, una supposizione semplice è la parola ‘uomo’ quel concetto che utilizzo e sta al posto di tutti gli uomini come ‘cane’ sta al posto di tutti i cani .

Terza supposizione è quella personale , Lorenzo è un uomo , Roki è il cane cioè la realtà in carne e ossa .

Dunque dove stanno le idee? , non nel mondo delle idee come per Platone, non nella mente di DIO come per Tommaso , le Idee stanno nella mente dell’uomo e sono dei segni che stanno al posto delle cose.


Dunque, magnifico , sono i concetti che derivano dalle cose e non le cose che derivano dai concetti, è un rovesciamento: non c’è prima il concetto di frutta e poi i frutti reali e concreti ma prima ci sono le fragole, le banane, le ciliegie, le mele, le pere e poi l’uomo elabora il concetto complessivo globale di frutta per cui prima c’è la materia e poi l’idea .

Detto all’interno di un mondo della cristianità che fa prevalere la dimensione spirituale metafisica rispetto a quella materiale reale concreta è ovviamente una frattura molto grande .

E DIO? DIO è l’obiettivo della filosofia perché nella scolastica la Filosofia è l’ancella della Teologia, cioè al servizio della Teologia. E qua Guglielmo da Ockham rompe ancora con la tradizione, compie una ulteriore inversione di tendenza e ci dice: NO la teologia è boriosa, è presuntuosa perché pretende di conoscere ciò che va al di là della realtà empirica ma non è una scienza, cessa di essere scienza, non può avere la pretesa di essere scienza perché non posso dimostrare l’esistenza di DIO.

Per cui rimango nel campo della fede .

Il campo della fede non è l’ambito della conoscenza vera e certa e detto da un uomo cresciuto dentro la chiesa inglese, un uomo della scolastica, questo rappresenta una frattura vera e propria. Dunque:


L’uomo può dire che esiste una cosa soltanto se ne può fare una

esperienza , quindi se la conoscenza è intuitiva ma la

conoscenza intuitiva di DIO non c’è perché DIO va al di là della

realtà .



domenica 14 novembre 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

Pubblichiamo un altro degli ultimi lavori di Marco Leoni, indimenticato amico che curava questa seguita rubrica di cultura filosofica. Lo inviò poche settimane prima di lasciarci, il 21 luglio scorso . Desideriamo ricordarlo così, con la filosofia, materia che tanto lo affascinava e che ha approfondito fino agli ultimi tempi della sua vita. 

Tratta della Scolastica, filosofia cristiana del Medioevo.



di Marco Leoni


LA SCOLASTICA : 

una introduzione



( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )



Abbiamo visto la Patristica cioè la filosofia cristiana dei padri della chiesa, in particolare il pensiero di Agostino.


Ora vediamo la
Scolastica e in questo percorso ci occuperemo di tre pensatori. Vedremo uno dei fondatori della scolastica che è Anselmo d’Aosta, S.Anselmo , poi il massimo esponente della Scolastica che è Tommaso d’Aquino, S. Tommaso e poi vedremo il decostruttore , il critico della scolastica che è Guglielmo da Occam che santo di fatto non sarà proclamato.

Che cosa intendiamo con scolastica ?

Col termine scolastica si indica appunto la filosofia cristiana del Medioevo , filosofia che veniva insegnata nelle scuole , da cui il termine scolastica da appunto scola.

Nelle scuole religiose infatti venivano insegnate la filosofia e la teologia e il termine scolastica deriva appunto dalla filosofia insegnata nelle scuole del tempo , parliamo dunque dell’anno 1000, 1100, 1200 .

Il termine scolastica indicava in modo particolare lo “scolasticus“ che era l’insegnante nelle scuole medioevali , il formatore delle arti liberali del trivio e del quadrivio , cioè la grammatica , la retorica e la logica ed anche la dialettica , mentre con le arti del quadrivio invece intendiamo l’aritmetica , la geometria , la musica e l’astronomia .

In queste discipline troverà poi spazio la teologia e la filosofia.

Per gli scolastici la teologia era superiore alla filosofia che invece per i greci e per i romani era la somma disciplina. Per gli scolastici era la disciplina secondaria , prima la teologia poi la filosofia .

Come si svolgevano le lezioni ?

Innanzitutto c’erano due tipi di lezioni , la prima lezione era la Lectio che era un commento a un testo e poi c’era la disputatio, cioè una disputa con tesi e contro tesi e in questo caso bisognava portare delle argomentazioni per cui serviva la retorica cioè parlare bene e in modo convincente e serviva la dialettica, cioè saper criticare la tesi dell’avversario in modo solido argomentativo e stabile e non in maniera emotiva .


Qual è il tema portante della scolastica ?

Il tema portante della scolastica sarà il RAPPORTO RAGIONE-FEDE .

Nella scolastica è centrale il tema dell’educazione dell’uomo: si pone quindi un problema pedagogico che è il problema di tutti i percorsi scolastici .

Le scuole devono essere formative , devono formare e crescere il buon uomo che per questi filosofi, per questi “ magister “ è anche un buon cristiano. Buon uomo e buon cristiano sono sinonimi all’interno di queste scuole .

RAPPORTO RAGIONE - FEDE .

La scolastica è la filosofia cristiana del medioevo e deve partire da quel problema che già Agostino aveva individuato: che rapporto c’è fra l’uomo razionale e l’uomo che ha fede ?

Se la fede e la ragione sono due vie che non si toccano mai, non è possibile fare filosofia, dunque gli scolastici devono capire come far intrecciare, intersecare, lambire, far toccare la via della ragione e la via della fede .

Tertulliano diceva: CREDO CUI ABSURDUM EST e se la via è credere assurdità, irrazionalità non c’è filosofia; se invece noi vogliamo fare un percorso filosofico dobbiamo porci la questione di che rapporto ha la ragione, l’uomo come uomo razionale che rapporto ha con la fede che è un anelito e una speranza. Non possiamo tenere la speranza separata dalla ragione, ragione e fede devono toccarsi, dunque la ragione deve aprirsi alla fede e la fede alla ragione e soprattutto la fede non può essere solo un atto irrazionale ma deve essere un atto che ha a che fare con la ragione .

Per questi autori la fede è superiore alla ragione.


Da qui dobbiamo partire , ovvero secondo gli scolastici la verità a cui giungere è già data. Questa è la grande differenza fra la filosofia greca e quella scolastica .

Per gli scolastici c’è una verità, la verità e DIO, la verità è quella delle scritture e questa verità è già data.

Dunque un radicale filosofo della meraviglia e della scoperta libera ti direbbe ‘non ci sarà filosofia nella scolastica’ , può darsi , invece la loro filosofia è così da intendere : c’è una verità DIO uno e trino , DIO esistente , DIO che è verbo e logos. Con la ragione filosofica riesco a raggiungere DIO?

Ve lo rispiego con questa metafora del mare, del porto, della nave: la filosofia greca è una nave che parte da un porto e si getta nel mare aperto e non sa dove arriverà perché per i greci la filosofia è una ricerca molto libera, senza mitizzarli, perché effettivamente non c’è la verità d’arrivo, per Socrate la verità è una ricerca così come per Platone, Anassimandro, Talete, Democrito .

Per gli scolastici la filosofia è una nave che messa in mare ha già un porto dove deve arrivare e questo porto è DIO, questo porto è la verità intesa come logos, verbo, cioè il verbo che si fa ragione e la ragione si fa verbo. E’ una ricerca meno indipendente perché il punto di approdo c’è già , tu sai dove la tua barca deve attraccare, in un porto dove c’è DIO , dove c’è appunto ovviamente la verità .

Dunque la scolastica deve tenere conto della verità religiosa, della tradizione religiosa, non è mai una filosofia antitradizionalista ma deve fare lambire, toccare la ragione con la tradizione.


Che rapporto c’è fra filosofia e teologia ?

Ho già detto prima che la teologia è superiore alla filosofia, filosofia ancella della teologia .

La filosofia come ricerca è al servizio della teologia, la teologia si serve della filosofia per dimostrare l’esistenza di DIO .

La scolastica si occupa di alcuni problemi fondamentali .

Primo problema il rapporto RAGIONE - FEDE cioè tutti gli scolastici affrontano questo rapporto.

Secondo problema l’esistenza di DIO, tutti gli scolastici provano a dimostrare l’esistenza di DIO.

Ora prevale nel mondo la seguente posizione: io credo in DIO e se tu mi chiedi ‘dimostrami perché credi’ io ti posso dire tranquillamente ‘io ci credo perché ci credo’ e non devo portarti delle prove .

Però rimane un problema, cioè una questione, l’esistenza di DIO che per gli scolastici è la questione principale.

Terzo problema : il dibattito sugli universali. Cosa sono gli universali? sono i concetti, le idee, le idee uomo, animale, albero, bene che Platone ubica nel mondo delle idee. Le idee, i concetti sono nella mente di DIO o nella mente dell’uomo? Le parole, i concetti sono simboli che rappresentano un’entità realmente esistente o sono delle convenzioni? Semplifico ancora: il linguaggio rispecchia concetti che sono delle entità realmente esistenti nella mente di DIO o nell’aldilà, o i concetti sono semplici convenzioni, le parole delle convenzioni?

Questo tema lo affrontiamo di meno perché sappiamo che il linguaggio è una convenzione o almeno così ci comportiamo .

Ultimo grande tema è quello del male , il male rispetto a DIO, il male rispetto all’uomo, l’uomo di fronte al male, DIO di fronte al male. Queste sono le grandi tematiche ovviamente affrontate .

Per il tema della virtù, secondo Tommaso l’uomo deve ambire ad avere delle virtù e virtù sono anche delle virtù politiche .

Chiudo dicendo che ci sono diversi periodi della scolastica, noi vedremo quello della fondazione con Anselmo d’Aosta intorno al 1000 , 1100 poi vedremo la fioritura l’apoteosi della scolastica nel 1200, poi vedremo il lento declino della scolastica nella seconda metà del 1300 .

Vedremo questi tre autori per avere un’idea della filosofia Cristiana .




domenica 10 ottobre 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

 


Pubblichiamo la seconda parte del pezzo 

di Marco Leoni 

su San Tommaso d’Aquino(1221-1274).

          S. TOMMASO : 

 e il rapporto ragione fede



( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )

SECONDA PARTE


LE CINQUE VIE A DIO

Le cinque vie a Dio , le cinque dimostrazioni dell’esistenza di Dio di Tommaso d’Aquino sono cinque dimostrazioni a posteriori, cioè Tommaso per dimostrare l’esistenza di Dio parte dalla natura, dal mondo, dal cosmo.

Tommaso, da buon naturalista aristotelico, non è un sostenitore della prova a priori ma è sostenitore delle prove a posteriori, cioè io indago la natura e indagando la natura con la ragione cerco di capire se la natura mi porta a Dio .


PRIMA VIA: EX CAUSA, dalle cause: tutte le cose in natura sono regolamentate dal rapporto causa – effetto: A è causa di B , B è effetto di A; B è causa di C , C è effetto di B , ma C è a sua volta è causa di D e D è effetto di C .

In natura tutto ha una causa, poiché tutto ciò che esiste in natura è causato da qualcosa. Da effetto in causa, da effetto in causa...risalgo ad un certo punto ad una causa prima che sia causa e non sia più effetto di nulla, poiché l’infinito non esiste, poiché l’infinito è un non essere, è una non prospettiva. Tutto ciò che è causato dovrà avere una causa prima che non è più causata da nulla ma da cui tutto discende. E come chiamiamo questa causa ?           Dio .



SECONDA VIA: EX GRADU : in natura tutto presenta dei gradi, di bellezza, di profumi, di luminosità, di bontà, di giustizia. Dovrà esistere un grado massimo che sia non più superabile, di cui non vi sia più nulla di superiore. E il grado massimo di tutti i gradi massimi è Dio .



TERZA VIA EX MOTU : tutto si muove, ma tutto ciò che si muove è mosso. A è mosso da B e B è mosso da C che è mosso da D e D è mosso da E. Ma poiché non posso andare all’infinito, deve esistere una cosa prima che muove senza muoversi ed è Dio, è il famoso Motore immobile di Aristotele riproposto. Dunque esiste un Motore primo che muove senza muoversi , questo motore primo è Dio , cioè atto senza potenza forma senza materia , una dimensione spirituale o intellettiva perché dove c’è la materia, vi ricordo, c’è sempre movimento. Un pezzo di legno, un osso, dell’erba, qualunque oggetto materiale può trasformarsi. Invece lo Spirito puro può essere immutabile .



QUARTA VIA EX FINE : ed è il pezzo da 90 di Aristotele, ed è anche il fondamento del mondo cristiano. Ex fine c’è in Dante, Dante è tomista, Manzoni è tomista nell’impostazione, cioè ha un’impostazione che è quella di S. Tommaso. L’ex fine è la causa presente nella Divina Commedia e nei Promessi sposi. Cosa ci dice Tommaso? Ogni cosa avviene in vista di un fine e noi qui potremmo già stopparlo e dire NO, invece la Chiesa, che è tomista aristotelica, pensa che tutto ciò che avviene avvenga per un fine un po’ come dire che il falegname fa la sedia per sedersi, il pasticcere fa la torta per mangiarla o venderla, le cose avvengono nel mondo perché c’è un fine. A viene al fine di B, B viene al fine di C al fine di D, D al fine di Z ma dovrà esistere un fine ultimo che non sia tendente verso un altro fine ma che sia il fine al di là del quale non si può andare. Dio è il fine ultimo a cui tutte le cose tendono, Dio nel Paradiso di Dante è il Padre ultimo verso cui tutto l’agire dell’uomo e del creato avviene, Dio è il fine verso cui la Provvidenza manzoniana cammina .

Il fine è ciò che ci attrae, la causa è ciò che ci spinge. Per Tommaso Ex fine, tutto tende ad un fine , dovrà esistere un fine ultimo che sia fine senza rimandare a un altro fine , questo fine ultimo assoluto si chiama Dio .



QUINTA VIA EX CONTINGENTIA : cioè la prova a partire dalla contingenza delle cose. Allora, io ho un diario, posso aprirlo o tenerlo chiuso ex contingentia. Nel mondo tutte le cose sono contingenti, possono essere e possono non essere. Posso il diario tenerlo chiuso o aprirlo, posso andare a prendere un caffè o non prendermelo. Voi uscite e potete scegliere se mangiare una piadina o andare a mangiare la pizza o la minestra , potete decidere se rimanere col vostro fidanzato o lasciarlo, se studiare tedesco o non studiarlo. Il mondo è contingente, vuol dire che le cose nel mondo possono e non possono avvenire , di contingenza in contingenza deve esistere una cosa che sia quello che è senza poter essere diversamente da quello che è , deve esistere una cosa che sia necessariamente quello che deve essere senza possibilità , cioè una cosa necessaria ?

Qual è la cosa che è come è e che non può essere diversa di come è, in cui la libertà di essere coincide con la necessità di essere?

Dio è la necessità assoluta che muove, che gradualizza, che è il fine verso cui tutte le cose vanno .




Arrivederci al prossimo pezzo di Marco Leoni, uno degli ultimi che inviò prima di lasciarci. Tratterà della Scolastica, filosofia cristiana del Medioevo.



domenica 19 settembre 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA


di Marco Leoni

Pubblichiamo un altro dei lavori di Marco Leoni, che curava questa seguita rubrica di cultura filosofica, e che purtroppo ci ha lasciati il 21 luglio scorso. Si tratta di uno degli ultimi pezzi che aveva inviato e vogliamo ricordarlo onorando la sua memoria con la filosofia, materia che tanto lo affascinava e lo aiutava ad affrontare le difficoldi salute che lo hanno accompagnato negli ultimi anni di vita.



S. TOMMASO : e il rapporto ragione fede




( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )



Dedichiamo questo intervento all’introduzione del pensiero di Tommaso d’ Aquino, massimo esponente della scolastica ovvero della filosofia cristiana medioevale.

Con Tommaso d’Aquino la scolastica raggiunge il massimo livello filosofico speculativo .

Tommaso d’Aquino , cosa importantissima, è con Agostino uno dei due grandi pilastri della dottrina cristiana.

La chiesa cattolica ha da un punto di vista filosofico, dottrinario, teorico due grandi gambe, una è la patristica Agostiniana e dunque platonico-socratica, l’altra è quella di Tommaso da cui tomismo.

Tommaso è il filosofo che ha portato dentro il mondo cristiano Aristotele. Dunque la filosofia cristiana poggia su due gambe: la agostiniana platonica e la tomista aristotelica, quindi i quattro filosofi che hanno maggiormente influenzato la teoria della Chiesa sono Agostino – Platone Tommaso – Aristotele .


Tommaso d’Aquino nasce nel 1225 vicino a Cassino , dunque nel Lazio dalla famiglia dei conti d’Aquino .

Tommaso riceve un’educazione presso il chiostro di Montecassino ed è un’educazione religiosa, poi si trasferisce a Napoli dove segue i corsi della facoltà delle arti, arti del quadrivio e del trivio, dunque tutta l’educazione delle arti liberali, poi si trasferisce a Parigi , quindi in Germania, a Colonia, dove segue i corsi di Alberto Magno, grande filosofo cristiano. Tornato in Italia inizia la sua grande speculazione filosofica con questo patrimonio che porta in dote, Aristotele .

Cosa fa di fatto Tommaso ?

Tommaso decide di tradurre e interpretare Aristotele, per riportarlo nel mondo cristiano latino: Aristotele è stato nei secoli diffusore della logica , della natura , della politica poi fu abbandonato, perduto ma nei primi anni mille viene recuperato , sapete da chi ? Dal mondo arabo mussulmano. Aristotele viene ritrovato, nelle sue opere in greco, dagli arabi mussulmani i quali traducono e interpretano Aristotele dandone delle interpretazioni, delle letture a partire dalla loro cultura arabo mussulmana. Sono grandi interpretazioni di Aristotele, ma il mondo cristiano in conflitto (sono gli anni delle crociate), col mondo arabo non ci va d’accordo e non può accogliere nel proprio seno un Aristotele islamizzato , un Aristotele arabeggiante. Allora Tommaso prende le opere di Aristotele, quelle prodotte dagli arabi e comincia a rileggerle, reinterpretarle e ridiffonderle.

Dunque Tommaso è l’Aristotele cristiano .

Tommaso porta dentro la cristianità appunto la metafisica di Aristotele, le scienze naturalistiche di Aristotele e dunque è l’autore che assume su di sé il compito di portare dentro la cristianità l’altro grande filosofo dell’antichità con Platone. Vi ricordo che Platone e Aristotele sono due autori che io chiamo sempre ‘dalla culla alla tomba’, sono due autori cioè che vi danno una risposta a tutto e su tutto.

Platone però presenta una cosmogonia, cioè ‘com’è nato l’universo’, parla di conoscenza , di politica , di etica , di arte, parla poco di scienza naturalistica, parla più di conoscenza epistemologico-scientifica. Aristotele invece parla di Sostanza, di Metafisica, di Dio come motore immobile, parla di cieli, di astri ma parla anche di etica, parla di felicità, ‘etica nicomachea’, parla di amicizia, parla di forme di governo, parla di sillogismo. Due filosofi che hanno affrontato tutto lo scibile umano.

I cristiani, attaccati da molte parti, si salvano grazie a Platone e Aristotele che vengono rielaborati, reinterpretati e cristianizzati: come Agostino ha portato Platone nel mondo cristiano così Tommaso porterà Arisotele .


Anche in questo caso, cominciamo a vedere alcuni grandi temi, punto uno
il rapporto RAGIONE FEDE .

Innanzitutto, secondo Tommaso questo rapporto è ovviamente fertile e fecondo, potrebbe un autore che reintroduce Aristotele non poggiarsi sulla razionalità? Non potrebbe, Aristotele è l’autore che più di tutti nell’antichità ha esercitato il ruolo della ragione e secondo Aristotele la Ragione permetteva di indagare la Natura. Quindi anche secondo Tommaso la ragione permetterà all’uomo di indagare la natura.

Ma cosa sono la ragione e la fede e in che rapporto stanno ?

Secondo Tommaso, all’uomo non basta la ragione per comprendere il mondo, serve anche la fede ma la fede è supportata dalla ragione, dunque la fede e la ragione sono due sentieri paralleli che però si influenzano. Questi due sentieri giungono allo stesso punto che è verità di Dio.

Tommaso non è un teorico della doppia verità e cosa intendo per doppia verità? Potremmo dire: quando c’è una verità che raggiungi con la fede e una verità che raggiungi con la ragione, queste devono coincidere, la cristianità non pensa che esistano due verità, la verità della fede e la verità della ragione perché se fosse così la verità sarebbe duplice. Il cristianesimo non è duale è monista: Dio che è Verbo, che è logos, si farà anche carne, si farà mondo, ma Dio è la verità e la verità è unica: la si può raggiungere lungo il sentiero della fede e lungo il sentiero della ragione (dunque sono due sentieri paralleli) ma che non portano un sentiero in montagna e l’altro al mare, un sentiero in un bosco e l’altro in aperta campagna , tutti e due i sentieri conducono alla verità che è unica.

Dunque non fate l’errore di considerare Tommaso d’Aquino un teorico della doppia verità.

La fede e la ragione si supportano a vicenda, in modo particolare la ragione deve chiarificare aspetti della fede, deve essere al servizio della fede, deve aiutare la fede, la ragione è utile alla fede e deve cercare di dimostrare razionalmente alcuni preamboli della fede. Ad esempio, deve provare a dimostrare l’esistenza di Dio, la ragione prova a rendere più chiara l’esistenza di Dio attraverso degli esempi, la ragione può produrre degli esempi coglibili dall’uomo che rendono più chiare delle questioni di fede:

PRIMA QUESTIONE: prova a dimostrare l’esistenza di Dio .

SECONDA QUESTIONE: elabora degli esempi chiarificatori della fede,

TERZA QUESTIONE: la ragione deve difendere la fede da chi l’attacca. Pensateci: se chi mi attacca usa la ragione, io non posso criticare chi mi critica usando la fede , perché non sarebbe lo stesso piano comunicativo. Se uno critica il tema della resurrezione e io ti rispondo Dio è risorto perché è risorto, perché io ci credo (che può essere una argomentazione perché così non devo dimostrare niente a te, semplicemente io ci voglio credere), non sono sullo stesso piano comunicativo. Se stiamo discutendo razionalmente su Dio che è uno e trino, oppure su cosa è il bene e cos’è il male, oppure se Dio ha creato dal nulla nel nulla, parliamo di tempo, se discutiamo di sostanze prime e sostanze seconde, io devo discutere con il logos non con il mito o con la superstizione o con il racconto o neanche con la fede che è superiore a tutto, non è mito o racconto soltanto. Ma se c’è una questione razionale io non l’affronto né con il mito né con la fede ma devo affrontarla con la ragione, tu mi obietti razionalmente io devo controobiettare razionalmente .

Quindi c’è un problema di verità e di razionalità e sapete come si combattono gli ignoranti? In parte non diventando ignoranti ma usando la razionalità.



A questo punto, stabilito che la ragione è al servizio della fede, qual è la cosa principale che ci dice Tommaso? che la fede va sostenuta con la ragione, bisogna cercare di dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio e qui Tommaso elabora le celeberrime CINQUE VIE A DIO .

Ma di questo parleremo nella seconda parte.



FINE PRIMA PARTE



domenica 8 agosto 2021

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

Marco Leoni, che curava questa seguita rubrica di cultura filosofica, ci ha purtroppo lasciati il 21 luglio scorso. Si è comunque deciso, in accordo con la famiglia, di pubblicare gli ultimi pezzi che aveva preparato e mandato nei giorni in cui, sentendo che le forze lo abbandonavano, ancora lo spingeva la volontà di condividere con altri le meraviglie di questa disciplina che tanto lo affascinava.

Si è pensato che sicuramente lui apprezzerà il fatto che vogliamo onorare il suo lavoro e che, anche se non è più qui con noi fisicamente, la sua passione e il desiderio di approfondire sempre nuove vie di conoscenza ce lo possono far sentire ancora vicino.



Di Marco Leoni

AGOSTINO

e il tempo come estensione dell'anima


( lezione di Matteo Saudino , fantastico prof. di filosofia )



Agostino e il problema del tempo .


Agostino vi ho detto essere il difensore della cristianità rispetto
agli attacchi che la comunità comunque porta ai cristiani. Il mondo romano , un mondo tardo greco che ha continuato a produrre pensatori ed elaborare teorie, a quel tempo muove attacchi durissimi alla dottrina cristiana o meglio alla narrazione cristiana perché Dottrina non è ancora. Tra le critiche viene individuato il problema del tempo di Dio e della creazione. L’attacco che veniva mosso ai cristiani è ad esempio: ma Dio crea il mondo , ma cosa faceva Dio prima di creare il mondo ? Se Dio crea il mondo, vuol dire che il mondo prima non c’era.

La creazione cioè implica un momento in cui si passa da un’assenza a una presenza del creato. Cosa faceva il falegname prima di fare la sedia? , faceva un comodino ?, cosa faceva il pasticcere prima di fare la torta? , faceva delle raviole?, cosa faceva Dio prima di creare il mondo?

Poi, il mondo lo crea dal Nulla? , Dio prima non faceva nulla? Dio era nel nulla?

Emerge il problema del nulla: il Nulla non è, il Nulla è Non Essere. Il mondo è stato creato e prima non c’era, c’era il Nulla quindi Dio era nel Nulla e cosa faceva nel Nulla? Come interagiva nel Nulla?

E qui Agostino elabora la sua celebre Teoria sul tempo , teoria che ha dato veramente il via a una serie di riflessioni di tipo filosofico esistenziali, a una serie di riflessioni grandissime dal punto di vista della capacità di leggere l’uomo nel mondo, l’uomo che vive l’esperienza della Esistenza. Una teoria che di fatto ha dato vita poi alla dottrina ufficiale della Chiesa per quanto concerne il rapporto Dio-mondo, Dio-creazione, Dio-tempo .


La risposta di Agostino è la seguente :

Dio crea la vita , Dio crea il mondo e chiedersi che cosa facesse

prima e cosa farà dopo non ha alcun senso perché il prima e il

dopo sono da legare al creato, il prima e il dopo non sono in Dio ,

Dio è eterno e il prima e il dopo in Dio non hanno senso perché Dio è eternamente quello che è, che è stato e quel che sarà. L’eternità non prevede una distinzione temporale del prima e del dopo perché l’eternità è una temporalità infinita, non divisibile in successioni, non divisibile in sequenze. Dunque per Dio il problema del tempo, del prima, del presente e del dopo non si pone perché Dio è al di là del tempo.

Il Tempo si ha quando ?

Quando si ha la creazione, quando si ha il mondo e dunque quando si ha il divenire.

Tu , (Agostino si rivolge a Dio nelle confessioni cap.XI), Tu sei sempre il medesimo e i tuoi anni non finiscono mai, i tuoi anni non vanno nè vengono, finchè tutti possano avvenire; i tuoi anni sono tutti insieme perché sono stabili, i tuoi anni sono un giorno solo e il tuo giorno non è ogni giorno ma OGGI perché il tuo oggi non cede al domani, come non è successo allo ieri. Il tuo oggi è L’ETERNITA’, Dio è un’eternità presente, è l’Eterno sempre presente. Non c’è oggi, ieri e domani. Oggi, ieri e domani in Dio coincidono: è un unico oggi e un unico anno, è un unico secolo, è un unico tempo di Dio.

Il prima e il dopo c’è per il falegname che prima non aveva fatto il comodino e poi lo ha fatto, per una coppia che prima non aveva un figlio e poi ha un figlio, c’è per una civiltà che prima era nomade poi è stanziale, c’è per l’umanità che prima era in pace poi in guerra e poi è tornata in pace.

C’è il tempo dove c’è il divenire del creato, dunque il tempo è creato da Dio. Dio è al di là del tempo nel senso che è eterno , Dio con il mondo crea il tempo. BELLISSIMO .

Il tempo è una creazione divina, il tempo è un parto divino: Dio creando il mondo crea con esso il tempo perché nel mondo le cose divengono: voi siete nati, crescerete e un giorno lontanissimo morirete e ci saranno altri uomini, magari i vostri figli o i vostri nipoti . Ecco dove c’è il tempo, c’è nel mondo che diviene.

Il divenire teorizzato da Eraclito qua ritorna: tutto diviene, nel panta rei c’è il prima e il dopo e chiedersi cosa ci fosse prima del panta rei non è possibile. Ma qual’è il problema, è che per Eraclito tutto diviene dall’eternità, nell’eternità, per l’eternità. Ma i cristiani non hanno una visione di mondo cosmo che è eterno: c’è il nulla e Dio crea dal nulla e nel nulla il mondo , dunque un Dio forte, onnipotente, un Dio per certi aspetti anche tracotante, crea dal nulla. Cioè l’essere divino c’è ma l’essere delle cose non c’è e viene creato.


Per il mondo greco romano l’essere della materia c’è e anche Platone, nel mito del demiurgo, teorizza che il demiurgo plasma la materia ma la materia c’è già. Invece Agostino deve affrontare il problema della materia che non c’è, del mondo che non c’è e viene creato dal nulla e essendo creato, questo crea anche il tempo.

Il tempo allora che cos’è ?

Andiamo alla sua celebre definizione : è una distensione dell’anima che si protende dalla memoria del passato all’attenzione del presente all’attesa del futuro. IMMENSO .

Dunque la nostra anima nel tempo del capitalismo consumistico, nel presente, non è l’anima del contadino medioevale, non è l’anima di un abitante della città di Parigi di fine 700 , è cambiata.

Protende nel passato, è attenta al presente e poi all’attesa del futuro.

L’attesa. Noi cosa facciamo rispetto al futuro ?

Produciamo attese , attese di varia natura : attese di gioia, di Bellezza , attese di paura (speriamo che non accada). Ma ogni volta che voi pensate al futuro, che sia la festa di compleanno o quella di andare a ballare sabato, o dell’appuntamento col vostro fidanzato, è un’attesa. Che poi potrà essere un’attesa del tipo ‘non vedo l’ora’, un’attesa problematica ‘non vedo l’ora ma rivedo lui rivedo lei’, oppure ‘non vedo l’ora non voglio che arrivi’ cioè ‘non vedo l’ora non voglio che mai arrivi perché sarà un futuro’. Io penso e proietto la mia anima nel futuro fatto di tensioni, di stress, di angoscia, perché ? Perché ad esempio in quel luogo di lavoro ci saranno nuove difficoltà, perché affronterò degli avversari più forti e probabilmente perderemo 3 a 0, perché rivedo lui dopo che ci siamo lasciati e preferirei non rivederlo, perché incontrerò mio padre dopo chissà quanto tempo che non abbiamo passato insieme.

I motivi per cui noi attendiamo il futuro, possono produrre un’attesa negativa o un’attesa positiva o anche attese neutre le attese indifferenti e tutto ha a che fare con la nostra anima.


L
’anima dunque è fluida , IMMAGINE BELLISSIMA, l’anima è questa fluidità rispetto al passato, rispetto al presente e rispetto al futuro e noi uomini abbiamo un rapporto fondamentale con l’anima perché è nell’anima che si realizzano le nostre emozioni, i nostri sentimenti, che si realizza la nostra eternità, l’eternità chiusa nel Tempo che non è eterna però è la nostra vita che noi consideriamo il tutto, la nostra totalità è nel tempo.

Però non è più un tempo circolare, non è più un tempo ciclico come sosteneva appunto il mondo greco ma diventa un mondo lineare. Questo ci dà una visione di tempo che è perfettamente compatibile con la visione cristiana del mondo: Dio crea il mondo e nel mondo c’è un presente, c’è un passato e ci sarà un futuro e in questa linea del tempo, che è appunto lineare, c’è stato il momento in cui gli ebrei hanno abbandonato la cattività dell’Egitto e fondato nella Terra Promessa, il loro regno, e c’è stato il momento in cui è arrivato Dio come carne , Gesù .

Nella linea temporale avvengono degli avvenimenti rispetto a cui storicamente ci sarà un prima, un’attesa per il futuro e un dopo.

La visione dell’anima di Agostino ci porta una visione del Tempo storicamente utile anche per avere una visione politico-storica della storia, cioè c’è l’elemento di storicismo in Agostino: le cose avvengono nel tempo e ci fu un Impero romano pagano e ora c’è l’impero romano cristiano , ci fu la Grecia della monarchia, ci fu la Grecia delle polis, ci fu la Grecia dei macedoni e poi c’è stato l’arrivo di Gesù e ci sarà un’epoca nuova di cristianità.

Capite che dalla visione del Tempo come visione dell’anima passiamo a una visione del Tempo più complessiva che è di tipo lineare cronologico rispetto al prima e al dopo.

Chiudo tornando sul tema del Tempo e ve lo connetto alla Libertà e alla Predestinazione.

Alla fine, nel tempo noi siamo liberi: la nostra libertà di compiere delle azioni avviene nel tempo perché nel tempo rispetto al passato e in attesa del futuro noi abbiamo un presente in cui dobbiamo compiere delle azioni e le azioni che noi compiamo sono connesse alla distensione dell’anima nel tempo.


Faccio un esempio: noi compiamo determinate azioni in base a delle attese
(non studio in vista del compito in classe perché mi sto preparando alla gara di hip pop della prossima settimana e ho molte attese per questa gara, dunque scelgo di non preparare il compito o prepararlo meno bene perché le mie attese dell’anima le riverso soprattutto sulla gara di hip pop). Dunque le scelte avvengono nel tempo e nel tempo produciamo ricordi passati analisi del presente e attese future (mi ricordo che in passato quella gara non l’ho fatta bene e nel presente produco un’attesa e nel presente faccio delle scelte di vita), ma la bellezza degli uomini è che hanno un’anima nel tempo, la bellezza della vita dell’uomo è la possibilità di poter scegliere nel tempo come agire, detto che tra tutte le scelte che abbiamo a disposizione ci sono anche quelle del male.

Come rendere tutto compatibile con la presenza di Dio?

Dio prevede ma non predetermina, se Dio predeterminasse la nostra vita saremmo dei robot programmati. Ma Dio non ci ha programmati, Dio ci ha creati con la libertà con il libero arbitrio.

Il tempo e la libertà sono due opportunità due dimensioni che

vivono solo esclusivamente gli uomini .



I pezzi di filosofia di Marco non sono finiti. Ne saranno pubblicati altri nelle prossime settimane.

Grazie Marco.