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sabato 25 luglio 2026

Marzabotto, inaugurato "Misa da Gege": nuova vita per uno storico punto di ritrovo del paese

 



C'è un nuovo punto di riferimento per la comunità di Marzabotto. Ha aperto ufficialmente i battenti "Misa da Gege", il nuovo ristorante, albergo, bar e osteria-taverna inaugurato da Eugenio "Gege" Salamone, imprenditore e concittadino che ha scelto di investire nel cuore del paese.

L'inaugurazione, celebrata nei giorni scorsi dopo il completamento dei lavori e l'avvio dell'attività, rappresenta un momento significativo per il centro di Marzabotto. La nuova gestione restituisce infatti vitalità a uno storico locale situato in Piazza dei Martiri delle Fosse Ardeatine 1, destinato a diventare nuovamente un luogo di incontro per residenti, visitatori e turisti che attraversano il territorio.

A sottolineare l'importanza dell'iniziativa è stato anche il Comune di Marzabotto, che ha espresso il proprio apprezzamento per l'impegno di Eugenio Salamone: «Grazie a Gege per aver voluto ridare vita a un luogo così centrale nel paese, pronto ad accogliere la comunità e i turisti di passaggio».

La struttura offre un servizio completo che comprende bar, ristorante, albergo e osteria-taverna. Il bar è aperto dal lunedì al sabato dalle 6.15 alle 19.30 e la domenica dalle 7.00 alle 19.30, mentre il ristorante è operativo tutti i giorni con servizio a pranzo dalle 12.00 alle 14.30 e a cena dalle 19.30 alle 23.00.


L'apertura di "Misa da Gege" rappresenta un segnale positivo per il tessuto economico e sociale di Marzabotto, contribuendo a rafforzare l'offerta di accoglienza e ristorazione del territorio e restituendo alla comunità uno spazio destinato a tornare protagonista della vita cittadina. Il Comune ha infine rivolto al nuovo gestore un caloroso augurio di buon lavoro per questa nuova avventura imprenditoriale.

domenica 21 giugno 2026

EliBologna compie 40 anni: innovazione, tecnologia e oltre 35mila missioni di soccorso

La base dell’Ospedale Maggiore celebra quattro decenni di attività. Dal 1986 a oggi effettuate 35.829 missioni, di cui quasi 1.900 notturne. È l’unico elicottero dell’Emilia-Romagna operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.



Quarant’anni di attività, innovazione tecnologica e vite salvate. L’elisoccorso di Bologna festeggia uno storico traguardo, confermandosi una delle realtà di riferimento a livello nazionale nell’ambito dell’emergenza sanitaria. L’anniversario è stato celebrato il 19 giugno 2026 all’Ospedale Maggiore con una giornata aperta alla cittadinanza e agli operatori del settore, tra simulazioni operative, testimonianze, proiezioni video e una mostra fotografica dedicata alla storia e all’evoluzione del servizio.

Attivato il 14 giugno 1986 presso l’Ospedale Maggiore come prima base regionale di elisoccorso, il servizio ha progressivamente trasformato il modello di risposta all’emergenza, integrando competenze sanitarie e aeronautiche e diventando uno dei pilastri della rete 118 dell’Emilia-Romagna.

Nel corso di questi quarant’anni, l’elisoccorso si è sviluppato all’interno di una rete capillare e altamente specializzata. Oggi il sistema regionale può contare su quattro elicotteri di ultima generazione, 278 piazzole operative e un’organizzazione attiva 24 ore su 24, in grado di intervenire rapidamente anche nelle aree più difficili da raggiungere.

I numeri confermano il ruolo strategico del servizio: dal 1986 a oggi sono state effettuate 35.829 missioni, di cui oltre 31.000 interventi primari direttamente sul luogo dell’emergenza e circa 3.500 trasporti secondari per il trasferimento di pazienti verso altre strutture ospedaliere. A queste si aggiungono 1.892 missioni notturne effettuate dal 2017.

Negli ultimi anni la base di Bologna ha mantenuto una media di circa 800 missioni annue, comprendenti interventi primari e trasporti secondari ad alta complessità, anche a lunga distanza e in ambito nazionale e internazionale. Circa il 10% delle missioni riguarda trasferimenti secondari, mentre un terzo dell’attività si svolge nelle ore notturne, per un totale di circa 300 missioni all’anno.

Nel 2025 l’elisoccorso di Bologna ha effettuato 646 interventi e assistito 770 pazienti, prevalentemente colpiti da patologie tempo-dipendenti come traumi maggiori, ictus e arresti cardiaci. Di questi interventi, 215 sono stati eseguiti in orario notturno.

«Dal 1986 a oggi questo servizio rappresenta una delle realtà pionieristiche a livello nazionale, capace di coniugare competenze cliniche avanzate, integrazione con la rete 118 e tecnologie sempre più evolute, portando cure e possibilità di sopravvivenza anche nei contesti più complessi», dichiara Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda USL di Bologna. «Questa giornata rappresenta anche un’importante occasione per condividere con la cittadinanza il valore di un servizio pubblico essenziale, rafforzando il legame tra istituzioni, professionisti e comunità».

«Siamo orgogliosi di questo servizio di straordinaria importanza garantito dal nostro sistema sanitario pubblico e riconoscenti alle donne e agli uomini che ne assicurano il funzionamento e l’operatività 24 ore su 24. Grazie al loro lavoro ogni giorno vengono salvate vite umane», afferma Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna. «Continueremo a investire in risorse, tecnologia e formazione per rafforzare ulteriormente questo pilastro dell’emergenza sanitaria regionale».

«Il Comune di Bologna ha sostenuto fin dagli anni Ottanta lo sviluppo dell’elisoccorso e dei servizi di emergenza sanitaria, riconoscendone il valore strategico per la salute dei cittadini», sottolinea Matilde Madrid, assessora al Welfare e alla Salute del Comune di Bologna. «In questi decenni abbiamo accompagnato la crescita di un sistema che oggi rappresenta un’eccellenza. Continueremo a investire e collaborare per rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza, mettendo al centro sicurezza, tempestività e qualità delle cure».


Un laboratorio di innovazione

Dal 2015 la base di Bologna è Centro regionale di riferimento per il trasporto neonatale in elicottero con termoculla. Dal 2017 opera in modalità H24 grazie all’impiego della tecnologia NVG (Night Vision Goggles), diventando l’unica base regionale attiva anche nelle ore notturne e garantendo una copertura completa del territorio.

La base HEMS di Bologna rappresenta oggi un punto di riferimento nazionale per l’introduzione di pratiche cliniche avanzate in ambito preospedaliero. Tra le innovazioni più significative figura l’introduzione, già dal 2018, della REBOA (Resuscitative Endovascular Balloon Occlusion of the Aorta), utilizzata in circa venti casi, soprattutto in arresti cardiaci traumatici e non traumatici.

Nell’ambito della strategia di Damage Control Resuscitation è stata inoltre sviluppata la Trauma Line, che prevede l’accesso arterioso femorale precoce, consentendo monitoraggio continuo, prelievi ematici e un accesso più rapido a procedure avanzate nella gestione del trauma grave.

Dal 2020 Bologna è tra le prime basi italiane ad aver introdotto la disponibilità di sangue a bordo dell’elicottero, con emazie concentrate e fibrinogeno per il trattamento precoce dello shock emorragico direttamente sul luogo dell’evento. In cinque anni sono stati registrati oltre 150 utilizzi preospedalieri, con risultati di sicurezza ed efficacia confermati anche dallo studio multicentrico SPITFIRE. Un risultato reso possibile dall’integrazione tra la base HEMS, il Trauma Center dell’Ospedale Maggiore e il Servizio Trasfusionale Metropolitano.

Sempre in ambito trasfusionale, la base partecipa a un progetto pilota nazionale sull’impiego del sangue intero nello shock emorragico, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro Nazionale Sangue.


Ricerca e dimensione internazionale

Accanto all’attività clinica, la base è fortemente impegnata nella ricerca scientifica, partecipando e coordinando progetti di rilievo nazionale e internazionale. Tra questi lo studio prospettico SPITFIRE, che coinvolge oltre 25 basi italiane e si concentra sulla gestione preospedaliera dello shock emorragico, e il progetto internazionale AIR-MAMA dedicato alla gestione materno-infantile nell’elisoccorso.

La Rianimazione Intra ed Extra Ospedaliera partecipa inoltre al network europeo EUPHOREA (European Prehospital Research Alliance), che riunisce operatori e ricercatori di 15 Paesi con l’obiettivo di sviluppare la ricerca nell’ambito dell’emergenza preospedaliera.

Queste attività contribuiscono a collocare Bologna tra i principali centri europei di innovazione nel settore HEMS, oltre a renderla protagonista di missioni complesse in ambito interregionale e internazionale, come l’intervento di supporto effettuato lo scorso Capodanno in occasione dell’incidente di Crans-Montana, in Svizzera.


Quarant’anni guardando al futuro

La storia dell’elisoccorso di Bologna racconta l’evoluzione dell’intero sistema italiano dell’emergenza sanitaria: da primo elicottero sanitario regionale nel 1986 a moderna unità di terapia intensiva volante, capace di operare 24 ore su 24 grazie a tecnologie avanzate, competenze altamente specialistiche e una stretta integrazione con la rete ospedaliera.

Il quarantesimo anniversario rappresenta non soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione per guardare al futuro e continuare a investire nell’innovazione, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati di cura, sicurezza e tempestività degli interventi per tutti i cittadini.

Ho mantenuto tutti i dati e le dichiarazioni, eliminando ripetizioni, migliorando la scansione giornalistica e valorizzando i punti di forza della notizia (40 anni, numeri, innovazione, attività H24 e ricerca).


lunedì 13 ottobre 2025

Caregiver. Un esercito invisibile da riconoscere e professionalizzare

Mastacchi (Rete Civica): “Riconoscere il caregiver come figura professionale e garantirgli tutele previdenziali” 



Promuovere il riconoscimento professionale dei caregiver, garantire loro tutele previdenziali — come i contributi figurativi — e valutare l’istituzione di un elenco regionale unico dedicato.
È quanto chiede alla Regione Emilia-Romagna il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) attraverso una risoluzione presentata all’Assemblea legislativa.

L’obiettivo è costruire un sistema di tutele organico e sostenibile, capace di valorizzare il ruolo centrale del caregiver e superare la frammentazione normativa attuale.
«Quasi tutti, nel corso della vita, si trovano ad assistere un genitore anziano, un partner o un figlio con disabilità — spiega Mastacchi —. È un gesto d’amore, ma quando diventa un impegno a tempo pieno, non retribuito e senza diritti, servono risposte concrete».

Secondo i dati dell’Osservatorio DOMINA e del CNEL, in Italia oltre 8 milioni di persone si prendono cura di familiari non autosufficienti. Tra loro, più di 3,2 milioni hanno lasciato il lavoro per dedicarsi all’assistenza, mentre altri 2 milioni hanno optato per un part-time. Un “esercito silenzioso” che assiste circa 4 milioni di cittadini fragili, garantendo un servizio essenziale che alleggerisce il sistema sanitario e sociale.

Molti caregiver svolgono mansioni complesse, spesso comparabili a quelle degli operatori socio-sanitari o persino infermieristiche: gestiscono presidi medici come PEG, tracheostomie o cateteri, somministrano farmaci salvavita ed eseguono medicazioni avanzate. Eppure, questa figura resta priva di un riconoscimento giuridico, economico e previdenziale.

«L’abbandono del lavoro espone i caregiver a un concreto rischio di impoverimento — sottolinea Mastacchi —. Il riconoscimento dei contributi figurativi non è un dettaglio tecnico, ma una battaglia di dignità e sicurezza per migliaia di persone».
Accanto al tema economico, il consigliere evidenzia anche quello umano: isolamento, stress e carico emotivo che incidono sulla salute fisica e psicologica di chi assiste.

La proposta di Mastacchi punta alla professionalizzazione del ruolo, valorizzando le competenze maturate “sul campo” con percorsi formativi specifici — teorici e pratici — che consentano di uniformare le competenze e offrire una certificazione spendibile nel mercato del lavoro. L’obiettivo è creare una figura autonoma ma complementare a OSS e infermieri.

L’istituzione di un elenco regionale unico dei caregiver servirebbe non solo a mappare e riconoscere queste figure, ma anche a costruire una rete territoriale di supporto e nuove opportunità occupazionali per chi ha concluso la propria missione di cura.

L’Emilia-Romagna è stata tra le prime regioni a riconoscere formalmente la figura del caregiver, con la Legge regionale n. 2 del 2014, rafforzata dalla Legge n. 5 del 2024, che ha istituito un fondo dedicato con i primi finanziamenti previsti per il 2025.
Con questa risoluzione, Mastacchi chiede alla Regione di farsi promotrice di un confronto istituzionale con il Governo e la Conferenza delle Regioni per il riconoscimento giuridico e previdenziale della figura del caregiver familiare.

venerdì 10 novembre 2023

I ragazzi della parrocchia di Sasso Marconi potranno contare su un inverno in 'ballotta'.

Con il titolo chiarificatore 'L'Estate Ragazzi si Tinge di Bianco ' la parrocchia di San Pietro lancia una singolare iniziativa rivolta alle ragazze e ai ragazzi: passare le vacanze natalizie in parrocchia in allegra compagnia e con la possibilità di giocare, partecipare a laboratori artistici e, forse la meno festaiola, ma certamente più utile, utilizzare la possibilità di avere un aiuto per ' i compiti delle vacanze'.  A beneficiare di quest'ultima collaborazione saranno certamente le mamme e i papà che potranno sgravarsi dell'aiuto 'didattico' che loro chiederebbero certamente i figli studenti per riprendere la scuola nell'anno che arriva in pari con gli obblighi scolastici. 

Il parroco, don Paolo Russo, nel presentare l'iniziativa e ringraziare i volontari e gli animatori che seguiranno i ragazzi, ha voluto precisare: " L'intento è quello di riconfermare la parrocchia come centro di aggregazione giovanile e  soprattutto di  fornire un aiuto alle famiglie che in questo periodo dell'anno sono ancora impegnate con il lavoro e quindi a volte hanno difficoltà a garantire l'attenzione che i figli richiedono. Il tempo trascorso in comunione è senz'altro una parentesi piacevole da ricordare anche nel futuro della vita e un'occasione per rinsaldare o formare amicizie". 

Don Paolo ha infine ricordato l'incontro di presentazione programmato per il 25 novembre, alle 16, in parrocchia.

Per informazioni, tel. 320 64 59 089



sabato 29 luglio 2023

San Lazzaro di Savena ha lo Spazzino di Quartiere. Un servizio da clonare?

Gli operatori in campo sono a integrazione dei servizi già attivi. Tra gli obiettivi, la cura sempre più attenta del territorio e il coinvolgimento dei cittadini che avranno così un punto di riferimento efficace sui temi ambientali


A San Lazzaro di Savena dal 17 luglio ha lo Spazzino di Quartiere cui è affidato il compito di risolvere rapidamente eventuali criticità legate a piccoli abbandoni o pulizie urgenti e rappresentare un punto di riferimento sui temi ambientali per i cittadini, le attività commerciali e l’Amministrazione comunale. L’integrazione dei servizi, richiesta dal Comune di San Lazzaro di Savena, sarà curata da Hera. 

Tra i primi obiettivi dell’introduzione di questo servizio c’è quello di aggiungere uno specifico intervento di pulizia manuale e così limitare l’impatto dei soffiatori, l’operatore potrà risolvere rapidamente le criticità relative a piccoli abbandoni o pulizie urgenti. 

Attraverso la puntuale conoscenza del territorio e la stretta relazione con i cittadini, lo Spazzino di Quartiere svolge servizi sempre più efficaci, come per esempio le segnalazioni di eventuali cassonetti pieni o non funzionanti, ingombranti abbandonati, lo spazzamento manuale intorno alle isole di base, la raccolta di eventuali piccoli abbandoni, la pulizia di punti critici. Gli Spazzini di Quartiere si distinguono dagli altri operatori per i mezzi utilizzati e per le divise che li rendono immediatamente e facilmente riconoscibili da parte dei cittadini. 

Come Hera ha provveduto a San Lazzaro, lo potrà fare anche per altri Comuni: lo spazzino di quartiere sarebbe più che utile anche in altre realtà territoriali.

giovedì 28 marzo 2019

Corso gratuito per caregiver

L'Unione dei comuni dell’Appennino bolognese informa:

Con il termine “caregiver” ci si riferisce ai familiari che assistono un loro congiunto ammalato o disabile. Per loro l’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, in attuazione del Piano di Zona del Distretto Socio-sanitario dell’Appennino, ha organizzato un corso gratuito. 

Il corso prevede tre appuntamenti dalle 20 alle 22 in via Berlinguer 301 a Vergato, presso la sede dell’Unione. Si comincia martedì 2 aprile affrontando il tema del relazionarsi. La settimana successiva, martedì 9 aprile, il corso si incentrerà sull’igiene di una persona non autosufficiente. Martedì 16 aprile infine l’incontro avrà come tema la movimentazione di una persona non autosufficiente. Per partecipare alla formazione è necessario iscriversi chiamando il numero 345-4725895


domenica 9 settembre 2018

Il Comune di Casalecchio di Reno cerca...

Bando servizio civile universale: scadenza il 28 settembre, 9 posti, di cui 5 a Casalecchio, per il progetto "Leggere la biblioteca"

Riceviamo: 

Il Comune di Casalecchio di Reno partecipa come capofila al progetto di servizio civile universale "Leggere la biblioteca", realizzato insieme ai Comuni di Monte San Pietro e Zola Predosa e inserito nel bando della Regione Emilia-Romagna. L'obiettivo del progetto è facilitare la fruizione dei servizi di biblioteca, sviluppando interventi verso le fasce di pubblico più deboli e verso coloro che non conoscono le opportunità offerte dai servizi bibliotecari.

Il progetto mette a disposizione 9 posti (5 presso la Biblioteca C. Pavese di Casalecchio di Reno, 2 presso ognuna delle biblioteche comunali di Monte San Pietro e Zola Predosa) per giovani dai 18 ai 29 anni (non compiuti) di età; il servizio dura 12 mesi, indicativamente dal gennaio 2019, con un impegno in media di 30 ore settimanali e un compenso mensile di 433,80 euro.

Le domande, complete di tutta la documentazione richiesta, devono essere presentate entro venerdì 28 settembre, tramite consegna a mano allo Sportello SEMPLICE del Comune di Casalecchio di Reno, alla Biblioteca comunale di Monte San Pietro o allo Sportello Urca del Comune di Zola Predosa (nella sola giornata di scadenza del bando, venerdì 28 settembre, sarà garantita la ricezione delle domande fino alle ore 18.00), o in alternativa raccomandata A/R indirizzata a Comune di Casalecchio di Reno - Via dei Mille, 9 - 40033 Casalecchio di Reno (BO), oppure Posta Elettronica Certificata (PEC) intestata al richiedente alla casella comune.casalecchio@cert.provincia.bo.it. Ricordiamo che è possibile presentare domanda di partecipazione per un solo progetto di servizio civile tra quelli inseriti nei bandi regionali.
I colloqui di selezione si svolgeranno a partire dal 10 ottobre.

Un incontro informativo per interessate e interessati, con partecipazione libera, è in programma giovedì 13 settembre alle  18 presso la Casa della Conoscenza – Piazza delle Culture, in via Porrettana 360 a Casalecchio di Reno.

Tutte le informazioni utili, i documenti e la modulistica sono disponibili nella sezione "Avvisi pubblici" del sito www.comune.casalecchio.bo.it.

mercoledì 1 giugno 2016

Vergato. Raddoppiati i fondi per il lavoro occasionale in Comune. Sarà possibile prestare servizio in attività quali pulizia e manutenzione, supporto in eventi, custodia di immobili.

L'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese,
informa: 


Raddoppia a Vergato l’opportunità di lavoro occasionale presso il Comune, a supporto delle attività degli uffici. Dal 6 giugno all’8 luglio 2016 infatti disoccupati, inoccupati, lavoratori cassaintegrati o occupati precariamente, di età compresa tra i 18 e i 65 anni potranno presentare domanda apposita al Comune di Vergato. Tra i requisiti previsti c’è il possesso di un ISEE del nucleo familiare non superiore a 17 mila euro, la residenza a Vergato da almeno un anno e, per gli stranieri, il possesso di regolare documento di soggiorno. Il bando si rinnova per il terzo anno, e visti i buoni risultati delle precedenti esperienze l’amministrazione ha deciso di raddoppiare i fondi, pari a 10.000 €, corrispondenti a 1000 ore di lavoro: le prestazioni infatti saranno retribuite con singoli voucher da 10 € l’ora con un compenso netto per il lavoratore di € 7,50.
Le prestazioni lavorative per le quali si richiede la disponibilità sono diverse: si va dalla cura, pulizia e manutenzione di strade, aree verdi, aree fluviali, monumenti ed edifici comunali alla custodia e sorveglianza degli immobili; dalla prima accoglienza e orientamento per i servizi aperti al pubblico alle prestazioni in occasioni di manifestazioni sportive o culturali. Non solo: c’è posto per chi possa collaborare per lavori di emergenza quali la rimozione di neve e ghiaccio da strade e marciapiedi o per chi si senta portato ad attività di solidarietà nell’ambito dei servizi sociali.
Sulla base delle domande ricevute il Comune stilerà una graduatoria secondo quanto previsto dal bando da cui potrà attingere per chiamata diretta concordando volta per volta le specifiche prestazioni, il luogo di lavoro e l’ora di inizio del servizio, in collaborazione con gli uffici comunali.
Questo strumento ci sembra interessante - spiega il sindaco Massimo Gnudi - per assicurare interventi di sostegno al reddito per le persone in condizioni disagio, ai quali viene offerta un’occasione di partecipazione attiva alla vita della comunità che le valorizza oltre che ad aiutarle. Negli anni scorsi abbiamo in questo modo aiutato decine di nuclei familiari, quest’anno contiamo di fare di più”.


Per maggiori informazioni è possibile scaricare il bando sul sito http://www.comune.vergato.bo.it




venerdì 27 maggio 2016

Concorsi: al via il reclutamento di 1.096 allievi carabinieri.

Segnalato

Concorsi: al via il reclutamento di 1.096 allievi carabinieri
Termine per la presentazione delle domande 20 giugno 2016.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4a Serie Speciale - Concorsi ed Esami n.40 del 20 maggio 2016 il concorso per il reclutamento di 1.096 allievi carabinieri in ferma quadriennale.

La domanda di partecipazione al concorso dovra' essere compilata e inviata, esclusivamente on-line, seguendo la procedura indicata nel sito www.carabinieri.it - area concorsi, entro il 20 giugno 2016 (il termine perentorio di 30  giorni a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale) seguendo le istruzioni per la compilazione fornite dal sistema automatizzato.

 Nello specifico sono indetti i seguenti concorsi pubblici, per esami e titoli per il reclutamento di: 

a) 521 allievi carabinieri in ferma quadriennale, riservato, ai sensi dell'art. 2199, comma 7-bis, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) ovvero in rafferma annuale, in servizio;
b) 221 allievi carabinieri in ferma quadriennale, riservato, ai sensi dell'art. 2199, comma 7-bis, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) in congedo ed ai volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4) in servizio o collocati in congedo a conclusione della prescritta ferma; 
 c) 322 allievi carabinieri in ferma quadriennale, riservato, ai sensi degli articoli 706 e 707, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ai giovani che non abbiano superato il ventiseiesimo anno di eta', per il successivo impiego secondo i criteri di cui all'art. 17; 
d) 32 allievi carabinieri in ferma quadriennale, riservato ai sensi del decreto legislativo 21 gennaio 2011, n. 11, ai concorrenti in possesso dell'attestato di bilinguismo di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 e successive modificazioni.

Per saperne di più:
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