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martedì 25 ottobre 2016

Presidio Stampi Group in Regione. Da otto mesi senza stipendio, confronto teso con assessore.


Da ANSA

Presidio dei lavoratori della Stampi Group di Monghidoro (Bologna) davanti alla sede della Regione Emilia-Romagna mentre è in corso l'assemblea legislativa. Accompagnati da sindacalisti e delegati Fiom - compreso il segretario provinciale dei metalmeccanici della Cgil Alberto Monti - hanno annunciato che sono pronti a rimanere in Viale Aldo Moro fino a che non avranno certezze sulla cassa integrazione. In mattinata lungo faccia a faccia - con alcuni momenti di toni forti - tra lavoratori e sindacalisti da un lato e l'assessore alle attività produttive Palma Costi. I dipendenti dell'azienda sull'Appennino bolognese in liquidazione, sono in presidio davanti alla fabbrica da oltre 200 giorni. I lavoratori - senza stipendio da otto mesi - hanno chiesto alla Regione un impegno scritto e hanno ipotizzato - se le cose non dovessero sbloccarsi - il licenziamento in massa per avere almeno un minimo di sostegno al reddito.
   

mercoledì 17 agosto 2016

Stampi, in presidio senza stipendio. «Qui per salvare i macchinari»

Sollecitato


Hanno festeggiato Ferragosto a crescentine davanti all’azienda. Alla Stampi Group di Monghidoro, dopo cinque mesi, è cambiato solo il clima: a marzo si stava nella baracca, oggi c’è qualche sdraio nello spiazzo e si pranza all’aperto, anche se la temperatura è sensibilmente più bassa che in città.
Gli 80 dipendenti che lavoravano qui sono senza stipendio da sei mesi esatti e in presidio da 150 giorni. «Abbiamo doppiato la Saeco », calcola il delegato sindacale Giuliano Macchiavelli. Sarà ancora lunga, la prima udienza per il fallimento è il 7 ottobre: «Restiamo perché non vogliamo che ci portino via i macchinari», spiegano. Qualche giorno fa era arrivato il liquidatore, per entrare e fare l’inventario. «Lo abbiamo tenuto fuori. L’inventario è già stato fatto». Da allora i dipendenti in presidio la mattina sono aumentati: «Cercano di farci paura, minacciano di denunciarci se non li facciamo entrare — sorride amara Valentina —. Noi non facciamo nulla di male, ma stiamo qui davanti». Vogliono evitare che lo stabilimento diventi un guscio vuoto, dopo che negli ultimi mesi sono passati tecnici di gas e luce per staccare le utenze, fornitori e clienti per avere notizie dei loro crediti. «Il proprietario Elvio Turchetto non ha lasciato a piedi solo noi. Ha debiti anche con il Comune», ricordano.
Normalmente, nel resto della giornata ci sono sempre almeno tre o quattro persone davanti ai cancelli. Si danno il cambio ogni tre ore: «Segniamo i turni, siamo al quinto quaderno». Roberto scuote la testa: «All’inizio pensavo che saremmo rimasti in presidio almeno due mesi. Ma non così tanto. Pensavo che con un acquirente sarebbe finito tutto». L’acquirente, Uberto Selvatico Estense, si è fatto avanti, ma finora Turchetto non ha ceduto. Con il passare delle settimane sono aumentate le difficoltà. Cinque famiglie hanno entrambi i coniugi impiegati nella Stampi Group, ma anche gli altri non se la passano bene: «Sono una madre single, mia figlia va a scuola a Bologna. Solo l’abbonamento dell’autobus costa 400 euro», spiega Rosaria. I sindacati hanno fatto partire una raccolta fondi per i dipendenti, è arrivato un anticipo di mille euro a testa. Ma è soprattutto la solidarietà di queste valli a tenerli a galla: «La maggior parte del paese è con noi, tanti ci portano viveri. C’è gente che nel fine settimana viene da Bologna o da Crespellano per portarci qualcosa o vedere come stiamo».
Marisa lavora in questo stabilimento da 38 anni: «Non avrei mai pensato che sarebbe finita così». Di rappresentanti delle istituzioni, gli 80 dipendenti della Stampi Group ne hanno incontrati tanti. La visita più inattesa l’ha fatta, a fine giugno, il vescovo Zuppi: «Non ci aveva avvertito, l’abbiamo trovato qui davanti mentre metà di noi era a protestare in Prefettura », dice Marisa. «Abbiamo incontrato la nostra sindaca, il premier Renzi, il ministro del Lavoro Poletti e il governatore Bonaccini — ricorda Macchiavelli —. Tutto inutile». Gli animi si scaldano: «Che le istituzioni non possano far nulla con un imprenditore del genere è vergognoso», sintetizza un altro. Di mettere la parola fine al presidio non se ne parla: «Siamo più uniti di prima. Abbiamo iniziato, andremo fino in fondo».


mercoledì 16 marzo 2016

E' nato il presidio di Libera delle valli Samoggia, Lavino, Reno.

Di Carmela Gardini
dell'ANPI Sasso Marconi

Lunedì scorso, 14 marzo, si è insediato a Casalecchio di Reno presso la Casa della Solidarietà il presidio di Libera contro le mafie della Zona Samoggia- Lavino – Reno. Il vasto territorio comprende i comuni di Val Samoggia, Zola Predosa, Monte San Pietro, Casalecchio di Reno e Sasso Marconi. Da molti anni in questi comuni si svolgono attività ed iniziative per far conoscere Libera e con l'insediamento del presidio si è concretizzato un percorso di formazione partito due anni fa.

I due ragazzi uccisi per errore dalla Camorra
'Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie' è nata il 25 marzo 1995 grazie alla tenace volontà di don Luigi Ciotti, con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. E' luogo comune pensare alla presenza delle mafie al Sud del Paese quando invece la sua ramificazione ha da tempo raggiunto anche il Nord Italia. Ne è la prova il processo Aemilia attualmente in corso. La refernte del presidio è Luisa Zaghi. Il presidio è stato intitolato in memoria di due giovani napoletani Luigi Sequino e Paolo Cataldi uccisi per errore dalla camorra il 10 agosto 2000 a Pianura. I due ragazzi, amici fraterni, si trovavano casualmente davanti alla casa di un boss, quando una sparatoria all'impazzata spezzò loro la vita.

Il padre di Paolo

Sono intervenuti familiari dei ragazzi che hanno portato una intensa e commovente testimonianza con la quale hanno trasmesso la loro forza nel portare avanti la lotta contro la camorra insieme a Libera che si è da subito affiancata a loro nei momenti della tragedia riconvertendo il loro dolore in energia per una memoria attiva. Associazioni, insegnanti, genitori, singoli cittadini sono intervenuti per aderire al presidio e lottare insieme a Libera contro quel barbaro sistema. Libera è un coordinamento di associazioni ( oltre 1500 in tutta Italia ) e il nuovo presidio si presenta già forte, radicato e solidale.

Nell'invitare tutte le associazioni e gli istituti scolastici che si riconoscono in questi temi ad aderire al presidio, informiamo del primo impegno che ci vedrà tutti coinvolti, si tratta della giornata della memoria dei morti innocenti di mafia che sarà il prossimo 21 marzo. La manifestazione nazionale con l'intervento di don Ciotti si svolgerà a Messina e contemporaneamente nel Paese si terranno mille incontri nei quali ascolteremo la voce di don Ciotti. L'appuntamento per l'Emilia Romagna sarà a Reggio Emilia sede del processo Aemilia. Vi aspettiamo a Reggio Emilia nel primo giorno di primavera e ancora a Reggio Emilia ad assistere alle udienze pubbliche del processo. saranno due modalità per far sentire alle mafie quanto forte è la reazione contro la criminalità e ai familiari delle vittime per dare un senso alla morte dei loro cari.


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giovedì 28 gennaio 2016

La Lega Nord partecipa domani al presidio della Saeco a Gaggio Montano.




Riceviamo e pubblichiamo:

La Lega Nord delle regioni Emilia-Romagna e Toscana sarà domani, venerdì 29 gennaio,  alle 10.30, a Gaggio Montano, in supporto all'azione dei lavoratori della Saeco.
I consiglieri regionali emiliani Alan Fabbri e Daniele Marchetti, quello toscano Claudio Borghi Aquilini e la candidata sindaco di Bologna, Lucia Borgonzoni, assieme a tutti gli esponenti locali della Carroccio si uniranno al presidio di protesta presso la sede della Saeco.
"Quando sono aziende sane e produttive a chiudere per trasferirsi all'estero - ha dichiarato Daniele Marchetti - non si può dare la colpa alla crisi. Le responsabilità, oltre a quelle dirigenziali, sono da
individuare nelle istituzioni, manifestamente incapaci di trattenere le imprese sul proprio territorio".




domenica 3 agosto 2014

L’Altra Europa con Tsipras di Bologna sarà, domani 4 agosto, in piazza Nettuno.



Riceviamo e pubblichiamo.

L’Altra Europa con Tsipras di Bologna aderisce al presidio del
4 agosto in piazza Nettuno, ore 17,30.

Renzi vuole approvare le sue "riforme" entro l'8 agosto. Vuole trasformare il Senato in una Camera di serie B e ridurre le possibilità di azione a strumenti di partecipazione come i referendum, imponendo un innalzamento esagerato del numero di firme necessarie alla presentazione.
Inoltre con l'Italicum, riforma della legge elettorale pattuita con il pregiudicato Berlusconi, verrà stravolta qualsiasi logica democratica attraverso soglie di sbarramento altissime ed enormi premi di maggioranza.
Con questi strumenti si vuole impedire ai cittadini di essere rappresentati in Parlamento perché si metterà di fatto ogni potere nelle mani del Governo, incluse le nomine degli essenziali organi di garanzia, come il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale.
A tutto questo, diciamo NO e ci uniamo alle Senatrici e ai Senatori che stanno facendo
una battaglia contro il Governo.
Aderiamo al presidio in Piazza del Nettuno lunedì 4 agosto alle ore 17,30 promosso
dalle associazioni di Bologna in difesa della Costituzione (Costituzione la Via
Maestra, Libertà e Giustizia, Scuola e Costituzione).
Le riforme che sta portando avanti il governo Renzi vengono giustificate dal "ce lo chiede l'Europa" come era già successo per il fiscal compact. Noi riteniamo che i principi costituzionali non siano negoziabili nel nome dell'austerity né con i mercati né con i poteri forti. Invitiamo perciò tutte le nostre sostenitrici e i nostri sostenitori a partecipare facendo sentire anche a Bologna la nostra voce contro il Governo che sta attuando un vero e proprio furto della democrazia.

#primalepersone

L’Altra Europa con Tsipras - Bologna

giovedì 24 gennaio 2013

Appello per la difesa dei referendum sull'acqua. Domani, 25 gennaio, presidio alla sede di ATERSIR.



Appello di DANTE FRANCHI al popolo dei referendum per l'acqua pubblica.


Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di cancellare la democrazia e la volontà dei cittadini italiani(27 milioni) di sottrarre un bene vitale come l'acqua al mercato, restituendola ad una sua gestione pubblica e partecipata delle comunità.
Abbiamo respinto fino ad oggi questi tentativi ricorrendo a mezzi costituzionali, democratici e attraverso la mobilitazione diretta dei cittadini, dei comitati, delle associazioni che hanno sostenuto e supportato questa lotta.
Nella nostra regione abbiamo riaperto una prospettiva positiva per la gestione pubblica a partire dalle vicende di Reggio Emilia e Piacenza, ma contraddizioni importanti si sono aperte anche nella gestione di HERA.


DANTE FRANCHI

Oggi il tentativo è quello operato dal governo Monti che tramite la delibera amministrativa dell'Autorità per l'energia elettrica ed il gas che disegna un nuovo sistema transitorio della tariffa idrica, reintroduce la "remunerazione del capitale" sotto mentite spoglie  cancellando l'esito del secondo referendum.

Occorre opporsi a questa delibera, lo faremo tramite tutti i mezzi democratici a nostra disposizione: con i ricorsi legali, con la mobilitazione contro AEEG ed agenzie territoriali che hanno responsabilità politiche sull'applicazione della tariffa.
Lo faremo rilanciando la petizione europea (ICE) già firmata da 500.000 cittadini a livello Europeo per sottrarre l'acqua al mercato.
Lo faremo con il rilancio della Campagna di "Obbedienza civile" che ha già visto decine di migliaia di cittadini attivarsi in prima persona contro l'abuso delle tariffe idriche.
Lo faremo con il rilancio delle iniziative per la Ripubblicizzazione del servizio.

Lo faremo con la passione politica e civile che ha segnato il movimento dell'acqua in questi dieci anni, sapendo che il movimento è locale e nazionale allo stesso tempo, che è europeo e mondiale, come dimostra il documento approvato dall'ONU nel 2011.

Non siamo soli, siamo in tanti e dobbiamo ricordarlo in ogni momento.

Per questi motivi vi chiediamo di essere partecipi e protagonisti di questa lotta.
Per questi motivi, vi chiediamo come cittadini di questa città, Bologna e di questa regione (Emilia Romagna) di partecipare al Presidio che si terrà il 25 gennaio 2013 alle ore 10.30 alla sede di ATERSIR in via A. Moro 64 e alle 12.00 davanti alla RAI di Viale della Fiera, 13.

Nonostante il clima, nonostante l'orario non favorevole.