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mercoledì 9 aprile 2025

Amianto, pompieri verso lo sciopero a un anno dalla strage di Suviana

I sindacati: "Mai effettuate le visite previste per chi è intervenuto alla centrale Enel Green Power"



A un anno dalla tragedia alla centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, i vigili del fuoco di Bologna proclamano lo stato di agitazione. Le organizzazioni sindacali – Fp Cgil, Confsal, Uilpa Uil, Fns Cisl e Usb – hanno avviato la procedura di raffreddamento, primo passo verso uno sciopero, denunciando gravi inadempienze sul fronte della sicurezza sanitaria.

Nel mirino dei sindacati, l’assenza di controlli medici per i pompieri intervenuti sul luogo dell’esplosione dell’impianto di Enel Green Power, nonostante le comunicazioni interne del Comando avessero indicato la necessità di applicare il cosiddetto "protocollo amianto".

"Nonostante le ripetute sollecitazioni – si legge nella nota congiunta – nessuna visita è mai stata effettuata e non esistono nei fascicoli personali dei dipendenti tracce della potenziale esposizione a fibre di amianto".

Secondo quanto comunicato da Enel Green Power, alcune guarnizioni dell’alternatore della centrale sarebbero infatti realizzate con materiali contenenti amianto, sostanza altamente cancerogena. "È evidente – proseguono i sindacati – il totale cortocircuito amministrativo che ha impedito finora l’attivazione del protocollo sanitario previsto per i soccorritori potenzialmente esposti a sostanze pericolose".

La richiesta formale di aprire la procedura di conciliazione arriva proprio nel giorno del primo anniversario dell’incidente, costato la vita a sette operai. Se non ci saranno risposte concrete nell'incontro con l'amministrazione, lo stato di agitazione potrebbe sfociare in uno sciopero dei Vigili del fuoco.

giovedì 21 aprile 2022

Morti per l’amianto, in Emilia-Romagna sono oltre tremila: sindacati in piazza

 La manifestazione il 28 aprile a Bologna, in occasione della giornata mondiale per le vittime del lavoro e dell'amianto


A inizio anno erano 3.186 le persone morte di mesotelioma in Emilia Romagna, fra cui 1.943 per esposizione professionale. E ogni anno gli “ammalati aumentano in modo drammatico”. Per questo secondo i sindacati “occorre rilanciare l’iniziativa di Governo e Parlamento per accelerare le bonifiche e migliorare la cura e la tutela degli esposti ed ex esposti”, oltre a “fare prevenzione per i lavoratori che possono entrare in contatto con l’amianto. Gli investimenti del Pnrr sono l’occasione per recuperare il tempo perduto”.


L’appello sarà rilanciato il 28 aprile, durante la giornata mondiale per le vittime del lavoro e dell’amianto, con una manifestazione in piazza Nettuno a Bologna a cui parteciperà anche una delegazione dei lavoratori delle Ogr, le officine grandi riparazioni delle ferrovie che tanti lutti hanno vissuto in regione, insieme al sindaco Matteo Lepore. “Ci sono decine di milioni di tonnellate di amianto diffuse nel territorio, che ancora mettono a rischio la salute dei cittadini e dei lavoratori”, ricordano ancora i sindacati nell’invito all’evento, diffuso alcuni giorni fa. “Il sindacato confederale e le associazioni delle vittime dell’amianto chiedono che le tutte istituzioni agiscano con urgenza per affrontare definitivamente il problema amianto e si occupino delle persone a rischio e dei malati”. Alla Regione e all’ispettorato del Lavoro i rappresentanti dei lavoratori chiedono la “piena attuazione del piano amianto”, ma anche “investimenti su ricerca, cura, sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex-esposti ed esposti all’amianto da parte del sistema sanitario regionale”. La richiesta, inoltre, è anche di una “tutela della salute dei lavoratori addetti alle bonifiche”. Ai Comuni invece “chiediamo di completare la mappatura per bonificare, verso un’Emilia Romagna ad ‘amianto zero'” e di “far applicare ai gestori dei servizi di igiene urbana (Hera, Iren …) il sistema del ritiro di piccoli quantità di amianto da chi ristruttura”. (Dire)

giovedì 17 giugno 2021

Provvedimenti di interesse pubblico emanati dal Comune di Sasso Marconi

 



Per consentire il  prelievo in sicurezza  di un  campione di calcestruzzo e delle armature utile all’analisi  delle strutture portanti ,   il passaggio veicolare in Via Setta in quel tratto sarà organizzato a  SENSO UNICO ALTERNATO REGOLATO DA IMPIANTO SEMAFORICO, dalle 9 alle  17,30 , dei giorni che vanno da lunedì  21  a martedì  29 giugno.




Inoltre, sabato prossimo 19 giugno , il tratto di Porrettana prospiciente la piazza da via Stazione a via del Mercato  ospiterà il  mercatino “Uso e Riuso”  ( che si ripeterà nei sabati della terza settimana di  luglio, settembre, ottobre, novembre e dicembre) per cui dalle 6 e per tutta la giornata,  sarà inibito il transito veicolare e la sosta.

L’amministrazione comunale informa  poi  che l’esame commissionato dal responsabile dell’area Tecnica per una valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto presenti su alcuni edifici dell’area ex Metalplast di via ponte Albano in capoluogo, ha rilevato che tale stato risulta “scadente”. Anche se  le linee guida regionali prescrivono in questo caso la ripetizione della valutazione a cadenza almeno annuale e l’intervento di bonifica entro 3 anni,  è stato  consigliato di rimuovere le lastre in tempi brevi, ritenendo non convenienti le alternative di incapsulamento e confinamento e considerando questa la misura più sicura a tutela della salute e dell’ambiente. L’amministrazione comunale si è impegnata a reperire le  risorse necessarie all’intervento di bonifica, anche in più stralci .

E’ stato  infine  approvato il progetto  definitivo per il ripristino della  FRANA DI ANCOGNANO. L’ intervento di sistemazione idrogeologica lungo Via Ancognano comporterà un costo  di 165.000 euro, cofinanziato dall’Unione (53.000 euro) e dal Consorzio della Bonifica Renana ( 112.000 euro).

venerdì 29 gennaio 2021

Il sito ex Metalplast di Sasso Marconi è sicuro.

Il sottosuolo dell'area prospiciente l'ex Metalpalst non nasconde inquinanti e presenze pericolose. 

Lo ha accertato una indagine tecnica finalizzata ad assicurare che nel sito aziendale , da anni inattivo e divenuto ora di proprietà pubblica, non fosse state lasciate presenze indesiderate e pericolose, dovute alle lavorazioni chimiche che vi trovavano sede. 

Lo ha riferito il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, in risposta all'interrogazione del gruppo consiliare Dimmi che, oltre a richiedere l'esito dai un'eventuale indagine ambientale sull'area, denunciava la presenza di ampie coperture dell'ex stabilimento in amianto. Il sindaco a tal proposto ha detto che tale presenza non rappresenta un pericolo poiché la stessa indagine ha appurato che le onduline non hanno alcuna traccia di deterioramento e quindi non rilasciano polveri pericolose. Sono intatte e compatte. 

Gli interroganti hanno salutato con favore la notizia che il sottosuolo del sito non nasconde pericoli, diversamente a voci che affermavano il contrario e hanno sollecitato invece la rimozione delle coperture in amianto poiché l'ente pubblico si trova in una situazione singolare: interviene nei casi appurati di presenza di amianto ordinandone la rimozione e nel contempo sopporta l'amianto dove il compito dello sgombero è suo e ciò presta il fianco a critiche.

 

mercoledì 19 ottobre 2016

Rimosso l’amianto, ecco il credito. L’agevolazione diventa operativa. Il bonus può essere utilizzato solo in compensazione tramite modello F24, frazionato in tre quote annuali di pari importo, la prima delle quali è fruibile dal 1° gennaio 2017



Sollecitato

Credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2016 dai titolari di reddito d’impresa per interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive situate nel territorio dello Stato. Con il decreto 15 giugno 2016 del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, diventa operativa l’agevolazione prevista dall’articolo 56 della legge 221/2015 (“Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”).
Il Dm, dunque, detta le regole per usufruire della misura, definendone gli ambiti oggettivi e di applicazione, gli interventi ammissibili, le modalità e le condizioni di accesso all’agevolazione, le cause di revoca e recupero del beneficio, i ruoli svolti dal ministero dell’Ambiente e dall’Agenzia delle Entrate.

 
Agevolazione ad ampio raggio
Possono usufruire del credito d’imposta tutti i titolari di reddito d’impresa che hanno effettuato lavori per lo smaltimento e rimozione dell’amianto, su immobili, coperture o altri manufatti riguardanti le strutture produttive, nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2016. Non rilevano, quindi, natura giuridica, dimensione dell’azienda e regime contabile adottato dal richiedente.
Rientrano nel beneficio anche i costi sostenuti per eventuali, relative, consulenze professionali e perizie tecniche, fino al 10% di quanto complessivamente speso e, in ogni caso, fino a un tetto massimo di 10mila euro per ogni singola bonifica.

Nel dettaglio, il credito è riconosciuto per lo smaltimento e rimozione di:
  • lastre di amianto piane o ondulate, coperture in eternit
  • tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, a uso civile e industriale in amianto
  • sistemi di coibentazione industriale in amianto.  
Il quantum del beneficio
Come già detto, il credito d’imposta è pari al 50% della spesa sostenuta per ogni singolo intervento effettuato nel 2016, nei limiti degli aiuti
de minimis previsti dalla legislazione comunitaria. Inoltre, il bonus non è cumulabile ed è alternativo ad altri contributi ricevuti per gli stessi progetti.
Sono previsti dei limiti di spesa, minimo e massimo. In particolare, il singolo intervento non deve costare meno di 20mila euro, mentre l’importo massimo agevolabile per ogni impresa (sommando, quindi, i costi di tutti i progetti) non può superare l’ammontare di 400mila euro. L’azienda deve munirsi, inoltre, dell’apposita attestazione, redatta da un professionista, dalla quale risulti l’effettivo sostenimento della spesa.
L’istanza, come e quando
La domanda per il riconoscimento dell’agevolazione può essere inviata, esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma informatica accessibile dal sito dal ministero dell’Ambiente, dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto (quindi, dal 16 novembre) e fino al 31 marzo 2017.
L’istanza, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, deve contenere tutte le informazioni necessarie per la verifica della spettanza del bonus e del rispetto dei criteri per il riconoscimento del beneficio.
Sono, quindi, richiesti, ad esempio, tutti i documenti utili a identificare il tipo di bonifica effettuata su ogni struttura e la comunicazione con la quale la Asl attesta la conclusione dei lavori pianificati e l’avvenuto smaltimento dei materiali tossici in una discarica autorizzata e, nel caso di amianto friabile in ambienti confinati, anche la certificazione di restituibilità degli ambienti sanati.

Il ministero dell’Ambiente, rispettando l’ordine di arrivo delle istanze e fino all’esaurimento dei fondi stanziati allo scopo, verificati i requisiti, comunica all’azienda, entro novanta giorni dalla presentazione della domanda, il riconoscimento o il diniego dell’agevolazione.
Prima di dare il via libera alle imprese, però, il ministero trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e l’ammontare del credito a ognuna riconosciuto.
 
Credito, in tre quote annuali
L’importo riconosciuto (non rilevante ai fini Ires e Irap) può essere utilizzato in compensazione tramite il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel e Fisconline).
La somma va ripartita in tre quote annuali di pari entità e deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle successive, fino a quando non se ne conclude l’utilizzo. La prima
tranche può essere portata in compensazione dal 1° gennaio 2017.
 
Se qualcosa non va, arriva la revoca e il recupero
L’Agenzia delle Entrate, a sua volta, comunica al ministero dell’Ambiente quali aziende hanno usufruito del contributo, segnalando anche eventuali indebiti utilizzi riscontrati in fase di controllo.
Il credito può essere revocato per insussistenza dei requisiti, presentazione di documenti non veritieri, falsità delle dichiarazioni.

In tutti i casi di non spettanza, il ministero dell’Ambiente recupera le somme, maggiorate di interessi e sanzioni.
Anna Maria Badiali

martedì 12 luglio 2016

Denunciato per aver trasgredito alle 'Norme in materia ambientale' . Avviene, quindi è possibile!

Foto d'archivio
I Carabinieri di Medicina hanno denunciato un 43enne italiano per gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi, ai sensi del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152: “Norme in materia ambientale”.
Il 6 maggio scorso, i militari sono stati informati che qualcuno aveva scaricato abusivamente del materiale di scarto in via Nuova. I Carabinieri si sono recati sul posto e alle spalle di una baracca in lamiera hanno trovato diversi pneumatici, parti di motore smontati, materiali ferrosi, una guaina di catrame per impermeabilizzazioni, una bombola di gas da campeggio vuota, dei carrelli da supermercato e anche alcuni pannelli da officina. Inoltre, lungo la rete di recinzione che divide l’area con una cooperativa multi settoriale, sono stati rinvenuti dei bancali di legno, dei sanitari coperti da un telo, delle parti di una betoniera smontata e dei pannelli di coibentazione. Un carrello con materiale ferroso e altri pneumatici è stato rinvenuto lungo una fila di alberi unitamente a un’autovettura con revisione e polizza assicurativa scaduta, intestata a un italiano. Sarà cura degli inquirenti capire chi abbia avuto il possesso del mezzo ed eventualmente a chi sia stato ceduto aldilà delle formalità di legge per il passaggio di proprietà. Poco più avanti della baracca, i Carabinieri hanno trovato anche del materiale di scarto da coibentazione (parti di guaina, di catrame ed altro) e pannelli verosimilmente in amianto, coperti da un telo e con sopra uno pneumatico. Il 43enne, una volta identificato a seguito degli accertamenti condotti dagli inquirenti, si è attribuito la responsabilità degli illeciti riscontrati, specificando di essere disoccupato e di guadagnarsi da vivere sgomberando locali e cantine, precisando tuttavia che non tutto il materiale rinvenuto era stato dallo stesso ivi “depositato”.
Il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro. Sono in corso analisi finalizzate ad accertare la composizione dei pannelli, nella considerazione che, se fossero di amianto, rientrerebbero nella categoria di “Rifiuti speciali pericolosi”.
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


martedì 22 settembre 2015

Il problema 'Amianto' nella Variante di Valico.



Di Stefano Adani
Alternativa Libera

Interessante articolo del ‘ Fatto quotidiano’ sul ritrovamento di rocce amiantifere nello scavo della galleria Alta velocità tra Liguria e Piemonte.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/19/terzo-valico-nel-cantiere-concentrazioni-di-amianto-fuori-norma-si-indaga-su-smaltimento/2050082/

In questo caso, come evidenziato dall'articolo del Fatto, in attesa di analisi più approfondite,  il prodotto è stato ‘ trattato con prodotti incapsulanti e riposto in appositi Big Bag’.
(Cit Fatto quotidiano)

La questione più delicata riguarda le modalità con le quali, fino ad ora, è avvenuto lo smaltimento delle rocce e del terreno proveniente dallo scavo di Cravasco. La procura vuole accertare se le operazioni siano avvenute nel pieno rispetto delle leggi, senza quindi causare pregiudizio alla salute dei residenti. Il Cociv finora ha sostenuto in un comunicato che tutte le operazioni svolte dopo il ritrovamento di rocce amiantifere ‘si sono svolte nel pieno rispetto del piano di lavoro approvato dagli enti preposti, finalizzato ad evitare che da queste stesse attività scaturissero danni per i lavoratori e i cittadini. Le terre sono state immediatamente trattate con un prodotto incapsulante e dopo averle riposte negli appositi big bag, sono state trasportate in discarica autorizzata con camion, garantendo l’apposita copertura dei carichi’.

Rammentiamo che la concentrazione di Amianto nelle rocce estratte dalla galleria TAV Liguria - Piemonte hanno presentato una concentrazione di circa 1,7 GR/KG .

Mentre le rocce oleofitiche estratte dalla Variante di Valico e stoccate nel deposito AD5 di Rioveggio tra i 35 e i 72 GR/KG.

Ora ci chiediamo come mai a Cravasco con una concentrazione 10 volte inferiore hanno usato una procedura con prodotti incapsulanti mentre da noi le rocce oliofsono state semplicemente coperte di terra ????
Ai posteri l'ardua sentenza .

venerdì 28 agosto 2015

Cosa succede a Pian di Setta ? Sindaci fatecelo sapere!




L’immagine di un ‘palombaro terrestre’, che ieri si aggirava sui materiali di riporto delle gallerie della Variante di Valico, ha molto preoccupato i residenti della zona. Uno di loro ha fotografato l’uomo in tuta e mostrando l’insolita immagine,  chiede di essere tranquillizzato dagli amministratori locali. “ Sarà certamente tutto regolare e le nostre preoccupazioni saranno infondate, ma fatecelo sapere” , dice il residente che scrive:

In località Pian di Setta - Rioveggio, nella valle del Setta, nell'Appennino bolognese, è presente un grande sito di sversamento del materiale estratto dalle gallerie della Variante di Valico. A lavori di scavo in atto, circa due o tre anni fa, venne riscontrata in alcuni prelievi la presenza di amianto in dosaggi importanti. Seguirono articolate smentite e rassicurazioni da parte di Società. Autostrade, tendenti a riportare la presenza di questo materiale altamente cancerogeno in una normalità priva di sostanziale pericolo. Oggi pomeriggio, in prossimità della statale di valle, erano in atto operazioni di movimento terra con un escavatore e un camion che, caricato, si avviava ad allocare altrove il materiale di provenienza dalle gallerie. In prossimità dell’escavatore si notava la presenza di un uomo nella tenuta che le fotografie documentano. L’uomo , nonostante la temperatura ambientale fosse di 33 gradi, appare vestito in completa tenuta di sicurezza con tuta occhiali, maschera con respiratore autonomo e guanti. Il vestiario è quello idoneo al lavoro in ambiente altamente pericoloso per la salute. L’immagine data da quella anomala presenza è decisamente incoerente con le rassicurazioni che a suo tempo sono state fornite alla popolazione. C’è da chiedersi  se un normale movimento di terra richiede una simile precauzione, cosa può il vento trasportare per la valle e sui vicini centri abitati. Un supplemento di indagine per avere le necessarie spiegazioni e informazioni sembra quantomeno indispensabile. A Pian di Setta e a Rioveggio  ci auguriamo che le istituzioni, sindaci in testa, si attivino per verificare, in ragione di questa preoccupante evidenza, affinchè  la salute dei cittadini sia opportunamente garantita.

Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, dopo aver precisato che chiederà spiegazioni sull’accaduto, ha detto: “Posso già tranquillizzare la cittadinanza poiché è certo che i materiali di risulta accumulati nello svaso di Pian di Setta non hanno presenze pericolose. Periodicamente, come convenuto, ricevo i risultati delle analisi di società Autostrada e degli organismi preposti al controllo ambientale e non rilevano la presenza di sostanze pericolose. Se questa presenza dovesse essere riscontrata  sarei il primo ad agire e ad avvertire la popolazione. Probabilmente la copertura protettiva dell’operatore faceva parte delle precauzioni procedurali previste dai protocolli per chi  effettua interventi di analisi”. 

L'immagine lunare che preoccupa


mercoledì 8 aprile 2015

Marzabotto. Battistini di UCM 'gongola' per la rimozione dell'amianto dalla tribuna sportiva.




Di Morris Battistini

Con soddisfazione vi allego le foto che testimoniano la totale rimozione della tettoia in cemento amianto della tribuna presente a pochi passi dal polo scolastico di Marzabotto e l'inizio dell'installazione della nuova copertura.
Per noi di UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO è a tutti gli effetti una battaglia vinta, conquistata sul campo grazie al fondamentale contributo di centinaia di cittadini che si sono avvicinati al nostro gazebo per apporre una firma alla nostra petizione.
E' un traguardo importante per noi che ci vede vittoriosi davanti ad un tema così sentito e contemporaneamente dimenticato da tutti negl'anni, sopratutto dall'attuale dirigenza amministrativa del Comune  che, seppur siede da 6 anni su quella poltrona,  ha continuamente rimandato il tema chiudendolo in un cassetto.
 L'idea che bambini e ragazzini possano giocare in quell'area senza più dover respirare pagliuzze svolazzanti nell'aria ci rasserena e ci sprona a fare ancora meglio. E' per questo che chiederemo nei prossimi mesi la bonifica di altri siti interessati da cemento-amainto.

Rivolgiamo nuovamente infiniti ringraziamenti a tutti coloro i quali con una firma hanno contribuito in questa impresa.. #RIMOZIONEIMMEDIATAAVVENUTA #FIRMAPERFARTIVALERE


mercoledì 4 marzo 2015

Marzabotto il sindaco replica a Uniti per Cambiare Marzabotto sul tema 'amianto' e contrattacca.

Sta diventando un caso la rimozione della copertura di cemento-amianto sulla tribuna dell'impianto sportivo di Marzabotto. La paternità dell'idea viene rivendicata, prima dal gruppo di minoranza Uniti per Cambiare Marzabotto, fautori di una petizione con raccolta di firme, poi dallo stesso Sindaco ( nella foto)  che ora, in una nota, dichiara che il tema era all'ordine del giorno degli organismi amministrivitivi e tecnici del Comune fin da gennaio e, senza lesinare critiche, accusa i suoi oppositori di aver agito strumentalmente  al solo scopo di ingraziarsi l'opinione pubblica. 

Ecco la sua nota : 



http://www.comune.marzabotto.bo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=5248#