![]() |
| Sandra Focci |
Riceviamo
e pubblichiamo
Con
ordinanza del 30.6.2014 il G.I.P. di Bologna Dott. Petragnani getta una luce
completamente nuova su tutta la vicenda che ha visto coinvolto il Geom. Nanni,
all'epoca dei fatti responsabile dell'Ufficio Urbanistica del Comune di
Vergato.
Oggi
la responsabilità anche penale viene individuata addirittura nel Sindaco e ciò dopo
le due sentenze (di 1° e di 2° grado) della Corte dei Conti che condannavano il
Geom. Nanni ad una minima responsabilità per danno erariale, comunque residuale
rispetto a quella dell'Amministrazione comunale ed in particolare degli organi
elettivi preposti, pari al 20% (€ 60.000) ridotta in secondo grado al 13% (€ 40.000,
comprensivo di interessi e rivalutazione monetaria) del danno complessivo
valutato in € 300.000.
La
verità è che nonostante le diffide l'amministrazione si è sempre rifiutata di
riscuotere i tributi dovuti dai privati per le loro edificazioni, erroneamente
calcolati in difetto, e cioè senza rivalutazione Istat. Oggi il giudice afferma
una precisa responsabilità del Sindaco in carica all'epoca dei fatti, nonostante
che questi abbia reiteratamente eluso le diffide del Geom. Nanni, puntualmente
inoltrate tramite lo studio legale del Prof. Avv. Antonio Carullo, affinchè
questi provvedesse al recupero coattivo del mancato introito.
| Ivano Nanni |
Le
diffide furono notificate singolarmente a tutti i soggetti degli Organi
comunali (Consiglieri, Assessori, Sindaco, Segretario, ecc.), ma solo sulla
prima diffida conseguente la sentenza di 1° grado, il Sindaco rispose
trasmettendo una delibera di Giunta in cui si affermava che il Comune non
intendeva intraprendere l’azione di autotutela in quanto ritenuta non
obbligatoria ma solamente facoltativa e avrebbe comportato troppo lavoro per
l'amministrazione (si noti: trattasi del recupero di tributi evasi).
Vista
la perdurante inerzia della amministrazione comunale al fine di adottare i provvedimenti
idonei ad evitare la prescrizione dei crediti vantati dall'amministrazione per
tributi evasi, il Nanni si trovò costretto ad intraprendere, mediante l’assistenza
dell’Avv. Guido Magnisi, un’azione penale nei confronti del Comune, tendente a
valutare la sussistenza o meno del reato di omissione di atti d’ufficio.
Il
GIP Dott. Gianluca Petragnani Gelosi, sciogliendo la riserva con propria
ordinanza, ora fornisce la prova che era ed è obbligatorio (e non
facoltativo) il recupero delle somme paratributarie, smentendo così di fatto la
tesi e la linea difensiva del Comune di Vergato e disponendo di conseguenza “l’iscrizione
nel registro delle notizie di reato del Sindaco p.t. del Comune di Vergato”,
essendosi configurato il delitto di cui all’art. 328 c.p. (omissione di atti d’ufficio)
o se del caso quello di abuso d’ufficio.
E'
da ipotizzare che tale atto giudiziario possa indurre anche la Procura
Regionale della Corte dei Conti ad attivarsi per accertare le responsabilità della
parte di danno erariale (€ 260.000) non procurata dal Nanni, ma da altre
persone facilmente individuabili negli organi eletti all’epoca dei fatti.
“A
questo punto auspico, per logiche ragioni di equità ed imparzialità, che la
Corte dei Conti come ha processato per ben due volte il Geom. Nanni arrivando
ad accertare l’entità del danno in capo al medesimo nella misura residuale di €
40.000, sempre fatto salvo l’azzeramento del danno in caso di recupero delle
somme non introitate, altrettanto voglia attivare la macchina giudiziaria affinchè
siano accertate le responsabilità del ben più elevato, di quasi nove volte
superiore, danno erariale di € 260.000. Così come auspico che i nuovi
rappresentanti dela pubblica amministrazione comunale eletti di recente, tutti
sia quelli di maggioranza sia quelli di minoranza, vadano a far luce sulla
reale opportunità, correttezza e legalità delle somme ingenti di denaro
pubblico spese dall’Amministrazione precedente, gestita dall’ex Sindaco Focci,
al solo fine di perseguitare l’ex dipendente Nanni, riferendomi, in
particolare, all’affidamento degli incarichi esterni per consulenze e patrocini
legali, che come è noto venivano conferiti a senso unico a i due soliti studi
legali, con contratti continuativi pluriennali, disattendendo ai più elementari
e fondamentali principi di comparazione o gara, nonchè di rotazione tra gli
iscritti. Penso che rendere trasparente l’azione svolta in merito a una materia
così delicata, oltre che essere un dovere pubblico e morale, sia anche un atto
dovuto verso tutti i cittadini vergatesi che meritano di conoscere la verità su
come sono stati spesi i loro soldi” così commenta il Geom. Nanni.





