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lunedì 30 novembre 2020

La scrittura e il Natale

Riscopriamo il valore dello 'scrivere a mano'. Ne guadagnano anche gli auguri di Natale

 

di Nonna Gegè

La storia della nascita della scrittura risale all’incirca a 3000 anni A.C. ed è ancora la forma più attuale per comunicare e legiferare.

La vera scrittura è quella a mano dove dalla potenza della matita può scaturire una energia inesauribile.

Riscoprire il piacere del foglio di carta e della penna è l’atto più antico e più attuale che esista.

Trasformare un pensiero in segni diversi fra loro e comprensibili da chi legge è veramente emozionante.

Il tempo dedicato allo SCRIVERE non è tempo gettato al vento: nel cervello le parole danzano, si rincorrono fintanto che fuoriescono dalla penna lasciando posto alla creatività e alla fantasia.

Quando si scrive si è talmente concentrati che si diventa 'dimentichi' di noi stessi, con lo 'svolazzare' della scrittura si percorrono i sentieri più reconditi della nostra mente.

La propria calligrafia è unica ed ognuno esprime attraverso la grafia alcune caratteristiche personali-caratteriali.

A prescindere comunque da questi aspetti psicologici la SCRUTTURA è salute per il cervello e per il corpo.

Le generazioni di oggi non usano più la penna, tutto viene affidato ai mezzi tecnologici facendo sì che non ci sforziamo più di scrivere correttamente e per comporre un testo si risolve tutto con 'abbreviazioni' di un concetto.

Ora siamo abituati a digitare tutto su una tastiera con gesti meccanici, veloci ed impersonali.

Scrivere a mano significa concentrazione, riflessione, scelta della parola più appropriata, leggere, correggere, rileggere e in particolare prendersi un po' di tempo, un po' di quel tempo di cui l’uomo ha bisogno.

La scrittura non solo alimenta la mente ma favorisce il movimento completo della mano.

Il NATALE è alle porte e date le attuali circostanze dobbiamo prepararci a trascorrerlo in maniera intima e a ritrovare la vera essenza eliminando quanto è superfluo, dobbiamo comunque cercare di renderlo LUMINOSO e più LEGGERO con qualcosa di nuovo.

Per gli AUGURI dimentichiamoci quest’anno dello smartphone e anziché arricchire gestori telefonici o chi per essi ritorniamo agli auguri cartacei.

Le vecchie coloratissime CARTOLINE D’AUGURI NATALIZIE che riempivano le cassette postali potrebbero essere un modo geniale per sottolineare l’amore che proviamo verso parenti e amici. Basta una frase dettata dal cuore per rallegrare chi legge.

Le cartoline o letterine difficilmente vengono gettate, girano per casa e magari un giorno le ritrovi in un libro.

Il NATALE 2020 sarà un giorno particolare e dobbiamo fare di tutto affinché la malinconia non abbia il sopravvento.

Questa iniziativa potrebbe mettere in crisi le POSTE per la consegna e finalmente svantaggiare i colossi de WEB che ormai gestiscono in toto i nostri rapporti interpersonali.

Sarebbe curioso assistere ad uno spettacolo del genere!!!

Una CARTOLINA: una DATA un NOME una FRASE: riaffiorano i ricordi, questa è la magia di un vero NATALE.

 

domenica 8 novembre 2020

Una pillola di ottimismo da nonna Gegè


COVID 19, CRISI ECONOMICA, ATTACCHI TERRORISTICI: tutto ci fa pensare che siamo finiti e che non si possa più sperare ad un ritorno alla normalità.

L’OTTIMISMO non è un virus che si crea in laboratorio e non esiste qualsivoglia pipistrello che ci possa contagiare quindi non ci resta che cercarlo dentro di noi per vivere al meglio questo momento.

La Storia racconta (non ci insegna) che l’uomo nel corso dei secoli ha sempre superato epidemie, calamità naturali, crolli finanziari ed è riuscito persino a ripartire dopo guerre crudeli e devastanti.

Perché noi non dovremmo uscire da questo stallo?

Bisogna innanzitutto accettare le cose che al momento non possiamo cambiare.

E’ sbagliato farsi travolgere dagli eventi negativi della vita, adoperiamoci per continuare a percorrere quella strada che non intendiamo lasciare.

In auto, di notte, siamo abituati ad accendere i fari che illuminano, noi ora dobbiamo considerarci dei camminatori solitari che in una notte buia senza stelle e luna vogliono continuare il loro percorso, solo la luce del nostro pensiero ci può aiutare a raggiungere la meta.

La meta sarà l’alba di quel giorno in cui tutto diventerà più facile.

OTTIMISMO e FELICITA’ non vanno a braccetto, ma OTTIMISTI si può e si deve diventare.

Al mercato mi è successo di ascoltare due giovani donne che in maniera pessimistica sostenevano che, dato il particolare momento, segregare i “vecchi” in casa è la cosa più giusta da fare.

Questo è il mondo di oggi!

Noi “VECCHI” ci atteniamo scrupolosamente a tutte le norme anticovid per la tutela della nostra salute e dei nipoti di cui regolarmente ci occupiamo quindi facciamo di tutto, come quasi tutti per non diventare degli untori, siamo ancora invogliati a vivere, amiamo quello che ci circonda, siamo una generazione forte e in più teniamo quella saggezza che scaturisce dal nostro trascorso e ciò ci consente di attaccarci a quell'  OTTIMISMO che funge da motore per il futuro.

Anche dopo la notte più nera arriva sempre il giorno e se quel giorno è un po' nebbioso è pur sempre fatto di luce e poi il sole prima o poi spunterà.

E dopo la notte venne il giorno……

Scegliamo di credere che qual cosa di buono possa accadere: questo è OTTIMISMO!

 

domenica 25 ottobre 2020

Una strana estate in compagnia della 'paura'


di nonna Gegè

Anche se non invitato l’Autunno con le sue foglie rosse e distese di ciclamini è arrivato e ci troviamo così con i ricordi dell’anomala estate trascorsa.

I nostri ricordi saranno di limitazioni, trasgressioni, rinunce: tutto è accaduto, tutto è cambiato, noi siamo diversi.

Siamo diventati diffidenti verso il prossimo per la paura di essere contagiati dal Covid, i nostri slanci di affetto debbono essere frenati a discapito dell’empatia di un incontro.

Ci guardiamo attorno sospettosi, il piacere di essere in un locale pubblico viene sbiadito ed anche con tutti gli accorgimenti rimane la paura.

Si esce da casa già con la paura della paura.

La paura va rispettata perché è umana: è una atavica presenza che nei secoli risveglia l’uomo di fronte alla eventuale perdita di qualcosa ed oggi quel qualcosa è la nostra vita, la vita delle persone care e di quel benessere a cui non sappiamo più rinunciare.

Sembra che il mondo abbia perduto lo smalto e siamo circondati da opacità.

Il “chiacchierio” del mercato è sfumato, ci si saluta a fatica avendo difficoltà a riconoscerci per l’anonimato dovuto alla mascherina.

Siamo stanchi dell’incertezza sul futuro, dei programmi che non possiamo più permetterci di fare, stanchi di aspettare che la vita riprenda le abitudini di prima.

Tutto ciò, anche se non ce ne stiamo accorgendo, ci sta trasformando.

Siamo diventati un po' più riflessivi e forse, un po' più maturi.

Ai bambini, in questo tempo, vengono negate tante richieste.

Per la prima volta si accorgono che non tutto dipende dalla nostra volontà e che qualche rinuncia bisogna pur fare ed anche se apparentemente è una limitazione tutto ciò può essere educativo.

Ci stiamo impegnando per vivere al meglio questo tempo scoprendo nuovi luoghi vicino a casa, certo l’obbligo sociale della vacanza all’estero è sfumato!

Raccontare le ore di volo, gli scali fatti, il disagio del fuso orario era una “chiacchiera” importante nell’ambiente lavorativo.

Anche giornate trascorse in montagna o al mare possono essere bei ricordi, famiglie intere si sono riunite per festeggiare l’estate 2020 che, pur essendo una STRANA ESTATE, è pur sempre una estate con i suoi cocenti raggi di sole, con il mare che ci ha accolto, con le lunghe passeggiate nei nostri appennini fra funghi e cespugli di mirtilli.

Il Coronavirus purtroppo è ancora una grande minaccia, il tempo del sollievo è ancora lontano, cerchiamo di vivere comunque al meglio il presente, guardiamoci attorno allontanando quella miopia che ci rende insensibili al piacere delle piccole cose.

Tutto, comunque, ha una fine ………




 

sabato 10 ottobre 2020

E' tornata nonna Gegè

Siamo felici ? Cerchiamo di esserlo anziché lamentarci di tutto.

La nostra vita non è molto lunga ma nonostante ciò noi trascorriamo più tempo a lamentarci che a cercare di essere felici.

Nei tempi antichi c’erano persone chiamate prefiche che venivano pagate per cantare strofe lamentose per giorni e notti in occasione di veglie funebri o commemorazioni.

Con le loro 'nenie' vegliavano e accompagnavano i morti nel loro ultimo viaggio.

Questi lamenti irrompevano nella vita di tutti per annunciare disgrazie, ora, invece, il LAMENTO del nostro tempo è incessante e molto spesso per cose futili o per problemi poco reali come insoddisfazioni, rinunce, per il troppo caldo, il troppo freddo, il troppo traffico, il troppo rumore, il troppo silenzio.

TUTTO E’ TROPPO O E’ TROPPO POCO|

Anche le previsioni del tempo creano lamentele: oggi è bello, ma domani viene brutto. Oggi ci sono 26 gradi, ma dalla prossima settimana raggiungeremo 34 gradi………

Gioiamo del buon tempo di oggi, domani è domani.

Viviamo l’attimo, guardiamoci attorno e se domani il clima non ci soddisferà attenderemo tempi migliori.

Lamentarsi per delusioni, rimpianti, nostalgie, recriminare sul passato del nostro tempo è solo LAGNANZA.

Il nostro trascorso è tempo scaduto, il futuro è domani, OGGI è il presente.

Alzarsi al mattino con l’entusiasmo del nuovo, con l’accettazione del tutto sono buoni motivi per affrontare anche i problemi che la vita inevitabilmente ci riserva cercando di minimizzarli con una buona dose di ottimismo.

Nel passato i veri lamenti del popolo riguardavano la povertà che aveva viso e corpo e vedere madri che seppellivano i propri figli morti per fame e stenti era veramente straziante.

Ora ci è tutto dovuto!!!

Non vogliamo più fare rinunce e dico rinunce non sacrifici.

Vorremmo gestire il tempo meteorologico, le malattie, accampiamo diritti che non sono diritti ma pretese. Si parla di diritto a divertirsi a prescindere da come ed anche talvolta a discapito del sacro diritto alla salute – personale – e degli altri.

Corriamo il rischio di essere ricordati dai posteri come 'secolo del LAMENTO' .

Non sono anni facili, ce ne sono stati comunque dei peggiori, la 'scontentezza' è diventata una patologia virale.

Gustiamo l’oggi, domani è già futuro. La nostra vita è come una strada con tante deviazioni, non ci è consentito conoscere la destinazione del nostro viaggio.

Un fuscello di erba riesce a vivere fra due rocce con radici in sabbia salmastra, il vento gli rende la vita difficile, ma esso resiste perché ama il sole che la riscalda e il profumo di mare. Fosse cresciuto in un bosco o in un giardino avrebbe avuto maggior splendore ma accetta il suo stato e non conosce lamento perché vive il momento.

Strida di gabbiani, fruscio di vento, calore di sole …questo è il momento da cogliere, il futuro ancora non ci appartiene.

 

domenica 26 luglio 2020

Il canto delle cicale porta allegria e amore del vivere

di nonna Gegè

E’ un caldo pomeriggio di luglio, distesa sul divano mi beo del canto delle cicale.
Nessun altro suono o rumore!
Le cicale sono instancabili con il loro fragoroso cicaleggio. Dall’alba al tramonto si esibiscono con una lenta melodia per poi lasciare il palcoscenico ai grilli che cullano i nostri sogni notturni.

E’ UN SILENZIOSO RUMORE CHE CARATTERIZZA L'ESTATE…….

Vivono questa stagione diffondendo note musicali sempre uguali ma altrettanto nuove.
Lasciarsi cullare dalla loro “nenia” è oltremodo balsamico per il cuore e per la mente.
E’ musica buona per anime semplici e in relazione alla semplicità del vivere mi sento privilegiata ad assistere a questo concerto della natura.
E’ un sottofondo perfetto per “pigre” giornate estive dove il corpo cerca di recuperare energia per affrontare la stagione invernale.

Si dice che le cicale, a differenza delle formiche, non siano previdenti e che non pensino al futuro.
Forse sì, ma sono non solo allegre, portano tanta allegria nei nostri poveri cuori immalinconiti dal difficile tempo appena trascorso.
Cantano l’AMORE , l’amore per il sole, per la limpidezza del cielo, per la natura tutta.
Qualcuno ritiene che il loro cicaleggio sia un grande fastidioso “inquinamento” acustico, se l’uomo si disturba per i decibel delle cicale bisogna veramente preoccuparsi e fermarsi a riflettere.
Dove ci porta il nostro sapere, la nostra insofferenza, il nostro progresso?

CICALE CANTATE, CANTATE E NON FERMATEVI,  CANTATE LA FELICITA’ DELL’ATTIMO L’AMORE DEL VIVERE LA SPERANZA E LA FIDUCIA PER IL FUTURO E LA GIOIA CHE CI DA' IL SOLE OGNI GIORNO CHE APPARE.



sabato 20 giugno 2020

IL DOPO DEL PRIMA


di nonna Gegè

Il “PRIMA” si riferisce ai tre mesi di look down e il “DOPO” riguarda la vita di oggi.
All’improvviso ci siamo trovati relegati in casa e fra lo sgomento per quanto accadeva all’esterno abbiamo provato ad imbastire giorno per giorno una nuova vita che ci consentisse di sentirci ugualmente vivi.
Per tamponare l’ansia che ci assaliva nell’ascoltare e vedere la televisione abbiamo scavato nel nostro profondo e con il massimo impegno siamo riusciti a dare un senso a quel pezzo di vita.
L’uomo è meraviglioso ed ha delle risorse immense e così ogni momento è stato valorizzato con idee nuove ed avendo tanto tempo a disposizione anche i piccoli sogni racchiusi da anni in quel “cassetto” sono riemersi.
Mano mano passava il tempo le giornate erano così piene e a sera rimaneva il rammarico di non essere riusciti a completare quei lavoretti o hobby programmati.

La stagione è stata bellissima con una primavera anticipata e dalle finestre semiaperte percepivi il cinguettio degli uccellini e il ronzio delle api che finalmente potevano danzare indisturbate da un fiore all’altro per far scorta di polline. Uccellini e api assieme formavano una colonna sonora armoniosa.
Il silenzio delle strade deserte, qualche abbaio di cane e quei rintocchi di campane ci portavano in tempi lontani.
Speriamo che quel silenzio ci abbia insegnato ad ascoltarci ed a ritrovarci.
La velocità del fare era svanita, il mondo pareva addormentato ma il cuore degli uomini non ha mai smesso di pulsare e la parte migliore di tutti noi è riemersa, il virus ci ha reso uomini uguali con le stesse paure e le stesse speranze e in particolare con la stessa fragilità.
Qualcuno ha paragonato questa pandemia ad una guerra: le guerre iniziano e finiscono per volontà dell’uomo, le pandemie non accettano armistizi e se ne vanno quando vogliono e l’uomo di fronte a ciò è veramente piccola cosa.
La tecnologia ci ha aiutato a non essere completamente soli e lo dimostra il fatto che a sera gli smartphone erano bollenti, parevano ferri pronti per stirare il bucato.
Dalle soffitte abbiamo recuperato cavalletti per dipingere uno stato d’animo, le librerie sono state sistemate e magari abbiamo ritrovato quel famoso libro che volevamo rileggere, anche la scrittura era consigliata e perché non fare km e km su una vecchia cyclette ascoltando musica buona?
Le giornate si sono rincorse e, da queste distrazioni, quel senso di malinconia veniva un po' dissolto. Una tavolozza di emozioni è il ricordo che ci porteremo appresso nel tempo.

Ed ecco il” DOPO”: il mondo non è più lo stesso, noi non siamo più gli stessi di prima perché qualcosina dobbiamo per forza aver imparato, innanzitutto che non siamo onnipotenti e che è inutile padroneggiare sulla terra , ella ci consente di vivere serenamente se da noi riceve rispetto e amore. Abbiamo anche imparato che nell’era digitatale l’uomo non può fare a meno della fisicità di un rapporto vero.
Abbiamo riscoperto il DESIDERIO: i bambini vogliono tornare a scuola con le maestre e compagni, la didattica tecnologica non può sostituire la didattica relazionale.
I delfini debbono continuare a rimanere nei nostri porti, i balenotteri debbono potere costeggiare il nostro litorale, le api debbono continuare a raccogliere polline e le paperelle guadare nei Navigli e sul Tevere.

  1. In questo “DOPO” impegniamoci ad aggiustare un po' la nostra vita, accontentiamoci delle piccole cose ed evitiamo di riprendere quella folle corsa verso cieca destinazione. Un moderato cammino ci consentirà di osservare le meraviglie del creato e di ponderare le scelte di vita.
  2. Il nuovo equilibrio del nostro vivere sarà una EREDITA’ preziosa per le generazioni future e SPERIAMO che questa rinascita possa essere la prova che anche dalle esperienze più forti qualche insegnamento si può trarre.


venerdì 12 giugno 2020

LA SOLITUDINE DEI NUMERI STATISTICI

di nonna Gegè

Parafrasando il titolo del primo romanzo di Paolo Giordano “LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” espongo alcune riflessioni sulle tante statistiche inerenti alla situazione CORONAVIRUS che per mesi e mesi tutti i canali televisivi ci hanno trasmesso.
Statistiche con numeri e numeri su contagiati, clinicamente guariti, guariti e purtroppo DECEDUTI.
La vita di tutti noi è sì fatta di numeri ma ormai ci siamo persi nel recepire il bombardamento giornaliero di statistiche e magari anche noi stessi abbiamo cominciato a dare i numeri.
La SOLITUDINE di questi numeri (persone) è stata cosa secondaria, ogni conduttore o giornalista televisivo protagonista di talk show con sforzo immane, cercava di ricordare le cifre aggiornante dell’epidemia, ma troppo poche parole sulla SOLITUDINE con cui queste persone hanno affrontato la malattia e molti, purtroppo, senza alcun conforto sono arrivati al fine vita nella disperazione dell’abbandono dei propri cari.

Sappiamo che il personale sanitario è stato meraviglioso nell’adoperarsi per alleggerire la tragedia che tutti vivevano ma, irriconoscibili con le divise di protezione al virus, non hanno potuto neppure regalare un sorriso ai moribondi.

Un sorriso, forse, è poca cosa, ma chi lo riceve ha la sensazione di contare ancora qualcosa e di non essere solo un NUMERO.

Ogni persona morta è la storia di una vita, non sempre leggera, ma pur vita, è la storia di un passato, di affetti sacri e amicizie care.
Quando percepisci che la vita ti sta abbandonando e la paura (umana) ti paralizza è il momento in cui vorresti più che mai respirare l’amore dei tuoi cari invece sei solo.
Non ti interessa di essere un NUMERO AGGIUNTIVO alle statistiche del giorno: le emozioni non sono un calcolo matematico.
I numeri primi si dividono solo per sé stessi o per 1 e da ciò ne deriva la loro solitudine così come i nostri MORTI hanno vissuto la SOLITUDINE del loro ultimo respiro.

EPITAFFIO PER TUTTE LE VITTIME DEL CORONAVIRUS
Non abbiamo avuto la possibilità di accompagnarvi nel vostro ultimo viaggio e non c’è concerto che possa asciugare le nostre lacrime.
Sappiate comunque che il nostro amore per Voi è rimasto immutato.
Il dolore per la vostra perdita è più che mai vivo e nel prendere atto delle limitazioni della scienza siamo consapevoli, ancora una volta, della “POCHEZZA” dell’uomo di fronte a calamità mondiali come quella di cui siamo spettatori ed anche protagonisti.
E giusto che la SCIENZA non si dia per vinta, ma con la MORTE la lotta diventa impari.


lunedì 11 maggio 2020

PLAUSO alle OSTETRICHE

di nonna Gegè


Il 5 Maggio di ogni anno viene celebrata la FESTA INTERNAZIONALE DELLE OSTETRICHE, festa nata nel 1991.

Ritengo sia giusto ricordare la loro festa in quanto, spesso, viene dimenticata questa MERAVIGLIOSA PROFESSIONE-MISSIONE.

Proprio in questo periodo di emergenza Coronavirus le Ostetriche non sono mai state menzionate, cerchiamo di valorizzarne il silenzioso ed importante ruolo che svolgono e che hanno svolto anche nel tempo del Covid 19.

Le ostetriche hanno continuato a garantire una assistenza qualificata (con protezioni spesso insufficienti ) sia alle donne asintomatiche che con diagnosi di Covid 19 in tutto le fasi del percorso nascita.

A prescindere da quanto sopra far nascere un bambino è il lavoro più bello del mondo. Prima in ogni paese c’era la levatrice, erede di una sapienza millenaria, ora le Ostetriche, ovviamente con percorso formativo diverso dalle care levatrici, sono un grande punto di riferimento per le donne tutte.

Il primo contatto fisico che ha un bambino quando nasce avviene con l’Ostetrica.
Dare il benvenuto ad una NUOVA VITA ritengo sia una EMOZIONE INDESCRIVIBILE!
Le Ostetriche sono il punto di riferimento per le nuove future mamme e per la coppia, ma non solo.

Le mansioni sono tante e non si limitano solo al sostegno, anche psicologico delle donne, svolgono programmi di educazione sessuale nelle scuole, danno informazioni sull’uso dei contraccettivi nello “spazio giovani” ed altro.
E’ giusto ed opportuno dare a loro tutte un GRANDE PLAUSO riconoscendo appieno questa professione.

Il SORRISO di UNA OSTETRICA è la primissima cosa bella che si regala ad un NEONATO.



venerdì 1 maggio 2020

PENSIERO POSITIVO

Le riflessioni di Nonna Gegé
Aprire gli occhi al mattino e pensare “bene” è oltremodo difficile oggigiorno, le notizie inquietanti sul Coronavirus ci inseguono ed allora ci si attacca a quel mantra, ormai troppo usurato, ma sempre valido: 

PENSARE POSITIVO

E’ salutare allontanarsi con la mente dalla negatività che le informazioni ci infondono e farsi così un “bel viaggio” nell’imminente futuro.
Siamo in prossimità del prossimo NATALE e accendendo la televisione la prima notizia riguarda tutti gli ospedali italiani che sono in EMERGENZA per la mancanza di

OSTETRICHE GINECOLOGI ANESTESISTI E PEDIATRI

Le sale “travaglio” sono allo stremo, mancano CULLE per i nuovi nascituri e le sale “chirurgiche” (per parti cesarei) sono insufficienti.

EMERGENZA NASCITA

Queste nascite sarebbero il frutto di giovani coppie che con il loro amore consolidato o ritrovato ci possono dare un segno di speranza. Tanto tempo trascorso assieme può produrre quell’alchimia giusta da procreare in questo momento.

GIOVANI E’ IL VOSTRO MOMENTO!

Quanti nonni vittime del Coronavirus ci hanno lasciato, altri se ne andranno. non è ancora finita…..
La VITA deve continuare e vorrei che l’anno 2020 rimanesse alla storia sì per il numero dei morti, ma anche per il boom di nascite.

Quasi tutti gli anziani hanno già nipoti, ben vengano altri, e se risparmiati dalla pandemia , saranno ben felici di ripartire a vivere con entusiasmo e con la carica che solo i bambini possono dare.
Qualcuno farà sicuramente obiezione sul difficile mantenimento di un altro figlio, i problemi non mancherebbero ma quando il problema è la VITA si può in qualche modo risolvere, con la MORTE invece non c’è nulla da fare se non piangere.

La nostra ITALIA si rigenererebbe e a NATALE tanti “GESU’ BAMBINO” ci potrebbero rallegrare e farci dimenticare le angosce che stiamo vivendo ora.

venerdì 24 aprile 2020

CUPIDO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Le riflessioni di Nonna Gegé


Si racconta che CUPIDO, il Dio dell’amore e del desiderio, abbia colpito anche in questo tempo particolare.
CUPIDO non teme guerre, terremoti, pandemie : lui è sempre presente in ogni situazione e non perde occasione per manifestarsi.
A Verona, città di Romeo e Giulietta, due giovani ragazzi si sono innamorati vedendosi per la prima volta in una serata in cui tutti gli abitanti della loro strada erano in terrazza per un flash mob.
Bandiere d’Italia erano appese ai balconi e tutti, dopo avere cantato l’inno nazionale, hanno cominciato a suonare strumenti vari, perfino nonne con bambini si sono improvvisati musicisti battendo padelle con mestoli di legno.
Due sorelle partecipavano a questo evento e una delle due con passione prese a suonare il suo violino andando lontano con la mente, ma la musica struggente richiamò l’attenzione di un ragazzo che si trovò perduto nello sguardo della sorella.
Si guardarono a lungo e alla fine, urlando, si scambiarono i loro numeri telefonici.
Iniziò così una intensa quotidiana comunicazione, scoprirono che entrambi erano nati e cresciuti nella stessa strada ma non si erano mai incontrati.
Dal terrazzo ogni giorno si salutano e si lanciano baci, cominciano a fare progetti.
Nasce un amore platonico ma presto subentra un forte desiderio, un DESIDERIO così forte di appartenersi che li spaventa, mai prima avevano conosciuto quella sensazione.
Il finale di questa storia non la conosceremo mai, sappiamo però che l’AMORE non attende tempi migliori, quando si presenta bisogna viverlo al meglio e in queste lunghe giornate è la miglior terapia per il nostro spirito.

venerdì 17 aprile 2020

ITALIA la “DOTTA”

Riflessioni di Nonna Gegé


In questo tempo di vita “casalinga” i televisori sono spesso accesi.
Non mancano collegamenti per interviste a opinionisti, politici, virologi, conduttori televisivi, insomma tutti personaggi più o meno noti che dalla loro abitazione entrano nelle nostre case per intrattenerci.
Mi ha incuriosito il fatto che tutti si fanno riprendere con grandi LIBRERIE alle loro spalle.
Volumi e volumi , tomi, pareti intere …… di colori ( copertine multicolore)
Dicono che l’editoria sia da tempo in crisi, forse no …. i libri vengono ancora acquistati (mi auguro non per arredamento) una cosa comunque è certa che vedendo la televisione ci si fa l’idea che le nostre case siano piene di libri.
Questa è cosa buona: i LIBRI sono CIBO per la MENTE!
Anch’io ho deciso di sistemare la mia libreria e dopo 2 giorni di lavoro per metterli tutti in ordine alfabetico di autore posso con soddisfazione e orgoglio ammirare quel TESORO CARTACEO che ha segnato la mia vita.
Sistemandoli sono andata indietro negli anni, ho trovato edizioni molto vecchie dove il prezzo era minimo (100 – 300 lire ) , testi che hanno inciso sulla mia formazione e che mi hanno aiutata in momenti difficili.
Sono ottimista e penso che in tutte le case degli italiani ci siano libri (romanzi thriller, storici, di avventura, di fantascienza, rosa, umoristici ecc…), e così la nostra bella ITALIA che ha tutto è anche DOTTA!

mercoledì 1 aprile 2020

L’Italia ha un cuore

di nonna Gegè

Pandemie, guerre, terremoti, tsumani, tutte grandi calamità che spezzano vite umane, ma niente può far morire L’AMORE.
L’amore è come una meravigliosa pianta con profonde radici attecchite al cuore dell’uomo che rifiorisce sempre puntualmente quando l’umanità sta per soccombere a queste tragedie.
Lo spettro della morte, in questi frangenti, ci accomuna, non più divisioni sociali, nessuno può ritenersi indenne da rischi e così per allontanare l’ombra della paura ci riscopriamo tutti più buoni.
In questo tempo di CORONAVIRUS sono stati fatti diversi appelli per fronteggiarlo al meglio.
Un appello per “reclutare” medici sia giovani che pensionati: si sono resi disponibili in 8.000 .
Anche Bergamo ha richiesto 15 imbianchini volontari per una nuova struttura ospedaliera in fase di approntamento, ben in 150 hanno dato la loro disponibilità.
Ciò dimostra un forte segnale di solidarietà ed AMORE.
Tanti medici eroi, non solo per il giuramento di IPPOCRATE, hanno pagato, per curare ammalati, un prezzo troppo alto perdendo la vita. L’incessante e faticoso lavoro del personale infermieristico è andato oltre le loro mansioni: tutti danno il massimo senza orari senza riposi e la volontà di fare qualcosa di importante come salvare vite umane non ha lasciato posto alla paura. .
L’uomo nasce con l’impulso di amare e appena se ne manifesta l’occasione non perde tempo a tirar fuori le sue potenzialità, le doti nascoste e la forza interiore, quella forza che ci spinge ad andare avanti anche se gli ostacoli sono tanti.
E ’ben vero che le risorse fisiche e mentali del nostro essere sono infinite e solo in questi frangenti ci accorgiamo che quasi sempre noi viviamo al di sotto delle nostre vere capacità.
Nei momenti più bui della vita la potenzialità dell’uomo emerge e così quella assopita solidarietà, con il suo motore, avanza producendo una energia senza pari.
Il CUORE DEGLI ITALIANI TUTTI è GRANDE e quando la storia racconterà non potrà non sottolineare l’AMORE che in questa pandemia ha unito tutti noi.

domenica 22 marzo 2020

Il 'grande fratello' live a casa nostra

Paginetta di nonna Gegè

Dopo 10 giorni dall'avvio dell'emergenza Coronavirus sono ritornata al supermercato per procurarmi provviste.
A parte i continui inviti a rispettare tutte le norme di prevenzione per evitare contagi, nel negozio nessun capannello, tutto è molto tranquillo. Le mascherine che quasi tutti indossano indubbiamente non favoriscono la “chiacchiera”.

Non c’è calca, ognuno, a debita distanza, riempie il suo carrello, non si sentono lamentele per alcuni scaffali vuoti e come esemplari scolaretti in maniera ordinata ci avviciniamo alle casse rispettando le linee di avvicinamento per mantenere le distanze.
In attesa del mio turno osservo e capto qualche commento sussurrato:
  • Stiamo imparando a vivere senza fretta …
  • Non è poi male alzarsi tardi al mattino ….
  • Siamo come i protagonisti del GRANDE FRATELLO sempre reclusi in casa ….
Il reality televisivo, a quanto pare molto seguito, diventa riferimento per questa forzata reclusione ma c’è una grande differenza.
Fortunatamente non ci sono telecamere che ci spiano nell’intimità della nostra vita familiare, possiamo disporre di televisione, telefoni, computer, libri e di altri passatempi e in particolare abbiamo vicino quasi tutte le persone che amiamo.
Possiamo anche permetterci di avere contatti “virtuali” con l’esterno e sentirci così meno soli.
NON CI SARA’ UN SOLO VINCITORE NELLA nostra“CASA”.
Tutti quelli che usciranno indenni da questo isolamento impostoci (simbolicamente casa) saranno VINCITORI della ritrovata LIBERTA ’di cui sentiamo enormemente la mancanza e di cui probabilmente non conoscevamo l’inestimabile valore.
La LIBERTA’ di abbracciare i propri cari lontani o quasi vicini, la LIBERTA’ di stendersi al sole di questa già primavera, la LIBERTA’ di riempire i giardinetti con il vocio dei nostri bambini ed anche la LIBERTA’ di piangere e di poter portare un fiore sulla tomba delle persone, vittime di questo maledetto virus, che ci hanno lasciato in questo periodo.
Comunque anche paragonarsi ai protagonisti del GRANDE FRATELLO può risultare benefico per allentare quella tensione che alberga negli animi di tutti noi.

lunedì 16 marzo 2020

L' INNO ALLA VITA di nonna Gegè

Agli anziani che verranno risparmiati dal CORONAVIRUS

Il tempo non si ferma: recita un vecchio adagio.
Terza età, senior, diversamente giovani: tutte parole per allontanare lo spettro della vecchiaia.
PERCHE’? Innanzitutto la vecchiaia non è una malattia ma è una nuova condizione di vita che, se non si hanno grandi limitazioni, può essere vissuta con entusiasmo.
Perché non paragonarsi al fiore del calicantus?
Esso fiorisce nel pieno dell’inverno e la sua fioritura fa dimenticare i rigori della stagione ed è una pianta che risveglia lo spirito ed il corpo e non ha paura del gelo. La sua intensa profumazione può rappresentare quanto ancora si possa 'esalare' la ricchezza del nostro vissuto.
Chi non accetta questo tempo è costretto a stare continuamente all’erta per cogliere giorno dopo giorno il minimo segno di un inevitabile declino.
L’aspetto esteriore non deve assolutamente annichilire lo spirito.
Basta con il mito della giovinezza, l’accettazione della età deve prorompere dentro ad ognuno di noi come una folgore che proietta una forte luce sulla realtà.
Il tempo ha lasciato sul nostro corpo i suoi segni. Amare il nostro attuale aspetto non è facile, ma accettarlo è un obbligo.
Gli incontri casuali con vecchie conoscenze finiscono sempre con l’esclamazione: “Quanto siamo invecchiati”.
Ebbene sì, non si ringiovanisce più, e allora?
Cerchiamo di essere solari e positivi.
Apriamo i nostri cuori agli altri e abbandonando quell’egoismo che è insito in tutti e noi dedichiamoci agli altri.
L’amore dà visibilità, con l’amore il cuore si rallegra ed il nostro aspetto diventa luminoso e può trasmettere gioia e serenità.

L’amore per sé stessi, l’amore per chi ti sta accanto, l’amore per la natura che ci circonda, l’amore per il diverso.
L’amore è un balsamo e anche gli anni che ti hanno segnato il viso vengono sbiaditi di fronte ad una carica emotiva straordinaria.
Non è bello anzi è molto triste morire da giovane quindi l’unica strada da percorrere è vivere, vivere ed invecchiare con la consapevolezza che chi ti ama non si preoccupa del tuo aspetto ma ti ama per quello che hai rappresentato nella sua vita e per quello che oggi sei.

BANDO ALLA MALINCONIA: la vita è troppo bella per sprecarla con rimpianti, adattiamoci ai lenti ritmi e alla pacatezza di questo nuovo tempo.
In inverno la natura riposa, le giornate sono sì corte, ma nelle ore di luce attorno a noi il mondo vibra di suoni, colori e belle sensazioni.
In ogni giornata, se cerchiamo, possiamo sempre trovare un motivo per amare quella vita che ancora continua a scorrere.

nonna Gegè




lunedì 2 marzo 2020

Coronavirus: un ritorno alla verità e una lezione di umiltà


Le considerazioni di Nonna Gegè

Stiamo vivendo il tempo del Coronavirus. L’Italia è paralizzata, siamo spaventati forse più del necessario, ma di fronte ad un nemico invisibile diventa difficile essere spavaldi.
Siamo stati invitati dagli Organi preposti ad astenerci dal frequentare luoghi affollati e a seguire diverse norme igieniche. Le scuole, molti uffici e aziende sono chiuse. Nelle zone 'rosse' gli abitanti debbono rimanere a casa in quarantena. La corsa agli approvvigionamenti alimentari è diventato un lavoro quotidiano.

COSA STA SUCCEDENDO?

La velocità con cui il morbo si sposta da un paese all’altro è figlia del nostro tempo. I virus si sono sempre propagati in fretta, ma magari nei secoli scorsi con molta più lentezza.
Il grande inespugnabile ed invincibile uomo è stato messo ko da uno sconosciuto piccolissimo virus.
Stiamo lottando con tutta la nostra sapienza e la nostra forza per porre rimedio alla carcerazione psicologica che ci opprime per tornare poi alla comoda vita di prima.

Qualche considerazione va fatta: è benefico prendere atto di cosa accade.

Ogni secolo ha sempre avuto la sua peste e le sue guerre. Nel secolo scorso la 'spagnola' fece milioni di vittime e di guerre mondiali ce ne sono state due. Solo i piccolissimi di oggi arriveranno alla fine di questo secolo e potranno raccontare cos’altro accadrà.
Nonostante la storia ci racconti che l’uomo non è niente di fronte a calamità o eventi, continuiamo ad essere convinti di essere dei padroni in terra, non accettiamo la nostra fragilità.
Il piccolo temibile virus è diventato come Golia nel racconto di Davide e Golia.
La natura con la sua forza invisibile dà uno stop alla vita frenetica di oggi. Perché? Non ci sorge il dubbio di aver disturbato un po' troppo MADRE NATURA e che essa si stia ribellando?
Siamo spaventati e disabituati alla solitudine e al silenzio imposto.

La vita però non dovrebbe essere un galoppo continuo, l’uomo è natura e dimentichiamo troppo spesso di rapportarci con essa.
Questo tempo di coronavirus dovrebbe insegnarci qualcosa perlomeno di non impostare la nostra vita solo sulle esteriorità che il mondo di oggi quasi ci impone.
Riscoprire il piacere di una passeggiata nel bosco, di entusiasmarsi per un tramonto o di un cielo stellato, e perché no leggere un libro nel silenzio della propria casa.
Oggi giorno abbiamo più che mai la necessità di RITROVARE NOI STESSI, di riprendere in mano la nostra vita senza ansia e senza quella smania del fare.
Cerchiamo di vivere questo tempo con la filosofia e le risorse che ognuno di noi possiede e che non debbono essere assopite.
Dobbiamo capire dove stiamo andando ed impegnarci a rimettere la barra al centro per continuare la giusta navigazione nel tempo.
Speriamo che presto una sconosciuta brillante ricercatrice riesca a combattere il nemico e così la storia di DAVIDE e GOLIA si ripeterà.

PICCOLO GRANDE INTELLIGENTE STOLTO UOMO FERMATI!

Come inventi cose meravigliose, dimentichi spesso di rispettare la terra, la natura ti sta osservando e ti sta avvertendo con chiari segnali ……

domenica 26 gennaio 2020

Corruzione e prostituzione, secondo Nonna Gegè

Riflessione di Nonna Gegè

I mestieri del CORROTTO e della PROSTITUTA sono sempre attuali.

Fin dai tempi antichi la figura della prostituta viene descritta come creatura immonda e immorale, del corrotto si fa notizia ma senza pesanti giudizi.
La donna mercifica il suo corpo e il corrotto vende la sua anima cedendo favori.

ANINA e CORPO: sicuramente si possono fare diverse disquisizioni sull’argomento ma comunque non vedo differenza MORALE fra prostituzione e corruzione.
La donna con il suo corpo, non sempre per sua scelta o volontà, da piacere all’uomo, l’uomo invece agisce solo per se stesso preso da guadagni facili e ingordigia.
Impossibile debellare questo marcio esistenziale. Una cosa comunque è certa che se l’uomo e per uomo intendo il maschio volesse mettere fine a questa ignominia potrebbe riuscirci: innanzitutto redimersi diventando incorruttibile e con sua grande volontà, non mortificare il corpo di donna rinunciando al piacere sessuale mercenario .

CORRUZIONE e PROSTITUZIONE, solo rima baciata ma nulla di poetico.
Il mondo ha sempre camminato sulle gambe delle donne, ma purtroppo, la segnaletica stradale è ancora tracciata dagli uomini forse, con gli anni, una fantomatica 'vigilessa' riuscirà a modificarne i percorsi.

domenica 19 gennaio 2020

L'amore ai tempi di Internet

Riflessione di Nonna Gegè

L’amore è sempre amore anche se i tempi cambiano e le emozioni si trasformano.
Il film “L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA” tratto dal libro di Gabriel Garcia Marquez porta sullo schermo il racconto di un amore durato una lunga vita. Siamo nei Caraibi nei primi novecento e tutto nacque da uno sguardo fugace e casuale. Durò oltre mezzo secolo senza che l’amore venisse consumato.
A quei tempi l’unico modo di comunicare era la corrispondenza e quindi un solo filo epistolare tenne salda l’unione platonica dei due protagonisti . Il sentimento coltivato da desiderio, inquietudine e malinconie fu così forte che si rafforzò con gli anni a tal punto da indurli ad attendere la morte dei loro compagni per riunirsi.
Oggi giorno, nel terzo millennio, le relazioni ed anche i grandi amori iniziano e finiscono esclusivamente in maniera virtuale. La rete è diventata un freddo trampolino di lancio di sentimenti e senza internet il nostro interesse per una persona non durerebbe lo spazio di un giorno.

TUTTO E SUBITO è la regola del momento.
Le lettere d’amore, oggi dimenticate, davano anima al sentimento e leggendole e rileggendole si sognava il momento dell’incontro.
Nostalgia di quei tempi, forse?
La purezza di quegli amori nati sì da una attrazione fisica ma anche spirituale ti portavano a vivere in un limbo e più passava il tempo più era grande il desiderio di vivere fisicamente quell’amore.
Oggi le nuove generazioni non conoscono quella smania che rende la vita emozionale , la rete ha distrutto e bruciato il desiderio, internet, in campo amoroso ha defraudato qualcosa ai sentimenti.
L’unico telefono di casa, sistemato in fondo al corridoio, diventava magico quando squillava nell’ora in cui l’innamorato ti chiamava. Si rinnovavano promesse d’amore, l’amore era tuo, non doveva essere condiviso, la complicità di quel momento creava qualcosa di intimo dove le parole prendevano forma e raggiungevano il cuore.
Oggi tutto è troppo veloce:l’amore invece ha bisogno dei suoi tempi e non può limitarsi ad innumerevoli messaggi già pre-scritti con scrittura abbreviata . L’amore non è un sentimento “mordi e fuggi”, è attenzione, riflessone, passione autentica, fantasia e DESIDERIO.
L’impronta delle labbra sulla lettera ricevuta dall’innamorata: è cosa di altri tempi, tempi poi non lontanissimi:

era DESIDERIO



quel desiderio che oggi abbiamo smarrito e che abbiamo sostituito e affidato ad una schermata di smartphone.
E’ sicuramente utopistico pensare di riappropriarsi dell’intimità dell’amore, di viverlo senza essere controllati dal GPS e senza la condivisione sui social.

Come verrà ricordato l’amore ai tempi di INTERNET????

domenica 5 gennaio 2020

Una paginetta di Nonna Gegè

Povero non è chi possiede poco, ma chi desidera di più


Mi trovavo in un’area di servizio dell’autostrada del Brennero quando decisi di prendere il solito biglietto della LOTTERIA ITALIA che ogni anno acquisto, per tradizione, prima delle feste di fine d’anno , come compro il panettone.
Davanti a me un signore con tono scherzoso chiede un biglietto dicendo: “voglio un biglietto e faccia in modo che non sia vincente, io sono già ricco”!.
Abbiamo tutti sorriso, ma la cosa mi ha fatto riflettere.
Io non ho mai vinto nulla nella mia vita e il biglietto della lotteria ITALIA è l’unico approccio con la Dea Fortuna: le mie perdite al gioco si limitano a 5 euro annui.
Ho anche la certezza di non vincere mai,ma la cosa non mi turba più di tanto anzi mi rende felice.
SENECA dice :”POVERO NON E’ CHI POSSIEDE POCO, MA CHI DESIDERA DI PIU’”. Io mi basto, non chiedo altro di quello che ho.
Mi pongo quindi il problema di una mia eventuale vincita:come affronterei la cosa?. In famiglia non tutti la pensano come me e sarebbero ben felici di spartirsi il premio.
I giovani, in particolare, sono pieni di desideri, ma siccome sono spesso desideri e non necessità primarie favorendoli li DERUBEREI del piacere della conquista e finirebbero per divenire veramente POVERI desiderando sempre di più.
Soluzioni ce ne sarebbero tante: investire in scuole e ospedali, aiutare gli indigenti per favorire la salute e l’istruzione di tanti giovani affinchè possano affrontare la loro vita con quella sicurezza e sapienza che è indispensabile al vivere dignitosamente.
Questa scelta sicuramente provocherebbe qualche problema all’interno della famiglia, ma se la semina di amore e generosità è stata giusta sicuramente, magari col tempo, verrà compresa.
E allora?
Continuerò a comprare il biglietto anche negli anni futuri perchè le TRADIZIONI SONO TRADIZIONI ed io alle tradizioni ci tengo.


Nonna Gegè