di
Sabrina
Bergamini
Mascherine
a scuola, ognuno
fa quel che può.
La maggior parte delle scuole fa così: dice agli studenti di
portarle da casa. E di portarne due, con una mascherina di riserva.
Con l’impegno a usare quelle arrivate a scuola come mascherine di
emergenza.
Un’indagine
telefonica fatta da Cittadinanzattiva
evidenzia che in molti casi le mascherine promesse dal Governo non
sono arrivate.
C’è
molta incertezza fra i dirigenti e il personale scolastico, «le
mascherine non sono arrivate o quando ci sono, spesso acquistate
direttamente dalla scuola,
la quantità non è sufficiente per coprire le esigenze
quotidiane degli studenti e di tutto il personale docente e non
docente. Dubbi
anche in merito alla tipologia di mascherina che si può usare in
classe».
Mascherine
a scuola, il caso
Cittadinanzattiva
ha svolto un’indagine telefonica, il 9 e 10 settembre, sulla
dotazione di mascherine a scuola e sulle indicazioni che stanno
arrivando a famiglie e studenti. Ha interpellato 39 istituti di 23
città di tutta Italia. Il risultato?
«Per
il momento portatele
da casa, perché
quelle che abbiamo bastano per le emergenze e per fornirle ai docenti
e a tutto il personale scolastico».
La
situazione è molto varia. Talvolta sono le scuole ad aver comprato
le mascherine, altre volte sono arrivate dalle Regioni, in altri casi
le famiglie stanno mettendo mano al fondo cassa. Ognuno fa quel che
può.
«In
alcuni casi – spiega Cittadinanzattiva – le mascherine le hanno
spedite le Regioni, in altri le ha comprate direttamente la scuola,
in altri casi ancora i genitori si sono organizzati ed hanno
utilizzato il “fondo cassa” degli anni precedenti. La tendenza
generale è comunque quella di chiedere agli studenti di presentarsi
in classe con una mascherina personale (e un’altra di riserva) e di
tenere quelle in dotazione della scuola come “scorta” per le
emergenze».
Cittadinanzattiva
mette a disposizione l’indirizzo mail
ripartenza.scuola@cittadinanzattiva.it
per ricevere segnalazioni dai cittadini su eventuali disagi in vista
della riapertura delle scuole, ma anche buone pratiche che gli
istituti stanno mettendo in atto per assicurare un regolare avvio
dell’anno scolastico.
Mascherine
a scuola, servono indicazioni chiare
Si
è dunque lontani dalle dichiarazioni che garantivano un quantitativo
giornaliero sicuro di mascherine per le scuole e per gli alunni.
«È
comprensibile quindi – dice Anna
Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva
– che i dirigenti scolastici, vista l’attuale situazione, abbiano
optato per la scelta di far venire gli studenti già provvisti di
mascherina, anche per una serie di considerazioni che condividiamo:
innanzitutto, dovendo gli studenti firmare ogni volta che ricevono
una mascherina dalla scuola, una
regolare distribuzione di queste all’ingresso genererebbe una
grande confusione e perdita di tempo.
Oltretutto molti studenti, soprattutto dai 14 anni in su, arrivano a
scuola con i mezzi pubblici e quindi dovrebbero già presentarsi
all’ingresso con la mascherina (essendo obbligatoria per accedere
sui mezzi pubblici). È però evidente che a tutti i livelli,
cominciando da quelle centrale, dovrebbero essere date indicazioni
chiare e valide per tutti: dal tipo di mascherina da utilizzare in
classe a come organizzare la distribuzione a scuola di quelle che, si
spera in tempi rapidi, arriveranno dallo Stato».
Ecco
dunque un’altra criticità, l’ennesima, nella faticosa riapertura
della scuola in Italia. Garantita a parole il 14 settembre ma già
slittata a dopo le elezioni in molte regioni e in diverse città.
Promessa come prioritaria per gli alunni di tutta Italia, salvo
incredibili differenze fra chi può contare su una scuola organizzata
e chi invece non sa ancora come orientarsi.
Inviato da Dubbio