Forte
interesse ha riscosso l’iniziativa 'Considerazioni e proposte per
la gestione post pandemica nel sistema produttivo della Valle del
Reno' . Al confronto socio-economico hanno partecipato istituzioni,
parti sociali, imprese e tanti cittadini collegati in remoto.
Alessandro
Cavazza e Mirca Risi, coordinatori di Italia Viva Alto Reno dell'
Appennino Bolognese, scrivono:
Con
l’incontro del 4 marzo Italia Viva Alto Reno e Appennino Bolognese
hanno avviato un ciclo di assemblee pubbliche per costruire in
maniera condivisa il percorso di ripresa e di rilancio del territorio
della Valle del Reno dopo l’emergenza Coronavirus.
Gli
interventi hanno evidenziato ancora una volta come la pandemia abbia
impattato duramente sull’economia locale e ancora più
sull’occupazione, già colpita dalle crisi di aziende importanti, e
gli effetti saranno ancora più evidenti quando cesserà il blocco
dei licenziamenti.
Tuttavia
ci sono aziende locali, come Basf e 3D4MEC, che investendo in ricerca
e con attenzione al capitale umano e alla filiera produttiva, stanno
crescendo e affrontando nuove sfide con determinazione.
Le
parole chiave per la ripresa e lo sviluppo emerse nel confronto sono
innovazione, competenze, digitalizzazione, investimenti in
infrastrutture, credito per le imprese, ma anche riforma degli
ammortizzatori sociali e sostegno all’occupazione giovanile e
femminile.
Per
rilanciare l’economia e sostenere l’occupazione nel nostro
territorio servono investimenti strategici. Investimenti che potranno
essere sostenuti se saremo in grado di intercettare le risorse
ingenti del Recovery Fund e delle politiche di coesione e per lo
sviluppo rurale dei Fondi europei che nel prossimo periodo
affluiranno nel nostro paese e che ammontano complessivamente a quasi
300 miliardi di euro. E per farlo Italia Viva propone un’azione
sinergica che coinvolga istituzioni, parti sociali, imprese, e
società civile, un 'patto' per lo sviluppo dell’Appennino che
indirizzi le scelte strategiche per il nostro territorio. Anche se
purtroppo ci troviamo nel pieno della terza ondata del virus bisogna
saper guardare avanti. Il futuro del riavvio è vicino e affrontarlo
in modo vincente è possibile e necessario.