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domenica 23 ottobre 2022

La fitta nebbia li disorienta e si trovano dal versante opposto della montagna.

 


Stanchi e impauriti sono stati raggiunti dai tecnici del Soccorso Alpino e trasportati al Corno alle Scale. 


di Giulia Berni


Una coppia di escursionisti  58enni di Prato  è partita in mattinata da Doganaccia in direzione lago Scaffaiolo (al confine tra la Provincia di Modena e quella di Pistoia) per compiere una camminata.

La fitta nebbia e le condizioni meteo non favorevoli hanno fatto loro perdere l'orientamento e, invece di rientrare verso Doganaccia, sono scesi dal versante opposto e sono arrivati al rifugio Sasseto punto in cui la donna, molto stanca e affaticata, si è fermata perché non riusciva più a proseguire nel cammino. È stato quindi contattato il Saer che ha inviato  due tecnici della stazione Corno Alle Scale, giunti in jeep al rifugio dove hanno trovato i signori in buone condizioni fisiche nonostante l'affaticamento e il freddo patito per le nuvole basse e la nebbia.

Caricati sul mezzo fuoristrada i due  sono stati portati alle Polle dove è locata la stazione sciistica Corno Alle Scale e lì hanno potuto prendere la corriera e fare ritorno all'auto.

venerdì 21 settembre 2018

Corsini rinvia audizione a Gaggio Montano, Evangelisti: "Fatto inaccettabile, si dimetta"


Marco segnala


Questo pomeriggio, alle 17, avrebbe dovuto svolgersi a Silla di Gaggio Montano la commissione congiunta in tema di collegamento “Corno alle Scale Doganaccia alla luce del Protocollo di intesa tra Regione Toscana, Regione Emilia Romagna e Governo firmato a novembre 2016”. L’assessore regionale Corsini ha comunicato solo ieri pomeriggio, quando gli uffici erano chiusi, la sua impossibilità a partecipare. Di fatto abbiamo appreso solo stamattina che non sarebbe stato presente e della sua generica disponibilità a riconvocare, chissà quando, una nuova commissione”.
Va all’attacco Marta Evangelisti, consigliera metropolitana di Uniti per l’Alternativa su quanto accaduto in data odierna.
“Un fatto per noi inaccettabile se si pensa che da tempo sollecitavamo questa audizione che era stata concordata addirittura a giugno e alla quale avrebbero partecipato anche i rappresentanti della Regione e i sindaci provenienti dalla Toscana. Il disinteresse dell’assessore nei confronti delle tematiche della montagna appare evidente e ci chiediamo dunque se non sia il caso che l’assessore stesso faccia un passo indietro rassegnando le proprie dimissioni. Se questo è il modus operandi di questa Giunta regionale, che prima ci fa attendere mesi per una audizione salvo poi disdirla all’ultimo momento, allora è evidente che siamo di fronte a rappresentanti politici che non hanno interesse a rispondere alle tante istanze territoriali e che i tanti annunci sulla valorizzazione della montagna sono destinati a restare sulla carta. Mi auguro che alle prossime regionali i cittadini aprano gli occhi ricordando quanta poca considerazione questa Giunta ha riservato ai nostri territori”.

Marta Evangelisti
Consigliere Gruppo "Uniti per l'Alternativa"

venerdì 28 ottobre 2016

Legambiente liquida come 'follia' il progetto di collegamento tra gli impianti sciistici del Corno con Abetone e Doganaccia.


Legambiente comunica:

In questi giorni si parla di rilancio turistico dell’Appennino, attraverso un progetto sovra regionale che vuole unire le tre stazioni sciistiche di Corno alla Scale, Doganaccia e Abetone, rispolverando un’idea del 1963 che prevedeva una funivia Doganaccia/Scaffaiolo ed un impianto di seggiovia con partenza da Tavola del Cardinale ed arrivo sotto al vecchio rifugio del lago.
15 milioni di euro la spesa prevista per la realizzazione delle opere, di cui 11 milioni reperibili da un possibile finanziamento nazionale con fondi destinati al rilancio dell’Appennino Tosco-Emiliano.

«Il percorso per il finanziamento di queste opere è cominciato qualche giorno fa, ora si tratta di realizzarlo in tempi brevi» è l’annuncio fatto dal dirigente del settore Turismo della Regione Emilia Romagna a Vidiciatico, in occasione di un convegno tenutosi negli scorsi giorni.

In pieno periodo di cambiamenti climatici, di tagli ai bilanci pubblici e di riflessione sull'economia verde appare assurdo che a  cavallo di Emilia Romagna e Toscana si stia parlando di un progetto di implementazione della rete di seggiovie e funivie per sviluppare il turismo sciistico invernale. Se si da uno sguardo a piovosità e temperatura media dal 1961 al 2008 a Lizzano in Belvedere, si nota come la temperatura media annuale sia aumentata di 1 grado e la piovosità media annuale sia diminuita di 117 mm all’anno. Dati che, se incrociati al trend delle nevicate su tutto l’Appennino emiliano romagnolo negli ultimi 50 anni, rimarcano la costante diminuzione dagli anni ‘90 sia dei giorni nevosi che dell’altezza media del manto nevoso (Dati atlante idroclimatico Arpae )
Risulta preoccupantemente evidente che puntare tutto sulla stagione sciistica sia un azzardo che il nostro territorio non può più permettersi.
Con le stesse risorse si potrebbero avviare decine di start-up, cooperative di comunità o aziende giovanili incentrate su sostenibilità ed innovazione, con ricadute occupazionali di certo più promettenti.

Il progetto evidenzia ancora una volta la visione miope del turismo appenninico nella nostra regione: invece di puntare sulla riapertura delle antiche vie transappenniniche, pulire i belvederi e favorire un turismo di montagna sostenibile, attento alle peculiarità locali e continuativo nell’arco dei 12 mesi, si punta a riproporre il modello “rivierasco” anche in vetta.
Pensare di risollevare le sorti del territorio appenninico attraverso la promozione di un turismo mordi e fuggi concentrato nei soli mesi invernali, neve permettendo, è una visione poco lungimirante di sviluppo delle aree interne, che può solo peggiorare la già difficile situazione di spopolamento di piccole località sparse sul territorio, come ad esempio la nota Pianaccio.
Realtà che possono essere rilanciate solo attraverso la promozione delle tipicità e della storia locale, come la nostra associazione aveva già evidenziato con il progetto “Parchi di Vita”.