Dante
Franchi ha mandato l'articolo che riportiamo, accompagnato dal
commento: ' Alla Camera è avvenuto un insulto alla democrazia
contro quello che 26 milioni di persone avevano deciso col
Referendum.
Diamoci da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita: l’Acqua'.
Diamoci da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita: l’Acqua'.
di
Alex Zanotelli
I
Deputati invece hanno deciso che il servizio idrico deve rientrare
nel mercato, dato che è un bene di “interesse economico”, da
cui ricavarne profitto. Per arrivare a questa decisione (beffa delle
beffe!), i rappresentanti del popolo hanno dovuto snaturare la Legge
d’Iniziativa Popolare (2007) che i Comitati dell’acqua erano
finalmente riusciti a far discutere in Parlamento. Legge che solo lo
scorso anno (con enorme sforzo dei comitati) era approdata alla
Commissione Ambiente della Camera, dove aveva subito gravi
modifiche, grazie agli interventi di Renzi-Madia. Il testo approvato
alla Camera obbliga i Comuni a consegnare l’acqua ai privati.
Ben 243 deputati (Partito Democratico e Destra) lo hanno votato, mentre 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana) hanno votato contro. A nulla è valsa la rumorosa protesta in aula dei Pentastellati.
Ben 243 deputati (Partito Democratico e Destra) lo hanno votato, mentre 129 (Movimento Cinque Stelle e Sinistra Italiana) hanno votato contro. A nulla è valsa la rumorosa protesta in aula dei Pentastellati.
Ora
il popolo italiano sa con chiarezza sia quali sono i partiti che
vogliono privatizzare l’acqua, ma anche che il governo Renzi è
tutto proteso a regalare l’acqua ai privati. “L’obiettivo del
governo Renzi, afferma giustamente Riccardo Petrella, è il
consolidamento di un sistema idrico europeo, basato su un gruppo di
multiutilities su scala interregionale e internazionale, aperte alla
concorrenza sui mercati europei e mondiali, di preferenza quotate in
borsa, e attive in reti di partenariato pubblico-privato.”
Sappiamo infatti che Renzi vuole affidare l’acqua a quattro
multiutilities italiane: Iren, A2A,Hera e Acea. Infatti sta
procedendo a passo spedito l’iter del decreto Madia (Testo unico
sui servizi pubblici locali) che prevede l’obbligo di gestire i
servizi a rete (acqua compresa) tramite società per azioni e
reintroduce in tariffa “l’adeguatezza della rimunerazione del
capitale investito.” (la dicitura che il Referendum aveva
abrogato!).
Tutto
questo è di una gravità estrema, non solo perché si fa beffe
della democrazia, ma soprattutto perché è un attentato alla vita.
E’ infatti Papa Francesco che parla dell’acqua come “diritto
alla Vita “ (un termine usato in campo cattolico per l’aborto e
l’eutanasia). L’acqua è Vita, è la Madre di tutta la Vita sul
pianeta. Privatizzarla equivale a vendere la propria madre! Ed è
una bestemmia!
Per
cui mi appello a tutti in Italia, credenti e non, ma soprattutto
alle comunità cristiane perché ci mobilitiamo facendo pressione
sul Senato dove ora la legge sull’acqua è passata perché lo
sgorbio fatto dai deputati venga modificato.
Inoltro
il mio appello:
Al
Presidente della Repubblica, perché ricordi ufficialmente al
Parlamento di rispettare il Referendum;
Alla
Corte Costituzionale, perché intervenga a far rispettare il voto
del popolo italiano;
Alla
Conferenza Episcopale Italiana (CEI), perché si pronunci, sulla
scia dell’enciclica Laudato Sì, sulla gestione pubblica
dell’acqua;
Ai
parroci e ai sacerdoti, perché nelle omelie e nelle catechesi,
sensibilizzino i fedeli sull’acqua come “diritto essenziale,
fondamentale, universale” (Papa Francesco)
Ai
Comuni e alle città, perché ritrovino la volontà politica di
ripubblicizzare i servizi idrici come Napoli (Penso a città come
Trento, Messina, Palermo, Reggio Emilia..).
Il
problema della gestione dell’acqua è oggi fondamentale: è una
questione di vita o di morte per noi, ma soprattutto per gli
impoveriti del pianeta, per i quali, grazie al surriscaldamento del
pianeta, l’acqua sarà sempre più scarsa. Se permetteremo alle
multinazionali di mettere le mani sull’acqua, avremo milioni e
milioni di morti di sete. Per questo la gestione dell’acqua deve
essere pubblica, fuori dal mercato e senza profitto, come sta
avvenendo a Napoli, unica grande città italiana ad aver obbedito al
Referendum.
Diamoci
tutti da fare perché vinca la Madre, perché vinca la Vita:
l’Acqua.

