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martedì 21 ottobre 2025

Il Prefetto affida al Consorzio L’Arcolaio la gestione di 75 posti di accoglienza per richiedenti asilo



Il Prefetto  di Bologna ha disposto l’affidamento diretto al Consorzio di Cooperative L’Arcolaio di Lizzano in Belvedere per la gestione di 75 posti di accoglienza destinati a richiedenti protezione internazionale. L’incarico rientra nel quadro delle nuove disposizioni previste dal Decreto Ministeriale del 4 marzo 2024, che ha introdotto il nuovo schema di capitolato per la gestione dei centri di accoglienza, in linea con il D.Lgs. 142/2015 e il nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 36/2023).

Il provvedimento si inserisce nel percorso di adeguamento ai nuovi standard di accoglienza e alle modifiche normative che hanno ridefinito la tipologia dei servizi, le figure professionali impiegate, gli orari di servizio e la fornitura di beni e prestazioni essenziali, tenendo conto dell’aumento generale dei costi rilevato dall’ISTAT.

Il nuovo capitolato prevede inoltre la separata rendicontazione di specifici servizi, come l’intervento a chiamata del personale sanitario o notturno e il rimborso di farmaci non coperti dal Servizio sanitario nazionale.

L’affidamento al Consorzio L’Arcolaio avviene nell’ambito della procedura avviata con i provvedimenti prefettizi del 24 maggio e del 10 settembre 2024, finalizzati alla selezione di operatori economici per la gestione complessiva di 2.800 posti di accoglienza nel territorio metropolitano di Bologna, secondo quanto stabilito dal nuovo quadro normativo nazionale.

giovedì 9 marzo 2023

Tre richiedenti asilo si sono rifugiati in una seconda casa e hanno rischiato di incendiarla.

 

 

 Il 7 marzo scorso, i Carabinieri sono stati allertati da un residente di Loiano preoccupato poiché vedeva una colonna di fumo uscire dall’abitazione di un suo vicino di casa che vi dimorava solo saltuariamente e in quel momento sarebbe dovuto essere assente.

I  Carabinieri si sono recati sul posto e nell’abitazione hanno trovato tre ragazzi che si erano rifugiati in salotto e avevano acceso il camino, senza sapere che non era funzionante perché il padrone di casa lo aveva chiuso per eseguire dei lavori di manutenzione.

 I  tre ragazzi  sono stati identificati in tre tunisini di 16, 18 e 25 anni, giunti in Italia via mare lo scorso agosto e richiedenti protezione internazionale.

Avevano già accumulato qualche precedente di polizia (false generalità e spaccio di stupefacenti). Il 16enne era ospite di una comunità di Bologna per minori non accompagnati da cui si era allontanato. I tre sono stati denunciati e il 16enne, minorenne, è stato nuovamente accompagnato in comunità. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

domenica 18 agosto 2019

Casalecchio di Reno. Pietro Cappellini (M5S) dice la sua sul caso 'residenza ai richiedenti asilo'.

Anche il capogruppo del MoVimento 5 Stelle a Casalecchio di Reno, Pietro Cappellini ( nella foto), interviene in merito alla decisione dei Comuni dell'Unione Reno Lavino Samoggia di iscrivere all'anagrafe cittadina i richiedenti asilo. 

In una nota dal titolo ' Difendere i diritti degli ultimi significa difendere i diritti di tutti', scrive:


Buttarla in politica a pochi mesi dalle elezioni regionali e ad oggi probabilmente dalle nazionali sovvertendo il Decreto Legge 113 del 2018, ovvero giocare su un vuoto normativo, parrebbe strumentalizzare la condizione del richiedente asilo per accaparrarsi voti. 
 
Nello specifico l’iscrizione anagrafica è uno strumento che tutela la sicurezza dei cittadini e della comunità. Infatti tramite l’anagrafe conosciamo chi c’è nel nostro territorio e dove si trova, al fine di poter controllare, monitorare attraverso strumenti istituzionalmente riconosciuti tutte le situazioni e contestualmente intervenire per evitare rischi per quanto riguarda la salute pubblica.
 
Il pericoloso vuoto normativo, qualora fosse negato il diritto ad ottenere lo status di rifugiato, metterebbe il Comune nelle condizioni di avere tra gli iscritti all’anagrafe persone dotate di carta di identità anche se non più regolari sul territorio.
L’iscrizione anagrafica vincola il Comune all’erogazione, in casi di necessità, di una serie di servizi riservati ai cittadini residenti, quindi andrebbero sicuramente rivisti i parametri per le assegnazioni ad esempio delle case popolari.
 
Ciò che dà da pensare è che sembrerebbe che il comune di Casalecchio sia sempre attento a compiere azioni volte ad avere risonanza politica, mentre nel concreto i cittadini di Casalecchio chiedono attenzione nei servizi basilari e come in altre occasioni si sentono messi in secondo piano.

sabato 17 agosto 2019

Erika Seta . "Una mistificazione la residenza a richiedenti asilo"

In questo modo gli enti locali, contrariamente al loro dovere, disobbediscono a una direttiva dello Stato. 

L'annuncio che i Comuni di Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Valsamoggia, Monte San Pietro e Zola Predosa concederanno la 'residenza anagrafica', senza passare dai tribunali, ai richiedenti asilo, non ha mancato di suscitare reazioni e distinguo. 
Fra queste quella di Erika Seta ( nella foto)  capogruppo del 'Centrodestra per Casalecchio' e della Città Metropolitana di Bologna, consigliere Unione Comuni Reno, Lavino, Samoggia che in una nota scrive 

“Mi sarei stupita di scoprire che i 5 Sindaci dell’Unione Reno, Lavino, Samoggia avessero rinunciato a fare i primi della classe nel disobbedire ad una legge e ad una circolare attuativa del ministro Salvini. La sfida è esclusivamente politica e lo evidenzia il fatto che sia capeggiata dal Sindaco di Casalecchio, che deve la sua sedia all’estrema sinistra che ha, quindi, il controllo politico del Comune e di riflesso dell’Unione. 
Mascherare il primato degli unici Comuni in Emilia che sfidano apertamente il Governo eludendo una legge dello Stato, forti di sentenze che parrebbero indicare un orientamento del tribunale di Bologna, con la necessità di non trascinare gli Enti in possibili cause mosse dagli Avvocati di strada, con esigenze di tutela dei richiedenti asilo è esattamente ciò che ci si aspettava.  
Mascherare una guerra politica contro Salvini e la sua politica sui migranti con una tutela umanitaria é nello stile di chi vende all’esterno, ai cittadini una verità mistificata.  
Agli Enti non spetta il ruolo di contraddire o peggio, di eludere una legge dello Stato ma, al contrario, di applicarla. E non si può raccontare che senza l’iscrizione all’anagrafe i richiedenti asilo non hanno accesso alla sanità pubblica perché è una verità falsata, ripiegando poi sull’impossibilitá di aprire un conto in banca. 
  Ci aspettiamo che il Sindaco Bosso torni immediatamente indietro rispetto ad una scelta politica estremamente sbagliata.  
Ancora una volta vediamo le Amministrazioni di sinistra spendersi senza risparmio di forze in favore di richiedenti asilo ma molto meno incisive sulle politiche sociali in favore dei cittadini. Siamo basiti. 
La nostra opposizione è inflessibile.”


lunedì 7 maggio 2018

Diplomati 32 richiedenti asilo.

Lai-momo informa:

Si è svolta a Bologna la Cerimonia di consegna degli attestati che ha concluso il primo ciclo di corsi di formazione  realizzati all’interno del progetto  “Creazione di lavoro e sviluppo sostenibile di micro-imprese" realizzato da  ITC-Ethical Fashion Initiative  e coop.  Lai-momo .

32 i richiedenti asilo coinvolti roveenienti da Mali, Pakistan, Senegal, Burkina Faso, Liberia, Guinea, Costa d’Avorio, Nigeria, Camerun - che hanno completato il percorso, per un totale di 888 ore di formazione tra teoria e pratica. Un gruppo ha completato la formazione per 'operatori di pelletteria' e sartoria, un altro quella per Operatori amministrativi di piccola impresa, per un totale di 888 ore di formazione tra teoria e pratica. 

Alla cerimonia di consegna degli attestati di fine corso erano presenti rappresentanti delle istituzioni, della formazione professionale, imprese e banche.

Bianca Lubreto ( nella foto) , Capo di Gabinetto della Prefettura di Bologna, ha aperto la cerimonia affermando: “Spero che questa sia la tappa di un percorso che porti i corsisti a realizzare il loro sogno di integrazione”. Andrea Marchesini Reggiani, Presidente di Lai-momo, ha poi presentato il progetto, spiegando che per alcuni dei corsisti sono in fase di attivazione tirocini formativi in imprese del territorio. In seguito, ogni studente ha ricevuto il proprio attestato dalle mani di Monica Biondi, consigliera di Centergross, Enrico Grandini di Banca Prossima, Oriella Zerbini di Emil Banca, Giacomo Sarti di CEFAL e la stessa Lubreto. Omer B., uno dei “neodiplomati”, ha affermato: “Oggi possiamo dirvi che siamo in grado di capire il funzionamento di una piccola impresa. Sarebbe bello che questa formazione fosse aperta a tutti.” “Vogliamo ringraziare soprattutto il popolo italiano per la sua accoglienza - ha aggiunto Diawara M. - perché noi migranti sappiamo che non è facile accogliere chi non si conosce.” 

 
Il progetto “Creazione di lavoro e sviluppo sostenibile di micro-imprese attraverso la gestione delle catene di valore di moda etica, lifestyle e design di interni in Burkina Faso e Mali” prosegue con la seconda edizione di corsi, che formeranno 250 migranti fino al 2020.


lunedì 23 ottobre 2017

Vergato si prepara ad accogliere una decina di richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e umanitaria

Saranno una decina le persone a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato a essere ospitate in due appartamenti nella frazione di Tabina (Vergato). L’accoglienza rientra nel piano nazionale SPRAR ed è gestita dall’Azienda per i Servizi alla Persona di Bologna

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:

Arriveranno nei prossimi giorni a Vergato, in due appartamenti della frazione Tabina, a pochi chilometri dal centro cittadino, una decina di rifugiati (in particolare si tratta di una famiglia e di cinque adulti), persone cioè a cui è stato riconosciuto il diritto a risiedere in Italia perché se tornassero nel loro paese potrebbero subire persecuzioni a causa di conflitti o disordini in corso.

Il punto di accoglienza integrata fa parte del cosiddetto SPRAR cioè “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, un progetto finanziato dal governo per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo secondo la definizione prevista dalla convenzione di Ginevra del 1951, un trattato delle Nazioni Unite. Per l’area della Città Metropolitana di Bologna è seguito direttamente dall’ASP (Azienda per i Servizi alla Persona) Città di Bologna. Lo scopo è quello di costruire percorsi di autonomia lavorativa e abitativa, mirando all’inserimento del territorio sociale di riferimento, distribuendo i rifugiati su tutta l’area metropolitana in maniera equilibrata, per agevolarne l’integrazione.

Ad affiancare l’ASP ci sono poi diversi operatori (nel caso di Vergato sarà l’associazione onlus Mondo Donna) che sostengono i rifugiati nel rapporto con le pubbliche amministrazioni, nell’apprendimento della lingua italiana, nell’accesso al servizio sanitario, nell’inserimento del mondo del lavoro e in attività di socializzazione.

Considerando il passato terribile che è alle spalle di queste persone” commenta il sindaco di Vergato Massimo Gnudiuno degli obiettivi principali di queste attività è quello di favorirli nella riconquista di una autonomia che hanno evidentemente perduto”.