Assente il bus sostitutivo, passeggeri costretti a dormire nella sala d’attesa. Mancata coordinazione tra trasporto e viabilità
Notte da
incubo per una trentina di passeggeri del treno Bologna–Porretta, rimasti
bloccati venerdì sera nella stazione di Sasso Marconi, senza possibilità
di tornare a casa. A causa dei lavori sulla linea ferroviaria, il convoglio è
stato regolarmente interrotto a Sasso Marconi, dove i viaggiatori avrebbero
dovuto proseguire con un servizio sostitutivo su gomma fino a
Marzabotto, per poi riprendere il treno verso Porretta Terme.
Ma l’autobus
sostitutivo non si è mai presentato. Dopo aver atteso invano, i passeggeri
hanno contattato Tper, che inizialmente ha assicurato l’arrivo imminente del
mezzo. Tuttavia, la Porrettana risultava chiusa al traffico dalle 22:00 alle
6:00 per lavori alla Rupe di Sasso Marconi, impedendo di fatto l’accesso
alla zona proprio nelle ore cruciali.
Nessuno – né
Trenitalia né Tper – aveva tenuto conto della contemporanea interdizione
stradale, lasciando i viaggiatori senza soluzioni. Bloccati nella stazione, hanno
trascorso la notte all’interno della sala d’attesa, senza la possibilità di
ricevere aiuto nemmeno da familiari o conoscenti, anch’essi impossibilitati a
raggiungerli.
«È mancato
completamente il coordinamento tra i soggetti responsabili del trasporto
ferroviario e della viabilità – denuncia Mariela Fuentes ( nella foto), coordinatrice Appennino
Azzurro Donna di Forza Italia –. Un fatto grave, che dimostra l’approssimazione
nella gestione dei servizi legati ai lavori sulla linea, più volte segnalata
nei giorni scorsi».
L’episodio
rilancia con forza il tema della pianificazione e del coordinamento degli
interventi infrastrutturali, soprattutto quando coinvolgono aree montane e
servizi pubblici essenziali.
